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Giovedì, 10 Giugno 2021
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Sabato, 05 Giugno 2021
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Sabato, 29 Maggio 2021
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Mercoledì, 26 Maggio 2021
L`inguaribile romanticismo del tifoso di calcio    Leggi



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11013785NewsEditorialeInter e Milan, due società alle prese con il futuro2021052515:37<p>Dopo il ciel sereno e i vari festeggiamenti pallonari, all'ombra della Madunina de Milan si stanno accentrando inaspettate nubi nere che cominciano a guastare i bagordi dei giorni scorsi. Interisti e milanisti, infatti, sono terribilmente preoccupati per il futuro delle proprie squadre e della partenza di alcuni nomi importanti. Il motivo? <strong>Progetto fermo da parte dell'Inter e partenza del giocatore pi&#249; rappresentativo del Milan: Gigio Donnarumma</strong>. Ma andiamo per ordine.</p><p><strong>Inter</strong> - Sono giorni d'attesa per l'incontro tra il <strong>Presidente Zhang e Antonio Conte,</strong> nel quale si chiarir&#224; il futuro dell'Inter. La societ&#224; nerazzurra ha gi&#224; archiviato la festa per la vittoria dello scudetto nel peggiore dei modi, infatti, ci sono molti dubbi sulla competitivit&#224; del progetto della societ&#224;. E mentre il tecnico attende chiarezza dal club nerazzurro, il presidente Zhang fa sapere che la societ&#224; ha gi&#224; espresso i suoi progetti per il futuro. Abbassamento del monte ingaggi e la cessione di almeno un titolare. Parole chiare e inconfutabili che vanno contro quelle che sono le aspettative di Conte; e cio&#232; una squadra senza alcuna cessione dei titolari con il potenziamento di qualche top player in grado far salire ancor di pi&#249; l'asticella in vista della Champions e di un ciclo di vittorie e conquiste di trofei da portare avanti come modello di societ&#224; ben organizzata, attraverso progetti seri e duraturi. Tuttavia, in base a quanto trapela dalla sede dell'Inter, il prossimo anno la squadra non sar&#224; chiamata a difendere il titolo ad ogni costo ma a conquistare un posto in Champions. Questi sono i piani di Zhang che evidenziano l'intenzione di continuare il progetto non sulla base dell'improvvisa espansione e con elevati costi economici, tali da concorrere negativamente sul bilancio delle casse societarie, ma di progredire a passo lento anche attraverso una cessione importante che possa aiutare le operazioni di acquisto non di top player. Insomma, qui si itravvede una seria frenata all'entusiasmo di un Antonio Conte che vorrebbe subito tutto per continuare a scrivere la storia dei suoi anni all'Inter. Adesso il mister leccese deve decidere in base a quelle che sono state le indicazioni della societ&#224;. Alcune indiscrezioni lo danno gi&#224; sulla panchina del Real Madrid, tuttavia, almeno per il momento, nulla trapela da bocche assolutamente cucite. Vedremo cosa accadr&#224; a breve.</p><p><strong>Milan</strong> - Qui, il punto nevralgico &#232; <strong>Donnarumma.</strong> Anche il Milan e i milanisti hanno festeggiato la qualificazione alla Champions del prossimo anno con l'entusiasmo indescrivibile di tutto l'ambiente e di una squadra cos&#236; giovane che agli inizi del campionato di quest'anno nessuno la poneva tra le prime quattro. La societ&#224; milanista dopo avere rinnovato per un anno il contratto a Ibrahimovic e acquistato il portiere Mike Maignan dal Lille per 15 milioni di Euro, adesso si trova a dovere affrontare la grana <strong>Gigio Donnarumma</strong>. Una situazione difficile da risolvere perch&#232; il procuratore <strong>Mino Raiola</strong> fa sapere che al Milan &#232; parsa eccessiva la proposta di rinnovare il contratto a fronte di 7 milioni di Euro, pi&#249; uno di bonus a stagione e le commissioni spettanti a lui. Dunque, il portiere rossonero sembra allontanarsi da Milano per andare all'estero o forse alla Juve. Vedremo. Anche a Milanello il cielo si &#232; fatto nebuloso dopo soli due giorni di luce festante.</p><p>Salvino Cavallaro .</p>fl0711fl0711foto-conte.jpgSIncalcio-1013785.htmSI0101028n
21013776NewsEditorialeAl Milan lo scontro diretto contro la Juve, sempre più in crisi e fuori dalla Champions2021051006:49juve, mila, crisi, pirlo, pioli, ronaldo, diaz,tomori,ibra,rebic,donnarumma, chiellini,morata,championsProva di forza dei rossoneri che sbancano meritatamente l'Allianz e mettono nei guai la Juve<p>Grande impresa da parte del Milan che, a sole tre giornate dalla fine del campionato, vince per tre reti a zero all'Allianz Stadium, portandosi in terza posizione, a +3 dai bianconeri, e proiettandosi verso la tanto desiderata Champions. A sbloccare la situazione ci pensa Brahim Diaz nel corso del recupero del primo tempo, seguono Rebic e Tomori rispettivamente al 78' e al 82'. Vincere questa partita sarebbe stato molto importante per il Milan poich&#233;, trattandosi di uno scontro diretto per la zona Champions, gli avrebbe permesso di guadagnare un vantaggio importante, e cos&#236; &#232; stato. Ma &#232; ancora presto per festeggiare, come afferma lo stesso Pioli e commenta cos&#236; la partita ai microfoni di Sky Sport: «La squadra ci ha creduto, con sacrificio e mentalit&#224;. Ma, soprattutto stasera, non pu&#242; essere la vittoria di un singolo. Abbiamo vinto meritatamente. La prossima partita sar&#224; ancora pi&#249; difficile. Abbiamo fatto una grande partita. &#200; uno scontro diretto, con questa classifica, molto importante da aver vinto. Purtroppo, non &#232; l'ultima gara e non possiamo esultare ancora. La dirigenza ci ha sempre sostenuto, sentivamo tutti l'importanza della gara e ci tenevamo a fare bene. Sono sempre attento alle vostre valutazioni. Spirito, sacrificio e collaborazione. Sotto questi punti di vista siamo stati i migliori per molto tempo. Stanchezza mentale e i tanti impegni ci hanno poi penalizzato. Sapevamo che dovevamo portare in campo una prestazione diversa e lo abbiamo fatto«. Sconforto, invece, in casa Juve, dove Pirlo continua ad essere in discussione e la squadra, adesso fuori dalla Champions, dimostra i suoi limiti partita dopo partita. E quando steccano anche i campioni come Ronaldo, ieri impalpabile, e Morata, fuori dalla manovra, diventa davvero difficile per tutta la squadra. Se poi i cambi li fai quando sei sotto di 2 gol e a 10' minuti dalla fine, diventa impossibile rientrare in partita contro chiunque. A tre turni dalla fine solo un'impresa potrebbe riportare i bianconeri in zona Champions, mentre per il Milan adesso tutto diventa pi&#249; facile, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, a cominciare dalla sfida di mercoled&#236; all'Olimpico Grande Torino contro i granata, a caccia di punti salvezza. I bianconeri, invece, sono obbligati a vincere sino alla fine per sperare ancora nella qualificazione Champions, a partire dalla delicatissima partita di mercoled&#236; in casa del Sassuolo.</p><p>Alessandro Vispo</p> ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISalmilanloscontrodirettoejuveneiguai-1013776.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010124n
31013774NewsEditorialeL`emozione di vivere a Superga la tragedia del Grande Torino2021050418:12Storia di un giorno particolare<p>Ma che cos'&#232; l'emozione se non il momento dell'esaltazione dei sentimenti che si intersecano in maniera profonda alla nostra sensibilit&#224;. Ognuno di noi pu&#242; avvertirla in tanti modi, in tanti luoghi e in varie situazioni, ma resta pur sempre uno degli attimi pi&#249; importanti della nostra vita. Cos&#236; come librarsi l'anima dinnanzi al ricordo, alla memoria del Grande Torino, alla sua storia diventata Leggenda. Chi ha avuto modo di andare a Superga, di percorrere in auto o attraverso la caratteristica Tranvia a Dentiera detta anche cremagliera che parte da Sassi e si inerpica attraverso la folta vegetazione della collina torinese, avr&#224; sicuramente ammirato oltre lo spettacolo di vedere Torino dall'alto, anche qualcosa di particolare che si identifica in un luogo unico per storia, cultura, arte e tanto altro che &#232; racchiuso all'interno dell'affascinante Basilica. S&#236;, perch&#232; Superga &#232; questo e non solo. Tu arrivi nel piazzale antistante la maestosa Basilica - capolavoro di Filippo Juvarra - e gi&#224; avverti uno strano senso che ti porta alla bellezza della vita. Strano, ma qui non &#232; il luogo di tragedia e di morte del Grande Torino? Gi&#224;, una strana sensazione si impadonisce di te e ti porta a pensare come il parallelismo tra la vita e la morte sia molto sottile. E intanto entri nella Basilica e ti inebri di questa singolare struttura circolare ricca di affreschi, di storia e cultura che rappresenta appunto la vita. Poi, uscendo e percorrendo l'ala sinistra della circolare Basilica, segui l'indicazione per andare a vedere la lapide del Grande Torino. I passi sul selciato sembrano quasi muti e il silenzio ovattato d&#224; l'impressione di prepararti a un momento magico e di raccoglimento verso chi non c'&#232; pi&#249;. Cos&#236; ti trovi l&#224; dove si consum&#242; la tragedia di quella squadra unica e irripetibile, di quegli Invincibili che, tornando da Lisbona, persero la vita nello schianto dell'aereo che li stava portando a casa. Giorno funesto quel 4 maggio 1949, quando alle 17,03 di un pomeriggio in cui le nubi nere, basse e volutamente maligne, consumarono in tragedia ci&#242; che avrebbe dovuto essere un ritorno ai propri affetti pi&#249; cari. 31 componenti l'equipaggio di quell'aereo perirono. Erano i calciatori del Grande Torino, ma c'erano anche i giornalisti al seguito. E mentre sei l&#236; in devoto raccoglimento, alzi la testa e vedi da un lato la maestosit&#224; dell'icona della squadra capitanata da Valentino Mazzola e dall'altra una serie di bandiere e sciarpe di tifosi di tante squadre d'Italia ed Europa che sono il segno tangibile del loro essere stati presenti qui a onorare il Grande Torino. E poi? Poi scorri uno ad uno i nomi dei morti che inevitabilmente emozionano e portano al pensiero del significato stesso della vita che &#232; sempre legata a un filo, come se il destino che qualcuno dice essere segnato sin dalla nascita in ognuno di noi, scegliesse sempre il momento di decidere quando &#232; l'ora. Non sappiamo quanto ci sia di vero sul significato di fato o destino che dir si voglia, tuttavia, in quel luogo di tragedia c'&#232; qualcosa che ti porta sempre a pensare alla vita e alla morte come due momenti strettamente legati a loro. E intanto comincia ad inbrunire, qui al colle di Superga l'aria raccoglie tutta l'umidit&#224; presente dei 672 metri di altezza. Le luci della sera consigliano di ritornare a casa, non prima per&#242; di avere salutato ancora una volta con uno sguardo il Grande Torino, il quale attraverso la tragedia ci ha saputo trasportare in pensieri esistenziali che sanno di emozione vissuta. Il silenzio ci &#232; stato amico e anche il cinguett&#236;o degli uccelli ha saputo accarezzare l'anima e il pensiero che in questi casi porta inevitabilmente a Dio. E' Superga, &#232; la lapide del Grande Torino, &#232; questo luogo particolare che sa di mistero, di vita e di morte.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711nuova-gigantografia-grande-torino.jpgSIncalcio-1013774.htmSI0101098n
41013764NewsEditorialePer il mondo granata, questo è un Toro da infarto2021041914:143 a 1 per il Toro contro la Roma. Un risultato che mette i granata in una situazione di classifica migliore, ma non ancora sicura per restare in Serie A <p>Tanti e tutte di alta intensit&#224; emotiva, sono i momenti di pathos che hanno caratterizzato il match tra Torino e Roma. Una gara intensa, vibrante e carica di spunti tecnici ma, soprattutto, di cuore e antico tremendismo granata emerso in verit&#224; nel corso del secondo tempo. S&#236;, perch&#232; la squadra di Nicola ha bisogno evidentemente di essere pungolata nell'orgoglio per esprimersi poi con tutte le caratteristiche di squadra che rispecchiano la sanguigna storia granata. Passati in svantaggio nel primo tempo per effetto di un gol di Mayoral , i ragazzi di mister Nicola hanno ribaltato con Sanabria, Zaza e Rincon un risultato e una vittoria assolutamente fondamentale in chiave salvezza. La Roma si &#232; presentata a Torino dopo il gioved&#236; di Europa League che ha consigliato Fonseca a rinunciare ai propri big, facendo chiaramente capire di puntare la propria stagione esclusivamente sul tentativo di vincere la Coppa Europea. Tuttavia, questo non deve ritenersi un alibi nel non essere riuscita a contrastare un Toro che nel secondo tempo &#232; apparso aggressivo al punto tale da annullare ogni residua velleit&#224; dei giallorossi di portare a casa un risultato utile per il piazzamento in Champions. No! Il Toro con il suo gioco, la lucidit&#224; di azioni e l'aggressivit&#224; messa in campo, ha costruito pallone su pallone la legittima voglia di incamerare ulteriori tre punti preziosi per la propria salvezza. Era da gennaio 2020 (48 partite) che il Torino non riusciva ad ottenere due successi consecutivi in Serie A. Da quando &#232; arrivato Nicola, il Torino ha raccolto 17 punti in 12 partite. Statistiche che parlano chiaro di una svolta positiva nel ricompattare un gruppo che aveva perso autostima, assorbendo paure psicologiche eccessive che hanno fatto disperdere la logica di una squadra che pur nel suo complesso non di grandi carature tecniche, non certo tali da cadere nel cerchio della sofferenza con l'incubo di retrocedere. Situazioni che se &#232; vero sono state consuete da qualche anno a questa parte, &#232; altres&#236; vero che certe paure vissute debbano in qualche modo far riflettere per non essere pi&#249; vissute. E per far questo &#232; necessario che la societ&#224; granata assuma la responsabilit&#224; di pianificare un progetto serio con i suoi quadri dirigenti, diminuendo l'incubo di sforare il proprio bilancio e aumentando le capacit&#224; di costruire tecnicamente un Toro competitivo e da alta classifica. Promesse che non devono essere disperse, andare vane, anche perch&#232; &#232; giusto ripartire dall'esempio dei due acquisti azzeccati di gennaio, in cui Sanabria e soprattutto Mandragora sono l'esempio di chi ha saputo magistralmente vedere lungo sul completamento della squadra affidata a Nicola. Dunque, con la promessa di non ricadere pi&#249; in sofferenze di questo tipo, il presidente Cairo e la societ&#224; granata trovino insieme la strada maestra della chiarezza di idee, che non &#232; altro che quella che si sta percorrendo in questo finale di campionato.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711davide-nicola.jpgSIncalcio-1013764.htmSI0101041n
51013761NewsEditorialeA Udine, il Toro conquista tre punti d`oro2021041111:02I granata di mister Nicola vincono allo Stadio Dacia Arena, dopo una prestazione più utile che bella.<p>Si pu&#242; dire che in questo scorcio di campionato il bianconero porti bene al Toro. Infatti, dopo l'ottimo risultato ottenuto nel derby con sprazzi di bel gioco e la neanche tanto sottile amarezza di non avere conquistato la vittoria, i granata di mister Nicola hanno ottenuto il colpo quasi salvezza, grazie al rigore siglato da Belotti e una prestazione di squadra apprezzabile solo dal punto di vista del risultato ma non del gioco. Tuttavia, riteniamo sia opportuno in questa situazione di classifica non andare troppo per il sottile e badare al sodo. E' quello che ha fatto il Toro nel confronto con l'Udinese in quel dello stadio Dacia Arena di Udine. A un primo tempo sostanzialmente equilibrato &#232; seguita una ripresa in cui Arslan ha travolto in area di rigore Belotti, il quale ha trasformato in gol il rigore assegnato dall'arbitro. La reazione dell'Udinese &#232; apparsa troppo sterile e comunque non adeguata a scardinare la compattezza dei granata, i quali si sono dimostrati determinati a portare a casa i tre punti, senza se e senza ma. Per i bianconeri friulani &#232; salito in cattedra il solito De Paul, il quale non &#232; bastato da solo ad illuminare un gioco per nulla adatto ad offendere l'avversario in maniera concreta. Nel Toro &#232; regnata molta confusione a centrocampo, dove Rincon &#232; apparso poco incisivo e Mandragora ha dato maggiori spunti fisici piuttosto che tecnici. Ma l'obiettivo era vincere una partita che sarebbe stata determinante per il prosieguo di un campionato cui il Toro si deve scrollare presto di dosso l'incubo della retrocessione. Possiamo dunque ribadire che al di l&#224; del gioco, i granata stanno assorbendo il carattere e la sostanza del calcio utilitaristico voluto da mister Nicola, senza tanti fronzoli ma con la tigna di chi deve badare al sodo con chiarezza di idee, recuperando in fretta quell'autostima perduta per troppo tempo. E' il Toro, &#232; il cuore granata, &#232; l'antico tremendismo che deve essere sempre ricordato come simbolo ed essenza di questa gloriosa societ&#224; di calcio.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Udinefl0711fl0711davide-nicola.jpgSIncalcio-1013761.htmSI0101064n
61013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101070n
71013745NewsEditorialeL`Inter vince il derby e allunga sui rossoneri. Brutto stop per il Milan, che deve guardarsi le spalle da Roma, Lazio, Atalanta e Juve2021022206:42inter, milan, pioli, conte, lautaro, handanovic, lukaku,ibra,derby, hernandez,scudettoGli uomini di Antonio Conte non sbagliano un colpo e si confermano i super-favoriti per il titolo<p>Grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al goal straordinario di Romelo Lukaku, l'Inter conferma la leadership e allunga il passo proiettandosi a +4 dal Milan. Ottima prestazione da parte dei nerazzurri, che hanno da subito messo in difficolt&#224; la squadra di Pioli, che adesso sar&#224; costretta ad inseguire i cugini interisti nella lotta per lo scudetto. Un Milan spento e incapace di gestire anche i palloni pi&#249; semplici, quello visto nel derby, tutto l'opposto dell'Inter, che invece ha gestito molto bene la partita, facilitata anche dalla scarsa incisione e lucidit&#224; degli avversari. Sicuramente ad incidere pesantemente per i rossoneri &#232; il goal sub&#236;to a freddo dopo appena cinque minuti a dopera di Lautaro Martinez. Al 33' il Milan prova a salire di tono e sfiora la rate del pari, grazie ad una pericolosa conclusione di Theo Hernandez, che fa salire la squadra rossonera di tono e convinzione. Atteggiamento che caratterizza il Milan anche all'inizio del secondo tempo e che gli permette di mettere in difficolt&#224; la squadra avversaria, che si salva per tre volte grazie ad altrettanti miracoli di un super Handanovic in grandissima forma. Cos&#236;, al 57', proprio nel momento migliore del Milan, l'Inter segna per la seconda volta ancora con Lautaro, chiudendo di fatto la gara. A mettere in cassaforte il derby ci pensa uno stratosferico Lukaku, autore del 3 a 0 degli uomini di Antonio Conte, rete che sigilla il definitivo crollo della squadra rossonera e la fine della partita. Brutto colpo per i rossoneri che prima della gara di La Spezia poi persa malamente per 2 a 0 avevano 2 punti di vantaggio sull'Inter, e che dopo la sconfitta della stracittadina rimangono al secondo posto a -4 dalla vetta, dopo essere stati sin dall'inizio del campionato in testa. Riusciranno gli uomini di Pioli a reagire e a contendere il titolo ai nerazzurri, o questa sconfitta segna il crollo dei rossoneri, che adesso devono stare attenti a conservare il secondo posto? Prossima insidia la Roma, che sfider&#224; il Milan nel prossimo turno. Vedremo come reagiranno Ibra e company la prossima domenica all'Olimpico. Vittoria invece fondamentale per l'Inter, che si conferma la favorita per il titolo, anche in considerazione del fatto che non gioca le coppe. E domenica a San Siro, a vender cara la pelle agli uomini di Conte, arriver&#224; il Genoa di Ballardini, con i nerazzurri che avranno l'opportunit&#224; di confermarsi saldamente in vetta, in attesa dei risultati delle inseguitrici, che potrebbero anche consentire all'Inter, in caso di vittoria sul Genoa, di aumentare il vantaggio sulle inseguitrici.</p><p >Alessandro Vispo</p>Milanoivomesivomesantonio-conte.jpgSISinter-derby-milan-crollo-handanovic-salva-lukakulautarosuper-1013745.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,1101060n
81013742NewsEditorialeIl Milan perde il primato al termine di una brutta gara giocata al Picco e persa per 2 a 0. L`Inter batte la Lazio e va in testa2021021505:31maggiore,bastoni,ibra,pioli, italiano,milan,capolista,spezia,picco,provedel,donnarumma,salvezzaLa squadra di Italiano si impone con merito sui rossoneri<p><span>Dopo pi&#249; di un anno dall'ultima sconfitta fuori casa per il Milan (Atalanta-Milan 5-0 nel dicembre 2019) i rossoneri vengono sconfitti da un ottimo Spezia, grazie alle reti di Maggiore e Bastoni, e vengono scavalcati dall'Inter (3 a 1 alla Lazio) ad una settimana dal derby. Spezia in palla e ben schierato da Vincenzo Italiano, ma Milan deludente, mai entrato in campo al Picco.</span></p><p><span>Stefano Pioli &#232; deluso ma cerca di guardare al futuro. Ecco le sue parole rilasciate ai microfoni di DAZN nel post-partita: &#171;Dobbiamo reagire e sicuramente lo faremo. Lo Spezia ha vinto nettamente, questa &#232; la prima sconfitta che davvero abbiamo meritato perch&#233; abbiamo messo in campo troppo poco. E' stata una brutta serata per me e per la squadra, ma ripartiremo. Sapevamo che avremmo affrontato un avversario aggressivo, ma non abbiamo offerto una prestazione all'altezza&#187;.</span></p><p><span>Dopo diversi mesi il Milan perde anche il primato in classifica, detenuto dall'Inter, che nel posticipo serale ha battuto per 3 a 1 la Lazio. Risalgono la Roma, che vincendo sull'Udinese sale al terzo posto, il Napoli, che ha sconfitto di rigore una Juve disordinata e poco concreta sotto porta (anche per la bravura del portiere partenopeo Meret), e l'Atalanta, che espugna Cagliari all'ultimo respiro grazie a Muriel.</span></p><p><span>Alessandro Vispo</span></p>Caltagironeivomesivomesitaliano.spezia.jpgSISspezia-vittorioso-sul-milan-sorpassato-da-inter-che-batte-lazio-1013742.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,1101045n
91013711NewsCampionatiQuando si dice: “Non ha esperienza”.20200809142515Andrea Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>“Ubi maior minor cessat”.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Per tutti quanti, in ventiquattro ore ha deciso il capo in testa. Dopo l’uscita agli ottavi di Champions e dopo un anno di gravi incertezze tecniche e tattiche della Juve di Sarri, il siluramento dell’ex allenatore di Napoli e Chelsea era nell’aria, nonostante abbia vinto uno scudetto dal sapore molto insipido. Ma la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> come suo successore ha creato sbigottimento, non certo per la qualità dell’uomo e dell’ex calciatore dotato di tecnica sopraffina, ma per il grosso punto interrogativo dato dal suo essere un neofita allenatore che, peraltro, è ancora senza patentino. Apprendiamo infatti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri</i></b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">presidente dell’Associazione Italiana Allenatori</i></b>, che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> ha il permesso di allenare perché ha frequentato e ultimato il corso allenatori a Coverciano, e nel mese di ottobre, dopo avere consegnato la tesi, sarà ufficializzato allenatore a tutti gli effetti. Ma ciò che a molti sta sembrando una decisione troppo affrettata, diciamo che non è nello stile della Juventus fare delle scelte senza discuterle a livello dirigenziale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni operazione da fare. Infatti, ci si doveva già porre delle domande quando qualche giorno prima dell’ufficializzazione ad allenatore della prima squadra della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> è stato presentato in pompa magna come allenatore della Under 23. Troppa enfasi, troppa accademia, troppa pomposità, per essere una semplice info ai media convocati in conferenza stampa per un allenatore di Under 23, anche se questo faceva pensare al ritorno a casa di un ex campione dalla indiscussa juventinità. A dire il vero qualcuno l’aveva già intuito, ma troppe erano le legittime domande nell’affidare una panchina così importante a un personaggio che si è appena affacciato in quel mondo allenatori così tanto diverso dal calcio giocato. Così commenta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ringhio Gattuso: “Pirlo allenatore della Juve? Adesso sono tutti c……suoi”.</i></b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Tuttavia, l’eterno dubbio pallonaro in cui vige da sempre il detto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">- <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“non ha esperienza” -</i></b> viene a decadere in un calcio moderno che si è giustamente liberato da certe stereotipate idee qualunquiste, incapaci di dare fiducia a chi propone idee progressiste, giovani e di fresca iniziativa, pronta a mettersi in luce senza timori ma con l’idea di proporre un calcio di ottima fattura, capace di smitizzare il principio alienante che soltanto certi parrucconi sostenitori di esperienza in campo internazionale, possano essere affidabili. E’ certo che in qualsiasi panchina da allenatore di calcio, ogni cosa deve essere equilibrata e assecondata dalle figure che compongono l’area tecnica. E alla Juve questo c’è, per questo riteniamo che mister Pirlo sarà aiutato nella fase esplicativa del suo ruolo, sia nelle scelte tecniche che tattiche, pur avendo rispetto delle idee dell’allenatore cui è stata data fiducia. E poi, in base a quanto riferito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri, Andrea Pirlo</i></b> durante il corso allenatori ha dimostrato di essere attento e acuto anche nell’analizzare possibili strumenti di un calcio proiettato al futuro. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo, dice Ulivieri</i></b>, è uno che guarda sempre avanti ed è preciso, ordinato, ascolta tutto e poi riassume le cose che ritiene più importanti. Insomma, non ci piove sull’aver affidato la Juve a una persona concretamente valida. Ma in primis resta comunque una scommessa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Agnelli</i></b> che questa volta ha preso in mano la questione allenatore, dopo avere ascoltato l’anno scorso i suoi fidi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Nedved e Paratici</i></b> nella scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri.</i></b> Per noi, questa scelta che ha sorpreso tutti resta un punto interrogativo che solo all’atto pratico si potrà eventualmente cancellare. Una cosa è certa, con la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo </i></b>come allenatore della Juventus si profila l’ennesimo tentativo di cambiamento tecnico in un sistema moderno di gioco, che si dovrebbe accostare a quel calcio europeo ad alto livello che dia la possibilità di vincere quella tanto agognata Champions che sfugge sempre di anno in anno. Già, rimandare di anno in anno quell’alzata al cielo della coppa dalle grandi orecchie che sta diventando una vera persecuzione. Ma chi ha tempo non aspetti tempo. Lo dice anche Cristiano Ronaldo, il quale adesso non è più sicuro di volere restare alla Juve. Un altro punto interrogativo da sciogliere nel caso che il leader dei bianconeri riflettesse sul fatto che neanche la sua presenza in seno alla squadra sia stata sufficiente a vincere la Champions. Con il suo arrivo, due anni fa, questo era l’obiettivo da raggiungere. Oggi, a distanza di tempo, questo obiettivo non è stato raggiunto per molti motivi, che il leader della Juve, consapevole della sua età e del fatto che non abbia più tempo da perdere, dà probabilmente colpe alla stessa società di non avere centrato ciò che maggiormente vuole. E allora? Chissà! Tutto è possibile. Intanto la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“maledetta”</i></b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> si fa avanti come garanzia di affidabilità. Il resto lo commenteremo strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pirlo-6.jpgSiN-1013711.htmSi100451001,02,03,1001067
101013706NewsCampionatiIl Milan che non ti aspetti20200730121019Stefano Pioli e Ibrahimovic, sono gli autori del ritrovato diavolo rossonero <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Da gennaio, con l’entrata in squadra di Ibra, il diavolo rossonero è rinvigorito nell’essenza di un gioco e di uno spirito di gruppo che da molto tempo era assente in casa Milanello. Poi, anche l’avvento sulla panchina di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Stefano Pioli</i></b>, ha dato la spinta necessaria a una definitiva rinascita di un gruppo e di una società che aveva sopito il suo glorioso passato. Tutto ciò fa pensare come nel calcio ci siano fattori e motivazioni che vanno al di là delle beghe serpeggianti e velenose in ambito societario. Prima il fattivo interesse e accordo quasi raggiunto per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Rangnick</i></b>, con l’incarico di allenatore e direttore tecnico del Milan, che ha creato le dimissioni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Boban</i></b>. Poi la retromarcia dei vertici societari che hanno giustamente pensato di non dare carta bianca a Rangnick e di tenersi stretto Pioli anche per il prossimo anno. Ma in mezzo a tutto questo frastuono c’è stato il lavoro del tecnico del Milan che assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ibrahimovic </i></b>ha costruito un monolito di intenti che hanno portato la squadra a sviluppare un gioco globale tale da convincere, anche per i risultati ottenuti dopo il lockdown. Segno che il calcio è fatto di risultati e non di parole evanescenti che trovano il tempo che trovano. Prova ne è che il Milan, a una sola giornata dal termine del campionato, si trova ad occupare la sesta posizione di classifica dopo avere superato dal basso tutti gli ostacoli che gli si sono presentati in un anno davvero difficile per il trambusto all’interno della società. E adesso l’umile ma eccellente allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Stefano Pioli</i></b> che il Milan ha giustamente valorizzato lasciando perdere l’idea Rangnick, sta già programmando con la società rossonera il futuro. Tutto ciò anche in virtù del fatto che a partire dal prossimo 17 settembre, Ibrahimovic e compagni dovranno disputare i preliminari di Europa League. Certo, se pensiamo in quale situazione si trovava il Milan prima del lockdown con l’arrivo del subentrato mister Pioli, allora parliamo quasi di un sogno che nemmeno i più incalliti tifosi del diavolo rossonero avrebbero potuto immaginare. Ma il calcio è questo, nella buona e nella cattiva sorte c’è sempre un elemento che sfocia nel lavoro, nella serietà, nel sacrificio e nell’idea di crederci fino in fondo, non a parole ma a fatti. E la leadership di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ibra</i></b> è stata poi la ciliegina su una torta ben guarnita di giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Donnarumma, Romagnoli, Kessie, Krunic, Calhanoglu, Bennacer, Castillejo, Rebic e Leao</i></b>, che avevano bisogno di autoconvincersi delle proprie qualità tecniche, le quali dovevano essere messe a disposizione della squadra. Questo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Stefano Pioli</i></b> l’ha capito subito, ed ha lavorato alacremente volgendo il suo sguardo là dove non fosse distratto da ciò che stava succedendo all’interno della sua società. Alla fine ha vinto lui, perché da sicuro partente è passato a sicuro confermato nel progetto di un Milan che ha tutte le intenzioni di ritornare poco per volta ai fasti di un tempo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711stefano-pioli.jpgSiN-1013706.htmSi100451001,02,03,0701047
111013696NewsEditorialeLa Mitica, Nazionale Ragazzi Guariti dalla Leucemia20200711191221Tutti insieme diamo un calcio alla leucemia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Non è sempre CR7, Lukaku, Ibrahimovic, piuttosto che Messi o Mbappè ad attrarre l’attenzione di noi media addetti al seguito di un mondo pallonaro sempre alle prese con i milioni di euro e, di conseguenza, con la necessità assoluta di vincere trofei, coppe e tutto ciò che è apportatore di introiti economici iperbolici. No, non è solo questo, perché il calcio che è anche gioco antico e mezzo di aggregazione sociale capace di lanciare messaggi come nessun altro sport è in grado di fare, si impone per sensibilizzazione e grande impatto nella comunicazione. E alla luce di quanto detto sin qui, ci piace mettere in evidenza un mondo del calcio spesso relegato dietro le quinte per mancanza d’informazione. Forse non tutti sanno dell’esistenza della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Mitica”,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la Nazionale composta da ragazzi guariti dalla leucemia e da volontari al seguito</b>. Una realtà in cui si respira prima di tutto aria di vita, con la forza e la voglia di dare un calcio a quel pallone che, in questo caso, è la metafora della leucemia che colpisce bambini e ragazzi in età pediatrica. E la Nazionale è proprio composta da ragazzi che hanno vinto la loro partita più importante e che attraverso il loro esempio ci trasportano in un mondo di riflessione e di coraggio che spesso perdiamo in un quotidiano ansiogeno, che ci fa perdere il gusto di apprezzare le piccole cose della vita. E’ nostro obiettivo giornalistico non trascendere nella retorica più spicciola, anche se trattando argomenti delicati come questo, talvolta ci si perde in una narrazione che va oltre il limite dell’informazione più semplice. Tuttavia, l’impegno di riferire dell’esistenza di questa Mitica Nazionale di calcio di ragazzi guariti dalla leucemia, ci esorta a farlo con le dovute delicatezze del caso, senza lasciarsi andare a futili sentimenti di pietismo ma con la consapevolezza di conoscere per essere d’aiuto. Detto questo, ci piace sottolineare quanto sia bello pensare a bambini definibili come campioni autentici che hanno saputo combattere con coraggio e con forza contro la leucemia, si mettano in prima fila con coraggio. Già, lo stesso coraggio dimostrato da adolescenti, quando hanno saputo della loro malattia e poi hanno vissuto l’esperienza dell’ospedale, del ricovero, della chemioterapia, del dolore e della paura impressa nei loro volti e negli sguardi dei loro genitori. Momenti di vita che hanno segnato la loro esistenza, ma che oggi attraverso il calcio possono metterla al servizio degli altri per raccogliere fondi e donarli agli ospedali per l’acquisto di macchinari e tutto ciò che è necessario dal punto di vista sanitario, per sconfiggere questa terribile malattia. A questo scopo ci rivolgiamo alle società di calcio dilettantistiche di tutta Italia, ai volontari che intendano aggregarsi e a coloro i quali vogliono dare un apporto di idee e iniziative calcistiche quali tornei, quadrangolari o anche semplicemente partite organizzate per beneficenza, che è possibile contattare la Nazionale i Ragazzi Guariti dalla Leucemia tramite la pagina Facebook del gruppo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><a href="https://www.facebook.com/La-Mitica-Ragazzi-Guariti-Dalla-Leucemia-1527879214144029/"><font color="#0563c1">https://www.facebook.com/La-Mitica-Ragazzi-Guariti-Dalla-Leucemia-<span style="font-weight: normal; text-decoration: none; text-underline: none;">1527879214144029</span>/</font></a>. </b>Sono tante storie<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>di vita che non possono lasciarci estranei, ma devono in qualche modo renderci inclusivi di un mondo che ci chiede aiuto proprio attraverso quel calcio di cui tanto scriviamo, esaltando emozioni senza fine. Un calcio al pallone e un gol alla leucemia, per la vita e la voglia di sentirsi uniti nella speranza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-la-mitica.jpgSiN-1013696.htmSi100451001,02,03010134
121013679NewsCoppeLe probabili formazioni delle semifinali di Coppa Italia.20200611170110Juventus - Milan e Napoli - Inter, per accedere alla Finale di Coppa Italia <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il calcio ricomincia dalla Coppa Italia. All’Allianz Stadium venerdì 12 giugno alle ore 21,00, l’arbitro Orsato darà inizio alla gara Juventus – Milan. La partita di semifinale disputata allo stadio Meazza prima dello stop per covid 19, era finita con un gol per parte. Un 1 a 1 che stante l’attuale situazione delle due squadre sulla carta favorirebbe la Juventus, che superando i rossoneri andrebbero direttamente a disputare la finale di Coppa Italia il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. In caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si andrà direttamente ai rigori senza disputare i tempi supplementari. Una decisione presa dalla Lega per non affaticare ulteriormente i calciatori. Detto questo, diamo uno sguardo a quelle che potranno essere le indicazioni di Sarri e Pioli, rispettivamente coach di Juve e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Juventus:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Sarri sembra intenzionato a schierare il tridente con Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Bentancur in cabina di regia al posto di Pjanic, la possibile chance di Khedira a centrocampo, mentre in porta giocherebbe il portiere juventino della Coppa Italia, cioè Buffon. A questo punto, per i bianconeri si delineerebbe chiaramente un 4-3-3 di evidente ispirazione offensiva. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Juventus: Buffon, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Khedira, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Milan:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> La squadra di Pioli, invece, deve sostenere una situazione tattica di difficile soluzione, in quanto deve fare a meno di tre titolari come Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Così l’allenatore del Milan opterà probabilmente per un 4-2-3-1 che dà la sensazione di volere contenere le sfuriate offensive degli avversari con la speranza di ripartire in contropiede. Una tattica forse un po’ rinunciataria, ma possibilista in un contenimento che possa sfociare in qualcosa di positivo, ai fini di un risultato sulla carta insperato. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Milan: Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria, Kessiè, Bennacer, Paquetà, Calhanoglu, Rebic.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli -</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> L’altra semifinale di Coppa Italia che sarà diretta dall’arbitro Rocchi, vedrà il confronto tra Napoli e Inter. Dopo la vittoria dei partenopei per 1 a 0 nella gara d’andata con un gol di Fabian Ruiz, la squadra di Gattuso è chiamata a difendere il vantaggio nella sfida che si disputerà sabato sera a Napoli contro i nerazzurri di Conte. Gattuso deve fare a meno dell’infortunato Manolas con Maksimovic, mentre Demme sarà confermato davanti alla difesa al posto di Allan. Ma all’allenatore del Napoli restano ancora due dubbi tattici che riguardano Callejon e Mertens. I due calciatori, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sembrerebbero in vantaggio su Politano e Milik. Comunque, l’orientamento tattico del tecnico del Napoli farebbe pensare a un 4-3-3 che, sulla carta,farebbe pensare a una gara d’attacco nonostante il vantaggio da difendere. Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli – Questa è la probabile formazione: Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Demme, Fabian Ruiz, Callejon, Mertens, Insigne.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter </span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>– La squadra di Conte è chiamata a sostenere uno sforzo notevole, non solo nel tentativo di superare il Napoli per accedere alla finale di Coppa Italia, ma anche nel prosieguo di una serie di partite di campionato e di recuperi senza respiro. Tuttavia, i nerazzurri arriveranno a Napoli animati di spirito e volenterosi di accedere alla finale, nel tentativo di centrare il primo obiettivo della stagione. Per far questo, Conte si affiderà a Christian Eriksen, il trequartista tanto voluto ma che ancora non sembra essere entrato negli schemi tattici voluti dall’allenatore dell’Inter. A Napoli, il giocatore dovrebbe giocare alle spalle delle due punte Lukaku e Lautaro Martinez. In difesa confermato Bastoni al posto di Godin.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter – Questa è la probabile formazione: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Candreva, Barella, Brozovic, Young, Eriksen, Lautaro Martinez, Lukaku. </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711coppa-italia-2019.jpgSiN-1013679.htmSi100451001,02,03,06,07,08,1001067
131013649NewsCampionati“Il Toro è un’idea, una diversità”, parola di Fabio Viglione.20200123144520Intervista a un tifoso eccellente,che vede il calcio attraverso analisi approfondite e condivisibili. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’Avv. Fabio Viglione da Roma</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>. Sì, proprio lui, il tifoso del Torino autore del libro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Caro Toro ti</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">scrivo” </i></b>che ha<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i></b>elaborato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i></b>assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Giorgio Merlo</i></b>. Non è la prima volta che lo intervistiamo e non è un caso che ci rivolgiamo a lui, nonostante abiti lontano da Torino, per conoscere il suo pensiero sul Toro. Oggi più che mai, vista la delicata situazione che sta attraversando l’ambiente granata in questo momento. Il suo è un contributo da opinionista prima ancora che da tifoso, in quanto ha una spiccata capacità di analisi su fatti calcistici ad ampio raggio. Avvaliamoci dunque della sua opinione.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Fabio, cosa pensi di questa freddezza da parte dei tifosi granata nei confronti della società e della squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certamente vivendo a Roma non sono al corrente di tante cose che riguardano l’ambiente, se non per le notizie che leggo attraverso i giornali. Ho sempre pensato, e penso, che il tifoso granata fosse diverso dagli altri, proprio per le peculiarità uniche che la grande storia del Torino possiede. Il Toro è un’idea, una diversità e anche una voglia di mettere in campo quelle caratteristiche che ci fanno prescindere dalla mancanza di ricchezza economica, per riconoscerci in una simbolo di lotta, di sofferenza e maniche rimboccate. E’ la nostra storia, è nel nostro dna. Non è retorica la mia, quando sostengo che il tifoso del Toro, da sempre, non ha mai misurato il suo attaccamento alla squadra ed alla società in base al risultato, ma ha vinto già per il solo fatto di “essere del Toro”. E’ una vittoria di sentimento che ci fa diversi, orgogliosamente diversi. Noi siamo sempre stati un po’ originali come tifo, come passione, colore, calore, quindi questa è l’identità che per noi è fondamentale rimarcare. Ed il Toro non può prescindere dai suoi tifosi, dal suo Popolo. Questo è un tema secondo me centrale quando si parla di Toro. E non è un caso che la vasta letteratura granata e le tante pubblicazioni, suscitino tutto questo interesse. Perché nonostante le poche vittorie la letteratura e la cinematografia parlano di noi più di ogni altra realtà calcistica? E’ il segno evidente che il Toro non è una semplice squadra di calcio.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che nel calcio moderno fatto di business, non c’è molto spazio per le squadre come il Torino?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, perché oggi mancano le possibilità di competere per vincere. L’estate passata sotto l’ombrellone a scommettere su chi avrebbe vinto lo scudetto è un lontano ricordo. Negli anni passati il tricolore lo potevano vincere, come è avvenuto, - e parlo anche degli anni settanta e ottanta - la Sampdoria, il Verona, il Torino, il Napoli. Adesso la competizione per il titolo si è ristretta al punto che squadre come il Toro si possono collocare al massimo, nella stagione di grazia, in quel ristretto numero di compagini capaci di piazzarsi per un ingresso in Champions. E’ impossibile sognare. Realisticamente, l’ingresso nelle competizioni europee è il massimo a cui possiamo aspirare per come il sistema si è sviluppato. Non penso che sia molto “distante” la strada che ci separa da un quarto/quinto posto come crescita generale. Una crescita che non va dimenticata. Non solo, una crescita nella quale l’ultimo tratto di strada è il più difficile da raggiungere.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Noi veniamo da un periodo in cui faticavamo a collocarci in serie A… E’ stato un periodo di grande sofferenza nel quale credo che abbiamo perso anche diverse generazioni di giovani tifosi… Ora siamo certamente su un altro piano e su altri livelli. Ma dobbiamo e possiamo certamente migliorare. Penso che non sia facile per il Torino, consolidare un posto davvero importante in un calcio come quello attuale ma io ci credo. Voglio crederci. Anche perché voglio regalare a mio figlio tredicenne, che tifa Toro e vive a Roma, meno sofferenze… ”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Seguendo questo tuo pensiero filosofico e al contempo razionale, si evince chiaramente una forma dissociativa dalle attuali contestazioni granata contro la squadra e la società. E’ così?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io credo che si debbano trovare sempre delle ragioni di “cucitura”, perché una società e una squadra di calcio non possono prescindere dal calore del pubblico e la nostra passione non ci può mutilare della squadra del cuore. La società e la squadra hanno bisogno della passione della gente, della gente granata. Non gente qualsiasi. Il Toro ha sempre avuto un “tifo” ed una curva da scudetto anche quando la squadra giocava in serie B. Credo e spero che una soluzione possa trovarsi nel mettere al centro i punti di convergenza. Anche i calciatori devono capire che indossano una maglia storica e ricca di passione che non può essere mortificata. I tifosi sono un patrimonio immenso di passione dalle potenzialità infinite. Anche se viviamo un calcio ormai deprivato di sentimenti e ostaggio di fatturati e social media. E’ indubbio che quando i risultati non arrivano, qualcosa si è sbagliato anche in sede di valutazioni a monte. Tuttavia, parlando del profilo tecnico che è l’unico su cui sono in grado di esprimermi, sempre guardando dall’esterno, credo si debba fare anche una valutazione “ex ante”. Perché sono stati tenuti i pezzi pregiati? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sirigu, Belotti, Izzo?</i></b> Si è probabilmente pensato che mantenendo la struttura di una squadra che aveva fatto bene si sarebbe potuto fare ancora meglio del settimo posto. Io, francamente, ero tra quelli che aveva creduto nelle scelte di mercato. Ma il calcio non è una scienza esatta. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cosa pensi della quasi certa cessione di Bonifazi e dell’eventuale prestito di Iago Falque?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“In questo caso penso ci sia un problema tecnico, piuttosto che un volere della società. Bonifazi credo venga ceduto per esubero nel ruolo visto che abbiamo tanti difensori centrali e non tutti possono giocare. Tuttavia, che la scelta per sfoltire il reparto ricada su un giovane di valore proveniente dalla nostra ‘cantera’ mi lascia un po' di amaro in bocca. Su Iago? Lo vorrei ancora con noi. È stato considerato un punto fermo del Toro, nonostante l’infortunio subito, credo gli si debba dare adesso l’opportunità di rientrare proprio per le sue qualità tecniche e la sua duttilità. E poi non si può a questo punto della stagione privarsi di un ottimo calciatore, minimizzando il numero della rosa dei titolari. Mazzarri non può avere la panchina corta, anche perché un allenatore deve essere in grado di gestire tanti giocatori se l’obiettivo è ambizioso. La competizione va gestita ma tiene alta la qualità e le soluzioni. E’ un problema di chi allena saper dosare la competizione interna e l’armonia. Con una rosa corta si ha il …respiro corto….” e alla lunga la squadra ne risente.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, non sei d’accordo con la gestione tecnica di Mazzarri? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Oggi direi di no. Io credo che lo stesso Mazzarri non sia soddisfatto del rendimento della squadra. In campo si alternano buone giocate a momenti di blackout, abbiamo giocato un girone d’andata in chiaroscuro quanto a continuità ed intensità di gioco.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Vedo una propensione a giocare chiusi sull’avversario. Un atteggiamento tattico che ha fatto in modo di far soffrire la squadra, più contro squadre meno attrezzate e dai valori più modesti che contro le cosiddette “grandi”, squadre chiamate a “fare la partita”. Il calcio non è una scienza esatta ma è spregiudicatezza, spensieratezza, voglia di fare, freschezza di idee che spesso vengono apportate dai giovani capaci di farti la giocata sopra le righe che ti fa vincere la partita. Il calcio fa sognare pure per questo, non è il gioco degli scacchi. No, la direzione tecnica di Mazzarri, di cui non discuto la preparazione, in questo momento risente, a mio avviso, di questo atteggiamento di scarsa propensione alla proposizione del gioco. Al coraggio. E’ una mia opinione. Vedo poi poca apertura di credito verso i giovani, come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Millico, Edera</i></b>, che potrebbero apportare entusiasmo e sfrontatezza. Le capacità balistiche di Millico che ha strabiliato nel campionato primavera credo che possano confermarsi anche in serie A. La traversa contro il Sassuolo non mi ha sorpreso, gli ho visto fare tanti gol così nelle giovanili, ha una strabiliante naturalezza nel calciare a giro da quelle distanze. Credo che i giovani talentuosi debbano essere maggiormente coinvolti, come peraltro, sta accadendo altrove (penso a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Vlahovic, Malinoski, Kulusevski</i></b>). Non credo affatto che inserendo i giovani in squadra ed equilibrandoli naturalmente nell’assetto base, con i più esperti, si rischi di bruciarli. Chi l’ha detto? Semmai, tenerli in panchina rischia di demotivarli, di frustrare la loro autostima e di non farli sbocciare. Poi non dimentichiamo che il tifoso del Toro ha sempre avuto un legame particolare con i giovani del Filadelfia ed è pronto a perdonare anche qualche sbavatura. I nostri giovani sono fondamentali per ridare entusiasmo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Vuoi spendere qualche parola per un giocatore in particolare ? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una parola per Sirigu. E’ un portiere davvero formidabile. Non credevo fosse così forte. Merita di giocare titolare in Nazionale, un vero fuoriclasse. E’ l’idolo di mio figlio che cerca di emularlo nel campetto della scuola, giocando con la sua maglia numero 39. Ma anche Belotti merita elogi particolari. E’ cresciuto molto ed è diventato un vero trascinatore. Non si risparmia, lotta dal primo all’ultimo minuto, è migliorato molto anche tecnicamente, è maturato nei movimenti e nella capacità di leggere le situazioni, incarna davvero lo spirito del Toro quando carica a testa bassa e non si arrende mai”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come vedi il prossimo incontro casalingo contro l’Atalanta di Gasperini, reduce dalla sconfitta interna contro la Spal?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La sconfitta in casa dell’Atalanta contro la Spal, dimostra che tranne qualche squadra che si colloca su un livello nettamente superiore, tutte le altre compagini possono vincere o perdere contro tutti. Ogni partita ha le sue insidie. Al di là degli episodi che possono capitare ed essere sempre determinanti, tra Torino e Atalanta vincerà chi dimostra di avere più fame. In ogni zona del campo, su ogni pallone, sarà necessario dare il massimo ed avere la testa libera. Si gioca con il cuore, con la testa e con la giusta determinazione. Mi auguro davvero che sia il Toro ad avere più fame, anche se dubito che l’Atalanta dal gioco arioso messo in mostra fino ad oggi, accetti di buon grado una sconfitta interna contro una Spal ultima in classifica, senza la voglia di rifarsi immediatamente. Quella partita persa brucia ancora tanto alla Dea di Gasperini. Il Toro è avvertito!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><a name="_GoBack"></a></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-avvocato-fabio-viglione.jpgSiNil-toro-e-un-idea-una-diversita-parola-di-fabio-viglione-1013649.htmSi100451001,02,03030264
141013645NewsCampionatiCampionato di calcio. L’anno nuovo non cambia il nome delle pretendenti al titolo.20200107190536Un campionato da vivere fino in fondo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter, Juve e Lazio sono le papabili alla vittoria finale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Finito lo stop per le vacanze di Natale, il campionato di calcio di Serie A riapre i battenti di un pallone che ha ripreso a far vivere i palpiti ansiosi ai suoi tifosi, impazienti com’erano di continuare a vivere il fine settimana all’insegna della sfrenata passione calcistica. Si è cominciato a giocare domenica 5 gennaio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brescia – Lazio</b>, una partita che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2 a 1 un incontro che ha confermato lo stato di salute dei biancocelesti i quali aspirano ad essere il terzo incomodo per la lotta scudetto, proponendosi anche per entrare a far parte delle squadre che parteciperanno alla prossima Champions League. Nel pomeriggio anche il Genoa del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Nicola</b> ha superato il Sassuolo con il risultato di 2 a 1. Il cuore del Genoa si è imposto all’ordine tattico e alla piacevolezza delle trame di gioco di un Sassuolo che ha subito non pochi errori arbitrali, i quali ne hanno decretato la sconfitta. Un match che ha riproposto l’importanza di dare maggiore credito al Var, piuttosto che all’arbitro in campo. C’è stata poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spal – Verona</b>, una gara vinta per 2 a 0 dagli scaligeri che hanno sfruttato l’ottimo momento di forma già palesato sul finire del vecchio anno 2019. Male la Spal di Semplici che con questa sconfitta si è ritrovata ad essere fanalino di coda della classifica. La serata della 18ma giornata di Serie A è terminata con la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma – Torino</b>, un incontro che ha visto vincere meritatamente i granata per 2 a 0, ribaltando un pronostico che alla vigilia li dava sconfitti. Così, ad una Roma che evidentemente ha risentito non poco dell’imminente cambio al vertice della proprietà, ha fatto eco un Torino che Mazzarri ha preparato nella consapevolezza di non avere altra scelta che vincere e convincere, anche per attenuare in qualche modo gli intensi venti di contestazione che spirano tra i tifosi di casa Toro. In realtà possiamo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>(autore della doppietta) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu</b> (sempre formidabili le sue parate) sono stati gli eccellenti interpreti di un Toro che non brilla per gioco corale, ma che spesso si rifugia nella forza del suo capitano per togliere le castagne dal fuoco. Detto questo, passiamo all’Epifania calcistica che è partita all’ora di pranzo con il derby dell’Appennino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bologna – Fiorentina</b> finita 1 a 1. La viola del nuovo tecnico Iachini, è andata in vantaggio con un bellissimo gol di Benassi, ed ha condotto una gara accorta e attenta a portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, allo scadere della gara ha subito il pareggio ad opera di Orsolini, il quale si è inventato un eurogol da palla inattiva, posta in una posizione defilata della destra dell’area viola. Dunque, è sostanzialmente giusto il risultato finale. C’è poi da commentare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta – Parma,</b> il cui risultato di 5 a 0 non fa altro che dare splendore assoluto alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea </b>di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b>, una squadra in forma, bella da gustare e, soprattutto, capace di finire la sua ultima partita dello scorso anno con lo stesso punteggio contro il Milan. 10 gol in due partite! Onestamente abbiamo esaurito tutti gli aggettivi superlativi, per questa interprete del calcio spettacolo di casa nostra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria </b>è finita 0 a 0. Ibra, Ibra e sempre Ibra. E’ stato l’urlo a San Siro del popolo rossonero, ma lo svedese entrato in campo nel secondo tempo non ha fatto il miracolo sperato. La squadra di Pioli si arrovella in problemi che vanno oltre l’apporto del possibile beneficio di un campione 38enne, che secondo il nostro parere resta positivo sotto l’aspetto commerciale con riferimento al marketing e di entusiasmo per i tifosi del Milan, piuttosto che per un reale fatto di positività in campo tecnico per la squadra stessa. Ottimo il punto conquistato da Ranieri, con una Sampdoria che ha addirittura sfiorato la vittoria. Pregevole poi la vittoria dell’Udinese che ha superato il Lecce allo stadio di Via del Mare per 1 a 0. Anche qui ci sono state delle recriminazioni leccesi sulle decisioni arbitrali contestate dall’allenatore Liverani. Ma la sostanza dice che i bianconeri friulani hanno conquistato tre punti d’oro per la loro classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E dulcis in fundo, veniamo alle due ultime gare di questa 18esima giornata di Serie A.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Partiamo con</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus – Cagliari, 4 a 0 – Tripletta di Ronaldo e gol di Higuain-</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita è finita con tre gol di CR7 e uno di Higuain. Un 4 a 0 che maschera le solite incertezza della squadra di Sarri, la quale ha l’alibi di essere ancora un cantiere in fase di ultimazione di quell’opera che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fluidità di manovra e Continuità”.</b> Nel primo tempo, infatti, la Juve ha sì dimostrato grande spinta in avanti con evidente voglia di pressare e chiudere l’avversario nella propria zona difensiva, ma ha rischiato più di una volta di subire le ripartenze di un Cagliari che, a onor del vero, sembra aver perso la brillantezza di gioco di qualche settimana fa. Poi, nel secondo tempo, causa un banale errore della difesa cagliaritana, la Juve è andata in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale non si è fatto sfuggire l’invito così godereccio. Da qui in avanti la Juve è uscita alla grande con trame di gioco eccellenti che effettivamente hanno dato splendore al quel gioco tanto sperato in casa juventina e che si tramuta nel vincere, convincere e divertire divertendosi. Ma, per arrivare a questo nell’arco degli oltre 90 minuti di gioco, Sarri deve ancora lavorare molto sui meccanismi di centrocampo, dove si esalta molto la costruzione del gioco a discapito dell’interdizione in appoggio alla difesa. E’ l’equilibrio non ancora trovato tra i vari momenti di possesso e non possesso palla, che vanno disciplinati per evitare di prendere troppi gol che si potrebbero evitare. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral,</b> non troppo convinto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Rabiot</b> ancora alla ricerca di capire cosa vuole Sarri da lui. Eccellente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> che deve essere sfruttato più da esterno d’attacco, mettendo alle sue spalle un terzino di ruolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> non è ancora il giocatore ammirato l’anno scorso e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> soffre più del previsto il compito di involarsi sulla fascia sinistra, per poi ritornare a coprire il ruolo di difensore. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve lotterà fino alla fine per vincere lo scudetto e lo farà in dirittura finale assieme a Inter e Lazio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Inter, 1 a 3 – doppietta di Lukaku e gol di Lautaro Martinez </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il testa a testa di classifica dell’Inter con la Juve. Per far questo la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte </b>doveva vincere e l’ha fatto nella gara del San Paolo contro un Napoli che è la pessima copia di quello che è stato lo scorso campionato. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ringhio Gattuso</b> ha fatto quello che ha potuto al cospetto di una squadra come l’Inter che quest’anno pressa alto l’avversario, forte dei suoi due attaccanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lautaro Martinez,</b> sempre pronti a sfruttare tutte le occasioni offerte dal proprio centrocampo e dagli esterni. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> è cinica, sicura di sé e convinta di rendere difficile la strada a una Juve che vede ancor di più come un avversario ostico da battere a tutti i costi. Tutto questo, fermo restando della consapevolezza di non essere ancora allo stesso livello della squadra di Sarri, ma che attraverso il lavoro, la grinta, la convinzione e la determinazione, sia possibile accorciare questo gap tecnico e di rosa allargata che vanta la Juve. Dunque, assisteremo sicuramente a un bel campionato e a domeniche da gustare intensamente nella consapevolezza di vedere fino alla fine Juve e Inter appaiate, con l’incomodo della Lazio e il probabile disturbo di un’Atalanta che si farà valere anche in Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone-ufficiale-serie-a-2019-20.jpgSiNcampionato-di-calcio-l-anno-nuovo-non-cambia-il-nome-delle-pretendenti-al-titolo-1013645.htmSi100451001,02,03030189
151013640NewsCampionatiSarri che aspetti? Usa la DH720191213162722L`incomprensibile incertezza del tecnico della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. In sintesi DH7.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Seguendo la Juventus del nuovo corso targato Maurizio Sarri, spesso ci siamo chiesti dov’è tutto questo cambiamento di mentalità nel considerare il gioco del calcio come segno tangibile dell’osare in attacco, senza avere il timore di squilibrare l’assetto tattico del centrocampo. Strano che l’ex tecnico del Napoli e del Chelsea abbia praticamente lasciato a metà la sua opera di rivoluzionario, confermando in parte quei meccanismi di squadra rodata dagli otto scudetti consecutivi, conquistati tra la gestione Conte e Max Allegri. C’è qualcosa che non ci convince in questo suo atteggiamento tattico poco propenso a lasciare le briglia sciolte a una squadra di campioni che avrebbe bisogno di essere meno inibita nella sua inventiva. Questa insistenza su Bernardeschi in chiave di finto trequartista non si addice al giocatore, il quale secondo noi è più apprezzabile nel ruolo di esterno con l’obbligo di aiutare il centrocampo. Ma Sarri non è convinto e anche in considerazione dell’aspettare la ripresa completa di Douglas Costa che dovrebbe essere pronto per la Supercoppa Italiana, sembra essere refrattario a proporre fin dall’inizio i tre tenori d’attacco della Juventus. Questione di convinzione o di insicurezza? Noi pensiamo che ci sia timore di indebolire il centrocampo e di non coprire abbastanza la difesa nella fase di non possesso palla. Sono scuole di pensiero che non si addicono alle vedute di Sarri, un tecnico che ha fatto la sua fama per i principi di calcio spettacolo non certo scriteriato tatticamente, ma intenso nel suo concetto di propositiva azione d’attacco. Tanti sostengono che è ancora presto per giudicare la Juventus di quest’anno, la quale ha visto nel cambiamento tecnico un radicale rivoluzionamento dei sistemi che la squadra aveva assorbito dopo i lunghi anni di gestione Allegri. Può darsi, ma a noi sembra che il concetto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“radicale rivoluzionamento dei sistemi</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">tattici”</i></b> sia soltanto metaforico e non conforme alla realtà. Per questo motivo continuiamo a vedere a tratti una Juventus che soffre troppo l’avversario, invece di aggredirlo per lunghi momenti della gara. E’ una Juve cinica, molto vicina a quella di Allegri e comunque non ancora sarriana del tutto. Ottima la collocazione di Bentancur a centrocampo, capace di fare filtro nelle fasi di interdizione e di ripartenza immediata, con la qualità tecnica di vedere il gioco anche da prezioso suggeritore. C’è poi il flop Rabiot, il calciatore francese che non riesce proprio a inserirsi nel gioco della Juventus. E’ dall’inizio del campionato che Sarri lo prova con pazienza, ma gli abbiamo visto sbagliare di tutto e di più, anche in circostanze in cui un calciatore della sua qualità tecnica dovrebbe dimostrare maggiore personalità. Continuando così, pensiamo che il francese non sia un giocatore adatto alla Juve ma a una squadra con minori aspirazioni. Dunque, ritornando a Sarri, confermiamo la nostra idea di proporre sistematicamente la DH7 d’attacco che non è come egli sostiene una banale idea da bar sport, ma più semplicemente la riproposizione di un trio che quando è stato messo in campo ha tolto non poche castagne dal fuoco, sia alla Juve che allo steso Sarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNsarri-che-aspetti-usa-la-dh7-1013640.htmSi100451001,02,03010222
161013638NewsCampionatiIl calcio e le sue promesse da marinaio.20191211142353Brindisi e strette di mano. Quanta ipocrisia!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ci sono addii che fanno riflettere come certe promesse di lunga vita insieme fatte nel calcio, siano dettate soltanto dall’enfasi di un fatuo momento legato all’entusiasmo. Ma si sa che in questo mondo così legato indissolubilmente al dio che conduce ai risultati, non si tenga conto di parole poi smentite dai fatti, né, tanto meno, di rispetto verso le persone. Nel commentare l’esonero di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Carlo Ancelotti</b> da parte del presidente del Napoli <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Aurelio De Laurentiis</b>, corre l’obbligo nell’apostrofarlo come un vero tradimento. Ognuno vede la situazione dal proprio punto di vista e dà una motivazione al proprio comportamento. C’è chi si mette dalla parte di De Laurentiis, che in qualità di patron del Napoli decide di liquidare il tecnico della squadra partenopea, per non avere avuto dei buoni risultati in campionato (nonostante il passaggio agli ottavi di Champions League) ma soprattutto per essersi schierato a favore della squadra nel non rispettare gli ordini impartiti dallo stesso presidente, a proposito di un ritiro forzato che sapeva tanto di punizione. E c’è chi invece si schiera a favore di Ancelotti per la serietà dell’uomo e del professionista, che ha alle spalle una carriera di allenatore con una nutrita bacheca di trofei conquistati nelle varie squadre in cui ha lavorato. Anche noi intendiamo dire la nostra nello schierarci a favore di Carlo Ancelotti, del quale apprezziamo non solo la serietà della persona nell’avere preso le parti della squadra e di averla difesa fino alla fine contro l’ingiustizia di un ritiro forzato, ma ne esaltiamo il risultato internazionale nell’avere ottenuto il prosieguo del cammino in Champions per il suo Napoli. E’ vero, in campionato non è stato all’altezza della situazione più per una questione psicologica che si è creata intorno alla squadra per scossoni esterni, che non di un fatto tecnico tattico dovuto magari a una collocazione errata di qualche calciatore. Tutto ci sta nel calcio, ma certe frasi di eterno amore sbandierate ai quattro venti proprio da chi dirige le sorti della società di calcio Napoli, non possono essere accettate come frutto di un momento e nulla più. Sì, perché nulla è per sempre, neanche quando vinci e fai gol e risultati, ti abbracci e pensi che quel gesto sia sincero. No, è falso, perché appena il pallone non entra più nella rete avversaria e si casca nell’oblio dei sentimenti, ecco che si esalta il cinico pensiero della sconfitta che ti mette di fronte al fatto compiuto. E’ vero che chi investe del denaro non può badare a sottigliezze di questo genere, tuttavia, come detto pocanzi, sarebbe opportuno essere più equilibrati soprattutto quando le cose vanno bene. E se in tutta questa storia del Napoli si pensa a un affronto dell’allenatore nei confronti del suo presidente nel prendere le parti della propria squadra, diciamo che per noi è stato un atto di coraggio da mettere in evidenza in un mondo in cui si predilige sempre, e a prescindere, il rapporto di collaborazione del tecnico con il proprio presidente. Un po’ come dire che ti pago profumatamente e devi fare come ti dico. Non è sempre così, perché la logica talora sconfina anche nella razionalità di ciò che la coscienza pensi sia giusto fare, anche andando contro un certo tipo di potere imposto dal sistema calcio. Per fortuna c’è ancora uno spiraglio di luce che ci fa intravedere la coerenza dell’essere. Per questo siamo convinti che l’esonero di Carlo Ancelotti da allenatore del Napoli, sia stata un’assoluta ingiustizia e una grande leggerezza dal punto di vista tecnico. L’ira dovuta al momento, non può mettere da parte il cervello di chi sa che dando fiducia a chi lavora bene e onestamente per la tua squadra, possa portarla nell’olimpo del calcio. Dunque, riteniamo assolutamente sbagliata a tutti gli effetti, la decisione del presidente De Laurentiis. Il suo Napoli sarà affidato a Gattuso, un allenatore che fa della motivazione di squadra il suo maggiore pregio. Auguri ringhio, anche se tu in questa squallida storia non c’entri nulla.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Napolifl0711fl0711foto-ancelotti-e-de-laurentiis.jpgSiNil-calcio-e-le-sue-promesse-da-marinaio-1013638.htmSi100451001,02,03030285
