INZAGHI È IL NUOVO ALLENATORE DEL MILAN. MA QUANTE INCOGNITE!


Il Milan nella prossima
stagione si affiderà a Pippo Inzaghi. Una decisione rischiosa che poggia sull’unica certezza affidabile: l’amore per
la maglia rossonera che gli ha permesso nel tempo di conoscere meglio di ogni
altro l’ambiente milanista. Ma basterà? I dubbi si accavallano, ma l’attuale
non florida condizione economica della società, ha optato per un allenatore
fatto in casa. Certo, l’inesperienza di Pippo dal punto di vista dell’allenatore
lascia davvero sbigottiti, visto che il suo curriculum parla semplicemente da
tecnico delle giovanili. Si punta dunque sulla passione di Inzaghi per il
pallone, per il suo Milan, per i tanti ricordi di vittorie in campo nazionale e
internazionale. Il resto è tutta un’incognita, perché potrà rivelarsi una
scelta azzeccata come potrebbe essere un flop. Non sempre un grande calciatore
si è rivelato un buon allenatore, soprattutto se buttato nella mischia senza
alcuna esperienza. Molti anni fa ricordiamo un’esperienza simile vissuta da
Claudio Sala, l’indimenticato poeta del gol dell’ultimo scudetto del Torino. Ebbene,
dopo aver vinto lo scudetto con Gigi Radice le cose per il Toro non andarono
per il verso giusto, e così nel bel mezzo del campionato fu chiamato in fretta
e furia Sala per sostituire Radice. La sua esperienza si limitava al Settore
Giovanile, dove egli era allenatore della Primavera della società granata. Come
tanti ricordano, per Claudio Sala si trattò di un fallimento, in quanto fu
presto sollevato dall’incarico ancora prima della fine del campionato. A poche
domeniche dalla fine, infatti, quando ormai il Torino si preparava a ritornare
malinconicamente in Serie B, la squadra fu affidata a mister Vatta, il quale
non riuscì a compiere il miracolo della salvezza. Claudio Sala si bruciò la
carriera e di lui non se ne seppe più nulla. Storie che si possono paragonare,
che si ripetono in questo mondo del calcio che spesso è chiamato a rischiare
per necessità, per esigenze economiche da far quadrare. Ci sono cose nel calcio
che vanno oltre le bandiere e che non si possono semplificare con la sola
passione e la conoscenza dell’ambiente. Se fosse così, quanti ex calciatori che
hanno militato per lungo tempo nella stessa squadra potrebbero sedere sulla panchina
di quella stessa Società? Ma non è così semplice! L’esperienza nel settore è
determinante. Inzaghi troverà diverse difficoltà, non ultima la ricostruzione
di una squadra che appare alle prese con un ciclo finito. E poi c’è da vedere
come saprà gestire il suo rapporto con Balotelli, un tipo di calciatore che è
totalmente diverso da quello che è stato lui in carriera. Insomma, questa
scelta di dimettere Seedorf dal suo
incarico di allenatore del Milan per affidarsi a Inzaghi ci sembra davvero
molto azzardata, non fosse altro per il percorso lavorativo appena iniziato
dall’olandese e non portato a termine perché ritenuto fallimentare a causa
della mancata partecipazione alla prossima Europa League 2014’15. Colpe che gli
sono state addebitate senza pensare che Seedorf è stato chiamato a sostituire
Allegri a Campionato in corso. Secondo noi Berlusconi, Galliani e Lady BB sono
stati frettolosi nella decisione. L’olandese meritava ancora un po’ di tempo
per farsi vedere ancora all’opera. In fondo era stato chiamato con urgenza dal
Brasile, (dove ancora giocava) come salvatore della patria. E adesso? Tutto
finito, si ricomincia daccapo! Vedremo quali saranno gli sviluppi. In questo
momento Pippo Inzaghi tocca il cielo con le dita, è legittimo! Noi ci auguriamo
per il suo bene che non si bruci. Dopo tutto ciò che ha fatto per il Milan, non
sarebbe neanche giusto che il destino gli fosse avverso.
Salvino
Cavallaro