JUVENTUS, MOURINHO È IN POLE POSITION PER ESSERE IL NUOVO ALLENATORE


Ci sono diversi indizi che fanno pensare che Josè Mourinho, il quale è stato visto incontrare
Andrea Agnelli a Torino, sarà il nuovo allenatore della Juventus. Il primo fra
tutti conduce al nome di Jorge Mendes,
il potente agente di Mourinho che ha portato Cristiano Ronaldo alla Juve ed ha un ottimo rapporto di amicizia con
Paratici e Agnelli. Pare che lo stesso Mendes stia ricucendo il rapporto tra l’allenatore
portoghese e CR7, incrinatosi qualche tempo fa per non precisati motivi di incomprensioni
personali. Tuttavia, questa scelta di portare Mourinho alla Juventus avrebbe
bisogno di un grande lavoro di diplomazia, in un ambiente che storicamente è
ostile alla figura dello Special One fin dai tempi in cui vinse il triplete con
l’Inter. Polemiche, provocazioni e antipatie protratte fino all’ultima partita
di Champions giocata in casa dalla Juve contro il Manchester United e che all’apparenza
sembrerebbero insanabili d’ambo le parti. Una situazione di repellenza ad
personam che si innesca a livello epidermico e non tiene conto dell’opportunità
di venirsi incontro per il bene di entrambi. Infatti, se è vero che la Juventus
con il Mou risolverebbe il problema di una maggior conoscenza del calcio europeo
inteso come espressione cinica, è altresì vero che lo stesso allenatore
portoghese avrebbe l’opportunità di sistemarsi in una società di calcio e un
ambiente che ha tanta sete di Champions. E poi Mourinho è tra i più quotati allenatori
di club europei che in questo momento è libero da legami contrattuali, cosa da
non sottovalutare, viste le difficoltà per avere Pochettino, piuttosto che
Guardiola e Klopp. Ma c’è anche l’esteta Sarri dietro l’angolo, l’ex allenatore
del Napoli attualmente in forza al Chelsea, che tuttavia in passato è stato
coinvolto in polemiche contro la Juve. E allora tutto questo giro di situazioni
di odio sportivo, di allenatori e di tifoserie che si guardano in cagnesco,
fanno pensare che nel calcio tutto è il contrario di tutto. “Noi Allegri non lo vogliamo”, tifoseria
juventina dixit cinque anni fa. E poi? cinque scudetti vinti, quattro Coppe
Italia, due Supercoppe e due finali di Champions. E allora dove sta la verità
in un mondo del calcio che prima sembra avverso all’appartenenza di certe
figure, e poi ne fa tesoro come se nulla fosse stato. Le polemiche fanno parte
del gioco, le simpatie e le antipatie si rincorrono come se una avesse bisogno
dell’altra per esistere, ma la vittoria alla fine è quella che mette tutti d’accordo.
Dunque, nel calcio mai dire mai. E se arriverà Mourinho, hai visto mai che il
popolo bianconero insorga con cortei e cori, tipo: “Noi Mourinho non lo
vogliamo” e poi ti vince la tanto sospirata Champions e magari altri trofei
e scudetti. Corsi e ricorsi storici di un pallone che spesso si perde tra i
meandri qualunquistici del nulla, ma che poi si ritrova nel celebrare ciò che
prima non poteva immaginare!
Salvino
Cavallaro