171013603NewsEditorialeDybala, perché no? Il popolo bianconero se lo chiede.20190825073533In questo caso, è la Juventus a sbagliare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questo trascinante dubbio amletico ha francamente stufato tutti. Perché nella prima partita giocata a Parma, il giocatore argentino viene in un primo momento schierato in campo fin dalla partenza e poi lasciato in panchina? E perché non è stato neppure considerato nel corso di una gara che nel secondo tempo ha manifestato grandi carenze di tenuta fisica da parte della Juventus? Tutte domande che sembrano ovattate da mistero, o meglio rinchiuse in uno stile Juventus che fa dei segreti aziendali la forza delle sue strategie da non svelare mai a nessuno, neanche alla propria moglie, mamma, fratello o persona cara cui ti fidi ciecamente. E allora non capisci bene se gli ordini impartiti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli,</b> ermetico figlio di cotanta famiglia dinastica, siano un dogma imposto per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici,</b> oppure le operazioni di calciomercato e i suoi rari insuccessi, debbano essere tenuti in tutta segretezza per non dare riferimenti gratuiti agli avversari. Noi sosteniamo che la verità stia sempre in mezzo e, nello specifico caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala,</b> si nasconda una serie di insuccessi a catena che si intersecano tra il fatto che il giocatore gode dei suoi diritti di immagine che non ha intenzione di perdere, assieme alla voglia di restare alla Juve per dimostrare che mister Allegri ha sbagliato tutto nei suoi riguardi. Prima merce di scambio con Icardi, poi messo in mezzo sull’affare Lukaku, adesso in trattative con il PSG e il Barcellona in attesa che il signor Neymar decida cosa fare, insomma questo giovane calciatore della Juventus, campione argentino di indiscusso valore tecnico, sta vivendo un’estate da incubo. E, tra tutte queste cose, a parer nostro c’è anche qualcosa che non convince nell’operato di Fabio Paratici, l’allievo che nel suo ruolo di plenipotenziario del mercato della Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>deve ancora dimostrare di aver superato il maestro Marotta. Eppure, a proposito del fatto che all’ultimo momento si sia deciso di lasciare Dybala in panchina contro il Parma, Paratici così dichiara ai microfoni di Sky Sport: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“La decisione di lasciare Dybala in panchina non è legata al mercato, lui è un grande numero 10 della Juve e siamo contenti che sia con noi. A inizio campionato anche con Allegri c’era</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">bisogno di adattamento, quindi ci schieriamo così”.</b> Dichiarazioni che vogliono dire tutto e niente, che sanno di bugie e di strategie di mercato che non possono essere sbandierate ai quattro venti, ma che lasciano il dubbio di una serie di errori sul suo lavoro che, a parer nostro, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>devono essere presi in considerazione dalla società. Se l’uscita di Dybala debba essere considerata come una sorta di plusvalenza nel tentativo di equilibrare l’andamento del bilancio societario, può avere una sua logica; ma allora perché a oggi la Juve si trova così ingolfata di calciatori che non riesce a vendere e concorrono ad aumentare il debito? Dopo tanti acquisti eccellenti (Ramsey, De Light, Rabiot, Demiral, Danilo, il ritorno di Buffon, Higuain, e le sole uscite di Cancelo, Kean, Caceres, Orsolini, Spinazzola) c’è il pericolo di incorrere in un fair play finanziario? Tutte domande che in questo assurdo, lungo e snervante calciomercato italiano che si protrarrà fino al 2 settembre con due turni di campionato già effettuati, non trovano risposte concrete ma soltanto illazioni. E intanto il tormentone d’estate continua. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNdybala-perche-no-il-popolo-bianconero-se-lo-chiede-1013603.htmSi100451001,02,03030258
181013600NewsCalciomercatoI tanti “NO” del presidente Cairo.20190810154330L`analisi sul momento positivo del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Si moltiplica il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“NO”</b> del presidente Cairo alla richiesta di acquisto dei suoi giocatori più rappresentativi da parte delle altre società di calcio; ma si allarga il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sì”</b> nel verificare la bellezza del suo Toro che ha ampiamente vinto in Europa contro lo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Shakhtyor Soligorsk</b> con il punteggio di 5 a 0. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“E’ la mia vittoria europea più larga. In generale tutti i nostri giocatori mi sono piaciuti. Ho visto una bellissima intesa tra Zaza e Belotti e poi un grande Berenguer che oggi è stato imprendibile. Bene anche Bonifazi, per lui ho detto uno dei tanti No alla sua cessione”</b>. Si presenta così il Presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Urbano Cairo</b> ai microfoni dei media, raggiante di soddisfazione nel verificare che il progetto europeo del suo Torino sta andando avanti a gonfie vele. Certo, la pochezza tecnica degli avversari ha ingigantito la prestazione dei granata di Mazzarri, tuttavia, ci sono da analizzare alcuni aspetti da non sottovalutare, uno fra tutti il ritrovato gioco di squadra, l’intesa tra i reparti e una buona condizione fisica che ben si interseca a quella psicologica. Il Toro c’è, è agguerrito quanto basta, sa conquistare palla a centrocampo e fluidifica il suo gioco attraverso il movimento senza palla dei suoi attaccanti che si fanno trovare sempre pronti al tiro in porta. E’ indubbiamente un bel Toro che sta preparando al meglio il prossimo confronto dei preliminari di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton. Un inizio di stagione scoppiettante che non deve far fare voli pindarici, ma ha bisogno di essere valutata con la razionalità del caso. Tuttavia, resta innegabile l’intensità di gioco espressa da capitan <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>e compagni, capaci di incarnare lo spirito del cuore Toro che tante volte, nel corso dell’inizio dello scorso campionato, si è rievocato nella vasta letteratura della storia granata, piuttosto che sul campo di gioco. E intanto, mentre il mercato impazza di nomi altisonanti e milioni di euro che si moltiplicano nelle strategie societarie per indebolire l’avversario, piuttosto che pensare a rinforzare la propria squadra, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">il Toro di Urbano Cairo</b> procede il suo mercato a fari spenti, in modo sornione e senza tanti squilli di tromba, ma con la testa sulle spalle. E’ la caratteristica di questo presidente sempre così attento a non sforare mai il bilancio societario che tra entrate e uscite deve sempre essere equilibrato. Dopo l’addio di Petrachi, con il quale per anni ha raggiunto l’idem sentire sulla necessità di curare le plusvalenze, il presidente Cairo coadiuvato da quest’anno dal Direttore Sportivo Massimo Bava, ha messo una barriera protettiva verso il tentativo di cessione di capitan Belotti e compagni. E’ una chiara tendenza conservativa del patrimonio tecnico ed economico della società granata, nel tentativo di non ricominciare sempre d’accapo ma di continuare la strada tracciata già l’anno scorso da mister Mazzarri. D'altronde, il ritorno nel calcio europeo e gli impegni annuali di Campionato e Coppa Italia, fanno pensare a un disegno tecnico che si traduce nell’orgoglio di volere ben figurare in tutte e tre le competizioni. Tuttavia, si presume che il mercato in entrata del Toro debba riservare qualche sorpresa magari prima della fine di agosto. Che il Toro insegua senza fretta l’attaccante <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Verdi </b>non è un mistero, anche se inaspettatamente Mazzarri si è ritrovato uno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaza </b>volitivo e rinvigorito dalla voglia di dimostrare tutto il suo valore in attacco con il gallo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti.</b> Dunque, le strategie di mercato del Torino non sono da banalizzare in un pensiero negativo che faccia capo alla mancanza di acquisti, ma deve essere inteso come chi attende pazientemente gli sviluppi della situazione. D’altra parte, per acquistare c’è bisogno che la controparte sia decisa a vendere e, almeno per quanto riguarda Verdi, il Napoli attende di avere le idee chiare sui suoi attaccanti. Vedremo cosa accadrà in casa granata e, soprattutto, è importante monitorare attentamente l’evoluzione di Zaza che è entrato in sintonia con lo spogliatoio, con i compagni di squadra e con il gioco voluto da mister Mazzarri. E se dopo tanti NO del presidente Cairo che non intende cedere i migliori, ed ha rinnovato contratti importanti come quelli di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Izzo, Lyanco </b>e riscattato tanti giovani promettenti come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ola Aina,</b> magari, chissà, ci sarà pure l’acquisto di cui si parla insistentemente da molto tempo. E’ questione di logica di pazienza e di corretta strategia aziendale. E Cairo, per questo, se ne intende da sempre!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711urbano-cairo.jpgSiNi-tanti-no-del-presidente-cairo-1013600.htmSi100451001,02,03030489
191013565NewsCampionatiIl Toro trascina il popolo granata, in un’alternanza di emozioni intense 20190512163628Contro il Sassuolo, i granata di Mazzarri sono stati autori di una partita incredibile. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ci sono partite di calcio che per la grande intensità emotiva, riesce difficile raccontare anche a noi cronisti che da molti anni narriamo le gesta dei calciatori sul terreno di gioco. Torino – Sassuolo è uno di quei match in cui se racconti l’inizio, la metà e poi la fine della gara, ti accorgi di avere scritto cose diverse, perché differenti sono state le situazioni tecniche e agonistiche capaci di farti cambiare umore e persino giudizi affrettati su questo o quel giocatore e anche sull’allenatore. Così è il calcio, così è questo mondo del pallone capace di farti perdere il senso logico dell’equilibrio e disperderti tra i meandri di sentimenti ed emozioni contrapposti tra loro. Ma la partita che il Toro ha giocato in casa contro il Sassuolo all’ora di pranzo, era una di quelle che equivalgono una grande finale per situazione di classifica e per emozioni garantite fin dall’inizio. E poi, nello sviluppo della gara, ti accorgi che proprio queste forti emozioni così altalenanti, immediate e capaci di toglierti il respiro, sono adatte soltanto ai forti di cuore. Ma questa volta il cuore granata ha retto bene, perché non è stato facile assorbire la prima delusione della gara, proprio quando il gallo Belotti al 16’ del primo tempo su calcio di rigore scheggia la traversa con la palla che va alta. Poi, al 27’ il Sassuolo è andato in vantaggio con un gol di Bourabia, il quale si fa espellere dall’arbitro per un doppio giallo causato da un suo precedente fallo e poi dall’essersi tolto la maglia nell’esultare. Dunque, un Sassuolo rimasto in dieci uomini ma in grado di continuare a dare filo da torcere ai granata che non ci stanno a subire una sconfitta davanti a uno stadio gremito di tifosi. E intanto sugli spalti abbiamo visto soffrire il popolo granata che, come sempre, ha incitato la squadra nel suo eterno ruolo di dodicesimo giocatore in campo. Passano i minuti e l’ansia si fa ancora più forte, i battiti del cuore si acuiscono ad ogni tiro fallito dai granata e soprattutto di Belotti, il quale al 35’ tira addosso al portiere Consigli un pallone che avrebbe potuto riequilibrare le sorti della prima frazione della gara. Si va così all’intervallo tra l’esultanza dei sostenitori del Sassuolo e l’angoscia di quelli del Toro. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma si ricomincia, non c’è tempo da perdere, il Toro non può fare svanire nel nulla un’Europa che è lì, a portata di mano, anzi di piede e di cervello. In campo rientrano gli stessi 22 che avevano cominciato la partita, ma poi al 49’ Mazzarri fa entrare Zaza che prende il posto di Lukic. Così, si evince subito l’intenzione di un Toro arrembante che appare a trazione anteriore con la presenza in campo di Belotti, Zaza, Iago Falque e Berenguer in contemporanea. E non è un caso che il Toro, sanguigno più che mai, pareggi i conti con Belotti al 56’. Al 64’ anche i nero verdi cambiano Djuricic con Rogerio, ma è il Toro che attacca a testa bassa e con forza costringe il Sassuolo ad arretrare il proprio baricentro, fino a chiudersi nella propria metà campo. Ma, ironia della sorta, il calcio beffardo riserva ancora ai tifosi del Toro un’altra delusione nel vedere segnare il Sassuolo con un eurogol di Lirola. Incredibile, un gol che avrebbe stroncato gli animi di chiunque, ma non dei giocatori granata che invece di perdersi in disarmanti ed effimeri atteggiamenti negativi, ricominciano a macinare chilometri con straordinaria forza fisica, a testa bassa, quasi a combattere il destino avverso ancor più che il Sassuolo stesso. Proprio com’è scritto nella sua gloriosa storia che si rivede sempre tra le sagome e le gesta del Grande Torino. Così, con il cipiglio di chi non ci sta a essere sconfitto, all’81’ arriva il pareggio di Zaza. Un boato di speranza si capta tra il popolo granata che riprende animo, proprio come fanno i suoi campioni in campo. Ed è proprio adesso che si avverte il picco di un’adrenalina che sale dritta in cielo e crea emozioni che tolgono il respiro. Adesso lo stadio innalza al cielo le sue urla di speranza, le cromature granata si uniscono tra lo sventolio di sciarpe e l’alzare delle sciarpe in segno di carica verso i calciatori del Toro, a cui si chiede un ultimo sforzo. Un presagio al gol del gallo Belotti che arriva all’82’ e pone fine alla grande paura. Torino 3 – Sassuolo 2. Una bellissima rete che non si ha nemmeno il tempo di magnificare per la bellezza del gesto tecnico con cui il gallo l’ha messa lì, alle spalle del portiere Consigli che nulla ha potuto contro un’imparabile sforbiciata al volo. Sempre nella stessa porta, sempre con lo stesso gesto tecnico che il gallo Belotti aveva fatto contro il Sassuolo lo scorso campionato. Un segno del destino, un qualcosa che racconta un Toro da assaporare, che fa soffrire e poi gioire i suoi tifosi. E chissà che gli Invincibili del Grande Torino siano i veri autori di questo sogno granata che si sta avverando dopo tanti anni. Il Toro di Mazzarri c’è, è volenteroso, arrembante anche se non perfetto. Ma che importa, la classifica al momento parla di un sesto posto e di 60 punti che fanno felice il popolo granata, il presidente Cairo, Mazzarri e i suoi ragazzi. Adesso restano due partite da giocare, una ad Empoli e l’altra in casa con la Lazio. I deboli di cuore sono avvertiti. Le emozioni saranno ancora intensissime!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Sadio Grande Torinofl0711fl0711foto-belotti.jpgSiNil-toro-trascina-il-popolo-granata-in-un-alternanza-di-emozioni-intense-1013565.htmSi100451001,02,03030234
201013562NewsCoppeAll’Anfield Stadium, grande calcio e brividi di emozione20190508170355Storica impresa dei Reds che raggiungono brillantemente la finale di Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Remuntada è fatta! Chi non credeva nella possibilità che il Liverpool di Jurgen Klopp potesse andare in finale di Champions superando il 3 a 0 subito al Camp Nou contro il Barcellona, si dovrà cospargere il capo di cenere. Mai dire mai in un calcio stellare in cui certe magie da stadio, di notti che sanno di imprese storiche e football spettacolo dagli alti contenuti culturali, sono capaci di dissetarci dall’atavica arsura di giocate balistiche improvvisate e lunghe corse fino allo sfinimento, che durano oltre 95 minuti e non sanno mai di sparagnini pensieri nel gestire un risultato privo di emozioni. Il Liverpool ha vinto e convinto contro il Barcellona di Messi, non contro una squadra qualunque, non l’ultima arrivata, ma la compagine che da tutti era indicata come la favorita per la conquista della Champions 2019. E chi l’avrebbe mai detto che le furie rosse di Klopp, prive di Salah e Firmino ma con Origi e Wijnaldum che hanno siglato le storiche doppiette, avrebbero scritto una pagina indelebile di storia dei Reds. Tutto fatto con furore agonistico, con caparbietà, senza recondite paure o riverenze verso quella squadra che vanta un capitano che è il miglior giocatore al mondo assieme a Ronaldo. Eppure, proprio l’extraterrestre Leo Messi non ha saputo prendere con autorevolezza la sua squadra, i suoi compagni, annichiliti dall’aggressività di un Liverpool entrato in campo per conquistare la seconda partecipazione consecutiva alla finale di Champions. Un match di rara intensità calcistica, supportata da idee chiare e autostima da vendere. E in tutto questo spettacolo di calcio che diverte <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>e ti fa vibrare di emozioni, spesso abbiamo pensato alla Juve di Champions con la sua flemmatica interpretazione di un italico calcio che ha nel suo DNA quella voglia di vincere senza anima. E non è vero che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“l’importante è arrivare primi, perché quando scrivi pagine di storia di calcio, nessuno si ricorderà come hai vinto”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">– Allegri dixit-</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">.</b> No, perché qui, in questo calcio che è “l’altro calcio”, si vince e si fa spettacolo negli stadi e non al circo (come dice il mister della Juve). Il Liverpool è stato trascinato da un pubblico straordinario, che in realtà non meraviglia più per quella sua peculiare forma di produrre canti e un tifo che trascina in modo particolare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Youll’ never walk alone”</b> è il famoso inno dei Reds che a fine gara, dopo avere segnato 4 memorabili gol a Messi and company, rimbombava in maniera assordante tra le mura dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Anfield</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium</b>. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non camminerete mai</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">da soli”,</b> parole che fanno venire la pelle d’oca, che ti acchiappano l’anima, così com’è successo ieri sera in chiusura di una partita che ha espresso il senso vero di un calcio che non può essere impoverito da arretrate congetture pallonare di italica mentalità. In Europa si gioca così e se vuoi arrivare a vincere la Champions, devi cambiare quel credo calcistico che resta valido soltanto all’interno dei nostri confini, ma quando ti confronti con le altre realtà europee resti sistematicamente indietro, non per chissà quale invenzione dettata dall’alibi di una Coppa stregata, ma più semplicemente per un modus operandi da cambiare in fretta. Va bene avere dei campioni in squadra che debbano fare la differenza, ma se la filosofia calcistica italiana non si allinea a quella europea, si arriva sempre a un certo punto e poi si torna a casa. Guardare e imparare. E chissà se un giorno non lontano, potremo accorgerci praticamente <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>che talvolta anche gli allievi superano i maestri. Si costruisca un calcio che ti faccia innamorare e non più annoiare con tattiche inibitori di spettacolo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Liverpool Anfield Stadiumfl0711fl0711foto-liverpool-vincente-contro-il-barcellona.jpgSiNall-anfield-stadium-grande-calcio-e-brividi-di-emozione-1013562.htmSi100451001,02,03030309
211013528NewsEditorialeInter e Juve. E pur si odiano.20190303130830Storie di scambi e delusioni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tra Juve e Inter c’è sempre stata antipatia. Tuttavia, se scorriamo gli annali scopriamo una lunga serie di scambi tra allenatori e calciatori che, soprattutto all’Inter, non hanno portato grandi benefici. A parte Trapattoni e Ibrahimovic che hanno portato reali successi all’Inter, per il resto non ricordiamo affari strepitosi di miglioramento. Senza andare alla notte dei tempi, parliamo del più eclatante passaggio che c’è stato dalla Juventus all’Inter: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b>, uno dei migliori dirigenti del calcio italiano chiamato a risolvere i gravi problemi di casa nerazzurra. Sembra quasi farsi dispetto, soprattutto se pensiamo che adesso si vocifera pure il passaggio di Max Allegri, Dybala all’Inter e di Icardi alla Juve. Un Marotta che vuole plasmare la società nerazzurra su uno stile Juventus che per tanti anni è stato ricco di successi. Ma la storia ci insegna che tante volte le minestre riscaldate non portano nulla di buono e che nel calcio si deve cominciare un ciclo non con personaggi che hanno già vinto tanto, ma soprattutto con figure tecniche che abbiano la fame di vittorie. E poi, perché creare dei malumori tra tifoserie e società che da sempre si guardano in cagnesco? Sembra un controsenso, eppure dietro tutto questo odio sportivo c’è qualcosa che lascia pensare all’ammirazione e un desiderio di carpire i segreti di vincere tanto. Strategie aziendali che non condividiamo perché non portano a nulla di nuovo e perché si pensa a un usato sicuro che quasi sempre risulta essere un fallimento. Ricordate quanto ha vinto Lippi con la Juventus? Ebbene, cos’ha fatto all’Inter? Dunque, a parer nostro, sarebbe bene che l’Inter non copiasse la Juve, ma creasse una sua strategia, un suo stile aziendale atto a iniziare un ciclo con coraggio. Marotta è un grande personaggio del calcio italiano. Inventi qualcosa di suo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-marotta-e-allegri.jpgSiNinter-e-juve-e-pur-si-odiano-1013528.htmSi100451001,02,03030124
221013524NewsCoppeA scuola da mister Coppitelli20190221195846Il Torino Primavera si aggiudica la Supercoppa 2019.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non ci piace sperticare certe lodi gratuite che sanno di semplice compiacimento. Ci fa piacere invece significare a posteriori quello che da almeno tre anni a questa parte scriviamo per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Coppitelli,</b> il tecnico della squadra Primavera del Torino. La conquista della Supercoppa avvenuta ieri sera contro l’Inter in quel di Sesto San Giovanni, dà motivo di congratularsi verso i ragazzi della Primavera del Toro che con fare grintoso e intelligente conduzione tattica, hanno giocato un match che è stato tirato fino alla fine per avere avuto la coda dei tempi supplementari e anche dei rigori. Il comportamento dei ragazzi è stato maturo e consapevole dell’importanza della partita, che ha poi portato una Supercoppa già messa in luce nella bacheca delle tante conquiste del Torino. Ma la cosa più importante è l’orgoglio con il quale i ragazzi granata sono scesi in campo, convinti di fare la partita perfetta attraverso il carattere ereditato dai preziosi insegnamenti di mister Coppitelli. Uno di poche parole, quasi refrattario ai proclami e schivo alle interviste, ma equilibrato nelle sconfitte e nelle vittorie. Proprio come i suoi ragazzi, cui ha fatto scuola di come si sta in campo, nello spogliatoio e nella vita di tutti i giorni. Prima uomini e poi campioni, questa è la priorità nel calcio che conta. Muscoli, cuore, ma soprattutto cervello, perché tu puoi avere grandi doti tecniche ma se non le esprimi attraverso la serietà e una vita privata corretta, nel calcio fallisci e non vai da nessuna parte. Sembrano solo parole, ma non è così. Questo è il credo calcistico impartito da mister Coppitelli, capace com’è di fare scuola di tecnica, tattica, ma anche di psicologia per unire, per fare gruppo, per creare uno spogliatoio fatto il più possibile di armonia, piuttosto che di musi lunghi. E poi i risultati sono questi, con inevitabili conquiste anche se nella sua globalità la sua squadra Primavera ha qualità talora non superiori ad altre illustre compagini. Ma è nell’insieme che il calcio conta le vittorie, nella voglia concreta dell’unanime pensiero di fare bene. Ciascuno nel suo ruolo, ciascuno con le proprie caratteristiche messe al servizio della squadra. Ecco, il lavoro di Coppitelli che in tre anni di permanenza nella Primavera del Torino ha visto e lanciato diversi giovani di buone qualità tecniche, si racchiude proprio in quel senso della serietà lavorativa che è la prerogativa di pochi personaggi che gravitano nel mondo del calcio. Nulla è dato al caso e tutto è frutto di sacrifici, di lavoro serio e continuo. Tutto ciò è racchiuso dentro quella Supercoppa vinta ieri sera e dentro gli altri trofei che verranno. Ne siamo certi!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Sesto San Giovannifl0711fl0711federico-coppitelli.jpgSiNa-scuola-da-mister-coppitelli-1013524.htmSi100451001,02,03030211
231013417NewsCampionatiOmbretta Cantarelli, “Inter – Juve? Partita difficilissima per entrambe”20180427173527Intervista a una interista doc<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quando si affrontano Inter e Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, appassionata tifosa dell’Inter e moglie dell’attore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianfranco Jannuzzo</b>, per noi è diventata una piacevole consuetudine. Un interessante appuntamento con l’opinione, capace di entrare nel fulcro dei temi sportivi in maniera attendibile. Schietta, sincera, appassionata tifosa, ma sufficientemente sportiva nell’analisi talora anche critica verso la sua squadra, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b> è l’ideale interlocutrice per le interviste che riguardano il calcio, inteso anche nel suo aspetto più ampio. Così, come avevamo fatto nella partita d’andata del derby d’Italia, anche questa volta abbiamo pensato di avvalerci del suo pensiero in merito a questa partita. Un match che <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>a questo punto del campionato assume un sapore ancor più forte del solito. Ascoltiamola, dunque. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter – Juventus, il derby d’Italia che si presenta con tanti temi che coinvolgono le due squadre. Come vedi questa partita?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ una partita che arriva in un momento particolare del campionato perché, dopo aver perso contro il Napoli, tutti sono contro la Juve. Ho visto quella partita e anche la delusione che traspariva evidente dai volti del popolo juventino, che notoriamente è sicuro della forza della propria squadra. Tuttavia, dopo la batosta subita in Champions, la Juve ha accusato il colpo e contro un Napoli che ha messo tanto cuore, grinta e determinazione, ha perso una gara che a me è sembrata sostanzialmente equilibrata. Ma ritornando alla tua domanda, devo dire che per quanto riguarda l’Inter ho visto una ripresa generale della squadra, anche se nell’ultima partita non mi è piaciuta tantissimo. Inter – Juve è sempre una partita di cartello, ma in questa occasione si contrappongono due altissimi interessi di classifica. Infatti, mentre la Juve viene a Milano per vincere e tenere il suo punto di vantaggio sul Napoli che potrebbe anche significare la conquista dello scudetto, l’Inter si contrappone con la stessa voglia di far suo il match per continuare a sperare nella Champions. Sarà certamente una bella partita, tutta da vivere!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma come spieghi questa strana e pazza Inter, che inizia il campionato in alto alla classifica e poi perde mordente per ritrovarlo sul finire del campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“A un certo punto del campionato, fino alla partita d’andata contro la Juve, l’Inter aveva fatto volare di entusiasmo i suoi tifosi e me compresa. Poi, improvvisamente, stentavamo tutti a riconoscerla, talmente deludeva nel gioco e nei risultati. E allora,come spesso accade in questi casi, giravano delle voci che mettevano sotto accusa la squadra e lo spogliatoio. Adesso le cose stanno cambiando in meglio, probabilmente dovuto anche a un nuovo assetto tattico voluto da Spalletti che ha inserito stabilmente in squadra Rafinha.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A questo punto, pensi che l’Inter riuscirà ad arrivare tra le prime quattro e garantirsi la partecipazione in Champions League?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“La possibilità ce l’ha, anche se Roma e Lazio stanno andando forte e qualche volta anche loro peccano di continuità. Secondo me il gioco è tutto aperto, anche se io che sono interista, spero ovviamente che la mia squadra possa farcela anche per una questione di introiti economici, che per l’Inter significherebbero un ulteriore incentivo a rafforzare la squadra.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sempre in tema di zona Champions. Pensi che per l’Inter sia decisivo il match che giocherà all’Olimpico contro la Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Calma, prima pensiamo alla prossima partita contro la Juve che non sarà certamente facile per tutte le ragioni che ti ho esposto. Certo, se all’ultima partita l’Inter dovesse trovarsi ancora in questa posizione di classifica, allora quella gara sarà determinante. Io mi auguro che l’Inter venda cara la pelle e possa ritornare a calcare quei palcoscenici che gli competono per storia e tradizione.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Ombretta, in questo momento sei a Roma o a Milano? Te lo chiedo per sapere se andrai a vedere allo stadio Inter - Juve.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“No, in questo momento mi trovo a Roma. Tu sai che seguo il lavoro di mio marito Gianfranco Jannuzzo e in questo periodo siamo impegnati qui. Tuttavia, seguirò la partita in televisione con lo stesso spirito, la stessa passione che mi coinvolge ogni volta che gioca l’Inter. Poi, se c’è di mezzo la Juve…….”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se sarai ancora a Roma, andrai a vedere l’ultima partita di campionato Lazio – Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Contaci, se sarò a Roma non la perderò”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma a conti fatti, ti senti soddisfatta per questo campionato dell’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“In modo assoluto non sono contenta. Visto l’inizio di campionato in cui nonostante un gioco non ancora perfetto l’Inter faceva punti ed era prima in classifica, mi aspettavo certamente qualcosa in più. Tuttavia, devo dare atto a Spalletti di avere dato un gioco che fino a poco tempo fa era frammentario e adesso sembrerebbe migliorato, anche se a mio parere manca ancora quella cattiveria agonistica che è essenziale nel gioco del calcio. Devo comunque aggiungere che se la squadra non si è espressa con continuità, la responsabilità non è certamente da attribuire a Spalletti, ma piuttosto alla squadra che avrebbe ancora bisogno di essere completata in alcuni settori. In fondo, questo mister è all’Inter soltanto da quest’anno. Lasciamolo lavorare in tutta serenità per almeno due o tre anni e poi vedremo i risultati. Naturalmente, è importante che la società lo assecondi nei limiti del possibile.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Insomma, l’Inter ha bisogno di investire ancora in giocatori di alto livello per ritornare grande?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sì, anche se io mi arrabbio moltissimo con questo maledettissimo fair play finanziario, quando guardo Barcellona e Real Madrid che spendono e spandono, comprano i migliori calciatori e nessuno dice niente. L’attenzione a salvaguardare i bilanci societari è essenziale, ma è importante che la legge valga per tutti. Questo, per dirti che l’Inter ha ancora bisogno del campione che faccia la differenza. Come una volta. Come quando si vinceva.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Ombretta, per finire. Togliendo per un attimo la mano dal tuo cuore interista, quanto ti manca la presidenza di Moratti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Tantissimo. Sai, se tu facessi questa domanda a qualsiasi altro tifoso dell’Inter ti risponderebbe allo stesso modo. Questi cinesi sono la continuità, ma la storia romantica di un calcio interista che ci ha emozionato entrando nell’anima, beh, quella la dobbiamo soltanto alla famiglia Moratti perché ha rappresentato il glorioso passato nerazzurro.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cantarelli-ombretta-foto.jpgSiNombretta-cantarelli-inter-juve-partita-difficilissima-per-entrambe-1013417.htmSi100451001,02,03030772
241013348NewsCampionatiTenebra Var e luci di speranza20171212162234Tra furibonde polemiche, il Torino si impone alla Lazio con un secco 3 a 1.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mentre all’Olimpico di Roma si consuma la confusione che è figlia di un Var che evidentemente ha ancora bisogno di essere perfezionato, il Toro riaccende la speranza europea. Tra Lazio e Torino è successo tutto e di più, a causa dell’arbitro Giacomelli che per la terza volta in un mese e mezzo ha espulso Bonucci, De Rossi e Immobile. Situazioni diverse tra loro, ma certamente eloquenti di decisioni non sempre condivisibili di quest’arbitro che in Lazio Torino ha sbagliato davvero troppo. Lascia la Lazio in dieci uomini per l’espulsione di Immobile nel primo tempo, reo di avere contestato un rigore non dato alla Lazio per fallo di mano in area di rigore da parte di Iago Falque, e poi per aver dato una testata a Burdisso. Nulla di tutto questo, perché il rigore era evidente e andava visto attentamente al Var, mentre la testata di Immobile a Burdisso altro non è stata che una spallata di allontanamento dell’avversario che gli si era posto davanti. Fasi concitate di un match in cui il calcio è stato onorato soltanto dal Torino che incolpevole di tanti, marchiani errori arbitrali, ha condotto una partita impeccabile sotto il profilo di quel gioco che da troppo tempo latitava nella squadra granata. In 11 contro 10 della Lazio, il Toro è stato in grado di approfittare della circostanza con l’intelligenza e la furbizia che è tipica della squadra cinica. Terminato il primo tempo tra furibonde polemiche biancocelesti, nella ripresa il Toro andava in gol con Berenguer, Rincon e il giovane Edera, mentre la Lazio nervosa e inconcludente, aveva riacceso le momentanee speranze di riequilibrare le sorti con il gol di Luis Alberto; ma la partita si è conclusa con il risultato di 1 a 3. Difficile poter dire come dal punto di vista tecnico e anche psicologico, tutta questa confusione creatasi tra la Lazio e l’arbitro abbia giocato a favore del Toro. Certo, esiste il dato di fatto che la non serenità e il nervosismo ti fanno perdere la lucidità necessaria per affrontare una partita di calcio, tuttavia, in questi casi la posizione dell’avversario non è sempre agevolata per tanti motivi. Infatti, se il Toro fosse stato quello di qualche settimana fa, probabilmente non avrebbe fatto quello che ha saputo realizzare a Roma. Nella squadra di Mihajlovic serpeggiava un velato nervosismo interno per un eventuale allontanamento del tecnico serbo nel caso in cui non avesse fatto una partita convincente. E invece questa partita convincente c’è stata, eccome se c’è stata, pur con tutte le attenuanti del caso. Note liete sono arrivate da Rincon (grande spirito da Toro) Berenguer, (pungente, veloce, capace di portare su la squadra anche se deve ancora migliorare quando gli si chiede di sacrificarsi in aiuto del centrocampo e della difesa). Ottimi Burdisso, N’Koulou e Sirigu, il portiere che il Torino non aveva più da anni. Dunque, mentre i granata sorridono e guardano con più fiducia il prossimo incontro casalingo con il Napoli di Sarri, la Lazio, nel nome del suo presidente Lotito e della sua dirigenza, propone di ritirare la sua squadra dal campionato per i reiterati torti subiti di seguito nel corso delle ultime partite. Che botta sarebbe per la credibilità di un sistema calcistico e arbitrale che, pur non essendo perfetto, facciamo fatica a pensare che ci sia alcuna premeditazione nei confronti di Lotito e della sua squadra. Sarebbe davvero la sconfitta del nostro calcio. Non possiamo credere a una cosa del genere, anche perché, se così fosse, potremmo chiudere tutti i battenti e andare a casa. Non vi pare?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-arbitro-giacomelli.jpgSiNtenebra-var-e-luci-di-speranza-1013348.htmSi100451001,02,03030219
251013318NewsCampionatiL’immagine di Allegri, rivalutata dalla sua schiettezza20171027165122Massimiliano Allegri - 50anni - è alla quarta stagione allenatore della Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi ci segue ormai da anni, sa che non abbiamo quasi mai avuto grande feeling con Massimiliano Allegri. E’ un fatto di vedute diverse sulle sue scelte talora insistenti su calciatori, sistema di gioco e lentezza di inserimento dei nuovi acquisti. Tuttavia, dobbiamo dire che l’abbiamo ammirato a seguito dell’intervista nel post gara contro la Spal. Infatti, dopo la netta vittoria della Juve per 4 a 1, ai microfoni di Mediaset ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Se sabato prossimo</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">giochiamo così, usciremo da San Siro con le ossa rotte”.</span></b> Chiaro riferimento alla partita esterna contro il Milan, la cui prestazione della sua squadra deve assumere i connotati di una partita perfetta, senza rallentamenti di tensione e, soprattutto, senza la supponenza avvertita mercoledì sera contro la Spal. Ci piace questo pensiero capace di farci vedere un Max Allegri il quale, dopo essersi tolto nervosamente la giacca in campo e averla sbattuta contro la vetrata che delimita il rettangolo di gioco, adesso si è pure spogliato di ipocrisia. Deciso e sincero anche nelle sue parole in conferenza stampa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Non abbiamo assolutamente la pancia piena,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">ma dobbiamo trovare l’equilibrio. Le grandi partite si vincono con una grande difesa”.</span></b> Chiara la tiratina d’orecchie fatta dal mister della Juve a tutta la sua squadra e specialmente alla difesa, che quest’anno ha mostrato troppa vulnerabilità dovuta a momenti di non perfetta attenzione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“A Milano voglio una prestazione tosta, anche perché lo scorso anno a San Siro abbiamo perso due volte. Voglio i tre punti, perché il Napoli sta facendo cose straordinarie. Quello di quest’anno è un campionato equilibrato che si risolverà nelle ultime cinque partite,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">forse anche all’ultima”.</span></b> E poi c’è la Champions, in un mercoledì importante in casa dello Sporting Lisbona. Impegni che si susseguono con cadenza vertiginosa e che devono essere presi con la mente sgombra da ogni cosa, ma con la cattiveria agonistica e la giusta tensione che è alla base di una grande squadra come la Juve. Ecco perché Max Allegri ci piace attraverso questa comunicazione mediatica chiara, senza peli sulla lingua, senza quel dire e non dire, ma consapevole nel responsabilizzare la sua squadra a far bene, sgombrando il campo da possibili pensieri di supponenza che non è rispetto per l’avversario, ma effimero atteggiamento basato sul nulla. Per quanto riguarda gli infortunati, possiamo dire che Marchisio è quasi ritrovato, Pjaca dovrà essere provato prima con la squadra Primavera, Howedes si è allenato in parte con la squadra e sembra vicino al rientro, mentre Benatia non è ancora a posto. A San Siro rientreranno Buffon, Chiellini e Lichtsteiner, mentre Allegri sta ancora pensando chi far giocare tra Barzagli e Rugani. Per il resto non dovrebbero esserci novità di rilievo, sia a centrocampo che sugli esterni e in attacco. La Juve si presenterà a San Siro, forte di Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Dybala, Higuain e Mandzukic. Il resto lo faranno gli episodi della partita, al cospetto di un Milan ritrovato dopo il largo successo esterno ottenuto a Verona contro il Chievo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNl-immagine-di-allegri-rivalutata-dalla-sua-schiettezza-1013318.htmSi100451001,02,03030199
261013311NewsCampionatiFabio Viglione, avvocato con il Toro nel cuore20171017174438Tutela dei diritti e rispetto dei valori umani, si intersecano perfettamente all`amore per il calcio e la passione per il Toro. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Roma città eterna. E’ la capitale dalle mille contraddizioni, capaci di intersecarsi tra una storica e immensa cultura che traspare evidente tra le pieghe di ogni angolo e uno stato depressivo di non accuratezza, che emerge evidente da situazioni civiche e sociali che la fanno apparire trasandata. Peccato, perché quelle volte che veniamo in questa città vorremmo respirare un’altra aria, quella dell’orgoglio che ogni capitale dovrebbe infondere. Tuttavia, pur nell’immancabile delusione, Roma resta sempre il centro di quel turismo universale che si manifesta dalle lunghe code per accedere ai Musei Vaticani piuttosto che al Colosseo, in Piazza San Pietro, Piazza Venezia, i Fori Imperiali, Fontana di Trevi e mille altre attrazioni storico culturali. Ma la capitale è il cuore pulsante del pallone che divide il tifo tra Roma e Lazio, ed è anche sede del Governo, degli uffici statali e di tanti professionisti che gravitano intorno all’immensità di una città sempre bisognosa di tanta specifica professionalità. E così, non per caso, ci troviamo nello studio dell’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Avv. Fabio Viglione</b>, giovane penalista che abbiamo conosciuto a Torino in occasione della presentazione del libro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Caro Toro ti</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">scrivo”,</b> che ha elaborato assieme all’On. Giorgio Merlo. Stanze che parlano di Toro, che si vestono di granata tra gagliardetti e fotografie ricordo. Poi, qua e là, alcuni oggetti che parlano del suo amore per le antichità, come ad esempio una vecchia radio che sembra trasmettere ancora una partita del Grande Torino attraverso la voce di Nicolò Carosio. Con lui abbiamo parlato della sua passione per il calcio e il Torino, ma anche dei suoi ricordi personali e della sua professione che va oltre il minimalismo spesso suscitato da chi in modo banale parla solo della propria fede calcistica. E’ stato piacevole disquisire sui vari punti che riportiamo in questa lunga ed esaustiva intervista, capace di fare emergere la vera natura del tifoso granata, del professionista, ma soprattutto dell’uomo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Avv. Viglione, proviamo a partire dall’inizio. Lei è cresciuto a Venosa, in Basilicata. Cosa ricorda del periodo della sua infanzia e cosa la lega alla sua terra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>"Ho trascorso una infanzia felice, con genitori amorevoli e comprensivi che non mi hanno mai fatto mancare insegnamenti e positivi modelli di riferimento, pur senza eccessi di autoritarismo educativo. Abitavamo in Basilicata, a Venosa, una cittadina di circa tredicimila abitanti, dove ci si conosceva praticamente tutti. Vivevo in un ambiente che potrei definire “protetto” ed anche se, ad eccezione dell’oratorio, non c’erano spazi dedicati ai giovani, bastava un polveroso campo di calcio, spesso improvvisato, per trascorrere ore spensierate e sentirmi felice. Sono rimasto molto legato a Venosa, ricca di storia e di bellezze artistiche, con un fermento culturale molto intenso. Quando ci ritorno trascorro giorni di grande serenità.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Venosa è una città ricca di storia e di cultura, uno scrigno che contiene risorse artistiche straordinarie.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Mamma e papà, due figure determinanti per ogni bambino. Dal punto di vista della formazione, qual è la cosa che ancora oggi ritiene più importante del loro insegnamento?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La capacità di saper ascoltare e farsi ascoltare, senza eccessi di severità, offrendo esempi quotidiani per stimolare il senso del dovere e l’amore per la vita. Più che tante parole erano i comportamenti e l’esempio quotidiano a tracciare la strada. La strada della positività e dell’ottimismo che si coniugava con uno spiccato senso del dovere e del rispetto delle regole. Mi hanno dato tanto senza mai farmi pesare niente. Oggi, da genitore, spero di saper fare altrettanto con mio figlio.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Poi il suo trasferimento a Roma, la città che l’ha adottato. E’ in questa città che ha cominciato il suo percorso di studi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Si, mi sono trasferito a Roma a diciotto anni per gli studi universitari. Già dal primo anno di giurisprudenza avevo le idee piuttosto chiare: volevo fare l’avvocato penalista. Ero attratto da un ruolo che, per me, aveva un fascino particolare. Poter stare anche al fianco degli “ultimi”, per garantire il diritto di difesa a chi veniva accusato e messo all’angolo. L’università mi dava la possibilità di apprendere e gestire in autonomia i momenti di studio alternandoli ai momenti di svago, ai momenti che mi servivano per ricaricare le batterie. Una città come Roma, che mi sembrava immensa, ricca di stimoli e sfide quotidiane, ha rappresentato per me il luogo ideale in cui poter mettere a fuoco e valorizzare la mia identità. Senza particolari reti di salvataggio, senza nessuna certezza ed una quotidianità tutta da vivere tra la spensieratezza giovanile e la voglia di ritagliarmi uno spazio arioso, che mi proiettasse in una dimensione professionale da costruire passo dopo passo.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Laurea in Giurisprudenza, poi gli anni di pratica in un prestigioso studio che l’ha fatto diventare avvocato penalista. Perché questa sua scelta di vita? Era anche il desiderio dei suoi genitori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“I miei genitori mi hanno sempre lasciato libero di scegliere senza imposizioni o egoistiche proiezioni che non tenessero conto della mia identità e delle mie inclinazioni. Mio padre è stato un insegnante, un educatore ed un apprezzato psicologo che ha sempre cercato di fornirmi strumenti di autonomia affinché le mie scelte fossero dettate dalla passione. </span></i><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Né lui, né mia madre, donna di eccezionale vitalità e sensibilità, mi hanno mai condizionato nelle scelte finendo per tarparmi le ali o, al contrario, per caricarmi eccessivamente di responsabilità e di pressioni. In loro ho sempre trovato comprensione e partecipazione entusiastica, convinta, spesso volutamente silenziosa: la molla più stimolante per dare il meglio e guardare alla vita sempre con positività. Hanno cercato sempre di potenziare la mia autostima, affinché conquistassi, con serenità, i miei spazi e la mia autonomia.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Oggi ha un avviato studio a Roma. Quanto la gratifica il suo lavoro dal punto di vista professionale, visto che la impegna in modo particolarmente intenso per l’intera giornata?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Ho “sposato” una professione faticosa ma che mi appassiona. E’ una scelta di vita totalizzante che assorbe tante energie richiedendo quotidiani sacrifici. Ogni giorno ritrovo gli stimoli giusti per affrontare le complesse problematiche del settore e cercare di dare il meglio. Ho avuto la fortuna di avere un grande maestro, un eccellente avvocato, che ha acceso ulteriormente la mia passione mostrandomi una realtà professionale fatta di valori e di impegno costante vissuto con umiltà e determinazione. Per usare una metafora calcistica, giocando su tutti i palloni con la stessa grinta e la stessa dedizione dal primo all’ultimo minuto. Per rispondere alla domanda, il lavoro mi gratifica perché mi consente di mettermi sempre in discussione e rimboccarmi le maniche. Sono chiamato ad offrire un contributo tecnico ma al tempo stesso appassionato a chi si rivolge a me, riponendo la propria fiducia per la tutela dei propri diritti. E tanto avviene in contesti in cui non mancano le ansie, le angosce, i timori di chi è chiamato a difendersi in un processo.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Mi gratifica sapere di aver dato il massimo, professionalmente. Toccare con mano la fiducia e la gratitudine degli assistiti per la dedizione e l’impegno.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Oltre a molti processi penali, alcuni dei quali particolarmente noti alle cronache, lei si è occupato anche di processi per illecito sportivo che hanno coinvolto atleti e squadre di calcio professionistiche. Quanto l’ha aiutato la sua passione per il calcio?<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Tantissimo, perché è stata sempre una componente in grado di darmi delle coordinate maggiori. Ho sempre amato il calcio, fin da bambino, soprattutto per la capacità di creare entusiasmo e senso di appartenenza trasversale, attraverso una passione in grado di accomunare anziani e bambini, adulti e giovani, senza distinzioni di alcun tipo.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Chi la conosce la descrive come una persona sensibile. Come riesce a conciliare il suo modo d’essere con le varie problematiche che scaturiscono dalla sua professione?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Vivo la sensibilità come un ingrediente imprescindibile per fornire assistenza nel difficile percorso che il processo rappresenta. Il mio è un apporto di tipo tecnico che rivolgo all’assistito ma in questo delicato cammino cerco di venire incontro, in modo artigianale, alle peculiarità che ogni situazione presenta. L’unica cosa che posso garantire, nel pieno rispetto delle regole e del sistema processuale, è l’impegno e la dedizione con le quali tento di rendere concreto e pieno l’esercizio del diritto di difesa cui ogni cittadino ha diritto. Non so se si tratta di sensibilità più o meno spiccata, ma registro con rammarico una vocazione generalizzata a ribaltare il principio costituzionale di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva. Frequentemente, questo principio non viene vissuto pienamente nella coscienza individuale e collettiva e già all’alba di una indagine, il cittadino accusato finisce per subire una prevenzione ed un pregiudizio che lo accompagnano per la vita, nel quotidiano, e neanche una sentenza pienamente assolutoria, talvolta, lo riabilita agli occhi della gente. Si tratta di un approccio culturale che spero possa cambiare, evitando così che si radichi una sorta di presunzione di colpevolezza in conflitto con la Costituzione. In questo senso, anche l’informazione dovrebbe dare un contributo più equilibrato. Spesso un avviso di garanzia è accompagnato da “titoloni” e grande risalto mediatico ed una sentenza di assoluzione rinchiusa in un “trafiletto”.</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“…<i style="mso-bidi-font-style: normal;">il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri</i>” (Voltaire). Questo si legge nella presentazione del sito del suo studio. Perché ha scelto proprio questa frase? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Perché è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Il sistema carcerario è un tema centrale in una democrazia avanzata, in uno stato liberale. La Costituzione ci propone una pena che deve tendere alla riabilitazione del condannato ma le condizioni in cui versano i detenuti, molto frequentemente, sono la sconfessione di tale principio. E’ importante, invece, che si pensi ai detenuti ed al loro percorso riabilitativo, affinché quel periodo di restrizione possa trascorrere all’insegna del riscatto, della voglia di trovare stimoli positivi che siano un viatico favorevole per il reinserimento effettivo. In questo senso, le condizioni delle strutture e lo spazio di praticabilità di vita al proprio interno lasciano spesso molto a desiderare. Il nostro Paese può e deve fare molto di più.” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Tra le cose più importanti della sua vita, in quale posto pone i valori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;"</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>I valori informano tutto il nostro agire e sono imprescindibili in ogni momento della nostra vita ed in ogni esperienza umana e professionale che ci vede protagonisti. L’onestà e la lealtà ci consentono di stare bene con noi stessi, anche nelle turbolenze che la vita può riservarci. Tuttavia, nel vivere all’insegna dei nostri valori, credo sia fondamentale offrirci al rispetto degli altri e delle opinioni altrui. Molto spesso siamo chiamati a dare testimonianza dei nostri valori e delle nostre idee anche confrontandoci con chi la pensa in modo profondamente diverso. Credo che sia necessario, proprio a fronte delle diversità di pensiero, riconoscersi nel rispetto reciproco per ogni persona e le proprie idee, evitando eccessi di chiusura e la radicalizzazione dello scontro. Sentirsi il bene contro il male o i buoni contro i cattivi finisce talvolta per dar corpo alla perdita di equilibrio, essiccando ogni fonte di reale confronto. Così come pensare di essere sempre nel giusto e chi non la pensa come noi nell’errore. Ma tornando ai valori, è sempre l’uomo che porta se stesso in qualunque professione, mettendo al centro la propria cifra umana nelle situazioni della vita in cui è chiamato ad operare. Credo che valori saldi ed equilibrio consentono di affrontare al meglio anche le situazioni professionalmente più difficili.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Dai valori alla passione, dalla passione al Toro. Come è nata la sua passione per il Toro? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ nata sostanzialmente grazie a mio padre - che è purtroppo mancato quasi quindici anni fa – che <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>era un appassionato tifoso del Torino. Me ne parlava con entusiasmo anche perché aveva vissuto da bambino nel mito del Grande Torino. Non è stato difficile per me innamorarmi del Toro e perdermi in quella passione, anche cromatica. Ricordo ancora adesso l’emozione di quando mi portò per la prima volta allo stadio a sette anni e vidi sul prato verde quelle divise tutte granata….”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ne parla anche nel suo libro scritto con Giorgio Merlo “Caro Toro ti scrivo”…</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Si, quel libro è stato scritto tutto d’un fiato e quasi per gioco, attingendo proprio a quelle emozioni che ho cercato di raccontare con semplicità. La semplicità di una passione che ha attraversato la mia vita e che, nonostante tutto…non si è esaurita. E’ un libro di sentimenti più che di cronache sportive. Ho provato a mettere in fila le emozioni vissute attraverso le voci della radio, le immagini della televisione, i colori ed il calore dello stadio.” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Senta Avv. Viglione, cosa pensa del Torino attuale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>"Credo che abbia una società solida ed una squadra ricca di qualità. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto e credo che la squadra attuale, per talento dei giocatori, sia competitiva per raggiungere l’Europa. Spero che abbia l’equilibrio per far rendere al meglio i tanti calciatori di spessore che compongono la rosa.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>E del rinato Filadelfia, cosa pensa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>"E’ meraviglioso poter rivivere il mito del Filadelfia e creare un fortino tutto granata dove ricordare il passato, vivere il presente e guardare al futuro. Sarà importante ricreare un collante forte tra la squadra e la gente granata. Il cuore granata non è retorica e può essere trasmesso attraverso quell’alchimia di un luogo unico che ci rende speciali. Nessuno in Italia ha un luogo come il Filadelfia. Abbina la qualità della moderna struttura di allenamento alla fusione con il territorio e con la gente granata, nel cuore pulsante della città. Nel luogo in cui si fece la storia e, sono certo, continueremo a vivere emozioni intense.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il suo pensiero circa la difficoltà del Torino di rivincere lo scudetto dopo tanti anni? Manca forse un adeguamento nella conduzione gestionale che si connaturi alle più moderne esigenze dell’azienda calcio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che il problema più grande sia da ricercarsi nella distribuzione delle risorse finanziarie per i diritti televisivi. In Italia c’è un divario troppo ampio che con il passare degli anni crea delle fasce di preclusione al raggiungimento dell’obiettivo scudetto. Società come il Toro devono puntare a crescere gradualmente e puntare a consolidarsi per farsi trovare pronte, immediatamente a ridosso delle solite corazzate economiche. Credo che la dirigenza negli ultimi anni abbia creato un sistema virtuoso che ci potrà consentire, mi auguro, di fare gli ulteriori passi in avanti per riportare il Toro stabilmente in Europa.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Anche suo figlio, pur abitando a Roma, tifa Toro. Oltre alla passione sportiva per il Toro, in cosa si rivede in lui?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;"</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Forse nella voglia di non accontentarsi della prima risposta che gli viene data. Nel cercare sempre il dialogo e stimolare il ragionamento, anche mettendo in discussione ciò che non convince. Ma anche nella voglia di sognare, di appassionarsi e di stimolare sempre la fantasia. Anche la sensibilità è un tratto che lo contraddistingue. Ha dieci anni, ma è dotato di una spiccata sensibilità che non finisce mai di sorprendermi.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensa di quei genitori che vedono nel proprio figlio ciò che loro avrebbero voluto essere e non sono stati?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;"</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo ed un errore educativo può capitare a tutti. In un contesto di naturalistica “normalità”, ogni genitore è votato all’amore incondizionato nei confronti dei propri figli. Tuttavia può accadere che nei figli alcuni genitori proiettino, forse, un eccesso di se stessi. “Voglio che mio figlio diventi…” o “non voglio che mio figlio faccia…” perdendo di vista proprio le specifiche identità dei figli stessi. Così, anche con le migliori intenzioni, si rischia di tarpare il processo di crescita e non potenziare le peculiarità dei propri figli seguendone le reali inclinazioni. Spesso i figli per assecondare specifiche proiezioni dei genitori vivono con ansia e disagio anche attività che dovrebbero svolgere in modo spensierato. Tra queste, le attività sportive rischiano di rappresentare spazi di compressione eccessiva, con carichi di</span></i><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">aspettative ed estremizzata competitività. Forse noi genitori dovremmo privilegiare maggiormente l’ascolto evitando imposizioni ed eccessive proiezioni di noi stessi.” </i></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A parte il desiderio di rivedere vincere lo scudetto del Toro, c’è un sogno che ha ancora chiuso nel cassetto della sua vita personale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Lo scudetto, per le logiche che oggi governano il calcio e per quanto detto anche a proposito della distribuzione dei diritti televisivi, temo non sia un obiettivo realistico per società come il Torino. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Ma sognare è comunque lecito. Il Toro è sulla buona strada, pur con qualche difficoltà, sta tornando una squadra di livello. Mi auguro continui a crescere puntando con sempre maggiore decisione sulla tradizione del settore giovanile e sulla identità granata che, anche grazie alla rinascita del Filadelfia, avrà una dimensione più solida e tangibile. La nostra identità è così forte che travalica il mero successo sportivo e ci rende orgogliosamente unici. Un sogno della mia vita personale? Poter avere la fortuna di “accompagnare” mio figlio Tommaso in tutte le tappe della crescita e della maturazione e vederlo felice. Felice come quando esulta per un gol del Toro.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Romafl0711fl0711avv.-fabio-viglione-(600x800).jpgSiNfabio-viglione-avvocato-con-il-toro-nel-cuore-1013311.htmSi100451001,02,03030314
271013300NewsCampionatiTra storia ed emozioni, il Filadelfia riapre l’ufficialità del gioco20170915185712L`avvio del Campionato Primavera del Toro, in quello che fu il Tempio del football del Grande Torino. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Più che la partita in sé, il match del Torino Primavera contro l’Atalanta rappresenta un momento storico. Infatti, quella di sabato pomeriggio 16 settembre è una data importante, perché sarà la prima partita ufficiale che il Torino Primavera effettuerà allo Stadio Filadelfia. E pensiamo che mister Coppitelli, nell’accomodarsi in quella panchina che non è come le altre, riuscirà a dare una spinta in più ai suoi ragazzi che calpesteranno quell’erba che fu di Valentino Mazzola e dove si sono formati giocatori come Pulici e Ferrini. Emozioni vibranti che sfuggono a qualsiasi analisi tecnica, ma che devono necessariamente esserci per significare la seconda giornata del Campionato Primavera che da quest’anno, in base alla nuova riforma, si preannuncia molto più difficile rispetto al passato per la presenza delle migliori squadre giovanili d’Italia. Una riforma davvero interessante, atta a migliorare la qualità tecnica di un campionato che è già l’anticamera di quello scenario del pallone italiano fatto di campioni. Il campionato Primavera 1 è composto da 16 squadre, tutte di Serie A e tutte impegnate tra di loro in un week end calcistico che attrae, emoziona e fa alzare l’adrenalina dei più esigenti palati fini, che seguono il pallone fatto di tecnica a ottimo livello. Contro l’Atalanta si prevede un Filadelfia esaurito, con i posti di tribuna scoperta riservata agli ospiti e la tribuna coperta che si tingerà di granata, proprio come quella che rappresentò l’incommensurabile storia del Grande Torino. La squadra del tecnico Coppitelli che abbiamo già apprezzato in altre occasioni, affronterà dunque gli orobici di Massimo Brambilla un ex granata che bene sta facendo nell’ambito del settore giovanile bergamasco. Purtroppo, per la sua squadra, la prima partita di campionato che l’Atalanta ha disputato in Campionato contro l’Inter è stata persa con il risultato di 2 a 0. Tuttavia, questa prima sconfitta non sminuisce il valore di una squadra che ben figurerà in questo campionato. Come dicevamo, sul fronte granata diretto da Coppitelli ci sono diverse individualità di valore, ma è proprio la squadra che nel suo complesso fa sperare in un campionato al vertice, nonostante le mille insidie provenienti da compagini che sono davvero ad alto livello. In realtà, per la Primavera del Toro questa è la prima partita di campionato della stagione, in quanto il primo turno, che l’avrebbe vista giocare in casa della Sampdoria, è stato rinviato per l’allerta meteo. I granata di Federico Coppitelli (che in settimana ha iniziato il Master di Coverciano per conseguire l’abilitazione ad allenare in Serie A e B) in queste ore sta pensando alla migliore squadra da mettere in campo. Contro gli orobici ci sono mille motivazioni per ben figurare, e questo tecnico molto preparato e di sicuro affidamento sa bene che ha bisogno di cominciare con il piede giusto. Il difensore Ferigra proveniente dalla Fiorentina, il centrocampista Ruggiero arrivato da Palermo e il trequartista Leveque ex Akragas, si sono da poco inseriti nell’organico già interessante di un Torino Primavera che farà sicuramente parlare di sé per qualità di gioco. Dunque, non ci resta che aspettare per ammirare da vicino una giornata di calcio al Filadelfia, che resterà negli annali della storia. Da queste parti ci sono mille motivi per emozionarsi, non solo di calcio ma anche di indelebili ricordi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Filadelfiafl0711fl0711foto-coppitelli-federico.jpgSiNtra-storia-ed-emozioni-il-filadelfia-riapre-l-ufficialita-del-gioco-1013300.htmSi100451001,02,03030241
