PANCHINA JUVE? LASCIAMO PERDERE, NON È SERIO.


Il primo dovere di un giornalista è
verificare la notizia prima di pubblicarla. Ma nel caso riguardante i nomi degli
allenatori che in questi giorni si fanno per cercare il vero sostituto di
Allegri, molte volte diamo quasi per certo ciò che i vari depistaggi e le tante
monitorate situazioni ci consentono di pubblicare a ragion veduta. E così, un
giorno arriva Mourinho, il giorno dopo sembra quasi fatta per Sarri e due ore
dopo Guardiola è la vera sorpresa che tutti gli juventini aspettano e si dà
come quasi realizzata. E neanche l’opzione per Simone Inzaghi garantisce nulla
di concreto, perché in realtà, anche se Paratici ha detto pubblicamente che gli
alti vertici della Juventus hanno le idee chiare sul profilo di allenatore cui
affidare la panchina della Vecchia Signora, è altresì vero che gli scenari si
aprono a vista d’occhio. E se agli allenatori che saranno impegnati nelle
finali europee ci aggiungiamo anche il nome dell’inaspettato Zinedine Zidane
che sembrava saldamente incollato alla panchina del Real Madrid, ecco che diventa
davvero improbo individuare ad oggi chi sarà davvero il nuovo allenatore della
Juventus. A questo punto pensiamo pure che Andrea Agnelli abbia volutamente
inibito questo argomento, non perché non si sappia ancora ciò che si vuole, ma
più propriamente come cercare di ottenere ciò che si vuole. Sì, perché le
situazioni non sono meramente legate agli alti costi che inevitabilmente si
devono affrontare se vuoi il top dei coach del calcio europeo ad altissimi
livelli, ma ci sono mille altre situazioni da dover risolvere, e cioè i
rapporti con la società di appartenenza, il convincimento dell’allenatore
stesso a lasciare la panchina in cui lavora, e non ultimo le antipatie radicate
nel tempo tra tifosi e qualche allenatore (Mourinho e Sarri) che da sempre si
sono dichiarati anti Juve. Dunque, non è solo questione di soldi, ma in tutte
queste trattative si innescano tanti fattori non sempre facili da risolvere. E
allora, noi che scriviamo, non possiamo far altro che riportare gli
intendimenti e le volontà che emergono strada facendo. Certo, i contatti ci
sono e ciò che sappiamo per sicuro è che la Juventus è orientata verso un
profilo di allenatore che sia diverso da Allegri sotto il profilo del gioco.
Una sorta di cambiamento tecnico che non sappia di rivoluzione copernicana, ma
che si traduca in una Juve dal gioco più moderno al pari delle grandi squadre
europee. E allora, chi di noi al posto di Agnelli avrebbe potuto fare
diversamente da come si è espresso lui in sede di conferenza stampa a proposito
del nuovo allenatore? Sul fatto che la Juve già da tempo abbia contattato più
di un allenatore scelto dalla società, non ci piove; ma da questo a dire che
tutto era già stato deciso prima di separarsi da Allegri, onestamente non ci
sentiamo di dirlo. Tutto è possibile e nulla ad oggi è sicuro. I nomi degli
italiani sono sempre gli stessi, Inzaghi, Sarri, Gasperini, Conte (ormai dell’Inter)
si contrappongono costantemente ai top coach come Jurgen Klopp, Guardiola,
Pochettino, Zidane, Dechamps (che si è votato alla sua Nazionale francese) e
forse Mourinho. Certo, ci sono delle attendibili indicazioni, tuttavia,
crediamo che per avere l’ufficialità della Juve su chi sarà l’allenatore del
prossimo anno, bisognerà attendere le finali di Europa League e di Champions.
Capiamo l’ansia di chi non sta più nella pelle nel desiderio di sapere, ma non
si caschi nel gioco delle verità inventate perché ad oggi non c’è ancora nulla
di concreto. Se il popolo juventino sogna, è giusto che lo faccia
legittimamente. Il toto allenatore è cominciato già da tanto tempo.
Salvino
Cavallaro