GIAN PIERO GASPERINI, CITTADINO ONORARIO DI BERGAMO


“Con
la cittadinanza onoraria, vogliamo riconoscere a Gian Piero Gasperini la nostra
gratitudine per quello che ha fatto”. Così motiva il riconoscimento
della città di Bergamo il sindaco Giorgio
Gori, il quale dopo avere riunito l’intero Consiglio Comunale ha dato
seguito all’onorificenza. Molto emozionato è apparso Gian Piero Gasperini che quasi incredulo di tanta attenzione nei
suoi confronti ha così dichiarato:” Vogliamo
vivere altre emozioni, forse ancora più forti, abbiamo voglia di dare
entusiasmo e felicità alla gente, perché in tutta questa storia quello che più
ci ha emozionato è stata la felicità negli occhi dei tifosi. Per me non è un
premio, ma il regalo più bello della mia
vita”. E, in effetti, questo è il più bel riconoscimento che il tecnico
della Dea potesse ricevere alla presenza dei suoi affetti più cari, di una
nutrita schiera di politici locali, di semplici tifosi, del presidente nerazzurro Antonio Percassi e del direttore
operativo Roberto Spagnolo. Tutti per lui, animati dall’esaltazione di chi
desidera dirgli grazie per quanto sta facendo per la città Orobica, a livello
di immagine nel mondo non solo calcistico. Essere considerato bergamasco è per Gian Piero Gasperini motivo di
orgoglio, proprio lui che conserva origini piemontesi di quel paese di Grugliasco che sorge silente e senza
squilli di tromba nell’hinterland torinese. “Bergamo è speciale, ho un forte legame con questa città”, dice Gasperini manifestando chiari momenti
di commozione capaci di fare scendere le lacrime sul suo viso. E’ il tributo di
un lavoro serio, eticamente perfetto nell’intendere il calcio come qualcosa che
va oltre la ricchezza, il denaro e tutto ciò che spesso enfatizza la banalità
di pensiero verso questo mondo edulcorato da troppi privilegi. Tuttavia, i
sentimenti che fanno sempre capo alla centralità della persona, devono sempre
essere tenuti in considerazione come il significato profondo di ogni cosa. Sono
storie di vita, di percorsi professionali che spesso ti portano a scoprire angoli
di mondo che premiano la tua persona, così com’è successo a Gian Piero Gasperini da Grugliasco, che
nato nel 1958, partito dal settore giovanile della Juventus e poi legato
particolarmente a questi colori, mai più avrebbe pensato che il destino della
sua vita personale e calcistica si potesse legare così affettivamente alla
città orobica e alla gente bergamasca che gli è grata per avere condotto l’Atalanta
per la prima volta nella sua storia in Champions League. Segno che anche nel
calcio ci sono storie belle da raccontare, da ascoltare e fare proprie come
quei sogni che nella vita spesso si avverano quando meno te l’aspetti. E allora
pensi quanto sia fantastica la vita e come troppe volte non ce ne accorgiamo,
presi come siamo a rincorrere frettolosamente una quotidianità che spesso tende
a demotivare le nostre legittime aspirazioni. Ma la perseveranza, la voglia di
non arrendersi mai nell’esplicare il proprio compito professionale all’insegna dell’etica,
della serietà e della correttezza, qualche volta nella vita è premiante. La
storia del piemontese Gian Piero Gasperini diventato cittadino onorario della
città di Bergamo, ce lo insegna.
Salvino
Cavallaro