281013287NewsCampionatiFederico Coppitelli, enfant prodige dei nuovi tecnici italiani20170813144545Intervista all`allenatore della squadra Primavera del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Federico Coppitelli </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>allenatore della squadra Primavera del Torino è la vera scommessa del responsabile del Settore Giovanile <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimo Bava. </b>Sì, perché fin dal 1° luglio 2016 in cui gli ha riposto la fiducia per il dopo Longo, non ha mai smesso di credere in lui. Classe 1984, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Coppitelli</b> predilige il modulo 4-2-3-1 rivedibile con le caratteristiche tecniche dei suoi giocatori, ed ha spiccate doti professionali che ben si intersecano alle aspirazioni del Torino. Ha allenato i giovani del Fascati, poi è andato al Frosinone, alla Roma e dall’anno scorso siede sulla panchina della Primavera granata. E’ l’enfant prodige dei tecnici italiani, una figura che lo mette in prima fila tra i più promettenti conoscitori del football giovanile d’Italia. Riflessivo, sempre attento a dare risposte concrete, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mister Coppitelli</b> ci appare come personaggio non adatto a fare voli pindarici, ma, al contrario, è persona equilibrata che sposa la cultura del lavoro, associando l’armonia di fattiva collaborazione con il suo staff e tutti i ragazzi che compongono la sua squadra. Sembrava destinato a fare il grande salto tra i professionisti sostituendo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roberto Stellone</b>, invece all’ultimo momento il Frosinone gli ha preferito l’esperienza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pasquale Marino</b>, liberando di fatto il suo tecnico più giovane. Questo episodio non ha inficiato alcuna delusione in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppitelli,</b> il quale, al contrario, ha continuato il suo percorso professionale con la lena di chi sa costruire il proprio lavoro attraverso il sacrificio e il sentire di una passione che è l’emblema di ogni cosa. Con lui ci siamo incontrati <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Hotel “La Bussola” di Milazzo in provincia di Messina</b>, dove si trova con la sua squadra per partecipare al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">3° Memorial “Marco Salmeri”,</b> triangolare di calcio organizzato dall’Associazione Culturale Teseo con la partecipazione del Merì e dell’Acireale. Abbiamo così approfittato dell’occasione, per intervistarlo e conoscerlo più da vicino come allenatore e come uomo.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mister Coppitelli, quale significato ha per lei essere l’allenatore della Primavera del Torino?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Per me è sicuramente un punto di arrivo, visto che era un obiettivo che mi ero prefissato di raggiungere fin dai tempi in cui ho allenato nei vari settori giovanili dei dilettanti. Per chi come me siede sulla panchina della Primavera di una delle più importanti società calcistiche d’Italia, non può essere che una grande soddisfazione nel tentativo di raggiungere campionati ancora più importanti. Ma in questo momento sono davvero molto felice di questa posizione.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per la sua squadra, quali sono gli obiettivi da raggiungere nel prossimo campionato 2017’18?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che la Primavera abbia il doppio compito di preparare i giocatori al calcio dei grandi. Naturalmente mi riferisco alla Serie A, ma anche alla Serie B e alla Lega Pro. Poi c’è anche l’obbligo di fare i risultati che la nostra gloriosa maglia richiede. Da quest’anno la nuova riforma dei campionati prevede un impegno maggiore, perché ci troveremo a confrontarci con il meglio delle società del calcio italiano. Siamo consapevoli dell’importanza di fare bene, ed è per questo che ci stiamo preparando in maniera adeguata.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella sua squadra ci sono giocatori capaci di garantire il presente e un prossimo futuro di qualità?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Stiamo provando giocatori nati nel 2000, mentre per ogni fascia d’età abbiamo alcuni giocatori nazionali. Mi auguro che tra questi ragazzi ci sia la possibilità di entrare a far parte del calcio che conta, perché le premesse ci sono davvero tutte.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Oggi vi trovate a Milazzo in provincia di Messina, per partecipare al 3° Memorial Marco Salmeri. Che significato ha per voi, onorare questo evento sportivo siciliano?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ritengo che sia un’occasione importante per provare e conoscere meglio alcuni giocatori che alleno. Nonostante le difficoltà dovute alla lunga distanza, per noi è un onore essere stati invitati in questa splendida terra di Sicilia e in una Milazzo che annualmente ricorda Marco Salmeri, giovane calciatore scomparso in tragiche circostanze. La società ha voluto fortemente la nostra presenza a questo torneo, e noi cercheremo di onorarlo nel migliore dei modi.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tutto ciò fa veramente onore al Torino che, nonostante il lungo viaggio per raggiungere Milazzo, si è reso disponibile.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, come dicevo pocanzi, il Torino ha anche rinunciato la sua partecipazione ad altri tornei per essere presente a questo triangolare di calcio. Personalmente sono molto contento di fare questa esperienza assieme ai miei ragazzi.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Alla fine del mese di agosto avrete l’impegno annuale con il torneo “Mamma Cairo”. Siete pronti ad affrontarlo con il giusto impegno?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Questo è un torneo che ci sta particolarmente a cuore perché tocca i sentimenti del nostro presidente. Ed è per tale motivo che ci stiamo preparando a dovere, con l’impegno di fare bella figura.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ieri abbiamo visto la squadra passeggiare sul lungomare Garibaldi di Milazzo. Molti sono stati i curiosi e anche i tifosi che hanno ammirato i ragazzi nella loro compostezza. Qual è stata la vostra prima impressione di questa città?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Milazzo è una bella città di mare che ha dalla sua parte il vanto di una storia culturale non indifferente. Sono molto contento che i miei ragazzi facciano questa esperienza sotto l’aspetto culturale e anche sportivo. Tutto serve per conoscere, crescere e maturare.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire mister Coppitelli. Qual è il suo sogno chiuso nel cassetto, vista la sua giovane età e la preparazione professionale che la rende interessante agli occhi di tanti media e agli addetti ai lavori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ In dieci anni di carriera di allenatore ho condiviso tante gioie e fatto molteplici esperienze che hanno arricchito il mio percorso professionale. Ho allenato tanti ragazzi e ho avuto la fortuna di vincere quattro scudetti tra dilettanti e professionisti e oggi sono arrivato tra le più importanti società giovanili d’Italia. Diciamo che il mio primo sogno l’ho già raggiunto e non nascondo ancora l’altro desiderio di potermi confrontare un giorno con il calcio dei grandi. Tuttavia non ho fretta perché ho tanta voglia di fare bene con questi ragazzi, ripagando tutta la fiducia che il Torino ha riposto su di me. Passo dopo passo, così come sono stato abituato a fare, continuerò a percorrere la mia strada senza voli pindarici ma nella consapevolezza di lavorare con impegno, dedizione, senso di appartenenza e serietà. In futuro si vedrà.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milazzofl0711fl0711foto-coppitelli-federico.jpgSiNfederico-coppitelli-enfant-prodige-dei-nuovi-tecnici-italiani-1013287.htmSi100451001,02,03030640
291013284NewsEditorialeBernardeschi, “Alla Juve la maglia numero 10 bisogna meritarsela”20170730101616Il nuovo acquisto della Juventus si presenta bene<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sivori, Platini, Baggio, Del Piero. Numeri 10 con maglia bianconera che hanno fatto una grande parte della storia della Juventus. E’ il numero più importante per una squadra di calcio, il più significativo di carisma, di forza trascinante. Per indossarla devi possedere tutte queste caratteristiche connaturate a una personalità non comune. Non basta essere il più bravo tecnicamente, serve essere il più rappresentativo per la società, i compagni di squadra, i tifosi. E alla Juve devi saperla meritare quella maglia, quel numero stampato a doppia cifra che pesa per responsabilità e merito. Forse anche per questo motivo, al nuovo acquisto della Juventus <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Bernardeschi</b> è stata affidata la maglia con il numero 33, perché quel numero 10 bisogna meritarselo attraverso una maturazione graduale, capace anche di non alterare una responsabilità eccessiva che potrebbe essere deleteria per un ragazzo di indubbie qualità tecniche, ma che è giusto aspettare dal punto di vista dell’inserimento nell’ambito di un nuovo ambiente. Segno evidente che le cose fatte in casa Juventus non sono mai improvvisate, ma tutto è studiato nei minimi particolari, così come un’azienda calcio ad alti livelli pretende. “Se fosse stato per me, la maglia numero 10 l’avrei presa subito” dice Bernardeschi “tuttavia,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>bisogna che io la meriti, perché è giusto che un calciatore si prenda le proprie responsabilità.” Dichiarazioni che inquadrano subito la personalità di un ragazzo dalle idee chiare, equilibrato e consapevole della svolta importante della sua carriera di professionista del pallone. E continua così, Bernardeschi: “Della Juve mi ha colpito subito l’accoglienza dei tifosi e poi la squadra mi ha sempre impressionato per la mentalità messa in campo, la grinta, la tenacia, la determinazione; tutte cose che noti e avverti subito.” Poi, per quanto riguarda il suo rapporto con la Fiorentina, dice: ”Voglio ringraziare la società viola per come mi ha fatto crescere e fatto diventare uomo. Non dimenticherò mai tutte le persone che mi sono state accanto. C’è poi una parte della società malsana, come il tifoso che augura la morte e tutti i mali del mondo, mentre io non sono qui per alimentare questa parte. Ma ci sono anche tifosi leali che, nel farmi un in bocca al lupo, mi hanno detto che non mi seguiranno più.” Ma adesso è ora di guardare avanti, il futuro è sempre una strada da percorrere con le incognite che la vita presenta, con le curve da superare e i rettilinei da compiere come positività. Questo lo sa Federico Bernardeschi, con la Juve ogni cosa bisogna meritarsela. Anche la maglia numero 10!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711bernardeschi.jpgSiNbernardeschi-alla-juve-la-maglia-numero-10-bisogna-meritarsela-1013284.htmSi100451001,02,03030203
301013251NewsCampionatiJuventus, sei Mandzukic dipendente. Chi l’avrebbe detto?20170424193717Il calciatore della Juventus diventato insostituibile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Eppure, nonostante il pensiero collettivo che avrebbe voluto Mario Mandzukic essere riserva di Gonzalo Higuain, ci siamo ricreduti su un calciatore di cui non abbiamo apprezzato subito la sua intelligenza e la duttilità tattica nell’ambito del gioco voluto da Max Allegri. Sarà per il suo carattere un po’ chiuso, introverso, sarà per un’eleganza calcistica che non possiede, fatto è che il croato dopo la bruttissima partita che la Juve ha fatto a Firenze è entrato a far parte della squadra come il vero equilibratore del 4-2-3-1 inventato da mister Allegri. Mentalità operaia di chi sa che se vuoi far parte di una squadra di campioni devi mettere da parte l’altezzosità, Mandzukic è l’emblema di chi ha fame di successi ottenuti con mentalità provinciale. Se fosse per lui giocherebbe anche in porta e lo farebbe con la grinta, la voglia e la caparbietà che ormai ha fatto conoscere a chi pensava di lui come una persona e, soprattutto, come un giocatore completamente diverso. Ma è l’errore che spesso facciamo tutti noi nel non vedere a fondo le cose, abbagliati come siamo dai preziosismi e dalle magiche giocate che nulla hanno a che fare con una certa ruvidezza di gioco apparente, ma che è assolutamente redditizia dal punto di vista dell’economia di gioco di una squadra di calcio. Una Juventus a 5 stelle di cui lui fa parte non più come aggregato, ma come insostituibile apportatore di pressing, di suggerimenti in fase di attacco e di grandi capacità difensive nei momenti di non possesso palla. Lo vedi dappertutto, in attacco, in difesa, a centrocampo, Mario è sempre lì a fare la sua parte senza ostentare grandezza agli occhi che non sanno vedere, valutare. Lui è così, mai sorridente e sempre concentrato a far bene e sbagliare meno possibile. E’ stato fin da subito il vero pallino di Allegri, che ha subito visto in lui un campione da non sprecare in panchina dopo l’arrivo di Higuain, ma da valorizzare in un concetto di gioco diverso cui Mandzukic era abituato a fare prima. E’ una delle mosse più intelligenti e indovinate di un allenatore mai entrato nella Juventus a furor di popolo, ma che ha saputo col tempo conquistare anche i suoi più acerrimi contestatori. Dire a un giocatore come Mandzukic che ha 30 anni, ha segnato 29 reti in 74 gare giocate con la Croazia, che ha giocato a grandi livelli con Bayern Monaco e Atletico Madrid: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Muoviti e fai l’esterno”,</b> non è proprio cosa da poco. E così Mario ha ubbidito al suo allenatore senza mugugnare, ma con l’abnegazione di un principiante che sa di non deludere le aspettative di chi ha creduto in lui. Il suo è un lavoro faticoso, massacrante, ma che fa con naturalità nella consapevolezza di essere entrato a far parte dei big di una Juve schiaccia sassi, cinica, mai banale nel gioco di perdersi in abbellimenti futili e mai produttivi. E’ la Juve che viaggia a gonfie vele su tre fronti. E’ la Juve di Buffon, Dybala, Higuain, Cuadrado, Khedira, Pjanic, ma anche di una difesa arcigna e di un Mario Mandzukic diventato indispensabile per la Juventus di Massimiliano Allegri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino fl0711fl0711foto-mandzukic.jpgSiNjuventus-sei-mandzukic-dipendente-chi-l-avrebbe-detto-1013251.htmSi100451001,02,03030403
311013216NewsCoppeJuventus, espressione di calcio sublime20170126163631Tra Juventus e Milan, un match di Coppa Italia divertente e calcio giocato in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori che sono soliti seguirci attraverso le pagine di calcio pubblicate su questo sito web, nel tempo si saranno accorti quanto sia equilibrato il nostro metro di giudizio su questa o quella squadra. Certo, non abbiamo la presunzione di trattare un argomento di così alto indice di opinabilità, senza quell’oggettiva misurazione che è tipica dei cronisti sempre attenti a riportare ciò che vedono, piuttosto che enfatizzare senza costrutto ciò che nessuno ha visto. Questione di stile, di coerenza, di rispetto della deontologia che va oltre ogni fede sportiva, ma che ha l’obbligo di manifestarsi costantemente in modo da esprimersi come super partes. Detto questo, vogliamo mettere il punto sulla Juventus che abbiamo visto ieri sera allo Stadium, nel corso della partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. Spesso abbiamo criticato aspramente la Vecchia Signora d’Italia, mettendo sotto accusa Massimiliano Allegri per una non precisa connotazione tattica, in una squadra dall’alto potenziale tecnico che non poteva certamente essere quella vista all’inizio di stagione contro l’Inter, poi contro il Milan in campionato e a Doha, e ancora contro il Genoa e la Fiorentina. Scoppole causate da una incredibile confusione tattica, che è stata l’artefice di una inspiegabile mancanza di autostima di calciatori ad altissimo livello tecnico, spesso dominati anche da avversari inferiori. E allora ci siamo prodigati in analisi anche acerrime, manifestate sempre nell’intento di costruire e mai per il gusto satanico di distruggere. E, quando abbiamo evidenziato l’incertezza e il non coraggio di Allegri nel sapere assemblare un centrocampo di qualità a beneficio dell’armonia del gioco d’attacco, attraverso quei giocatori le cui caratteristiche assicurano pressing alto e abnegazione nei momenti in cui c’è da interdire, non ci sbagliavamo. Dopo la figuraccia rimediata a Firenze, la Juve ha deciso di cambiare se stessa nella consapevolezza della sua reale forza. E così, dopo averla ammirata in campionato contro la Lazio, abbiamo avuto il replay contro il Milan, nella partita di Coppa Italia. Il 4-2-3-1 di fresca attuazione bianconera, garantisce una squadra con un baricentro alto e destinata a un pressing corale e avanzato, capace di soffocare sul nascere le velleità di ripartenza dell’avversario. Il coraggio di far giocare lì davanti, Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic ha dato i suoi frutti, perché la squadra si è espressa in maniera da far vedere giocate di calcio di alta scuola, non solo a beneficio dello spettacolo, ma con la concretezza mentale di fare gol per vincere. Ed è stata tale la propulsione ad offendere l’avversario, che già nei primi 20 minuti del match la Juve vinceva 2 a 0, avendo segnato prima con Dybala attraverso un destro sferrato in velocità , e poi con Pjanic, grazie a un bellissimo calcio piazzato degno del miglior Andrea Pirlo. Poi, nel secondo tempo, il Milan di Montella per lunghi tratti ha messo in seria difficoltà la Juve che ha abbassato, forse per fatica, il suo baricentro di centrocampo, dando così l’opportunità a Bacca di dimezzare lo svantaggio iniziale. Poi, pur restando in dieci uomini per l’espulsione di Locatelli per doppia ammonizione, il diavolo rossonero ha continuato a crederci con caparbietà, senza tuttavia alcuna seria concretezza di pareggiare i conti. La Juve, che non è stata quella del primo tempo, ha però sfiorato il terzo e il quarto gol con Mandzukic e Pjanic in due delle tante ripartenze bianconere. Ma, il non mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, in cui la Juve ha continuato ad avere superiorità numerica a centrocampo e aggressività fuori dalla norma, lascia riflettere che c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale e fisica, per mettere al sicuro il risultato e poi saperlo gestire con razionalità, senza dover soffrire il ritorno pericoloso degli avversari. E adesso che Max Allegri si è convinto dell’importanza di far giocare insieme i cinque giocatori (Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic) che fanno la differenza e che hanno capito l’importanza di sacrificarsi a turno in fase di contenimento dell’avversario, ci auguriamo che anche fuori dalle mura dello Stadium si continui su questa strada, che prepara degnamente i bianconeri al prossimo turno di Champions League. Un assetto tattico premiante, capace di valorizzare le caratteristiche tecniche di un Pjanic che fino ad oggi sembrava essere un misterioso calciatore, e un Higuain che abbiamo scoperto nella maturità e completezza di campione, non solo di fare la differenza nel segnare gol, ma anche di dare concretamente una mano alla squadra nel momento del bisogno. Così Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e Dybala. Ecco, diremmo proprio che la nostra analisi su questa “nuova” Juventus dal volto stellare finisce qui, ma con un punto interrogativo che adesso riguarda il coraggio di saper continuare su questa strada anche fuori casa. Ma Allegri, ci sorprenderà ancora nel volere cambiare la squadra in maniera guardinga, affidandosi a un centrocampo di quantità? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-espressione-di-calcio-sublime-1013216.htmSi100451001,02,03030332
321013184NewsCampionatiTorino, esemplare l’atteggiamento coraggioso di Mihajlovic20161024095911Il pareggio tra Torino e Lazio, mette in evidenza il tecnico granata e la sua voglia di cambiamento.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Prima di iniziare la nostra analisi sulla partita tra Torino e Lazio, ci piace rilevare in primis il mutamento di mentalità granata che noi riteniamo epocale, grazie al suo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b>. Infatti, al 34’ della ripresa, quando ancora il risultato era sull’1 a 1, il tecnico serbo ha avuto il coraggio di inserire un’altra punta (Maxi Lopez) togliendo un centrocampista (Benassi), cambiando l’assetto tattico in un 4-2-4 che dava il chiaro messaggio di volere vincere la partita. Certo, la mossa dell’allenatore granata è stata ad alto rischio, in quanto avrebbe potuto significare anche il pericolo di perdere. Tuttavia, ci piace ammirare il coraggio del tecnico serbo, che a un certo punto della gara ha saputo rischiare e capire che quella poteva essere l’occasione per alzare l’asticella di un Torino che ambisce giustamente ai piani alti della classifica. Ecco, secondo noi, questo tipo di mentalità è totalmente nuova in casa granata, storicamente protesa verso un atteggiamento di antica moderazione che l’ha sempre messa in una posizione di lunghe e insopportabili attese di crescita. Oggi, invece, con un reparto giocatori di ottima qualità tecnica, il Torino sta crescendo proprio in quella parte di pensiero calcistico che per lunghi anni della sua storia l’ha inibita, ridimensionandone la sua grande storia. E, tenuto conto di tante difficoltà del passato, pensiamo davvero che questa crescita propulsiva che il tecnico serbo sta dando a una squadra e a una società che aveva bisogno di autostima nel ritenersi consapevolmente capace di mettersi a livello delle più forti squadre d’Italia, diciamo che è un grosso punto di partenza. Dunque, grande merito a Sinisa Mihajlovic, per il coraggio da condottiere capace di rischiare a sue spese, Detto questo, passiamo ad analizzare il match con la Lazio finito con il risultato di 2 a 2. Il Torino è stato superiore ai biancocelesti nella prima parte della gara, mentre nel secondo tempo c’è stato un ritorno della squadra di Inzaghi. Il Torino si presenta con il 4-3-3 che giustifica il credo calcistico di Mihajlovic, con Hart in porta, Zappacosta e Barreca esterni, Rossettini e Castan al centro della difesa, Benassi, Baselli e Valdifiori a centrocampo, mentre in avanti Iago Falque, Belotti e Ljajic rappresentano il punto di forza della squadra granata. I biancocelesti di Inzaghi rispondono con una difesa composta da Marchetti, Basta, Wallace, Hoedt, Patric, poi Lulic, Parolo e Cataldi, mentre in attacco viene schierato Immobile (fischiatissimo da tutto lo stadio Grande Torino), Felipe Anderson e Keita. Parte subito forte il Toro che mette in mostra frenesia e caparbietà nel produrre un pressing alto, molto efficace nel mettere in difficoltà la squadra di Inzaghi. Al 20’ i granata vanno in vantaggio con Iago Falque, che sfrutta un cross pennellato da Zappacosta. La Lazio cerca subito di ribattere, alzando il suo baricentro di centrocampo e offrendosi al rischio delle ripartenze in contropiede del Torino. Tuttavia, nulla accade di concreto e la prima parte della gara si chiude con il vantaggio del Toro. Nella ripresa, la Lazio entra in campo più convinta e determinata di quanto avesse fatto all’inizio della gara, mentre il Toro assume un atteggiamento (forse non voluto, ma costretto dall’avversario) più attendista e meno offensivo. Al 12’ Inzaghi cambia Basta con Djordjevic con il chiaro intento di offrire a Immobile una concreta spalla offensiva. E, proprio nel momento in cui la gara è apparsa più equilibrata, al 26’ la Lazio raggiunge il pareggio con Immobile che, lasciato troppo libero in area di rigore da Zappacosta, in mezza rovesciata fulmina l’incolpevole Hart. Al 34’ Inzaghi cambia ancora; entra Murgia per Keita, mentre Mihajlovic toglie Benassi per Maxi Lopez. Al 39’ la Lazio va in vantaggio con Murgia, il quale lasciato solo in area di rigore dalla difesa del Toro, segna di testa. A questo punto il Toro non ci sta e si butta in avanti con foga sanguigna, grazie anche all’aiuto del pubblico granata che produce un tifo infernale. Così, dopo tanti attacchi, la squadra di Mihajlovic raggiunge il pareggio al 90’, grazie a un calcio di rigore trasformato da Ljajic a seguito di un mani in area di Parolo. Dunque, un pareggio tutto sommato giusto, che lascia le due contendenti nei piani alti della classifica. Ottima la squadra di Inzaghi che ci è parsa migliorata rispetto all’anno scorso, mentre il Toro di Mihajlovic deve continuare il suo processo positivo di cambio di mentalità, che il tecnico serbo sta impartendo in maniera esemplare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711sinisa-mihajlovic.jpgSiNtorino-esemplare-l-atteggiamento-coraggioso-di-mihajlovic-1013184.htmSi100451001,02,03030405
331013165NewsCampionatiIl mercato del Toro? Cairo merita un 8 in pagella20160902151646L`analisi sul calciomercato del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo tanti anni di presidenza granata, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Urbano Cairo</b> ha finalmente centrato un calciomercato intelligente sotto il profilo della gestione economica e tecnica. Si diceva di lui che avesse il braccino corto e, in effetti, in tutti questi anni di presidenza ha sempre adottato la politica dei prestiti, con scarse risorse tecniche a beneficio della squadra e con la conseguente mancanza di investimenti che potessero creare delle plusvalenze economiche a favore della stessa società granata. Ma già a partire dall’anno scorso ha finalmente deciso di cambiare rotta, investendo su giocatori giovani come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benassi, Baselli, Zappacosta, Belotti</b>, per citarne solo alcuni, che in due anni hanno fatto lievitare il loro valore. E, continuando su questa falsa riga, quest’anno ha condotto assieme al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">DS Petrachi</b> una campagna ancora più intelligente, piazzando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Glik, Bruno Peres e Maksimovic</b> e acquistando giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ljajic, Iago Falque,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Castan, De Silvestri, Rossettini, Ajeti, Boyè (giovane attaccante argentino classe 1996)</b> e prendendo in prestito soltanto il portiere della nazionale inglese, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Joe Hart</b>. In questo caso si tratta di un prestito intelligente che vale oro, vista l’importanza di un portiere che va a coprire un ruolo che in tanti anni è sempre apparso insufficiente per il Torino. Così, a conti fatti, grazie al presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cairo,</b> la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mihajlovic</b> sembra ben registrata in tutti i suoi reparti, mentre al contempo il bilancio della società granata si arricchisce di un + 30,9 milioni di euro tra operazioni di vendita e acquisti. Niente male per il Torino che sta costruendo una squadra con il chiaro intento di entrare a far parte dell’Europa League del prossimo anno. Oggi, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b>, che è l’alfiere dei giovani granata, vale oltre 30 milioni di euro. Non male per un acquisto dell’anno scorso, cui sono stati investiti 7,5 milioni di euro. Ma parlando di cose tecniche calcistiche più consone ai tifosi, possiamo dire che questo Torino affidato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> piace nella sua integrità di squadra, perché con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hart, Valdifiori e Ljajic</b> ha finalmente ricoperto i ruoli di portiere, regista di centrocampo e seconda punta adattabile anche da trequartista, che ormai da troppi anni non vantava. Oggi, finalmente, il centrocampo granata si fa più equilibrato, con meno incontristi e più giocatori tecnici dai piedi buoni, che sono in grado di costruire bene l’azione d’attacco, mentre per caratteristiche tecniche riescono anche ad interdire nel momento del bisogno. Poi, con lo stato di forma del “Gallo” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b>, tutto sembra spianare una strada che da sempre è sembrata interrotta, per un Torino che dava la sensazione di essere costantemente in cantiere. Adesso la costruzione sembra completata, anche grazie al suo capocantiere che si fregia con i fatti di avere consegnato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mihajlovic</b> una squadra in grado di dare grandi soddisfazioni ai suoi tifosi. I 5 gol fatti al Bologna non devono certamente illudere oltre misura, tuttavia, pur continuando la nostra analisi positiva del Torino 2016’17, diciamo che ci sono tutti i presupposti per iniziare un progetto serio che porterà lontano.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711cairo.jpgSiNil-mercato-del-toro-cairo-merita-un-8-in-pagella-1013165.htmSi100451001,02,03030357
341013137NewsCoppeUna brutta Italia perde contro l’Irlanda, adesso ci aspetta la Spagna20160623150827L`errore di Conte contro l`Irlanda? Aver sostituito troppi titolari.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Euro 2016. Primo gol subito dall’Italia, prima sconfitta e prima figuraccia. Gli azzurri visti contro l’Irlanda sono stati sconcertanti. E’ vero che aver perso questa partita risulta ininfluente dal punto di vista della qualificazione agli ottavi, già abbondantemente conquistati. Ma questo non può essere considerato un alibi di fronte a una non partita azzurra che ha visto soltanto colpire un palo da Insigne, entrato sul finire della gara. L’Irlanda ha giocato la partita della vita e quindi è stata sorretta da alte motivazioni di vittoria, per potersi qualificare agli ottavi di finale. Gli azzurri hanno invece prodotto un match che ha mostrato tutta la confusione possibile nell’ambito delle idee, che sono apparse offuscate e non sorrette da una buona preparazione fisica e caratteriale. Forza fisica e determinazione che invece hanno messo in campo gli irlandesi, più corpulenti, aggressivi, cattivi in un pressing asfissiante che ha lasciato di stucco l’intera squadra azzurra. E’ vero che la squadra di Conte si è schierata con otto giocatori che in genere non fanno parte dei titolari, ma questo punto non può rappresentare l’unico motivo di defaillance collettiva. Il CT azzurro cerca di anestetizzare la bruttissima prestazione dei suoi ragazzi, dicendo che non può rimproverare nulla e che, nonostante la sconfitta, ha avuto modo di trarre delle ulteriori indicazioni. Sinceramente non capiamo quali possano essere queste indicazioni, tuttavia, parlando ancora della partita contro la Svezia giocata dalla squadra “tipo” di Conte, avevamo palesato alcuni punti di incertezza nonostante la vittoria. A nostro parere, infatti, l’unica partita che gli azzurri hanno giocato bene sotto il profilo della determinazione e delle idee è stata quella contro il Belgio. Una partita che ha visto l’Italia preparata a soffrire contro i più titolati avversari. Ottimo pressing, buon movimento senza palla, gioco sugli esterni, compattezza di squadra nei vari settori del campo e verticalizzazione del gioco, sono stati gli artefici di una vittoria convincente e forse pure inaspettata. Poi c’è stata una flessione di gioco e idee, nonostante l’esigua vittoria contro la pochezza tecnica di una Svezia che, nonostante Ibrahimovic, ritorna a casa senza far parte degli ottavi di finale di questo europeo 2016. Certo, dopo la delusione della partita persa malamente contro l’Irlanda non è il caso di fare drammi, anche in prospettiva della partita che l’Italia dovrà affrontare lunedì 27 Giugno contro la Spagna. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco, quel match dovrà essere giocato con l’approccio giusto, come se fosse la partita della vita. Una sorta di ripetizione dell’incontro con il Belgio, anzi ancor di più. Non scopriamo certamente noi la forza di una Spagna, che si avvale di grandi campioni capaci di sviluppare un gioco che attraverso il centrocampo fa da trait d’union tra difesa e attacco, in un moto perpetuo di interscambi di ruoli. L’Italia, questa Italia azzurra, gli è certamente inferiore sotto il profilo tecnico. Ed è per questo che l’approccio mentale alla gara deve essere preparato da Conte in maniera ancora più ossessiva e maniacale del solito. Gli azzurri dovranno essere preparati a pressare alto e conquistare il possesso palla fin dal fischio d’inizio, altrimenti son dolori. Tenendo conto che l’evanescente Thiago Motta debba essere lasciato fuori, per evidente stato di forma precaria, palesata ormai da troppo tempo, proviamo già a pensare a uno schieramento con un 3-5-2 che prevede Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, a centrocampo Candreva a destra, poi Parolo, De Rossi, Giaccherini, Florenzi, mentre in attacco inizieranno i soliti Eder e Pellè. Questi sembrano essere gli intendimenti di Antonio Conte, anche se a noi stuzzica molto l’idea di far giocare Insigne al posto di Eder. Ma il CT azzurro si è dichiarato più d’una volta contrario ad inserire il giocatore napoletano nell’assetto tattico del 3-5-2, semmai lo vedrebbe meglio in un ipotetico 4-3-3. Sono tutte idee che trovano il tempo che trovano, perché è proprio il campo a dare le indicazioni tattiche a partita in corso. E’ il calcio in cui non s’inventa nulla, ma che per la sua opinabilità fa spesso discutere di sé. Talora anche con toni accesi, perché ognuno pensa di custodire la chiave per scardinare ogni difesa avversaria. Ma poi chi vince ha sempre ragione. Ed è l’Italia che è chiamata a vincere contro la Spagna di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iniesta</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sergio Ramos</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabregas,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David Silva</b> e compagni. Una partita secca che significa proseguire il percorso dell’europeo 2016, oppure ritornare a casa infrangendo quel sogno a lungo cullato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Lillefl0711fl0711conte-6.jpgSiNuna-brutta-italia-perde-contro-l-irlanda-adesso-ci-aspetta-la-spagna-1013137.htmSi100451001,02,03030392
351013134NewsCoppeItalia Svezia, l’importante è aver vinto, ma…20160617183511L`Italia che non convince, entra agli ottavi di finale di Euro 2016.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Com’è strano questo calcio che ti annoia per 87 minuti e poi sprigiona in un attimo le emozioni che hai atteso per tutta la partita. E’ la sintesi di un match che ha visto l’Italia giocare male e la Svezia essere più in palla ma carente in attacco. Avevamo ancora negli occhi la bellissima partita di carattere che gli azzurri hanno giocato contro il Belgio, mentre contro la squadra di Ibrahimovic si sono evidenziate lacune in tutti i settori. Il gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eder</b> è arrivato come una specie di liberazione, non solo per il successo acquisito ma, soprattutto, perché questo gol ci spalanca le porte degli ottavi di finale. E possiamo pure dire che quel famoso e amaro biscotto che avevamo dovuto ingoiare 12 anni fa in cui fummo mandati a casa dal tacito accordo tra Svezia e Danimarca, è stato “vendicato”. Ma a parte queste considerazioni che riguardano un passato troppo lontano, l’Italia vista oggi ha palesato lunghi momenti di ansia da stress fisico e mentale. Per tutto il primo tempo abbiamo visto gli svedesi arrivare primi sul pallone, mentre la nostra azione si spegneva praticamente a centrocampo, lasciandoci pericolosamente troppo bassi e arroccati nella nostra trequarti campo. Per fortuna, come dicevamo prima, la Svezia pur sovrastando l’Italia dal punto di vista fisico, hanno mostrato grandi carenze tecniche e di convinzione in fase di conclusione in area di rigore. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo guardare in faccia la realtà”</b> dice Antonio Conte: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“All’inizio nessuno avrebbe scommesso su un’Italia che dopo le prime due partite dell’europeo, sarebbe entrata agli ottavi di finale. Oggi, soprattutto nel primo tempo, ho visto i ragazzi un po’ contratti, ansiosi, forse perché volevano togliere in fretta qualche scheletro dall’armadio. Tuttavia, non mi sembra che in tutta la partita, Buffon abbia rischiato il gol. La Svezia ha avuto il pallino del gioco, ma noi siamo stati bravi a</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">contenere la loro spinta che, ripeto, non ci ha mai creato grandi problemi.”</b> Lucida l’analisi del C.T. azzurro che si stringe attorno alla sua squadra, anche dopo una partita insufficiente dal punto di vista del gioco. Certo, siamo all’inizio, tuttavia è assolutamente necessario riprendere il bandolo del gioco, degli schemi, del giusto approccio mentale alla partita. Tutte cose che questa Italia di Conte ci ha abituati, per carattere e per voglia di superare l’ostacolo attraverso l’unione di gruppo, capace di enfatizzare il senso di squadra. Certe carenze di poca qualità a centrocampo, non si possono certamente inventare. Ma la grinta e la determinazione della squadra nell’intendere il gioco sugli esterni d’attacco che, contro la Svezia non si è praticamente mai visto, è necessario ritrovarlo presto. Insomma, tutto è bene ciò che finisce bene, ma l’entusiasmo su una vittoria acquisita negli ultimi due minuti del tempo regolamentare,non deve nascondere i problemi che la Svezia di Ibrahimovic ha messo a nudo.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Tolosafl0711fl0711conte-6.jpgSiNitalia-svezia-l-importante-e-aver-vinto-ma-1013134.htmSi100451001,02,03030296
361013133NewsCampionatiL’Italia che fa sognare nella notte di Lione20160614171037Ottima partenza degli azzurri nella gara di avvio contro il Belgio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Ci sono emozioni che arrivano quando meno te li aspetti e altre che speri possano arrivare per viverle intensamente. L’Italia del calcio ha sperato, sognato da almeno un mese a questa parte,di potere vivere momenti di gioia e di euforia legati al primo match di Euro 2016 contro il temibilissimo Belgio. Sono i fatidici momenti che legano la Nazionale azzurra ai media, agli addetti ai lavori, agli appassionati conoscitori di cose tecnico - tattiche legate al football, ma anche a chi durante l’anno non segue neanche una partita di calcio. Improvvisamente ci si veste tutti con l’abito azzurro da nazionalisti pronti a giudicare, a vivere, a sognare i fasti di un evento che ci possa unire al di là di ogni cosa. E’ la commedia del pallone, il mistero di un’adrenalina che fermenta dentro di noi e si sprigiona con grande entusiasmo quando si fa gol. Tutti lì a tifare per l’Italia davanti alla Tv di casa e ai maxischermo delle grandi città, capaci di farti vivere l’atmosfera da stadio. La partita d’esordio dell’Italia contro il Belgio, ha così segnato il boom d’ascolti : 15,5 milioni di spettatori su Rai1 e 3,7 milioni su Sky, toccando uno share del 52,66% a cui vanno aggiunti coloro i quali hanno seguito il match su Sky. Tanta roba, direbbe qualcuno per significare quanto la Nazionale Italiana sia attesa e seguita da tantissime persone, soprattutto quando si partecipa ai Campionati Europei o alla Coppa del Mondo. Detto questo, passiamo all’analisi di un match che tutti abbiamo sperato finisse com’è finito. E cioè con una bella vittoria dell’Italia che convincesse nell’organizzazione di gioco e nel carattere della squadra che, a detta di tanti, non solo è partita con gli sfavori del pronostico, ma è anche penalizzata dalla mancanza di veri leader a centrocampo e in attacco. Tutto questo ci avrebbe addirittura condannato ad una eliminazione anticipata. Ora, tenuto conto dell’entusiasmo per una vittoria, che seppur entusiasmante non può e non deve farci fare voli pindarici, possiamo dire di avere visto una Nazionale che è l’espressione più vera di ciò che si definisce il calcio: ovvero gioco di squadra. Se la valutiamo sotto questo aspetto, possiamo dire che il C.T. Antonio Conte sta lavorando in maniera corretta. Infatti, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non solo abbiamo potuto notare gli azzurri in campo, ma abbiamo anche visto gli azzurri in panchina. Non musi lunghi di acredine e neanche gesti di nervosismo o delusione per non essere stati scelti tra i titolari. Ma sguardi e atteggiamenti partecipi di entusiasmo, senza invidie o rancori. Ecco, a nostro avviso questa è la forza dell’Italia del pallone europeo 2016, che si caratterizzerà fino all’ultimo minuto della sua partecipazione. Grinta, determinazione e temperamento che sono l’emblema di una preparazione fisica e mentale che sembra quasi maniacale, così com’è il C.T. Conte che perde sangue dal naso e non si fa curare per non perdere gli attimi preziosi di suggerimenti e incitamento ai suoi ragazzi. E’ l’espressione di un calcio fatto da ottimi giocatori, ma che non vanta primedonne da adulare. Nella partita contro il Belgio abbiamo visto un super Bonucci nella veste di marcatore, lucido suggeritore e calciatore diligente dal punto di vista tattico. Ma abbiamo anche visto un Giaccherini che ha sorpreso per corsa, determinazione, brillantezza, sia in fase di interdizione che di costruzione del gioco. Bello il suo gol su suggerimento di Bonucci. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: l’impreparazione nel contenere le improvvise ripartenze degli avversari. Su questo punto crediamo che Conte debba ancora lavorare molto. Infatti, soprattutto nel primo tempo, abbiamo visto alcune lacune dalla parte sinistra occupata da Darmian, (non un bell’esordio il suo). Scompensi difensivi pericolosi, soprattutto contro avversari che magari ti sovrastano tecnicamente e che sono pronti a farti male alla prima distrazione. Questo non può e non deve succedere. Ecco, possiamo proprio dire che questo è l’unico neo risolvibile di una notte di calcio azzurra che ci lascia ben sperare per il suo cammino a Euro 2016. Adesso andiamo avanti, per affrontare la Svezia di Ibrahimovic. Ogni partita ha la sua storia e noi ci auguriamo di poterla leggere così, come abbiamo appena letto la bellissima ed emozionante notte di Lione.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lionefl0711fl0711logo-euro-2016.jpgSiNl-italia-che-fa-sognare-nella-notte-di-lione-1013133.htmSi100451001,02,03030383
371013075NewsCampionatiUno sguardo al Campionato di calcio di Serie A20160215193553Un turno di calcio che ha proposto tanti temi interessanti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>La 25ma giornata di calcio di Serie A ha sancito il sorpasso in classifica della Juventus sul Napoli e ha offerto tanti altri spunti significativi. Intanto, la Fiorentina è ritornata ad occupare la terza posizione di classifica dopo aver battuto per 2 a 1 l’Inter di Mancini, che resta la delusione più eclatante del campionato. Bella e arrembante la squadra viola, che ha assorbito il credo calcistico del suo coach Paulo Sousa. Se questa squadra riuscirà ad acquisire continuità di risultati, nonostante la sua insufficiente panchina, potrà sicuramente dire la sua per un posto in Champions League. Dicevamo dell’Inter, che delusione! La squadra nerazzurra è in piena crisi di gioco e risultati, che lasciano pensare a seri problemi di impostazione da parte di Roberto Mancini. Questa squadra continua a non avere un’anima, ed è triste e quasi timorosa nell’interpretare sul campo ciò che significa la sua gloriosa storia. La situazione è davvero difficile da risolvere a breve. Adesso è la società a dover dimostrare di avere gli attributi; ci riuscirà? Intanto la Roma, che ha vinto 3 a 1 a Carpi, sta assorbendo la cura Spalletti e al contempo ritrova sorrisi e serenità nell’ambiente giallorosso. Adesso, la speranza di un posto in Champions non è più una chimera. Vince 2 a 1 il Milan contro il Genoa e dà significanti segnali di risveglio di gioco e di compattezza di squadra. Ora deve continuare su questa strada. Il Genoa di Gasperini, invece, scivola sempre più nella zona a rischio di retrocessione. D’altra parte, non si può pretendere di più da una squadra cui sono stati tolti i giocatori più importanti. Stesso discorso per la Sampdoria di Montella che non va oltre lo 0 a 0 contro un’Atalanta che mister Reja ha reso sempre più ostica e capace di badare all’essenziale. Perde in casa 3 a 1 il Palermo, contro un Torino apparso vibrante e deciso a uscire fuori da un periodo nero di risultati che hanno fatto pensare alla crisi. La realtà è che la squadra granata ha bisogno di continuità di gioco e di vittorie, per essere definitivamente collocata tra le più importanti squadre del nostro campionato. Il Palermo, invece, ha dimostrato una notevole involuzione di gioco, di autostima e, conseguentemente, di risultati. A questo punto il presidente Zamparini ha mandato in ritiro anticipato la squadra, richiamando Iachini sulla panchina rosanero. Che bel valzer di allenatori ha inscenato Zamparini, che da Zaccheroni a oggi ha preso e ripreso ben 11 allenatori. Il 5 a 2 della Lazio contro un ormai rassegnato Verona, non fa storia, mentre incuriosisce la vittoria per 2 a 1 del Frosinone a Empoli, che mette in evidenza il serio tentativo di salvarsi da parte dei laziali e il momento di stanca di un Empoli che sembra in fase calante. Per il resto, la 25ma giornata di calcio ha segnalato il pareggio di 1 a 1 del Chievo che ha giocato in casa contro il Sassuolo. Poi, la vittoria esterna del Bologna per 1 a 0 in casa dell’Udinese, ha riproposto l’ottimo stato di salute della squadra felsinea, che adesso aspetta la Juventus in casa propria.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNuno-sguardo-al-campionato-di-calcio-di-serie-a-1013075.htmSi100451001,02,03030433
381013031NewsCampionatiOmbretta Cantarelli: «Ho un sogno, diventare presidente dell`Inter»20150111121719Intervista a Ombretta Cantarelli, moglie dell`attore Gianfranco Jannuzzo. Dalle sfilate di moda alla passione intensa per il calcio e i colori nerazzurri dell`Inter, che ha fin da bambina.<font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Com’è strana la vita e come si presenta talora inaspettata nella conoscenza e nelle relazioni umane. E’ la bellezza ma anche il mistero degli incontri casuali che affascinano, che ti fanno pensare come persone con i quali non hai alcun rapporto legato al DNA, diventino subito importanti come se li conoscessi da sempre. Si chiama feeling o idem sentire, empatia o vedere il mondo con gli stessi occhi: quelli della sensibilità. Ho sempre pensato che i contatti umani e l’importanza di conoscersi, scambiare le proprie vedute, le esperienze e i percorsi di vita, sia basilare principio del vivere quotidiano. Così, nel mio percorso giornalistico di cronista sportivo sensibile anche al racconto di ogni momento o fatto accaduto nella vita di tutti i giorni, ho scritto, recensito partite di calcio, spettacoli e quant’altro, ma, soprattutto, ho intervistato e conosciuto molti personaggi del mondo dello sport, della politica e dello spettacolo. In tutti questi incontri, ho sempre riflettuto a lungo sull’importanza del significato della centralità dell’uomo, su tutto ciò che è bene e ciò che è male che fa sempre capo a noi stessi, al di là di ogni raggiungimento professionale prestigioso o meno. Considerazioni che vanno oltre il minimalismo di intervistare ad esempio un personaggio sportivo o un tifoso che straveda per questa o l’altra squadra. Sì, perché si parte sempre dal principio del rispetto della storia di ognuno verso i sentimenti personali, che devono sempre e comunque emergere anche se non condivisi. E così possiamo parlare di politica, scrivere di calcio, di religione e di tutto ciò che sentiamo più vicini a noi. Questa introduzione, per significare e introdurre l’esaustiva intervista fatta a una persona che ho conosciuto da poco e, come dicevo prima, mi dà la sensazione, chissà perché, di conoscerla da sempre. Bella, solare, positiva, disposta piacevolmente al dialogo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, moglie dell’attore siciliano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianfranco Jannuzzo,</b> nasce a Milano. Una Milano che adora perché qui fondano le sue radici, anche se nel tempo si è anche innamorata di Roma, città in cui abita per diversi mesi dell’anno. Una vita suddivisa tra due città che lei definisce splendide anche se molto diverse per cultura e modus vivendi. Un passato da modella e di sfilate di moda, sono l’emblema della sua oggettiva bellezza cui traspare una sensibilità non comune. Poi anche un periodo di lavoro presso l’ufficio stampa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dolce &amp; Gabbana,</b> come addetta alle relazioni esterne con le testate di moda in Italia e all’estero. Dopo pochi anni, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, desiderosa di conoscere altri ambienti lavorativi e fare altre esperienze di vita, si inserisce nel mondo della medicina estetica. Attualmente lavora presso un avviato studio nel cuore di Milano. E’ anche amministratrice della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Girgenti Spettacoli”,</b> che ha fondato assieme a suo marito qualche anno fa. E’ molto affascinata dal teatro. E come non poteva esserlo la moglie di cotanto grande attore come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Jannuzzo</b>. Ma la vera passione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta</b> è il calcio, è la fede sportiva verso la sua squadra del cuore: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’Inter</b>. Un mondo che si tinge di nerazzurro fin da piccola, una passione talmente radicata che non le fa perdere neanche una partita in cui gioca la sua squadra. Una persona dunque interessante, che colpisce per i suoi molteplici interessi. Ci stuzzica davvero ascoltarla come tifosa di calcio e tifosa dell’Inter e, tramite il pallone, proveremo a ricavarne anche alcune sensazioni che riguardano il suo profilo umano.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Buongiorno Ombretta, grazie di avere acconsentito a questa intervista. Come nasce la tua passione per l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“L’ho ereditata da mio padre, una persona splendida i cui connotati da vero interista doc, non potevano non proliferare nella mia anima di bambina. Anti-juventino e anti-milanista, mio padre è stato capace di regalarmi ogni cosa che avesse i colori nerazzurri dell’Inter, dalle bambole ai bambolotti, ai pupazzetti di ogni genere. Chissà, forse aveva paura che io crescendo avessi potuto fare il tifo per un’altra squadra. Ma questo per me, non era davvero possibile”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ti capita di andare allo stadio?<span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Quando sono a Milano faccio di tutto per andare a vedere la mia Inter. Lo stadio mi affascina perché crea emozioni, pathos, e una moltitudine di sensazioni che vedendo la partita in televisione non posso avere. L’Inter è una passione che seguo fedelmente, nonostante i miei impegni di lavoro nel seguire mio marito Gianfranco in teatro. Quando c’è una partita importante come ad esempio il derby, se mi trovo anche in aeroporto cerco la prima televisione disponibile per poterla vedere. Mi è capitato una volta di trovarmi appunto in aeroporto e, mentre guardavo la partita, mi sono accorta che accanto a me si sono riuniti una serie numerosa di tifosi appassionati che hanno condiviso la mia passione. Che bello è stato. Poi devo dirti che l’ultima volta che siamo stati a Torino, in occasione della partita di inizio anno contro la Juve, io e Gianfranco eravamo nello stesso albergo in cui si trovava l’Inter in ritiro. Per me è stata una cosa meravigliosa, inaspettata, assolutamente emozionante. Questo ti dimostra quanto io ami l’Inter”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>C’è un giocatore dell’Inter che negli anni ti è rimasto particolarmente nel cuore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Quando si ha una passione così viscerale, è difficile discernere su chi è meglio di un altro. Per me chi veste quella maglia è importante a prescindere. Tuttavia, devo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andreas Brehme</b> per me è stato un mito, forse perché siamo amici con tutta la sua famiglia, grazie al fatto che sono la madrina del suo secondo figlio. C’è poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mancini</b> che reputo un grande allenatore, perché ha saputo dare all’Inter ciò che poi ha racconto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mourinho</b> nel famoso triplete. E non dimentico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milito</b> che mi è rimasto nel cuore e mi ha dato grandi emozioni <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>più d’ogni altro. Ma anche il capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zanetti,</b> che è stato una vera bandiera dell’Inter, è all’apice delle mie simpatie nerazzurre. Devo anche dire che con uno in particolare non ho goduto molta simpatia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ibrahimovic.</b> Non so bene qual è il motivo. Forse perché non ha saputo appiccicarsi addosso la maglia. Come vedi sono una tifosa passionale e forse anche un po’ romantica. Sì, perché io a queste cose ci credo ancora. Proprio come una vera tifosa sanguigna”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi dei nuovi acquisti, Podolski e Shaqiri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io sono una che ha bisogno di vedere i fatti. In questo momento posso dirti che Mancini sta lavorando bene e sta costruendo giorno dopo giorno un’Inter che ritengo presto sarà all’altezza della situazione. I due nuovi acquisti mi piacciono, bisognerà vedere come si inseriranno nell’assetto tattico di mister Mancini. Non credo che avranno delle difficoltà, anche perché è stato lo stesso allenatore che li ha fortemente voluti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi di ciò che ha fatto pubblicamente Osvaldo nei confronti di Icardi, durante la partita contro la Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non accetto certi comportamenti. Capisco la rabbia agonistica, ma in campo non è ammissibile litigare con un compagno. Semmai, queste cose si devono chiarire nello spogliatoio. E poi Osvaldo mi sembra che sia recidivo a queste situazioni. Il suo carattere è troppo impulsivo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che quest’anno l’Inter possa raggiungere l’obiettivo finale del terzo posto in classifica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono positiva per natura. Tuttavia, se devo essere obiettiva, mi sembra un’impresa difficile da raggiungere, in quanto in classifica c’è troppa differenza di punti con le prime della classe. Ma l’Inter è imprevedibile e negli anni ci ha abituato a sorprenderci. Dunque, …..mai dire mai!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che il calcio in Italia debba cambiare? E se sì, in che cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che in un periodo di crisi economica come quella che stiamo vivendo in questi anni, si dovrebbero rivedere certi stipendi esorbitanti dei calciatori. Mi piacerebbe vederli abbassare e magari equipararli. Non è solo un fatto morale, ma anche un’oggettiva analisi di ciò che vuol dire mettere ordine ai bilanci delle aziende calcio. E poi ritengo che si debba dare maggiore spazio ai giovani incrementando i settori giovanili, ma anche rafforzando la ragnatela di osservatori per scoprire nuovi talenti nel mondo. Così come fa l’Udinese e qualche altra squadra come il Palermo di Zamparini. E’ un modo importante per comprare a poco prezzo e scoprire il campioncino che ti crea la plusvalenza economica. Mi piace pensare alla bella storia di Messi, un campione che da ragazzino ha avuto molti problemi fisici, ma qualcuno, a ragione, ha creduto in lui. E ha fatto bene!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pagheresti per rivivere l’emozione del triplete conquistato da quella fantastica squadra di Mourinho</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Pagherei tutto, perché è stata un’emozione straordinaria. Quel giorno in cui si è disputata la finale a Madrid, io c’ero in quello stadio. E’ stato fantastico e commovente vedere alzare quella coppa al cielo, mentre lo sventolio delle bandiere nerazzurre era totale. Avrei voluto accanto a me papà per abbracciarlo, baciarlo e condividere con lui quella forte emozione. Oggi, te lo ripeto, pagherei davvero tutto per rivivere quel magico momento”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, Ombretta. Tu nella vita ti sei occupata di moda, di pubbliche relazioni e adesso sei pure inserita nel campo medico con finalità estetiche. Oggi sei felicemente sposata a Gianfranco Jannuzzo, con il quale hai fondato e amministri la “Girgenti Spettacoli”. Se dovessi tornare indietro nella vita, faresti tutto quello che hai fatto?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nella vita ho sempre fatto le cose che mi sono maggiormente piaciute. Mi ritengo fortunata in questo e non ho rimpianti, anzi rifarei esattamente tutto. Ho fatto la modella, mi sono occupata di moda, di pubbliche relazioni e di medicina estetica.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Adesso curo pure gli impegni degli spettacoli teatrali di mio marito Gianfranco. Ma c’è ancora un sogno che ho chiuso nel cassetto della mia passione calcistica: quello di poter diventare, un giorno magari non lontano, presidente dell’Inter. Chissà!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Auguri Ombretta. Nella vita i sogni spesso si avverano. E, se non si dovesse avverare di diventare presidente dell’Inter, resta sicuramente il bellissimo ricordo di averci creduto. Così come sei solita fare tu nella vita, con la passione che parte e arriva al cuore.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Milanofl0711fl0711ombretta_cantarelli2.jpgSiNombretta-cantarelli:-«ho-un-sogno-diventare-presidente-dell`inter»-1013031.htmSi100451001,02,030303908
391012955NewsCampionatiLuciano Moggi: «Sono 34 gli scudetti della Juventus. Del Piero? Troppo permaloso»20140914165650luciano moggi, del piero, juventusUn Moggi agguerrito si toglie i sassolini nella scarpa.Ci vediamo con&nbsp; Luciano Moggi a S. Lucia del Mela durante l’incontro organizzato dal locale Juve Club e gli chiediamo un’intervista in esclusiva per IlCalcio24.com. Acconsente subito con estrema&nbsp; cordialità e ci rimanda così&nbsp; a mangiare al ristorante, dove potremo parlare con calma.<br><br>La prima impressione che se ne ricava è quella che il tempo e le traversie giudiziarie non hanno scalfito minimamente la sua sicurezza, lo spirito di combattente nato, e il fisico che non mostra il peso degli anni.<br><br>Direttore – iniziamo l’intervista mentre distribuisce autografi e pazientemente si sottopone ai selfie- nel suo libro “Ve lo do io il pallone” (ed. Mondadori) il primo capitolo è dedicato all’episodio dell’atterramento di Ronaldo da parte di Juliano, in quella famosa partita&nbsp; Juve-Inter divenuta ormai l’emblema, per tutti gli anti-juventini, del potere che Lei esercitava sulla classe arbitrale. Ma si parla anche, sempre nel primo capitolo del suo libro, del contratto che Lei tiene gelosamente in cassaforte, sottoscritto da Moratti e da Lei e che non fu onorato per cause a tutt’oggi sconosciute. Questi due episodi sono all’origine di calciopoli,se è mai esistita, e del rancore di Moratti verso di Lei?<br><br>"La partita in questione- ci risponde- non si sarebbe mai dovuta giocare. Questa è l’unica verità accertata perché l’Inter in realtà doveva essere retrocessa quell’anno per il tesseramento irregolare di Recoba ed il regolamento della Federazione parla chiaro:” La società che&nbsp; deposita un contratto irregolare, ovvero con dati falsi quali la nazionalità, deve essere retrocessa”. Ebbene lo sa cosa mi confidò il signor Carraro,presidente della FIGC di allora?&nbsp; “ Non me la sento di&nbsp; retrocedere l’Inter dopo tutti&nbsp; i soldi spesi da Moratti”. Le pare una giustificazione accettabile questa? <br><br>Il contratto sottoscritto da me e da Moratti è vero, ma per capire perché non fu mai onorato ho invitato il signor Moratti a uscirlo dalla sua cassaforte e renderlo pubblico, così anch’io lo tirerei fuori e allora ne vedremmo delle belle. Moratti non l’ha mai fatto!&nbsp; Perché? Ve lo dico io: perché è un coniglio, un pavido! Lo scriva pure sul suo giornale, perché io non ho paura di essere querelato,anzi li invito a querelarmi, tutti quanti! Perché non lo fanno?" <br><br>Adesso si accende il solito sigaro,con cui si fa immortalare nelle foto e così ho il tempo di respirare, riordinare le idee e fargli un’altra domanda. <br><br>Direttore, gli chiedo, quanti scudetti ha effettivamente&nbsp; vinto la Juve 32 o 33 ,secondo Lei? <br><br>Mi risponde con una vampata di fumo di sigaro in viso per dirmi:” Eh no,caro Attilio,ti sbagli perché non sono né 32,né 33, ma 34 perché tutti quanti vi siete scordati lo scudetto della Roma,che vinse con il tesseramento irregolare del giapponese Nakatà, che segnò,proprio lui,un gol alla Juve e ne propiziò un altro con un terribile assist. In realtà anche in quel caso la Roma doveva essere retrocessa per il passaporto falso di Nakatà,ma il Commissario della FIGC era Petrucci,che era anche presidente del Coni e che era stato anche dirigente della Roma fino a qualche anno prima e poi era il 2000, l’anno del Giubileo, così fecero durare il Giubileo un anno in più!" <br><br>Ha&nbsp; quel sorriso un po’ sfottente che lo ha reso famoso in mezza Italia, rendendolo però&nbsp; inviso al resto dell’Italia calcistica. Sembra proprio un “boss”, lasciateci passare il termine in senso benevolo, naturalmente, e simpatico . <br><br>Senta- lo pressiamo- come mai&nbsp; Antonio Conte, da allenatore della nazionale di calcio, in una intervista ha affermato che per lui gli scudetti vinti dalla Juve e che Lui ricorda da giocatore e da allenatore bianconero sono otto e non nove,come dichiarava quando era il mister della Juve?<br><br>“A dire il vero Antonio Conte ha cercato di difendere se stesso e non la Juve in questo caso ed ha fatto riferimento soltanto a quelli, dove era presente da atleta o da allenatore. Ma per lui, se devo dire cosa penso, è normale farsi i fatti suoi! A buon intenditor, poche parole!”. <br><br>Ritornando al libro “ Ve lo do io il pallone” , proseguo con le domande, lei ha scritto che Del Piero non è stato e non sarà mai un giocatore simbolo della Juve come invece Totti lo è stato e lo sarà per la Roma. Cosa c’è che non va in Alessandro Del Piero?&nbsp; <br><br>Mi risponde molto sinteticamente, forse non mi dice tutta la verità:<br><br>“Del Piero è troppo permaloso, volubile, instabile, introverso. Ci vuole ben altro per fare l’uomo simbolo di una squadra come la Juve. Le sue spalle sono troppo leggere per reggere il carico di una storia così importante come quella bianconera.” <br><br>Proseguiamo con la nostra intervista e gli chiediamo cosa pensa della dichiarazione dell’ex portiere dell’Inter Toldo: “Dopo Calciopoli il calcio in Italia è cambiato.”<br><br>“Ha ragione Toldo, il calcio è cambiato, perché prima vincevamo le Champions League e la Coppa del Mondo e adesso invece ci buttano fuori dopo il girone di qualificazione. “&nbsp; Adesso s’incavola e ci dice:” Toldo si dovrebbe vergognare di ciò che ha detto, perché lui sa che prima di un Juve-Inter , il presidente della FIGC Carraro,che tifava Milan perché era stato presidente della squadra rossonera, telefonò a Bergamo,designatore degli arbitri, e gli disse.” Chi arbitra domenica Juve-Inter?”&nbsp; . Bergamo gli rispose :” Rodomonti”. “ Bene. Digli di non favorire la Juve” gli aggiunse Carraro, sottintendendo di favorire l’Inter e così anche il Milan che ci superava in classifica di un paio di punti. Bergamo telefonò due ore prima della partita a Rodomonti e gli disse testualmente: “Stai attento,come sei salito puoi scendere; lo sai che è più facile scendere che salire. Arbitra bene e non favorire la Juve e ,se riveli questa telefonata, ne pagherai le conseguenze!”. Un ricatto bello e buono. Noi pareggiammo 2-2 quella partita e il Milan aumentò il distacco,mentre Toldo fece un fallo in area di rigore e non fu espulso! Capito? Si dovrebbe vergognare Toldo di aver detto quelle&nbsp; parole!”.&nbsp; <br><br>“Direttore- incalziamo- c’è qualcosa che l’ha rammaricata nei comportamenti della società bianconera nei suoi confronti al di là delle vicende di Calciopoli?”. <br><br>Ci risponde con un velo di tristezza che s’intuisce dalla smorfia del suo viso, perché porta sempre gli occhiali scuri che impediscono di scrutare nei suoi occhi:” Quando sono andato a visitare lo Juve Museum, mi è presa la tristezza perché hanno cancellato la storia fantastica della Juve degli anni dal ’96 al 2006. Anche se ci sono gli scudetti,mancano le immagini più significative e i personaggi che portarono a termine&nbsp; quelle imprese gloriose di un decennio che non si potrà più cancellare nei cuori dei tanti tifosi juventini. Non è bello,vi assicuro, e vivo con la speranza che un giorno possano rimediare a questa vergognosa dimenticanza,chiamiamola&nbsp; così!”<br><br>Un’ultima domanda, Moggi, prima che finisca il suo sigaro: “Lei si è sempre dichiarato vittima,ma di chi e di che cosa?”<br><br>Stavolta posa il sigaro e diventa serio,come finora non si era mai mostrato.<br><br>“Tutto è iniziato con la morte dell’Avv. Agnelli perché si innescò una guerra senza esclusioni di colpi fra gli eredi. Qualcuno pensò che io,Giraudo e Bettega volessimo impadronirci della Juve. Proprio noi che non abbiamo mai preso una lira più di quello che ci spettasse e abbiamo fatto incassare lauti dividendi agli azionisti. Attraverso i giornali di famiglia, La gazzetta dello Sport e La Stampa, fummo attaccati duramente . Il presidente della Juve era l’avv. Grande Stevens, legale della famiglia Agnelli, il quale si presento al processo sportivo auto –accusando la società e chiedendo di essere retrocessi in serie B! Incredibile! Stento a crederci tuttora! La società rinunziò a difendersi e si autoaccusò! Questo comportamento ha avuto ripercussioni anche nei successivi procedimenti civili,danneggiandomi grandemente. Fummo denunciati per irregolarità nei bilanci per cifre molto inferiori a quelli dei bilanci di Milan e Inter: ebbene Grande Stevens chiese il patteggiamento,riconoscendo quindi anche in questo caso la colpa. Sai come finì? Il giudice respinse la richiesta di patteggiamento per chiara insussistenza del reato contestato. Pensa il processo durò due anni, mentre quelli del Milan e dell’Inter ancora si devono concludere. Hai capito adesso come sono andate le cose veramente? Pensa che se Grande Stevens fosse rimasto,alla Juve avremmo avuto mautro direttore sportivo e Vialli allenatore. Era già stato deciso. Chissà che allegria!&nbsp; Non&nbsp; aggiungo altro se non l’invito a tutti i tifosi juventini a continuare a tifare per la maglia,per Allegri ,che è un allenatore stile Juve e non vi deluderà,anche se non è vero che l’ho suggerito io ad Andrea Agnelli, ma soprattutto tifate per Andrea Agnelli che è un grande presidente, e anche se i cordoni della borsa li tiene Elkann, lui è figlio di quell’Umberto e sarà degno del padre”. <br><br>Finisce qui la nostra chiacchierata con Luciano Moggi, che resta pur sempre nel cuore di tutti gli juventini che non hanno mai dimenticato i suoi eroi :Zidane,Ibrahimovic,Nedved,Vialli,Buffon,Del Piero, con i quali ci fece salire sul tetto del mondo. Buona fortuna Direttore! <br><br>&nbsp; <br><br>Attilio Andriolo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1012936FL0711FL0711moggi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-luciano-moggi-gli-scudetti-trentaquattro-del-piero-permalosodella-juventus-1012955.htmSiT1000007100451001,02,03,06,070302816S
401012920NewsCampionatiCatania, adesso si ripArte sul serio. La dirigenza e i tifosi hanno lanciato il segnale20140808125004cataniaI rossazzurri partono con il favore dei pronostici E adesso si riparte sul serio. Nella giornata di ieri è stato stilato il calendario definitivo della nuova stagione di Serie B 2014/15. <BR><BR>Un campionato che si preannuncia veramente equilibrato, tante le squadre che si propongono in prima fascia per i tre posti che garantiscono il salto in Serie A. Tra queste il nuovo Bari di Mangia e Paparesta, il Bologna di mister Lopez, lo Spezia di Bjelica tecnico che la passata stagione ha disputato la Champions League con l'Austria Vienna e che a sorpresa ha deciso di intraprendere la sfida lanciata dal club ligure, non dimentichiamo neanche il Latina di mister Beretta che dopo la finale promozione dello scorso anno proverà a raggiungere direttamente la massima serie dai primi due posti, l'ambiziosa neo promossa Virtus Entella, il tenace Livorno, e le possibili sorprese Avellino, Trapani e Modena,&nbsp; ma tra queste non possiano non menzionare il Catania del presidente Pulvirenti e di mister Pellegrino. <BR><BR>Proprio i rossazzurri partono, facendo i dovuti scongiuri, con il favore dei pronostici soprattutto grazie al fantastico lavoro messo in atto sino ad ora dalla dirigenza siciliana. Come rilancia la stessa campagna abbonamenti si vuole ripartire immediatamente e ritornare nella massima serie, sfuggita la passata stagione a causa di un'annata non troppo fortunata ma che con l'arrivo di mister Pellegrino è stata chiusa sfiorando una clamorosa salvezza nel finale di stagione. Le conferme di giocatori importanti come Lodi, Peruzzi e Spolli condite dagli arrivi, tra gli altri, di calciatori del calibro di Calaiò e&nbsp;Rosina, compresa la riconferma di Rinaudo,&nbsp;non faranno pesare certamente le partenze di Barrientos, Bergessio e Izco, salutati anche per decisioni personali. <BR><BR>Il Catania ripartirà il 30 agosto ospitando il Lanciano, partita che non si preannuncia facile, ma una squadra come quella rossazzurra saprà certamente regalare un'intensa stagione ai propri tifosi, il segnale è già forte, visto anche il largo consenso che la nuova campagna abbonamenti sta riscuotendo tra i suoi tanti sostenitori.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>C1012317adm001adm001catania.jpgSiNcatania-adesso-si-riparte-sul-serio-la-dirigenza-e-i-tifosi-hanno-lanciato-il-segnale-1012920.htmSi100075501,02,03,090301215
411012918NewsEditorialeIbrahimovic vuol tornare alla Juve? Mah!20140807171719Il campione svedese sognerebbe di ritornare alla Juve. Un recondito pensiero svelato dal tecnico Hansson <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Storie di calciatori e di tradimenti, di legittime ambizioni e di imperdonabili mancate promesse di amore eterno. La notizia che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zlatan Ibrahimovic</b> sarebbe disposto a ritornare nel campionato 2015 alla Juve, ha fatto scalpore tra i tifosi che lo chiamavano “traditore” per aver lasciato la Juve quando è stata retrocessa in Serie B, per andare proprio all’Inter. Ora i tifosi bianconeri pur non avendo dimenticato, sarebbero disposti all’unisono ad accoglierlo a braccia aperte e con grande rinnovato entusiasmo. Com’è strano questo mondo del pallone che ti proclama mito dal tallone d’Achille, che suscita emozioni senza fine e al contempo è capace di conoscere odio e antipatia. Sentimenti contrastanti che si attorcigliano, che s’intersecano tra di loro e che ti fanno pensare che nel calcio, tutto è il contrario di tutto. Intendiamoci, al momento la notizia data dall’allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stefan Hansson </b>(ex tecnico di Ibrahimovic) di questo segreto sogno dell’attaccante svedese è assolutamente remota, tuttavia, ci fa pensare come basti poco ad accendere l’entusiasmo dei tifosi. Un rapporto di odio – amore, che si manifesta sottile come un filo talmente esile da spezzarsi al primo soffio di vento, per poi ricomporsi con la stessa facilità di una magia. A quanto pare Ibrahimovic non ne fa una questione di soldi, ma vuole scegliere in base ai suoi gusti. Una cosa davvero strana per un soggetto che lungo l’arco della sua carriera ha dimostrato di essere mercenario e di andare là dove c’era maggiore convenienza economica. Altro che sentimenti e attaccamento alla maglia, alla società e ai tifosi; questi sono discorsi anacronistici che il pallone non dà più modo di scrivere neanche più attraverso i fumetti. Ibra è l’emblema del calcio moderno che conosce in maniera spietata soltanto il dio denaro e che si nasconde ancora tra “sentimenti” che oggi si chiamano minus e plus valenze, attribuibili soltanto ai bilanci delle aziende calcio. Il resto è frutto dell’immaginazione che appartiene di diritto ai tifosi, al loro cuore, ai loro sogni, al loro creare il mito che lotta in campo per far vincere la propria squadra del cuore, alla loro irrazionalità che ha la prevalenza sulla logica di un pallone che ha la faccia di Euro, di Sterline o di Dollari. Adesso si accenna a un ritorno al cuore, ai sentimenti, non da parte dei tifosi ma di un campione che preferirebbe la Juventus come squadra ideale in cui a suo tempo si è trovato bene. Una sorta di rievocazione di un ottimo ricordo personale che, se fosse vero, farebbe davvero pensare a un qualcosa d’incredibile. Per carità, non lasciamoci assalire dall’incredulità attraverso pensieri diffidenti e maligni, tuttavia, sapendo ciò che oggi è il mondo del calcio, ci sembrerebbe davvero incredibile riscrivere una storia che sa più da libro cuore, piuttosto che di affari economici appartenenti alla ricchezza del pallone. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Parigifl0711fl0711877717-14768359-640-360.jpgSiNibrahimovic-vuol-tornare-alla-juve-mah-1012918.htmSi100451001,02,03030367
