MARCO SALMERI, CINQUE ANNI DOPO LA SUA MORTE.
.jpg)

“Un
vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”. E’ la
frase di Nelson Mandela che va oltre
quelli che sono i discorsi fatti contro il razzismo e l’intolleranza, modelli
culturali per cui Mandela ha sempre creduto e lottato. Tuttavia, pensiamo che
in queste poche parole ci sia racchiuso il vero senso della vita, che si
manifesta soprattutto nell’intendere il vincitore come un sognatore che non si
è mai arreso. Un chiaro riferimento all’essere umano che non si dà mai per
vinto e che sognando riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo era
Marco Salmeri, un ragazzo che sognava grandi palcoscenici calcistici ma con la
sua prematura morte, ha lasciato tutti con quel retrogusto amaro che sa di
mistero e di domande senza risposta.
Quella di Marco è una storia
culminata in una tragedia che ha colpito la stragrande maggioranza della gente
di Milazzo e non solo. Tutti ricordano questo giovane calciatore di belle
speranze, che in quella maledetta domenica del 27 aprile 2014 perse
tragicamente la vita a causa di un incidente stradale sull’autostrada A20. Marco
Salmeri aveva 23 anni, era originario di Milazzo e giocava con il Due Torri in
Serie D. Destino volle che nel ritornare a casa alla fine della sua partita,
incontrasse la morte nei pressi di Patti in provincia di Messina. Fu uno shock,
un grave lutto che colpì tutto il calcio dilettantistico della Sicilia, la
città di Milazzo, gli amici, i conoscenti, ma soprattutto i genitori di Marco: mamma Grazia e papà Nino Salmeri.
L’incredulità si contrappose subito al dolore e alla commozione, che in certe
circostanze è pure legittima e sfocia nell’umano dei sentimenti forti,
profondi, per qualcosa che stenti a credere ma che sai essere vero. Così
Milazzo, nello stadio “Marco Salmeri”,
rivivrà il ricordo di quel ragazzo, di quel calciatore di fede interista del
quale si diceva un gran bene. E pure Maurito
Icardi e Javier Zanetti si sono
ricordati di lui qualche anno fa, donando la maglia del campione argentino che
l’ha autografata con dedica. Ai più superficiali potrebbe sembrare un messaggio
simbolico di poca importanza, ma per la famiglia Salmeri quella maglia
nerazzurra e quella dedica hanno avuto un grande significato di vicinanza al
loro dolore. Sono storie di vita, drammi che ti segnano dentro come una piaga
sempre viva, che per i genitori di Marco difficilmente potrà mai essere rimarginata.
Intanto il calcio continua a essere la metafora della vita. E quel pallone che
i ragazzi rincorrono velocemente, resterà per sempre il sogno dei vincitori che
non si sono mai arresi. Proprio come Marco! Proprio come lui! Eppure il tempo
vola inesorabile. Sembra ieri e invece sono trascorsi cinque anni da quella luttuosa
tragedia. Quest’anno, la ricorrenza della morte di Marco Salmeri prevede la
Santa Messa alle ore 18,00 di venerdì 26 aprile presso la Chiesa S. Papino. Al
termine della quale i parenti, gli amici e tanti conoscenti, si recheranno in
massa verso il campo sportivo a lui intitolato, per l’inaugurazione del
monumento restaurato e della stanza museo dei calciatori. Per ricordare Marco!
Sempre!
Salvino
Cavallaro