MASSIMO BAVA E IL DESTINO DI CHI VALE DAVVERO.


Ci sono persone al mondo che per valore
professionale e umano sono destinate al successo. Massimo Bava, attuale Responsabile del Settore Giovanile del Torino
F.C. fa sicuramente parte di questa categoria. Persona di poche parole e non
particolarmente avvezza alla ribalta dei riflettori accesi, Bava è personaggio
di qualità che preferisce lavorare senza clamori per il raggiungimento degli
obiettivi prefissati. E’ un po’ come dire di far parlare i fatti, perché le
parole vanno sempre al vento. E purtroppo sono troppe le effimere parole che
inondano il mondo del pallone, così, quando trovi qualcuno che ama i fatti, ti
sembra quasi di non crederci. Conosco da qualche anno Massimo Bava e posso dire
di avere seguito il suo lavoro nell’ambito del Settore Giovanile del Torino che
è lievitato nella conquista di trofei ma anche nella crescita esponenziale dei
giovani calciatori. Sembra ieri, eppure sono passati ben sette anni da quel
2012 in cui Bava è stato incaricato dal Torino F.C. di ricoprire il ruolo che
attualmente riveste in seno alla società. E non è un caso che tra gli altri è
stato insignito del prestigioso Premio Maurizio Maestrelli, per essere riconosciuto
come miglior Responsabile del Settore Giovanile in Italia. Un attestato che
mette in evidenza il grande lavoro svolto in questi anni con tutto il Settore
Giovanile Granata. In passato persino la Juventus l’ha contattato per passare
dall’altra sponda torinese, tuttavia, pur con l’orgoglio di sentirsi stimato
per il lavoro fatto, ha dichiarato di stare bene al Torino con il presidente
Cairo. E adesso che il patron del Toro ha incassato le dimissioni del DS Petrachi
che andrà alla Roma, sta seriamente pensando di affidargli quel ruolo di
dirigente che è rimasto vuoto. Una figura che il presidente ha studiato molto
bene perché Bava è in sintonia con il suo modo di gestire la società sempre
molto attenta ai conti, all’ordine dei bilanci che si riflettono soprattutto
nelle plusvalenze ricavate dalla valorizzazione di mercato dei calciatori. Una
forma mentis ideale per un dirigente di azienda calcio, capace di operazioni
importanti pur non disponendo di budget astronomici. Così come sta facendo con
il Settore Giovanile del Toro, in cui le squadre minori granata hanno raccolto
molti successi su scala nazionale. In base a quanto sono le nostre
informazioni, la promozione di Massimo
Bava dovrebbe avvenire a conclusione dei campionati giovanili. Tuttavia,
restano delle serie riserve da parte del Presidente Cairo, che riguardano il
posto eventualmente lasciato vuoto dallo stesso Bava. Trovare una figura alla
sua altezza nel conoscere il mondo del calcio giovanile non è cosa semplice,
proprio in considerazione del fatto che il presidente del Toro tiene
particolarmente a coltivare i giovani granata che sono il patrimonio della
società. Noi riteniamo che al di là di questo reale problema venuto a crearsi
con l’addio di Petrachi, si possa in qualche modo trovare l’alternativa nel
ruolo di responsabile del Settore Giovanile Granata. Massimo Bava è un valore
aggiunto in casa Toro, questo Cairo lo sa. Per questo siamo convinti che la
soluzione ideale la si troverà a breve, beneficiando della serietà
professionale del nuovo DS del Toro. Certo, non sarà facile per Bava occupare
un ruolo così diverso dall’attuale, tuttavia, pensiamo che la sua serietà
riportata da sempre sul lavoro e l’etica che gli riconosciamo come valore professionale,
siano ingredienti ben saldi nel suo essere, nel suo pensare che la dedizione al
lavoro paghi, soprattutto se è supportata dal grande senso di appartenenza.
Sappiamo anche che in società si stanno valutando altri possibili profili di ds
come Riccardo Bigon che ha lavorato con Mazzarri ai tempi in cui è stato
allenatore a Reggio Calabria e Napoli, e poi si fa anche il nome dell’attuale
ds dell’Empoli Riccardo Pecini. Nomi sicuramente affidabili in un ruolo che è già
garanzia per esperienza nel settore specifico
della direzione sportiva di società di calcio, tuttavia, il nome di Massimo
Bava può avere la priorità perché è un personaggio fatto in casa e perché ha
tante affinità con la gestione di budget non proprio stratosferici, ma
sufficienti per significare meno spesa e più ricavi. Proprio come intende il
presidente Cairo.
Salvino
Cavallaro