421012898NewsCalcio EsteroAuguri a Di Stefano, stella del secolo scorso che illuminò Madrid20140704105028Di Stefano, Real MadridOggi é il compleanno di Di Stefano, ex stella del Real Madrid...e dei due mondiImmaginatevi una partita lunga quasi quanto 500 incontri tutti insieme, dove un singolo attaccante realizza più di 700 gol da solo. E quell'uomo non é certo un giocatore qualunque, ma uno dei nomi più importanti che siano stati scritti sugli almanacchi di calcio dal '900 a oggi. Ossia un certo Alfredo Di Stefano, la leggenda del Real Madrid.<div><br></div><div>Alfredo Stefano Di Stefano Lauché nacque a Buenos Aires esattamente 88 anni fa, il 4 luglio del 1926. Figlio di un italo-argentino e di un'argentina di origini franco-portoghesi, la futura stella dei blancos iniziò a giocare nel settore giovanile del River Plate a 15 anni e dopo qualche tempo giunse in prima squadra, giocando 6 partite della futura Coppa Libertadores e segnato 4 gol.&nbsp;</div><div><br></div><div>Dopo una parentesi in Colombia con i Milioneros, finalmente la "Saetta Rubia" (come era soprannonimato) nel 1953 approdò in Spagna al Real Madrid. Ci arrivò da argentino e con una Coppa America in bacheca, vinta nell'edizione del '47 in Ecuador. Ma tre anni dopo il suo sbarco nel Vecchio Continente, Di Stefano prese la cittadinanza spagnola e vestì da lì in poi soltanto la maglia della Roca.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nella capitale iberica, l'attaccante delle merengues diventò una vera leggenda vivente, giocando 11 campionati e vincendo una quantità incredibile di trofei, a livello di club e persoali. Su tutti vanno ricordate 5 Coppe Campioni consecutive, peraltro le prime in assoluto, e due Palloni d'Oro. Lasciò il Real nel 1964, dopo la finale di Coppa Campioni persa contro l'Inter a Vienna (primo trionfo per i nerrazzurri nella competizione).&nbsp;</div><div><br></div><div>Gli scarpini li appese al chiodo soltanto nel '66, però, dopo l'avventura con l'Espanyol. Nella Lingua, con la maglia dei madrileni, collezionò 372 presenze e andò in gol 322 volte, diventando inoltre il giocatore che più di tutti ha segnato al Barcellona (18 reti).&nbsp;</div><div><br></div><div>Ma dopo il grande passato da giocatore, De Stefano non disse addio completamente al calcio e scelse di allenare. Debuttò con l'Elche in Spagna poco dopo il ritiro dal campo e nel 1969/70 fu il mister del Bocca Juniors. Tornò anche nel "suo" River Plate nella stagione 81/82 ma quella dopo fu chiamato dal Real Madrid. Vi rimase per due anni, tornandoci nel 1990/91, anno del suo ritiro come allenatore.</div><div><br></div><div>Giocatore icona per tantissime altre stelle a lui contemporanee e future, Di Stefano é da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi. Sicuramente rientra nell'elenco dei grandi protagonisti di questo sport, come testimonia il 22º posto che l'AFS (Association Football Statistians') gli ha riservato in questa graduatoria. Pesa sicuramente il fatto che non giocò mai un Mondiale, poiché nel 1950 l'Argentina scelse di non partecipare, nel 1954 la Spagna non si qualificò e nell'edizione del '60 un infortunio lo costrinse a rimanere a casa. Da li in poi lasciò la nazionale.</div><div><br></div><div>E oggi, quando stampa e tifosi rimangono interdetti se una stella come Ibrahimovic o Riberynon non partecipano alla Coppa del Mondo, fa effetto sapere che uno dei più grandi calciatori del secolo scorso non vi hai mai preso parte. Ma la vita va comunque avanti, e allora non resta che dire "buon compleanno Saetta Rubia"!</div>uttd01uttd01alfredo-di-stefano_20180.jpgSiNdi-stefano-compleanno-1012898.htmSi101268101,02,03030472
431012805NewsCalciomercatoPsg, Al Khelaifi: «Non ci serve Pogba»20140403191230psgRispettoIntervistato in esclusiva da Rmc Sport, il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al Khelaifi, ha spento anche i rumors su Messi, Ronaldo e Pogba: "Non abbiamo bisogno di nuovi giocatori. In difesa abbiamo il meglio con Thiago Silva, così come a centrocampo con Thiago Motta, Matuidi e Verratti e in attacco con Cavani, Ibra, Lavezzi e Lucas. Rispetto molto Messi e Ronaldo, ma la nostra star è Ibra, insieme a Cavani. Il Matador è molto importante per noi, un grande professionista, molto generoso in campo, dà tutto e questo mi piace molto".C1012317adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNpsg-al-khelaifi-non-ci-serve-pogba-1012805.htmSiT1000007100075701,02,030301317
441012798NewsCampionatiCagliari, fuga dall’inferno20140326204500Cagliari HellasT <DIV>Turno infrasettimanale di campionato. La squadra di Diego Lòpez sarà impegnata nella dura sfida casalinga contro l' Hellas Verona di Mandorlini che vorrà riscattare la bruttissima prova di domenica scorsa, a Genova , contro la Sampdoria. Il Cagliari si trova nella zona calda della classifica a quota 29 punti , tre punti sopra il Bologna quintultimo e cinque punti sopra rispetto al Chievo quartultimo , impegnati in un vero e proprio scontro salvezza al Bentegodi. Il Cagliari , orfano del suo capitano Daniele Conti ( che dovrà affrontare ancora due giornate di squalifica per il rosso rimediato contro la Lazio )e con il probabile rientro del giovane Murru e di Francesco Pisano , dovrà cercare di fermare l' attacco veronese. Astori e Rossettini guideranno la parte centrale della difesa. A centrocampo , Lòpez schiererà il sorprendente Matias Vecino , Andrea Cossu e Albin Ekdal. L' attacco sarà guidato dal macedone Ibraimi , da Sau e dalla pantera Ibarbo. I pali verranno protetti da Vlada Avramov.</DIV> <DIV>La squadra di Mandorlini arriva alla gara contro il Cagliari da tre sconfitte consecutive e sembra che non riesca più a vincere dopo aver raggiunto la quota di 40 punti. Rafael proteggerà i pali dei veronesi. In difesa , Mandorlini schiererà l' argentino Pillud , il greco Moras , il veterano Maietta e l' ex bandiera rossoblu Alessandro Agostini. A centrocampo , Cirigliano cercherà di orchestrare il gioco insieme a Romulo e Halfredsson. In attacco , l' Hellas conterà sull' esperienza di Luca Toni , sulla velocità dell' argentino Iturbe &nbsp;e sulla classe dell' ex romanista Marquinho.</DIV> <DIV>Il presidente Cellino assisterà alla gara nonostante le contestazioni da parte dei tifosi per il suo menefreghismo nei confronti della squadra isolana. Sarà una sfida calda anche tra le tifoserie , rivali da molti anni. Circa trecento tifosi scaligeri seguiranno la squadra in trasferta. Arbitrerà la gara il signor Riccardo Pinzani di Empoli. Il calcio d' inizio è previsto per le 20.45 allo stadio Sant' Elia di Cagliari.</DIV>Cagliari Stadio Sant'EliaEK1145EK1145ibarbo.jpgSiNcagliari hellas-1012798.htmSi101277801,02,03010594
451012797NewsCampionatiA Roma, il Torino perde immeritatamente20140326185257Il Torino sfiora lo sgambetto alla Roma<font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’eterna opinabilità del calcio che spesso fa vedere realtà diverse da angolazioni opposte, non riesce mai a farci capire qual è l’oggettività sulla valutazione di un match. Essere obiettivi e super partes nel descrivere l’andamento della partita, diventa sempre più difficile. Così, se poniamo in analisi l’incontro di calcio di Roma tra i giallorossi di Garcia e il Torino di Ventura, ci accorgiamo quanto sia difficile essere equilibrati sul giudizio del gioco visto in campo nell’arco di tutti i 94 minuti della partita. A sentire Garcia nelle sue dichiarazioni post gara, sembrerebbe che il Torino abbia condotto una partita d’attesa per poi colpire in contropiede. A noi è parso, invece, che il Toro abbia condotto una gara volitiva sotto l’aspetto propositivo del gioco, chiudendo bene gli spazi a centrocampo e imponendo ottime ripartenze. successive alla fase di un contenimento dettato a tratti più dallo svolgere del gioco stesso, piuttosto che dalla scelta tattica voluta fin dalla partenza dai granata. Il gioco del Torino, nonostante in alcune fasi della gara si presentasse con un 5-3-2 piuttosto che con il 3-5-2 di partenza, è stato armonico in maniera tale da far soffrire la Roma fino all’ultimo per avere la meglio. Chi ha visto la partita ha potuto notare quanto il Torino sia apparso meglio messo in campo al cospetto di una Roma che pur riconoscendogli una oggettiva superiorità tecnica, non ha saputo chiudere facilmente la partita a causa di troppi errori a centrocampo. Il Toro, invece, intelligentemente ha saputo contrastare i giallorossi proprio in quella nella zona nevralgica del campo, con Vives sugli scudi e con El Kaddouri e Kurtic coadiuvati in più occasioni a turno da Darmian e Vesovic, allungandosi a elastico in fase di attacco e di interdizione, con un buon movimento nel non possesso palla. Più di una volta abbiamo visto l’efficienza e l’intraprendenza di Glik, Maksimovic e Moretti che non hanno disdegnato di aiutare Cerci e Immobile in fase d’attacco. Non ci pare d’avvero che il Torino si sia presentato a Roma con l’intento di non perdere e di fare le barricate, tutt’altro! Il fatto che la Roma abbia sofferto fino al 91esimo per avere ragione di un bel Toro, la dice lunga su quanto i granata abbiano reso la vita dura ai giallorossi di Garcia che, dopo aver segnato il secondo gol con Florenzi, hanno dato l’impressione di essersi liberati da un incubo. Tutto questo va certamente a vantaggio di un Torino che, a nostro avviso, se avesse vinto questa partita non avrebbe certamente demeritato. Se poi l’avesse pareggiata (come forse sarebbe stato più giusto) non avrebbe sicuramente rubato nulla, anzi avrebbe magari recriminato su più d’una occasione fallita e non aver vinto. Un po’ in ombra c’è parso Cerci, sicuramente non nel suo periodo migliore. In compenso, Immobile ha segnato un gol da cineteca e si mangiato (come spesso gli accade) alcune palle gol che avrebbero consentito al Toro di andare in vantaggio. La Roma ha avuto il merito di crederci fino alla fine, ma la squadra di Garcia sembra risentire il peso del dover vincere sempre a tutti i costi per poter ancora sperare di acciuffare la Juve (impresa che appare ormai ardua) e consolidare il secondo posto in classifica a discapito del Napoli. Per quanto riguarda il Toro, come dicevamo, ci sono ottime indicazioni di gioco ma, purtroppo, non di risultato. I dieci punti mancanti dalla classifica, dovuti a chiari errori arbitrali, avrebbero messo i granata ad aspirare all’Europa. Ma questo è l’ennesimo discorso penalizzante per il Torino che, purtroppo, continua a non avere peso politico nell’ambito dello sport. E’ giusto che il presidente Cairo si faccia sentire, tutelando l’immagine del Toro e adeguandosi ad un sistema in cui bisogna fare presente apertamente le troppe ingiustizie che penalizzano in maniera totale. E pensare che anche Garcia si lamenta delle sviste arbitrali che, a suo dire, durante questo campionato avrebbero penalizzato la sua Roma. Ognuno difende le proprie ragioni. Perché il Toro no?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711barreto-6.jpgSiNa-roma-il-torino-perde-immeritatamente-1012797.htmSi100451001,02,03030641
461012786NewsCampionatiMilan, il caos della dirigenza si riflette anche in campo20140321183333Da Allegri a Seedorf, il Milan sprofonda per le scelte tecniche sbagliate da parte della dirigenza<font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Una storia nata male che si trascina faticosamente e mette in cattiva luce l’immagine degli allenatori chiamati a sedere sulla panchina del Milan. Che il problema della società rossonera non fosse racchiuso soltanto nell’allenatore di turno è storia saputa. Che ci fossero invece delle perplessità di coabitazione tra vecchia dirigenza (Galliani) e nuova progettualità manageriale (Barbara Berlusconi) è altrettanto risaputo. Ma il problema affonda radici ben più lontane nel tempo, e cioè a una programmazione tecnica sbagliata che si riflette soprattutto nella scelta di giocatori che mal si sono inseriti nell’ambito della sostituzione di campioni quali, Seedorf (calciatore) Gattuso, Pato, Inzaghi, Ibrahimovic, Nesta, Zambrotta, Pirlo, Ambrosini, Boateng, Thiago Silva, Cassano, Van Bommel. Un po’ per rinnovare un ciclo storico che appariva ormai in declino e un po’ per rimpinguare sostanzialmente le casse della società (vedi le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva), si è andati incontro a scelte programmatiche sbagliate, evidenziate da un sempre maggiore distacco dalla società rossonera del presidente Berlusconi per problemi politici, e da una lievitata crescita decisionale di Galliani che si è trovato a fare il presidente, l’amministratore delegato, il direttore sportivo (Braida era ormai demotivato perché percepiva il suo allontanamento) e, talora, anche l’allenatore. Certo, Galliani prima di decidere ogni eventuale acquisto telefonava sempre a Berlusconi, tuttavia, non era come quando seduti a un tavolo di lavoro si prendevano le decisioni del caso, ciascuno con la propria responsabilità nell’ambito della società. Oggi è tutto cambiato, Galliani deve convivere suo malgrado con Barbara Berlusconi e, pur occupando la responsabilità della parte tecnica con Lady B manager della gestione commerciale, c’è fra i due una evidente antipatia generazionale. Intanto, la curva rossonera si schiera con la figlia di Berlusconi e contesta apertamente l’amministratore delegato del Milan. A Seedorf, che continua a raggranellare sconfitte allucinanti, dopo sette partite è già in discussione. Accolto come il salvatore della patria, adesso si parla già di avvicendamento. E, pur rimarcando il fatto che l’attuale allenatore del Milan non ha alcuna esperienza di coach per avere dismesso le scarpe da calcio e venire in fretta e furia a Milano, bisogna dire che a onor del vero è la squadra che è mal assortita sotto l’aspetto tattico e tecnico. Sparito El Shaarawy per lungo infortunio, in attacco restano Balotelli (eterni i suoi problemi di anarchia tattica e ambientamento allo spogliatoio), Honda (inefficace) Pazzini (rientrato da poco, da un lungo infortunio e in difficoltà nello schema tattico voluto da Seedorf), Kakà diligente e volenteroso come sempre nell'andare a pressare l’avversario.&nbsp;Poi il mediocre Robinho, un calciatore che è tutto&nbsp;il contrario di tutto, capace di fare le cose più difficili e sbagliare clamorosamente quelle più semplici. Poi, tra difesa e centrocampo c’è un Christian Abbiati in evidente difficoltà di rendimento grazie anche a una difesa inguardabile, dove i soli Abate e De Sciglio si possono salvare al cospetto di Costant, Mexes, Bonera, Rami, Silvestre, Vergara, Zaccardo, Zapata, (ma dov’è il leader?&nbsp;dov'è il Thiago Silva della situazione? oppure, andando ancora a ritroso, dove sono i Maldini e i Baresi capaci di fare la differenza?). Resta poi un centrocampo composto da Birsa, Essien, De Jong, Emanuelson, Montolivo, Muntary, Taarabat, Saponara e Poli che si alternano in base al volere di mister Seedorf e dove&nbsp;Poli e Montolivo sembrano i soli efficaci nell’interdire e nelle ripartenze. Poca cosa davvero, questo non può essere il Milan che conosciamo. Con questa squadra e in una simile confusione societaria non si va davvero da nessuna parte. A nostro parere il Milan deve rinascere dalla dirigenza e poi dalla squadra.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br>Milanofl0711fl0711galliani.jpgSiNmilan-il-caos-della-dirigenza-si-riflette-anche-in-campo-1012786.htmSi100451001,02,03030383
471012733NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic incredibile20140224194018psgA questoLa domanda circola insistentemente sui quotidiani francesi: Zlatan Ibrahimovic è il migliore al mondo? A questo quesito hanno provato a rispondere i suoi compagni di squadra, che tramite L'Equipe hanno così commentato: "Ibra è in procinto di segnare la storia del calcio", ha detto il centrocampista Blaise Matuidi. "Ha la tecnica e la fiducia giuste per fare cose magiche", gli fa eco Maxwell. Forte anche la presa di posizione di Marco Verratti: "Siamo fortunati ad averlo, è un giocatore con una volontà straordinaria, fa davvero la differenza".<BR>C1012317adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-incredibile-1012733.htmSi100075701,02,03030320
481012711NewsCalcio EsteroLiga, 25a giornata: il Barcellona rischia a San Sebastian20140222100557Liga spagnola, Barcellona, Real Madrid, Atlético MadridDifficile trasferta per il Barcellona, il Real sogna la vettaPareggio tra Valladolid e Levante nell'anticipo della 25a giornata di Liga spagnola. Incontro per nulla entusiasmante ma, comunque, giocato con grande intensità. Per i valenciani è la settima partita consecutiva senza sconfitte, mentre per il Valladolid è un occasione persa per allontanarsi dalla zona retrocessione. Dopo il vantaggio levantino con Casadesus, ci pensa il solito Javi Guerra a riequilibrare il conto.<br>Il sabato di Liga ci offrirà due delle tre capolista in campo. Alle 16 toccherà al Real Madrid scendere sul prato del Santiago Bernabeu per affrontare il "piccolo" Elche senza, però, due uomini importanti come Cristiano Ronaldo e Modric. Non tutti i mali vengono per nuocere dato che i due fuoriclasse potranno riposare in vista dell'impegno in Champions League contro lo Schalke 04. Ci sarà ancora spazio, dunque, per Jese Rodríguez, diventato beniamino dei tifosi in virtù delle ultime eccellenti prestazioni.<br>L'Elche di Francisco Segura dal canto suo è imbattuto da tre giornate ed è risalito fino alla quattordicesima posizione, ma il discorso salvezza non è ancora chiuso dato che le rivali non sono lontanissime.<br>Alle 18, in Galizia e più esattamente al "Balaidos" si affronteranno Celta e Getafe, due squadre con stati d'animo completamente diversi.<br>Il Celta Vigo è imbattuto da quattro turni ed è reduce dalla splendida vittoria in trasferta contro il Villareal. Dall'altra parte, il Getafe non vince&nbsp;addirittura da nove turni e dai quali ha ottenuto solo due miseri punti. La terza squadra di Madrid, comunque, conserva ancora quattro punti di vantaggio dalla zona retrocessione e la panchina di Luis García Plaza traballa e non poco.<br>Alle 20 toccherà al Barcellona e dovrà vedersela all'"Anoeta" contro l'ostica Real Sociedad. Messi &amp; co. non hanno un buon ricordo dello stadio di San Sebastian visto che non ci vincono dal 2010; da allora due sconfitte ed un pareggio. Insomma, tutto da perdere per i catalani che, commettendo un passo falso, perderebbero la vetta della classifica. <br>I baschi sono reduci dal successo di misura conquistato a Malaga per 1-0, che ha permesso alla squadra allenata da Jagoba Arrasate di alimentare le speranze di conquistare un posto per l'Europa, magari quella che conta di più, ovvero la Champions League.<br>Infine, alle 22, chiuderà il sabato di Liga un, anche se meno importante ma comunque avvincente, Almeria-Malaga, rispettivamente 16a e 17a in classifica. Entrambe, dunque, con l'acqua alla gola, alla disperata ricerca di punti che allontanino dalla zona retrocessione. Ed ecco che il derby andaluso di stasera assume connotazioni calcisticamente drammatiche. L'Almeria è reduce dalla sconfitta sul campo del Levante ma negli ultimi mesi ha imparato a sfruttare più il fattore campo, tanto da arrivare a sconfiggere persino il molto più quotato Atletico Madrid. Dall'altra parte il Malaga del tedesco Schuster appare completamente allo sbando e&nbsp;con un vantaggio sulla terzultima ormai ridotto a soli tre punti.<br><br>LIGA – Programma e&nbsp;Risultati 25/a Giornata<br><br>Ieri<br><br>Valladolid-Levante 1-1&nbsp; 25'Casadesus(L) - 52'Guerra(V)<br><br>Sabato<br><br>Real Madrid-Elche<br>Celta Vigo-Getafe<br>Real Sociedad-Barcellona<br>Almeria-Malaga<br><br>Domenica<br><br>Rayo Vallecano-Siviglia<br>Real Betis-Athletic Bilbao<br>Valencia-Granada<br>Osasuna-Atletico Madrid<br><br>Lunedì<br><br>Espanyol-Villarreal<br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-25-barcellona-rischia-contro-la-real-sociedad-1012711.htmSi100427901,02,03030424
491012709NewsEditorialeCento anni e non sentirli: storia di una capovolta in aria.20140221103110rovesciata, Carlo Parola, Rooney, IbrahimovicTra le tante tecniche calcistiche, ce n`è una che infiamma i cuori dei tifosi più di tutte. La rovesciata, fenomeno da 100 anni.Ha da poco compiuto cento anni, ma tutti la amano senza se e senza ma. Perché se il calcio è la tua passione, lei sicuramente è nel tuo cuore. No, non stiamo parlando della <i>velina</i> amante del calciatore o di qualche tifosa amante dello spogliarello, ma di Lei, l'unica, l'inimitabile. La <b>rovesciata</b>.<div><br></div><div>Se la cerchi su <b>Google</b>, ti escono la bellezza di un milione e trecentottanta mila risultati, di cui quattrocentoventicinque mila sono video. Le più spettacolari, le più incredibili e quelle che mai avevi visto prima d'ora: la rovesciata è così, ti sorprende sempre ogni volta che la vedi.&nbsp;</div><div>Che sia <b>Roone</b>y nel derby tra Manchester United e City, o quel "matto" di <b>Ibrahimovic</b> che tenta &nbsp;(e ci riesce) l'impresa da fuori area, il mitico gesto rimane indelebile negli occhi di chi la guarda, come un dipinto settecentesco meraviglios. Anzi, meglio.</div><div><br></div><div>Spesso si dice che il calcio è un'arte, a volte si esagera in effetti, ma quando l'attaccante vede la palla arrivargli al volo e all'improvviso si butta all'indietro, sfidando le leggi della fisica, e tira...beh, se quella non è magia non so cosa sia.&nbsp;</div><div><br></div><div>In tanti rivendicano la paternalità del gesto. In Italia, sicuramente, è legato a <b>Carlo Parola</b>, centrocampista della <b>Juventus</b> che finì immortalato sugli album Panini e ancora oggi è celebre nei cuori di tutti gli appassionati, grandi e <i>piccini.&nbsp;</i>In Cile, invece, sono tutti d'accordo che il capostipite è stato <b>Ramon Unzaga</b>, mentre i brasiliani difendono a spada tratta <b>Leonidas da Siva</b>.</div><div><br></div><div>Storie di sport, che hanno tutti un unico nome. Passione. E quella vive più di cento anni.</div><div><br><div><br></div><div><br></div></div>uttd01uttd01rovesciata.jpgSiNrovesciata-mondo-sport-1012709.htmSi101268101,02,03030134
501012689NewsCalcio EsteroLiga, 24a giornata: Atletico a caccia del riscatto20140215101949Liga spagnola, Barcellona, Real Madrid, Atletico MadridIn campo Atletico Madrid e BarcellonaFinsice 0-0 l'anticipo della 24a giornata tra Elche e Osasuna dopo un incontro molto equilibrato e numerose occasioni da rete per entrambe le squadre. La più ghiotta quella&nbsp;sui piedi di Coronminas, "Coro", che spreca malamente un calcio di rigore nel secondo tempo. Elche ed Osasuna rimangono appaiate a 26 punti a +5, chiaramente con una partita in più, sulla zona retrocessione.<br>Quattro gli incontri del sabato di Liga nella più tradizionale, ormai, agenda "liguera". <br>Alle 16 toccherà subito all'Atletico Madrid, il "terzo incomodo" di una delle stagioni più esaltanti e incerte del calcio iberico. Eliminato, come noto, dal Real Madrid nella semifinale di Coppa del Re e reduce da tre sconfitte consecutive, una in campionato e due, appunto, in coppa del Re, Diego Simeone dovrà fare&nbsp; a meno di uomini come Javi Manquillo, Filipe Luis, José Giménez e Tiago, tutti acciaccati, e con Cortois in dubbio tra i pali. <br>Nonostante tutto, però, l’Atletico è in piena corsa per il titolo e mercoledì affronterà il Milan in Champions league; l’attacco è il meno prolifico tra le tre formazioni di testa, 56 i gol realizzati dai <br>colchoneros, mentre 63 per il Barcellona e 65 per il Real, di contro Simeone ha la migliore difesa del campeonato con sole 16 reti incassate. <br>Il Valladolid, invece, è a -3 dal Granada quart’ultimo, con appena 4 vittorie ottenute in campionato corredate da 9 pareggi e 10 sconfitte e con la terza peggior difesa del torneo (39 gol subiti) a testimoniare la fragilità della formazione allenata da Ignacio Martinez.<br>Alle 18, al Ciutat de Valencia, si affronteranno Levante e Almeria. Gli ospiti sono reduci dall'inatteso successo contro l'Atletico e viaggiano sulle ali&nbsp; dell'entusiasmo mentre la squadra di casa non perde da 5 incontri e mantiene un tranquillo distacco dalla zona rossa lontana 8 punti. Gli uomini di mister Caparròs, nonostante le accuse di praticare un anti-calcio, tutto difesa e contropiede, hanno dimostrato che, con pochi soldi, giocatori pressoché sconosciuti, organizzazione di gioco e olio di gomito, si possono raggiungere grandi risultati. Non solo la salvezza, dunque, ma la speranza di lottare per un posto in&nbsp;Europa, grazie anche allo stato di grazia in cui si trova, Keylor Navas, senza ombra di dubbio il portiere rivelazione dell'intera serie A spagnola.&nbsp; Numerose, comunque, le assenze. Dal lato bianco-rosso non ci saranno Rodri per una slogatura e Fernando Soriano per squalifica, dall'altro lato, quello del Levante, Karabelas per un infortunio al bicipite femorale e Vyntra e Ivanschitz per squalifica.<br>Alle 20 toccherà al Barcellona che, dopo il passaggio del turno in Coppa del Re , deve vincere anche per affrontare con più tranquillità la trasferta di Manchester di martedì prossimo. Il Rayo Vallecano è composto da un gruppo di ragazzi giovani che ama giocare a viso aperto e ciò potrebbe agevolare il Barcellona che, recentemente, ha sofferto molto contro&nbsp; squadre più difensiviste come per esempio il Levante. Il Rayo Vallecano, comunque, è penultimo in classifica ma reduce dall' importante successo casalingo contro il Malaga per 4-1. <br>Infine, alle 22, inizierà la sfida tra Villarreal e Celta Vigo. Due formazioni con obiettivi totalmente diversi. Il sottomarino giallo è quinto in solitaria a -4 dall’Athletic Bilbao, mentre&nbsp;il Celta Vigo è reduce dal ko contro l’Athletic Bilbao ed è undicesimo in classifica con 26 punti con 5 punti di vantaggio da gestire sulla terz’ultima posizione. <br><br>LIGA – Risultati 24/a Giornata<br><br>IERI<br><br>Elche-Osasuna 0-0<br><br>OGGI<br><br>Atletico Madrid-Valladolid<br>Levante-Almeria<br>Barcellona-Rayo Vallecano<br>Villarreal-Celta Vigo<br><br>DOMANI<br><br>Granada-Real Betis<br>Getafe-Real Madrid<br>Athletic Bilbao-Espanyol<br>Siviglia-Valencia<br><br>LUNEDI'<br><br>Malaga-Real Sociedad<br><br>SpagnaFL0411FL0411simeone.jpgSiNliga-giornata-24-atletico-a-caccia-del-riscatto-1012689.htmSi100427901,02,03030479
511012656NewsCampionatiTorino, un dolcissimo profumo d`Europa20140202151220torinoMilan 1 Torino 1. Un pareggio sostanzialmente giusto che è stato caratterizzato da un primo tempo vibrante da parte del Toro e una ripresa in cui il Milan ha spinto con maggiore convinzione e assiduità per riequilibrare le sorti della partita. Ma il Toro sogna l’Europa ed è ben desto. I granata vanno in vantaggio al 17’ del primo tempo con Immobile, mentre i rossoneri pareggiano al 4’ della ripresa con Rami con un destro da fuori area. Per Seedorf è il primo pareggio dopo due vittorie, mentre la squadra di Ventura continua il suo magico momento fatto di grande qualità di gruppo. Il Toro, adesso, è davvero una bella realtà. Vince e convince, dimostra freschezza atletica, autostima, ottimo movimento senza palla, ordine tattico in difesa e a centrocampo, grandi capacità nelle ripartenze; insomma un Toro bello da vedersi, capace di esprimere bene il football spettacolo fatto di passaggi precisi e giocate razionali. In casa granata si respira un’aria nuova fatta di fiducia nei propri mezzi e consapevolezza nel dover ancora lavorare con umiltà per migliorarsi. Sembrano davvero lontani i tempi in cui il Toro esprimeva un gioco noioso e farraginoso, impaurito e sparagnino nell’accontentarsi di non perdere. Adesso la squadra di Ventura è una bella realtà che ambisce giustamente all’Europa. Appare solida in ogni reparto e omogenea nelle due fasi di difesa e attacco. Cerci e Immobile si compensano bene nel gioco d’attacco e nelle ripartenze, ma è tutta la squadra nel suo insieme che è cresciuta in modo esponenziale, dove persino il portiere Padelli ha saputo con il suo ottimo rendimento a ribaltare ogni scettico giudizio nei suoi confronti. C’è da migliorare la tenuta atletica, perché il Toro visto a San Siro ci è sembrato calare vistosamente nel secondo tempo, e non sappiamo se per merito del Milan che è cresciuto o per demerito del Toro. Peccato per quella occasione nel primo tempo sciupata malamente da Farnerud su pennellata di Cerci. Sarebbe stato il 2 a 0 per il Toro e non sappiamo come poi sarebbe andata a finire. La squadra di Seedorf, invece, ha dimostrato gravi lacune in difesa, dove si è fatta trovare spesso impreparata sulle ripartenze di un Torino davvero difficile da domare. Il nuovo corso dell’allenatore olandese non appare semplice, ma ci sono buoni presupposti per far bene. Per quanto riguarda il Toro, c’è da augurarsi che continui su questa strada intrapresa con successo, pensando di scalare la classifica partita dopo partita. Un ultimo appello al presidente Cairo di non vendere Cerci, (se non per una proposta indecente), per ripartire il prossimo campionato proprio da lui, Immobile, Maksimovic, Glik, Darmiam e perché no, anche da Padelli.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-un-dolcissimo-profumo-d-europa-1012656.htmSi100451001,02,03,07030408
521012639NewsCampionatiTassotti, l`eterno secondo20140114191546tassottiTuttaviaDismessi gli abiti del vice Allegri, Mauro Tassotti da 34 anni al Milan, diventa per brevissimo tempo primo allenatore dei rossoneri in attesa di ritornare a fare il secondo di Seedorf. Non sappiamo se quella di continuare a essere l’aiuto di chi periodicamente viene chiamato a essere l’allenatore del Milan sia una sua libera scelta. Tuttavia, pensiamo che dopo tanti anni Tassotti voglia parlare a quattr’occhi, prima con il presidente Berlusconi e poi con sua figlia BB e Galliani, per chiarire la sua posizione. Che il diavolo rossonero sia in via di smobilitazione dei vecchi ranghi, sembra ormai scontato. E forse anche per questo il “vecchio” Tassotti vuole sapere a chiari lettere quale sarà il suo futuro nel Milan. L’idea di lady BB di iniziare un processo di rinnovamento nell’ambito tecnico della società è già in fase di attuazione, nonostante in apparenza Galliani sembri il responsabile di faccende tecniche, con Barbara Berlusconi responsabile della parte amministrativa e commerciale della società. Ma, di fatto, la lady sembrerebbe già l’unica vera responsabile di tutto. Galliani, infatti, fa quel che può e, nonostante avesse difeso fino all’ultimo la panchina di Allegri, la manager figlia di Berlusconi ha aspettato con sornioni fattezze che il Milan naufragasse a Sassuolo per attuare il piano Clarence Seedorf che, peraltro, era già stato portato sul tavolo dei progetti rossoneri molti mesi fa. Intanto Tassotti parla con malinconia dell’addio ad Allegri. “Quando uno di noi svuota definitivamente il proprio armadietto, è un momento triste” dice Tassotti con fare malinconico. Un segno inequivocabile che i sentimenti nel calcio sono ancora radicati nonostante tutto. D’altra parte si avvertiva ormai da tempo che Allegri aveva già fatto il suo tempo sulla panchina del Milan e la mancanza di risultati positivi, non peroravano certamente la sua causa nonostante la strenua difesa di Galliani. Noi siamo convinti che il Milan sia da rivedere nella sua parte tecnica e non da rifondare interamente come ormai predica da diverso tempo Barbara Berlusconi. Il cambio di allenatore non produrrà certamente effetti miracolistici, anche se siamo sicuri che l’arrivo di Seedorf darà una ventata di freschezza, almeno momentanea, all’ambiente. Ma è sulla squadra che bisogna intervenire e anche sugli errori che si sono fatti ripetutamente nel sostenere soltanto l’attacco senza rinforzare difesa e centrocampo, soprattutto dopo certe cessioni eccellenti. Thiago Silva, Ibrahimovic, Gattuso, Nesta, Seedorf, Zambrotta e Inzaghi non si inventano tutti i giorni.&nbsp;&nbsp; Poi, sulla scelta di Clarence Seedorf nuovo coach del Milan pesa certamente il fatto che non ha esperienza in questa nuova veste, anche se la simpatia verso il calciatore che da anni ha giocato tra le fila rossonere è scontata. Bisognerà vedere quale sarà la sua abilità nella gestione dello spogliatoio, prima ancora delle scelte tecniche date dal suo disegno tattico che vorrà apportare alla squadra. Tuttavia, l’esperienza ci insegna che non sempre un grande calciatore diventa un bravo allenatore. Noi aspettiamo per vederlo all’opera e valutarlo. Nel calcio, come in altri settori, i risultati sono quelli che parlano chiaro a discapito di certe demagogie populiste di rottamazione che tanto di moda vanno oggi.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br>C1012317FL0711FL0711tassotti.jpgSiNtassotti-l-eterno-secondo-1012639.htmSi100451001,02,03,07030430
531012630NewsCampionatiTorna il faro a centrocampo e il Catania si illumina20140106224658lodi, bergessio, de canio, etnei, catania, bologna, diamanti, barrientos, felsinei, bianchi, moscardelli, massiminoUn gol per tempo e Bologna piegato. A segno Bergessio di testa e Lodi dal dischettoDal nostro inviato – Torna al successo la compagine rossazzurra prima del giro di boa (ultimo impegno del girone d’andata per gli etnei domenica prossima a Bergamo contro l’Atalanta), grazie alle reti di Bergessio e Lodi. L’applauditissimo centrocampista napoletano torna dopo la parentesi al Genoa e accende il faro del centrocampo etneo conducendo i suoi al fondamentale successo sul Bologna. Con il ritorno di Ciccio Lodi si rivedono alcune geometrie e i cambi di gioco che i tifosi catanesi erano abituati ad apprezzare lo scorso anno. Per non parlare dei cross calibrati alla perfezione dal numero 10 rossazzurro, come in occasione del vantaggio firmato dal ritrovato Gonzalo Bergessio, o dei calci piazzati calciati a scavalcare le barriere avversarie (solo il legno ha salvato Curci a inizio ripresa). A coronamento della splendida giornata del Catania arriva anche il gol del 2 a 0 firmato proprio dall’uomo più atteso, quel Lodi che sino a dieci giorni fa i tifosi etnei rimpiangevano e che oggi, per fortuna, è tornato a vestire la casacca rossazzurra. Orsato punisce col penalty un fallo di mano di un difensore felsineo e dagli 11 metri Ciccio-gol firma il punto della sicurezza. Poi, nei 25 minuti finali, gli uomini di De Canio badano solo a controllare sino al 95’ un Bologna che Pioli ridisegna gettando nella mischia anche Bianchi e Acquafresca (che fanno compagnia a Kone e Moscardelli). Ma troppo sterili i tentativi degli emiliani, oggi privi di Diamanti, con le ultime azioni pericolose che capitano sui piedi di Bergessio e Barrientos (che timbra il palo). Adesso, in attesa di altri colpi di mercato, comincia il vero campionato del Catania, che agguanta il Livorno a quota 13 e si avvicina alla zona salvezza, al momento lontana di due sole lunghezze. Il ritorno del numero 10 è coinciso, val la pena ricordarlo, con il recupero di uomini fondamentali come Bergessio, Barrientos, Izco e Spolli. Un plauso al meraviglioso pubblico del Massimino, vicino sempre alla propria squadra dal primo all’ultimo minuto, specie nei momenti cruciali come oggi. E adesso bisogna proseguire su questa strada, iniziando a fare punti anche lontano dal campo amico, a cominciare da domenica prossima, quando i ragazzi di mister De Canio, oggi finalmente raggiante dopo il successo, renderanno visita all’Atalanta dell’ex Colantuono. <P class=MsoNormal>&nbsp;<BR><BR> <OBJECT id=ieooui classid=clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D></OBJECT> <STYLE> st1:*{behavior:url(#ieooui) } </STYLE> <BR><BR><br><br>Catania, Stadio Massiminoivomesivomeslodi.jpgSiNcatania-bologna-vittoria-lodi-bergessio-1012630.htmSi100075401,02,03,09010476
541012618NewsCalciomercatoMessi al Psg: si può fare?20131227185926messi, psg, barcellona, calciomercatoParigini disposti a pagare la clausola di rescissione e a soddisfare le richieste della Pulce: l`ago della bilancia sarà la sua volontà.Il colpo è di quelli che fanno tanto rumore, una bomba di mercato senza precedenti, sia per le cifre, sia per il nome in ballo: <STRONG>il Psg vuole Lionel Messi</STRONG>. Il bomber argentino è legato al Barcellona da una clausola rescissoria di ben 250 milioni di euro. Un salasso insopportabile per tutti o quasi, fatta eccezione per Al-Khelaifi, uno capace di prendere una squadra soppiantata dagli astri nascenti del calcio europeo e francese, e portarla nel corso di poche stagioni ad un prestigio mondiale. <STRONG>Ad Ibrahimovic, Lavezzi e Pastore potrebbe aggiungersi così anche la Pulce, e il condizionale non è poi così azzardato</STRONG>. Infatti, superata la questione economica, vi sono dei fattori che potrebbero allentare i rapporti tra la dirigenza blaugrana e il quattro volte Pallone d'oro. <BR><BR>In primis, i problemi legati al fisco. <STRONG>Il padre Jorge, che cura gli interessi finanziari di Messi, è stato indagato per evasione fiscale dall'Agenzia Tributaria Spagnola</STRONG>, indagine che ha portato al pagamento di cinque milioni di euro da parte del giocatore per non aver pagato le tasse tra il 2007 e il 2009. Inoltre Jorge Messi è stato ultimamente coinvolto, come riportato da El Mundo, in un'indagine relativa al riciclaggio di denaro derivante dal narcotraffico principalmente&nbsp;tramite eventi di beneficenza. Le accuse sono state rispedite al mittente, ma le ombre rimangono lunghe, rischiando di compromettere l'immagine del giocatore.<BR><BR>Non dimentichiamo tuttavia il fattore sportivo. <STRONG>L'argentino è reduce da cinque stagioni a ritmi da stakanovista, che gli hanno comportato una muscolatura provata</STRONG>. A ciò si aggiunge l'arrivo dell'enfant prodige Neymar, costato non proprio due quattrini: se il brasiliano entra in sintonia con i senatori Iniesta e Xavi quanto l'argentino, la sua insostituibilità è tutta in discussione. E le casse del club ringrazierebbero, sollevate dal peso di un ingaggio d'oro (16 milioni l'anno) che minaccia di aumentare, dietro le pretese economiche del giocatore.<BR><BR><STRONG>Resta da vedere se i tifosi accetterebbero il divorzio, qualora Messi volasse per Parigi.</STRONG> Il club catalano, rivela Le Parisien, sarebbe disposto a scendere a 180 milioni per chiudere la questione, contando sull'apertura di un'asta tra i parigini, il Manchester City e il Chelsea. Dunque, la carne sul fuoco è davvero tanta e le variabili sono altrettante. Fare previsioni è un'impresa titanica. <STRONG>Tutto dipenderà da quanto sarà ricco il piatto, ma soprattutto dalla volontà di Messi</STRONG> e da quanto egli creda nella realizzazione del progetto-Psg, quello di vedere una squadra francese sul tetto del mondo.<BR><BR>FL0435FL0435messi.jpgSiNmessi psg barcellona calciomercato-1012618.htmSi100612201,02,03010347
551012613NewsCalcio EsteroLiga,16a giornata: Real fermato a Pamplona, il Barcellona regola il Villareal20131215102996Liga, 16a giornata, Barcellona, Atlético Madrid, Real MadridPasso falso del Real, il Barcellona vola a 43 puntiIl sabato di Liga è stato contrassegnato dall'inatteso ma non imprevedibile pareggio del Real Madrid a Pamplona. Un mezzo passo falso grave per gli uomini di Ancelotti che&nbsp;si ritrovano di nuovo a 5 punti dalla capolista Barcellona. Terra ostica quella di Navarra per le grandi del calcio spagnolo; dopo il Barcellona, gli uomini di Javi Gracia fermano anche le "Merengues", che sono costrette a rimontare le due reti del catalano, guarda un po', Oriol Riera e perdipiù in 10 uomini a causa dell'espulsione, per doppia ammonizione, di Sergio Ramos. La reazione "blanca" arriva nella ripresa complici il gol di Isco, siglato pochi secondi prima dell'intervallo, e l'espulsione di Gato Silva, che ristabilisce la parità numerica. Ci pensa il portoghese Pepe a riequilibrare il risultato a 10 minuti dalla fine. <br>Il Barcellona ringrazia e non si lascia sfuggire l'occasione per distanziare nuovamente il Real e volare a quota 43 punti battendo l'ostico Villareal per 2-1. Orfani di Messi, gli uomini del Tata Martino si affidano a Neymar, autore di una doppietta inframmezzata dal momentaneo pareggio di Musacchio. C'erano da un lato l'esperienza e i successi ottenuti dai catalani, mentre dall'altra la voglia e i sogni di una squadra che, non solo è appena tornata nel massimo campeonato, ma che è anche tra&nbsp; le squadre più giovani dell'intera Liga con una età media che non supera i 25 anni. <br>Negli altri due incontri disputati ieri, vittorie per il Granada sul campo del Rayo Vallecano e del Malaga sul Getafe grazie al sempreverde Roque Santa Cruz. Tre punti che consentono all'11 di Schuster di risollevarsi in classifica.<br>Saranno quattro le partite della domenica di Liga. Si parte subito, alle 12, con Almeria-Espanyol. I padroni di casa sono penultimi in classifica a quota 12.posizione. Gli andalusi hanno ottenuto solo 5 punti in casa ed è il peggior risultato della Liga. L’unica vittoria casalinga è datata 2 novembre, di misura e a spese del Valladolid. L'Espanyol è come una creatura incompleta; un inizio strepitoso di stagione e poi il vuoto, dalla zona Europa all'attuale dodicesimo posto. In trasferta gli uomini di Aguirre hanno conquistato solo 7 punti riuscendo a vincere, ultimamente, solo sul campo del Rayo.<br>Alle 17 sarà la volta di Real Sociedad- Betis Siviglia. I baschi, in settimana, hanno concluso la fallimentare partecipazione in Champions e devono assolutamente reagire per agganciare la quarta posizione. Sulla panchina del Betis non siederà più Pepe Mel, esonerato, e al suo posto Juan Carlos Garrido; da valutare l'impatto, dunque, che il nuovo allenatore avrà su una squadra in una situazione disperata. <br>Alle 19 al Sanchez Pizjuán si affronteranno Siviglia e Atheltic Bilbao. I baschi sono reduci da tre vittorie consecutive, l'ultima quella ai danni del Barcellona, ottenuta tra le inespugnabili (fino ad ora) mura del Nuovo San Mamès. Fuori casa, però, il rendimento della squadra di Valverde è meno strabiliante e l’impegno contro il Siviglia non sarà per nulla semplice, infatti, negli ultimi sette incontri disputati tra campionato ed Europa League, il Siviglia non ha mai perso. La brutta notizia è che&nbsp;mancherà Rakitic, il migliore del Siviglia.<br>Infine, alle 21, il match clou tra Atletico Madrid e Valencia. L'Atletico, ormai, non ha più bisogno di presentazioni; al momento in Europa non c’è, forse,&nbsp;squadra più in forma: in Champions è arrivata anche la vittoria contro il Porto, e in campionato, se non fosse stato per il mezzo passo falso contro il Villarreal qualche settimana fa (1-1), oggi sarebbe in testa in solitaria. Da non sottovalutare che il Valencia rappresenta la bestia nera dei "colchoneros", sempre in difficoltà contro Banega e compagni nelle ultime stagioni e spesso sconfitti nelle sfide contro la formazione allenata attualmente da Djukic. Naturalmente, l’obiettivo degli uomini di Simeone sarà quello di tenere il passo della capolista Barcellona.<br><br>LIGA – Programma 16/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Levante-Elche 2-1&nbsp; 25'Sapunaru(E) - 41'-80'Barral(L)<br><br>Ieri<br><br>Osasuna-Real Madrid 2-2&nbsp; 17'-40'Riera(O) - 45'Isco-80'Pepe(R)<br>Rayo Vallecano-Granada 0-2&nbsp; 35'Rico-89'Riki<br>Barcellona-Villarreal 2-1&nbsp; 30'-68'Neymar(B) - 48'Musacchio(V)<br>Malaga-Getafe 1-0&nbsp; 75'Santa Cruz<br><br>Oggi<br><br>Almeria-Espanyol<br>Real Sociedad-Real Betis<br>Siviglia-Athletic Bilbao<br>Atletico Madrid-Valencia<br><br>Domani<br><br>Valladolid-Celta Vigo<br><br>SpagnaFL0411FL0411neymar-barcelona.jpgSiNliga-giornata-16-real-pareggia-a-pamplona-barcellona-batte-villareal-1012613.htmSi100427901,02,03010241
561012609NewsCampionatiBalotelli: «Voglio una vita normale»20131205134736balotelliC’è una profonda“Vorrei vivere da persona importante che ha successo nella vita”,(questo è il sogno che persiste da sempre nell’immaginario collettivo). “Vorrei vivere come una persona normale” (I HAVE A DREAM - questo è invece il sogno di Mario Balotelli). Chi niente e chi troppo! E’ l’eterno conflitto mai risolto che coinvolge il genere umano, spesso insoddisfatto della propria posizione sociale ed economica e, qualche volta, più fortunato nell’averla raggiunta. Eppure non si è mai contenti. Se hai raggiunto la notorietà e la ricchezza ti manca la privacy e, se vivi in anonimato, ti manca il successo e il denaro. Ma cos’è meglio? Credo che il meglio sia da ricercarsi in noi stessi, nella nostra capacità di essere equilibrati nel capire che nella vita non c’è nulla di perfetto. Se hai una cosa ti manca l’altra e mai si ha la gioia di possedere entrambi le cose: non esiste, non è di questo mondo. Questa mia riflessione nasce dalle dichiarazioni ufficiali che Mario Balotelli ha scritto in una lettera inviata a Mediaset per il programma “Verissimo” condotto da Silvia Toffannin su Canale 5. “Soprattutto per quel che mi riguarda” dice l’attaccante del Milan “molte volte ogni mio gesto, anche un semplice tweet dedicato a un amico vero, un lottatore, uno sportivo sano come me, viene utilizzato per seconde letture, doppi fini che non mi interessano. All’estero non è così. Ci sarà un motivo se il Time mi ha inserito&nbsp; tra le cento persone più influenti al mondo. So di essere un ragazzo fortunato, ma a volte anche a me piacerebbe vivere come una persona normale”. Le parole di Super Mario sono molto chiare e inconfutabili. Frasi dalle quali si evince il carattere di un ragazzo fondamentalmente fragile che si nasconde dietro la faccia del duro che vuole farsi da solo tutte le proprie ragioni contro il mondo intero. Genio e sregolatezza, campione indiscutibile con il pallone trai piedi e capro espiatorio di problemi che coinvolgono la nostra società, sempre così cruda e aberrante nel fare ancora oggi la differenza del colore della pelle dell’uomo. E’ uno dei tanti problemi culturali che coinvolgono il calcio a livello mondiale e, l’Italia, purtroppo, resta uno dei Paesi ad elevato numero di problematiche legate al razzismo. Cori, scritte razziali irriguardose sugli striscioni esposti allo stadio, avviliscono e mortificano l’essere umano. Ed è “normale” che chi voglia colpire stupidamente l’uomo dalla pelle nera, lo faccia con chi è mediaticamente più famoso ed esposto alla pubblicità immediata. Già, la pubblicità negativa di una cultura assolutamente sbagliata che non può far altro che male al mondo e all’essere umano. Certo, Balotelli non si può ritenere un santo, tuttavia, ritengo che la sua difficoltà di entrare in sintonia con il mondo e i suoi simili, sia dato dal fatto di non sentirsi accettato appieno. Le sue ripetute e istintive reazioni spropositate non lo giustificano, anche se non sappiamo come egli sarebbe se non fosse provocato. C’è una profonda malinconia in lui, ma c’è anche una profonda tristezza in coloro i quali non hanno il suo talento, non sono ricchi e popolari come lui, non possono vivere agiatamente tra automobili di lusso, belle donne e serate in discoteca, come fa lui. Riscontro nei suoi occhi la stessa tristezza di chi vive la vita normale che Balotelli sogna, ma che si trova a non avere un automobile di lusso, delle belle donne, delle serate in discoteca, dei titoli a carattere cubitali sui giornali, che non ha neanche un lavoro, una speranza per il futuro, un significato di vivere e magari dovere pure mantenere una famiglia e dei figli, senza sapere come fare. Com’è strana la vita e com’è strano l’uomo sempre così irrequieto, mai completamente soddisfatto di ciò che ha, del proprio status sociale, ma sempre alla ricerca di qualcosa che in fondo è racchiuso in lui stesso e che non riesce a vedere: la fortuna di vivere serenamente, senza arrovellarsi tra i rimpianti.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711balotelli-6.jpgSiNbalotelli-voglio-una-vita-normale-1012609.htmSiT1000027100451001,02,03,07030642
571012603NewsCalcio EsteroLiga,15a giornata: Real e Atletico Madrid non mollano 20131201093447Liga spagnola, Barcellona, Real Madrid, Atletico Madrid 3 gol e un assist per Gareth BaleNegli incontri di venerdì validi per la 15a giornata di Liga spagnola si riscatta il Getafe, che dopo averne subito 7 dall'Atletico la scorsa settimana, torna al successo, seppur di misura, sul Levante grazie al gol del bomber Pedro Leon. Il Getafe, così, torna nelle zone alte della classifica e, precisamente al sesto posto; di contro, il Levante continua ad essere risucchiato nella parte bassa della graduatoria. Delusione Villarreal, invece, che fallisce una&nbsp;clamorosa occasione&nbsp;per tenere il passo delle tre grandi del calcio iberico. Gli uomini di Marcelino non vanno oltre l'1-1 casalingo contro il Malaga che&nbsp;riesce ad acciuffare il pareggio soltanto a tempo scaduto con Weligton. Un punto che, quindi, risulta più utile agli ospiti.<br>Nella giornata di ieri, stravincono le due compagini di Madrid mettendo così sotto pressione la capolista Barcellona. Per l'Atletico di tratta della 13a vittoria&nbsp;stagionale in campionato raggiungendo quota 40 punti, gli stessi del Barça, che, ovviamente, deve ancora giocare. Gli uomini di Simeone liquidano in trasferta la pratica Elche con il più classico dei risultati, 2-0, in virtù delle reti siglate da Koke e Diego Costa.<br>Il Real non è da meno e travolge al “Bernabeu” il Valladolid con un rotondo 4-0 con Benzema e tripletta di Gareth Bale. <br>Nelle altre due sfide giocate ieri, ottimo successo in trasferta per la Real Sociedad che vince sul campo dell’Espanyol 2-1 grazie all’autorete di Stuani e al gol di Griezmann. Con questo successo la Real riscatta in parte l'eliminazione dalle coppe europee e si rilancia in campionato all'inseguimento della quarta piazza.<br>Infine, vittoria importantissima per il Celta Vigo di Luis Enrique, che rompe finalmente la maledizione del "Balaidos", regolando per 3-1 l'Almeria.<br>Quattro gli incontri in programma oggi. Il fanalino di coda Betis affronterà nel più classico degli scontri salvezza il Rayo Vallecano. Partita delicatissima per i padroni di casa, dunque, che non vincono tra le mura amiche da fine settembre; il Rayo, nonostante la penultima posizione in classifica, sembra essere più in forma dato che ha vinto due partite delle ultime quattro disputate in trasferta.<br>Poi toccherà a Granada e Siviglia che daranno vita ad uno dei tanti derby andalusi. Il Siviglia di Emery è squdra discontinua, certamente carica per gli ultimi due successi ottenuti, in casa dell'Espanyol e nel derby cittadino contro il Betis. Il Granada, invece, in casa ha vinto solo due volte in questa stagione e perso 5. Presumibilmente sarà un incontro equilibrato.<br>Valencia-Osasuna sarà un match importante soprattutto per il futuro di mister Djukic la cui panchina continua a traballare. La vittoria in Europa League ha certamente calmato momentaneamente l'ira dei valencianisti, che comunque non sono contenti dei risultati fin qui ottenuti. L’Osasuna, però, è un avversario tutt'altro che semplice, reduce dalla vittoria esterna contro il Valladolid per 1-0 e con due successi ottenuti nelle ultime 5 gare. <br>Infine, il Barcellona andrà di scena al Nuovo San Mamès di Bilbao e non sarà, almeno sulla carta, facile. Innanzitutto c'è da dire che storicamente il Barcellona è solito soffrire in terra basca, poi, c'è da aggiungere che l'Athletic è ancora imbattuto nel nuovo stadio e che sta giocando davvero bene, occupando meritatamente la quinta posizione in classifica. Le premesse, quindi, ci sono tutte, per poter aspettarsi un passo falso della capolista, reduce tralaltro dall'"anomala" sconfitta in Champions contro l'Ajax.<br>Valverde&nbsp; potrà contare sull’attaccante Aduriz che rientra dalla squalifica e su Balenziaga e l'ambiente a Bilbao è carico e la speranza di sconfiggere i primi della classe al massimo.<br>Il Tata Martino dovrà fare a meno di Messi, del portiere Valdes e di Jordi Alba; mentre Dani Alves, che non ha giocato ad Amsterdam, dovrebbe essere regularmente in campo. <br><br>&nbsp;<br><br>LIGA – Risultati 15/a Giornata<br><br>VENERDI'<br><br>Getafe-Levante 1-0&nbsp; 79'Pedro Leon<br>Villarreal-Malaga 1-1&nbsp; 32'Soriano(V) - 94'Weligton(M)<br><br>IERI<br><br>Elche-Atletico Madrid 0-2&nbsp; 63'Koke-74'Diego Costa<br>Celta Vigo-Almeria 3-1&nbsp; 9'Suso(A) - 26'Orellana-49'Oubina-59'Charles(C)<br>Real Madrid-Valladolid 4-0&nbsp; 33'-64'-89'Bale-36'Benzema<br>Espanyol-Real Sociedad 1-2&nbsp; 31'Cordoba(E) - 69'Griezmann-88'A.gol Stuani(R)<br><br>OGGI<br><br>Real Betis-Rayo Vallecano<br>Granada-Siviglia<br>Valencia-Osasuna<br>Athletic Bilbao-Barcellona<br><br>SpagnaFL0411FL0411real_madrid_gareth_bale.jpgSiNliga-giornata-15-real-e-atletico-madrid-non-mollano-1012603.htmSi100427901,02,03010222
581012571NewsCalcio EsteroLiga, 13a giornata: «Manita del Real Madrid; oggi il big-match Villareal-Atletico20131110092422Liga 13a giornata, Real Madrid, Atletico, Barcellona, VillarealIl Santiago Bernabeu al grido di Ronaldo balòn de oroTredicesima giornata di Liga spagnola e terza vittoria di fila per il Real Madrid di Carlo Ancelotti, il quale sembra aver modellato finalmente la propria creatura. E' un 5-1, con gol di Benzema, Khedira e tripletta di Ronaldo (16 reti complessive in liga), che consente al Real di accorciare momentaneamente le distanze in attesa, chiaramente, che scendano in campo anche le prime due della classe, Barcellona e Atletico Madrid. Una goleada, quella del Real, frutto di un <br>gioco corale, ordinato e preciso, con Modric e Xabi Alonso padroni assoluti del centrocampo a dirigere l'orchestra e ad unire magistralmente i vari reparti. <br>Si può considerare la migliore prestazione del Real dell'era Ancelotti, che è appena iniziata, e la prova sta nel fatto che si è andati all'intervallo sul punteggio di 4-0, fedele riflesso di ciò che stava accadendo sul campo. Nel secondo tempo il Real è leggermente calato ma era logico che si riducesse la pressione sull'avversario con 4 gol di vantaggio. Poi, Griezmann ed una punizione magistrale di Ronaldo, acclamato dal Santiago Bernabeu al grido di "Ronaldo Balòn de oro", hanno inchiodato il risultato sul definitivo 5-1.<br>Vittoria in rimonta per l'Athletic Bilbao, che conserva, anche se con qualche difficoltà, l'imbattibilità del Nuovo San Mamès. A sfiorare il colpaccio il Levante di Joaquín Caparrós. Valenciani in vantaggio, appunto, grazie alla rete di Barral e poi vittime della veemente reazione basca che ribalta il risultato con i gol di Rico e Aduriz (entrambi entrati a partita in corso) tra il 72' e l'84' minuto. Da rilevare che la vittoria di misura dell'Athletic sarebbe potuta essere molto più ampia se se non fosse stato per l'estremo difensore levantino, Keilor Gamboa Navas, in giornata di grazia. Con questo successo i baschi volano a quota 23 punti, mentre per il Levante si <br>tratta della seconda sconfitta stagionale in trasferta.<br>Finisce&nbsp;1-1 la sfida tra Getafe ed Elche. Primo tempo noiosissimo con le due squadre incapaci di creare chiare occasioni da gol, eccezion fatta per il vantaggio dei padroni di casa grazie alla vena realizzativa del solito Pedro Leon. Secondo tempo più vivace ma con un Getafe impreciso e con un Elche mai domo, che agguanta il pari grazie al colpo di testa vincente dello juventino Richmond Boakye.<br>Infine, colpo a sorpresa del Rayo Vallecano in casa del Celta Vigo grazie alle firme di Viera e dell'ex cagliaritano Larrivey. Rayo e Celta adesso si ritrovano appaiate in classifica e per il Celta continua la maledizione "Balaidos" dove non è ancora riuscito a vincere in questa stagione.<br>Oggi in programma quattro incontri, che chiuderanno il programma della 13a giornata. Alle 12 toccherà ad Espanyol e Siviglia. Entrambe non vivono un buon momento considerando anche la posizione in classifica. Gli uomini di Aguirre devono riscattare la sconfitta di Elche e, più in generale, interrompere l'altalena di risultati che fino a questo momento ha caratterizzato il loro cammino. Il Siviglia è reduce dalla vittoria contro l'Osasuna e dal pareggio in Europa League contro lo Slovan Liberec.<br>Alle 17 il Valencia riceverà il Valladolid e sarà un banco di prova importante per mister Djukic. La vittoria in Europa League contro il San Gallo e il conseguente passaggio del turno ha leggermente riequilibrato il rapporto tra squadra e tifosi ma una sconfitta, oggi, potrebbe far saltare la panchina valenciana.<br>Da un punto di vista meramente statistico, Valencia e Valladolid si sono affrontati al Mestalla in 39 occasioni, con un bilancio di 27 successi per i padroni di casa, 6 pareggi e 6 vittorie per gli ospiti. <br>Alle 19, il big-match di giornata tra Villareal e Atletico Madrid. I padroni di casa, fino ad ora, non avrebbero potuto fare meglio, avendo totalizzato 23 punti e raggiunto la quarta posizione in classifica. Dall'altro lato uno splendido Atletico Madrid, che ha già raggiunto gli ottavi di Champions grazie ad una grande compattezza e aggressività in tutti i reparti. <br>Infine, alle 21 si chiuderà con Betis-Barcellona. I padroni di casa sono allo sbando, penultimi con solamente 9 punti, e totalmente involuti rispetto alla scorsa stagione. L'ambiente è amareggiato e deluso e la sfida con il Barcellona difficilmente potrà risollevare gli animi. I catalani, di contro, pur non essendo quelli degli anni passati, quelli del tiki-taka tanto per intenderci, stanno dimostrando una concretezza disarmante. Si contano meno palle gol è vero, ma il Barcellona è sempre lì, più in alto di tutte le altre con 36 punti conquistati sui 34 disponibili. <br><br><br>LIGA – Risultati 13/a Giornata<br><br>VENERDì<br><br>Osasuna-Almeria 0-1&nbsp; 18'Rios<br>Granada-Malaga 3-1&nbsp;&nbsp; 48'-59'-77'El Arabi(G) - 54'Juanmi(M)<br><br>IERI<br><br>Real Madrid-Real Sociedad 5-1&nbsp; 12'-26'-76'C.Ronaldo-18'Benzema-36'Khedira(RM) - 61'Griezmann(RS)<br>Getafe-Elche 1-1&nbsp; 18'Pedro Leon(G) - 61'Boakye(E)<br>Athletic Bilbao-Levante 2-1&nbsp; 33'Barral(L) - 72'Rico-84'Aduriz(A)<br>Celta Vigo-Rayo Vallecano 0-2&nbsp; 24'Viera-73'Larrivey<br><br>OGGI<br><br>Espanyol-Siviglia<br>Valencia-Valladolid<br>Villarreal-Atletico Madrid<br>Betis Siviglia-Barcellona<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-13-manita-del-real-madrid-big-match-villareal-atletico-1012571.htmSi100427901,02,03010239
591012564NewsCampionatiMilan, tutto tranne che Allegri20131108161420milanNo, presidente Berlusconi<span class="null">No, presidente Berlusconi: non ho scritto "tutti tranne Allegri". Sappiamo che lei non gradisce più di tanto quel toscanaccio di allenatore che non le mette il trequartista, e che è tanto benvoluto dalla squadra e da Galliani; Toh, proprio Galliani: il suo uomo fidato, il suo braccio destro e a volte pure quello sinistro, l'uomo dai colpi impossibili, l' uomo che le ha riportato Kakà, adesso è finito sulla graticola pure: colpa di chi? di sua figlia, sangue del suo sangue (nessuna battuta). Capisco che lei ha cose ben più importanti a cui pensare, dalla nostra nazione alla sua pelle e i suoi svariati processi, però la sua presenza sembra mancare e, ai posteri comunque l'ardua sentenza, l'erede designato del "giocattolo" Milan, ossia la Barbara, non sembra aver iniziato col piede giusto: insomma, mettere in dubbio un personaggio come Galliani, a cui vanno molti, ma molti meriti per i successi della sua squadra, non è esattamente una genialata. L'ad è da sempre un presidente in pectore, un factotum con pochi eguali, un "Cristiano Ronaldo" dei dirigenti per definirlo alla Ancelotti, e vederlo rabbuiato accanto alla bella bionda ex di Pato, come l'altra sera al Camp Nou (a proposito, si vedeva benissimo che erano assieme solo per cercare di spazzare via le polemiche, e che non tirava propriouna buona aria), un pò di malinconia la crea. Non è per niente allegro Galliani, e non lo è manco chi dovrebbe esserlo già per il cognome: diciamo comunque che il buon Max, da quando è al Milan, ormai si è abituato ad esser messo in discussione. Il primo anno se la prendevano con lui perchè la squadra non giocava bene: lui però aveva Thiago Silva dietro e Ibra avanti che gli hanno dato lo scudetto: l'anno seguente la Juve l'ha battuto al fotofinish e anche stavolta è finito in discussione. E' stato confermato, ma, come "regalo", gli hanno tolto 13 giocatori tra top player, campioni affermati e gente che ha scritto la storia della squadra. Lui, nonostante tutto, si è inventato un modulo nuovo (che a lei caro Silvio, non va proprio giù), e ha soffiato il terzo posto alla Fiorentina. E quest'anno? Gli è stato imposto di schierare il trequartista quando lui preferisce il tridente, voleva un difensore e gli hanno preso il talentuso ma di certo non eccelso Vergara, gli si sono rotti tutti (sicuri che MilanLab non inizi a fare cilecca?) e Balotelli non vede la porta manco col cannocchiale, confermando, tra l'altro, di avere sempre la solita testa. A questo aggiungiamo anche due suoi ex giocatori (Inzaghi e Seedorf, ndr) che non vedono l'ora che salti, e attendono il "lieto" evento punzecchiandolo; Caro Berlusconi, il suo Milan è una bomba pronta ad esplodere, dal primo all'ultimo uomo: altro che allegri....pardon, Allegri.</span>C1012317adm001adm001allegri400.jpgSiNmilan-tutto-tranne-che-allegri-1012564.htmSiT1000027100075701,02,03030596
601012525NewsCampionatiCagliari-Catania 2-1: rossazzurri in vantaggio, i sardi completano la rimonta nel finale20131021081775catania, cagliariCagliari-Catania 2-1: rossazzurri in vantaggio, i sardi completano la rimonta nel finaleIl Catania gioca con qualità e disinvoltura la prima parte dell'incontro, limita i danni per più di un tempo in inferiorità numerica, mostra coraggio e progressi in linea con quelli delle ultime esibizioni ma dopo aver accarezzato l'idea della vittoria non riesce a pareggiare una gara che avrebbe potuto portare un punto, almeno, prezioso per la classifica e per il morale: vince il Cagliari per 2-1, completando la rimonta dopo il gol di Bergessio ed il pari di Ibarbo con l'acuto di Pinilla a 6' dal 90'. I rossazzurri hanno dato tutto, hanno combattuto su tutti i palloni, erano pure andati in vantaggio su un campo difficile come quello sardo; poi il pari, il rigore con l'espulsione di Legrottaglie, gli infortuni di Bellusci e Almiron, un secondo tempo giocato con intelligenza e sacrificio, il gol subito negli ultimissimi minuti, la reazione nonostante tutto e il tentativo di raddrizzare la partita fino al triplice fischio. Il Cagliari aveva dalla propria parte anche la carica aggiuntiva del ritorno nel proprio stadio dopo mesi di pellegrinaggio in giro per l'Italia ma i rossazzurri hanno giocato bene, padroni del campo nel primo tempo in parità numerica: dopo il gol, almeno un paio di nitide occasioni per raddoppiare; il Cagliari invece non riusciva a rendersi pericoloso se non con Ibarbo: l'attaccante rossoblù ha storicamente sempre impressionato, contro i rossazzurri, e anche oggi non ha fatto eccezione: gol ed espulsione procurata.&nbsp; <DIV align=justify>PRIMO GOL DI BERGESSIO - Al 5', sfruttando un angolo di Plasil, Bergessio stacca di testa e fredda Agazzi portando in vantaggio i rossazzurri, 1-0; lo stesso Gonzalo al 16°, al temine di una splendida discesa in slalom di Barrientos, sfodera il destro: Agazzi è bravo ad andare giù velocemente neutralizzando la conclusione. Il Cagliari reagisce solo al 20° con un destro di Conti deviato da Frison in tuffo; al 26° Ibarbo scaglia un gran tiro da posizione defilata e supera Frison. La partita nel primo tempo è bella, aperta, il Catania è sistemato bene sul terreno di gioco e sfrutta tutta l'ampiezza per attaccare, il palleggio dei centrocampisti è efficace e i palloni difesi spalle alla porta da Bergessio sono utili alla squadra per rimanere sempre alta sul campo. Al 30° un sinistro a giro dal limite dell'area di Barrientos sibila alla destra del palo. Al 40° con il Catania in pieno controllo della gara arriva il contropiede: Ibarbo si invola verso l'area di rigore, l'intervento di Legrottaglie, iniziato fuori dall'area, per l'arbitro è da sanzionare con il rigore e l'espulsione. Sembra il tracollo ma Frison compie il prodigio respingendo il tiro dal dischetto di Ibarbo e la successiva ribattuta dell'attaccante sudamericano. Per ovviare all'inferiorità numerica Maran nella ripresa inserisce Rolin al posto di Castro e risistema la squadra con un 4-4-1, Barrientos arretra e Plasil si allarga ancora di più a sinistra. A questo punto la partita è per forza di cose diversa, il Catania arretra a protezione e il Cagliari attacca, sono poche però le occasioni in cui i rossoblù arrivano davvero a fare paura, al 65° ci prova ancora Ibarbo praticamente dal fondo ma Frison fa buona guardia. Al 66° il cambio che segnerà le sorti dell'incontro, fuori Sau e dentro Pinilla, il Catania poco dopo perde Bellusci per infortunio, al suo posto fa l'esordio in serie A Gyomber, classe 92. Pinilla si rende pericoloso in un paio di occasioni, prima in girata volante, di poco alta, poi con una spaccata sottomisura&nbsp; che si conclude sempre sul fondo ed infine nell'occasione del gol del vantaggio: all'84° su un cross da destra prima prova la girata volante che finisce sul palo e sulla ribattuta appoggia comodo in rete il 2-1. Anche se la partita sembra ormai finita l'orgoglio del Catania viene fuori, un paio di scorribande di Plasil e Tachtsidis, subentrato ad uno stremato Almiron, mettono in apprensione la retroguardia rossoblù ma Agazzi e compagni riescono a mantenere il sangue freddo e a portare a casa i tre punti.</DIV> <DIV align=justify><BR><BR><B>Cagliari (4-3-1-2): </B>Agazzi, Perico, Rossettini, Astori, Murru, Cabrera (73° Ibraimi), Conti, Nainggolan, Cossu (81° Nenè), Sau (66° Pinilla), Ibarbo &nbsp;<BR><B>Catania (4-3-3):</B> Frison, Alvarez, Bellusci (71° Gyomber), Legrottaglie, Biraghi, Izco, Almiron (78° Tachtsidis), Plasil, Barrientos, Bergessio, Castro (46° Rolin).</DIV>gp01ctgp01ctbergessio.jpgSiNcatania cagliari-1012525.htmSi-01,02,03,09010203
611012507NewsCampionatiCagliari all`assalto del Catania20131019090350Cagliari, CataniaCagliari all`assalto del Catania<P style="TEXT-ALIGN: justify">Lo rivorremo di nuovo come nella foto che accompagna la news, il Sant'Elia: esaurito in ogni ordine di posti, un catino ridondante passione ed entusiasmo. Per il momento dobbiamo accontentarci di 5000 spettatori e pure a ringraziare, visto che l'ok per l'utilizzo per lo stadio è arrivato quasi in zona Cesarini. Pazienza. Quel che conta veramente è che il popolo rossoblù possa riabbracciare la sua squadra, dopo un lungo esilio. Curiosamente, la prima partita è di nuovo contro il Catania, così come l'esordio del pubblico a Is Arenas l'anno scorso. Allora fu uno 0-0 senza troppi squilli: speriamo che stavolta la qualità dello spettacolo sia diverso, e che il risultato possa premiare i rossoblù.<br><br><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify">Perchè in effetti alla fine durante la settimana si è parlato più della vicenda dello stadio che della partita in sè. Invece è una gara importante, sia per il Cagliari che per il Catania. La partenza in campionato è stata così così per i rossoblù, almeno per quel che concerne la classifica sicuramente avara, sia per i catanesi, che l'anno scorso avevano sfiorato l'Europa League e in questa stagione navigano tra le retrovie. Entrambe hanno bisogno di una vittoria per rilanciarsi. Difficile, sia per l’una che per l’altra. Il Catania recupera Izco e Bergessio: due sicurezze in più per il tecnico Maran. Specie Bergessio, sulle cui spalle poggia buona parte della responsabilità dell’attacco. Quanto valga l’argentino si è visto nell’amichevole pre-campionati di Olbia, quando da solo mise in ambasce la difesa rossoblù.<br><br><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify">Lopez dal canto suo deve fare a meno di due pilastri del centrocampo come Dessena ed Ekdal, oltre che dell’infortunato Avramov. Pinilla è tornato dal Sud America dove ha festeggiato la qualificazione del suo Cile ai Mondiali; Ibraimi ha percorso meno chilometri, ma si è dovuto sobbarcare in una settimana due partite, tra Galles e Serbia. Le possibilità di scelta per il tecnico si riducono, sebbene la qualità complessiva della rosa faccia dormire sonni tranquilli. In compenso rientrano Conti e Cossu, non esattamente due giocatori qualunque. Da loro partirà la carica. L’urlo dei 5000 del Sant’Elia può fare il resto.<br><br>gp01ctgp01ctdiego-lopez-cagliari.jpgSiNcagliari catania-1012507.htmSi-01,02,03,09010167
