MILAN, BERLUSCONI: «NON FAREMO SPESE FOLLI. FIDUCIA IN PATO E ACERBI»


Milan Berlusconi
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31/07/2012 -

Silvio Berlusconi, presidente del Milan, parla del momento rossonero a Milan Channel. «Dobbiamo guardare al presente, abbiamo un quintetto di campioni incredibili: Pato, Robinho, Boateng, El Shaarawy e Cassano. Non possiamo più permetterci le spese dei primi anni '90, i campioni stra-affermati, come quelli che hanno contraddistinto le scorse campagne acquisti. Dobbiamo costruire una grande squadra grazie ai giovani, il Barcellona ha fatto così ed anche noi, con Maldini, Baresi e Costacurta. Ai tifosi dico: c'è la possibilità di costruire un calcio divertente ed efficace, nonostante il quadro economico. Dico loro anche di non avere paura di questo cambiamento, è di prospettiva. In passato si potevano comprare grandi giocatori. E' arrivata una crisi, mai presentatasi nella storia. La mia famiglia ha versato ogni anno 50 milioni nel calcio. Oggi non sarebbe più possibile per noi, che stiamo contenendo le spese nelle altre società. E poi non possiamo spendere questi soldi per il Milan, società di entertainment. Non potevamo rifiutare la cifra del PSG per i due giocatori: questo ha messo in sicurezza i conti della società».

Su Ibrahimovic e su Thiago Silva. «Non volevamo cedere tutte e due. Leo ci aveva contattato, ma dicemmo no. Poi l'avanches del PSG è andata avanti e abbiamo pensato anche al fair-play finanziario. Era l'ultimo anno che poteva essere avanzata un'offerta del genere. Con questo sacrificio conti in ordine per i posti 3-4 anni. Il mio cuore piangeva, convinti però di avere in casa giocatori molto validi. In attacco non sentiremo la mancanza di Ibra.I In difesa crediamo in Acerbi»

Un'analisi della rosa. «Al centro abbiamo Acerbi, un grande campione come Yepes anche se non è giovanissimo ha sempre giocato perfettamente, senza mai sbagliare. Poi c'è Bonera, nel quale credo molto e Mexes, al quale tutti hanno fatto la corte quando era la Roma. A centrocampo ci sono Montolivo, Nocerino, Traorè, Flamini, Ambrosini e dietro le punte c'è possibilità di scelta: Emanuelson, che mi piace molto, può essere avanzato Montolivo, c'è Boateng, Cassano e Robinho. Quella di ridurre la rosa è stata una nostra volontà, una eccessiva lascia troppi scontenti. Ci presentiamo con due squadre 22 giocatori, più il terzo portiere, più Muntari e Strasser che per ora sono indisponibili. Ho fiducia in una buona stagione, garantendo che aumenteremo le ricerche per attirare giovani talenti».

Sulla crisi. «I numeri del calcio, dai biglietti agli sponsor, raccontano di questa crisi. In Italia c'è una crisi finanziara più acuta rispetto agli altri paesi. Le squadre che spendono e spandono hanno altri investitori dietro, di altri paesi, arabi e russi, ma anche loro dovranno fare i conti con il fair play».

Su investitori stranieri al Milan. «Magari, magari... Chi volesse dare un sostegno al Milan, ben venga, ma il bene della squadra è sempre al primo posto nel nostro cuore e nella nostra terra».

Un messaggio ai tifosi. «Il Milan conosciuto in passato è stato ai massimi livelli, ma nessuno può restarci per sempre. Ricordo dove ho preso questa squadra, non riusciva mai a vincere uno Scudetto. Basta che la squadra conservi il suo carattere e la sua personalità da Milan, quella missione innata, quella voglia di vincere, di essere padroni del gioco, per divertire e divertirsi, per essere esempio e vanto per i propri tifosi, per essere un vanto e motivo di gloria per i sostenitori».

Ancora su Ibra e Thiago. «Ci è arrivata un'offerta per entrambi, una seconda offerta, anche per Zlatan che ha 31 anni. Abbiamo riconsiderato la situazione, poi ha vinto il buon senso: non era più possibile immettere denaro fresco nel Milan come negli scorsi anni».

Di nuovo sulla rosa. «Tutti ci chiedevano di ringiovanire la rosa, ma quelli di oggi o sono già grandi o possono diventare grandi e portare in campo l'immagine del Milan vincente, quella di sempre».

Su Kakà. «E' rimasto nei nostri cuori per il giocatore e per l'uomo che è. Non chiudo ad una possibilità di questo genere, bisogna vedere quali possono essere le situazioni alle quali questo ritorno possa avvenire. Ci sono giocatori che hanno segnato la storia del Milan, uno di questi è certamente Kakà. Però non ho approfondito il discorso con Galliani».

Sul marchio Milan. «E' uno dei nomi italiani più noti del mondo; uno studio dell'ONU, ha sottolineato che all'Italia, dopo la pizza e purtroppo dopo la mafia, c'era il Milan: siamo la squadra più titolata del Mondo ed intendiamo mantenere questo status».

