LA JUVENTUS E LE SUE DIFFICOLTÀ DECISIONALI NEL CALCIOMERCATO


Alla Juve finirà come l’anno scorso.
Ricordate quando ha aspettato tanto per l’allenatore e poi si è rifugiata in
una seconda scelta per ovvie ragioni di urgenza? Così quest’anno che sta
cercando di comprare una punta di rilievo da affiancare a Cristiano Ronaldo,
ancora nulla si sblocca. I nomi sono tanti e vanno da Suarez a Dzeko a Morata a Cavani,
pensando poi come sistemare le situazioni in uscita dei vari Higuain,
De Sciglio, Khedira, Rugani, forse Bernardeschi e altri. Tutto è ancora
in alto mare per diverse situazioni. Difficoltà non esattamente imputabili a un
mercato spesso dipendente dallo sblocco di questo o quel giocatore dalla
società di appartenenza. Così come Dzeko, per il quale la Roma vuole
definire prima l’acquisto di Milik, così come Suarez,
cui si attende l’accordo della buona uscita con il Barcellona e il passaporto
comunitario. E poi Edison Cavani, il nome tenuto in caldo dalla Juve anche se ha un
costo rilevante e la famiglia che abita ancora a Napoli. Tuttavia, tutto questo
stato di cose non precluderebbe una mancanza di forza decisionale da parte di Fabio
Paratici, il quale non sembra tanto indenne da responsabilità nel non
chiudere trattative che meriterebbero maggiore convinzione, soprattutto quando
un affare sembra troppo tortuoso da raggiungere e non merita continuare a
insistere, trovando convenienze economiche da far fruttare magari tra un anno o
due come plusvalenze. Fatto è che la situazione Juve deve far fronte alle casse
societarie che non sono più tanto floride come poco tempo fa, questo è vero.
Tuttavia è palese un’attendibilità in affare che la Juventus ha assunto dal
momento in cui a Paratici è stato dato lo scettro di Direttore Sportivo - Chief
Football Officer - un ruolo determinante dopo la fuoruscita dall’organico della
Juventus di Beppe Marotta. E’ vero, ci sono strategie aziendali che hanno
bisogno di tempo per essere elaborate, ma la concorrenza non ti aspetta, è
spietata in un calciomercato che intende chiudere le trattative in maniera
quasi immediata per non perdere l’occasione. A questo proposito, come dicevamo
prima, alla Juventus servirebbe inquadrare subito le situazioni possibili,
lasciando perdere di incaponirsi su quelle che sembrano elaborate e prive di
possibilità di successo. Così è stato per Pep Guardiola, inseguito fino
all’eccesso e poi in fretta e furia ripiegati su Maurizio Sarri con il
risultato che tutti sappiamo. No, non è da Juve questo sistema. Si cambi modo
di agire perché è finito il tempo in cui la Juve chiamava e tutti venivano “a
piedi” da qualsiasi parte del mondo. Adesso esistono società ricche
economicamente che detengono il potere strategico delle operazioni di
calciomercato. La Juve è ancora una di queste, ma non la sola come tanti anni
fa.
Salvino
Cavallaro