LA NAZIONALE DI MANCINI VINCE E CONVINCE


Se ci soffermiamo all’ultima prestazione della
Nazionale Italiana di Roberto Mancini, possiamo dire senza alcun dubbio che la
strada intrapresa è quella giusta. Contro la Polonia abbiamo visto finalmente non
solo la vittoria, ma soprattutto un gioco convincente per mentalità e idee quasi
innovative. Molta freschezza fisica e mentale, desiderio di vittoria e tanta
voglia di dimostrare che questa Nazionale non poteva essere declassata nella
Serie B della Uefa Nations League. L’obiettivo di Mancini è quello di creare
una mentalità vincente, sempre e comunque. Solo così si potrà riconquistare l’interesse
degli italiani che da troppo tempo ormai hanno dimostrato verso gli azzurri un
pallido interesse. Ma la vittoria conquistata al 91mo in casa della Polonia, dà
linfa al prosieguo della nostra Nazionale in quanto conquistata in maniera
davvero convincente. Pressing alto, possesso palla, triangolazioni e
verticalizzazioni di gioco sono state il frutto di una coralità di squadra che
ben fa sperare anche per la prossima partita di Nations League che la squadra
di Mancini affronterà in casa del Portogallo. Non è certamente lo striminzito
gol di Biraghi che racchiude l’essenza di una partita a senso unico, ma tutti
quegli ingredienti che nel calcio danno quel sapore d’azzurro che avevamo quasi
dimenticato. Troppo cocente è stata l’eliminazione dal recente campionato del mondo,
ma ora con Mancini si cambia mentalità e metodologia. Certo, c’è ancora molto
da fare, tuttavia è già possibile vedere il futuro con più ottimismo perché l’espressione
della “nuova” Nazionale, racchiude la volontà assoluta di cercare continuità di
gioco e risultati con buone prestazioni offensive, sia in casa che fuori. E non
è poco, vista l’eterna filosofia del gioco all’italiana in cui sono sempre emerse
caratteristiche attendiste e poco propense alla manovra d’attacco. Dunque, possiamo
definirla una svolta culturale che era necessaria per ricostruire un ambiente
diventato quasi amorfo e dove gli antichi valori verso la maglia azzurra
rischiavano di appiattirsi opacizzando il nostro sguardo. Fa bene Mancini a
costruire l’ossatura della squadra attraverso i giovani, almeno quelli che
hanno più valore in un Campionato scarno di calciatori italiani e stracolmo di
stranieri. Si proceda dunque anche a livello di Federazione con il cipiglio di
chi ha bisogno di coltivare i propri talenti nella consapevolezza di investire
per il futuro glorioso della maglia azzurra. Il C.T. azzurro ha bisogno di
essere supportato e non lasciato solo. La F.I.G.C. questo lo deve sapere, altrimenti
ritorneremo a fare la fine di ciò che amaramente è stato con il suo
predecessore.
Salvino
Cavallaro