621012465NewsCampionatiLa soddifazione di Camilo a Radio Kiss Kiss: Ringrazio la Societa`, ora vorrei festeggiare con il Livorno 20131004074059Napoli, zuniga, La soddifazione di Camilo a Radio Kiss Kiss: Ringrazio la Societa`, ora vorrei festeggiare con il Livorno "<EM>A Napoli sto benissimo e sono felice del rinnovo</EM>". <STRONG>Juan Camilo Zuniga</STRONG> esprime la sua gioia ai microfoni di Radio Kiss Kiss dopo il rinnovo in azzurro per i prossimi 5 anni.<br><br> "<EM>Ringrazio il Presidente e la Società per la fiducia. In questa città sono sempre stato alla grande ed i tifosi mi hanno dato tanto affetto. Adesso mi piacerebbe poter festeggiare il rinnovo con una bella prestazione ed un risultato impirtante con il Livorno</EM>"<br><br> Un ritorno al match di Londra..."<EM>Peccato aver sbagliato l'approccio. Loro sono una grande squadra e subito ne hanno approfittato. Nella ripresa siamo venuti fuori ma con quel risultato era difficile recuperare"</EM><br><br> Da Mazzarri a Benitez..."<EM>Con Mazzarri sono migliorato tanto, mi sono specializzato sulla fascia sinistra, anche se mi piace ancora esprimermi anche a destra. Sono due grandi allenatori. Con Benitez stiamo acquisendo una mentalità internazionale ed il nostro spirito è quello di andare in campo per vincere sempre</EM>".<br><br> Dopo Armero c'è anche Duvan, Napoli alla colombiana..."<EM>Sì, mi fa piacere poter giocare con miei connazionali e tra l'altro con due calciatori di qualità. Di Pablo conosciamo tutti il valore e presto vedremo quello di Duvan. Io conosco il suo talento, è un ragazzo un po' timido ma con un po' di giusto ambientamento potra' darci un contributo notevole in attacco</EM>"<br><br> Lotta al vertice, chi vedi come maggiori concorrenti? "<EM>Beh alla ripresa dopo le Nazionali avremo subito la Roma e sarà un match di gran livello. Si sono rinforzati e sono meritatamente in testa al momento. Ma è un campionato molto equilibrato e molto difficile. Ci sono Juve, Inter, Milan e altre rivali che possono inserirsi nella lotta finale</EM>"<br><br>gp01ctgp01ctzuniga.jpgSiNnapoli zuniga -1012465.htmSi-01,02,03,06,08010264
631012446NewsCampionatiCatania-Chievo. Le pagelle20131001083136Catania,Chievo,Le pagelleCatania-Chievo. Le pagelle<STRONG>ANDUJAR, VOTO 6</STRONG> Quasi mai chiamato in causa nel corso dei novanta minuti, merito anche dei compagni di difesa che hanno arginato alla perfezione gli attacchi de Chievo. Al 7' del primo tempo è attento sulla punizione di Thereau. Al 28' neutralizza il tiro di Radovanovic. Bene nelle prese aeree sugli sviluppi dei nove corner a favore dei clivensi. Puntuale nel finale di gara sulla conclusione di Rigoni, una delle pochissime volte in cui il Chievo ha tirato nel secondo tempo. Al 91' e al 92' respinge con i pugni sugli assalti finali degli ospiti. Si contano solo 2 parate e 2 uscite.<BR><BR><B>IZCO, VOTO 6,5</B> Torna in campo dopo un lungo infortunio come se nulla fosse successo. Viene chiamato da Maran a giocare come terzino e disputa una prova eccellente sia in fase di contenimento che in fase propositiva quando si sgancia e dialoga con Barrientos sulla sua stessa corsia. Soffre solamente nei primi 5 minuti le avanzate di Drame. Poi mette la museruola al senegalese e a Estigarribia. Nella ripresa bene anche su Lazarevic che ha un passo diverso ma l'argentino lo argina mettendoci il fisico. Costringe Sannino ad effettuare numerosi cambiamenti su quella fascia. Vince 6 contrasti e recupera 7 palloni. Sempre preciso nel passaggio con una media del 90,9% di passaggi riusciti.<BR><BR><B>LEGROTTAGLIE, VOTO 7,5</B> Il migliore del reparto arretrato del Catania. Controlla sia su Thereau che su Pellissier. Anticipa sempre gli avversari e si impone nelle palle alte con la propria fisicità. Bene anche nelle diagonali. Decisivo in diverse circostanze come al 35' quando in scivolata ferma Pellissier nell'area piccola di Andujar al momento del tiro. Svetta di testa sui calci d'angolo a favore del Catania e al 79' tenta la via del gol piazzando la palla a lato. Nel gioco aereo perde un solo contrasto con Pellissier ma ne vince 5. Media del 100% per quanto riguarda i passaggi riusciti nella propria metà campo e in quella avversaria. Un muro invalicabile per gli attaccanti del Chievo. <BR><BR><B>ROLIN, VOTO 6</B> Sostituisce l'infortunato Spolli e lo fa dignitosamente. Nella giornata di grazia di Legrottaglie, anche l'uruguaiano riesce a fare tutto bene. Controlla Pellissier e Thereau che si scambiano la posizione. Si distingue in alcuni buoni disimpegni mettendoci semplicità e concretezza su ogni pallone. Decisivo nella ripresa al minuto 61 quando respinge il rigore in movimento di Rigoni. Nel finale di gara perde in due circostanze l'avversario sui corner a favore del Chievo che per fortuna non sortiscono pericoli per Andujar. <BR><BR><B>BIRAGHI, VOTO 6,5</B> Dal suo lato il Chievo prova ad attaccare con Sestu e Frei ma sulla corsia mancina il terzino scuola Inter non sbaglia un colpo. Nel primo tempo chiude in due circostanze anche su Pellissier quando l'attaccante clivense si allargava sulla fascia. I numeri parlano a suo favore: 8 contrasti vinti e 2 persi. Recupera tre palloni e si fa notare in un paio di circostanze anche in fase di spinta.<BR><BR><B>PLASIL, VOTO 7,5 </B>Il migliore del Catania insieme a Legrottaglie e Castro con cui decide l'incontro. Smista un numero infinito di palloni e soprattutto velocizza la manovra per la squadra di Maran. Preciso nelle aperture sugli esterni per Biraghi, Castro e Barrientos. Al 20' realizza il suo primo gol in Serie A con una precisa conclusione su cui non può nulla Puggioni. Pochi minuti dopo di testa sbaglia il 2-0 sul cross di Castro. Nella ripresa svolge una partita più di contenimento e lo fa molto bene fermando sia Rigoni che Radovanovic. Vince 7 contrasti e ne perso solo uno. Effettua 31 passaggi corti nella metà campo avversaria e 7 suggerimenti lunghi con una media di passaggi riusciti dell'81,4%. <BR><BR><B>TACHTSIDIS, VOTO 5,5</B> Il greco è uno dei pochissimi a non brillare nel match contro il Chievo. Trova ancora difficoltà nel proporsi tra le linee, nel far ripartire l'azione e nel fermare gli avversari. Perde diverse volte la palla e soprattutto nei primi minuti si fa anticipare da Rigoni e Radovanovic. Al 7' si fa scappare Sestu e poi lo atterra concedendo una punizione dal limite agli ospiti. Nei primi 45 minuti non riesce a fare quanto di buono fatto dai suoi compagni di reparto, Plasil e Almiron. Cresce però nella ripresa soprattutto dopo l'uscita dal campo di Almiron, quando si piazza davanti alla difesa e si fa notare in fase di contenimento costringendo il Chievo a spingere solo sugli esterni. A suo sfavore il numero dei contrasti: 7 persi e 4 vinti. Recupera 6 palloni ma è il calciatore del Catania ad effettuare più passaggi, 48 in totale.<BR><BR><B>ALMIRON, VOTO 6</B> Appare impreciso nei primi minuti ma cresce col passare del tempo. Abbina forza e velocità anche se ancora non è al 100% della forma. Non demerita in fase di copertura sdradicando diversi palloni dai piedi degli avversari. Non eccelle in fase propositiva perchè forse non ha ancora il passo per inserirsi da dietro sugli attacchi dei compagni. Si fa notare in marcatura soprattutto su Sestu che poi Sannino decide di togliere dal campo. Esce al 60' della ripresa per fare spazio a Guarente.<BR><BR><B>CASTRO, VOTO 7</B> Anche lui al pari di Izco rientra da un infortunio ma lo fa giocando una partita a buoni ritmi e con grande personalità. Dai suoi piedi partono quasi tutte le azioni offensive del Catania trovando in Frei l'avversario preferito per gli uno contro uno che vanno quasi tutti a suo favore. Al 13' mette in mezzo un interessante cross su cui non ci arriva Bergessio ma ci arriva Barrientos che sfiora il vantaggio. Al 17' altro cross calibrato per Bergessio che però viene contrastato. Al 22' si accentra e consente a Bergessio di servire Plasil per il gol del vantaggio. Nella ripresa realizza il gol che chiude il match. Tiro cross verso Bergessio che inganna nell'occasione Puggioni con una mancata deviazione. Molto bene anche quando ripiega riuscendo a recuperare ben 6 palloni. Esce a tre minuti dalla fine al posto di Keko.<BR><BR><B>BARRIENTOS, VOTO 6</B> Buona partita per il 'Pitu' che insieme a Plasil fanno salire la squadra ed impostano l'azione. Viene contrastato dal 1' al 93' minuto ricevendo numerosi calcioni. Non intimorito l'argentino riesce più volte a contrastare l'avversario e alla fine vince 16 contrasti e ne perde 9. Bene nel cambio di gioco e negli inserimenti senza palla. Sfiora il gol in due occasioni: al 13' quando impegna Puggioni sul tiro a giro nei pressi dell'area piccola di rigore e al 70' quando calia di collo addosso al portiere clivense mancando il 3-0. Anche lui come Castro viene chiamato in fase di ripiegamento quando attacca il Chievo e lo fa abbastanza bene recuperando 5 volte la palla.<BR><BR><B>BERGESSIO, VOTO 6</B> Entra in campo non al 100% della condizione e soffre terribilmente nei primi minuti con Maran che manda Maxi Lopez subito a riscaldarsi in maniera precauzionale. Al 13' si fa vedere calciando dal limite ed impegnando Puggioni alla parata. Decisivo in occasione del gol di Plasil, sua la sponda per il nazionale ceco che realizza l'1-0. Ci mette lo zampino anche nel secondo gol rossazzurro. Sul cross di Castro infatti incanna il portiere mancando il pallone che invece si infila in rete senza deviazioni. Perde il duello fisico con i centrali del Chievo. Alla fine si contano 16 contrasti palla al piede persi e uno solo vinto e 9 contrasti aerei persi e uno solo a suo favore. Esce al 75' e al suo posto entra Maxi Lopez.<BR><BR><B>GUARENTE, 6 </B>Entra al 60' al posto di Almiron. Prova a fare partire l'azione per vie centrali giocando qualche metro più avanti rispetto all'argentino. Ci riesce al 69' quando lancia Barrientos per il quasi gol del 3-0. Smista 20 palloni, di cui 19 corti e uno solo lungo. Nel finale si impegna in fase di copertura.<BR><BR><B>MAXI LOPEZ, SENZA VOTO </B>Diciotto minuti di partita compreso il recupero per la 'Galina de Oro' che tuttavia non riesce ad incidere. Gioca spalle alla porta e perde lo scontro aereo con Bernardini.<BR><BR><B>KEKO, SENZA VOTO </B>Entra a tre minuti dalla fine al posto di Castro.<BR><BR><B>ALL. MARAN, VOTO 6,5</B> Il Chievo era un avversario temibile alla vigilia soprattutto per il gioco in profondità che in questo avvio di campionato ha già causato non pochi problemi agli avversari tra cui la blasonata Juventus. Maran decide di iniziare il match con il 4-3-3 e scegliendo Izco come terzino. Azzecca le mosse come quella di Castro che non era ancora al top della condizione. Vince la partita bloccando il Chievo sulle fasce e costringendo Sannino ad effettuare tre cambi tutti in quella zona del campo. Ordina ai suoi di giocare più palla a terra e di velocizzare la manovra, i risultati si sono visti. Nella ripresa il suo Catania forte del vantaggio di due gol, svolge una partita di contenimento rischiando praticamente nulla. La squadra di Sannino da una mano al Catania effettuando un lento e sterile giro palla. Da fiducia a Tachtsidis per tutti i novanta minuti come è giusto che sia per far crescere un giovane che è alla conquista dell'autostima. <BR>gp01ctgp01ctpulvirenti1.jpgSiNcatania chievo le pagelle-1012446.htmSi-01,02,03,09010196
641012442NewsCampionatiMarek in conferenza: Arsenal Club di esperienza, partita importante ma non decisiva20131001081918Arsenal, Napoli; hamsikMarek in conferenza: Arsenal Club di esperienza, partita importante ma non decisivaMarek in conferenza: Arsenal Club di esperienza, partita importante ma non decisiva <DIV id=testo> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/CHAMPIONS%202013/coce%20(3).jpg" width=532 height=355><br><br> "<EM>L'Arsenal è una squadra di esperienza e prestigo, sarà una partita importante ma non decisiva</EM>". <STRONG>Hamsik </STRONG>al fianco di Rafa Benitez introduce al clima che si vive nello spogliatoio azzurro alla vigilia della partita di Londra. Marek è consapevole della portata della sfida ma anche molto sereno nell'analisi generale...<br><br> "<EM>La vittoria col Borussia è stata importantissima per cominciare bene, adesso potremmo&nbsp; consolidare la classifica domani. Mi aspetto una partita equilibrata e difficile. Loro sono una squadra di grande tradizione e spessore, stanno andando forte in campionato ed hanno una rosa di qualità</EM>”<br><br> "<EM>Credo che serviranno almeno 10 punti per superare il girone e se si facesse un risultato domani sarebbe importante per la classaifica. Ma in ogni caso non si decide certo però domani la qualificazione</EM>"<br><br> C’è un uomo che toglieresti all’Arsenal?<br><br> "<EM>Difficile perché hanno grandi giocatori, hanno Ramsey che sta segnando tanto, ma il calcio è uno sport di squadra e dovremo stare attenti a tutti</EM>".<br><br> Quanto è cambiato il Napoli rispetto alla prima avventura in Champions di due anni fa?<br><br> "<EM>Si cambia e si cresce giocando più partite internazionali. Rispetto al Napoli della prima Champions siamo cresciuti tutti ed anche io sono più maturo. Abbiamo anche cambiato modulo e modo di giocare e vogliamo sempre fare meglio. Benitez è un vincente e ci dà tranquillità ed uno spirito positivo per affrontare le partite</EM>".<br><br> La fascia di capitano ti responsabilizza?<br><br> “<EM>Mi ha fatto piacere aver avuto la possibilità di poterla indossare e mi dà ancora più forza ed orgoglio rappresentare la nostra squadra e la nostra città</EM>”<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/CHAMPIONS%202013/coce.jpg" width=532 height=355><br><br></DIV>gp01ctgp01cthamsik_dimaro-320x233.jpgSiNarsenal napoli; hamsik-1012442.htmSi-01,02,03,08010161
651012439NewsCalcio EsteroLiga,7a giornata: il Villareal perde l`imbattibilità20130930103662Liga Giornata 7Il Villareal sconfitto in casa del BetisQuattro le gare giocate nella domenica della 7/a giornata della Liga spagnola. Il Levante ha vinto di misura in trasferta a Pamplona sul campo dell'Osasuna. Incontro equilibrato e divertente visto il gran numero di occasioni da gol per entrambe le squadre ma è il Levante a vincere grazie al gol, nel finale del match, di Xumetra, espugnando così l' "El Sadar" dopo ben 9 anni. Altra vittoria di misura e lontana dalle mura amiche è stata quella del piccolo Elche sul campo del Celta. Prima gioia stagionale, dunque, grazie alla rete di Javi Marquez, per la squadra illicitana, mentre per il Celta, che non ha ancora vinto al "Balaidos", si tratta del terzo incontro consecutivo senza gol. Domenica disastrosa, invece, per quelle che fino ad ora sono state le piacevoli sorprese del campionato spagnolo. Espanyol e Villareal escono sconfitte dai rispettivi incontri contro Getafe e Betis. Ottima prestazione del Getafe a "El Prat" di Barcellona, confermando così la predisposizione agli incontri in trasferta. Nonostante il maggior possesso palla dell'Espanyol, in realtà il Getafe non ha mai sofferto più di tanto concretizando 2 delle 3 occasioni da gol capitate sui piedi dell'asturiano Adrian Colunga. Per l'Espanyol si tratta della seconda sconfitta consecutiva. Infine, perde l'imbattibilità il Villareal sul campo del Betis Siviglia. Partita noiosa e senza emozioni il cui equilibrio viene rotto dalla rete siglata dal nigeriano Igiebor. Nel finale<br>è stato espulso per proteste&nbsp;il tecnico dei "gialli" di Villareal, Marcelino, dopo un sacrosanto rigore non assegnato ai propri uomini. Il Villareal, comunque, mantiene la quarta posizione in solitaria; per il Betis tre punti preziosi, seconda vittoria consecutiva e la soddisfazione di sconfiggere una delle squadre che conservava l'imbattibilità.<br>Si chiuderà stasera la settima giornata con Granada-Athletic Bilbao. La squadra di casa non è ancora riuscita a racimolare punti in casa inanellando tre sconfitte, tutte di misura, nello stadio de "Los Càrmenes". Sarà una partita amarcord per l'ex Granada, Mikel Rico, che sarà anche premiato dai tifosi con una targa ricordo per i tre anni trascorsi con la maglia bianco-rossa. L'Athletic di Valverde cercherà il riscatto in trasferta, visto che nelle ultime due il bilancio è stato di 2 sconfitte e 6 gol subiti, e si affiderà alla vena realizzativa di Aduriz che proprio a Granada ha siglato la sua ultima doppietta nel novembre del 2012.<br><br>Risultati&nbsp;7a giornata<br><br>Valladolid-Malaga 2-2&nbsp;&nbsp; 23'Santa Cruz-76'Pawlowski(M) - 56'Javi Guerra-64'Osorio(V) <br><br>Valencia-Rayo Vallecano 1-0&nbsp;&nbsp;&nbsp; 37'Jonas<br><br>Almeria-Barcellona 0-2&nbsp;&nbsp;&nbsp; 21'Messi-56'Adriano<br><br>Real Sociedad-Siviglia 1-1&nbsp;&nbsp;&nbsp; 18'Jairo(S) - 66'Griezmann(RS)<br><br>Real Madrid-Atletico Madrid 0-1&nbsp;&nbsp; 11'D.Costa<br><br>Giocate Ieri<br><br>Osasuna-Levante 0-1&nbsp;&nbsp;&nbsp; 87'Jordi Feliu Xumetra<br><br>Celta Vigo-Elche 0-1&nbsp;&nbsp;&nbsp; 62'Javi Marquez<br><br>Espanyol-Getafe 0-2&nbsp;&nbsp;&nbsp; 73'-90'Adrian Colunga<br><br>Betis-Villareal 1-0&nbsp;&nbsp; 36'Igiebor<br><br>Stasera<br><br>Granada-Athletic Bilbao<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 21<br>2)At.Madrid 21<br>3)Real Madrid 16<br>4)Villareal 14<br>5)At.Bilbao 12<br>6)Valencia 12<br>7)Espanyol 11<br>8)Getafe 10<br>9)Levante 10<br>10)Malaga 9<br>11)Betis 8<br>12)Real Sociedad 7<br>13)Siviglia 6<br>14)Celta 6<br>15)Valladolid 6<br>16)Elche 6<br>17)Granada 5<br>18)Rayo 3<br>19)Almeria 3<br>20)Osasuna 3<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br><br><br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-7-il-villareal-perde-l-imbattibilita-1012439.htmSi100427901,02,03010198
661012437NewsCampionatiCagliari: un punto guadagnato20130930080739Cagliari, InterCagliari: un punto guadagnatoQuarto pareggio consecutivo per il Cagliari, che blocca l'Inter al "Rocco" di Trieste sull'1-1. Stavolta però, contrariamente a quanto accaduto contro Sampdoria e Livorno, si tratta di un punto guadagnato. C'è voluta una grande prova di carattere, determinazione e orgoglio da parte dei rossoblù per frenare la corsa di un'Inter, come previsto rigenerata dall'arrivo in panchina di Mazzarri. Il Cagliari ha avuto il merito fondamentale di non perdere mai la testa, nemmeno nei momenti di maggior pressione interista, concentrati all'inizio dei due tempi. Ci ha messo spesso una pezza Agazzi, autore di interventi provvidenziali. Dopo il gol di Icardi, è venuto fuori ancora una volta il cuore dei rossoblù, che hanno continuato a giocare con la giusta convinzione. Il pareggio di Nainggolan è arrivato grazie a una deviazione di un difensore, dunque un pizzico di fortuna ha inciso, ma la fortuna bisogna anche sapersela guadagnare; e il Cagliari se l'è ampiamente meritata. Un'impresa, anche in considerazione delle condizioni ambientali: il campo fradicio di acqua, che non permetteva gli scambi bassi e in velocità prerogativa dei rossoblù e il fatto di avere giocato praticamente in trasferta, dato che il pubblico era composto prevalentemente da tifosi dell'Inter. Nerazzurri subito pericolosi con tre tiri nei primi dieci minuti, di Nagatomo e due volte di Guarin: Agazzi è attentissimo. Si supera il portierone rossoblù al 27': cross di Nagatomo, deviazione ravvicinata di Belfodil e respinta miracolosa. Poi lo stesso Belfodil manda fuori il tap-in. Alla mezz'ora si fa vivo il Cagliari: cross di Conti per lo stacco di Pinilla, deviazione di testa velenosa, Handanovic risponde da campione. Al 44' iniziativa di Alvarez che prende palla dalla destra, si accentra e tira, trovando una deviazione: Agazzi, fuori causa, può solo trattenere il fiato mentre il pallone scende un pelo sopra la traversa. Subito dopo l'intervallo, Mazzarri mette dentro Icardi al posto proprio di Alvarez. La pressione dell'Inter si fa opprimente, Nagatomo e Pereira sulle due fasce spingono come ossessi. Il Cagliari è costretto sulla difensiva e raramente riesce a uscire palla al piede; pure Pinilla e Ibarbo devono sacrificarsi a dare una mano all'indietro. Intorno al quarto d'ora entra Palacio al posto di Belfodil. Lopez ridisegna l'assetto della squadra, spedendo dentro Ibraimi al posto di Cabrera e passando al 4-3-3. Il macedone entra subito in partita e ha sul piede una grande occasione per segnare, ma il suo tiro al volo, dopo un disimpegno pasticciato di Cambiasso, si perde alto. Al 74' Lopez dà respiro a Pinilla, inserendo Sau. Un minuto dopo l'Inter passa. Una triangolazione sulla destra taglia fuori Avelar e libera al cross Nagatomo, una spina nel fianco: Icardi da due passi deve solo spingere di testa in rete. Il pareggio arriva all'82': Ibraimi dalla sinistra tocca dietro per Nainggolan che carica il destro. La palla incoccia il corpo di Rolando e finisce la sua corsa nell'angolino, Handanovic non ci può fare niente. Non è finita, perchè l'Inter reagisce con rabbia. Palacio si libera in area con un gioco di prestigio e fortunatamente calcia alto. Dall'altra parte replica Sau, che va via e cerca Ibraimi, ma all'ultimo ferma tutto un difensore. Entra anche Milito per l'ultimo assalto interista, e proprio Milito dopo una mischia paurosa viene chiuso da Conti. 1-1, il Cagliari sale a quota 7. In attesa di tornare davanti alla sua gente.&nbsp;&nbsp;gp01ctgp01ctnainggolan.jpgSiNcagliari inter-1012437.htmSi-01,02,03010151
671012427NewsCampionatiUn`occasione persa. Difficile trovare altre parole per descrivere la quarta sconfitta in sei partite di questa malinconica Sampdoria 2013/14. 20130929094668samp, milanUn`occasione persa. Difficile trovare altre parole per descrivere la quarta sconfitta in sei partite di questa malinconica Sampdoria 2013/14. Un'occasione persa. Difficile trovare altre parole per descrivere la quarta sconfitta in sei partite di questa malinconica Sampdoria 2013/14. Anche i resti del Milan - in un "Meazza" semivuoto e acusticamente più blucerchiato che mai - hanno la meglio di misura sulla truppa di Delio Rossi, stesa da un gol del semi-carneade Birsa al pronti via della ripresa e incapace di approfittare delle assenze rossonere e di palesare, in 47 minuti, una reazione degna di questa nome. <BR><BR><STRONG>Imprecisione</STRONG>. Conferme per il modulo, non per gli interpreti. Nel 4-4-2 iniziale, il mister apporta qualche modifica: Regini prende il posto di Gastaldello mentre Palombo rileva Krsticic in mediana. Sulle fasce vengono riproposti Gavazzi e Wszolek, De Silvestri e Costa coprono loro le spalle. L'imprecisione - da una parte e dall'altra - la fa da padrona nelle prime battute, battute in cui i padroni di casa costringono i blucerchiati nella propria metà-campo. Al 14' Costa abbatte Zaccardo e si becca il primo giallo della serata: diffidato, salterà il Torino. Subito dopo Constant si coordina con il mancino ma, al volo, non centra lo specchio della porta. Zapata centra in pieno Sansone al limite dell'area ma Peruzzo non ravvisa situazioni scorrette.<BR><BR><STRONG>Déjà vu</STRONG>. Tra i cori del Terzo Anello Verde di San Siro, un<EM> déjà vu</EM> al 27': da corner di Sansone, Costa svetta più in alto di tutti e, bruciando Zapata sul tempo, incorna proprio come un anno fa. Peccato che stavolta la palla non gonfi la rete lato nord ed esca di un niente alla sinistra di un impietrito Abbiati. Poco più tardi Gabbiadini spaventa dalla distanza l'estremo rossonero e Mexes arriva in leggero ritardo su un'invitante punizione di Birsa. Sono questi gli ultimi sussulti di un primo tempo equilibrato e concluso senza dominatori.<BR><BR><STRONG>Tramortiti</STRONG>. Dal tunnel degli spogliatoi, Allegri fa uscire Emanuelson. Dentro resta Muntari. E dentro va anche un sinistro di Birsa che passa sotto le gambe di Regini e va a infilarsi a fil di palo. Dopo 56 secondi il Doria è già sotto e, tramortito, rischia grosso negli istanti successivi. Lo sloveno scarica il mancino ancora verso Da Costa, il brasiliano respinge ma serve involontariamente Poli. L'ex blucerchiato centra per Robinho, goffissimo - per nostra fortuna - nel concludere tra le braccia del connazionale. Scampato il pericolo, Rossi decide di cambiare: Wszolek (7') e Palombo (16') lasciano il posto a Soriano e a Krsticic, il sistema di gioco resta lo stesso.<BR><BR><STRONG>Pressione</STRONG>. Resta la stessa anche la sterilità offensiva. Anzi, la Samp, a causa di una dormita del neo-capitano Obiang, rischia ancora di subire: Da Costa nega con il piede il raddoppio a Matri. Al 22' il Milan inserisce Niang per Birsa; Rossi concede invece il debutto blucerchiato a Petagna, subentrato a Gabbiadini. Il troppo altruismo di Krsticic nega al Doria e all'ex punta rossonera un'occasione d'oro per il pareggio, occasione che si tramuta in un'ammonizione di frustrazione per il serbo che fa rima con squalifica. La nostra pressione offensiva produce un tris di tentativi da parte di Obiang e Sansone. Nulla di trascendentale. Niang sfiora il 2-0, Da Costa lo evita. Ma non si sorride. La classifica piange. Serve una svolta. Domenica prossima nessuna scusante e un solo risultato a disposizione: vincere.<BR><BR><STRONG>Milan &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 1<BR>Sampdoria 0</STRONG><BR><STRONG>Reti</STRONG>: s.t. 1' Birsa.<BR><STRONG>Milan (4-3-2-1)</STRONG>: Abbiati; Zaccardo, Zapata, Mexes, Constant; Poli (30' s.t. Nocerino), De Jong, Muntari (1' s.t. Emanuelson); Birsa (21' s.t. Niang), Robinho; Matri.<BR><STRONG>A disposizione</STRONG>: Amelia, Gabriel, Abate, Cristante, Vergara.<BR><STRONG>Allenatore</STRONG>: Massimiliano Allegri.<BR><STRONG>Sampdoria (4-4-2)</STRONG>: Da Costa; De Silvestri, Mustafi, Regini, Costa; Gavazzi, Palombo (16' s.t. Krsticic), Obiang, Wszolek (7' s.t. Soriano); Sansone, Gabbiadini (22' s.t. Petagna).<BR><STRONG>A disposizione</STRONG>: Fiorillo, Renan, Rodriguez, Castellini, Pozzi, Berardi, Eramo, Gastaldello, Gentsoglou.<BR><STRONG>Allenatore</STRONG>: Delio Rossi.<BR><STRONG>Arbitro</STRONG>: Peruzzo di Schio.<BR><STRONG>Assistenti</STRONG>: Di Fiore di Aosta e Musolino di Taranto.<BR><STRONG>Quarto ufficiale</STRONG>: Marrazzo di Tivoli.<BR><STRONG>Arbitri addizionali</STRONG>: Doveri di Roma 1 e Pairetto di Nichelino.<BR><STRONG>Note</STRONG>: ammoniti al 14' p.t. Costa, al 34' p.t. Gavazzi, al 27' s.t. Krsticic per gioco scorretto; recupero 0' p.t. e 3' s.t.; terreno di gioco in buone condizioni. <br><br>gp01ctgp01ctsampdoria-6.jpgSiNsamp milan-1012427.htmSi-01,02,03,07010245
681012389NewsCampionatiLazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurri20130926105541Lazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurriLazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurri<STRONG>ANDUJAR, VOTO 5,5</STRONG> La partita dell’estremo difensore argentino è stata contraddistinta da errori gravi alternati a buoni interventi. Al 3’ minuto goffa respinta sulla punizione di Candreva che porta al gol di Ederson. Al 7’ si riscatta e respinge il tiro ravvicinato di Lulic. Bene nelle uscite, 4 in totale nei 90 minuti di gioco. Al 21’ esce con puntualità con i piedi e spazza sull’accorrente Floccari. Prima di incassare il gol di Lulic, su cui non può nulla, respinge con la coscia ed in maniera fortunosa il gran tiro di Ederson. Nella ripresa viene chiamato ad un paio di interventi su tiri da fuori come al 66’ su Floccari e al 72’ su Candreva. All’84 prima sbaglia la presa sul tiro di Candreva poi salva sulla respinta di Hernanes. Nei minuti di recupero compie tre parate consecutive mostrandosi molto reattivo, poi al 93’ incassa il gol di Hernanes. 9 le parate complessive. Deve dimostrare ben altro se vuole andare ai Mondiali con la sua Argentina.<BR><BR><B>ALVAREZ, VOTO 6</B> Inizia la partita soffrendo le folate di Lulic. Poi prende le contromisure e disputa una buona partita. Al 7’ entra in scivolata su Floccari e rischia con la sua deviazione di battere Andujar in autogol. Pochi secondi dopo è sempre lui a salvare la porta rossazzurra, respingendo col viso sulla linea di porta, un tiro ravvicinato di Lulic. Al 37’ commette una ingenuità lasciando rimbalzare il pallone in area con Floccari in agguato, per fortuna se la cava la retroguardia del Catania. Nella ripresa corre su ogni pallone e ci mette lo zampino rimediando su numerose occasioni dei biancocelesti. Decisivo quando ferma di forza Ederson lanciato in contropiede. Bravo nel proteggere la palla sulle diagonali della Lazio. Corre tantissimo ed è uno dei pochi a cercare di spingere e di pressare sulla metà campo avversaria. Recupera 3 palloni e vince 6 contrasti su 10.<BR><BR><B>BELLUSCI, VOTO 5,5</B> Al 14’ si fa scappare Cana che sfiora il gol di testa. Bravo poi a chiudere su Ederson e su Floccari tra il 20’ e il 30’ minuto. In occasione del raddoppio laziale indietreggia anziché opporsi a Lulic e chiudergli la visuale per il tiro. Nella ripresa si fa espellere al 59’ per fermare Onazi lanciato in porta. Recupera 2 palloni, vince 6 contrasti e ne perde 2. Soffre più Ederson che Floccari. Meno incisivo rispetto alle partite precedenti.<BR><BR><B>SPOLLI, VOTO 6</B> Sempre uno dei migliori tra i rossazzurri anche se non brilla come nelle altre partite. E’ l’uomo tutto fare in difesa. Lotta con Floccari, con Ederson e ferma Onazi o Candreva quando aiuta il compagno Biraghi nei raddoppi di marcatura. All’11 si becca un fallaccio da parte di Cana ma si rialza e continua a combattere. Nel primo tempo grazie ai suoi interventi il Catania corre pochi rischi su azione della Lazio. Nella ripresa soffre un po’ dopo l’espulsione di Bellusci concedendo qualche inserimento di troppo ai laziali. Al 63’ di forza e in modo poco elegante ne fa fuori due della Lazio e si becca i fischi dei tifosi biancocelesti. Al 75’ è decisivo in area di rigore quando vince il corpo a corpo con Onazi. Per lui parlano sempre i numeri: 6 duelli vinti e 3 persi, 4 palloni recuperati, 3 contrasti aerei vinti e nessuno perso. Dai suoi piedi partono alcuni lanci lunghi per gli avanti rossazzurri.<BR><BR><B>BIRAGHI, VOTO 5,5</B> Candreva è un avversario difficile da controllare e soffre terribilmente le folate del calciatore biancoceleste soprattutto nella ripresa quando lo mette nelle condizioni di calciare sempre in porta. Al 20’ del primo tempo si fa notare per un buon spunto in avanti, il suo cross ben calibrato non trova però Plasil pronto per colpire. Bene in fase di disimpegno meno nei duelli in velocità e fisici con Candreva con cui perde 3 contrasti su 4. Al 79’ entra in maniera decisa e in scivolata su Candreva in area di rigore rischiando qualche cosa. Buono il numero di palle recuperare nei novanta minuti, ben 6. <BR><BR><B>PLASIL, VOTO 6,5 </B>E’ il migliore nel Catania visto all’Olimpico. Nella sua prestazione c’è tutto: tecnica, intelligenza tattica e spirito di sacrificio. Inizialmente si piazza dietro a Petkovic fungendo da suggeritore ma all’occorrenza anche da interditore tra Ledesma e Onazi. Fa a sportellate con mezza difesa della Lazio in occasione del gol del pari di Barrientos. Nel primo tempo disputa una gran partita facendo girare il pallone. Gioca quasi sempre spalle alla porta riuscendo a fare da apripista per gli esterni. Dai suoi piedi partono sempre suggerimenti di prima e si muove anche bene negli spazi in fase di non possesso. Ripiega quando la Lazio attacca e lo fa costantemente nella ripresa dopo l’espulsione di Bellusci. Inevitabilmente cala insieme alla squadra. Maran può costruire il gioco del Catania attorno a lui. Si contano 6 palloni recuperati, 6 contrasti vinti e 2 persi. 58 i passaggi totali con una media del 82,7% per quanto riguarda i suggerimenti riusciti col Catania in fase propositiva.<BR><BR><B>ALMIRON, VOTO 5,5</B> Partita dai due volti per l’argentino. Bene nel primo tempo, meno nella ripresa. Inizia la gara dimostrando grande dinamismo. Si piazza davanti alla difesa facendo da schermo agli attacchi della Lazio. Ci riesce bene recuperando numerosi palloni e vincendo diversi contrasti a limite dell’area. Ederson e Ledesma non sono avversari facili da controllare e soprattutto il brasiliano riesce a sfuggirgli in velocità. Al 54’ del secondo tempo, va vicino al gol in rovesciata. Esce al 75’ per fare spazio a Tachtsidis. Pochi i passaggi effettuati per i compagni, la maggior parte scambi sullo stretto con la Lazio in pressing. Poco incisivo nella metà campo avversaria, solo il 66,7% di passaggi riusciti oltre la propria metà campo.<BR><BR><B>GUARENTE, VOTO 5</B> Brutta partita per l’ex dell’Atalanta e del Siviglia. Si fa asfaltare da Ederson e da Onazi, il secondo soprattutto lo costringe al fallo in numerose occasioni. Un paio di errori in disimpegno e non supporta Plasil preferendo quasi sempre la giocata in orizzontale. Al 38’ il suo disimpegno errato favorisce Lulic per il 2-1 laziale. Perde 4 contrasti su 6 e recupera solo 2 palloni. Dai suoi piedi però iniziano le azioni offensive del Catania con una media del 92,9% di passaggi riusciti in fase d’attacco nella metà campo biancoceleste.<BR><BR><B>MONZON, VOTO 5,5</B> Maran deve trovargli ancora una collocazione tattica. In fase difensiva soffre terribilmente, lo fa anche oggi nel duello con Candreva. In fase offensiva dimostra di avere corsa e potenza fisica ma si intestardisce col pallone e compie giocate personali che si traducono in nulla di positivo. Molto dinamico nei primi minuti di gioco. Dai suoi piedi partono 5 cross ma tutti poco sfruttati dagli attaccanti rossazzurri. Costruisce l’azione che porta al gol di Barrientos ma da lì in poi commette un paio di errori che potevano costare caro al Catania, come al 17’ quando si addormenta sul pallone e favorisce Lulic per il tiro in porta. 7 contrasti persi su 10 sono tanti. Deve ancora prendere le misure e inserirsi nei ritmi di gioco del campionato italiano.<BR><BR><B>BARRIENTOS, VOTO 6</B> Gioca quasi tutta la partita da esterno destro, accentrandosi poche volte e quando lo fa mette in difficoltà due giocatori fisici e poco tecnici come Ciani e Cana. Al 5’ approfitta dell’errore di Cana per pareggiare i conti con un delizioso tocco sotto che batte Marchetti. Un po’ frettoloso nel cambio di gioco e poco assistito dai compagni che lo distanziano di troppi metri. Nel primo tempo prova ad inventare qualcosa in avanti per lo spaesato Petkovic ma il Catania non arriva praticamente mai al tiro. Nella ripresa cala come tutta la squadra. In inferiorità numerica è costretto a ripiegare sulle offensive laziali piuttosto che portare palla in avanti. I numeri parlano di una partita di contenimento per il ‘Pitu’ con ben 9 palloni recuperati e 7 contrasti vinti su 11. Appena 34 passaggi per l’argentino e una media bassissima del 44% di suggerimenti riusciti nella metà campo laziale con il Catania in fase offensiva.<BR><BR><B>PETKOVIC, VOTO 5</B> Gioca la sua prima partita da titolare in Serie A. Entra in campo con tanta voglia di mettersi in mostra ma i suoi 192 centimetri d’altezza si scontrano con i 192 centimetri di Ciani e i 186 centimetri di Cana. Perde il duello aereo con i due centrali biancocelesti e riesce pochissime volte a fare la sponda per i compagni o stoppare e far salire la squadra. Tanto impegno ma non si può chiedere la luna ad un ragazzo di 19 anni che ha già fatto cose straordinarie con la Primavera. Qualche spunto interessante come al 49’ quando aggira elegantemente in stile ‘Zidane’ due avversari della Lazio. 9 contrasti persi su 12 con palla a terra, mentre nel gioco aereo perde 9 contrasti su 9.<BR><BR><B>BOATENG, VOTO 6 </B>Entra al 57’ al posto di Guarente e come contro il Parma si merita comunque la sufficienza per la grinta dimostrata. Lotta su diversi palloni e cerca di raccogliere il passaggio avvicinandosi ai portatori di palla. Ci prova dal limite pochi minuti dopo il suo ingresso ma la spedisce alta. Il suo, l’unico tiro della ripresa a favore dei rossazzurri, oltre alla rovesciata di Almiron arrivata però dagli sviluppi di un corner. Si muove a destra e a sinistra cercando anche di ripiegare sugli avversari. Potrebbe essere proposto da Maran dal primo minuto.<BR><BR><B>LETO, VOTO 5</B> Entra al 57’ ma si vede in una o due occasioni solamente. Con il Catania in inferiorità numerica, i rossazzurri producono poco possesso palla, il che si traduce con pochi passaggi utili per l’argentino che prende il posto di Petkovic come prima punta. Nulla da segnalare se non un paio di contrasti persi e qualche timido accenno di sfondamento tra maglie biancocelesti.<BR><BR><B>TACHTSIDIS, SENZA VOTO </B>Entra al 75’ al posto di Almiron. Tocca pochi palloni per poter essere giudicato.<BR><BR><B>ALL. MARAN, VOTO 5,5</B> La sconfitta con la Lazio è frutto di errori individuali. Il tecnico rossazzurro, con gli uomini contati in avanti si inventa un attacco con Petkovic e il trio Monzon-Plasil-Barrientos a supporto. Il 4-4-2 in fase di non possesso che si trasforma in 4-2-3-1 in fase di possesso funziona per buona parte del primo tempo. Il Catania infatti inizia la partita molto bene giocando palla al piede, con suggerimenti veloci e di prima, insomma il vecchio buon Catania. Alla distanza la sua squadra perde di lucidità e soprattutto di concretezza a metà campo dove solo Plasil riesce grazie alla sua esperienza a caricarsi la squadra sulle spalle. Gli infortuni non aiutano. Izco con la sua incisività e velocità potrebbe completarsi bene con il nazionale ceco. L’espulsione di Bellusci stravolge i piani del mister. Tre giorni per preparare la sfida con la Lazio erano pochi, eppure il Catania è stato in partita fino al 2-1 pur convivendo con la solita sterilità in attacco. Ora sotto col Chievo, urgono punti.<BR>GP01CTGP01CTmaran.jpgSiNlazio - catania. le pagelle dei rossazzurri-1012389.htmSi-01,02,03,09010224
691012381NewsCampionatiCatania - Parma 0-0. Le pagelle del Catania20130923145458Catania - Parma 0-0. Le pagelle del CataniaCatania - Parma 0-0. Le pagelle del Catania<STRONG>ANDUJAR, VOTO 6</STRONG> Viene impegnato seriamente solo in una occasione, quando al 59’ in tuffo para la conclusione dal limite dell’area di Amauri. Nel primo tempo non viene mai chiamato in causa dagli attaccanti ducali. Bene nelle uscite aeree. Un po’ frettoloso nei rinvii tanto che Maran nella ripresa lo chiama alla calma. Si contano due parate e sette uscite. Buona prestazione, frutto anche di una difesa che col Parma ha funzionato.<BR><BR><B>BELLUSCI, VOTO 6</B> Disputa una buona partita nella giornata in cui il suo reparto ha funzionato bene. Nella difesa a tre occupa il centro-destra. Nel primo tempo intercetta diversi palloni. Mette sola una volta i brividi al pubblico del Massimino quando al 31’ compie un retropassaggio rischioso con Amauri in agguato. Si fa scappare Cassano solo in una occasione, al 36’ ma il fantasista di Bari per fortuna dei rossazzurri non era in giornata. Nella ripresa ci mette lo zampino e salva il risultato bloccando lo scatenato Acquah lanciato in contropiede. Per lui 8 contrasti vinti e 7 persi. Vince 3 contrasti aerei perdendone uno solo. Partita positiva anche dal punto di vista disciplinare.<BR><BR><B>LEGROTTAGLIE, VOTO 6 ,5</B> Si piazza al centro della difesa e duella per tutto il match con Amauri. Si fa scappare l’attaccante due volte nel primo tempo e inizialmente soffre lo scontro sulle palle alte con l’italo-brasiliano. Poi prende le misure e spadroneggia nel suo reparto. Al 36’ decisivo sul tiro in area di Cassano, in scivolata devia in angolo. Al 70’ della ripresa ci prova pure in rovesciata ma non inquadra la porta. Nel finale salva due volte la porta di Andujar. Prima all’82’ su Amauri imbeccato in area da Palladino e due minuti dopo su Acquah solo davanti ad Andujar. Vince 6 contrasti e ne perde 4. Pochi passaggi lunghi al contrario di altre volte, se ne contano appena due. Recupera ben 9 palloni.<BR><BR><B>SPOLLI, VOTO 7</B> Gioca sul centro-sinistra e per l’ennesima volta esce dal campo con la targa del migliore in campo tra i rossazzurri. La fascia di capitano lo responsabilizza e l’argentino non sbaglia un intervento. Numeri da capogiro per l’ex del Newell’s. Vince 12 contrasti e ne perde 5. Si fa valere sul gioco aereo vincendo 5 contrasti senza perderne uno. Recupera 6 palloni e si carica la squadra sulle spalle quando c’è da far partire l’azione. Al 15’ si fa 50 metri di campo in pieno stile ‘maradoniano’ ma viene stoppato in area dal buon Lucarelli. C’è sempre lui su ogni calcio d’angolo ma non prende bene la mira. Interviene puntualmente prima su Cassano, poi su Amauri e anche su Biabiany. Al 52’ decisivo il suo intervento con Palladino lanciato in area rossazzurra. Nel finale ci prova con un tiro smorzato. <BR><BR><B>ALVAREZ, VOTO 6</B> Gioca da esterno di centrocampo ma non disdegna la fase difensiva facendosi trovare sempre puntuale sui piedi dell’avversario. Nel primo tempo costringe Gobbi ad una partita da spettatore. Cala nella ripresa insieme alla squadra. Poco servito dai compagni in fase propositiva. In pratica il Catania ha attaccato pochissimo dal suo lato. Meglio comunque l’Alvarez che conosciamo da terzino. Anche per lui numeri importanti, vince 12 contrasti e ne perde appena 3.<BR><BR><B>PLASIL, VOTO 6 </B>Si incomincia ad intravedere qualcosa del Plasil che ha calcato i campi di mezza Europa. Contro il Parma disputa una buona partita. Come con il Livorno inizia alla grande e dai suoi piedi parte il cross per il quasi gol di Bergessio solo dopo 60 secondi di gioco. Sviluppa con personalità la fase di possesso e di non possesso. Al 33’ salta in maniera raffinata un avversario e calibra una precisa apertura per Barrientos. Al 63’ ci mette lo stinco per fermare il potente tiro dal limite di Marchionni. Dopo l’uscita dal campo di Almiron si piazza in mezzo al campo e prova a contenere gli attacchi di un Parma più in salute rispetto agli etnei. A tredici minuti dalla fine, sfiora il gol calciando un diagonale che si perde di poco a lato. Per lui 26 passaggi corti, un solo passaggio lungo (quello per Barrientos nel primo tempo) ed una percentuale del 81,5% di appoggi riusciti.<BR><BR><B>ALMIRON, VOTO 5,5</B> Non vive un momento di forma smagliante ma bisogna apprezzare il lavoro svolto dall’argentino nel primo tempo. Inizia bene ingabbiando Cassano e costringendolo a spostarsi sul centro-sinistra. Al 24’ intercetta un importante pallone con il Catania scoperto in difesa. Si fa carico di portare palla al piede e di far risalire la squadra. A fine partita è il calciatore del Catania ad aver effettuato il maggior numero di passaggi, 40 con una percentuale dell’87,5% di suggerimenti riusciti. Recupera 6 palloni ma perde numerosi contrasti specialmente nella ripresa quando scompare dal campo. Esce al 63’ per fare spazio a Boateng dopo aver provato una conclusione al volo dal limite dell’area.<BR><BR><B>GUARENTE, VOTO 5,5</B> Gioca una partita di quantità. Meglio nella ripresa rispetto al primo tempo quando si fa saltare più volte da un ispirato Acquah. Ci prova dal limite dell’area al 27’ ma senza troppa convinzione. Nel primo tempo perde 5 dei 7 contrasti totali. Meglio nella ripresa quando si muove più palla al piede riuscendo a dialogare con i compagni. Dai suoi piedi partono il 50% dei palloni diretti nella metà campo avversaria. Al 73’ sbaglia clamorosamente l’appoggio per lo smarcato Maxi Lopez in una azione favorevole per l’undici di Maran.<BR><BR><B>MONZON, VOTO 5,5</B> Meglio rispetto alle sue ultime uscite. Viene chiamato da Maran ad una partita votata più alla fase offensiva che a quella difensiva. Gioca inizialmente da esterno di centrocampo, poi nella ripresa da esterno d’attacco e anche da interno sinistro di centrocampo. Dai suoi piedi partono 5 cross che tuttavia non sortiscono pericoli per la porta difesa da Mirante. Ancora da rivedere qualcosa in fase difensiva. Al 30’ si fa scappare Biabiany, per fortuna il cross ravvicinato del giocatore ducale non trova compagni. Nella ripresa soffre le folate offensive di Acquah e soprattutto di Palladino. Quest’ultimo viene lasciato sistematicamente libero di crossare. Al 77’ strappa gli applausi del Massimino, dribbling secco su due avversari e calibrato cross che non trova maglie rossazzurre in area. Bene nel gioco aereo, riesce infatti a spizzicare numerosi palloni. Ha preso maggiore confidenza con i compagni e si è mostrato sicuramente in crescita.<BR><BR><B>BARRIENTOS, VOTO 5,5</B> Il ‘Pitu’ non ha giocato una gran partita. Appena 24 passaggi e solo il 75% riusciti. Viene schierato da Maran come seconda punta, non proprio il suo ruolo preferito. Nei primi minuti della partita attacca sul centro destra, poi Maran lo sguinzaglia tra le maglie biancocrociate. L’argentino si muove su tutto il fronte d’attacco ma quasi sempre girando a vuoto. Bravo Donadoni nell’indirizzare i suoi calciatori a raddoppiare o triplicare la marcatura sul talento rossazzurro. Si intestardisce nel trattenere il pallone che alla fine perde in 10 occasioni. Nel secondo tempo illumina prima su Boateng al 65’ con una bella apertura e poi di tacco smarca sempre l’ex giocatore del Milan. Il campo appesantito dalla copiosa pioggia non lo aiuta nella gestione del pallone.<BR><BR><B>BERGESSIO, SENZA VOTO</B> Esce al 32’ del primo tempo per infortunio. Sfiora il gol al primo minuto lanciandosi in scivolata sul cross di Plasil. Fa a sportellate con Lucarelli ma perde il duello con il numero 6 dei gialloblù. Per il “Lavandina” un solo passaggio, due contrasti vinti e tre persi.<BR><BR><B>MAXI LOPEZ, 5,5 </B>Entra al 32’ del primo tempo al posto dell’infortunato Bergessio. Entra a freddo ed incontra qualche difficoltà nel controllo del pallone. Nella ripresa duella con Lucarelli che a fine partita è uno dei migliori del Parma. Poche volte riesce a fermare palla e ad aprire il gioco per le corsie laterali. Un solo spunto al 56’ quando si smarca bene e calcia dal limite dell’area trovando la deviazione in corner di Felipe. Perde 4 contrasti aerei vincendone 3. Un tiro in porta ed un pallone recuperato. Fatica ma è anche vero che riceve pochissimi palloni giocabili.<BR><BR><B>BOATENG, VOTO 6</B> Entra al 63’ della ripresa al posto dello spento Almiron. Con il suo ingresso, Maran cambia modulo e passa al 4-3-3. L’ex giocatore del Milan entra in campo con personalità ed attacca sul lato destro. Bene nei movimenti senza palla. Conquista due corner e ripiega in maniera decisiva su Amauri.<BR><BR><B>KEKO, SENZA VOTO </B>Gioca gli ultimi nove minuti di partita, compreso il recupero. Lo spagnolo prova a mettere vivacità all’attacco del Catania ma il Parma si difende bene e conquista meritatamente il pari.<BR><BR><B>ALL. MARAN, VOTO 5,5</B> Costretto a cambiare modulo per le numerose assenze soprattutto in avanti. Senza Castro e Leto, si inventa Monzon e Alvarez esterni offensivi. Miglioramenti se ne sono visti, soprattutto in fase difensiva. Nessun gol incassato ed appena due parate per Andujar. Manca ancora il collante tra centrocampo ed attacco. In mezzo al campo si intravede qualcosa di buono con Plasil e Guarente che possono garantire qualità e quantità. Serve però maggiore velocità di manovra e sicuramente più fantasia lì davanti. Il turno infrasettimanale non aiuta il mister a collaudare meglio lo scacchiere rossazzurro. Prima della partita col Parma aveva giudicato molto buono il lavoro settimanale dei suoi. I suoi ragazzi dovranno ancora faticare ma i primi frutti si sono visti. gp01ctgp01ctalmiron.jpgNcatania - parma 0-0. le pagelle del catania-1012381.htm-01,02,03,07,09010239
701012355NewsCampionatiInter-Juventus, amici mai20130914141333inter, juventusNon c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza JuvePotrei iniziare parlando del numero della giornata in corso, delle probabili formazioni, del numero di biglietti venduti, e di tutte le normali informazioni che si danno su una normale partita: peccato che questo non è il caso. Signori e signore, benvenuti ad Inter –Juve: la madre di tutte le partite (almeno in Italia), un pezzo abbastanza grosso di calcio e una rivalità che dura da sempre; “amici mai, per chi come noi si è sempre amato”, cantava Venditti. Come due che si amano, si sono sempre cercate, stuzzicate e provocate: l’Inter faceva il Triplete e pensava alla Juve, i bianconeri vincono e si fanno beffa dei nerazzurri. Non c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza Juve: due schieramenti totali che condizionano l’Italia nei bar, nelle piazze, nei centro scommesse e ovunque si parli di calcio. Inter – Juve significa scudetti, tanti scudetti: da un lato c’è chi rimarca il numero esatto di titoli vinti sul campo, dall’altro lato i rivali stuzzicano dicendo di non averli persi sul campo, ma fuori. Inter – Juve è la partita dei tifosi: in Italia la maggior parte della popolazione o tifa per una o tifa per l’altra. Non mancano le eccezioni ovviamente, pronte comunque a schierarsi da una parte o dall’altra durante il match: indifferenza mai insomma. Inter – Juve significa Mazzarri contro Conte, due che, in perfetto stile derby d’Italia, non si sono mai potuti vedere più di tanto. Orgogliosi, vincenti, grintosi: l’uno non porterà mai i gianduiotti a Natale all’altro, che, viceversa, non lo inviterà mai a mangiare il Caciucco. Da due stagioni battibeccano, e quest’anno, già durante la tourneè americana, ecco le prime scintille: sanno di essere sulle panchine più importanti d’Italia, di rappresentare molto per i propri tifosi e, figuriamoci se diventano amici ora che il gioco entra nel vivo. Conte vuole togliere sicurezza ai nerazzurri: due anni fa la Juve, a seguito di una rifondazione, battè il Milan in casa propria e iniziò a credere di potercela fare; l’Inter sa che la Juve è più forte ma non vuole smettere di crescere e stupire per sognare qualcosa di più. Inter – Juve è il mito: da Ronaldo, eroe nerazzurro, placcato come se fosse un rugbista da Iuliano nello scudetto del ’98, a Zanetti e Del Piero, i due grandi capitani, protagonisti di mille vittorie e stimati reciprocamente anche dalle tifoserie e dirigenze opposte. Da Ibrahimovic, fenomeno scoperto dalla Juve, pronto ad abbandonare la barca che affondava per andare ad abbracciare il “nemico”, a Cannavaro, venduto come “finito” in casa Inter, ma col Pallone d’Oro a casa con la Juve. Senza dimenticare poi la beffa del 5 Maggio (con Conte capitano), gli strascichi di Calciopoli, le esultanze di Balotelli contro i buu razzisti dell’Olimpico di Torino e le scaramucce Stramaccioni - Marotta della scorsa stagione. Inter – Juve è l’ultima (forse) di Moratti: ne ha visti tanti derby d’Italia da quel lontano 25 Febbraio del 1995. Gioie, dolori e comunque emozioni: le casse dicono Thoir, al cuor però non si comanda e un coupe de theatre può materializzarsi in qualsiasi istante. D’altronde la signora Moratti lo sa bene: quel giorno il suo Massimo era andato a prendere il pane, mica a firmare un contratto… Inter – Juve è il 3-5-2 di Conte e Mazzarri: il tecnico toscano da sempre utilizza questo schema di gioco, il pugliese invece l’ha fatto suo dopo quel Napoli-Juve di due anni fa finito 2-2. Stesso modulo ma interpretazioni diverse, soprattutto per esigenze: in casa Inter, con in corso una ricostruzione, prima si pensa a non prenderle, e poi, con ripartenze velocissime, si prova a segnare. Quello bianconero invece è un modulo di spinta: Vidal e Pogba s’inseriscono a meraviglia, gli esterni spesso e volentieri giocano sulla stessa linea degli attaccanti e i difensori impostano il gioco (vedi i due assist di Bonucci con la Lazio). Inter – Juve, oggi, è la sfida dei singoli: Buffon contro Handanovic, ossia i due migliori portieri del campionato a confronto, i due rivitalizzati esterni nerazzurri Nagatomo e Jonathan contro Asamoah e Lichtsteiner, la qualità dei sudamericani Vidal e Guarin, le stelle del futuro Kovacic e Pogba; Carlitos Tevez, ex desiderio nerazzurro, per la prima volta calca San Siro e sfida l’amico Rodrigo Palacio, entrambi a segno già da tre partite e assolutamente fondamentali all’interno delle rispettive squadre. Inter – Juve è il derby d’Italia, la storia in campo, due “religioni” contro, e un solo unico spettacolo; accomodatevi sul divano, sulla sedia di qualche bar o a casa di amici, cercate gli auricolari se siete fuori, sintonizzate i vostri computer se la volete vedere in streaming: lo spettacolo è qui. C1012317FL0141FL0141guarin-inter.jpgSiNinter-juventus-amici-mai-1012355.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08030479
711012347NewsCalcio EsteroItalia, missione Brasile compiuta: 2-1 alla Rep. Ceca20130910225341italia repubblica ceca, qualificazioni mondiali, brasile 2014Tutto in salita per la squadra di Prandelli: Chiellini e Balotelli rispondono a Kozak. E adesso si fa sul serio.<STRONG>Missione compiuta:</STRONG> <STRONG>gli azzurri staccano il biglietto per il Brasile battendo in rimonta la</STRONG> <STRONG>Repubblica Ceca</STRONG> per 2-1. E dire che un'Italia in parte rimaneggiata, schierata da Prandelli con un 3-4-2-1 in cui fa la sua ricomparsa <STRONG>Pasqual</STRONG> (assente da 6 anni in nazionale), va sotto dopo appena 19 minuti a causa di un contropiede finalizzato da <STRONG>Kozak</STRONG>. Da allora la squadra di casa cresce, sostenuta dal folto pubblico torinese. Tempo cinque minuti e la traversa della porta difesa da <STRONG>Cech</STRONG> vibra per un tiro di <STRONG>Balotelli</STRONG>, un giro d'orologio dopo SuperMario spedisce alto il pallone ribattuto dall'estremo difensore ceco su un tentativo di <STRONG>Giaccherini</STRONG>. Porta stregata per l'Italia nella prima frazione di gioco: ancora Balotelli sciupa di testa, poi al 46'&nbsp;<STRONG>Candreva</STRONG> si vede negato il gol.&nbsp;<br><br> Nel secondo tempo la musica cambia e in tre minuti la situazione si ribalta. Svarione di Cech, che&nbsp;su&nbsp;corner di Candreva esce a vuoto, permettendo a&nbsp;<STRONG>Chiellini</STRONG> di insaccare indisturbato. Alla fine è Balo a chiudere i conti su rigore, dopo essere stato atterrato in area da Gebre Selassie. Nota di cronaca, in chiusura anche un cartellino rosso per la formazione di Bilek ai danni di&nbsp;<STRONG>Kolar</STRONG>, che stende&nbsp;l'attaccante rossonero e mattatore del&nbsp;match&nbsp;rimediando il secondo giallo. Il direttore di gara Eriksson fischia tre volte&nbsp;e sancisce il passaggio del turno per <STRONG>Buffon</STRONG> e compagni. Gara doppiamente speciale per il capitano: qualificazione raggiunta nel "suo" Juventus Stadium e gettone numero 136 in azzurro, che vale il record di presenze condiviso con un altro bianconero illustre, Fabio Cannavaro.<br><br>Torino, Juventus StadiumFL0435FL0435italia-rep.-ceca.jpgSiNitalia-rep-ceca-2-1-qualificazioni-mondiali-1012347.htmSi100612201,02,03030196
721012219NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, sogno Gomez ora è realtà. Napoli, virata su Lamela20130708180339calciomercato, fiorentina, napoli, roma, gomez, cavani, borriello, gilardino, dzeko, lamela, leandro damiaoIl tedesco a breve in Italia, al Bayern 20 milioni di euro. Il Napoli vuole Lamela, Roma con le mani legate.E' bastata una telefonata tra Rummenigge e Andrea Della Valle a sbloccare una situazione che sarebbe potuta diventare un caso di mercato. Perché di <STRONG>Mario Gomez</STRONG> a Firenze si parla dall'inizio dell'estate, ma solo pochi giorni fa il <STRONG>Napoli</STRONG> ha cominciato ad insidiare i rapporti faticosamente intessuti tra il club viola e il <STRONG>Bayern</STRONG>. L'annuncio è stato dato dal club bavarese, che riceverà dall'operazione 16 milioni di euro (rateizzati) ed altri 4 di bonus. <EM>"Il desiderio di Gomez era quello di andare alla Fiorentina e noi lo abbiamo accontentato. Lo ringraziamo per quanto ha dato al Bayern e gli auguriamo buona fortuna per l'avventura a Firenze"</EM>. Con queste parole Rummenigge ha dato l'addio al <EM>Torero</EM>, che viene accolto con grande gioia dai tifosi viola e dai suoi prossimi compagni. <EM>"Se è vero, è bello"</EM>, commenta un cauto <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG> alla notizia del prossimo trasferimento del tedesco, che compirà 28 anni dopodomani e si ipotizza che possa essere presentato alla stampa proprio il giorno del suo compleanno. <br><br> Il Napoli così deve guardare altrove per sostituire <STRONG>Cavani</STRONG>, ormai sul piede di partenza verso Parigi, per il quale Blanc spende parole al miele: <EM>"E' un giocatore generoso, che divora gli spazi, con una presenza importantissima sotto porta. Con Ibrahimovic sono complementari"</EM>. <STRONG>Il pallino di De Laurentiis è Erik Lamela</STRONG>, per il quale il patron partenopeo sarebbe disposto ad offrire 30 milioni di euro. Molto convincenti anche gli argomenti a supporto del trasferimento dell'argentino: in primis l'opportunità di giocare la Champions League con Benitez, oltre ad un contratto da 3,5-4 milioni annui. Tuttavia resta calda la pista <STRONG>Dzeko</STRONG>, che con ogni probabilità sarà rimpiazzato da Osvaldo, e si continua a tenere d'occhio il talentuoso&nbsp;<STRONG>Leandro Damiao</STRONG> dell'Internacional Porto Alegre. Sul fronte <STRONG>Roma</STRONG> battuta d'arresto per lo <STRONG>scambio Borriello-Gilardino</STRONG>, dovuta alla mancanza di un accordo per quanto riguarda il conguaglio economico dell'ingaggio dell'attaccante giallorosso, quasi doppio di quello del <EM>Gila</EM>. Garcia sarà costretto a pazientare per avere nuovi rinforzi, soprattutto dopo l'intromissione del Tottenham negli affari Strootman e Nani.<br><br>C1007650FL0435FL0435gomez.jpgSiNcalciomercato-fiorentina-arriva-gomez-napoli-lamela-1012219.htmSiT1000017,T1000024,T1000012100612201,02,03,08030899
731012047NewsFormula 1Gran Premio di Spagna: Pole Position a Rosberg. Tempi qualifiche20130511150220formula 1 spagna,gran premio,tempi qualifichePrima fila tutta Mercedes. Ferrari in terza fila.&nbsp;Sono le due Mercedes di Nico Rosberg ed Lewis Hamilton le uniche due vetture ad infrangere il muro di 1' e 21 secondi e a monopolizzare l'intera prima fila nella griglia di partenza del Gran Premio di Spagna 2013.<br>Le due vetture tedesche hanno costruito il loro vantaggio nell'ultimo tratto del circuito con dei parziali record di 27.7 e 27.8, mentre le due Ferrari che con quistano la terza fila con Fernando Alonso e Felipe Massa erano state le più veloci nel primo e secondo settore, non riescono ad essere competitive proprio nell'ultimo tratto del circuito dove perdono circa 5 decimi di secondo, e a niente è valso il parziale record (32.2) fatto segnare proprio dal brasiliano nel secondo settore.<br>In seconda fila la Red Bull di Sebastian Vettel e la Lotus di Kimi Raikkonen che sono sembrate molto equilibrate. <br>Alle spalle delle due ferrari, in quarta fila l'altra Lotus di Romain Grosjean e la seconda Red Bull di Mark Webber.<br>Delusione per Jenson Button che, nonostante le numerose modifiche portati dal team inglese in questo gran premio, non va oltre il quattordicesimo posto, battuto per la prima volta dal compagno di squadra Sergio Perez che conquista il nono posto.<br>Mercedes, ancora una volta strordinarie in qualifica specie se si considera che le Ferrari e le Lotus avevano disputato la Q1 con le gomme Hard conservando due treni di gomme medie nuove per la Q3, mentre Hamilton aveva utilizzato 2 treni di Medie in Q2 riservandosene uno solo per la Q3. Le due Red Bull sono invece apparse in leggera difficoltà con le Hard ed hanno sfruttato un treno di medie in ciascuna sessione avendo così un solo tentativo a disposizione per la pole position così come Perez e di Resta. Rosberg infine, così come le Ferrari, è riuscito a risparmiare un treno in più di gomme medie per la battaglia per la pole.<br>Sappiamo però che le due Mercedes sul passo gara non sono così performanti e la battaglia per la vittoria dovrebbe essere una lotta a 3 Ferrari-RedBull-Lotus, con un Raikkonen leggermente favorito, ma come sempre tutto dipenderà dalle strategie sulle gomme.<br><br><strong>AGGIORNAMENTO DAI BOX:<br></strong>Felipe Massa e &nbsp;Esteban Guitierrez sono stati penalizzati di tre posizioni in griglia per aver ostacolato rispettivamente Webber e Button nelle qualifiche.<br><br><br><br>&nbsp;<br><br><strong>GRAN PREMIO SPAGNA 2013 TEMPI QUALIFICHE<br><br><br></strong><pre style="width: 616px; overflow: auto; background-color: #030303;">Pos Pilota&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Team&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Q1&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Q2&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Q3<br>&nbsp;1&nbsp; Nico Rosberg&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mercedes&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.21.913&nbsp; 1.21.778&nbsp; 1.20.718<br>&nbsp;2&nbsp; Lewis Hamilton&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mercedes&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.21.728&nbsp; 1.21.001&nbsp; 1.20.972<br>&nbsp;3&nbsp; Sebastian Vettel&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Red Bull&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.21.158&nbsp; 1.22.602&nbsp; 1.21.054<br>&nbsp;4&nbsp; Kimi Raikkonen&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lotus&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.22.210&nbsp; 1.21.676&nbsp; 1.21.177<br>&nbsp;5&nbsp; Fernando Alonso&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ferrari&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.22.264&nbsp; 1.21.646&nbsp; 1.21.218<br>&nbsp;6&nbsp; Felipe Massa&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ferrari&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.22.492&nbsp; 1.21.978&nbsp; 1.21.219<br>&nbsp;7&nbsp; Romain Grosjean&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lotus&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.22.613&nbsp; 1.21.718&nbsp; 1.21.308<br>&nbsp;8&nbsp; Mark Webber&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Red Bull&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.22.342&nbsp; 1.22.378&nbsp; 1.22.246<br>&nbsp;9&nbsp; Sergio Pérez&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; McLaren&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.23.116&nbsp; 1.21.790&nbsp; 1.22.069&nbsp; <br>10&nbsp; Paul di Resta&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Force India&nbsp; 1.22.663&nbsp; 1.22.019&nbsp; 1.22.233&nbsp; <br><br>Eliminati Q2<br>11&nbsp; Daniel Ricciardo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Toro Rosso&nbsp;&nbsp; 1.22.905&nbsp; 1.22.127&nbsp; <br>12&nbsp; Jean-Eric Vergne&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Toro Rosso&nbsp;&nbsp; 1.22.775&nbsp; 1.22.166<br>13&nbsp; Adrian Sutil&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Force India&nbsp; 1.22.952&nbsp; 1.22.346<br>14&nbsp; Jenson Button&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; McLaren&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.23.166&nbsp; 1.22.355<br>15&nbsp; Nico Hulkenberg&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sauber&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.23.058&nbsp; 1.22.389<br>16&nbsp; Esteban Gutiérrez&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sauber&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.23.218&nbsp; 1.23.793<br><br>Eliminati Q1<br>17&nbsp; Valtteri Bottas&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Williams&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.23.260<br>18&nbsp; Pastor Maldonado&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Williams&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.23.318<br>19&nbsp; Giedo Van der Garde&nbsp; Caterham&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.24.661<br>20&nbsp; Jules Bianchi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Marussia&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.24.713<br>21&nbsp; Max Chilton&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Marussia&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.24.996<br>22&nbsp; Charles Pic&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Caterham&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.25.070 <br><br></pre>MontmelòWM01MSWM01MSspagna-2013-rosberg-hamilton.jpgSiNformula-1-formula-1-gran-premio-spagna-2013-tempi-qualifiche-pole-position-mercedes-1012047.htmSi100075601,02,03,04,06,07,08,09010853
741012046NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Tacchinardi: «Per la Juventus meglio Cavani di Ibrahimovic»20130511110722juventus, tacchinardiIndimenticato perno del centrocampo bianconeroIndimenticato perno del centrocampo bianconero, Alessio Tacchinardi nato a Crema il 23 luglio del 1975, è oggi opinionista televisivo e allenatore degli Allievi Regionali del Brescia. Nel 1994 proveniente dall’Atalanta approda alla Juventus, e qui sigilla la sua prestigiosa carriera di calciatore fino al 2005, anno in cui passò al Villarreal per due stagioni prima di finire la carriera a Brescia nel 2008. Con la Juve vinse cinque scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League, una Supercoppa Uefa, una Coppa Intercontinentale e una Coppa Intertoto. In Nazionale vinse il Campionato d’Europa Under 21 nel 1996, 13 presenze nella Nazionale maggiore dal 1995 al 2003, 12 nell’Under 21 e 9 nell’Under 18. Un Palmarès davvero prestigioso per questo giocatore cremasco che ha legato tutte le sue fortune calcistiche alla Juventus. Ma, di Tacchinardi, c’è anche un altro aspetto conosciuto da poche persone: il suo amore per il Golf. A Crema, infatti, sua città natale, ha organizzato e patrocinato la Tacchinardi Cup 2013, un’importante manifestazione sportiva che si è svolta il 18 aprile scorso presso il Golf Crema Resort, al podere di Ombrianello. Sono stati 55 i partecipanti, ben 9 in più rispetto alla prima uscita ufficiale della manifestazione. La prossima si svolgerà giovedì 16 maggio e proseguirà fino al 6 giugno, data in cui si chiuderà il torneo. Ci saranno anche ospiti illustri quali, Massimo Mauro, Gianluca Vialli, il giornalista Sky Alessandro Bonan e, con molta probabilità, anche Cesare Prandelli, il C.T. azzurro che è grande appassionato di Golf da sempre. Ma, ricordando Alessio Tacchinardi ex calciatore della Juventus e della Nazionale, l’abbiamo avvicinato in esclusiva per IlCalcio24.com.<br><br> Tacchinardi, cosa pensi del secondo scudetto consecutivo conquistato dalla Juve dell’era Conte?<BR>“Penso che la Juve abbia fatto qualcosa d’importante, qualcosa che non è mai facile ripetere anche in considerazione che vincere non è cosa semplice. Tuttavia, una Juventus che ha dimostrato grandi motivazioni, volontà e idee molto chiare, non poteva non bissare la vittoria”.<br><br> Qual è stato il giocatore bianconero che ti ha impressionato maggiormente?<BR>“Devo dire che tutti i giocatori della Juventus hanno fatto una grandissima stagione. Ma Vidal è il giocatore che mi è piaciuto di più, perché lavorando con serietà nella Juve, ha avuto una crescita esponenziale tale da instaurare una leadership di centrocampo che è nota a tutti. Un vero guerriero, capace di fare la differenza. Un altro giocatore che mi è piaciuto tanto per continuità e rendimento è stato Barzagli. Poi, non voglio dimenticare Pogba; un giocatore giovane che è cresciuto tantissimo ed è stato la vera rivelazione di questa Juventus”.<br><br> Sei d’accordo con chi sostiene che il successo della Juve si racchiuda principalmente nella mentalità provinciale e nella fame di vittorie?<BR>“Penso che la ferocia calcistica e un certo tipo di mentalità, Antonio Conte l’abbia acquisita soprattutto quando giocava. Si chiama mondo Juve, la capacità di indossare una maglia che ti deve dare lo sprone a vincere, perché non c’è alternativa alla vittoria e all’essere protagonista, conservando al contempo l’umiltà. Questi sono gli ingredienti che Conte ha saputo apportare alla squadra come suo imprescindibile credo calcistico. Poche parole, molta ferocia, cattiveria agonistica e ambizione, senza tuttavia mai perdere di vista l’umiltà, che è essenziale per avere idee chiare e giocare un calcio bellissimo e propositivo. Questa è la Juve”. <br><br> Pensi veramente che tra la Juve e le più titolate squadre europee ci sia tutto questo ampio divario di cui si parla tanto?<BR>“ Non penso che ci sia realmente tutto questo divario. Il Bayern Monaco è in assoluto la squadra più forte d’Europa e la Juve è stata sicuramente sfortunata a doverla incontrare ai quarti di finale. Se gli fosse capitato il Borussia, il Barcellona o il Real Madrid, sarebbe andata avanti o, almeno, se la sarebbe giocata alla pari. Per questo, sono convinto che tra la Juve e le altre squadre europee non ci sia tutto questo gap di cui si dice tanto”.<br><br> Ma cosa manca realmente a questa Juve per ritornare a vincere dopo tanti anni la Champions League?<BR>“ Vincere la Champions non è facile, indipendentemente dal fatto che ci sia un giocatore in più o in meno. Serve tanta fortuna e, al contempo, tutta una serie di episodi positivi, capaci di metterti in condizione di arrivare in finale e tentare di vincere, grazie anche al fatto di giocare un’unica partita. Tuttavia, dopo quest’analisi, devo ammettere onestamente che la Juve manca di un certo numero di fuoriclasse in grado di fare la differenza in campo internazionale”.<br><br> A proposito di questo discorso. Dopo l’acquisto di Fernando Llorente, la Juve sembra passare da Cavani a Jovetic, da Higuain a Ibrahimovic per colmare il vuoto di un vero e proprio top player. Tu cosa ne pensi?<BR>“Penso che Ibrahimovic potrebbe essere un acquisto molto importante perché è veramente forte, è un vero campione ed è uno che vuole vincere, anche se, in realtà, non ha mai vinto la Champions ma è in grado da solo a far alzare il livello della squadra. Personalmente penso&nbsp; che Cavani sia il giocatore ideale per questa Juve che si rivede in lui dal punto di vista della mentalità, dell’agonismo e della fame di vittorie. Per il trentenne Ibrahimovic e, per la Juve, sarebbe un ritorno al passato, mentre con Cavani si instaurerebbe un rapporto calcistico più consono al credo tattico e alla filosofia di Conte”.<br><br> Qual è la differenza tra la Juve in cui tu giocavi e quella di oggi?<BR>“Secondo me ci sono tante differenze. Innanzitutto è cambiato il calcio, anche a livello di mentalità di allenatori emergenti. Conte, per esempio, ha un calcio molto più dinamico, propositivo e bello sotto l’aspetto spettacolare. La mia Juve era diversa; cinica, meno dinamica e forse più consona ai tempi di un calcio diverso da quello di oggi, che si identifica in una maggiore qualità rispetto a prima. E’ il segno dei tempi, in cui tecnica e modi diversi di concepire il calcio si incontrano (ieri come oggi), in un unico obiettivo da raggiungere: la vittoria”.&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711tacchinardi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-tacchinardi-per-la-juventus-meglio-cavani-di-ibrahimovic-1012046.htmSiT1000007100451001,02,03,06030354
