IL TORINO È FUORI DALL’EUROPA LEAGUE


Al Wolverhampton giocatori come Traoré e
Jimenez che hanno fatto la differenza contro il Torino, sono costati 58 milioni
di euro (Traoré 20 e Jimenez 38). Potrebbe essere un modo per analizzare la
differenza tecnica che è emersa sul campo tra gli inglesi e un Toro che esce
dall’Europa se pur a testa alta, ma con il dato di fatto che il sogno europeo è
svanito ancor prima di cominciare. Se vogliamo dire che nella summa dei due
incontri contro la squadra di Nuno Espirito Santo il Toro ha messo l’anima pur
commettendo errori di ingenuità difensiva, ci può stare. Tuttavia, è innegabile
che la squadra di Mazzarri non sembri abbastanza attrezzata, così com’è, per
potere affrontare la ribalta del football europeo. E allora ci rivolgiamo al
presidente Cairo, da noi più volte elogiato per la qualità amministrativa con
la quale riesce a mantenere perfetti i bilanci della società granata, i quali
dovrebbero essere gestiti con una maggiore attenzione su ciò che è la materia
prima dell’azienda granata che fornisce calcio. Bene i risparmi quando ci vogliono
e bene l’acume gestionale quasi persecutorio nell’intendere le entrate in
bilancio superiori alle uscite, ma il campo vuole la sua parte e quindi si deve
spendere (non scriteriatamente) per costruire una squadra capace di ben
figurare in Europa, Questo ad oggi non è stato fatto, pur con l’attenuante che
il Toro è entrato di diritto (ma tardivamente) ad effettuare i play off di
Europa League in sostituzione del Milan. Detto questo e tenuto conto che ogni
esperienza in campo internazionale è sempre bene farla perché produce mentalità
e immagine per la squadra e la società, c’è sempre da rimarcare la lacuna della
spesa non fatta per acquistare giocatori all’altezza della situazione, capaci
di riempire i vuoti che emergono in certi settori del campo. Difesa e
centrocampo andrebbero potenziati, ma a tre giorni ormai dalla chiusura del
calciomercato il presidente Cairo ha acquistato il solo Laxalt, (l’annuncio
ufficiale sarà dato probabilmente oggi) il quale è stato preso in prestito con
diritto di riscatto. Poco, troppo poco per un Toro che ha avuto l’opportunità
dopo tanti anni di partecipare al calcio europeo. Adesso testa al Campionato e
alla Coppa Italia, ma i granata devono aumentare il tasso tecnico, anche se a
parer nostro la squadra di Mazzarri ha fatto notevoli passi avanti sotto l’aspetto
della mentalità vincente e di un’autostima che per troppi anni è stata latente.
Ma ritrovata la forza, il carattere e lo spirito da Toro, adesso ci vuole la
sostanza di qualche giocatore in più a centrocampo, capace di fare la
differenza. Uscire a testa alta dall’Europa League, così come ha fatto il Toro
contro il Wolverhampton, non fa altro che aumentare la delusione dell’ennesima
occasione sognata e puntualmente destata repentinamente.
Salvino
Cavallaro