Sul 10 a Boateng e sul 9 a Pato. «Pato è un goleador, il numero è azzeccatissimo. Deve giocare avanzato, non può essere impiegato a centrocampo come purtroppo è successo nell'ultimo campionato. Boateng è un centravanti a cui starebbe bene anche il numero 9; noi immaginiamo un 10 come Gianni Rivera, ma può essere anche un grande realizzatore. Mi piace che queste due gloriosissime maglie siano sulle spalle di Pato e di Boateng».

Sul mercato. «Individuiamo un giocatore, pensiamo ad una cifra da spendere, ma se viene valutato di più non possiamo prenderlo. E' un modo corretto di impostare la nostra campagna acquisti».

IlCalcio24 Redazione

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La mia famiglia ha versato ogni anno 50 milioni nel calcio. Oggi non sarebbe più possibile per noi, che stiamo contenendo le spese nelle altre società. E poi non possiamo spendere questi soldi per il Milan, società di entertainment. Non potevamo rifiutare la cifra del PSG per i due giocatori: questo ha messo in sicurezza i conti della società».<br><br> Su Ibrahimovic e su Thiago Silva. «Non volevamo cedere tutte e due. Leo ci aveva contattato, ma dicemmo no. Poi l'avanches del PSG è andata avanti e abbiamo pensato anche al fair-play finanziario. Era l'ultimo anno che poteva essere avanzata un'offerta del genere. Con questo sacrificio conti in ordine per i posti 3-4 anni. Il mio cuore piangeva, convinti però di avere in casa giocatori molto validi. In attacco non sentiremo la mancanza di Ibra.I In difesa crediamo in Acerbi»<br><br> Un'analisi della rosa. «Al centro abbiamo Acerbi, un grande campione come Yepes anche se non è giovanissimo ha sempre giocato perfettamente, senza mai sbagliare. Poi c'è Bonera, nel quale credo molto e Mexes, al quale tutti hanno fatto la corte quando era la Roma. A centrocampo ci sono Montolivo, Nocerino, Traorè, Flamini, Ambrosini e dietro le punte c'è possibilità di scelta: Emanuelson, che mi piace molto, può essere avanzato Montolivo, c'è Boateng, Cassano e Robinho. Quella di ridurre la rosa è stata una nostra volontà, una eccessiva lascia troppi scontenti. Ci presentiamo con due squadre 22 giocatori, più il terzo portiere, più Muntari e Strasser che per ora sono indisponibili. Ho fiducia in una buona stagione, garantendo che aumenteremo le ricerche per attirare giovani talenti».<br><br> Sulla crisi. «I numeri del calcio, dai biglietti agli sponsor, raccontano di questa crisi. In Italia c'è una crisi finanziara più acuta rispetto agli altri paesi. Le squadre che spendono e spandono hanno altri investitori dietro, di altri paesi, arabi e russi, ma anche loro dovranno fare i conti con il fair play».<br><br> Su investitori stranieri al Milan. «Magari, magari... Chi volesse dare un sostegno al Milan, ben venga, ma il bene della squadra è sempre al primo posto nel nostro cuore e nella nostra terra».<br><br> Un messaggio ai tifosi. «Il Milan conosciuto in passato è stato ai massimi livelli, ma nessuno può restarci per sempre. Ricordo dove ho preso questa squadra, non riusciva mai a vincere uno Scudetto. Basta che la squadra conservi il suo carattere e la sua personalità da Milan, quella missione innata, quella voglia di vincere, di essere padroni del gioco, per divertire e divertirsi, per essere esempio e vanto per i propri tifosi, per essere un vanto e motivo di gloria per i sostenitori».<br><br> Ancora su Ibra e Thiago. «Ci è arrivata un'offerta per entrambi, una seconda offerta, anche per Zlatan che ha 31 anni. Abbiamo riconsiderato la situazione, poi ha vinto il buon senso: non era più possibile immettere denaro fresco nel Milan come negli scorsi anni».<br><br> Di nuovo sulla rosa. «Tutti ci chiedevano di ringiovanire la rosa, ma quelli di oggi o sono già grandi o possono diventare grandi e portare in campo l'immagine del Milan vincente, quella di sempre».<br><br> Su Kakà. «E' rimasto nei nostri cuori per il giocatore e per l'uomo che è. Non chiudo ad una possibilità di questo genere, bisogna vedere quali possono essere le situazioni alle quali questo ritorno possa avvenire. Ci sono giocatori che hanno segnato la storia del Milan, uno di questi è certamente Kakà. Però non ho approfondito il discorso con Galliani».<br><br> Sul marchio Milan. «E' uno dei nomi italiani più noti del mondo; uno studio dell'ONU, ha sottolineato che all'Italia, dopo la pizza e purtroppo dopo la mafia, c'era il Milan: siamo la squadra più titolata del Mondo ed intendiamo mantenere questo status».<br><br> Sul 10 a Boateng e sul 9 a Pato. «Pato è un goleador, il numero è azzeccatissimo. Deve giocare avanzato, non può essere impiegato a centrocampo come purtroppo è successo nell'ultimo campionato. Boateng è un centravanti a cui starebbe bene anche il numero 9; noi immaginiamo un 10 come Gianni Rivera, ma può essere anche un grande realizzatore. Mi piace che queste due gloriosissime maglie siano sulle spalle di Pato e di Boateng».<br><br> Sul mercato. «Individuiamo un giocatore, pensiamo ad una cifra da spendere, ma se viene valutato di più non possiamo prenderlo. 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