751012019NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, scopriamo il centravanti che vuole Conte20130508110958juventus, conteIniziano a prendere Iniziano a prendere forma le richieste di Antonio Conte in vista della prossima stagione. Come riportato da TuttoSport, il tecnico della Juventus vuole almeno tre giocatori di levatura internazionale. Innanzitutto serve un'altra punta oltre a Llorente (preso lo scorso gennaio): i sogni sono i soliti, da Higuain (forse il più reale) a Suarez passando per il ritorno di Ibra. Spazio sempre al reparto avanzato, quello che probabilmente verrà maggiormente modificato. Allora i nomi di seconde punte ed esterni di attacco di sprecano: Jovetic, Sanchez, Muriel, ma anche Nani, Cuadrado e Bonaventura. Il tutto senza dimenticarsi della difesa, dove Conte vuole un centrale difensivo di riserva come Ogbonna.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-il-centravanti-che-vuole-conte-1012019.htmSiT1000007100075701,02,03,06030553
761011996NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, la squadra vuole Ibrahimovic20130503214436Juventus, ibrahimovicCome riporta TuttosportDopo il si arrivato direttamente da Zlatan Ibrahimovic, la Juventus incassa anche altri due via libera per la clamorosa operazione che potrebbe portare lo svedese a vestire nuovamente la casacca bianconera. Il primo arriva direttamente dallo spogliatoio di Antonio Conte, dove i veterani come Buffon e Chiellini (che rimansero anche in Serie B) e Pirlo (compagno di squadra al Milan) hanno già dato il proprio assenso al ritorno del campione di Malmoe. L'altro via libera arriva direttamente dallo sponsor tecnico della società juventina di cui Zlatan è testimonial. Un affare che coinvolgerebbe 14 milioni di tifosi bianconeri e che fa gola anche da un punto di vista commerciale. L'agente Mino Raiola e Pavel Nedved stanno lavorando alacremente per trovare una soluzione economica che soddisfi tutte le parti in causa, ma man mano che si avvicina il via del mercato, anche questa operazione sembra sempre più possibile. A riportarlo è Tuttosport. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-la-squadra-vuole-ibrahimovic-1011996.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030528
771011986NewsCampionatiNon basta il cuore Toro, contro una cinica Juventus20130429211449serie a, torino, juventusIl derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche Il derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche e di poca bellezza di gioco. Una partita tutto sommato equilibrata che non ha espresso i canoni di un gioco piacevole, ma, sicuramente, ha evidenziato grande intensità. E, quando tutto faceva supporre la reale spartizione dei punti in palio, sul finire del match la Juventus ha avuto un’impennata di otto minuti di furore agonistico che gli è valsa la vittoria, grazie a una rete di Vidal e poi di Marchisio. Il Toro ha messo in campo tutta la sua anima, il suo smisurato orgoglio, ma non è bastato di fronte alla superiorità tecnica dei bianconeri. Per i granata è davvero un peccato non aver portato a casa un punto che gli sarebbe servito a migliorare la sua non più tranquilla posizione di classifica. Già, un punto che, tutto sommato, sarebbe anche stato meritato, visto che la squadra di Ventura ha saputo contenere in maniera ordinata gli attacchi di una Juventus che, in verità, non è mai sembrata così volitiva nel desiderio di vincere la partita. D’altra parte, la squadra di Conte non aveva alcun interesse a forzare le proprie azioni di gioco poiché già con il Palermo bisserà probabilmente il suo secondo scudetto dell’era Conte. Tuttavia, un derby è sempre un derby e tutti vorrebbero vincerlo per l’importanza che ha. A Torino il cielo è plumbeo, carico di pioggia, così come si conviene al periodo storico della leggenda granata legato a quel 4 maggio 1949, in cui l’aereo che portava a casa il Grande Torino capitanato da Valentino Mazzola si schiantò contro Superga. Bella la cornice delle due curve, ed è fantastico vedere la cromatura spettacolare delle due opposte fazioni, ispiratrici di storie diametralmente opposte. La partecipazione emotiva è alle stelle. La partita comincia sotto il diluvio, ma il terreno dell’Olimpico di Torino sembra contenere egregiamente l’acquitrino. Al fischio d’inizio prevale l’equilibrio tra le due squadre che danno l’impressione di studiarsi a vicenda. Il Torino è pimpante e volitivo e, sotto la pressione del tifo granata, imbastisce con Cerci e Santana alcune occasioni da gol che sono davvero apprezzabili. Poi, superato il quarto d’ora iniziale, la Juventus alza il suo baricentro e, fino al termine della prima parte di gioco, si nota una maggiore insistenza dei bianconeri sotto la porta difesa da Gillet. Un solo acuto per il Torino al 42’ con Santana che da fuori area lascia partire un tiro che mette in seria difficoltà Gigi Buffon. Poi, nella ripresa, al 55’ il Toro sostituisce Meggiorini con Jonathas per cercare una più valida alternativa in attacco. Ma è la Juve che continua ad spigere in avanti, prima con Lichsteiner e poi con Asamoah, i due esterni di fiducia di Conte che, in realtà, sono apparsi un po’ stanchi e lontani dal loro standard abituale.&nbsp; Intanto, al 73’ la Juve sostituisce Lichesteiner con Caceres e Vucinic con Quagliarella, mentre il Toro cambia D’Ambrosio con Di Cesare. E, quando la partita sembra avviata verso lo 0 a 0, ecco che all’86 la Juve va in vantaggio con Vidal il guerriero che da fuori area inventa uno dei suoi soliti tiri imparabili di destro che l’hanno reso famoso. Nulla da fare per Gillet, ma la difesa del Toro non avrebbe dovuto dare l’opportunità all’avversario di tirare in porta con tale facilità. Entusiasmo alle stelle per gli juventini che esplodono in un’irrefrenabile, legittima gioia. Al 90’ il direttore di gara signor Bergonzi applica 4 minuti di recupero e la Juve ne approfitta per sostituire l’esausto Asamoah con Peluso.&nbsp; E, da lì a poco, raddoppia la Juve con Marchisio su sponda di Quagliarella. E’ l’apoteosi juventina che ora vede lo scudetto a un solo punto da conquistare. Facile pensare che già domenica prossima contro il Palermo, la Torino bianconera potrà abbandonarsi ai festeggiamenti di rito. Intanto, sul finire della partita, è espulso Glik per somma di ammonizioni. Il Torino e la mitica curva maratona, pur nell’amarezza della sconfitta, dimostra ugualmente l’orgoglio e tutto il suo attaccamento alla squadra granata, applaudendo in segno di ringraziamento per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Alla squadra di Ventura non si può certo rimproverare il mancato impegno, ma adesso urge conquistare i quattro punti necessari alla salvezza. Milan, Genoa, Chievo e Catania sono alle porte. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNnon-basta-il-cuore-toro-contro-una-cinica-juventus-1011986.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,09030652
781011971NewsCampionatiJuventus, Conte: «E` normale che Ibrahimovic voglia venire»20130427120558juventus, conteConferenza stampa del tecnico bianconero Antonio Conte Conferenza stampa del tecnico bianconero Antonio Conte alla vigilia del derby col Torino di domani. Queste le sue parole.<br><br> Sul successo del Bayern col Barcellona: La partita di martedì ha confermato la forza di questa squadra, che non ha caso l'ho definita molto, molto forte. Ma questa partita non deve consolarci, perché siamo la Juve e dobbiamo guardare verso l'alto. Abbiamo capito la nostra dimensione, ma dobbiamo comunque migliorarci.<br><br> Sul primo derby: Bella partita tra due squadre che giocano un calcio propositivo. Son sempre partite particolari, quindi bisognerà tenere le antenne dritte perché i valori sulla carta non conteranno niente. Spero comunque che alla fine le due squadre potranno centrare i rispettivi obiettivi.<br><br> Sulle parole di Agnelli: Il nostro è un campionato difficile, ci tengo a sottolinearlo. Sul discorso top player dico che è giusto o normale cha vadano dove vengono pagati di più. Stiamo per vincere il secondo Scudetto, è una bella sensazione, ma se vogliamo continuare a crescere dobbiamo migliorarci.<br><br> Sullo Scudetto col Toro: Non so cosa potrà succedere dopo il derby. Pensare che una partita di calcio possa essere oggetto di scontri dovrebbe farci riflettere. Lo ribadisco che noi dove andiamo veniamo presi a bastonate. Se io vinco lo Scudetto nel derby non voglio pensare a cosa potrà succedere dopo tra i tifosi.<br><br> Sulle parole di Ibra nei riguardi della Juve: Ci ha fatto un bel complimento. Quello che ha detto Ibrahimovic lo pensano in tanti. Lo stesso pensarebbe Suarez, e qualsiasi altro giocatore. Solo un cieco non se ne accorgerebbe di quello che ha fatto la Juventus.<br><br> Sul modulo: Stiamo preparando la partita su tutti i fronti, specie su quello della motivazione. Il punto di vista tattico e quello che preoccupa di meno.<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-e-normale-che-ibrahimovic-voglia-venire-1011971.htmSiT1000007100075701,02,03,06030243
791011944NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus: Conte a Monaco per Muller, ma prima bisogna vendere20130424112043juve mercatoPer Ibra bisogna valutare l`ambienteCon lo scudetto oramai vinto la Juve pensa già alla prossima stagione: Conte vuole uno squadrone per poter colmare il gap con le altre regine d'Europa e poter dunque competere in Champions.<BR><BR>Ieri Conte e Paratici erano a Monaco per valutare di presenza Muller e Sanchez: il cileno ha deluso un pò, destando qualche perplessità, mentre il tedesco, per la sua abilità al sacrificio e per la sua duttilità piace sempre di più. Inoltre, dopo l'acquisto di Goetze, i bavaresi dovranno obbligatoriamente cedere qualche pezzo grosso e il maggior indiziato sembra essere proprio il numero 25; i dialoghi tra le due dirigenze comunque sembrano essere particolarmente accesi visto che in settimana si è parlato ancora di Vidal: la risposta è sempre no, ma se le cifre continuano a salire tutto può cambiare.<BR><BR>Indipendemente da Vidal, comunque bisognerà sfoltire la rosa per poter fare cassa: Matri e Quagliarella già sono con le valigie, Giovinco potrebbe lasciare pure e uno tra Lichsteiner e Vucinic potrebbe essere sacrificato per arrivare al top player. Marotta inoltre sta lavorando pure sulle comproprietà e ha già riscattato Asamoah: diverso il discorso per Isla, che non ha convinto e potrebbe essere rispedito al mittente.<BR><BR>In entrata oltre a Muller e Sanchez piacciono Jovetic, Suarez e, come già noto, Ibrahimovic: se per il viola fare trattative con la Fiorentina sembra alquanto improbabile,&nbsp;per l'uruguaiano invece quello che desta apprensione, oltre al costo dell'operazione (intorno ai 40mln), è il comportamento del giocatore, protagonista domenica dell'ennesimo colpo di testa in campionato).<BR><BR>Discorso a parte per Ibrahimovic: lui strizza l'occhio alla Juve, ma la Juve lo strizza a lui? Sulle sue qualità c'è ben poco da discutere (anche se difficilmente lo&nbsp;immaginiamo a&nbsp;sacrificarsi come fanno le punte di Conte) ma l'ambiente ha dimenticato il suo sgarbo di abbandonare la nava che affondava andato proprio dal peggior nemico (l'Inter, ndr)?<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0141FL0141352468c79f56971df3ef2bc925c3d6.jpgSiNcalciomercato-juventus-conte-a-monaco-per-muller-ma-prima-bisogna-vendere-1011944.htmSiT1000007100205001,02,03,06030414
801011940NewsCalciomercatoMilan, Raiola: «Vi dico perché Balotelli ha preso me»20130423185434milan, raiolaMino Raiola si confessa a cuore aperto alla rivista francese "France Football". Il più potente manager del mondo del calcio racconta come è riuscito a diventare il procuratore di Mario Balotelli: "Io ero il solo a non correre dietro Mario. Lui si allenava tutti i giorni con Ibra, che riteneva il più forte giocatore di tutti. E sapeva che ero io il suo agente". Raiola chiarisce anche la leggende che vuole che lui abbia fatto il pizzaiolo ad Amsterdam, nel ristorante gestito dalla sua famiglia: "Non mi offende perché è un lavoro onesto e degno di ogni rispetto. La mia famiglia aveva un ristorante a venti chilometri da Amsterdam, frequentato anche dalla regina d'Olanda. La sera davo una mano a mio padre, lavando i piatti, i pavimenti, sistemando i tavoli e facendo il cameriere - conclude - . Ma non ho mai saputo fare una pizza, semplicemente perché non ne ero capace".C1007650adm001adm001raiola.jpgSiNmilan-raiola-vi-dico-perche-balotelli-ha-voluto-me-1011940.htmSiT1000027100075701,02,03030468
811011928NewsCampionatiMilazzo, altre tre partite e finirà il tormentone20130423073310lega pro, milazzoUn dignitoso pareggio contro il Mantova Un dignitoso pareggio contro il Mantova saluta la penultima gara casalinga del Milazzo. Questa partita, inutile per la classifica di entrambe le società, è stata però un’ottima vetrina per&nbsp; la nostra città agli occhi dei lombardi giunti in discreto numero al seguito della squadra virgiliana. Dopo la scoperta di alcuni fax destinati alle società,che dovevano venire in trasferta a Milazzo,per alloggiare in un hotel della provincia, questa volta siamo riusciti ad ospitare,chissà come mai, la squadra ospite in un albergo cittadino. Cosicchè i tifosi del Mantova si sono divertiti con un bagno favoloso nelle acque del mar di ponente,che certamente sarà un ottimo biglietto da visita per la città mamertina in quel di Mantova. Viene rabbia a pensare quante occasioni perse ci sono state con tutte le squadre,che sono andate ad alloggiare inspiegabilmente (ma noi siamo riusciti a scoprire cosa c’era dietro) in un albergo abbastanza distante da Milazzo,sempre lo stesso guarda caso. Mah! Terminal Sport ha scoperto l’inganno,ma tocca ad altri, che si dovrebbero curare del rilancio turistico della nostra città,fare le dovute considerazioni e prendere gli opportuni provvedimenti.Vedremo se anche questo peserà,quando a fine campionato si dovrà decidere sulle sorti di questa squadra. Scompariremo? Continueremo in serie D? Saremo ripescati dopo aver risanato i conti? Boh! Nessuno è in grado in questo momento di prevedere il destino delle aquile rossoblu. Molto dipenderà dalla volontà di proseguire a Messina dei Lo Monaco. Se fosse vero che la società giallorossa ha ancora debiti sul groppone&nbsp; (ottocentomila euro il deficit di bilancio&nbsp; del campionato precedente e,stimiamo,almeno duecentomila euro quelli di quest’anno,per cui saremmo ad un milione di euro di debiti da onorare), prevediamo una dichiarazione di abbandono da parte dei Lo Monaco della squadra peloritana ed una messa in vendita al miglior offerente,nonostante i dieci mila spettatori di domenica(a proposito ma, se la capienza del San Filippo è di settemila spettatori,qualcuno bleffa: il giornalista che ci vedeva doppio o la società, che ha venduto più biglietti di quanti ne potesse contenere lo stadio?). In questo caso il Milazzo potrebbe rimanere nelle mani di chi lo ha gestito finora con alterne fortune. Altrimenti dobbiamo aspettarci di tutto: vendita,scomparsa,prosecuzione con una squadra di giovanissimi e così via. Questo tormentone durerà ancora per tre settimane e poi cominceremo ad avere le idee più chiare. Intanto nella vicina Barcellona sembra fatto apposta ma nella domenica,in cui il Sacro Cuore viene escluso ufficialmente dalla disputa dei paly-off,si festeggia la promozione dell’Igea Virtus in Eccellenza. Per la squadra barcellonese è la seconda promozione consecutiva con lo stesso gruppo del campionato di 1^ categoria: un impresa senza precedenti colta al 97’ a spese del Rocca di Caprileone. Una società modello,che in economia senza folli spese ha conquistato un successo impensabile all’inizio del campionato .Evidentemente ci sono le competenze giuste,si premia il vivaio locale e le scelte tecniche sono affidate a persone serie ed esperte del calcio. A questo successo va ad aggiungersi il posto nei play-off della Nuova Igea di Lorenzo Alacqua,che, al primo anno di un campionato difficile come quello di Eccellenza,andrà a disputarsi con il Due Torri di Camarda e Guido,milazzesi anche loro, l’accesso alla serie D o perlomeno alle successive semifinali con le altre squadre dei gironi meridionali. Da milazzesi non dovremmo esaltare più di tanto il calcio dei cugini barcellonesi,ma da loro,sarebbe stupido,non apprendere la lezione! Il calcio a Milazzo deve imparare da questi signori come si possono raggiungere determinati obiettivi senza grandi risorse&nbsp; a disposizione,ma badando soprattutto all’organizzazione ,alla serietà&nbsp; e ,per ultimo, alla competenza,Se non ci sono questi presupposti,i risultati non arrivano e i ragazzi vanno via,richiesti da altre società più previggenti di quelle nostre. <br>Ma non è solo il calcio che nella vicina Barcellona ci dà lezioni,il basket è diventato il simbolo di quella città.Ha un palazzetto dello sport,che è un gioiello; ha uno sponsor,che conosciamo tutti,ricco di entusiasmo oltre che di soldi,ha un pubblico impazzito che si sta preparando alla serie A .Cosa c’è a Milazzo? Una squadra vincente in serie D,che però gioca a Spadafora e non si sa ,se dovesse salire nella serie C di basket,dove andrà a disputare le partite in casa! Alla fine i migliori ragazzi del basket milazzese vanno a giocare,se dimostrano le qualità,a Barcellona&nbsp; o a Messina ,per cui funzioniamo da serbatoi di giovani talenti per altre società. Direi che è veramente avvilente.<br>L’unico caso di fusione nello sport fra le città di Milazzo e Barcellona lo troviamo nel rugby e dobbiamo riconoscere che l’esperimento funziona che è una meraviglia. Infatti le Aquile del Tirreno hanno&nbsp; pareggiato domenica scorsa la prima partita di play-off contro il Latina con il risultato di 8-8, ma con un arbitraggio più equilibrato l’incontro avrebbe avuto un’altra piega. Comunque il discorso per l’accesso alla serie B rimane aperto al ritorno fra una settimana,dove con un po’ di fortuna le Aquile del Tirreno potrebbero sbancare la città laziale.<br>Infine non ci possiamo esimere dal ricordare l’impresa,questa si che è un’impresa,del milazzese Antonio Trio,che nel salto triplo ha superato il limite per l’accesso agli Europei under 23 di atletica leggera,che si disputeranno a Tampere in Finlandia nel prossimo Luglio. Il ragazzo,già insignito del premio Terminal Sport nonché nominato miglior sportivo milazzese dell’anno per il 2011,ha saltato m. 15,73 ma prima aveva saltato per ben 4 volte oltre i 15 metri. Antonio,allievo di Franco Ripa,adesso si allena per tre volte la settimana con Michele Basile a Palermo alla Favorita .Il tecnico palermitano è l’allenatore dell’azzurra Simona La Mantia. L’atleta milazzese di Santo Pietro ha anche avvicinato il primato regionale Promesse,che è di m. 15,86. Terminal Sport ha sponsorizzato Antonio Trio nei primi anni della sua prestigiosa carriera, perché ha creduto in lui e perché ha sempre avuto un debole per lo sport dell’atletica,lo sport principe. Conosciamo la madre di Antonio,una caposala veramente in gamba,che ha deciso di iniziare una protesta&nbsp; perché Milazzo abbia una pista di atletica. Non è giusto insomma che un ragazzo con una dote naturale per questo sport debba inizialmente,come faceva Antonio, saltare la cancellata dell’Industriale e&nbsp; di nascosto per allenarsi per poi emigrare al Nord (anche se lui è stato fortunato visto che ha trovato a Palermo un tecnico bravo che lo segue) a conseguire quei risultati ,che premiano i suoi sacrifici ,che sono sempre più grandi di quelli degli altri atleti perché fatti da chi una pista di atletica la vedeva fino a poco tempo fa solo in televisione. Abbiamo sentito Antonio al telefono per fargli gli auguri e lui ci ha promesso una medaglia agli Europei,ma ci ha aggiunto anche che rinuncerebbe alla medaglia se in cambio gli arrivasse la&nbsp; promessa di una pista di atletica nella sua città.Non sarebbe la prima volta del resto che sulla spinta delle imprese di un atleta (vedi la Sidoti a Patti) la città si regali una bellissima pista moderna di atletica leggera. Sperare non costa nulla del resto!!!<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br> &nbsp;Attilio Andriolo<br><br>adm001adm001milazzo.jpgSiNmilazzo-altre-tre-partite-e-finira-il-tormentone-1011928.htmSi100075701,02,03030289
821011902NewsCampionatiIbrahimovic play boy, baciato sul collo dal difensore Civelli: sarà fallo?20130422180016psg, ibrahimovic, civelliZlatan Ibrahimovic è abituato ad essere marcato Incredibile quanto accaduto durante il match tra PSG e Nizza. Zlatan Ibrahimovic è abituato ad essere marcato stretto durante le partite con il suo PSG, è abituato a subire calci, spintoni, manate e persino tirate di capelli...ma non ancora avevano provato a fermarlo con un bacio! <br><br>In effetti quanto fatto da Renato Civelli ha lasciato tutti un pò stupiti, compreso lo stesso Zlatan che è rimasto sconcertato dall'accaduto! Il modo singolare di marcare "a uomo" Ibrahimovic ha dell'ambiguo e lascia tutti noi con una domanda fondamentale...sarà fallo? <br><br>link video: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZdHQmPbcpyQ&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=ZdHQmPbcpyQ&amp;feature=player_embedded</a><br><br>C1007650adm001adm001civelli.jpgSiNincredibile-ibrahimovic-play-boy-baciato-sul-collo-dal-difensore-civelli-sara-fallo-1011902.htmNoT1000007,T1000027100075701,02,03030419
831011905NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic: «La Juventus è un club fantastico. Un onore essere corteggiato dai bianconeri»20130422174139juventus, ibrahimovicLe parole del centravanti Le parole del centravanti del Psg dopo la partita contro il Nizza: "Ho un contratto con il Paris Saint Germain, e penso che sia un onore essere corteggiato dalla Juventus se è vero che la Juventus sia interessata; è un club fantastico, una grande squadra per la quale ho già giocato. Hanno un gran progetto ma io appartengo al Paris Saint Germain. Noi abbiamo ancora 5 match da disputare e io spero che saremo campioni di Francia, dopodichè prenderò un pò di vacanze perchè ho veramente bisogno di vacanze"<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-juventus-club-fantastico-un-onore-essere-crteggiati-dai-bianconeri-1011905.htmSiT1000007100075501,02,03,06030352
841011900NewsCampionatiSerie D - Girone I, 32a giornata: l`ACR Messina c`è quasi20130422071442Serie D-Girone I32a giornataNella 32/a giornata del girone I di Serie D, festa rimandata per il Messina che pareggia contro il Cosenza e dovrà aspettare&nbsp;ancora per celebrare il ritorno tra i professionisti. Pubblico delle grandi occasioni al San Filippo, che, finalmente, si gode una bella squadra e, soprattutto, una società solidissima. Incontro tutto sommato equilibrato, con occasioni da rete da entrambe le parti seppure nel Cosenza mancasse il bomber Mosciaro e dovesse rinunciare a partita in corso a Foderaro. Il Messina gioca bene e, forse, può recriminare per un gol annullato a Corona in dubbia posizione di fuorigioco. Ed è clamoroso anche il palo colpito da Ferreira nel secondo tempo.&nbsp;La classifica resta invariata ed il Messina conserva intatti i 5 punti di vantaggio sul Cosenza, quando mancano solamente 3 giornate al termine.<BR><BR>Risultati 32a giornata<BR>Paternò-Città di Messina 1-0&nbsp; <BR>C.Montalto-Savoia 3-1&nbsp; <BR>Gelbison-Noto 1-3<BR>Licata-Ragusa 2-1<BR>ACR Messina-Nuovo Cosenza 0-0<BR>Palazzolo-Ribera 3-2<BR>Pro Cavese-Nizza 3-0<BR>Sambiase-Acireale 5-0<BR>Vibonese-Agropoli 0-0<BR><BR>Classifica<BR><BR>1)Acr Messina(-1) 72<BR>2)Nuovo Cosenza 67<BR>3)Città di Messina 57<BR>4)Gelbison 54<BR>5)Savoia 48<BR>6)Vibonese 47<BR>7)Ribera 45<BR>8)C.Montalto 44<BR>9)Paternò 44<BR>10)Agropoli 44<BR>11)Pro Cavese 43<BR>12)Noto(-3) 42<BR>13)Palazzolo 40<BR>14)Licata 40<BR>15)Ragusa 38<BR>16)Sambiase 37<BR>17)Acireale(-1) 14<BR>18)Nissa(-1) 8<BR><BR>Prossimo Turno - 33a giornata 28/4/2013<BR>Ribera-Vibonese<BR>C.Montalto-Paternò<BR>Acireale-Pro Cavese<BR>Agropoli-Gelbison<BR>Città di Messina-Palazzolo<BR>Nissa-Licata<BR>Noto-Sambiase<BR>Ragusa-ACR Messina<BR>Savoia-Nuovo Cosenza<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>ItaliaFL0411FL0411messinaregginajw7.jpgSiNserie-d-girone-i-giornata-32-il-messina-quasi-in-lega-pro-1011900.htmSi100427901,02,03010152
851011885NewsCampionatiRaiola show: «Ibrahimovic nel treno per la Juventus. Porto Mkhitaryan in Italia»20130421115445raiolaMino Raiola apreMino Raiola apre le porte alla Juventus: Zlatan Ibrahimovic può lasciare il Paris Saint Germain e i bianconeri sono in corsa. Il procuratore italo-olandese ha parlato ieri della situazione dello svedese e le sue parole vengono riportate da 'La Gazzetta Sportiva': "Io sul treno sono già salito, con Zlatan: chi vuole prendere posto con noi è benvenuto. Sei mesi fa anche il Milan riteneva irraggiungibile Balotelli, ma poi ha fatto il sacrificio giusto al momento opportuno e il sogno è diventato realtà. E' evidente che alla Juventus serva un top player e al momento credo che Zlatan possa dare le migliori garanzie".<br><br> MKHITARYAN - "Ho appena depositato la procura di Henrikh Mkhitaryan, cannoniere armeno dello Shakhtar. Sarebbe da portare anche lui in Italia".<br><br>C1007650adm001adm001raiola.jpgSiNraiola-show-ibrahimovic-nel-treno-per-la-juventus-porto-mkhirayan-in-italia-1011885.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030436
861011662NewsCampionatiLea Di Leo si confessa: tra sesso, ricatti e calciatori coinvolti20130420221233lea di leoCalciatori e donne dello spettacoloCalciatori e donne dello spettacolo è da sempre un binomio più che vincente, che dà notorietà ad ambo le parti e comunque fa parlare nel bene o nel male: quando però esce fuori che la donna è quella sbagliata, allora sono guai.<br><br>Ne sa qualcosa Sonia Faccio, meglio conosciuta come Lea Di Leo, per molti calciatori la donna “sbagliata”: oddio a guardarla bene di sbagliato sembra aver ben poco, se non fosse che gli incontri avuti con gli aitanti uomini del nostro mondo pallonaro, tutti o quasi con tanto di famiglia a carico, avvenivano in maniera clandestina e con l’intenzione da ambo le parti di non far trapelare nulla.<br><br>Alla fine nella vita però, tutto esce fuori, e se poi la sexy star scrive dei “diari” in cui racconta le sue mirabolanti avventure, ecco che il dado è tratto: da qui la palla ( mai gioco di parole più appropriato) passa agli editori che, ingolositi all’idea di far scoppiare un polverone mediatico inimmaginabile, “strappano” i nomi alla ragazza e ricattano i “protagonisti” di questo libri. Mica gente qualsiasi poi: si va dai bomber in amore Vieri e Borriello, a Galante, Reginaldo, Ambrosini, Simone Inzaghi, Iaquinta, Toni, Bojinov e Coco. In mezzo a loro cantanti come Fabri Fibra, politici come Baldassarri, giornalisti come Amedeo Goria e attori come Matteo Branciamore, ossia il “Marco” dei Cesaroni.<br><br>A spiegarci il tutto, in esclusiva per noi, ecco proprio Lea Di Leo: “Io&nbsp; non ho fatto uscire i nomi: questi due editori (Aleci e Richici, ndr) mi hanno estorto i nomi dicendomi che chiedevano il permesso alle varie persone di firmare la liberatoria. Io non ero assolutamente intenzionata a scrivere i nomi.”<br><br>Nonostante ci sia un processo in corso tanta è la confusione: “Sono usciti fuori nomi, e sono state chiamate persone con cui io non sono stata, e altra gente, invece, ha smentito. Solo qualcuno ha confessato, altri no. Non sono stati chiamati tutti: sono solo un paio e basta. La cosa in ogni caso non è finita qui: io ho le prove e le conferme che ci sono stata. Ho degli sms e ci sono delle conversazioni salvate: i fatti sono proprio questi.”<br><br>Tra i tanti calciatori finiti sulle pagine del libro della Di Leo, ecco Massimo Ambrosini definito “il più superdotato”, che si è affrettato tra l’altro a smentire categoricamente: “Di Ambro ho tutti i messaggi salvati ancora: non m’invento che è superdotato però qualche suo collega calciatore l’ha superato!” <br><br>“Chi lascio in panchina di tutti i calciatori con cui sono stata? nessuno, perchè non mi sono pentita di quello che ho fatto. Balotelli? No, non lo conosco. Baldassari? No no, preferisco non di parlare di politici.”, continua la sexy star.<br><br>In conclusione poi ecco l’attacco: “In questo processo la vera vittima sono io.”&nbsp; Qualcosa ci dice che siamo solo all’inizio…<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141lea-di-leo.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-lea-di-leo-si-confessa-tra-sesso-ricatti-e-calciatori-coinvolti-1011662.htmSiT1000007,T1000027100205001,02,03,04,05,06,07,08,090307741S
871011858NewsCampionatiJuventus, Conte: «Abbiamo fatto molto meglio del Milan»20130420152558juventus, conteQueste le dichiarazioni del tecnico della JuventusQueste le dichiarazioni del tecnico della Juventus, Antonio Conte, alla vigilia della sfida al Milan.<br><br> "Milan forte come la Juve? Galliani ha ragione, ma non sempre vincono i più forti. Negli ultimi due anni sicuramente abbiamo fatto meglio del Milan. Chiellini? Giorgio si è allenato con noi ieri e sta abbastanza bene. È a disposizione e vediamo, siamo sereni perché comunque dietro a Giorgio c'è Peluso, c'è Caceres che finalmente si è ripreso dal brut incidente che ha avuto. È logico che se Giorgio sta bene, gioca. Per quanto riguarda la formazione manca ancora un allenamento, ma anche con la Lazio il nostro gioco, i concetti, sono rimasti uguali. Le parole di Pirlo sul libro? Sono contento dei complimenti che mi ha fatto, quando dice che mi arrabbio anche quando vinciamo è la verità. Vanno distinte le vittorie, ce ne sono alcune che arrivano perché magari si è un po' fortunati e che quindi lasciano un po' di rammarico e rabbia. Se in quelle situazioni l'allenatore fosse felice farebbe il male della squadra. Se mi piacerebbe riproporre il 4-2-4? Penso che ogni allenatore bravo debba adattare le proprie idee ai giocatori che ha disposizione. Bonucci ha parlato di vestito cucito addosso alla Juventus in base alle caratteristiche dei giocatori. Per tornare al 4-2-4 bisogna stravolgere la rosa e prendere i giocatori adatti. Noi dobbiamo continuare su questa strada e non è importante con quante punte giochi ma quanti giocatori mandi nella fase offensiva. Ibrahimovic? Parlare di mercato è irriguardoso e poco elegante nei confronti dei miei giocatori. La sconfitta dell'andata? Fu una partita molto strana, il Milan non era in un buon periodo, vinsero con un episodio discusso. Loro furono bravi perché riuscirono comunque a sfoderare una grande prestazione e un po' ci sorpresero; noi ci siamo svegliati troppo tardi e fu una sconfitta meritata. Strategie di mercato in funzione al nuovo modulo? Noi allenatori dobbiamo cercare di far giocare i più bravi e cercare di trovare nell'undici iniziale i più bravi. A volte è difficile perché bisogna cercare di collimare equilibri e ruoli. Non dimentichiamoci che l'anno scorso siamo partita con l'idea del 4-2-4, poi l'arrivo di Vidal mi ha fatto capire che per trarne a pieno le potenzialità dovevo cambiare. Da parte mia c'è la volontà sempre di far quadrare i conti e mandare in campo i migliori. Pensiamo al presente, pensiamo a conquistare questo secondo scudetto. I ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario e, ripeto, parlare di mercato mi sembra inopportuno. Puntare sui giovani? Dicono che parlo bisogna essere coraggiosi; ma per quale motivo? Io punto sul giovane se è bravo; per me uno a 16 anni può giocare se è bravo. Io ho debuttato in Serie A a 16 anni. Non è la data anagrafica quella che conta ma capire se ci sono potenzialità forti. El Shaarawy ha dimostrato di essere forte, Pogba sta dimostrando questo con le potenzialità di diventare un top. Pogba ha avuto una crescita e un percorso davvero importante, frutto del lavoro e grazie all'aver avuto intorno compagni importanti".<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-abbiamo-fatto-molto-meglio-del-milan-1011858.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030202
881011850NewsCalciomercatoClamoroso Juventus, contatto diretto tra Ibrahimovic e Conte20130420104990juventus, ibrahimovicSecondo quanto riporta La Gazzetta dello SportSecondo quanto riporta&nbsp;La Gazzetta dello Sport, Zlatan Ibrahimovic vuole allenarsi con il "Mourinho" italiano, ovvero Antonio Conte. Il giocatore è attratto dai metodi di allenamento del tecnico bianconero, con il quale avrebbe addirittura avuto i primi contatti per sottolineargli direttamente la stima, ricambiata immediatamente. Infatti è stato proprio Conte a sottolineare ai propri dirigenti il gradimento per il gigante di Malmoe che a questo punto potrebbe realmente tornare a giocare in Italia. Per far si che questo accada però, ci sono alcuni sottolineati dalla Juve direttamente a Mino Raiola: il primo è che il prezzo del cartellino non può superare i 10 milioni; il secondo che l'ingaggio al massimo sarà di 7,5 milioni netti più bonus fino al 2017. A queste condizioni, Ibra può tornare ad essere bianconero. C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNclamoroso-juventus-contatto-diretto-tra-ibrahimovic-e-conte-1011850.htmSiT1000007100075701,02,03,06030431
891011837NewsCampionatiMilan, Galliani: «Prenderemo subito un difensore»20130419160546milan, gallianiAdriano Galliani amministratore delegato del MilanAdriano Galliani, amministratore delegato del Milan, è intervenuto ai microfoni di Gazzetta.it. Ecco un estratto delle sue parole: "Il ricorso per la squalifica di Balotelli? Mi auguro che si possa avere una risposta positiva per Balotelli. Sarebbe un danno non solo per il Milan ma per tutto il calcio italiano non vederlo in campo contro la Juventus. Il futuro di Robinho? Ogni anno aspettiamo la fine dell'anno per parlare dei rinnovi (il brasiliano è in scadenza nel 2014, ndr), questo per sapere se giocheremo o meno la Champions League. Non giocarla sarebbe un grave problema per una società con i costi del Milan. Ne riparleremo fra un mese, quando sarà finito il campionato. Poi ci sarà tutta l'estate per parlare dei rinnovi. Il mercato? Il primo acquisto che faremo sarà un difensore. Se mi dispiacerebbe vedere Ibrahimovic alla Juventus? Zlatan è un grande professionista e a noi è dispiaciuto cederlo, ma guadagna delle cifre che non sono compatibili con il bilancio del Milan. Se potessi chi ricomprerei fra lui e Thiago Silva? Io amo il calcio, sono un tifoso che ha la fortuna di fare l'amministratore delegato di una squadra e ho sempre notato che le formazioni vincenti sono quelle con la miglior difesa e non il migliore attacco. Il futuro di Allegri? Resta. Non abbiamo mai contattato nessun altro allenatore. Il Milan ha fatto una buonissima stagione e non vedo perché dovremmo cambiare allenatore. Allegri rimarrà sicuramente sulla panchina del Milan".C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-prenderemo-subito-un-difensore-1011837.htmSiT1000027100075701,02,03030293
901011836NewsCalciomercatoClamoroso Juventus, Maxwell in bianconero nell`operazione Ibrahimovic20130419124843juventusCome riferisce Come riferisce Jacobelli per calciomercato, se in definitiva, la Juventus dovesse concretizzare l’assalto a Ibrahimovic, come potrebbe suggerire l'interpretazione delle parole di Mino Raiola, per la fascia sinistra bianconera il nome più caldo diventerebbe quello di Maxwell.<br><br> Sia la punta svedese che il terzino brasiliano giocano nel Paris Saint Germain, ma soprattutto sono gestiti dall’agente italo-olandese. E, variabile tutt’altro che trascurabile, tra Ibra e Maxwell resiste un’amicizia (hanno giocato assieme, oltre che in Francia, nell’Ajax, nell’Inter e a Barcellona).<br><br> Molto dipenderà dalla volontà di investimento per la corsia mancina: Gael Clichy e Aleksandar Kolarov, entrambi sotto contratto con il Manchester City, sono due obiettivi sensibili, ma anche giocatori che costano assai più rispetto a Maxwell, esterno di valore, ma che il 27 agosto compirà 32 anni.<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNclamoroso-juventus-maxwell-in-bianconero-nell-operazione-ibrahimovic-1011836.htmSiT1000007100075701,02,03,06030526
911011959NewsCampionatiAnastasi: «Juventus nettamente favorita contro il Torino»20130419071156juventus, anastasiPietro Anastasi, tra passato, presente e futuro della sua JuventusPietro Anastasi, tra passato, presente e futuro della sua Juventus<br>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”. Così scriveva Alessandro Baricco, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e noto esponente della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, Pietruzzu Anastasi ha rappresentato attraverso il calcio un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania per passare al Varese e poi percorrere la strada del suo destino glorioso con la Juventus, si è legato indissolubilmente alla squadra dell’avvocato Agnelli e, soprattutto, a Giampiero Boniperti che l’ha subito accolto a braccia aperte come fosse un figlio. Oggi è opinionista sulle reti private di Quarta Rete Tv e, in occasione del derby di Torino, abbiamo pensato di interloquire con lui che è stato artefice di tante “battaglie” stracittadine del passato sotto la mole, ma anche di disquisire insieme del presente e del futuro della sua Juventus.&nbsp; <br><br>Anastasi, come vedi il prossimo derby di Torino?<br>“Visto come stanno andando in campionato le due squadre, sulla carta dovrebbe vincere la Juve. Tuttavia, io che ho vissuto in prima persona tanti derby, so che in queste partite non esiste nessun favorito o sfavorito. Sarà banale, ma il derby è davvero una partita a sé, aperta a qualsiasi risultato. Su questo non ci sono dubbi di sorta”.<br><br>Tra i tanti derby di Torino che hai giocato, ce n’è uno che ti è rimasto particolarmente impresso nel cuore?<br>“Ricordo con affetto il primo derby che ho giocato con la Juventus contro il Toro. In quella occasione segnai all’ultimo minuto e vincemmo 2 a 1. Quello era il primo anno che giocavo nella Juve, e quasi non mi rendevo conto dell’importanza di vestire quella maglia e di giocare un derby che aveva ed ha una valenza e un significato particolare, per la città di Torino e per le contrapposte tifoserie”.<br><br>Tu che hai vissuto sul campo i derby di Torino e Milano, quali dei due ritieni più carico di motivazioni?<br>“Sicuramente quello di Torino. A Milano si affrontano due squadre che in genere sono abituate ai vertici della classifica. A Torino, invece, la Juve è abituata a lottare per lo scudetto, mentre il Toro, tranne alcune episodiche occasioni, non ha mai avuto una certa regolarità di rendimento. E poi la Juve, non solo per Torino, è sempre stata emblema di aristocrazia dettata dalla Fiat e dalla famiglia Agnelli, mentre i granata rappresentano il proletariato sanguigno e orgoglioso di battere gli odiati cugini”.<br><br>Fermo restando che la Juve abbia già bissato il suo secondo scudetto consecutivo, pensi che questo successo sia legato esclusivamente ai propri meriti o, piuttosto, anche ai demeriti delle altre squadre inseguitrici?<br>“ In casi di questo genere è difficile quantificare realmente quanto ci sia di merito proprio e quanto di demerito altrui. Tuttavia, se pensiamo al notevole divario di punti che c’è tra la Juve e la seconda in classifica, devo dire che ci sono tanti meriti da parte dei bianconeri che sono stati capaci di mantenere una continuità di risultati che le altre non hanno saputo fare. D’altra parte, il Milan ha cominciato il campionato in maniera disastrosa, l’Inter si è persa per strada, il Napoli ha avuto un grande exploit iniziale, ma poi non ha retto i carichi degli impegni europei e a un certo punto ha mollato per poi riprendersi. Poi la Lazio che fino a un certo punto del campionato è stata l’anti Juve assieme al Napoli, non ha retto fino in fondo. E, per quanto riguarda la Roma, tutti sanno quali sono stati i risultati durante la gestione di Zeman”. <br><br>Ritieni che il livello tecnico del campionato italiano sia peggiorato rispetto a qualche anno fa?<br>“Diciamo che mancano i fuoriclasse. Il Milan ha ceduto Thiago Silva e Ibrahimovic, l’Inter ha venduto Samuel Eto’o, Thiago Motta, Maicon e quindi il problema nasce proprio per la mancanza di calciatori di un certo livello. Oggi mancano i grandi top player, nella Juve e anche nelle altre squadre italiane di alta classifica. Loro, farebbero sicuramente la differenza per il calcio italiano”.<br><br>Qual è stato il tuo pensiero dopo i due incontri di Champions che la Juve ha disputato contro il Bayern?<br>“In quel caso abbiamo capito la differenza che c’è tra la Juventus e le grandi forze calcistiche europee. Tuttavia, dopo aver visto le due semifinali tra Bayern e Barcellona e tra Borussia Dortmund e Real Madrid, ci siamo ricreduti su un gap che non è poi così incolmabile come pensavamo. La Juve, ha certamente bisogno di comprare giocatori di un certo livello internazionale, tuttavia, non penso che tra noi e loro ci sia tutto questo distacco”.<br><br>Allora non sei d’accordo con Conte, quando sostiene che dovrà passare ancora qualche anno prima che una squadra italiana possa vincere una coppa europea?<br>“ A me non sembra una cosa così esagerata. Io ripeto che si tratta di avere in seno alla squadra dei fuoriclasse in grado di fare la differenza. E’ tutta una questione di denaro da potere spendere. Certo, se pensiamo che il Bayern ha acquistato dal Borussia Dortmund Goetze per 37 milioni di Euro e Lewandowski per altrettanti soldi, allora è sicuro che c’è un divario tra la Juve e loro. Marotta ha dichiarato che la società bianconera non può spendere tanto e quindi si devono cercare valide alternative. Credete, non è questione di scuola calcistica superiore alla nostra, semplicemente una carenza di campioni”.<br><br>Pensi, dunque, che la difficoltà economica delle aziende del calcio italiano si rispecchi nella crisi del nostro Paese?<br>“Sono perfettamente d’accordo con quanto sostieni. Il momento del calcio italiano è l’espressione della tremenda crisi economica che sta attraversando il nostro Paese. Tuttavia, rimanendo sempre in seno alla Juventus e ai suoi bilanci, ritengo che quest’anno, a differenza di quello precedente, abbia acquisito buoni introiti dalla sua partecipazione in Champions League, per cui deve necessariamente investire per essere maggiormente competitiva il prossimo anno”.<br><br>In definitiva, cosa manca realmente a questa Juve per ritornare a essere ancor più grande in Europa?<br>“Quando guardo la classifica cannonieri, mi rattrista vedere che ai vertici non appare mai un giocatore della Juventus. Avere uno o più calciatori in grado di segnare 10 o 15 gol in più all’anno, è essenziale per questa Juve che produce molto gioco ma che spesso fatica ad andare in gol”.<br><br>Salvino Cavallaro <br>&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp; <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1007650FL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclsuiva-il-calcio-24-anastasi-juventus-favorittisma-contro-il-torino-1011959.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,08,090302189S
921011813NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, stile Ibrahimovic per prendere Sanchez20130418124738juventus, sanchezSecondo quanto riporta SportSpunta l'idea di un'operazione di mercato "alla Ibrahimovic", ovvero simile a quella che portò l'attaccante svedese in rossonero nell'estate del 2010. Secondo quanto reso noto questa mattina dal quotidiano spagnolo Sport la dirigenza juventina per arrivare all'attaccante del Barcellona Alexis Sanchez starebbe pianificando un'offerta per il prestito oneroso a cinque milioni di euro del giocatore cileno con un diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro. Un'idea intelligente in un periodo di crisi economica che potrebbe risultare davvero vincente.C1007650adm001FL0711marotta.jpgSiNjuventus-stile-ibrahimovic-per-prendere-sanchez-1011813.htmNoT1000007100075701,02,03,06030656
931011963NewsCampionatiAgroppi: «Il Torino non ha giocatori di valore. Alla Juventus basterebbe Ibrahimovic»20130418033880agroppi, torino, juventusAgroppi ci appare come rinatoAldo Agroppi da Piombino, classe 1944. Da qualche giorno ha compiuto 69 anni, davvero ben portati. Dopo la brutta parentesi di salute a causa di un infarto che l’ha colpito lo scorso anno, Agroppi ci appare come rinato. E’ loquace come sempre, pronto alla battuta e a non nascondersi mai dietro inutili ipocrisie. E’ la sua natura di uomo fatto tutto d’un pezzo che combatte sempre per quelle verità nascoste che quasi sempre non si dicono per non turbare la suscettibilità altrui. Lui è un toscano verace dalla lingua tagliente che, tuttavia, non intende mai offendere nessuno ma, se è il caso, dire pubblicamente certe verità per un puro senso di giustizia. L’ultima volta che lo abbiamo sentito non ci appariva così in forma come oggi che, invece, sembra piacevolmente tornato a essere come desiderano tutti coloro che gli vogliono bene davvero. Va a ruota libera Aldo, ed è davvero un fiume in piena. Ricorda&nbsp; con affetto e,&nbsp; come se fosse ieri, la sua crescita calcistica e umana nel Settore Giovanile del Toro, ed il suo sogno di giocare in prima squadra che è diventato poi realtà il 15 Ottobre 1967 contro la Sampdoria. Da allora, il suo cuore e la sua passione calcistica hanno avuto un solo colore: quello granata del Toro. Ed è per questo motivo che, nonostante il passare degli anni e la sua lontana dimora da Torino (tutti sanno che Agroppi vive a Piombino), lo hanno legato affettivamente al Toro in maniera indissolubile. E, ogni volta che gli si chiede un giudizio sul Toro, egli è prodigo di utili consigli. Anche in questa occasione, da noi intervistato sull’attuale situazione del Toro e sull’imminente derby di Torino, Aldo Agroppi si rivela come sempre un opinionista di grande competenza e cultura calcistica.<BR><BR><BR>Agroppi, cosa pensi del prossimo derby di Torino?<BR><BR>“Mi piacerebbe che il Toro potesse vincere, non tanto per un fatto di costume cittadino ma, soprattutto, per la classifica che vede i granata affrontare la Juve, il Milan a San Siro, poi lo scontro diretto con il&nbsp; Genoa e così via. Il Toro non è ancora salvo e, considerando la forza della Juve, non può perdere assolutamente il derby. Tuttavia, devo dire che non sono fiducioso nel risultato finale in quanto la Juve, pur conducendo da sola il campionato, nei derby trova sempre tutte le sue forze, le determinazioni e la sua voglia di vincere. La Juve non regalerà niente, anche se è quasi già campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Il Toro deve fare una grossa partita sotto il profilo tecnico e tattico, perché questa Juventus è obiettivamente più forte”.<BR><BR>Tu che hai vissuto tanti derby torinesi, qual è quello che ricordi maggiormente?<BR><BR>“ Il derby scudetto del marzo ’72, quando si vinse 2 a 1. Ricordo che la Juventus segnò prima con Anastasi, poi pareggiò Claudio Sala su punizione e io feci il gol vincente. Ci portammo a un punto dalla Juve e quello fu l’anno in cui mi annullarono il gol a Genova. Fu così che alla fine del campionato arrivammo dietro alla Juve. Quello non fu l’unico gol che feci ai bianconeri juventini, perché ne seguirono altri due in derby diversi. Tuttavia, quello che ricordo maggiormente fu quello legato a quel fatidico anno ‘72”.<BR><BR>Perché il derby di Torino si differenzia particolarmente dagli altri?<BR><BR>“E’ una partita diversa dalle altre e bisogna viverla per rendersene conto. E’ il confronto tra la razza padrona e quella operaia. Già in settimana avverti qualcosa nell’aria che è diverso dagli altri giorni. C’è aspettativa e tensione per le strade, nei negozi, in famiglia. I tifosi ti permettono tutto ma non di perdere un derby. E’ un fatto personale con i propri calciatori che non ammette la sconfitta e, se si perde, per un certo periodo di tempo non ti sono più amici. Se invece vinci sei il padrone della città almeno per una settimana. Si tratta davvero di una partita diversa, anche perché c’è il problema che lunedì si torna al lavoro e se hai perso il derby, non mancano gli sfottò talora anche pesanti”.<BR><BR>Il Torino gioca bene e non fa punti. Perché?<BR><BR>“Perché non sono giocatori di valore. Possiamo disquisire di tattiche, geometrie di gioco e anche di cuore granata, ma se non hai i giocatori validi non si va da nessuna parte. Il valore antico del Cuore Granata, il Toro l’ha avuto anni fa quando giocavano i vari Pulici, Graziani, Sala, Zaccarelli, Pecci, Castellini, io, e via discorrendo. La gente si affezionava a questo sentimento legato al Cuore Granata, all’ardore, all’agonismo e alla maglia intrisa di sudore, associandolo al vero valore tecnico della squadra che poteva contare su veri campioni di calcio. Oggi, il Toro, non ha giocatori all’altezza della situazione e si limita a fare quel che può. Poi, quando si perde, viene spontaneo dire che non c’è più il Cuore Granata per i motivi che ho appena detto”.<BR><BR>Quindi, se mancano i giocatori importanti la colpa è della società?<BR><BR>“ I giocatori importanti li conoscono anche Cairo e Petrachi, ma le possibilità economiche sono quelle che sono e di conseguenza ti devi adattare con quello che hai senza potere fare una grande squadra. A mio avviso l’obiettivo del Torino sarà ancora per molti anni quello di salvarsi, perché nel Toro non vedo ombra di grandi calciatori. Bisogna anche capire che un presidente non può rischiare di fallire. Gestire oggi una squadra di calcio come il Toro vuol dire un esborso di denaro incredibile, dove non si hanno nemmeno molti ritorni economici a causa della scarsa media di spettatori e dei pochi sponsor a disposizione. Quindi, penso che per il Torino, fermo restando questo stato di cose, la salvezza è sicuramente un obiettivo davvero importante da non sottovalutare”.<BR><BR>Pensi che, nonostante la sconfitta, gli applausi finali della curva maratona ai suoi giocatori, rappresenti un fatto di civiltà sportiva?<BR><BR>“Sicuramente. I tifosi del Toro hanno capito che in certe partite perse, tipo quelle contro il Napoli e la Roma, i propri giocatori hanno dato il massimo, enfatizzando quel senso del cuore granata che vuole l’impegno fino all’ultimo minuto della partita. Ma se tutto quello che la squadra ha dato in campo non è bastato, vuol dire che non è certo colpa dei giocatori. L’applauso, a seguito di una sconfitta, è sicuramente un segnale importante di maturità sportività da non sottovalutare”.<BR><BR>Un’ultima domanda di football a carattere generale. Sei d’accordo con Conte quando afferma che ci vorranno ancora degli anni, prima che una squadra italiana possa vincere in Europa?<BR><BR>“Ma che ne sa Conte cosa potrà succedere in futuro. Basta che la Juve acquisti Ibrahimovic e non deve più cambiare nient’altro per risolve tutti i suoi problemi. Sento dire che la sua presenza possa destabilizzare lo spogliatoio bianconero. Io penso che non ci sarebbe nulla di questo, perché è un giocatore capace di risolvere il problema della carenza del gol della Juve. A Conte è stata apposta l’etichetta dell’allenatore che sbraita, che è irrequieto e irrefrenabile, ma in realtà ritengo che non ci sia bisogno di tale atteggiamento, in quanto ha in mano una squadra di giocatori forti. Vorrei vedere cosa accadrebbe se ritornasse ad allenare squadre di provincia”.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711agroppi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-agroppi-il-torino-non-ha-giocatori-di-valore-alla-juventus-basterebbe-ibrahimovic-1011963.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,080301143S
941011785NewsCalciomercatoJuve: arrivano i soldi20130417093052juve samsungSamsung pronta a sborsare 120 mln per aver intestato lo stadioLa notizia, finore, è stata top secret: adesso però qualcosa trapela. Sulla Juve stanno per piovere milioni d'euro, pronti ad essere riutilizzati sul mercato: la Samsung infatti, colosso sud coreano, è pronta a investire 120 milioni per poter intestare col proprio nome lo Juventus Stadium e per poter sponsorizzare la società mettendo il loro marchio sulle maglie.<BR><BR>Tutto questo, stando ad alcune fonti, sembra esser stato messo già nero su bianco qualche giorno fa,&nbsp;ma, per vie delle quotazioni in borsa della Juve, non è stato fatto uscire fuori; soldi, tanti soldi cash, che serviranno per puntellare una squadra già forte: Ibra e Verratti sono i primi due obiettivi, trattenere Pogba e Vidal la base da cui ripartire.<BR><BR>C1007650FL0141FL0141samsung.jpgSiNjuve-arrivano-i-soldi-1011785.htmSiT1000007100205001,02,03,06030547
951011764NewsCampionatiClamoroso Raiola: «Ibrahimovic ha già firmato per la Juventus»20130416121778Juventus, ibrahimovicSi infittisce il mistero Si infittisce il mistero legato al presunto aereo privato inviato dal presidente del Real Madrid Florentino Perez per prelevare il padre di un calciatore francese che milita in Italia, individuato in uno tra Pogba e Niang: notizia divulgata dagli spagnoli di 'Cadena Ser' nella giornata di ieri ma che non aveva trovato conferma. In merito al presunto 'golpe', si è espresso Mino Raiola, procuratore di entrambi i calciatori: "Se Perez vuole prendere il padre di Pogba o Niang deve mandare un aereo in Francia, perché è lì che vivono i genitori dei miei assistiti - le parole dell'agente riportate da 'Tuttosport' - e dovrebbero comunque chiamare il sottoscritto". Dopo aver avvertito i madrileni, Raiola spiega in maniera più diretta la situazione dei suoi due gioielli, lasciando come al solito la porta aperta a tutto: "Al giorno d'oggi non ci sono contratti che possono blindare un campione. Nessuno può essere blindato al cento per cento quando viene apprezzato da tutto il mondo". Chiusura dedicata ad Ibrahimovic, sul quale si lascia scappare una battuta: "Ha già firmato per la Juventus".<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001raiola.jpgSiNclamoroso-raiola-ibrahimovic-ha-gia-firmato-per-la-juventus-1011764.htmSiT1000007100075501,02,030301140
961011718NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Vidal o rinnova o verrà ceduto20130413111545juventus, vidalCon l`incontro Con l'incontro a Milano tra i dirigenti bianconeri e Fernando Felicevich, agente di Arturo Vidal, si aprono più scenari a propostio del futuro del centrocampista cileno. Il primo è quello di un possibile rinnovo di contratto, visto che Conte stravede per il giocatore e che lo stesso centrocampista sta benissimo a Torino. Una trattativa per il rinnovo che però non escluderebbe a priori una cessione, visto che PSG e Real Madrid sono in forte pressing e che di fronte ad un'offerta importante, il cileno potrebbe essere il sacrificato per la campagna acquisti bianconera. Sul fronte parigino poi c'è da mettere in conto il forte interesse juventino per Marco Verratti e Zlatan Ibrahimovic, infatti se uno dei due venisse inserito in un'eventuale trattativa, allora nonostante il grande legame in vita tra Vidal e la Juve, le strade potrebbero anche dividersi. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-vidal-o-rinnova-o-verra-ceduto-1011718.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030384
971011696NewsCalciomercatoClamoroso Ibrahimovic, andrà via dal Psg: vuole la Juventus o il Napoli20130412130939psg, ibrahimovicCome riporta Il Corriere dello Sport E adesso? Se arriva Mourinho, se porta Cristiano Ronaldo, i mal di pancia di Zlatan Ibrahimovic potrebbero come d’incanto ricomparire? E chi li curerebbe? Come riporta Il Corriere dello Sport Lo scenario che si apre sul futuro dell’asso svedese è assolutamente tutto da leggere. Avendo anche la schiettezza necessaria per dire che questi fatti potrebbero portare Ibra lontano da Parigi. D’altra parte qualche avvisaglia c’è stata. Dalle parole d’amore per il Milan appena arrivato in Francia, alla meraviglia con cui poco tempo fa si è fatto una domanda che più o meno suonava così: ma cosa vogliono questi tifosi del Psg che si lamentano come se fossero persone abituate a vincere? Detto da lui, che come si vince lo sa. Ecco che il quadro si comincia a delineare. O per lo meno il campo delle ipotesi che infittiscono l’orizzonte, giustifica i dubbi sul futuro di un uomo che un imbarazzo lo avrà: quello di lasciare 14 milioni di euro netti, quanti ne guadagna a Parigi .<BR><BR><BR>il punto di partenza è proprio questo. Per cambiare squadra Ibra deve mettere in soffitta un ingaggio così. Soprattutto se la squadra dovesse essere la Juventus. Perché un discorso, molto molto sotto traccia, c’è (...). E se quello della Juve è un ambiente che conosce (pur essendo cambiata la dirigenza), sembra che a Zlatan piacerebbe anche un’altra ipotesi, al momento oggettivamente più difficile da mettere a tavolino (sempre per i numeri che sulla carta evoca l’operazione Ibrahimovic): parliamo del Napoli che, certo, se perdesse Cavani avrebbe bisogno di un nome per infiammare l’entusiasmo della gente. E Ibra sarebbe quel tipo di nome. Al solo accostamento vengono i brividi. Ma il calcio vive anche di irrazionalità, quindi... Altrimenti ci sarebbe sempre la Premier per lo svedese: City o Chelsea, l’imbarazzo di una scelta. <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNclamoroso-ibrahimovic-andra-via-dal-psg-vuole-juventus-o-napoli-1011696.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030589
981011690NewsCampionatiMilan, la società non è in vendita20130412090855MilanBarbara Berlusconi:«Il Milan non è in vendita«Ad inizio stagione sembrava un Milan ormai alla fine del lungo e vincente ciclo del Presidente Berlusconi. Le dolorose cessioni dei big e un inizio di campionato estremamente difficile facevano presagire un possibile passaggio di proprietà; adesso, invece,&nbsp;il terzo posto consolidato grazie ad&nbsp;intelligenti e lungimiranti strategie di&nbsp;mercato ci riconsegna&nbsp;un Milan di nuovo al vertice.&nbsp;In questo contesto&nbsp;Barbara Berlusconi esalta il lavoro della società rossonera, lanciando messaggi rassicuranti all'ambiente in ottica futura.<BR><BR>"Quest'anno chiudiamo il bilancio in pareggio, ma non è un successo legato soltanto alle cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic - sottolinea il consigliere del Cda&nbsp;in un'intervista rilasciata a&nbsp;'Gazzetta dello Sport' - E' un pareggio strutturale, prodotto da una linea diversa. Un club capace di autofinanziarsi mi pare la migliore garanzia per i nostri tifosi. E, se guardiamo al capitale dei giocatori, il Milan adesso vale più di quello della stagione scorsa".<BR><BR>Ma un'opera di rinnovamento non può tralasciare il raggiungimento di grandi traguardi: "Il calcio si basa sui risultati sportivi, che sono quelli che ci danno appeal nel mondo. A noi interessava coniugare buona gestione e buoni risultati sportivi, e ci stiamo riuscendo - prosegue 'Lady B' - Abbiamo portato il costo del lavoro al 50% del fatturato, questo significa che saremo a posto anche negli anni venturi. E' un risultato strutturale, che effettivamente non pensavamo di raggiungere tanto velocemente".<BR><BR>L'intento è quello di emulare alcuni grandi club europei: "Credo che i tifosi siano contenti di veder crescere giocatori nei quali possano identificarsi. Non necessariamente italiani, ma legati al Milan e alla sua storia. Credo che i club di successo siano quelli che hanno un'identità - sottolinea - Penso all'Arsenal, oltre che ovviamente al Barcellona e al Bayern Monaco. Sono club che trasmettono valori, che danno un senso di continuità e sviluppano un forte senso di appartenenza in chi ci lavora e in chi fa il tifo. E' quello che il Milan ha fatto in questi anni e che continuerà a fare".<BR><BR>Infine,&nbsp;Barba Berlusconi&nbsp;assicura: "il Milan è un pezzo di cuore. La famiglia Berlusconi non lo venderà mai. Creare partnership per avere nuovi capitali ed espandersi è un conto, cedere il club un altro".<BR><BR>MilanoFL0411FL0411galliani.jpgSiNmilan-barbara-berlusconi-non-e-in-vendita-1011690.htmSi100427901,02,03,07010219
991011682NewsCampionatiIbrahimovic seduce la donna del suo peggior nemico FOTO20130411223026ibrahimovic, sylvie van der vaart Sylvie van der VaartZlatan Ibrahimovic e Rafa van der Vaart non si amano. Ai tempi dell'Ajax i due ebbero furiose discussioni, e da allora i loro rapporti non si sono riallacciati. Come riferisce il 'Telegraaf', l'attaccante del PSG di recente avrebbe persino cominciato a frequentare Sylvie van der Vaart, compagna del centrocampista olandese. La donna sarebbe volata fino a Parigi pur di vederlo. E di certo Rafa non ne sarà entusiasta.<BR>C1007650adm001adm001sylvie.jpgSiNibrahimovic-seduce-la-donna-del-suo-peggior-nemico-1011682.htmSi100075701,02,03030589
1001011678NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Vidal sarà il sacrificato 20130411121811juventus, vidalCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport, oltre a Llorente, la Juve dovrà ingaggiare un centravanti di prima fascia e un altro attaccante di spessore, persino a costo di sacrificare una colonna come Vidal.<BR>Il salto di qualità solo se arriva la grande punta.<BR>Per un’ora alla pari, nonostante le assenze pesantissime di Lichtsteiner e Vidal. Juve in gara coi vicecampioni d’Europa sia a livello di organizzazione sia sotto il profilo dell’intensità. Ma se quando porti la palla là davanti poi non arriva il guizzo, allora oltre un certo livello non vai, gli altri mettono la freccia e ti salutano. È ciò che Conte va dicendo da tempo: organizzazione, compattezza e atteggiamento competono al tecnico, ma per alzare la posta servono i «carichi pesanti», i fuoriclasse, gli specialisti.<br><br> Non una, ma due punte... È una questione di semplice qualità. Il doppio confronto con il Bayern non può non aver tolto ogni dubbio ai vertici della Juve: bisogna intervenire pesantemente in attacco. E forse, a prescindere da Llorente, non basta un solo innesto. Servono due grandi punte: un top player e un giocatore di livello appena inferiore, magari un giovane già con grandi prospettive. A costo di sacrificare un big fra quelli con maggiore mercato.<br><br> Vidal? Sì, anche Vidal se necessario, considerato che Pogba ha definitivamente dimostrato di essere pronto per i palcoscenici più prestigiosi. E allora occhi aperti sui fronti Higuain, Benzema, Suarez, Tevez e Ibrahimovic per quanto riguarda le carte sicure. E a seguire le piste giovanissime che portano a Jovetic, Muriel e Sanchez.<br><br> Solo ritocchi invece negli altri reparti: prima fare cassa con i vari Quagliarella, Matri, anche Giovinco e De Ceglie; quindi andare a caccia di un vice Pirlo (Verratti su tutti), di un difensore di prospettiva e magari anche di una punta esterna (se Pepe non si riprende) per consentire a Conte più soluzioni tattiche (le tre punte o il «rombo»), cosa ai limiti dell’impossibile con l’attuale rosa. <br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNjuventus-vidal-sara-il-sacrificato-1011678.htmSiT1000007100075701,02,03,06030547
1011011667NewsCampionatiBarcellona-Psg, Ancelotti sfiora l`impresa 20130410230251champions league, barcellona, pasgDopo il gol di Pastore Dopo la rete di Pastore la squadra francese per 20' minuti assapora l'idea di compiere l'impresa al Nou Camp. La squadra di Vilanova, però, con un gol di Pedro capitalizza la semifinale di Champions League e la legge dei blaugrana in casa torna una regola assoluta. <br><br> Finale 1-1: 5' st Pastore (P), 25' st Pedro (B)<br><br> ammoniti: Adriano, Lavezzi, Thiago Silva, Beckham&nbsp; espulsi:<br><br> Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Adriano (17' st Bartra), Jordi Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Pedro, Fabregas (17' st Messi), Villa (39' st Song). A disp.: Pinto, Thiago, Montoya, Sanchez. All.: Vilanova.<br><br> Psg (4-4-2): Sirigu; Jallet (41' Van der Wiel), Alex, Thiago Silva, Maxwell; Lucas, Verratti (38' st Beckham), Thiago Motta, Pastore; Lavezzi (36' st Gameiro), Ibrahimovic. A disp.: Douchez, Armand, Chantome. All.: Ancelotti.<br><br>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNbarcellona-psg-ancelotti-sfiora-l-impresa-1011667.htmSi100075701,02,03030240
1021011654NewsCampionatiBarcellona-Psg, le ultimissime sulle probabili formazioni20130410123418champions league, barcellona, psgTornano a giocarsela Tornano a giocarsela per accedere alle semifinali di Champions League, Barcellona e PSG. La formazione di Ancelotti si schiera in campo a trazione anteriore e vuole dire la sua anche al Nou Camp.<BR><BR>Le probabili formazioni:<BR><BR>Barcellona (4-3-3): Victor Valdés; Dani Alvés, Puyol, Piqué, Alba; Busquets, Xavi, Iniesta; Pedro, Sanchéz, Villa. All.: Vilanova<BR><BR>PSG (4-2-3-1): Sirigu; Maxwell, Thiago Silva, Alex, Sakho; Thiago Motta, Verratti; Beckham, Lavezzi, Ménez; Ibrahimovic. All.: Ancelotti<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001ezequiel-lavezzi_aggrandissement_paysage.jpgSiNchampions-league-barcellona-psg-le-ultimissime-sulle-probabili-formazioni-1011654.htmSi100075501,02,03030268
1031011586NewsCampionatiJuventus, archiviato il Pescara: ora tocca al Bayern Monaco20130407121837juventus“Juve, storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero, coro che si alza davvero per te”“Juve, storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero, coro che si alza davvero per te”. E’ una delle frasi che compongono il ritornello dell’inno della Juventus, che è cantato dai tifosi bianconeri nel rito di apertura e chiusura di tutte le partite disputate dalla Vecchia Signora tra le mura dello Juventus Stadium. Già, lo Juventus Stadium. Un palcoscenico che si apre sempre a un football inteso come spettacolo. E non importa se in campo c’è la prima squadra contro l’ultima della classe, perché l’atmosfera è sempre vibrante, intensa, intrisa di emozioni che anche se le vivi con fede sportiva diversa, resti coinvolto nel frastuono del dodicesimo giocatore in campo rappresentato dai tifosi. E noi che siamo seduti nella bellissima tribuna stampa a esplicare il nostro lavoro di giornalisti, non siamo indenni dal pensare come questo stadio costruito in maniera avveniristica, sia sempre occupato in tutti i suoi posti a prescindere dall’importanza dell’evento calcistico. Detto questo, veniamo alla cronaca della partita Juventus – Pescara. Diciamo subito che la squadra di Conte, reduce dalla brutta partita disputata all’Allianz di Monaco contro il Bayern, aveva necessità di conquistare contro il Pescara i tre punti in palio, e li ha ottenuti anche se non con la facilità sperata. Alla vigilia Conte temeva questa partita, e il campo ha confermato queste previsioni. La Juve ha giocato quasi tutta la partita sotto la porta degli abruzzesi ma, non trovando il gol fino al 70’, ha rischiato d’impantanarsi. Per lunghi tratti i bianconeri hanno giocato contro un Pelizzoli in giornata di grazia, poi sul finire del match il Pescara è persino riuscito ad impensierire gli avversari. La Juve si presenta in campo con il suo solito 3-5-2, privi di Buffon (in panchina), degli squalificati Barzagli e Chiellini e senza Pirlo che aveva bisogno di rifiatare. Il Pescara di mister Bucchi, invece, adotta un più prudente 4-2-3-1. Iniziale prevalenza territoriale della Juve che dà subito la sensazione di voler chiudere in fretta la partita contro il Pescara. Al 7’ un tiro di Pogba sorvola la traversa e un minuto dopo anche Vucinic tira alto. All’11’ gran palla gol della Juve. Lichsteiner involatosi sulla destra, crossa al centro per Giaccherini che in mezza rovesciata lascia partire un tiro che, se il pallone fosse entrato in porta sarebbe apparso negli annali di tutti i tempi. Passano i minuti e la fisionomia della partita non cambia. Juve che attacca con veemenza e Pescara che sembra uno sparring partner. Al 16’ ancora Juve vicina al gol con Giovinco che s’incunea bene nell’area avversaria, ma Pelizzoli respinge con sicurezza. Al 24’ Vidal, su passaggio di Vucinic sfiora il gol ma, sottoporta, il portiere abruzzese gli nega il gol con un ottimo guizzo in tuffo. Al 26’ ancora Pogba tira da fuori area, ma è impreciso. Al 27’, magistrale suggerimento di Vidal a Lichsteiner il quale passa a Giovinco che, nel tentativo di tirare in porta, impatta con il ginocchio di Capuano e si procura uno stiramento del collaterale della gamba destra. Lascia così il campo in barella e ne avrà per qualche settimana. Al suo posto entra Quagliarella. Si gioca a una sola porta, ma la Juve produce il solito immenso volume di gioco che non si termina in gol. E la storia si ripete al 37’ quando Lichsteiner da destra crossa per Giaccherini che titubante inciampa sulla palla, rendendo vano ogni tentativo di andare in gol. Al 38’ palo di Quagliarella che tira da fuori area, ma Pelizzoli in uscita manda a sbattere la palla sul palo di destra. Il gol sembra essere nell’aria, tuttavia tarda ancora ad arrivare. Al 43’ Pelizzoli (ancora lui) si supera sul tiro da fuori area di Giaccherini. Finisce intanto il primo tempo con il risultato di 0 a 0. Nella ripresa, al 53’ spettacolare azione della Juve; Vidal passa a Quagliarella che al volo tira in porta e Pelizzoli in tuffo si supera ancora una volta. La Juve continua ad aggredire l’avversario con un gioco asfissiante e con un super Vidal che sale in cattedra come suggeritore e finalizzatore del gioco. Al 58’ il Pescara sostituisce Quintero con Bjarnason. Al 61’ il Pescara si affaccia in area di rigore della Juventus, ma il calcio d’angolo battuto da Caprari non subisce nessun effetto. Al 65’ gli abruzzesi sostituiscono Caprari con Cascione. Al 68’ registriamo l’ennesima palla gol della Juve. Lichsteiner giunto in area di rigore, invece di tirare in porta passa la palla al centro e l’azione s’infrange nel nulla. Intanto il Pescara provvede a un’altra sostituzione con Kroldrup che viene rilevato da Bianchi Arce. Al 71’ la Juve approfitta di un calcio di rigore assegnato dall’arbitro Peruzzo, per atterramento in area di rigore di Vidal per opera di Rizzo che viene espulso. Batte Vucinic e segna il tanto sospirato gol della Juventus. E’ stata esagerata la sua gioia, nel togliersi i pantaloncini e sbandierarli ai tifosi come di solito si fa con la propria maglia. Ma Conte non ha gradito questo gesto ritenuto poco serio e, pur felice del gol, ha inveito contro il montenegrino. Al 75’ Juve ancora in gol con Vucinic, ma l’arbitro annulla per fuorigioco dello stesso giocatore. Ma due minuti dopo ancora Vucinic sigla la sua doppietta personale e raddoppia per la Juve dopo essersi liberato dell’asfissiante marcatura degli abruzzesi sferrando un tiro di destro nell’angolino basso di Pelizzoli. Al 78’ esce Vucinic ed entra Matri; mentre due minuti dopo Bonucci lascia il posto a Isla. All’82’ il Pescara va in gol con Cascione che da 30 metri lascia partire un tiro che s’infila nel sette della porta di Storari. Incredibile ma vero! E, sul finire del match, ancora il Pescara fa venire i brividi a Conte e alla sua squadra con Sculli, che da fuori area impegna severamente Storari in quella che è l’ultima occasione della partita. Vince dunque la Juventus 2 a 1 contro il Pescara e adesso il pensiero corre già all’attesissimo scontro contro il Bayern.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-archiviato-il-pescara-ora-tocca-al-bayern-monaco-1011586.htmSiT1000007100451001,02,03,06030230
