AJAX IN CATTEDRA E JUVE A SCUOLA


Che cos’è il calcio? Un gioco di squadra! Il
singolo campione può fare la differenza, ma se segna solo lui gli avversari lo
prendono come unico riferimento e annullano la fonte del gioco. Ai quarti di
Champions ha vinto l’Ajax 2 a 1, ma soprattutto ha perso una Juve senza idee.
Questa volta non è difficile individuare il limite tra meriti i dell’Ajax e i demeriti
della Juventus, perché tutto è stato chiaro nel corso della gara. I giovani
olandesi hanno dato lezione di calcio mettendo in luce il vero significato di
uno sport che da sempre si basa sul gioco collettivo, sulla tecnica e sulla
creatività, associando grandi idee in una manovra di squadra che prevede sempre
tocchi veloci e passaggi con un numero minimo di sbagli rispetto all’avversario.
L’Ajax di Ten Hag è un’idea moderna del gioco del calcio, una specie di scuola olandese
riveduta e corretta, ma che non si scosta molto da quello che fu il gioco
totale di Cruijff e compagni. Giovani calciatori, quelli dell’attuale Ajax, che
hanno messo in difficoltà una Juventus che recrimina assenze di rilievo ma che
non può nascondere un’evidente inferiorità sul piano del gioco, della forma
fisica e delle idee apparse annebbiate come una giornata d’inverno. Oggi siamo
tutti d’accordo, l’Ajax ha meritato di andare in semifinale al cospetto di una
Juventus dove il solo Cristiano Ronaldo ed Emre Can hanno in qualche modo
salvato la faccia in una notte tutta da dimenticare. La squadra di Allegri ha l’attenuante
di essere stata assemblata al meglio in tante situazioni recenti di Campionato,
che ha messo in evidenza uno stato di fragile salute fisica e muscolare. Causa
di una preparazione inadatta? Forse eccessiva nei vari carichi di allenamento? Oggi
possiamo fare mille discorsi e porre miriadi congetture sul fallimento Champions
della squadra di Max Allegri, ma resta il fatto che “Vincere è l’unica cosa che
conta” e questa squadra la Champions non la vince mai per un motivo o per l’altro.
E per favore, non ci si rifugi ancora in maniera retorica sul qualunquistico
pensiero della narrazione di una Coppa stregata per i colori bianconeri. Il
gioco della Juve, nonostante CR7, è ancora oggi inferiore ad alcune potenze
calcistiche, nonostante il ranking tra le squadre di calcio europee metta la
Juventus al 5° posto. Evidentemente non basta ancora. La Juventus non è da
rifondare, deve più semplicemente ammodernare le proprie idee di gioco che
devono essenzialmente essere fresche e proiettate a un calcio in cui s’intenda la
necessità di squadra che faccia emergere il proprio collettivo. Troppo lenta,
macchinosa e con molti passaggi sbagliati, appare la Juve in Europa. Si studi
il calcio vero di questo Ajax venuto all’ Allianz Stadium di Torino, ad
impartire lezioni di football moderno. Non c’è nulla di male. A volte gli
allievi superano anche i maestri. E se questo vuol dire progredire in modo
concettuale per essere poi primi in Europa, allora ci si tuffi nel mare dell’umiltà
per assorbire gli effetti della migliore espressione del calcio puro. Da sempre
la Juve è prima in Italia. In Europa no!
Salvino
Cavallaro