CAIRO, MA COME PUÒ BELOTTI RESTARE AL TORO?


Le offerte per Andrea Belotti arrivano da
tutte le parti. La clausola messa all’inizio di stagione dal presidente Cairo è
inconfutabile: 100 milioni di euro, solo per una squadra all’estero. Ma il
presidente granata avrebbe intenzione di trattenerlo ancora per un anno,
qualora il ragazzo desse la sua disponibilità a restare. Ma la domanda è: “Come può un calciatore affermato di 23
anni che è al centro della sua
maturazione professionale, con richieste così numerose e allettanti dal punto
di vista economico e professionale, dire
no a tutto e restare al Toro che non potrà avvalersi neanche della vetrina europea?”. Oltre al Milan che offre 45
milioni di euro più un paio di contropartite tecniche interessanti, il
Manchester United offre 80 milioni per l’acquisto e 5 milioni di euro l’anno più
bonus al giocatore. Un mare di denaro con la possibilità di giocare in una
squadra di primo livello della Premier League che parteciperà alla Champions.
Eppure il presidente Cairo dichiara: “Voglio
sentir dire da Belotti che vuole
restare con noi. Stiamo lavorando per un Toro più forte, bello e competitivo, capace anche di prendere meno
gol”. E comunque, dice ancora Cairo, ”Meno
di 100 milioni di euro, Belotti non lo vendo”. Capiamo che ognuno tiri sempre
l’acqua al proprio mulino, ma ci sono delle cose che sfuggono ad ogni logica e,
se pensiamo che il presidente Cairo due anni fa ha sborsato “soltanto” 8
milioni di euro per acquistare il gallo Belotti dal Palermo, ci chiediamo oggi
come possa ancora riflettere su un’occasione che per lui, mago dei conti
aziendali, significherebbe reinvestire il denaro per fare davvero un Torino
competitivo a tutti gli effetti. Ecco perché ci risulta tanto strano che Cairo
aspetti dal giocatore una risposta che non c’è, non può esserci, perché con
tutto l’affetto per l’ambiente e il popolo granata che il gallo possa avere,
non può dire di no ad offerte così allettanti. E poi, chi può garantire che il
prossimo anno, pur mantenendo la medesima clausola, per Belotti continuino ad
esserci offerte di tale portata economica? Il calcio insegna che nulla è
scontato e che non c’è mai nulla di definitivo. Da un anno all’altro potrebbero
cambiare molte cose, quindi siamo convinti che l’affare Belotti debba andare in
porto per il bene delle due parti; per il futuro del gallo che potrà mostrare
la sua cresta in altri lidi dal calcio stellare e per il Torino che a quel punto
non potrà più tirarsi indietro per costruire una squadra di campioni che abbia
la certezza di continuità per restare lassù, dove la sua straordinaria storia
gli impone.
Salvino
Cavallaro