1041011567NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, la collaborazione del Barcellona per arrivare a Ibrahimovic20130406153996juventus, ibrahimovicSecondo quanto riporta TuttosportSecondo quanto riporta Tuttosport, il Barcellona potrebbe dare una mano alla Juventus per un eventuale assalto estivo a Zlatan Ibrahimovic. Infatti se in Champions League dovesse arrivare una sconfitta pesante, i malumori dell'attaccante del PSG potrebbero rivelarsi insanabili, con lo svedese pronto ancora una volta a fare le valigie magari proprio per tornare in Italia. Ibra ha già fatto intendere che l'esperienza parigina non lo sta esaltando e nel caso in cui arrivasse anche un fallimento in Coppa allora il futuro francese dell'attaccante potrebbe veramente essere segnato. C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNjuventus-la-collaborazione-del-barcellona-per-arrivare-a-ibrahimovic-1011567.htmSiT1000007100075701,02,03,06030467
1051011526NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, arriva il primo sì di Ibrahimovic20130405120320juventus, ibrahimovicCome riferisce TuttosportCome riferisce Tuttosport, torna di moda il nome di Zlatan Ibrahmivoc per la Juventus. I bianconeri, da tempo sulle tracce del tanto chiaccherato top player per compiere il definitivo salto di qualità, starebbero pensando seriamente allo svedese del PSG, complice anche la voglia dell'attaccante di cambiare aria per una serie di motivi. In particolar modo Ibra non è affascinato dal campionato francese, che spesso lo costringe a giocare in stadi con pochissimi spettatori. In secondo luogo, nonostante il ricco stipendio, Ibra è costretto a versare quasi metà ingaggio al fisco. Ecco quindi che l'affare si potrebbe fare, grazie anche alla mediazione di Nedved, grande amico di Mino Raiola (procuratore di Ibra ed ex agente del ceco). Anche il costo potrebbe essere contenuto, con il PSG disposto a lasciarlo partire per una cifra irrisoria pur di liberarsi del pesante stipendio. Ovviamente Ibra dovrebbe abbassare le sue pretese per l'ingaggio, ma intanto arrivano i primi sì dello svedese per la Juventus.C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNjuventus-arriva-il-primo-si-di-ibrahimovic-1011526.htmSiT1000007100075701,02,03,06030569
1061011515NewsCampionatiTime, Balotelli tra i 100 personaggi più influenti: in realtà è tutta una bufala. Questa la vera lista20130404183111balotelliCome riportaCome riporta squer.it, Balotelli tra i 100 personaggi più influenti 2012 secondo il TIME. Questa la notizia che figura sulla Gazzetta dello Sport e che ufficializza così la candidatura di “Supermario” nell’olimpo dei più potenti dell’anno.<br><br>&nbsp;<br><br>Peccato che non appena si consulti la lista dei blasonati pubblicata dalla celebre rivista americana, il giocatore del Milan non compaia, neanche nelle ultime posizioni; che ad ogni modo, non si addicono al centravanti rossonero che a ben altro ha abituato i suoi tifosi.<br><br>&nbsp;<br><br>A metà strada tra mistero e bufala, la notizia pubblicata dalla Gazzetta sembra non essere assolutamente confermata dalla lista ufficiale. Sicuramente una efficace mossa pubblicitaria dopo che Time aveva invece dedicato una copertina al giocatore originario di Palermo nel novembre 2012 e per il quale è invece ai nastri di partenza un libro. Sulla questione, nessun commento da parte della società di via Turati che dichiara di non aver ricevuto alcuna informativa da parte del Time. <br><br>&nbsp;<br><br>Tuttavia nell’articolo in questione, viene precisato addirittura che Balotelli sarà presente a New York il 23 Aprile per il gala indetto dal noto magazine. Un parapiglia innescato dal giornalista Gabriele Parpiglia che assicura, nonostante l’assenza di Supermario nella Top 100, che invece l’attaccante milanista è il nominativo a sorpresa&nbsp; che Time ha in serbo per rendere indimenticabile la celebrazione dei personaggi più influenti.<br><br>&nbsp;<br><br>Invece l’ormai famigerato invito per partecipare al gala del 23 Aprile, organizzato dal settimanale statunitense, è stato inviato all’attacante milanista semplicemente perché, come molti altri personaggi di rilievo, è stato immortalato sulla copertina di Time. Quindi, Balotelli, se volerà verso la “Grande Mela” sarà in qualità di ospite, purtroppo non di personaggio tra i più influenti dell’anno appena trascorso. Uno&nbsp; scivolone non indifferente per Parpiglia, che ha invece sostenuto altri nominativi assolutamente non presenti tra cui David Beckham e Quentin Tarantino compresi invece nella lista dei personaggi più influenti del 2013, che è ovviamente ancora in corso d’opera e nella quale – per ora – Mario Balotelli, non figura.<br><br>&nbsp;<br><br>Un polverone dal quale sicuramente emerge il nome del giornalista che ha ventilato quella che – fatti alla mano –&nbsp; sembra una fantasiosa ipotesi. Mancato quindi il trittico tricolore che vede il nome Mario ripetersi come triplice mantra all’interno della lista di Time. Infatti sono solo Monti e Draghi, rispettivamente il premier italiano dimissionario e il presidente della BCE, gli unici a figurare nell’ambita lista e ai quali si potrebbe attagliare la definizione di Supermario.<br><br>La carica dei centouno, meno uno.<br><br>&nbsp;<br><br>Questa la lista completa di The World’s 100 Most Influential People del 2012:<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Jeremy Lin<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Christian Marclay<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Viola Davis<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salman Khan<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tim Tebow<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; E.L. James<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Louis CK<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rihanna<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Marco Rubio<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ali Ferzat<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; René Redzepi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Kristen Wiig<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Anthony Kennedy<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Novak Djokovic<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ben Rattray<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Jessica Chastain<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Yani Tseng<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Raphael Saadiq<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Elinor Ostrom<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Samira Ibrahim<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; José Andrés<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ann Patchett<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dulce Matuz<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Henrik Schärfe<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Freeman Hrabowski<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Maryam Durani<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Manal al-Sharif<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Anjali Gopalan<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rached Ghannouchi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Barbara Van Dahlen<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ron Fouchier<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Donald Sadoway<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Hans Rosling<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Asghar Farhadi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sarah Burton<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Anonymous<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Pete Cashmore<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cami Anderson<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ali Babacan and<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ahmet Davutoglu<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ai-jen Poo<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Marc Andreessen<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Preet Bharara<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Robert Grant<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Andrew Lo<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sharmeen Obaid-Chinoy<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Alexei Navalny<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ray Dalio<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Chelsea Handler<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Harvey Weinstein<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Chen Lihua<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Warren Buffett<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Alice Walton<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Harold Hamm<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sheryl Sandberg<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sara Blakely<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tim Cook<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eike Batista<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Daniel Ek<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Virginia Rometty<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Barack Obama<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Goodluck Jonathan<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Xi Jinping<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Fatou Bensouda<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Christine Lagarde<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mario Draghi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; U Thein Sein<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ayatullah Ali Khamenei<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mitt Romney<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Juan Manuel Santos<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Timothy Dolan<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Portia Simpson Miller<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mario Monti<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Wang Yang<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Maria das Graças Silva Foster<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Andrew Cuomo<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Iftikhar Chaudhry<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mamata Banerjee<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Walter Isaacson<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ron Paul<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Benjamin Netanyahu<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dilma Rousseff<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Erik Martin<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cecile Richards<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Angela Merkel<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lionel Messi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tilda Swinton<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Hillary Clinton<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Catherine, Duchess of Cambridge, and<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Pippa Middleton<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Adele<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Matt Lauer by Howard Stern<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oscar Pistorius<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Claire Danes<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Stephen Colbert <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Kim Jong Un<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mullah Mohammed Omar<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sheik Moktar Ali Zubeyr<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bashar Assad<br><br><br>C1007650adm001adm001balotelli-6.jpgSiNtime-balotelli-tra-i-cento-piu-influenti-e-una-bufala-questa-la-lista-1011515.htmSiT1000027100075701,02,03030430
1071011461NewsCalciomercatoNapoli, proposta choc del Psg: Cavani per Ibrahimovic e l`ex rossonero aveva già fatto un pensiero20130403163334napoli, ibrahimovicCome riferisce Repubblica Come riferisce Repubblica, è già una suggestione fortissima, a prescindere da quello che succederà nei prossimi mesi. Zlatan Ibrahimovic sogna la maglia del Napoli e vorrebbe concludere la sua carriera al San Paolo, nello stadio di Maradona. Lo svedese se ne invaghì nella notte dell'addio al calcio di Ciro Ferrara, otto anni fa, quando i 60 mila di Fuorigrotta accolsero con un boato impressionante il ritorno a casa di Diego, l'ospite d'eccezione della festa. Ibra non nascose la sua invidia per il pibe de oro ("Mai visto tanto affetto per un calciatore in vita mia...") e da quel giorno si è messo in testa l'idea di vestirsi d'azzurro, prima di farla finita con il pallone. Ma non gli resta molto tempo a 31 anni. Il campione ha fretta e chissà che dalla sua tentazione non nasca qualcosa di concreto a breve scadenza, magari già nella prossima estate.<br><br>Il momento è propizio, perché Ibrahimovic ha deciso di tornare in Italia e il Napoli è la soluzione più praticabile, oltre che gradita dal giocatore. Parola di Mino Raiola. "A Zlatan<br>sarebbe piaciuto tanto giocare in maglia azzurra e mi ha detto che un giorno lo farà, perché il San Paolo lo affascina molto", confessò il manager un paio di mesi fa, lanciando pubblicamente un'esca a De Laurentiis. Fantamercato, si pensò allora. Ma adesso il Paris Saint-Germain s'è fatto avanti con decisione per Cavani e lo svedese è la perfetta pedina di scambio per aiutare lo sceicco Mansour ad acquistare il Matador.<br><br>Ibrahimovic a San Paolo e Cavani al Paris St Germain: è questo l'intreccio di cui si sussurra a Parigi. A De Laurentiis andrebbe, ovviamente, una robusta contropartita in milioni, con una parte della quale il club azzurro potrebbe accollarsi senza problemi il maxi ingaggio di Ibra. Il tempo dirà se alla suggestione seguirà qualcosa di concreto. Difficile, ma non impossibile. Il primo obiettivo del Napoli resta però confermare il Matador, a cui sta per essere offerto un altro ritocco (fino a 7 milioni) dell'ingaggio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNnapoli-prposta-choc-del-psg-cavani-per-ibrahimovic-e-l-ex-rossonero-aveva-gia-fatto-un-pensiero-1011461.htmSiT1000017100075701,02,03030404
1081011439NewsCampionatiPsg-Barcellona, spettacolare pareggio: Ibrahimovic risponde a Messi20130402231941champions league, psg, barcellonaUna sfida vibrante Una sfida vibrante e chiusa solo dal triplice fischio per quel che riguarda, però, il match dell'andata. La squadra di Ancelotti conserva così la lunghissima imbattibilità casalinga, ma il risultato favorisce la formazione blaugrana che al ritorno si giocherà come sempre il fattore campo in pieno. Ecco il tabellino della gara:<br><br> Finale 2-2: 38' Messi (B), 34' st Ibrahimovic (P), 44' st rig. Xavi (B), 49' st Matuidi (P)<br><br> Psg (4-4-2): Sirigu; Jallet, Alex, Thiago Silva, Maxwell; Lucas, Beckham (25' st Verratti), Matuidi, Pastore (31' st Gameiro); Ibrahimovic, Lavezzi (21' st Menez). A disposizione: Douchez, Sakho, Van der Wiel, Chantome. All.: Ancelotti.<br><br> Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Mascherano (39' st Bartra), Piqué, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Villa (36' st Tello), Messi (1' st Fabregas), Sanchez. A disposizione: Pinto, Song, Thiago Alcantara, Montoya. All.: Vilanova.<br><br>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNchampions-league-psg-barcellona-spettacolare-pareggio-ibrahimovic-risponde-a-messi-1011439.htmSi100075701,02,03030184
1091011434NewsCampionatiPsg-Barcellona, formazioni ufficiali: Beckham titolare 20130402201716champions league, psg, barcellonaUn po` a sorpresa Carlo Ancelotti Un po' a sorpresa Carlo Ancelotti lancia titolare dal primo minuto Beckham a centrocampo. 4-4-2 il modulo, anche se Pastore e Lucas aiuteranno certamente in fase offensiva il tandem d'attacco Lavezzi-Ibra. Nel Barcellona tridente super offensivo: resta in panchina Fabregas, mentre vanno in campo dal primo minuto Villa, Sanchez e Messi.<BR><BR>PARIS SAINT-GERMAIN (4-4-2): Sirigu; Jallet, Alex, Thiago Silva, Maxwell; Lucas Moura, Beckham, Matuidi, Pastore; Ibrahimovic, Lavezzi. All.: Ancelotti<BR><BR>BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Dani Alvez, Piqué, Mascherano, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Villa. All.: Vilanova<BR><BR>C1007650adm001adm001carlo-ancelotti.jpgSiNchampions-league-psg-barcellona-beckham-titolare-1011434.htmNo100075701,02,03030230
1101011421NewsCampionatiDopo Neymar e Ibrahimovic, Barton insulta anche Thiago Silva: «Curati ciccione»20130402175050bartonDopo Neymar e IbrahimovicDopo Neymar e Ibrahimovic, Joey Barton si scaglia contro Thiago Silva. Su Twitter, il giocatore inglese ha rilasciato questo tweet perfido: “Thiago Silva è una fighetta rimasta infortunata tutta la stagione. Un altro brasiliano sopravvalutato. Curati i muscoli, ciccione“. C1007650adm001adm001barton.jpgSiNdopo-neymar-e-ibrahimovic-barton-insulta-anche-thiago-silva-curati-ciccione-1011421.htmSi100075701,02,03030311
1111011423NewsCampionatiPsg-Barcellona, le probabili formazioni20130402160851Champions League, psg, barcellonaTra i francesi, Ancelotti Tra i francesi, Ancelotti sembra intenzionato a schierare una squadra con quattro giocatori offensivi; sulla fascia destra il dubbio Jallet o van der Wiel, sembra essere stato sciolto a favore del francese.&nbsp; Dall'altra parteVilanova schiera praticamente la formazione tipo, con una novità nel tridente, dove Tello affiancherà Messi e Villa.<br><br>PROBABILI FORMAZIONI<br><br>PARIS SAINT-GERMAIN (4-2-3-1): Sirigu; Jallet, Alex, Thiago Silva, Maxwell; Matuidi, Verratti; Lavezzi, Pastore, Moura; Ibrahimovic. All. Ancelotti<br><br>BARCELLONA (4-3-3): Victor Valdes; Dani Alves, Piquè, Mascherano, Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Villa, Messi, Tello. All. Vilanova<br><br>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNchampions-league-psg-barcellona-probabili-formaizoni-1011423.htmNo100075701,02,03030240
1121011404NewsCampionatiPsg, Ancelotti: «Possiamo battere il Barcellona. Ho buone sensazioni»20130402073441psg, ancelottiA poche ore dal big match A poche ore dal big match di Champions League tra Paris Saint-Germain e Barcellona, Carlo Ancelotti ha presentato la sfida nella classica conferenza stampa della vigilia: "Sarà un match fantastico - dice l'ex tecnico di Milan e Chelsea, come riportato da Sportmediaset -. Ho buone sensazioni, sappiamo quanto sia difficile giocare contro il Barcellona, però giocheremo cercando di sfruttare tutte le occasioni che ci capiteranno. Messi? E' difficile marcarlo così come è difficile per gli avversari contenere Ibra".<BR>C1007650adm001adm001carlo-ancelotti.jpgSiNpsg-ancelotti-possiamo-battere-il-barcellona-ho-buone-sensazioni-1011404.htmSi100075701,02,03,07030211
1131011400NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic: «Messi è il migliore»20130402012812psg, ibrahimovicGiocherà contro il suo passato Giocherà contro il suo passato ma soprattutto contro "la squadra più forte del mondo e probabilmente di tutti i tempi". Zlatan Ibrahimovic, alla vigilia dello scontro di Champions tra Psg e Barcellona, omaggia i suoi ex compagni e in particolare Messi, definito "il miglior giocatore del mondo", al quale "dovrebbero intitolare il Pallone d'oro". Poi, sul suo ruolo nello spogliatoio: "Io non mi sento il n.1; senza la squadra alle spalle non sarei nulla: è grazie a loro se segno".<BR>adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-messi-e-il-migliore-1011400.htmSi100075701,02,03030175
1141011360NewsCampionatiMilan, Allegri: «In tante per la Champions League»20130329151222milan, allegriQueste le parole in conferenza stampa di Massimiliano AllegriQueste le parole in conferenza stampa di Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, prima della gara di campionato contro il Chievo Verona: "La scomparsa di Claudio Lippi di Milan Channel? Voglio ricordare questo giornalista, scomparso per una tragedia nella scorsa settimana a soli 40 anni. Incontrandolo si percepiva la passione per il suo lavoro. Era una persona sempre con il sorriso sulle labbra e la squadra domani vuole dedicare una grande prestazione a Claudio.<br><br> Balotelli e gli screzi passati con il pubblico di Verona? "Mario è molto migliorato sotto questo aspetto. Non ha mai avuto reazioni da quando è al Milan e solo con l'indifferenza riuscirà a zittire gli episodi brutti che possono esserci. Credo che queste cose vadano eliminate dal calcio e spero in un miglioramento dell'educazione e della cultura sportiva. Mario domani sapendo le difficoltà della partita non dovrà innervosirsi. Avrà sicuramente l'obiettivo della vittoria per passare una buona Pasqua a tutti noi, mantenendo il terzo posto con tre punti di vantaggio sulla Fiorentina e le altre inseguitrici".<br><br> Balotelli come Ibrahimovic? "Prima di tutto spero che mantenga questa media realizzativa. Lui deve ancora esprimere tutte le sue potenzialità, nonostante abbia fatto bene in Nazionale così come nel Milan. Deve continuare a giocare per la squadra e a segnare. Con Ibra ci sono somiglianza sia tecniche che tattiche, ma Mario può ancora migliorare molto e può farlo qui al Milan giocando con continuità".<br><br> Conte all'Inter o al Milan come primo tifoso? Non è un problema che mi riguarda. Hanno detto che sono saldato alla panchina e se me ne vado dovrei portarla con me. Ognuno però deve dire quello che vuole, sempre con il dovuto rispetto per i tifosi. Io sono felice qui e spero di rimanerci molto tempo".<br><br> Il miglioramento in difesa? "Questo è un merito di tutta la squadra, ma dobbiamo ancora migliorare. Abbiamo fatto tre gare senza incassare gol e voglio continuare. Questo vuol dire che stiamo lavorando in modo diverso durante la partita. Domani il Chievo sarà molto pericoloso sulle palle inattive.<br><br> Campionato irregolare per la vicenda di IsArenas? "Sono argomenti che spettano alla società e sono convinto che si farà valere nelle sedi opportune. Noi dobbiamo solo pensare alla gara con il Chievo prima di prepararci ad un trittico di gare molto importanti per la classifica e che fino a qualche settimana fa era impensabile".<br><br> Il tridente? "Dipende sempre dal terzo attaccante che sceglierò assieme a Mario e Stephan. Può essere Niang e allora giocheremo con due giocatori larghi, oppure Robinho e allora lui potrebbe giocare dietro le due punte".<br><br> Come ci comporteremo in caso di episodi razzisti domani a Verona? "Mi auguro che non avvenga niente domani. Spero che da domani in poi non ci siano più episodi razziali. In uno stadio si deve andare solo per assistere ad un spettacolo. Poi spetterà alle autorità competenti prendere i colpevoli".<br><br> Difesa e centrocampo? Zapata non l'ho convocato perché è arrivato solo ieri e ho preferito lasciarlo a lavorare a Milanello. Boateng invece ha preso un colpo a Palermo e così rimane ad allenarsi per essere al meglio a Firenze. Per Pazzini è la stessa cosa. Constant? Ha una piccola sindrome influenzale. Vedremo chi giocherà fra Abate e De Sciglio. A centrocampo devo ancora decidere. Possibile che Montolivo giochi al centro oppure da mediano destro con Ambrosini al centro".<br><br> Calcoli per il secondo posto? "Non ne faccio perché bisogna vedere cosa accade di settimana in settimana. Gli scontri diretti possono essere determinanti oppure no. Solo domenica vedremo se avremo tre punti di vantaggio sulla Fiorentina, oppure 1 o sei. Una cosa è certa: dovremo fare tanti punti fino alla fine perché Napoli, Fiorentina, Lazio e Inter non si fermeranno. Il campionato è ancora lungo".<br><br> I tanti giovani del Milan. "De Sciglio era destinato a giocare nel Milan. El Shaarawy ha dimostrato il suo valore e Balotelli, nonostante possa ancora crescere molto, ha già giocato i due dei club più importanti al Mondo. Detto questo poi ci sono Abate, Niang, Montolivo e tanti altri. Sono felice del lavoro di ricostruzione fatto dal Milan. In questo modo ci stiamo assicurando il futuro dei prossimi sei/sette anni. Se saremo così bravi di entrare in Champions il quadro diventerebbe ottimo".<br><br> Se direi no all'Inter? Io sono legato al Milan e ho dei pensieri che non voglio esternare. Una volta che sei stato al Milan per diversi anni è difficile immaginarmi in un'altra squadra. Mi piacerebbe giocare all'estero e rispetto a Conte ho meno carriera davanti. Mi piacerebbe anche la Nazionale. Un allenatore professionista non deve però mai scartare le ipotesi sul futuro".<br><br> Bojan e Robinho? Da qui alle fine della stagione credo che giocatori tecnici come loro potranno essere decisivi fino alla fine.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001allegri_600x449.jpgSiNmilan-allegri-in-tante-per-la-champions-league-1011360.htmSiT1000027100075501,02,03,07,08010238
1151011319NewsCampionatiMilan, Galliani: «Nel ranking europeo siamo i primi»20130328131512milan, gallianiBalo è arrivato con grande entusiasmo Il Milan ha scelto Grani &amp; Partners, società del Gruppo Giochi Preziosi, per realizzare Touchplayers A.C. Milan: le prime card nel mondo del calcio dotate della tecnologia touchcode. In occasione della presentazione di questa iniziativa ha parlato anche l'amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani.<br><br> "Nei prossimi giorni saranno in vendita le prime carte elettroniche del Milan. Il Milan è il primo club che realizza qualcosa di questo tipo grazie alla collaborazione di Giochi Preziosi. Il Milan è orgoglioso di essere arrivato per primo".<br><br> Su Mario Balotelli. "Da quando è al Milan Mario ha una media gol che non ha mai avuto nella sua carriera e mi auguro che continui così. Balo è arrivato con grande entusiasmo e concentrazione. Sono molto contento in questo periodo. Sono molto soddisfatto dei 5 giocatori in nazionale, sono ragazzi giovani che giocano molto bene. Balo mi ricorda Ibra dal punto di vista fisico perchè Weah, van Basten e Sheva erano diversi. Sono molto contento che lui ed El Shaarawy siano gli attaccanti della Nazionale".<br><br> Ranking: "In Europa c'è il ranking di 5 anni. Io ho fatto uno studio dell'ultimo quinquennio in Italia e il Milan è primo perché ha fatto 360 punti, 347 l'Inter e terza la Juve".<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-nel-ranking-europeo-siamo-i-primi-1011319.htmSiT1000027100075501,02,03,06,07030336
1161011272NewsCampionatiFair Play Finanziario, penalizzazioni per Inter e Roma: bene Milan, Juventus e Napoli20130327153152fair play finanziarioIl Fair Play Finanziario (FPF) è un sistema normativo contabile che comporta Come riporta TGCOM, il Fair Play Finanziario (FPF) è un sistema normativo contabile che comporta 2 regole principali: i costi non devono superare la massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio e i debiti devono essere pagati puntualmente, vedi Malaga. Il primo periodo di monitoraggio riguarderà il biennio 2011-2012/2012-2013. La massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio nel primo periodo sarà di 45 milioni. A partire dal 2018-2019 la massima deviazione consentita su periodi di monitoraggio di 3 anni sarà minore di 30 milioni (ancora da decidere), che significa meno di 10 milioni di perdita all’anno. Abbiamo incontrato Paolo Ciabattini, autore del libro “Vincere con il Fair Play Finanziario”, e grande esperto di calcio business per parlare di Fair Play Finanziario. In esclusiva per Sportmediaset.it<br>Quali sono i club italiani che riusciranno a rispettare il requisiti del pareggio di bilancio?<br><br>Molto bene il Milan, la Juve e il Napoli. In particolare del Milan sto apprezzando più ancora che il l’ottimo bilancio 2012 vicino al pareggio, una politica orientata più che mai ai giovani con grandi potenzialità. Avere tanti giovani in squadra significa minori infortuni e quindi potersi permettere anche una rosa meno ampia, ingaggi più bassi, ma anche poter contare su potenziali plusvalenze piuttosto che contratti ancora lunghi di giocatori a fine carriera che devono essere interrotti con pesanti esborsi in termini di incentivi all’esodo (vedi Inter). Il bilancio del 2013, che per il Milan si chiude a differenza degli altri club al 31 dicembre, beneficerà dell’impatto positivo su tutti i 12 mesi relativo all’operazione Ibra e Thiago Silva e degli altri numerosi addii eccellenti. Già così sarebbe in utile. Ci sarà addirittura spazio per altri investimenti. I due must del FPF sono lo sviluppo del settore giovanile e le infrastrutture. Anche il Milan dovrà nel medio periodo cercare di dotarsi di uno stadio da provare ad utilizzare “7 giorni alla settimana”, che gli consenta di aumentare e diversificare ulteriormente i ricavi<br><br>Il Napoli ha chiuso il bilancio 2012 con un utile prima delle tasse pari a 26,3 milioni di euro. Il 2013, nonostante la mancata partecipazione alla Champions, si chiuderà anch’esso con un lieve utile grazie anche alla plusvalenza derivante dalla cessione di Lavezzi e il monte ingaggi che rimane se consideriamo il valore della rosa, il più basso della serie A. Anche il settore giovanile sta crescendo rapidamente, lo dimostrano i risultati della squadra Primavera, in finale di Coppa Italia contro la Juventus e nelle prime posizioni della classifica del campionato. Una grossa pecca però è rappresentata dalla mancanza infrastrutture di proprietà. Lo stadio San Paolo è vecchio e ha ricevuto più volte dei richiami da parte della Uefa. L’ulteriore crescita del Napoli, dipenderà anche dalla capacita del club di dotarsi di infrastrutture proprie così da aumentare e diversificare i ricavi che attualmente dipendono moltissimo dai diritti TV.<br><br>La Juve. Il Bilancio che si è chiuso al 30 giugno 2012, caratterizzato dall’aumento dei ricavi da stadio, dal risparmio relativo ai costi straordinari presenti nel bilancio 2011, ma anche da un investimento netto nel mercato di quasi 80 milioni di euro, si è chiuso con una perdita di 48 milioni. Questo dato comprende anche il ripristino del valore della Library, per un importo di € 14,5 milioni. che in quanto provento non monetario non verrà considerato nel calcolo del risultato di bilancio ai fini del FPF. Una volta dedotti i costi virtuosi, quelli relativi alle infrastrutture e gli stipendi del settore giovanile, la perdita reale ai fini del FPF potrebbe essere intorno ai 55 milioni di euro, a cui andrebbero dedotti i milioni relativi al costo degli stipendi siglati prima del 1 giugno 2010. La semestrale del 2013 riporta un utile di 11,3 milioni di euro che comprende 64 milioni di aumento del fatturato grazie soprattutto ai 43 milioni di Diritti TV provenienti dalla Champions. Sono compresi anche 8,2 milioni di plusvalenze che non ci saranno nel secondo semestre. La relazione semestrale prevede una lieve perdita alla fine dell’esercizio. Tuttavia, non è difficile prevedere che, anche nell’ipotesi più sfavorevole di un’eliminazione ai quarti, il bilancio possa chiudersi con un pareggio o addirittura un lieve utile. Complimenti alla Juve che è nettamente davanti a tutti in termini di investimenti in infrastrutture. Mentre gli altri club stanno ancora cercando di capire quale strada seguire riguardo l’eventualità di un nuovo stadio, la Juventus raddoppia con la partenza del Progetto Continassa, che prevede oltre alla sede sociale e il centro allenamenti, anche numerose attività commerciali di ristorazione ed attività turistiche con l’obiettivo di incrementare e diversificare ulteriormente i ricavi e il valore degli assets presenti in bilancio.<br><br>La Lazio ha chiuso il bilancio 2012 con una perdita di 3 milioni di euro prima delle tasse. Il mercato 2013 è stato caratterizzato da pochissimi movimenti in entrata ed in uscita. Mancano quindi le consuete plusvalenze provenienti dal players trading. Di conseguenza la semestrale al 31 dicembre evidenzia, cosa inusuale per il Presidente Lotito, una perdita pari a 6,5 milioni di euro. Non essendoci altre finestre di mercato, anche con un buon percorso in Europa League, nel 2013 ci dovrebbe essere una lieve perdita. Non ci sono comunque problemi per il Fair Play Finanziario.<br><br>La Fiorentina, ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2011, facendo registrare una perdita pari a 32,5 milioni di euro. Nel mercato estivo ha comprato molto bene, Borja Valero (7 milioni), Aquilani a costo zero, Rossi (10 milioni) e Savic. Le plusvalenze derivanti dalle cessioni di Nastasic al Manchester City e Behrami al Napoli miglioreranno notevolmente il risultato del 2012 che dovrebbe tuttavia riportare una perdita. Nel 2013, con la cessione di Jovetic ed il proseguimento dell’ottimo lavoro iniziato a luglio dalla nuova dirigenza, il bilancio dovrebbe avvicinarsi al pareggio.<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNfair-play-finanziario-penalizzazioni-per-inter-e-roma-bene-milan-juventus-e-napoli-1011272.htmSi100075501,02,03,06,07,08030482
1171011254NewsCampionatiChampions League, accolto il ricorso del Psg: Ibrahimovic ci sarà col Barcellona20130326174931Champions League, psgCarlo Ancelotti può tirareCarlo Ancelotti può tirare un grande sospiro di sollievo: la Uefa ha infatti accolto il ricorso del Psg e ha cancellato la seconda giornata di squalifica per Zlatan Ibrahimovic, che potrà così scendere in campo contro il Barcellona nel match di andata dei quarti di finale di Champions League in programma il prossimo 2 aprile.<br>adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNchampions-league-accolto-il-ricorso-del-psg-ibrahimovic-ci-sara-col-barcellona-1011254.htmSi100075501,02,03030195
1181011237NewsCampionatiSlovenia-Svezia, Ibrahimovic non giocherà20130326134446slovenia, sveziaLa Svezia giochera` La Svezia giochera' domani in amichevole in Slovenia senza Zlatan Ibrahimovic. La Federcalcio ha infatti dispensato il capitano dalla trasferta. 'E' stato lasciato libero, cosi' come altri giocatori' ha detto un portavoce della nazionale, Niklas Bodell. Venerdi' a Solna la Svezia non e' andata oltre lo 0-0 contro l'Irlanda in una partita delle qualificazioni ai Mondiali 2014. Nel gruppo C e' 2/a a 8 punti ma Irlanda e Austria, entrambi a 7, giocano domani a Dublino.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNslovenia-svezia-non-giochera-ibrahimovic-1011237.htmNo100075701,02,03030178
1191011218NewsCalciomercatoJuventus, Marotta: «Non è in programma il rinnovo di Conte»20130326070115juventus, marottaGiuseppe Marotta, direttore generale della JuventusGiuseppe Marotta, Direttore Generale della Juventus, è intervenuto telefonicamente a Undici su Italia 2 in occasione del suo compleanno: "Chi come regalo di compleanno tra Sanchez e Suarez? Son contento dei nostri, ci culliamo i nostri. Il mercato? In questo momento siamo concentrati sia sul campionato che sulla Champions, rimandiamo ogni discussione più avanti, vedremo dove arriveremo, è prematuro adesso ipotizzare qualsiasi scenario.<BR>Possibilità di vincere in Europa anche senza fare follie? Bisogna vedere quali sono gli avversari, ogni anno presenta situazioni un po' diverse. Nel calcio organizzato di oggi conta l'insieme, dove c'è cultura del lavoro, questo serve per dare continuità alle vittorie.<BR>Esiste la clausola rescissoria per Conte? Non c'è, assolutamente no. Ritengo che la categoria degli allenatori sia parificata a quella dei dirigenti. Lui ha il valore aggiunto di essere juventino dentro e credo che possa togliersi soddisfazioni con la Juventus.<BR>Appuntamento per il rinnovo? Ancora no, adesso ci stiamo concentrando sulla stagione.<BR>Ibrahimovic? Nedved ha espresso una valutazione di carattere tecnico, condivisa da tutti, Ibra è un campione e ha fatto la fortuna dei club con cui ha giocato. Diverso inserire Ibrahiomovic in una situazione societaria che ha dei parametri che vanno rispettati. Per un discorso legato al suo stipendio non rientra nei nostri parametri. Vidal? E' un elemento importante".<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-non-e-in-programma-il-rinnovo-di-conte-1011218.htmSiT1000007100075701,02,03,06030338
1201011197NewsCalciomercatoMilan, Galliani: «Allegri vuole restare»20130325155255milan, gallianiL`amministratore delegato del Milan L'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, oggi al convegno "L'industria del calcio tra crisi e sviluppo" presso l'Università Liuc di Castellanza, ha parlato anche ai microfoni di MilanNews.it presente all'evento: "Allegri è ben felice di rimanere al Milan. Rinforzi in difesa? E' vero che chi ha la miglior difesa normalmente vince il campionato e la nostra è molto buona. Balotelli? Ora è più sereno ma è sempre stato questo qui. Secondo me è il quinto attaccante dopo Messi, Ronaldo, Ibra e Falcao che personalmente piace moltissimo. Domani sera giocano ancora lui ed El Shaarawy, la coppia d'attacco più giovane al mondo in Nazionale e del Milan, c'è da essere soddisfatti. Il Milan ha creato un valore oltre che punte, avere un attaccante del 90 e uno del 92 vuole dire creare un valore. Migliore partenza anno prossimo? Quest'anno abbiamo pagato i lavori in corso, non c'entra nulla l'allenatore. Il rimpianto di Balotelli? Non è carinissimo buttare la maglia a terra dell'Inter ma non è nulla di grave. Però è stato un gesto non bello. Ma non parliamo sempre di Balo, il Milan è fatto di tanti altri campioni. Prima non lo conoscevo in maniera approfondita e il suo comportamento con noi è stato impeccabile fuori e dentro il campo. Cristante? Farà parte della rosa dei 25 giocatori del prossimo anno. Parlerò con Marotta di Juve-Inter? Al massimo parleremo di Juve-Milan della settimana successiva". <br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-allegri-vuole-restare-1011197.htmSiT1000027100075701,02,03030286
1211011189NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, dipenderà da Ibrahimovic20130325115656juventus, ibrahimovic Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello SportTorna di moda il nome di Zlatan Itbahimovic in casa Juventus. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i bianconeri stanno monitorando l'ennesimo mal di pancia del campione svedese. Ufficialmente non ci sono le condizioni economiche per il ritorno in Italia dell'attaccante del Paris Saint Germain, la la trattativa sotterranea è già partita. Conte sarebbe felice di poter contare su un giocatore del calibro di Ibra, e se Zlatan accettasse la spalmatura con ribasso dell'ingaggio ecco che la suggestione potrebbe diventare realtà. Ma i movimenti di casa Juve non finiscono certo qua: Marotta continua a monitorare la situazione relativa a Verratti, pronto a fare le valigie con la partenza di Ancelotti.C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNjuventus-dipendera-da-ibrahimovic-1011189.htmSiT1000007100075701,02,03,06030240
1221011153NewsCampionatiTorino, Jonathas: «Mi ispiro a Ibrahimovic»20130323142044torino, jonathasL`attaccante brasiliano del Torino Jonathas L'attaccante brasiliano del Torino Jonathas ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport per parlare del buon momento che sta attraversando con la maglia granata. Il suo obiettivo da qui a fine stagione è quello di mettere a segno altri quattro gol, per raggiungere l'obiettivo di 5 reti che si era prefissato a gennaio. Per il futuro lui punta a dare il massimo, sperando di poter rimanere al Torino dove si trova benissimo. Per quanto riguarda l'ispirazione, il bomber non ha dubbi nel dire Zlatan Ibrahimovic. Compagno nella "scuderia Raiola", il brasiliano pensa che Ibra sia il vero Pallone d'Oro, perchè è anche più forte di Messi. <BR>C1007650adm001adm001jonathas.JPGSiNtorino-jonathas-mi-ispiro-a-ibrahimovic-1011153.htmNoT1000099100075701,02,03030155
1231011105NewsCalciomercatoRaiola: «Difficile il ritorno in Italia di Ibrahimovic»20130321161517raiolaIl noto agente FIFA Mino RaiolaIl noto agente FIFA Mino Raiola, che cura gli interessi tra gli altri di Zlatan Ibrahimovic, Mario Balotelli e Paul Pogba è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Queste le sue parole. "Se Cavani può lasciare il Napoli? De Laurentiis è stato chiaro, il valore di un giocatore è sempre legato al suo rendimento in squadra. Se uno spende 70 milioni per Cavani e non fa un gol, come accadde con Fernando Torres al Chelsea, allora è stato un pazzo, se invece ne fa 40 allora è stato un grande colpo. Non mi preoccupa il costo del cartellino, quello è sempre relativo. Difficile trovare top players che possano arrivare in Italia, la strada da percorrere prevede ingaggi contenuti, dunque è difficile che uno come Ibra possa tornare in Italia, anche se nel calcio non si può mai dire nulla. Zlatan ha ancora due anni di contratto con il Psg, le cose vanno benissimo. Stiamo vedendo che la media età si sta abbassando, il campionato è equilibrato e ci sono giovani interessantissimi. Icardi, ad esempio, magari cinque anni fa si sarebbe perso. Mazzarri ed il Napoli? Un tecnico ed una società devono restare insieme finché gli obiettivi, il fine e la progettazione societaria è condivisa, altrimenti meglio cambiare perché le cose potrebbero andare a penalizzare la squadra, il tecnico ed il club. Non posso giudicare questi elementi, però, perchè non conosco le idee di Mazzarri e del Napoli. Con i 70 milioni dell'eventuale cessione di Cavani si potrebbe costruire un grande Napoli? Con quella cifra ti posso fare un'intera squadra, ma sono le scelte, il progetto, il modo di giocare, le idee di un tecnico, l'appeal della società a far sì che un club possa lottare per lo scudetto. Il Borussia Dortmund ce l'ha insegnato. Non sono solo i soldi a farti vincere, altrimenti il City dovrebbe sempre primeggiare e così invece non è. Il Napoli, da tempo, attua una politica interessante, prendendo giovani al momento giusto, prima che esplodessero, come Hamsik e Cavani. Poi, per lo scudetto, bisogna essere calmi ed equilibrati fino alla fine, a Napoli questo sembra un po' più difficile perché spesso si vive di partita in partita. Il Milan avrebbe potuto esonerare Allegri, dopo otto giornate, invece ha tenuto duro, è stato calmo ed ora lotta per la Champions League, la Juve porta avanti un progetto importantissimo, condiviso dal suo allenatore e questo, in campo, si vede".<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001raiola.jpgSiNraiola-difficile-il-ritorno-in-italia-di-ibrahimovic-1011105.htmSiT1000007100075701,02,03030345
1241011058NewsCampionatiPsg, Lucas: «Ibrahimovic è arrogante e insulta tutti»20130319192328psg, lucasZlatan Ibrahimovic si è già stancato del Paris Saint-Germain Zlatan Ibrahimovic si è già stancato del Paris Saint-Germain o viceversa? Il giovane talento brasiliano Lucas Moura, arrivato a gennaio dal San Paolo per 40 milioni di euro, ha dichiarato in un'intervista a Fox Sport: "Ibra è un grande giocatore ed è davvero molto forte. Però a volte diventa arrogante, si lamenta molto e chiede spesso il pallone. E' un calciatore complicato, che insulta tutti. Una cosa è certa: a prescindere dalla lingua, gli altri capiscono bene".adm001adm001lucas1.jpgSiNpsg-lucas-ibrahimovic-e-arrogante-e-insulta-tutti-1011058.htmSi100075701,02,03030190
1251011016NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta chiarisce la posizione su Ibrahimovic20130318122920juventus, marottaGiuseppe Marotta ha parlato ai microfoni di Radio Anch`io Lo Sport Giuseppe Marotta ha parlato ai microfoni di Radio Anch'io Lo Sport dell'attualità di casa Juventus: "C'è grande orgoglio e grande gioia per aver ricostruito questa società. Grande merito va alla famiglia Agnelli. Hanno creato una società modello e di riferimento per gli altri. Il Bayern Monaco? Quando si parla di Champions si parla di un torneo, non di un campionato. Spesso la fortuna ha un ruolo rilevante. Pensate al Chelsea dell'anno scorso. Al di là delle forze, c'è l'imprevedibilità che può avere un ruolo decisivo. Il calendario di aprile? Per quanto riguarda il campionato siamo messi molto bene, ma ci sono ancora 27 punti da fare. Abbiamo consapevolezza delle nostre capacità, quindi c'è ottimismo. Siamo felici di essere di nuovo sul palcoscenico europeo, speriamo che la fortuna ci assista. Abbiamo creato un modello di società e di squadra. C'è un allenatore che ha fame, così come i giocatori. Tutti giocano con entusiasmo e consapevolezza di indossare una maglia importante. I Nazionali? Ne abbiamo 14, diamo un grande contributo. Razzismo? In linea generale il calcio risente del disagio della società. C'è un indebolimento dei valori. Noi abbiamo un rapporto diretto con i tifosi, i quali si comportano bene in linea generale. Lo sfogo di Conte? La situazione sta degenerando. Quando andiamo in trasferta siamo sempre scortati dai blindati della polizia. Mi sembra di tornare alle arene romane, dove c'erano i gladiatori. Il mondo del calcio da solo può fare poco, è questione di cultura. Quello di Conte è un piccolo eccesso di libertà da tollerare, non ha mancato di rispetto al pubblico avversario, si è rivolto ai nostri tifosi. E' giusto lasciare questi piccoli eccessi, perché il calcio è un generatore di forti emozioni. Il futuro? La sua è stata un'esternazione del dopo gara. Conte è un ottimo allenatore e mi auguro che possa restare ancora tanto alla Juve. Capisco che non tutti sono Ferguson, ma mi auguro che le sue considerazioni le farà quando si sarà stancato di vincere con la Juve. Sono però convinto che lo avremo con noi ancora per molti anni. Bologna? Il rapporto fra le due società è ottimo, loro hanno 4 nostri giocatori. I fatti di sabato sono da condannare, ma isolati. Anelka? E' arrivato a zero, avevamo Bendtner infortunato e abbiamo voluto rafforzare il reparto offensivo in previsione di possibili infortuni. L'operazione è stata rilevante ma non grava sul futuro. E' legata alla contingenza. Ibrahimovic? Nedved ha fatto un commento tecnico. La sua valutazione è condivisibile, ma i parametri che ha non sono quelli che utilizziamo noi. Non sarà un giocatore della Juventus. Icardi? Bisogna avere pazienza con i giovani. Si deve riconfermare, come i nostri Immobile e Gabbiadini. Il talento c'è, ma prima dobbiamo aspettare le conferme. Ad oggi è una promessa che tutti vorrebbero avere".<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-chiarisce-la-poszione-di-ibrahimovic-1011016.htmSiT1000007100075701,02,03,06030234
1261011001NewsCampionatiCatania, grande secondo tempo degli etnei, battuta l`Udinese 3 a 120130317094545gomez, lodi, bergessio, castro, almiron, izco, le grottaglie, bellusci, spolli, di nstale, guidolin, maran, pulvirenti, muriel, merkel, basta, danilo, massimino, cibali, vittoria, doppietta gomez, punizione, catania, udinese.Torna al settimo posto la compagine rossazzurra di Maran. E adesso, dopo la sosta, la sfida dell`Olimpico contro la Lazio<DIV align=justify>DAL NOSTRO INVIATO - Catania e Udinese si giocano la possibilità di entrare in Europa. Gara con tanti assenti da una parte e dall'altra, ma vibrante e ricca di emozioni. Primo tempo equilibrato in cui le due formazioni si studiano e non riescono ad imprimere un ritmo elevato al match. Poche accelerazioni e, quindi, poche emozioni nei primi 45' minuti. Da segnalare la respinta in corner di Andujar su una punizione insidiosa dai 25 metri calciata da Merkel, e la risposta etnea con un tiro che lambisce la traversa del "Pitu" Barrientos al 27'. Nella ripresa cresce la formazione di Maran, che sin dalle prime battute mette alle corde i friulani. Dalla panchina cominciano a scaldarsi i primi giocatori e il pubblico inizia a chiamare a gran voce Bergessio, che comincia i primi esercizi di riscaldamento. Ma, per fortuna, per il tecnico di Rovereto non ci sarà bisogno di rischiare il proprio bomber, non al meglio fisicamente. Nel frattempo Maran corregge qualcosa e sposta Castro al centro dell'attacco, e la mossa si rivela azzeccata. Dopo soli 4' minuti ubriacante fraseggio Gomez-Castro, con quest'ultimo che libera il compagno di reparto che da due passi batte Brkic con un piatto destro che accarezza il palo e finisce in fondo al sacco.&nbsp; Cresce il Catania, che diverte e costruisce gioco. Rispetto alla prima frazione si vede in campo un'altra squadra, briosa, aggressiva, tambureggiante. E al minuto 66 il tridente offensivo catanese confeziona il raddoppio, scambio Castro-Barrientos, cross al bacio di quest'ultimo per l'accorrente "Papu" Gomez, che firma la sua personale doppietta per il 2 a 0 dei rossazzurri. L'Udinese accusa il colpo, e gara che termina al 71', quando Ciccio Lodi, con l'aiuto della barriera, da circa 30 metri realizza il punto del 3 a 0. Rimane solo il tempo per il gol della bandiera di Muriel (80'), per l'ovazione ai migliori del Catania (Gomez e Castro) sostituiti nel finale, e per la festa dei tifosi etnei, che ritrovano i tre punti dopo due gare sfortunate perse contro Inter e Juve. Con questo successo, e in attesa delle partite di domani, i rossazzurri, grazie adun ottimo secondo tempo, tornano in settima posizione e tornano a sognare l'Europa League.<BR></DIV>C1007650Catania Stadio Massiminoivomesivomesalejandro-gomez-catania_25889648_980x980.jpgSiNcatania-udinese-vittoria-gomez-lodi-muriel-1011001.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100075401,02,03,06,09010909
1271010959NewsCampionatiLazio, Petkovic: «Difficile col Fenerbahce ma li ho già eliminati»20130315154024lazio, petkovicQueste le dichiarazioni riportate dal sito ufficiale della societàQueste le dichiarazioni riportate dal sito ufficiale della società: "Come tutte le squadre turche fuori casa non girano al massimo, hanno difficoltà. Il Fenerbahce è squadra forte, di tutto rispetto, ma non imbattibile. Dobbiamo prepararci con calma al loro pubblico, dobbiamo prenderla come una festa, giocare come sappiamo.<br>Per me questa è la quarta o quinta partita contro di loro, con lo Young boys li abbiamo eliminati nei Preliminari di Champions, siamo stati la sorpresa di quell'anno. Il loro pubblico li ha supportati per 90 minuti, ma alla fine ci hanno applaudito. Dobbiamo aspettarci uno degli stadi più belli in Turchia. Fuori casa sono più liberi di esprimere il loro calcio, in casa sentono la pressione, soprattutto quando non va bene. Hanno nomi importanti in rosa, con tanta esperienza, come Emre. Hanno giocatori forti davanti, sono solidi. Tutte le partite sono equilibrate, anche Chelsea-Basilea, la seconda si gioca in Svizzera. Il match più facile forse è capitato al Benfica contro il Newcastle. Non ci sono squadre deboli, di conseguenza non esistono partite facili".<br>C1007650adm001adm001petkovic.jpgSiNlazio-petkovic-difficile-col-fenerbahce-ma-li-ho-gia-eliminati-1010959.htmSiT1000018100075701,02,03030111
1281010948NewsCalciomercatoPsg, anche il Bayern Monaco mette nel mirino Ibrahimovic20130314173729psg, ibrahimovicSecondo il Daily Mirror Secondo il Daily Mirror ci sarebbe un'incredibile scenario di mercato che vedrebbe coinvolto Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese piacerebbe al Bayern, disposto a spendere 23 milioni per il suo cartellino. Un interesse che è un vero e proprio colpo di scena, considerato il modo in cui Ibrahimovic e il futuro tecnico del Bayern Guardiola si sono lasciati nel 2010 ai tempi del Barcellona.C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-anche-il-bayern-monaco-mette-nel-mirino-ibrahimovic-1010948.htmSi100075701,02,03030239
1291010892NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, possibile l`arrivo di Ibrahimovic: dipende da Raiola20130313113992juventus, ibrahimovicSecondo quanto riporta TuttosportSecondo quanto riporta Tuttosport, gli uomini chiave per la trattativa che potrebbe riportare Zlatan Ibrahimovic a vestire la maglia della Juventus sono Pavel Nedved e Mino Raiola. Il primo, rimasto grande amico dello svedese dall'esperienza vissuta insieme in bianconero nel 2006, sente spesso Ibra e probabilmente ad ogni telefonata lo ha stuzzicato con l'idea di giocare la Champions in uno dei club tornati ad essere tra i più importanti al mondo. Il secondo, dopo l'affare Pogba, si è avvicinato molto ai dirigenti juventini, e sotto la sua supervisione, un concreto approccio potrebbe essere fatto nelle prossime settimane. Gli ostacoli sono tanti, ma si sa che quando Raiola ed Ibrahimovic si mettono in testa una cosa, tutte le strade sono possibili. <br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNjuventus-possibile-l-arrivo-di-ibrahimovic-dipende-da-raiola-1010892.htmSiT1000007100075701,02,03,06030291
1301010870NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic fa infuriare i francesi20130312160633psg, ibrahimovicLa Francia s`interroga La Francia s'interroga dopo gli attacchi di Zlatan Ibrahimovic ai tifosi del PSG e dopo le sirene relative all'interessamento della Juventus per il giocatore. A Ma Chaine Sport l'ex ct Raymond Domenech lo attacca. "Il pubblico paga, dovrebbe avere rispetto per i sostenitori anche se è strano che lo fischino per il suo comportamento. In ogni caso si è solo giustificato". Anche l'ex difensore Alain Roche non le manda a dire. "C'è frustrazione nelle parole e negli atteggiamenti di Ibra -ha detto a RMC Sport-: serve fare attenzione, si rischia di attaccare e danneggiare il progetto PSG". "Non conosce la storia del club, quando dice che la società prima non aveva storia -tuona Vincent Guerin, altro ex del club, a RMC Sport-. Manca di educazione ed anche di cultura sportiva, ma forse era troppo giovane all'epoca...".adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-fa-infuriare-i-francesi-1010870.htmSi100075701,02,0303097
1311010838NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic se la prende con i tifosi20130311143330psg, ibrahimovicParole al veleno di Zlatan Ibrahimovic contro i tifosi del Paris Saint GermainParole al veleno di Zlatan Ibrahimovic contro i tifosi del Paris Saint-Germain. Gia' da qualche partita, alcuni supporter parigini fischiano la squadra del cuore; e' accaduto anche nell'ultimo match di campionato contro il Nancy, nel quale il Psg si e' salvato proprio grazie a una doppietta dell'asso svedese. I tifosi del Psg? 'Chiedono tanto. E' soprattutto strano rispetto a quello che avevano in passato. Perche' prima, non avevano un gran che...', ha detto Ibra.C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-se-la-prende-con-i-tifosi-1010838.htmSi100075701,02,03030127
1321010837NewsCampionatiMilan, Pazzini: «Portanova ce l`ha con me. Ma non voglio dare risalto a una persona non famosa»20130311124648milan, pazzini“L’atteggiamento lo fa chi va in campo, e loro hanno ‘fatto la guerra’ fin dal primo minuto. Non capisco”A seguire l’intervista realizzata dalla Gazzetta dello Sport a Giampaolo Pazzini, ricca di spunti e contenuti interessanti.<br><br> Pazzini, con Portanova ci sono vecchie ruggini? <BR>“In passato è già successo qualcosa. Può anche essere che ce l’abbia con me perché quest’anno, prima del gol di Marassi, gliene avevo già fatti due quando giocava col Bologna… Ma francamente non mi interessa parlarne, non voglio dare risalto a una persona non famosa”.<br><br> Ha ragione Balotelli quando dice che gli attaccanti non sono tutelati dagli arbitri? <BR>“Assolutamente sì. Io non mi lamento delle botte, ma se ai difensori si concede tutto allora non va bene. Se l’arbitro avesse tenuto lo stesso metro di giudizio per tutta la gara il Genoa avrebbe finito in quattro. Pensate che Portanova dopo quell’intervento si è pure lamentato dicendo all’arbitro che era il suo primo fallo. Come se i difensori avesse una sorta di bonus da spendere. Loro lo sanno e sfruttano la cosa”.<br><br> Come giudica l’atteggiamento del Genoa di venerdì sera? <BR>“L’atteggiamento lo fa chi va in campo, e loro hanno ‘fatto la guerra’ fin dal primo minuto. Non capisco”.<br><br> Però l’ambiente rossoblù ha giudicato la sua esultanza una provocazione. <BR>“E quale sarebbe? Non ho fatto nulla di particolare. Vogliamo parlare di tutti i cori e gli insulti che ricevo ogni volta che torno a Marassi?”.<br><br> Quindi il gol le avrà dato una soddisfazione particolare. <BR>“Enorme, perché hanno provato ad affossarmi e non ce l’hanno fatta. Sapevo che la mia partita stava per finire e aver segnato mi ha dato un grande senso di rivincita. Visto tutto il contesto, per bellezza e importanza metto questo gol nei primi cinque della carriera”.<br><br> Segnare al Camp Nou sarebbe stato ancora più importante… <BR>“Già, per un gol lì darei anche un perone (ride, ndr). Non ci ho mai giocato, è una partita che aspettavo dal giorno del sorteggio. Era tutto perfetto, fantastico. Sono molto arrabbiato per questo guaio, ma non ho rimpianti per aver giocato a Genova: magari restavo a casa e scivolavo su uno scalino”.<br><br> Qualche consiglio ai compagni? <BR>“Non dobbiamo tirarci indietro subito, ma metterci con le punte corte e la difesa alta, senza lasciare spazi, senza paura”.<br><br> Il Milan che va a Barcellona per giocarsi i quarti è un Milan rinato: come è successo? <BR>“A inizio stagione la partenza dei senatori ha tolto fiducia ed entusiasmo e i nuovi hanno trovato un ambiente depresso. Poi ci siamo guardati negli occhi. La svolta è stata il due a due di Napoli”.<br><br> Quanto c’è di Allegri in questa rinascita? <BR>“Ha il grande pregio di essere sempre equilibrato, nel bene e nel male. E poi se vinciamo lo fa la squadra, e se perdiamo perde lui. Ci ha sempre protetto. Se ha poco dialogo coi giocatori? Chi lo afferma non ha mai davvero lavorato con un tecnico che parla poco”.<br><br> Dopo l’arrivo di Balotelli si è parlato di un suo addio a fine stagione. “Ho apprezzato molto la telefonata di spiegazioni, peraltro non dovuta, di Galliani. Io non mi sono mai abbattuto e poi non sono uno invidioso dei compagni. Al Milan sto benissimo, il progetto mi piace, i giovani si fanno consigliare volentieri dai compagni più esperti come me. E poi sento la fiducia di tutti, e voglio continuare a fare gol pesanti. I numeri dicono che sono fra i primi cinque attaccanti in Italia, mi sento un giocatore importante. Al momento la strada che sto percorrendo mi piace, anche in chiave Nazionale”.<br><br> Come giudica quanto avvenuto fra Cassano, che lei conosce bene, e Stramaccioni? <BR>“Non mi ha sorpreso, avrebbe potuto capitare diverse volte anche quando ero un suo compagno, magari in partitella. Lui è uno focoso e generoso, poi il giorno dopo è tutto finito. Io non ci ho mai litigato”.<br><br> Qual è il difensore che le dà più filo da torcere? <BR>“Il più ostico è Chiellini, tra l’altro un mio amico. E’ una cosa fuori dal comune, io lo chiamo un ‘osso clamoroso’ perché non avendo grandi doti tecniche sopperisce con la sua grande fisicità”.<br><br>C1007650adm001adm001giampaolo-pazzini-in-azione_53753914_500x375.jpgSiNmilan-pazzini-portanov-ce-l-ha-con-me-ma-non-voglio-parlare-di-una-persona-non-famosa-1010837.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030225
1331010831NewsCalcio EsteroLigue 1, 28a giornata: tra Lione e Marsiglia vince la noia, PSG a +420130311095994Ligue 128a giornataA dieci partite dal termine della Ligue 1 e dopo il passo falso della settimana scorsa il Paris Saint Germain ritorna a guadagnare punti su chi insegue e&nbsp;si porta a +4. La&nbsp;squadra di Ancelotti, grazie a una doppietta di Ibra, vince in rimonta contro il fanalino di coda Nancy. Il big match della&nbsp;28a giornata di Ligue 1 è andato di scena a Lyon. Parttia noiosa che si conclude con un nulla di fatto tra il Lyon, appunto, e l'O.Marsiglia, a tutto vantaggio del Paris Saint Germain. Due punti persi soprattutto per il Lione che vede la capolista scappare, mentre il Marsiglia inizia a sentire il fiato di Saint Etienne e Nizza sul collo. Proprio il Nizza, battendo nel pomeriggio il Montpellier con una doppietta di Bahoken, conferma le proprie&nbsp;ambizioni, regolando i campioni in carica. A dieci turni dal termine, la qualificazione alle coppe europee&nbsp;si fa sempre più concreta&nbsp;per i nizzardi. <br><br> Giocate Ieri<br><br> <STRONG>Nizza-Montpellier 2-0&nbsp;&nbsp; 12′ Bahoken-24′ Bahoken</STRONG><br><br> <STRONG>Bordeaux-Bastia 1-0&nbsp;&nbsp; 57′ Diabate</STRONG><br><br> <STRONG>Lione-Marsiglia 0-0</STRONG><br><br> Sabato<br><br> <STRONG>Paris Saint Germain-Nancy 2-1&nbsp;&nbsp; 36′ Moukandjo(N) - 59′-62′ Ibrahimovic</STRONG><br><br> <STRONG>Ajaccio-Lorient 1-0&nbsp;&nbsp; 75′ Zubar</STRONG><br><br> <STRONG>Brest-Tolosa 0-1&nbsp;&nbsp; 45′ Rabiot</STRONG><br><br> <STRONG>Evian-Sochaux 5-1&nbsp;&nbsp;&nbsp; 44′-74' Barbosa-64′-78'Khlifa-71′ Berigaud(E) - 53′Bakambu(S)</STRONG><br><br> <STRONG>Troyes-Reims 4-2&nbsp;&nbsp;&nbsp; 7′-70' Jean-55′ Faussurier-90'Yattara(T) - 65′ De Preville-77′ Fortes(R)</STRONG><br><br> <STRONG>Valenciennes-Lille 1-3&nbsp;&nbsp; 24′ Melikson(V) - 55′ Rodelin, 82′ De Melo, 89′ Pedretti(L)</STRONG><br><br> Giocata Venerdì<br><br> <STRONG>Rennes-Saint Etienne 2-2&nbsp;&nbsp; 44′ Danzé-51′ Feret (R) - 45′+1′ Mollo-65′ Aubameyang</STRONG><br><br> <STRONG>Classifica</STRONG><br><br> 1)PSG 57<BR>2)Lione 53<BR>3)Marsiglia 50<BR>4)Nizza 48<BR>5)Saint Etienne 48<BR>6)Lille 46<BR>7)Montpellier 44<BR>8)Rennes 42<BR>9)Bordeaux 41<BR>10)Lorient 40<BR>11)Tolosa 37<BR>12)Valenciennes 35<BR>13)Ajaccio 32<BR>14)Bastia 30<BR>15)Brest 29<BR>16)Sochaux 27<BR>17)ETG 27<BR>18)Reims 27<BR>19)Troyes 23<BR>20)Nancy 21<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>FranciaFL0411FL0411877717-14768359-640-360.jpgSiNligue-1-giornata-28-lione-marsiglia-vince-la-noia-paris-piu-4-1010831.htmSi100427901,02,03010176
1341010810NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic non vuole più stare a Parigi20130309111533psg, ibrahimovicCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport, l'idillio tra Zlatan Ibrahimovic e Parigi non è ancora sbocciato. Dopo otto mesi circa di vita parigina, l'ex Milan sarebbe pronto a lasciare il campionato francese. Nonostante sia considerato una star assoluta, manca il feeling con l'ambiente,con i tifosi e con la stampa, con i giornali francesi che lo hanno attacco duramente. Per questo motivo un suo ritorno nel campionato più bello del mondo non è da escludere, come ha recentemente confermato lo stesso Zlatan: "Il Psg non è il mio ultimo club. adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-non-vuole-piu-stare-a-parigi-1010810.htmSi100075501,02,03,07030207
1351010753NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Raiola spinge per il ritorno di Ibrahimovic: ma l`ingaggio è indecente20130306125129juventus, ibrahimovicLa Stampa oggi in edicola racconta della possibile La Stampa oggi in edicola racconta della possibile bomba Zlatan Ibrahimovic per la Juventus. Mino Raiola, agente del calciatore, dorme nello stesso albergo del Celtic Glasgow. L'agente avrebbe proposto ai bianconeri di riprenderselo, anche se i 14 milioni netti a stagione sino al 2016 sono cifra 'indecente' per la Juventus. Ibra, magari, non vuole restare più in Francia, ma questo è uno scoglio insormontabile per i bianconeri: a queste cifre, Raiola e la Juve continueranno a parlare dei futuri Pogba.<BR>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNjuventus-raiola-spinge-per-il-ritorno-di-ibrahimovic-ma-l-ingaggio-e-indecente-1010753.htmSiT1000007100075701,02,03,06030332
1361010689NewsCampionatiMilan-Lazio, rossoneri senza Balotelli: le probabili formazioni20130302115654milan, lazioLa Lazio è avanti di due punti La Lazio è avanti di due punti e ha dalla sua la gara d'andata finita 3-2, al Milan non resta che vincerla per equilibrare il conto degli scontri diretti. <BR><BR>LE PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>MILAN (4-3-3) - Abbiati, Abate, Zapata, Yepes, De Sciglio, Flamini, Montolivo, Muntari, Boateng, Pazzini, El Shaarawy. All. Allegri.<BR><BR>LAZIO (4-1-4-1) - Marchetti, Pereirinha, Dias, Biava, Radu, Ledesma, Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic, Floccari. All. Petkovic. <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001milanlazio.jpgSiNmilan-lazio-rossoneri-senza-balotelli-le-probabili-formazioni-1010689.htmSiT1000018,T1000027100075501,02,03,07030283
1371010666NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, nel mirino Afellay20130301115749lazio, afellay Ibrahim Afellay, legato al Barcellona da un contratto fino al 2015&nbsp;Ibrahim Afellay, legato al Barcellona da un contratto fino al 2015: seguito nel corso della passata stagione da parte dell'Inter, sarebbe finito nel mirino della Lazio e del Lione per il futuro. Afellay é attualmente in prestito allo Schalke 04. C1007650adm001adm001afellay.jpgSiNlazio-nel-mirino-afellay-1010666.htmSiT1000018100075701,02,03030559
1381010654NewsCalciomercatoJuventus, il Chelsea ha deciso vuole Conte20130228164489Juventus, conteC`è un primo e importantissimo obiettivo di mercato nella testa di Roman Abramovic per il suo Chelsea: Antonio ConteC'è un primo e importantissimo obiettivo di mercato nella testa di Roman Abramovic per il suo Chelsea: Antonio Conte. Questa è la notizia riportata dal Quotidiano Sportivo che cita il nome del tecnico bianconero come sogno del club londinese per la prossima stagione. Mourinho sembra sempre più destinato al PSG e così l'allenatore dei campioni d'Italia si prende il gradino più alto del podio nella testa del magnate russo. La Juventus, però, non ha intenzione di stare a guardare e per trattenere Conte avrebbe già preparato un sontuoso rinnovo di contratto fino al 2016 e la volontà di riportare a Torino Zlatan Ibrahimovic per colmare definitivamente la falla rappresentata dall'assenza di un vero top player in attacco.C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-il-chelsea-ha-deciso-vuole-conte-1010654.htmSiT1000007100075501,02,03030470
1391010615NewsCampionatiIl derby di Milano termina in parità: chi sorride?20130225231251inter, milanNove anni, quasi dieci. Era il 2004 quando l’ultima stracittadina del capoluogo lombardo finì in parità.Nove anni, quasi dieci. Era il 2004 quando l’ultima stracittadina del capoluogo lombardo finì in parità. Precisamente era il 24 ottobre. Inizio di una stagione che si concluderà con la vittoria della Juventus, il secondo posto del Milan e il terzo dell’Inter.<BR>Il calcioscommesse del 2006 distruggerà ogni schema e ogni classifica, ma questa è un’altra storia.<BR>Anche ieri era il 24, febbraio, ma il derby contava probabilmente molto di più.<BR>Il Milan aveva l’occasione, enorme, per abbattere definitivamente Stramaccioni e la sua Inter ed escluderla dalla corsa dal terzo posto.<BR>I nerazzurri potevano tagliare la cresta ai cugini, esaltati dalle numerose vittorie e dal trionfo contro il Barcellona di Villanova.<BR>Non si sono fatte male, alla fine.<BR>Ma dietro il pareggio, c’è molto di più.<BR>C’è uno strepitoso primo tempo del Milan, che ha dominato in lungo e in largo: per vie centrali, o per le corsie esterne non c’era differenza.<BR>Il gol del faraone, parte da un errore di Cassano in mezzo al campo, ma si conclude con la totale libertà di El Shaarawy di poter batter Handanovic.<BR>Balotelli poi non riesce ad emulare Ronaldo e Ibrahimovic. Non è la sua partita e lo si capisce da subito: il portiere sloveno è per lui, insuperabile.<BR>Nella seconda frazione i rossoneri calano fisicamente, affaticati dopo l’impresa di mercoledì, ma l’Inter non sembra riuscire ad entrare in partita.<BR>Fino al minuti 71, quando da una banale rimessa laterale la squadra di Allegri mostra il suo lato più antico: la disattenzione. Nagatomo, fin lì impresentabile, scodella una palla deliziosa per il levriero Schelotto, dimenticato da Mexes: è lui l’eroe di serata.<BR>Dal momento del pareggio in poi succede poco o nulla e i due team si accontentano di un punticino che non muove la classifica.<BR>Ma chi è la vera vincitrice ‘morale’ del derby?<BR>Certamente non i diavoli: l’opinione pubblica sostiene che il pareggio di ieri sera sia stato quasi come una sconfitta.<BR>Avevano avuto una grande occasione. Non le hanno sfruttate.<BR>Sono davvero incomprensibili le mosse di Stramaccioni, bravo e fortunato, (tanto), ad azzeccare i cambi nella seconda frazioni. Mettere Guarin esterno è uccidere la naturalezza di un giocatore straordinario a spaccare gli avversari per vie centrali: sulla corsia Fredy copre malissimo e De Sciglio può fare quello che vuole. Schierare Riky Alvarez in una partita fondamentale come questa è un altro interrogativo difficile da risolvere: perché non aggiungere un Kuzmanovic o un Kovacic in mezzo al campo e sacrificare l’argentino alla solita, meritata, panchina?<BR>Vero è che con il senno di poi sono bravi tutti.<BR>Vero anche che Strama non cambia nulla tra primo e secondo tempo, facendo venire un brivido ai tifosi nerazzurri. Mossa che poi si rivelerà azzeccata: il Milan crolla fisicamente, l’Inter si affida al cuore e trova il pareggio.<BR>L’Inter sorride, quindi. L’1-1 è fondamentale per rimanere a galla nella corsa alla Champions League.<BR>Il Milan storce il naso: sì, sono tre punti buttati.<BR>Adesso palla alla Lazio, oggi, e alla Fiorentina, domani: i romani potrebbero salire al terzo posto indisturbati, i Viola, vincendo a Bologna, aggancerebbero il Milan e supererebbero i nerazzurri.<BR>A sorridere veramente, sono proprio Petkovic e Montella.C1007650FL0882FL0882intermilan.jpgSiNil-derby-di-milano-termina-in-parita-chi-sorride-1010615.htmSiT1000026,T1000027100877901,02,03,06,07030243
