L`INDIFFERENZA DEL MONDO DEL CALCIO, MENTRE A PARMA SI VIVE IL DRAMMA SPORTIVO


La situazione del Parma calcio ci riporta ad antichi problemi di ordine etico.
tempo: 25ms
RSS
Parma Stadio Tardini, 23/02/2015 -


Forse c’è solo il problema di dare credibilità al campionato italiano. E, se non fosse per questo motivo, probabilmente nessuno si interesserebbe al dramma sportivo del Parma Calcio. Ma più che la credibilità e la protezione dell’immagine dell’italico calcio nel mondo, c’è da tenere conto del fattore umano e sportivo di chi con il fallimento alle porte perde la storia, i titoli acquisiti ma, soprattutto, la dignità dei suoi dipendenti. Già, i dipendenti che non sono solo i calciatori che, nonostante non siano remunerati da circa un anno presumiamo che non abbiano gli stessi problemi economici di tutti gli altri dipendenti del Parma Calcio. Ma c’è una dignità che va oltre il benessere economico dei calciatori che, in tutta questa storia, appaiono più uomini, piuttosto che viziati benestanti del mestiere di calciatori. Sarà che nella vita ci si sente più vicini nel momento del bisogno, sarà che lo spirito di gruppo in certe circostanze si rafforza in maniera indissolubile, fatto è che certi valori umani si esaltano come fatto concreto, palpabile e non è frutto di inconcludenti metafore. Domenica 22 febbraio si sono disputate le partite in calendario tranne Parma – Udinese. Un grave fatto che avrebbe dovuto sensibilizzare la Figc, ma anche tutto il sistema calcio italiano che, quasi in sordina, ha dato notizia che davanti allo stadio Tardini si sono ritrovati i tifosi che hanno manifestato tutta la loro amarezza e delusione verso tutti i personaggi che si sono succeduti dopo il fallimento economico della Parmalat. Non è possibile restare insensibili a certi eventi negativi del calcio, non è possibile disinteressarsi degli altri. Eppure gli interessi economici non danno spazio a nulla, se non all’egoistico pensiero che c’è il pericolo di un campionato non regolare dal punto di vista della classifica. E, in tutto questo incredibile disinteresse, ci piace leggere che Lucarelli, il capitano del Parma, ha fatto sapere che i suoi compagni sono d’accordo a raggiungere la città, la squadra e lo stadio che il calendario presenta per effettuare le partite che il Parma deve giocare fino alla fine del campionato, affrontando di tasca propria le spese relative al viaggio. Ma ci piace anche il pensiero del presidente della Sampdoria Ferrero che si è reso promotore di sensibilizzare tutti i presidenti delle società di Serie A. Dice Ferrero: “Il calcio italiano non può restare indifferente davanti alla serietà, alla professionalità, alla maturità con la quale i giocatori del Parma stanno affrontando una situazione estremamente difficile. Per questo motivo non vorrei sentire parlare di fallimento ma di ricostruzione. Il mondo ci guarda: dobbiamo dare un segnale forte e compatto a Lucarelli, a tutti i suoi compagni, ai ragazzi del settore giovanile e ai tifosi del Parma. Dobbiamo dare loro la possibilità di giocare, di continuare a onorare la maglia che indossano”. Sì, ci piace davvero questo appello del presidente della Sampdoria Ferrero, ma ci piace anche la voglia dei calciatori che sfuggono all’idea tentatrice di abbandonare la nave per andare altrove. Questo è il calcio che ci piace tanto! Dare una mano a chi è in difficoltà, deve essere principio di vita.

Salvino Cavallaro   

Salvino Cavallaro