IN CHAMPIONS LEAGUE, UN NAPOLI DA SOGNO E INTER PRIVA DI AUTOSTIMA.


Nel vedere il Napoli in casa del PSG, ci si
accorge quanto la squadra di Ancelotti stia progredendo sulla strada iniziata
da Maurizio Sarri. I partenopei hanno pareggiato una partita che hanno vinto
dal punto di vista del gioco, della fantasia e della forza caratteriale, ma
sono stati sfortunatamente raggiunti da un gol beffa di Di Maria al 93°.
Giocare a testa alta al Parco dei Principi di Parigi non è cosa semplice per
nessuno, eppure i ragazzi di Carletto Ancelotti hanno aperto le marcature con Insigne
e hanno subito un autogol di Mario Rui in avvio di ripresa. Ma colpiti nell’orgoglio,
gli azzurri hanno macinato gioco di ottima fattura tra centrocampo e attacco,
arrivando a quel gol di Mertens che aveva dato l’apparente illusione di
qualcosa di definito. Un 2 a 1 che in base a ciò che si è visto in campo era
davvero meritato. Poi, come già detto, De Maria allo scadere ha pareggiato le
sorti di una partita che ha messo in rilievo la fragilità difensiva del PSG e
la convinzione che questo Napoli modellato perfettamente da Ancelotti, possa giocarsela
con tutti senza alcun timore reverenziale. Infatti, se teniamo conto della
qualità tecnica dell’avversario che vanta la presenza di Neymar, Cavani,
Mbappé, Di Maria, Rabiot, Verratti, il Napoli ha messo in luce tantissima
abnegazione in Allan, Insigne (uscito poi per infortunio) Callejon, Fabian Ruiz,
Mario Rui, che hanno saputo spingere in avanti grazie anche alla sicurezza
difensiva data da Koulibaly e Albiol, i quali hanno saputo tenere a bada
energicamente i “mostri sacri” del PSG. Ma se è vero che dopo quanto si è visto
in campo resti l’amarezza di non aver portato a casa i tre punti in palio, è
altresì vero che i 5 punti in classifica del Napoli che è staccato da una sola
lunghezza dal Liverpool, fanno sperare in un passaggio del turno che non è per
nulla difficile. Tuttavia, è importante vedere se la squadra di Ancelotti
riuscirà a ripetere la stessa prestazione contro il PSG nella gara di ritorno.
Noi siamo certi che il Napoli non deluderà, perché il gioco del calcio non è
qualcosa che si inventa dall’oggi al domani, ma è il frutto di un percorso
costruttivo che fa sempre capo a un progetto serio. Detto questo, passiamo alla
prestazione dell’Inter al Camp Nou di Barcellona. Diciamo subito che dopo la
vittoria nel derby, ci si aspettava un approccio alla gara sicuramente diverso.
I blaugrana hanno dimostrato tutta la loro forza anche senza Messi, imponendosi
con un 2 a 0 (gol di Raphinha e Jordi Alba) che ha garantito il vertice del
gruppo B. L’Inter di Spalletti, invece, ha evidenziato alcune lacune nel rallentare
il proprio percorso di crescita europea, nonostante un avvio di ripresa
determinata. Certo, non si può dire che nerazzurri non siano mai entrati in
partita, tuttavia, la carenza concettuale della propria forza nel credere in se
stessi, crediamo abbia giocato un brutto scherzo alla squadra di Spalletti. L’impressione
è che questa squadra abbia ancora delle remore reverenziali contro certi
avversari, disperdendo certi convincimenti di grande squadra che i nerazzurri
sanno mettere in evidenza soltanto saltuariamente. Dunque, riteniamo che a
questa squadra manchi ancora quella convinzione che faccia la differenza e
contribuisca a fare della continuità di gioco e risultati, qualcosa da
acquisire al più presto. E non si può rimproverare la sola mancanza del pur
importante Nainggolan nella manovra nerazzurra, perché è nel suo insieme che
questa squadra ha bisogno di auto convincersi della propria forza. Comunque,
allo stato delle cose, pensiamo che l’Inter con i suoi 6 punti in classifica e
con il Tottenham e il PSV Eindhoven fanalini di coda a 1 solo punto, possa
passare agevolmente agli ottavi di finale. Resta il problema di un’Inter che ha
presto bisogno di rivedere certi meccanismi mentali,tattici e tecnici, che possano
far ben sperare per il prosieguo in campo europeo. Non bastano gli exploit dell’ultimo
momento e certe entusiasmanti vittorie ottenute in extremis. Serve la compattezza
e la continuità nel saper gestire il match in maniera ordinata fin dall’inizio.
Ci riuscirà la squadra di Spalletti?
Salvino
Cavallaro