VINCE IL REAL MADRID, MA CR7 DICE “E’ STATO BELLO GIOCARE QUI”.


Si è chiuso il sipario sulla Champions League
2017-’18. Il Real Madrid resta sul tetto del mondo con 13 Champions gelosamente
esposte nella sua storica bacheca, di cui tre vinte consecutivamente. A Kiev i
blancos di Zidane si sono imposti per 3 a 1 sul Liverpool con una rete di
Benzema e una doppietta di Bale, mentre Mane ha siglato l’unico gol per i Reds.
E’ stata una gara molto strana, proprio per le sue vicissitudini che ne hanno
caratterizzato il risultato finale. Il Liverpool di Jurgen Klopp è partito
molto forte, costringendo per i primi venti minuti il Real Madrid a
difendersi e ripartire sporadicamente in
avanti con Benzema e Cristiano Ronaldo, costruendo per costrizione un
centrocampo folto di interdittori dai piedi buoni come Kroos, Casemiro, Modric
e Isco. Ma alla mezz’ora si verifica il grande rammarico dei Reds per avere
perso Mohamed Salah, il quale a seguito di un brutto fallo di gioco subito da
Sergio Ramos (che non è stato neanche ammonito dall’arbitro) ha dovuto lasciare
il campo in lacrime perché afflitto da forte dolore alla spalla. Peccato
davvero per questo segno del destino che si è poi ancora accanito contro la
squadra di Klopp, nel momento in cui il portiere Karius con due allucinanti
papere ha agevolato la vittoria finale dei blancos. Storie di un destino che ha
favorito indubbiamente la squadra più forte, ma che, se non ci fossero stati
questi due episodi, probabilmente avremmo visto un’altra partita. Questo non lo
sapremo mai. E non sapremo mai neanche cosa sarebbe successo se la gara si
fosse protratta con la stessa intensità agonistica che i Reds hanno saputo
imprimere all’inizio. Sono i famosi punti interrogativi senza risposta che
spesso inondano i pensieri dei perdenti, i quali si devono attenersi alla
realtà dei vincenti. Dunque - The Winner
is Real Madrid – onore al merito a una squadra abituata a disputare le
finali di Champions e che spesso è più attenta a vincere questa competizione
piuttosto che la Liga di Spagna. Ma la vera novità con il retro gusto amaro di
questa Champions di Madrid alzata al cielo, è che Cristiano Ronaldo ha detto ai microfoni televisivi spagnoli: “E’ stato bello giocare qui”. Una frase
eloquente che ha il significato dell’addio. 33 anni e una lunga carriera da
calciatore migliore del mondo, CR7 ha più volte manifestato il desiderio di
tornare a giocare nel Manchester United
con Mourinho, anche se in base a quanto si dice il PSG avrebbe la possibilità economica di sostenere il lauto
contratto del giocatore. Tante possono essere le strade percorribili e diverse sono
le suggestioni che lo scenario calcistico riguardante questo campione
pluripremiato di palloni d’oro può ancora nascondere. Fisico asciutto e integro
per la sua non più giovane età, Cristiano
Ronaldo ha una clausola di un miliardo di euro, che eventualmente dovrà concordare
con il Real Madrid per ogni eventuale mossa futura. Ma, stante a quanto si
apprende dai rumors, CR7 sarebbe in
combutta con Florentino Perez per
due motivi: il contratto non ritenuto
sufficiente e la corte ufficiosa che il presidente del Real Madrid sta facendo
a Neymar. Ma Cristiano Ronaldo così dichiara
ufficialmente: “Non è una questione di denaro,
è qualcosa che viene da lontano. Forse non è stato il momento perfetto per
parlare, ma di sicuro sono stato onesto e per questo motivo non ho nulla di cui
pentirmi. Non parlo tanto, ma quando lo faccio parlo sul serio. Florentino? Non
ho nulla da dirgli lo saluto da buon professionista come sono sempre stato.
Resterò a Madrid? Non posso assicurare nulla. Non mi nascondo, nei prossimi
giorni parlerò”. E allora non ci
aspetta che attendere per commentare la decisione di questo grande campione,
capace di avere fatto fare voli pindarici nei sogni impossibili di tanti tifosi
anche italiani che oggi sperano, chissà……magari in qualcosa che apparentemente
può sembrare assolutamente improponibile.
Salvino
Cavallaro