1401010581NewsCampionatiA giugno tanti svincolati di lusso: questa la Top 11 de IlCalcio2420130223180744calcioIl mercato è lontano, troppo lontano. Per i nostalgici della compra-vendita calcistica ecco quindi una formazione interessante, quella di undici (fra i tanti) giocatori in scadenza il 30 giugno 2013Il mercato è lontano, troppo lontano.<BR>Per i nostalgici della compra-vendita calcistica ecco quindi una formazione interessante, quella di undici (fra i tanti) giocatori in scadenza il 30 giugno 2013.<BR>Alcuni di questi sembrano aver già trovato una comoda sistemazione, altri paiono poter firmare un prolungamento del contratto con la loro attuale squadra, altri ancora rimarranno, probabilmente, orfani di casa.<BR>Una squadra duttile, che si adatterà a più moduli: classico 4-4-2 o 3-5-2 modaiolo?<BR>Lo vedremo successivamente.<BR>Iniziamo: tra i pali il nome è di quelli importanti.<BR>Christian Abbiati gode di un’esperienza straordinaria e di tanti trionfi alle spalle. L’accordo con il Milan sembra non esserci e probabilmente non arriverà: possibile che Galliani e compagni opteranno per un cambio radicale, con Perin obiettivo numero uno.<BR>I volti in difesa abbondano.<BR>Campagnaro al 99% vestirà la maglia nerazzurra nella prossima stagione e stesso destino dovrebbe toccare al centrale del Chievo Andreolli. Ampliando il nostro sguardo verso l’estero troviamo il difensore dei Citizens Kolo Tourè e l’olandese Douglas: insieme potrebbero formare una coppia di centrali perfetta in una difesa a quattro.<BR>Come dimenticare, poi, Sebastien Squillaci, francese che milita nell’Arsenal?<BR>In mezzo al campo il tormentone che ha infiammato l’inverno e che infiammerà l’estate: chi non vorrebbe nei propri undici Frank Lampard? I Blues stanno rivalutando l’idea di trattenere un giocatore straordinario, che riuscirebbe a coordinare le azioni di ogni squadra del pianeta.<BR>Passando per la Spagna, troviamo un esterno (o trequartista) che agli albori della sua carriera, mentre militava al Betis Siviglia, prometteva strepitose cose. Joaquin non ha rispettato al 100% le prospettive ma ha comunque condotto stagioni più che dignitose: ora, il divorzio dal Malaga sembra cosa fatta.<BR>Tornando in Italia, due Giovanni, Pasquale e Marchese, si giocano un posto per la corsia di sinistra, mentre Flamini sembra avere un posto da titolarissimo nella nostra formazione: anche in questo caso, il Milan non sembra intenzionato a rinnovare il contratto al francese.<BR>Andrey Arshavin, Florent Malouda, Miralem Sulejmani, Ari Da Silva.<BR>Non male, vero? Giocatori offensivi, esterni duttili, con capacità di muoversi in tutto il campo senza problemi.<BR>Sono questi i pezzi pregiati dei nostri undici.<BR>Tre nomi anche per una prima punta: Rolando Bianchi andrà via dal Torino sembra ombra di dubbi, Javier Saviola è un grande classico del calcio spagnolo e il fiuto del gol non l’ha perso. Non è certa la sua partenza dal Malaga.<BR>Artem Milevsky è nato nel 1985 e gioca nella Dinamo Kiev. Prima punta, seconda punta, trequartista: nei nostri undici certamente non mancherà.<BR>Ora, secondo voi dove quale dei due schieramenti è il più equilibrato? Ma soprattutto dove potrebbe arrivare una squadra così?<BR><BR>Formazione (4-4-2): Abbiati; Andreolli, Kolo Tourè, Douglas, Campagnaro; Malouda, Lampard, Flamini, Sulejmani; Arshavin, Saviola.<BR><BR>Formazione (3-5-2): Abbiati; Campagnaro; Kolo Tourè, Squillacì; Pasquale, Lampard, Joaquin, Flamini, Malouda; Milevsky, Bianchi<BR><BR>C1007650FL0882FL0882lampard.jpgSiNa-giugno-tanti-svincolati-di-lusso-questa-la-top-undici-de-ilcalcio-24-1010581.htmSi100877901,02,03,07030425
1411010584NewsCampionatiMilan, Allegri: «Esame fondamentale per Balotelli»20130223170239milan, allegriMassimiliano Allegri aveva in programma la conferenza stampa pre derby Massimiliano Allegri aveva in programma la conferenza stampa pre derby per le ore 15, ma l'incontro con i giornalisti è stato rimandato alle 18. Intanto il tecnico rossonero ha parlato a MilanChannel.&nbsp;Questo quanto riportato da acmilan.com: "Veniamo da 3 stracittadine perse, dobbiamo cercare di tenere l'Inter dietro. Troveremo una squadra con voglia di riscatto. I ragazzi credo abbiano recuperato le energie, chi non era a disposizione mercoledì sarà in grado di dare una mano a chi ha avuto un eccessivo dispendio di energie. Balotelli non deve cadere nelle provocazioni domani? Credo che Mario lo sappia, è una prova di maturità, deve pensare solo a giocare. Non arriva direttamente dall'Inter ma dal City, è giovane a volte istintivo, non è solo questione di domani sera. Tutte le partite viene preso di mira perché è un giocatore decisivo, lui deve mantenere la calma sempre. Boateng? Ha avuto una crescita dall'inizio anche dal punto di vista fisico e adesso sta bene anche per mostrare le sue qualità tecniche. Avevo iniziato bene con tre derby e tre vittorie, spero i ragazzi mi regalino questa soddisfazione ma sarebbe un regalo per tutti, dal presidente ai tifosi. Ranocchia? Se giocherà lo vedremo in campo se no ci sarà un altro. E' giovane, ha qualità importanti, vedremo ma l'Inter ha una rosa importante e se non ci sarà, verrà sostituito al meglio. Milan favorito nel derby? Nel giro di un giorno si cambia opinione su tutto, non ci sono favoriti, i derby sono gare equilibrate, due anni fa dovevamo perdere poi abbiamo vinto 3-0, negli ultimi 2-3 derby sono stati decisivi gli episodi. Credo che loro faranno una gara aggressiva, l'Inter ha dei giocatori di qualità che possono risolvere la partita con una giocata ed è una squadra più esperta di noi. E' un banco di prova per i nostri. Cambi di formazione? Non lo so, ho qualche dubbio, oggi devo rivedere la squadra, rispetto a mercoledì recupero Nocerino, non avrò Flamini. Se ci saranno cambi non influiranno sulla prestazione della squadra. Pazzini sicuramente non ci sarà, mi dispiace perché mercoledì ha giocato una grande partita, purtroppo ha questo ginocchio che ogni tanto fa le bizze".C1007650adm001adm001allegri_600x449.jpgSiNmilan-allegri-esame-importante-per-balotelli-1010584.htmSiT1000027100075501,02,03,07030339
1421010552NewsCampionatiMilan, la rete di Boateng nettamente regolare. Questo il VIDEO che spegne le proteste del Barcellona20130221142615milan, zapataSi continua a discutere sulla regolarità o meno della rete di Boateng dopo il presunto tocco di mani di ZapataSi continua a discutere sulla regolarità o meno della rete di Boateng dopo il presunto tocco di mani di Zapata. Il Barcellona protesta vibratamente anche all'indomani del match, sentendosi derubati di quello che poteva essere un pareggio a reti bianche e che invece è terminato con il trionfo della squadra di Allegri.<BR><BR>Ma questo video inchioda tutti. Si vede nettamente il pallone deviato dalla mano di Jordi Alba finire sulla faccia di Zapata, posizionato a soli pochi cm dal terzino blaugrana, per poi la stessa sfera colpire accidentalmente la parte alta del braccio destro del difensore rossonero. In questi casi appare netta l'involontarietà del gesto.<BR><BR>Video <A href="http://www.youtube.com/watch?v=91Ac4tGR_7s">http://www.youtube.com/watch?v=91Ac4tGR_7s</A><BR><BR>C1007650adm001adm001muntari-6.jpgSiNmiln-regolare-la-rete-di-boateng-il-video-che-spegne-le-proteste-del-barcellona-1010552.htmSiT1000027100075501,02,03,07030370
1431010549NewsEditorialeMilan, la prima lezione di Allegri al Barcellona: ma la partita è ancora aperta 20130221113532milan, allegriL’elogio del tatticismo all’italiana. Può essere sintetizzata così la fragorosa vittoria del Milan contro il Barcellona, inaspettata soprattutto per come è maturataL’elogio del tatticismo all’italiana. Può essere sintetizzata così la fragorosa vittoria del Milan contro il Barcellona, inaspettata soprattutto per come è maturata. Linee compatte, centrocampo spesso appiattito, pochissimi spazi e ripartenze fulminati. Ricetta semplice, ma redditizia. Così Allegri (o chissà Berlusconi!) ha imbrigliato Messi e reso sterile il celebre tiki taka catalano. <br><br> A far la differenza anche la particolare attenzione di uomini spesso in crisi di concentrazione. Su tutti i due centrali, Zapata e Mexes che rispetto ad altre uscite hanno coordinato quasi alla perfezione i movimenti difensivi e non si sono disuniti. Basti pensare che Abbiati avrà fatto la doccia a fine gara perché sudato dall’emozione, non dallo sforzo delle parate. Le spinte sulle fasce sono state equilibrate, ma allo stesso tempo Constant e Abate hanno praticamente annullato i dirimpettai Dani Alves e Jordi Alba. La cerniera mediana rossonera ha poi saputo mordere con la ruvidezza di Muntari e Ambrosini e cercare le controffensive grazie all’illuminante regia di Montolivo. Xavi, il vero fulcro del gioco barcelonista, non ha avuto modo di impostare. Nessuno spazio è stato concesso, men che meno al galattico Leo Messi,che quando vede l’Italia non riesce a segnare se non su rigore. E questo forse è il dato più eclatante che differenzia il tipo di approccio che le squadre hanno in Italia rispetto a quelle spagnole. Boateng, redivivo, ha scardinato la trequarti avversaria, Pazzini ha fatto da punto di riferimento più facendo salire i suoi che offendendo, il grimaldello El Shaarawy con le sue doti di corsa e dinamismo ha messo in crisi la difesa del Barca, quest’anno particolarmente vulnerabile. <br><br> Insomma tutti i pronostici sono stati apertamente disattesi. Il Diavolo, da vittima sacrificale, ha saputo rendere magica una notte che i più potevano aspettarsi tremenda. La più forte squadra del mondo si è sciolta come neve al sole. <br><br> Ha vinto la scuola italiana. Non dimentichiamoci che a livello di Nazionali,però, abbiamo subito una severa lezione solo qualche mese fa. Per ora, va detto, la Champions parla italiano. Juventus in gran spolvero, Milan in sublime estasi. Ma è andato in scena solo il primo atto. <BR>Bearsi troppo, prima ancora di aver definitivamente sconfitto l’avversario, potrebbe essere il peccato più grande.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001milan-6.jpgSiNmilan-la-prima-lezione-di-allegri-al-barcellona-ma-la-partita-e-ancora-aperta-1010549.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07030544
1441010467NewsCalcio EsteroLiga, 24a giornata: Barcellona a Granada, pensando al Milan20130216093050Liga24a giornataNell'anticipo di ieri, valido per la 24a giornata di Liga, netta vittoria del&nbsp;Siviglia&nbsp; contro il fanalino di coda Deportivo, sempre più nel baratro che porta dritto alla&nbsp;retrocessione. Oggi si disputeranno&nbsp;quattro incontri.&nbsp;Il Getafe sarà chiamato a riscattare il pesante ed umiliante 1 a 6 inflitto dal Barcellona la settimana scorsa, e dovrà farlo contro&nbsp;il Celta,&nbsp;anch'esso reduce da una&nbsp;sconfitta casalinga contro il Valencia. Il Malaga affronterà l'At.Bilbao in uno scontro che per gli andalusi significa sognare da Champions; i baschi, invece, puntano alla salvezza e sono reduci dall'umiliazione ricevuta dall'Espanyol la settimana scorsa. Granada-Barcellona è il clou del sabato di liga. Il Granada può solo sperare in un Barcellona distratto dall'imminente incontro di Champions League contro il Milan. Infine Osasuna e Real Saragozza&nbsp;daranno vita ad uno scontro salvezza sulla carta molto equilibrato, infatti sono due squadre che, sostanzialmente, si equivalgono in quanto a valori tecnici, ma potrebbe&nbsp;risultare decisivo il fattore campo per i navarri.<BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/liga/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/liga/</A><BR><BR>Giocata Ieri<BR><BR><STRONG>Siviglia-Deportivo 3-1&nbsp;&nbsp; 6'Rakitic-28'-40'Medel(S) - 32'Riki(D)</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Getafe-Celta</STRONG><BR><BR><STRONG>Malaga-At.Bilbao</STRONG><BR><BR><STRONG>Granada-Barcelona</STRONG><BR><BR><STRONG>Osasuna-Saragozza</STRONG><BR><BR>Giocano Domani<BR><BR><STRONG>Real Sociedad-Levante</STRONG><BR><BR><STRONG>Valencia-Maiorca</STRONG><BR><BR><STRONG>Valladolid-At.Madrid</STRONG><BR><BR><STRONG>Real Madrid-Rayo </STRONG><BR><BR><STRONG>Espanyol-Betis</STRONG><BR><BR>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-24-barcellona-a-granada-con-la-testa-al-milan-1010467.htmSi100427901,02,03,07010226
1451010440NewsCampionatiMilan, Raiola: «A Ibrahimovic manca il rossonero»20130214120816milan, raiolaMilan RaiolaMino Raiola, ieri a Milanello, è stato intercettato dai microfoni di Tuttosport. "Robinho? Firmerà presto il rinnovo, non si può immaginare un Milan senza brasiliani. Ho subito creduto in Salamon, con lui il Milan ha sistemato la difesa per qualche anno. Balotelli? Sono sei mesi che si comporta benissimo, sono stufo che sia sempre preso di mira. Ibra manca al Milan quanto il Milan manca a lui".C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNmilan-raiola-a-ibrahimovic-manca-il-rossonero-1010440.htmSiT1000027100075501,02,03,07030217
1461010434NewsCampionatiDramma Pistorius, scambia la fidanzata per un ladro e la uccide20130214110341pistoriusPistoriusLa scambia per un ladro e la uccide. Come riporta Il Fatto Quotidiano, è quanto capitato all’atleta paralimpico Oscar Pistorius, che ha sparato alla fidanzata credendo che si trattasse di un malvivente. Colpita al capo e ad un braccio, la donna è morta. Lo sprinter, che è stato interrogato dalla polizia sudafricana, non ha saputo spiegare le circostanze di quello che sembrerebbe essere un incidente, almeno secondo le indiscrezioni diffuse da una radio locale.<br><br> Gli agenti successivamente hanno diramato un comunicato in cui spiegano di aver arrestato un uomo di 26 anni in relazione al ritrovamento di una donna morta nell’abitazione a Pretoria del campione paralimpico, senza fornire altri dettagli. Pistorius, però, ha 26 anni. ”Abbiamo trovato sul posto una pistola da nove millimetri – ha detto una portavoce della polizia, Katlego Mogale - Un uomo di 26 anni è stato arrestato”. La portavoce non ha voluto rivelare il nome dell’uomo, né ha fornito ulteriori dettagli sulla vicenda. Chiara, invece, l’identità della ragazza ammazzata: si tratta della modella Reeva Steenkamp. Lo scrive il sito Internet del giornale sudafricano City Press, che cita un amico della famiglia di Steenkamp, che si è detta “devastata” dalla tragedia. Secondo la polizia, la vittima (30 anni) è morta sul colpo.<br><br> Quella di oggi non è l’unica tragedia che segna la vita dell’atleta, già colpito dalla doppia amputazione, quando era ancora bambino per una gravissima malattia, ad entrambi gli arti inferiori. Secondo i media africani, l’incidente è accaduto nella sua residenza, nella zona di Silver Lakes, intorno alle 4 di mattina. Pistorius è in stato di fermo e comparirà davanti a un magistrato di Pretoria nelle prossime ore. L’atleta, che corre indossando protesi in fibra di carbonio, è stato il primo amputato a correre alle Olimpiadi e ha raggiunto le semifinali dei 400m a Londra 2012.<br><br>adm001adm001pistori.jpgSiNdramma-pistorius-scambia-la-fidanzata-per-un-ladro-e-la-uccide-1010434.htmSi100075701,02,03030275
1471010354NewsCampionatiRoma, Andreazzoli: «Soddisfatto nonostante il risultato»20130210194343roma, andreazzoliRoma AndreazzoliEsordio negativo per Aurelio Andreazzoli. Il neo tecnico della Roma ha parlato ai microfoni di Sky dopo la sconfitta subita in casa della Sampdoria: "Tutte le partite sono figlie degli episodi, sicuramente ce ne sono stati tanti che hanno inciso sul risultato finale. Quando si hanno episdosi sfavorevoli rimane l'amarezza, ma alla fine non è stato solo questo. Chi è il rigorista? Negli ultimi 20 anni è stato Totti. Non abbiamo mezzi per giudicare cosa sia successo tra Totti e Osvaldo, per cui non giudico. Al di là di questo io credo che non sia stato questo l'episodio decisivo sulla partita. La gara da parte nostra è stata ottima, io sono molto soddisfatta perché i ragazzi hanno fatto tutto ciò che ho chiesto loro. Osvaldo? Ha fatto bene, ha cercato di fare quello che gli era stato chiesto e come lui tutti gli altri. Abbiamo cercato di lavorare anche sull'autostima, i giocatori sentono l'influenza dell'ambiente e ne risentono. E' chiaro che avendo in campo Lamela il so che gli chiedo un sacrificio ma la squadra ha la possibilità di avere qualcosa in più da quella parte mentre a sinistra abbiamo qualcosa in meno. La gara è stata molto equilibrata, noi siamo stati un po' penalizzati ma abbiamo cercato ugualmente di mettere in campo tutto quello che avevamo. Io sono soddisfatto ma si gioca per il risultato e questo non ci soddisfa".<BR>C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-andreazzoli-soddisfatto-nonostante-il-risultato-1010354.htmSiT1000012100075701,02,03030162
1481010331NewsCampionatiPsg, la Roma vuole Verratti20130209175147psg, verrattiPsg VerrattiAl termine della bella vittoria colta dal suo PSG contro il Bastia, 3-1 con gol di Menez, Ibrahimovic e Lavezzi, il ds dei parigini Leonardo ha parlato ai microfoni di Sky della possibilità che Marco Verratti torni in Italia al termine della stagione: "Non è un discorso nemmeno da affrontare, so che in Italia se n'è parlato tanto perchè è un calciatore fortissimo, ragazzo italiano, che non ha mai giocato in Serie A ed è normale abbia voglia di farlo, ma ci sono zero possibilità che parta. Non ho mai ricevuto richieste, nè parlato con nessuno, anzi c'è stato giusto un approccio della Roma per un prestito ma è una idea morta subito perchè da parte nostra non c'è nessuna intenzione di privarcene". <br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001verratti-psg.jpgSiNpsg-la-roma-vuole-verratti-1010331.htmSiT1000012100075701,02,03030126
1491010318NewsEditorialeDue anticipi di lusso aprono la 24° giornata di Serie A20130209123246juve, milan, inter, roma, lazio, torino, catana, pALERMO, fiorentina, parma, chievo, samp, genoa, udineseFondamentali sfide in chiave retrocessione si disputeranno a Bologna e Palermo<DIV align=justify>&nbsp;&nbsp; Si apre con due anticipi di lusso la ventiquattresima giornata del massimo campionato di calcio. A Torino sponda Juve sarà la Fiorentina di Vincenzo Montella a sfidare i campioni d'Italia, che devono consolidare il primato e tenere a debita distanza il Napoli, che nel secondo anticipo, quello delle 20.45, renderà visita alla terza forza del torneo, la Lazio di Petkovic. Biancocelesti orfani di Miro Klose, ma comunque decisi a vendere cara la pelle per avvicinare i partenopei e tenere distanti le milanesi e i viola. Domani le altre gare, con il lunch-match di Parma, dove arriva il rinfrancato Genoa di Ballardini, domenica scorsa capace di mettere sotto la Lazio. Nel pomeriggio spicca Cagliari-Milan, con i rossoneri che vogliono proseguire la striscia positiva e avvicinarsi asncora di più alla zona Champions. <BR>&nbsp;<BR>La sorpresa del campionato, il Catania di Maran, sarà di scena a Bergamo contro la compagine dell'ex Colantuono, che si mantiene a debita distanza dalla zona pericolo, ma di certo non può permettersi di perdere in casa. Gli etnei, invece, nonostante le assenze devono provare a conquistare i tre punti per tenere vicina la zona Europa League e continuare a fare sognare i prorpi sostenitori. L'Udinese di Guidolin, dopo la sconfitta di San Siro di 7 giorni fa arrivata con il discusso penalty di Balotelli, riceve il Torino di mister Ventura, in un incontro che si preannuncia vibrante e ricco di emozioni tra due squadre che giocano un buon calcio. La Roma, dopo l'esonero di Zeman, proverà a rialzarsi e Marassi contro la Samp di Delio Rossi, che dal canto proprio vorrà incamerare altri tre punti preziosi per allontanarsi utleriormente dai bassifondi della graduatoria. A Bologna si giocherà un'importante sfida salvezza, tra i felsinei che nell'ultimo turno hanno espugnato Pescara e il Siena, che nell'ultimo turno ha battuto meritatamente l'Inter di Stramaccioni. Esordio per Malesani sulla panchina palermitana, con i siciliani che ospitano gli abruzzesi di Bergodi, in crisi di risultati da qualche settimana, nel secondo importante match di giornata in chiave salvezza. Chiude la giornata la sfida serale che si giocherà a Milano tra l'Inter, che deve fare dimenticare ai suoi tifosi il tonfo di Siena, e il Chievo di Eugenio Corini, che farà la sua gara cercando di portare a casa un risultato positivo e tornare a fare punti dopo la sconfitta di domenica scorsa contro la Juve.</DIV>C1007650ivomesivomesc-33509839.jpgSiNsereiaa-24turno-anticipi-lusso-1010318.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100075401,02,03,06,07,08,09010758
1501010314NewsCalcio EsteroLigue 1, 24a giornata: il PSG non si ferma più!20130209085256Ligue 124a giornataNell'anticipo della 24a giornata di Ligue 1 il Paris Saint Germain ha battuto 3-1 il Bastia con le firme, tutte nella ripresa, di tre vecchie conoscenze del campionato italiano. A sbloccare il risultato al 56' è Menez. Ibrahimovic, partito dalla panchina, firma il raddoppio per la squadra di Ancelotti su rigore (71'), siglando il 21° gol stagionale, quindi Lavezzi all'89' chiude definitivamente il match dopo che Khazri aveva accorciato le distanze all'83'. Grazie a questo successo il Psg consolida il primato in classifica salendo a 51 punti, a +6 sul Lione domenica impegnato in casa con il Lille.<BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/</A><BR><BR>Giocata Ieri<BR><BR><STRONG>Psg-Bastia 3-1&nbsp;&nbsp; 56'Menez-71'Ibra-89'Lavezzi(P) - 83'Khazri(B)</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Saint Etienne-Montpellier</STRONG><BR><BR><STRONG>Nice-Lorient</STRONG><BR><BR><STRONG>Nancy-Reims</STRONG><BR><BR><STRONG>Ajaccio-Bordeaux</STRONG><BR><BR><STRONG>Troyes-Sochaux</STRONG><BR><BR><STRONG>Valenciennes-Brest</STRONG><BR><BR>Giocano Domani<BR><BR><STRONG>ETG-Marsiglia</STRONG><BR><BR><STRONG>Rennes-Tolosa</STRONG><BR><BR><STRONG>Lione-Lille</STRONG><BR><BR>FranciaFL0411FL0411877717-14768359-640-360.jpgSiNllige-1-giornata-24-psg-non-si-ferma-piu-1010314.htmSi100427901,02,03010189
1511010266NewsCoppeCoppa d`Africa: le semifinali20130206105932Coppa d`AfricaSemifinaliLa Coppa d’Africa 2013 è alle battute finali ed oggi si giocheranno le semifinali. Inizio con quella che, secondo me, sarebbe dovuta essere la finale e, cioè, Bukina Faso-Ghana.&nbsp;La prima, grande sopresa del torneo vuole continuare a stupire. La squdra allenata da Paul Put e&nbsp;liderata in campo dalle straordinarie prestazioni di Pitroipa, giocatore&nbsp;del Rennes, è stata una delle poche che&nbsp;ha saputo&nbsp;offrire spettacolo e gol. Per tutti i calciatori di questa piccola nazionale&nbsp;è l’occasione della vita per garantire visibilità al proprio paese e&nbsp;a se stessi, che non sono ancora riusciti a compiere il grande salto di qualità in Europa.&nbsp;&nbsp;Dall'altra parte ci sarà il favoritissimo Ghana che ha mantenuto negli anni un’ossatura stabile ed un’identità precisa, grazie anche ai tanti giocatori che militano, o hanno militato, nei più importanti campionati d’Europa.&nbsp; L'aItra semifinale vedrà di fronte il Mali e la Nigeria, che hanno eliminato nei quarti, rispettivamente, SudAfrica e Costa d'Avorio.&nbsp;Sarà una gara aperta e, presumibilmente, equilibrata, con la sfida muscolare a centrocampo&nbsp;tra il maliano Sissoko ed Obi Mikel.<BR><BR>Sud AfricaFL0411FL0411nigeria.jpgSiNcoppa-africa-semifinali-1010266.htmSi100427901,02,03010215
1521010217NewsCalcio EsteroLigue 1, 23a giornata: Lione sconfitto ad Ajaccio, scappa il Psg20130204111814Ligue 123a giornataPerde il Lione in casa&nbsp;dell'Ajaccio e perde anche la prima posizione, il Psg ringrazia e fugge.&nbsp;E' la vecchia conoscenza del calcio italiano, Adrian Mutu ad abbattere il Lione siglando una doppietta. Il Montpellier risale centrando l’ottavo successo consecutivo in casa e rilancia le proprie ambizioni per il quarto posto. I campioni di Francia in carica battono 3-1 il Reims e si portano a tre lunghezze da Bordeaux e Nizza, che&nbsp;condividono la quarta posizione. Crolla, a sorpresa, anche il Marsiglia, sconfitto al “Velodrome” dal Nancy: l’espulsione di Barton nella ripresa spiana la strada agli ospiti, che passano sugli sviluppi di un calcio d’angolo, grazie alla sfortunata deviazione di André Ayew sul colpo di testa di Sane. <BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/</A><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Ajaccio-Lione 3-1&nbsp;&nbsp; 57'Belghazouani-65'-90'Mutu(A) - 54'Lacazette(L)<BR></STRONG><BR><STRONG>Montpellier-Reims 3-1&nbsp;&nbsp; 33'Courtet(R) - 49'Camara-65'Estrada-71'Belhanda(M)</STRONG><BR><BR><STRONG>Marsiglia-Nancy 0-1&nbsp;&nbsp; 73'A.gol A.Ayew</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Lorient-Rennes 2-2&nbsp;&nbsp; 31'Jouffre-80'Aliadiere(L) - 55'Erdinc-90'N'Gando(R)</STRONG><BR><BR><STRONG>Bordeaux-Valenciennes 2-0&nbsp;&nbsp; 33'Bellion-71'Obraniak</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-ETG 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Troyes 1-1&nbsp;&nbsp; 30'Camus(T) - 74'origi(L)</STRONG><BR><BR><STRONG>Brest-Nizza 0-2</STRONG>&nbsp;&nbsp; <STRONG>13'Pejcinovic-46'A.gol Ferradj<BR><BR>Sochaux-Saint Etienne 1-2&nbsp;&nbsp; 24'Aubameyang-77'Lemoine(SE) - 72'Butin(SO)</STRONG><BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Tolosa-PSG 0-4&nbsp;&nbsp; 4'Pastore-36'Ibra-70'Sakho-72'VanderWiel</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)PSG 48<BR>2)Lione 45<BR>3)Marsiglia 42<BR>4)Nizza 38<BR>5)Bordeaux 38<BR>6)Rennes 37<BR>7)Saint Etienne 37<BR>8)Lorient 35<BR>9)Montpellier 35<BR>10)Tolosa 31<BR>11)Lille 31<BR>12)Valenciennes 30<BR>13)Bastia 26<BR>14)Ajaccio 25<BR>15)Brest 24<BR>16)Sochaux 22<BR>17)ETG 22<BR>18)Reims 20<BR>19)Nancy 18<BR>20)Troyes 17<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FranciaFL0411FL0411carlo-ancelotti.jpgSiNligue-1-giornata-23-perde-il-lione-psg-in-fuga-1010217.htmSi100427901,02,03010200
1531010197NewsCalcio EsteroLigue 1, 23a giornata: poker del PSG ed è fuga20130202112669Ligue 123a giornataNell'anticipo di ieri del campionato francese il Psg surclassa il Tolosa con un perentorio 0-4 e stacca momentaneamente il Lione in testa alla classifica. Per i parigini un incontro senza storia, in vantaggio già al 4' quando Pastore, servito alla perfezione da Lavezzi, si esibisce in uno spettacolare tiro al volo che l'estremo difensore avversario può solo guardare infilarsi in porta. Il dominio del Psg è stato totale e quando al 40' i padroni di casa&nbsp;sono rimasti&nbsp;in dieci per l'espulsione di M'Begue, per il piccolo Tolosa, non c'è stato più nulla da fare. Quindi, Ancelotti e i suoi volano in testa alla classifica in attesa di conoscere i risultati delle avversarie e,soprattutto quello del Lione impegnato domenica&nbsp;sul difficile campo dell'Ajaccio del superportierone messicano, Guillermo Ochoa.<BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/</A><BR><BR>Giocata Ieri<BR><BR><STRONG>Tolosa-PSG 0-4&nbsp;&nbsp; 4'Pastore-36'Ibra-70'Sakho-72'VanderWiel</STRONG><BR><BR>Gocano Oggi<BR><BR><STRONG>Lorient-Rennes</STRONG><BR><BR><STRONG>Bordeaux-Valenciennes</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-ETG</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Troyes</STRONG><BR><BR><STRONG>Brest-Nizza</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Saint Etienne</STRONG><BR><BR>Giocano Domani<BR><BR><STRONG>Ajaccio-Lione</STRONG><BR><BR><STRONG>Montpellier-Reims</STRONG><BR><BR><STRONG>Marsiglia-Nancy</STRONG><BR><BR>FranciaFL0411FL0411pastore.jpgSiNligue-1-giornata-23-poker-del-psg-al-tolosa-1010197.htmSi100427901,02,03010139
1541010190NewsCalciomercatoSerie A, il pagellone sul mercato: Juventus insufficiente. Spiccano Napoli e Milan20130201153013serie aSerie AOgni sessione di mercato offre spunti curiosi per giudicare l’operato delle società di serie A. E allora, giusto per giocare un po’, ecco il nostro pagellone su quanto avvenuto nel mercato di riparazione terminato ieri.<BR><BR>ATALANTA, voto 6 – Squadra leggermente in crisi rispetto alla scorsa stagione, equilibrato la rosa con la saggezza tipiche del direttore Marino. Via Schelotto,direzione Inter, potrebbe essere Brienza il vero ago della bilancia, anche per rilanciare le quotazioni di Denis. A meno che Colantuono non voglia concedere a Livaja di far emergere il suo talento. Unico neo, la quasi totale rivoluzione in difesa. Certi equilibri, si sa, vanno oliati col tempo.<BR><BR>BOLOGNA, voto 5 – Un ruolo scoperto era quello del portiere e non è stato coperto. L’incertezza in quel ruolo, specie per una squadra che deve salvarsi, non crea certo giovamento. E la cessione di un leader come Portanova non pare possa portare frutti. Anzi. <BR><BR>CAGLIARI, voto 5.5 – Cellino come al solito negli ultimi tempi, usa le finestre di mercato per resistere agli attacchi altrui ai suoi gioielli. Restano Astori, Pinilla e Nainggolan. Ma non arriva nessuno, se non Cabrera. Ed è difficile possa migliorare la situazione.<BR><BR>CATANIA, voto 6 – Anche in questo caso mosse totalmente difensive. Pulvirenti resiste alla corte spietate fatta ai gioielli Lodi, Spolli,Gomez, Almiron e Castro. Ma la squadra di Maran, in fondo non necessitava di altro se non di essere riconfermata in blocco.<BR>CHIEVO, voto 5.5 – Paloschi diventa a metà dei clivensi, ed era una conferma importante. Sampirisi è un giovane di buone prospettive, ma perdere Sorrentino è stata una mazzata. L’ex palermitano Ujkani non pare in grado di sostituirne il valore.<BR><BR>FIORENTINA, voto 6 – Anche in questo caso erano i portieri ad essere sotto esame, ma non è cambiato nulla. Per il resto serviva un esterno per far rifiatare Pasqual e non è arrivato, Sissoko e Rossi potranno essere utili. A patto che tornino in condizione. Ed un bomber ancora manca.<BR><BR>GENOA, voto 5.5 – Solito stravolgimento attuato da Preziosi. Entrano ben 9 giocatori nuovi ed in una squadra che cerca la salvezza non è mai una scelta semplice da far fruttare. Unico colpo di rilievo, l’ex Novara Marco Rigoni. <BR><BR>INTER, voto 6.5 – Metabolizzata l’amarezza per il passaggio ai cugini rossoneri di Balotelli, Moratti ed i suoi hanno operato all’insegna del nuovo corso: risparmio e scommesse sui giovani. Certo Sneijder e Coutinho fanno perdere punti in qualità, ma&nbsp; il 3-5-2 di Stramaccioni ormai non prevede più i trequartisti. Mancato solo il ricambio di Milito, Rocchi ormai è al capolinea.<BR><BR>JUVENTUS, voto 5.5 – Soliti assalti finali per assicurare a Conte il vero obiettivo che mancava ai bianconeri: il bomber. Anelka non vale Matri e Quagliarella pur avendo peso in campo internazionale, Peluso forse non è adatto a grandi platee. Llorente a giugno però è un buon colpo. <BR><BR>LAZIO, voto 6 – Le due romane protagoniste dei due veri flop del mercato. I biancocelesti hanno accarezzato il sogno di avere Felipe Anderson, dal Santos. Ma un trasferimento internazionale non puoi imbastirlo all’ultimo secondo ed un fax ha fatto saltare tutto. Pessima la gestione del caso Zarate, mercato senza botti ma la rosa è a posto così. <BR><BR>MILAN, voto 7.5 – Male ad inizio stagione, i rossoneri dovevano per forza rispondere coi fatti a gennaio. E l’ha fatto in pieno, con Balotelli su tutti ma anche con scommesse su giovani di talento come Saponara e Salamon. Ora il nuovo corso può partire.<BR><BR>NAPOLI, voto 7 – Ultimamente i partenopei comprano solo per inserire pedine che servono nel posto giusto. Così è stato per i nuovi acquisti,con Rolando su tutti. Armero e Calaiò possono offrire garanzie da ottimi rincalzi. Ma anche in questo caso la rosa era competitiva. <BR><BR>PALERMO, voto 6 – Vale lo stesso discorso fatto per il Genoa. Rivoluzione totale, ma la salvezza non si può inventare. Ottimo l’acquisto di Sorrentino. Dossena e Fabbrini sono uomini di livello, ma davanti sono arrivati giocatori che devono conoscere il nostro campionato. E il tempo stringe.<BR><BR>PARMA, voto 6 – Nessun botto, ma sostituzioni mirate di calciatori venduti. Il progetto gialloblù non aveva bisogno di notevoli aggiustamenti, aver resistito ai corteggiamenti a Belfodil è stato già un gran passo.<BR><BR>PESCARA, voto 5.5 – La quantità fa non la qualità. Numerosi arrivi,con Sforzini su tutti. Ma qui come a Palermo e Genova, si punta alla salvezza e nulla può essere inventato dall’oggi al domani.<BR><BR>ROMA, voto 5 – Stekelemburg parte per Londra pensando di andare al Fulham ma una volta atterrato scopre che non c’è stato accordo. Il solo Torosidis non cambia gli equilibri, il vero problema è nella testa dei senatori e di Zeman.<BR><BR>SAMPDORIA, voto 6 – Icardi e Poli nel mirino delle grandi sono stati confermati e fanno gran parte del voto del mercato blucerchiato. Sansone, ex Torino, può far rifiatare l’attacco.<BR><BR>SIENA, voto 5.5 – Un’altra rivoluzione totale. Via Calaiò, non è arrivato nessun bomber di razza, se non Pozzi. Dietro parte anche Neto ed arrivano Terlizzi ed Uvini. Ma non pare che queste mosse possano fare la differenza.<BR><BR>TORINO, voto 6 – Barreto farà bene se la condizione lo reggerà, la rosa era già ampia e non andava ulteriormente aumentata. Due carneadi da scoprire (Menga e Kabasele) ma il vero nodo da qui alla fine sarà il futuro di capitan Bianchi.<BR><BR>UDINESE, voto 6 – Come sempre succede in casa friulana, mercato senza nomi eclatanti ma con spostamenti mirati. Via Coda e Fabbrini per crescere,Guidolin saprà fare tesoro del materiale a disposizione. Anche senza nomi roboanti. <BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001balotelli-6.jpgSiNserie-a-il-pagellone-sul-mercato-insufficiente-la-juventus-spiccano-napoli-e-milan-1010190.htmSi100075701,02,03,06,07,08030443
1551010134NewsCalcio EsteroLigue 1, 22a giornata: PSG di nuovo in testa ma che sofferenza20130128101659Ligue 122a giornataLa squadra di Ancelotti ritrova il primato in classifica grazie alla sfortunata autorete di Chedjou. A Parigi sono più gli ospiti a recriminare per il risultato, vista la rete ingiustamente annullata a Rodelin nel primo tempo, ed il palo di Melo nel finale del match. Nell'1-0 per il Psg da ricordare anche il palo di Ibrahimović e l'imbattibilità conservata da Sirigu. E' un Psg che&nbsp;vince ma che non convince in campo contro un modesto Lille, che ha sfornato la migliore prestazione della stagione costringendo gli avversari ad un forcing difensivo negli ultimi minuti di partita mai visto nella stagione in corso.&nbsp;Parigini, quindi, come detto, di nuovo in testa, a braccetto col Lione.<br><br> Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/</A><br><br> Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Saint Etienne-Bastia 3-0&nbsp;&nbsp; 9'Brandao-79'Aubaneyang-85'Guilavogui</STRONG><BR><BR><STRONG>Nizza-Bordeaux 0-1&nbsp;&nbsp; 58'Saivet</STRONG><BR><BR><STRONG>PSG-Lille 1-0&nbsp;&nbsp; A.gol Chedjou</STRONG><BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Valenciennes-Lione 0-2&nbsp;&nbsp; 8'Fofana-28'Gomis</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Rennes-Marsiglia 2-2&nbsp;&nbsp; 37'A. Ayew-82'J. Ayew(M) - 59'Catherin-88'Alessandrini(R)</STRONG><BR><BR><STRONG>Montpellier-Sochaux 2-0&nbsp;&nbsp; 28'Herrera-34'Utaka</STRONG><BR><BR><STRONG>ETG-Ajaccio 1-1&nbsp;&nbsp; 36'Oliech(A) - 53'Wass(E)</STRONG><BR><BR><STRONG>Reims-Tolosa 1-1&nbsp;&nbsp; 56'Capoue(T) - 74'Krychowiak(R)</STRONG><BR><BR><STRONG>Nancy-Lorient 2-1&nbsp;&nbsp; 36'Efoulou-71'Puygrenier(N) - 50'Aliadiere(L)</STRONG><BR><BR><STRONG>Troyes-Brest 2-1&nbsp;&nbsp; 44'Camus-54'Darbion(T) - 61'Ben Vasat(B)</STRONG><br><br> <STRONG>Classifica</STRONG><br><br> 1)Lione 45<BR>2)PSG 45<BR>3)Marsiglia 42<BR>4)Rennes 36<BR>5)Nizza 35<BR>6)Bordeaux 35<BR>7)Lorient 34<BR>8)Saint Etienne 34<BR>9)Montpellier 32<BR>10)Tolosa 31<BR>11)Lille 30<BR>12)Valenciennes 30<BR>13)Bastia 25<BR>14)Brest 24<BR>15)Sochaux 22<BR>16)Ajaccio 22<BR>17)ETG 21<BR>18)Reims 20<BR>19)Troyes 16<BR>20)Nancy 15<br><br> <BR>&nbsp;<br><br> <BR><BR><BR>&nbsp;<br><br>FranciaFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNligue-1-giornata-22-psg-di-nuovo-in-testa-1010134.htmSi100427901,02,03010161
1561010068NewsCalcio EsteroLigue 1, 21a giornata: il Psg riaggancia la vetta20130121104831Ligue 121a giornataIbrahimovic, per la prima volta&nbsp;con la maglia numero 10 del Psg,&nbsp;mette a segno l’ennesima perla stagionale che consente ai parigini di espugnare il campo&nbsp;del Bordeaux e di riagganciare la vetta, condivisa con il Lione. L’assist vincente al 43′ è di Lucas Moura, che&nbsp;mette Ibra davanti al portiere: il bomber parigino non perdona. Negli altri incontri della domenica di Ligue 1, successi esterni per il Rennes, vittorioso a Bastia, e per il sempre più sorprendente Nizza, che pur senza l’apporto&nbsp;del bomber&nbsp;Cvitanich,&nbsp;conquista i tre punti a Lille con un 2-0 firmato Civelli e Maupay. <BR><BR>Tutti&nbsp;i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/</A><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Bastia-Rennes 0-2&nbsp;&nbsp; 34'Alessandrini-61'Erdinc</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Nizza 0-2&nbsp;&nbsp; 77'Civelli-85'Maupay</STRONG><BR><BR><STRONG>Bordeaux-PSG 0-1&nbsp;&nbsp; 43'Ibrahimovic</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Marsiglia-Montpellier 3-2&nbsp; &nbsp;14'Andre Ayew-79'Jordan Ayew-90'Gignac(MA) - 17'Herrera-56'Utaka(MO)</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Reims 1-0&nbsp;&nbsp; 15'Poujol</STRONG><BR><BR><STRONG>Lorient-Troyes 3-2&nbsp;&nbsp; 20'Monnet Paquet-27'Reale-83'Bourillon(L) - 65'Brechet-88'Camus(T)</STRONG><BR><BR><STRONG>Brest-Saint Etienne 0-1&nbsp;&nbsp; 50'Brandao</STRONG><BR><BR><STRONG>Ajaccio-Valenciennes 1-1&nbsp;&nbsp; 30'Mutu(A) - 69'Nguette(V)</STRONG><BR><BR><STRONG>Tolosa-Nancy 2-1&nbsp;&nbsp; 57'-78'Tabanou(T) - 89'Karaboue(N)</STRONG><BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Lione-ETG 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)Lione 42<BR>2)PSG 42<BR>3)Marsiglia 41<BR>4)Rennes 35<BR>5)Nizza 35<BR>6)Lorient 34<BR>7)Bordeaux 32<BR>8)Saint Etienne 31<BR>9)Lille 30<BR>10)Valenciennes 30<BR>11)Tolosa 30<BR>12)Montpellier 29<BR>13)Bastia 25<BR>14)Brest 24<BR>15)Sochaux 22<BR>16)Ajaccio 21<BR>17)ETG 20<BR>18)Reims 19<BR>19)Troyes 13<BR>20)Nancy 12<BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>FranciaFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNligue-1-giornata-21-psg-riaggancia-la-vetta-1010068.htmSi100427901,02,03010196
1571010072NewsCampionatiSerie D Girone I, 20a giornata: crolla il Nuovo Cosenza a Noto, Acr Messina in fuga20130121103327Serie D Girone I20a giornata&nbsp;<BR><BR>L'Acr Messina espugna il campo dell'Agropoli grazie a un gol su punizione di Cocuzza che, entrato nella ripresa al posto di "Re Leone" Corona, manda in fuga la compagine peloritana. Incontro equilibrato e combattuto fino all'ultimo, con il portiere giallorosso, Lagomarsini,&nbsp;che salva il risultato allo scadere, respingendo un calcio di punizione che andava a infilarsi dritto nel sette. L'Acr è in fuga dicevo, grazie anche alla concomitante debacle del Nuovo Cosenza sul campo del Noto penultimo, che rifila un perentorio 3-0 ai cosentini. Acr Messina, dunque, a +6 dal Cosenza e a +12 sul Gelbison,&nbsp;terzo in classifica. <BR><BR>Risultati 20a giornata<BR><BR>Paternò-Gelbison 1-0<BR>Ribera-Licata 2-1<BR>C.Montalto-Sambiase 0-1<BR>Acireale-Ragusa 2-2<BR>Agropoli-Acr Messina 0-1<BR>Città di Messina-Pro Cavese 3-1<BR>Nissa-Savoia 0-4<BR>Noto-Cosenza 3-0<BR>Palazzolo-Vibonese 1-0<BR><BR>Classifica<BR><BR>1)Acr Messina 47<BR>2)Nuovo Cosenza 41<BR>3)Gelbison 35<BR>4)Città di Messina 34<BR>5)Savoia 33<BR>6)C.Montalto 31<BR>7)Ribera 31<BR>8)Licata 30<BR>9)Ragusa 29<BR>10)Vibonese 27<BR>11)Paternò 27<BR>12)Agropoli 24<BR>13)Sambiase 23<BR>14)Palazzolo 23<BR>15)Pro Cavese 18<BR>16)Acireale 12<BR>17)Noto 11 (-3)<BR>18)Nissa 7(-1)<BR><BR>Prossimo Turno 27/1/2013<BR><BR>Gelbison-Palazzolo<BR>Licata-Città di Messina<BR>Acr Messina-Ribera<BR>Nissa-Acireale<BR>Cosenza-Agropoli<BR>Pro Cavese-C.Montalto<BR>Ragusa-Noto<BR>Sambiase-Paternò<BR>Savoia-Vibonese<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>ItaliaFL0411FL0411messinaregginajw7.jpgSiNserie-d-girone-i-giornata-20-tonfo-cosenza-acr-messina-in-fuga-1010072.htmSi100427901,02,03010158
1581010041NewsCalcio EsteroLigue 1, 21a giornata:Lione con le polveri bagnate20130119093123Ligue 121a giornataCome capitò al PSG venerdì scorso contro l'Ajaccio, ieri sera il Lione ha racimolato solo un punto contro l'Evian ed ha visto sfumare la possibilità di una mini fuga.<BR>I punti in classifica sono ora 42 e il PSG tenterà domani&nbsp;l'aggancio sul campo del Bordeaux.&nbsp; Allo Stade de Gerland, il Lione&nbsp;aveva con tutti i favori del pronostico dalla propria parte ma non&nbsp;è stati in grado di capitalizzare le tante azioni da rete create. Punto d'oro per l'Evian che è in piena lotta per non retrocedere. <BR><BR>La squadra di Ancelotti affronterà domani i Girondini di Bordeaux senza Thiago Motta, squalificato per due giornate, e Thiago Silva infortunato. E' una gara da non fallire, ed appunto per questo Carletto Ancelotti&nbsp;si affiderà all'estro di&nbsp;Ibrahimovic, che nel frattempo ha abbandonato il 18 per indossare finalmente la sua amata casacca col numero 10, lasciata libera da Nene che è stato ceduto.<BR><BR>Intanto, stasera si giocherà il derby del Sud tra Marsiglia e Montpellier. L'OM è reduce dalla batosta in casa del Sochaux ed ha perso in settimana la stella Remy, trasferitosi al Qpr. Quella del Velodrome sarà una gara aperta a qualunque risultato, soprattutto perchè i campioni di Francia appaiono in netta ripresa ed in corsa per i posti europei.<BR><BR>Tutti&nbsp;i gol su: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/category/ligue-1/</A><BR><BR>Giocata Ieri<BR><BR><STRONG>Lione-ETG 0-0</STRONG><BR><BR>Oggi<BR><BR><STRONG>Marsiglia-Montpellier</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Reims</STRONG><BR><BR><STRONG>Lorient-Troyes</STRONG><BR><BR><STRONG>Brest-Saint Etienne</STRONG><BR><BR><STRONG>Ajaccio-Valenciennes</STRONG><BR><BR><STRONG>Tolosa-Nancy</STRONG><BR><BR>Domani<BR><BR><STRONG>Bastia-Rennes</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Nizza</STRONG><BR><BR><STRONG>Bordeaux-PSG</STRONG><BR><BR><BR><BR><BR><BR>FranciaFL0411FL0411ligue-1.jpgSiNligue-1-giornata-21-lione-solo-un-pari-contro-l-evian-1010041.htmSi100427901,02,03010216
1591009868NewsCalciomercatoPsg, parla Ibra: «Sono invecchiato di dieci anni»20130102204826Psg, Ibrahimovic, Lucas«Si parla molto di noi, siamo importanti«. Intanto arriva Lucas: «Giocatore fantastico«.Se c'è una canzone che può esprimere lo stato di <STRONG>Ibrahimovic</STRONG>, si tratta di<EM>&nbsp;Under Pressure</EM>. Lo svedese parla dal ritiro del <STRONG>Psg</STRONG> nell'esotica Doha, dove oggi in amichevole la compagine parigina ha sconfitto i campioni qatarioti del <STRONG>Lekhwiya</STRONG> per 5-1 (Lavezzi 16' e 39', Gameiro 59', Nené 61', Ménez 68' - Nilmar 18'). In campo nella ripresa anche <STRONG>Lucas</STRONG>, che al rientro in <STRONG>Francia</STRONG> dovrà dimostrare di valere i 40 milioni spesi per lui. Zlatan ne è già convinto: "E' un giocatore fantastico, molto veloce, lo conosco già perchè l'ho affrontato con la Svezia. Darà un grosso aiuto alla squadra". <br><br> Parlando della sua esperienza in terra francese, afferma: "In tre mesi sono invecchiato dieci anni. Mi era stato detto che ci sarebbero state meno pressioni ma non è così. Si parla molto di noi, significa che siamo importanti". Ibra guida la classifica marcatori della <STRONG>Ligue 1</STRONG> con 18 centri, ma non è ancora sazio. "Fare gol è il mio mestiere e intorno a me ho grandi compagni di squadra che mi aiutano molto. E' vero, ho segnato molti gol dal mio arrivo a Parigi e spero che continui. Nel 2013 voglio che le mie statistiche siano sempre buone. Nel calcio può succedere qualsiasi cosa, la squadra più forte può anche perdere. Siamo solo all'inizio del nostro progetto, vogliamo vincere tutto e fare la storia". Fra dieci giorni ritorna il campionato, contro l'Ajaccio: i corsi sono avvisati.<br><br>Doha, QatarFL0435FL0435877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-parla-ibra-sono-invecchiato-di-dieci-anni-1009868.htmSi100612201,02,03030333
1601009867NewsCalcio Estero104 volte Drogba: è lui il più letale20130102200839Drogba, Klose, Messi, Inzaghi, Iffhs, bomber, gol, JuventusL`Iffhs lo incorona miglior bomber del XXI secolo; Inzaghi il primo degli italiani.Il verdetto dei numeri è riportato dall'<STRONG>Iffhs</STRONG>, l'Istituto mondiale di storia e statistica del calcio: <STRONG>Didier Drogba</STRONG> è il bomber più prolifico del XXI secolo. Con 104 gol segnati in campo internazionale, l'ivoriano guadagna la vetta di questa speciale classifica. Un gradino più basso, a quota 94, dividono il secondo posto il laziale&nbsp;<STRONG>Miroslav Klose</STRONG>&nbsp;e <STRONG>Leo Messi</STRONG>. Più giù altri grandi del calcio mondiale, da <STRONG>Eto'o</STRONG> ad <STRONG>Ibrahimovic</STRONG>; mentre per trovare il primo italiano dobbiamo scendere fino alla trentaduesima posizione, in cui troviamo <STRONG>Filippo Inzaghi</STRONG> (57). <BR><BR>Dunque le statistiche lo confermano: la vena realizzativa di Drogba è superiore a quella di chiunque altro. Buona notizia per la <STRONG>Juventus</STRONG>, da tempo sulle tracce dell'attaccante in forza ai cinesi dello Shangai Shenua per sopperire alle carenze del settore avanzato. Tuttavia bisogna tener conto dell'età. Trentaquattro primavere sono poche per considerarsi finito, ma potrebbero essere troppe per risultare ancora competitivo sul palcoscenico europeo, dove è fondamentale, per chi vuole sperare di arrivare in fondo, avere un nome di peso nel reparto offensivo. Da notare il record di Messi che, a differenza di Drogba e Klose&nbsp;(coetanei tra loro), di anni ne ha ancora solo venticinque.&nbsp;E'&nbsp;allora lecito&nbsp;chiedersi dove arriverà la <EM>Pulce</EM>, che&nbsp;ci auguriamo salterà a lungo sui campi di tutta Europa.<BR><BR>Ecco la classifica completa:<br><br> &nbsp;<A href="http://www.iffhs.de/?788b42b90cc13ccf80391ad53d4f02f85fdcdc3bfcdc0aec70aeedb88384f0220a">http://www.iffhs.de/?788b42b90cc13ccf80391ad53d4f02f85fdcdc3bfcdc0aec70aeedb88384f0220a</A><BR><BR><br><br>FL0435FL0435drogba.jpgSiN104-volte-drogba-lui-il-piu-letale-1009867.htmSi100612201,02,03,06030267
1611009845NewsCampionatiSpeciale 2012: 365 giorni di gioie e dolori20121231182014calcioEmozioni e polemiche di un anno indimenticabile di calcioSta per finire anche quest'anno solare: è stato un 2012 indimenticabile per più e più motivi. Ci siamo entusiasmati per l'Italia di Prandelli, indignati per calcioscommesse, commossi per la morte di Morosini: è stato l'anno dell'esodo dei nostri big dal nostro campionato, del gran ritorno alla vittoria della Juve, del trionfo in Champions del nostro Di Matteo, in Premier di Mancini e tanto altro: riviviamo insieme in questo Speciale di <EM>IlCalcio24</EM> dove raggruppiamo tutte le emozioni degli ultimi 365 giorni.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>GENNAIO: <BR><BR>Pronti via, il 9 Gennaio, Leo Messi conquista il Pallone d'Oro. E' il suo terzo trionfo consecutivo. Come lui solo Cruijff, Van Basten e Platini. Alla fine dedica il trofeo a Xavi: <EM>"anche lui lo meritava di vincere".&nbsp; </EM>In Italia invece è tempo di calciomercato: Galliani chiude per Tevez, ricavando i soldi dalla cessione di Pato al Psg: Berlusconi però ci ripensa, tiene il Papero, e fa saltare tutto. La scelta non si rivelerà esattamente azzeccata. I rossoneri alla fine si consoleranno con Maxi Lopez in prestito dal Catania. Tra gli altri colpi l'Inter prende Guarin, la Juve Caceres, il Napoli Edu Vargas, mentre Thiago Motta vola al Psg.&nbsp;Il 15 Gennaio Diego Milito decide il derby: in panca in casa Inter siede Ranieri&nbsp;(subentrato da poco a Gasperini ndr) e il Principe sfrutta al meglio un erroraccio di Abate. Nerazzurri secondi dietro ad una Juve già tritatutto. In Inghilterra ritornano&nbsp;a casa due vecchietti coi piedi d'oro: Paul Scholes a Manchester, e Titì Henry all'Arsenal.<BR><BR>FEBBRAIO<BR><BR>Il secondo mese dell'anno parte col botto: Fabio Capello l'8 Febbraio si dimette dalla panchina dell'Inghilterra:&nbsp;il motivo scatenante è la revoca da parte della federazione della fascia di capitano a Terry, capitano per Don Fabio. Febbraio non lo gioca invece Zlatan Ibrahimovic: Milan-Napoli, Aronica&nbsp;attacca Nocerino dopo un fallo, Ibra&nbsp;gli rifila uno schiaffo e si becca tre punti saltando così il match scudetto con la Juve. Scontro che arriva il 24 Febbraio: è la partita dello scandalo, quella del gol&nbsp;di Muntari non visto dall'arbitro. Finisce 1-1 e&nbsp;le due squadre si pizzicheranno da qui alla fine del campionato&nbsp;su questa partita. Delude in campionato, ma vola in Champions il Napoli di Walter Mazzarri: i partenopei emozionano tutti e fanno innamorare l'Italia quando schiantano il Chelsea 3-1 al San Paolo grazie ai gol di Lavezzi e Cavani (doppietta)<BR><BR>MARZO<BR><BR>Muamba fa tremare l'Inghilterra: nel match del suo Bolton col Tottenham il giocatore si accascia a terra colpito da infarto. Decisivo l'utilizzo del defibrillatore che ha consentito che il calciatore arrivasse all'ospedale in gravissime condizioni si, ma ancora in vita. Il ragazzo ha da poco deciso di smenttere col calcio. In Italia la Juve è sempre più formidabile: cinque gol alla Fiorentina al Franchi e la consapevolezza di essere in grado di poter lottare fino alla fine. In Champions crollano Inter e Napoli: i nerazzurri perdono a Marsiglia 1-0 e vincono 2-1 a San Siro mentre i partenopei crollano 4-1 a Londra col Chelsea. Marzo intanto è anche il mese di Andrea Stramaccioni: la sua Inter Primavera vince la Next Generation (la Champions giovanile) e Moratti, dopo aver esonerato Ranieri, punta forte su di lui siedendolo sulla panchina della prima squadra.<BR><BR>APRILE<BR><BR>Questo è il mese dell'affondo decisivo della Juve e del sorpasso al Milan: i bianconeri tritano Napoli in casa e Palermo in trasferta, mentre i rossoneri prima si bloccano a Catania 1-1 e poi perdono incredibilmente 2-1 in casa con la Fiorentina. Decisivo il gol di Amauri, ex juventino. Aprile però è il mese più brutto di quest'anno per la terribile e assurda morte di Piermario Morosini: il calciatore al 31' del secondo tempo improvvisamente cade a terra colpito da infarto, l'autoambulanza tarda ad arrivare, i defibrillatori mancano e il Moro non ce la fa. Iniziano le polemiche, l'Italia si ferma, il mondo mostra solidarietà nei confronti dell'ex giocatore del Livorno e la sua maglia viene ritirata per sempre. Tornando al calcio giocato, in Spagna Mourinho e il suo Real espugnano il Camp Nou e volano verso la vittoria della Liga: anche in Champions i blaugrana crollano col Chelsea, che in finale troverà il Bayern Monaco che a sua volta ha battuto ai rigori il Real.<BR><BR>MAGGIO<BR><BR>Il mese inizia con la lite Ljaic-Rossi che fa il giro dell'Italia: è il 2 Maggio, il tecnico sostituisce il serbo con Olivera, lui la prende male, lo applaude e dice qualcosa all'allenatore, che non ci vede più lo aggredisce. Rossi a fine partita verrà esonerato dalla Fiorentina. Il 6 Maggio la Juve ritorna Campione d'Italia: i bianconeri battono il Cagliari in campo neutro e in contemporanea l'Inter disintegra nel derby il Milan. La settimana dopo in casa con la Juve è grande festa: Del Piero segna e saluta&nbsp;i suoi tifosi&nbsp;nel migliore dei modi. Lasciano&nbsp;tra le lacrime anche Inzaghi, Nesta e Seedorf.&nbsp;Cavani e Hamsik invece regalano la&nbsp;Coppa Italia alla Juve: battuti i bianconeri di Conte.&nbsp;All'estero Mancini vince la Premier, Di Matteo la Champions League. Si parte per le Nazionali: l'Europeo è in arrivo, ma non solo. Il 28 Maggio infatti ecco il colpo di scena: la Polizia irrompe a Coverciano con l'ordine di perquisire la camera di Mimmo Criscito, indagato per presunta combine insieme ai compagni Kaladze, Milanetto e Sculli. Prandelli ritiene che il giocatore non sia tranquillo e lo lascia a casa: convocato regolarmente Bonucci, indagato dalla procura di Bari. Esce fuori da un'altra indagine anche il nome di Antonio Conte: l'accua è quella di associazione a delinquere. <BR><BR>GIUGNO<BR><BR>Risalgno dal Purgatorio della Serie B il Toro e la Samp: assieme a loro il Pescara spettacolo di Zdenek Zeman, Verratti, Insigne e Immobile. Tutt'e quattro lasceranno la squadra a fine anno: il tecnico boemo ritorna a Roma tredici anni dopo. Iniziano intanto gli Europei: ci presentiamo con una squadra giovane su cui c'è tanta fiducia; le squadre da battere però sono la Germania e la Spagna: proprio con le Furie Rosse alla prima del torneo riusciamo a non perdere. Finisce 1-1, loro col tiqui taqua ci mettono in difficoltà. ma alla fine Totò Di Natale aggiusta le cose. Grazie alla Spagna e al mancato tra loro e la Croazia passiamo ai quarti dove troviamo l'Inghilterra, orfana di Capello da un pò di mesi: dominiamo il match ma non sblocchiamo il match. Si arriva ai rigori, Montolivo sbaglia, Pirlo segna di cucchiaio, Diamanti regala la semifinale. Tra noi e la finalissima c'è un solo ostacolo adesso: si chiama Germania, la solita avversaria di sempre, abbattuta però anche stavolta. Li dominiamo, Balotelli in 45' segna prima di testa e poi con una fucilata su cui Neur non può nulla. Nella ripresa meriteremmo di dilagare ma invece arriva allo scadere il 2-1 di Ozil su rigore: troppo tardi, è finale!<BR><BR>LUGLIO<BR><BR>1 Luglio: finale con la Spagna. Loro sono forti, però noi gli abbiamo tenuto testa nel girone: la nazione ci crede e quei ragazzi d'azzurro vestiti sono i nostri eroi. Il campo però dice tristemente altro: ci umiliano 4-0 e l'immagine finale di Balotelli in lacrime racchiude tutta la delusione d'un intero popolo. Si torna a casa: è tempo di mercato. Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva lasciano il Milan e si accasano al Psg&nbsp;dopo settimane di trattative: è un'operazione choccante nei prezzi visto che i rossoneri guadagnano tra soldi risparmiati e cash la bellezza di quasi 170 milioni d'euro. Il mese poi si chiude col botto: arrivano i deferimenti per calcioscommesse. Omessa denuncia per Conte,&nbsp;Pepe, &nbsp;Di Vaio&nbsp;(tra i 6 e i 12 mesi di squalifica per tutti e quattro), illecito sportivo per Bonucci e Portanova&nbsp;(fino a tre anni).<BR><BR>AGOSTO<BR><BR>Arrivano le sentenze: ilo 10 Agosto Antonio Conte viene squalificato per 10 mesi con l'accusa di omessa denuncia. Rispetto a quanto aveva chiesto Palazzi il tecnico bianconero ha avuto 5 mesi di sconto. Squalificato anche Alessio, in panca per l'inizio della stagione va Massimo Carrera: sul campo la Juve è la stessa dell'anno scorso e&nbsp;conquista&nbsp;il&nbsp;primo trofeo dell'anno contro il Napoli tra le polemiche generali. I bianconeri vincono 4-2 ai supplementari, i partenopei finiscono il match in 9 e non si presentano alla presentazione. Si ha comunque la sensazione che&nbsp;la squadra di Mazzarri possa lottare fino alla fine per lo scudetto.&nbsp;Fuori dal campo intanto impazza il mercato:&nbsp;Inter&nbsp;e Milan confezionano lo scambio Cassano-Pazzini, la Fiorentina&nbsp;acquista ben 12 giocatori nuovi, i&nbsp;rossoneri&nbsp;all'ultimo comprano pure&nbsp;De Jong e Bojan,&nbsp;la Juve prende Bendtner in attacco e la Roma brucia tutti per Balzaretti e&nbsp;Destro. Il campionato sta per iniziare.<br><br> SETTEMBRE<br><br> Il mese si apre con l'accordo tanto atteso: Alessandro Del Piero&nbsp;va in Australia&nbsp;per vestire la maglia del Sidney. Numero 10 per lui e una federazione, la A-League, che lo indica come ambasciatore nel mondo del campionato. La sua ex squadra intanto in campionato macina puntio su punti e ritorna in Champions con una prestazione maiuscola a Stanford Bridge col Chelsea: 2-2 il finale&nbsp;con prova maestosa di tutta la squadra e reti decisive di Vidal e Quagliarella dopo la doppietta iniziale di Oscar. Chi non sta bene invece è il Milan: i rossoneri mostrano il peggio&nbsp;di se e&nbsp;perdono sia in campionato che in&nbsp;Champions: Allegri cambia ben 4 moduli, ma la soluzione a tutto alla fine sembra essere Stephen El Shaarawy, astro nascente&nbsp;rossonero.<br><br> OTTOBRE<br><br> Tempo di derby:&nbsp;l'Inter di Stramaccioni&nbsp;parte da favorita contro i cugini del Milan e vince la stracittadina grazie al gol di Samuel a inizio match.&nbsp;Le polemiche arbitrali non mancheranno per via&nbsp;d'un&nbsp;gol annullato a Montolivo e&nbsp;per l'espulsione dubbia di Nagatomo. Settembre&nbsp;è il mese nero degli arbitri e il clou si ha durante Catania-Juve: ai rossazzurri viene annullato un gol regolarissimo mentre ai bianconeri viene convalidata una rete dubbia. Scoppia la bufera. Intanto a Conte&nbsp;viene&nbsp;ridotta la squalifica a 4 mesi: col Palermo lui ci sarà. In campo&nbsp;tra l'altro i bianconeri tritano 3-0 il Napoli.<br><br> NOVEMBRE<br><br> Inizio choc del mese: la Juve, imbattuta da 49 partite in campionato, perde in casa proprio con i "nemici" dell'Inter. In svantaggio grazie al gol di Vidal (viziato comunque da un grossolano errore arbitrale), i nerazzurri nella ripresa stupiscono tutti vincendo 1-3 grazie alle reti di Milito (due) e Palacio. Dopo il match dello Juventus Stadium però in nerazzurri incappano in un periodaccio: tra infortuni, squalifiche e scivoloni i punti dalla Juve aumentano. Nel Milan intanto esplode definitivamente El Shaarawy: il Faraone si conquista anche la Nazionale&nbsp;segnando per giunta&nbsp;contro la Francia. <br><br> DICEMBRE<br><br> L'ultimo mese dell'anno si apre col tormentone Sneijder: il giocatore, da due mesi ai box per infortunio, continua a non essere convocato, almeno finquando non firma il rinnovo, stando alle dichiarazioni di Branca. L'Inter chiede all'olandese di ridursi lo stipendio, ma Wes non ne vuole sentire: il 2013 sarà l'anno della sua cessione? Anche dicembre continua ad essere il mese della Juve: i bianconeri in Champions&nbsp;escono come prima del girone strapazzando in casa il Chelsea e andando a vincere in Ucraina con lo Shakthar; in Italia il 9 dicembre torna Conte (a Palermo, ndr) e con due turni d'anticipo Pirlo e co si laureano anche&nbsp;campioni d'Inverno. Messi intanto batte ogni record: con 90 gol è il giocatore che ha segnato più gol nella storia del calcio in un anno solare. <br><br> <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0141FL0141ilcalcio24-i-protagonisti-2012.jpgSiNspeciale-2012-365-giorni-di-gioie-e-dolori-1009845.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,09030483
1621009850NewsCalciomercatoL`imposta milionaria sul calciomercato: chi colpirà?20121230120223calciomercato, economia, IrapMilioni dalle big italiane se l`Irap verrà approvata. Ma chi viene danneggiato?Si aspetta solo il verdetto della Cassazione, che si esprimerà nei primi mesi del 2013, ma con ogni probabilità l'Irap verrà applicata anche sulle <STRONG>plusvalenze da calciomercato</STRONG>. Le società italiane così potrebbero ritrovarsi a dover pagare milioni di euro al fisco, in quanto verrebbero considerate nel calcolo dell'imposta tutti i trasferimenti dal 2001 ad oggi. Sul suo blog Marco Bellinazzo, giornalista di<EM> Il Sole 24 Ore</EM>, fa i conti in tasca alle big del pallone italiano. Ad esempio, applicando l'aliquota base del 3,9 %, l'<STRONG>Inter</STRONG> sarebbe costretta a pagare più di un milione di euro a fronte della plusvalenza dell'affare <STRONG>Ibrahimovic</STRONG> (circa 26 milioni). Ancora, il <STRONG>Napoli</STRONG> dovrebbe sborsare una cifra poco meno inferiore al milione in relazione alla cessione di <STRONG>Lavezzi</STRONG> al Psg. Ma non solo. Da <STRONG>Zidane</STRONG> a <STRONG>Vieri</STRONG>, passando per <STRONG>Kakà</STRONG>, fiumi di denaro&nbsp;verrebbero riscossi dall'Agenzia delle&nbsp;Entrate.&nbsp;<BR><BR>Tuttavia verrebbero danneggiate, secondo quanto riporta Bellinazzo, le società minori; quelle che non dispongono di illimitate risorse economiche come le regine del pallone. Infatti i club che tradizionalmente forniscono talenti alle grandi verrebbero colpiti gravemente dall'Irap, che tra l'altro intacca anche i guadagni di altra natura, come gli incassi dei botteghini. E' per questo che bisogna definire meglio il quadro della situazione, per evitare che il divario economico tra società milionarie e piccole squadre&nbsp;di serie minori si allarghi, penalizzando il calcio italiano che già si trova in crisi rispetto ai grandi campionati d'Europa. <BR><BR>FL0435FL0435pallone_soldi_ansa.jpgSiNl-imposta-milionaria-sul-calciomercato-chi-colpira-1009850.htmSi100612201,02,03,08030368
1631009837NewsCampionatiSerie A, il fantasma dell`anti-Juve20121227153344serie a, juventusSerie A JuventusChe ci crediate o no, qualcuno che possa impensierire la Juventus nella lotta scudetto non c’è ancora e di conseguenza nessuna delle inseguitrici può meritare l’appellativo di anti-Juve. Vi sono infatti ben 8 punti di differenza tra la capolista e la Lazio seconda, 9 tra Juventus e Inter e addirittura 17 dal Milan. Le scusanti sono molte: dal progetto giovane di Zeman, al rinnovo generazionale in casa interista, a quello dell’altra sponda di San Siro con tanto di perdita di fuoriclasse del calibro di Ibrahimovic e Thiago Silva, sottratti con forza al pubblico della Serie A, ormai demoralizzato nel vedere il loro successo al Paris Saint-Germain. Eppure questa Juventus non porta con sé il record dell’anno scorso di imbattibilità, né interna né esterna, poiché prima l’Inter a Torino per 3-1 e poi il Milan a San Siro per 1-0 hanno avuto la meglio sulla Torinese scudettata. Il campionato ne risente per spettacolo e ascolti, soprattutto se consideriamo il divario che le due milanesi, uniche squadre capaci di battere i bianconeri, mostrano in classifica dalla prima forza del campionato. Dati rassicuranti invece li mostrano le due outsider di questa edizione della Serie A che ha visto unirsi con prepotenza Fiorentina e Lazio alla corsa Champions.<br><br> La squadra allenata da Vladimir Petkovic, soprattutto grazie alla classe di un talento come Klose ormai noto a tutti da svariati anni, è riuscita a dettare il proprio gioco in molte occasioni contro squadre della portata di Milan e Roma, soffrendo però contro il Napoli, capace di sbarazzarsene con un rotondo 3-0. L’allenatore bosniaco sta trovando quindi la quadratura del cerchio con l’organico pressoché invariato rispetto a quello dell’anno scorso riuscendo ad acquisire il soprannome forse momentaneo di “anti-Juve”.<br><br> La Fiorentina, invece, è riuscita nella difficile impresa di mandare in goal il maggior numero di giocatori della propria rosa, superando così la Juventus in questa particolare classifica. Il gioco espresso da Montella è uno dei migliori mostrati in Italia grazie all’innesto di giocatori talentuosi come Pizarro, Aquilani, Rodriguez, Borja Valero e l’indimenticabile Toni.<BR>I gigliati si trovano così accodati in un lungo convoglio di inseguitrici con Lazio, Napoli, Roma e Inter, pronti a mettere la freccia e superare le concorrenti quando meno se l’aspettano.<br><br> Il Napoli, purtroppo per i suoi tifosi, non si sta dimostrando all’altezza di seguire le orme della Juventus fino a superarla; gli azzurri mostrano una debolezza a livello mentale che permette loro solo di affidarsi alla classe di pochi ma grandi talenti come Cavani, Hamsik e Insigne che, se non risultano in giornata, non riescono a portare i partenopei alla vittoria. Tutto ciò è anche dovuto alle pesanti questioni extracalcistiche che hanno penalizzato la società di 2 punti in classifica e l’hanno privata del loro capitano Cannavaro e di Grava.<br><br> Se la Juventus non espone un suo tesserato nella zona alta della classifica marcatori c’è un motivo ben preciso: questo progetto, non esageratamente costoso in stile PSG, mira a creare un organico coeso e forte del collettivo, capace di affrontare chiunque a testa bassa, sapendo soffrire e ripartire anche contro grandi avversari come il Chelsea, schiantato per 3-0 in Champions League.<br><br> Il Milan, dal canto suo, può contare sulla classe del giovane El Shaarawy, sempre più baby-fenomeno, in questa squadra totalmente cambiata rispetto all’anno scorso. Il Club di via Turati ha dovuto dapprima subire le critiche della tifoseria che non vedeva arrivare risultati positivi perfino contro squadre con obiettivi decisamente più modesti come Sampdoria e Atalanta e poi ha dovuto frenare gli entusiasmi dopo la vittoria contro la capolista Juventus. Il problema dei rossoneri risiede sicuramente in una difesa capace di prendere goal praticamente in ogni partita, contro qualunque avversario di qualsiasi livello tecnico.<br><br> L’altro club di Milano, l’Internazionale, dopo un mercato più che buono, non è riuscita a sfruttare al meglio il talento dei propri bomber al 100%, facendosi superare da club come l’Atalanta, Lazio, Parma fuori casa e trovando solo un pari interno contro Cagliari e Genoa, squadra in grande crisi.<BR>Per questo non ci stupiremmo se a breve anche Stramaccioni dovesse trovare il giusto equilibrio tra una difesa preparata e un attacco che potenzialmente dovrebbe segnare molti più goal. Siamo solo a Natale, bisogna dirlo, però la Juventus per ora può dormire sonni tranquilli.<br><br> Massimiliano Pappalardo<br><br>C1007650adm001adm001conte-6.jpgSiNserie-a-il-fantasma-dell-anti-juve-1009837.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030195
1641009822NewsCampionatiJuventus, Pirlo ottavo nel mondo: ecco la classifica di The Guardian20121225183258the Guardian Solo 67° BalotelliCome ogni anno The Guardian, noto tabloid inglese, ha stilato la classifica dei migliori cento giocatori del mondo attraverso un sondaggio tra undici esperti di calcio: primo Messi, seguito da Ronaldo, Xavi, Iniesta e Ibra.<BR><BR>Primo tra gli italiani Andrea Pirlo, ottavo: gli altri azzurri in lista sono Buffon (20°), Chiellini (50°), El Shaarawy (52°), Balotelli (67°), Bonucci (88°).<BR><BR>Di seguito la classifica completa:<BR><BR>1 Lionel Messi (Barcellona)<BR>2 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)<BR>3 Xavi (Barcelona)<BR>4 Andres Iniesta (Barcellona)<BR>5 Zlatan Ibrahimovic (PSG)<BR>6 Radamel Falcao (Atletico Madrid)<BR>7 Robin van Persie (Man Utd)<BR>8 Andrea Pirlo (Juventus)<BR>9 Yaya Toure (Man City)<BR>10 Edinson Cavani (Napoli)<BR>11 Sergio Aguero (Man City)<BR>12 Iker Casillas (Real Madrid)<BR>13 Neymar (Santos)<BR>14 Sergio Busquets (Barcelona)<BR>15 Xabi Alonso (Real Madrid)<BR>16 Thiago Silva (PSG)<BR>17 Mesut Ozil (Real Madrid)<BR>18 David Silva (Man City)<BR>19 Bastian Schweinsteiger (Bayern Munich)<BR>20 Gianluigi Buffon (Juventus)<BR>21 Luis Suarez (Liverpool)<BR>22 Sergio Ramos (Real Madrid)<BR>23 Vincent Kompany (Man City)<BR>24 Gerard Pique (Barcelona)<BR>25 Philipp Lahm (Bayern Munich)<BR>26 Willian (Shakhtar Donetsk)<BR>27 Marco Reus (Borussia Dortmund)<BR>28 Franck Ribery (Bayern Munich)<BR>29 Manuel Neuer (Bayern Munich)<BR>30 Ashley Cole (Chelsea)<BR>31 Wayne Rooney (Man Utd)<BR>32 Juan Mata (Chelsea)<BR>33 Thomas Muller (Bayern Munich)<BR>34 Mario Götze (Borussia Dortmund)<BR>35 Karim Benzema (Real Madrid)<BR>36 Cesc Fabregas (Barcelona)<BR>37 Oscar (Chelsea)<BR>38 Fernandinho (Shakhtar Donetsk)<BR>39 Javier Mascherano (Barcelona)<BR>40 Gareth Bale (Tottenham)<BR>41 Javier Zanetti (Internazionale)<BR>42 Daniele De Rossi (Roma)<BR>43 Dani Alves (Barcelona)<BR>44 Petr Cech (Chelsea)<BR>45 Mats Hummels (Borussia Dortmund)<BR>46 Carles Puyol (Barcelona)<BR>47 Angel Di Maria (Real Madrid)<BR>48 Carlos Tevez (Man City)<BR>49 Didier Drogba (Shanghai Shenhua)<BR>50 Giorgio Chiellini (Juventus)<BR>51 Marcelo (Real Madrid)<BR>52 Stephan El Shaarawy (Milan)<BR>53 Toni Kroos (Bayern Munich)<BR>54 Samuel Eto'o (Anzhi Makhachkala)<BR>55 Jordi Alba (Barcelona)<BR>56 Mario Gomez (Bayern Munich)<BR>57 Arturo Vidal (Juventus)<BR>58 Eden Hazard (Chelsea)<BR>59 James Rodriguez (Porto)<BR>60 Marouane Fellaini (Everton)<BR>61 Ramires (Chelsea)<BR>62 David Villa (Barcelona)<BR>63 Klaas Jan Huntelaar (Schalke)<BR>64 Nemanja Vidic (Man Utd)<BR>65 Joe Hart (Man City)<BR>66 Arjen Robben (Bayern Munich)<BR>67 Mario Balotelli (Man City)<BR>68 Mathieu Valbuena (Marseille)<BR>69 Pierre-Emerick Aubameyang (St Etienne)<BR>70 Robert Lewandowski (Borussia Dortmund)<BR>71 Hernanes (Lazio)<BR>72 Pedro (Barcelona)<BR>73 Santi Cazorla (Arsenal)<BR>74 Christian Eriksen (Ajax)<BR>75 Ezequiel Lavezzi (PSG)<BR>76 Joao Moutinho (Porto)<BR>77 Mario Mandžukić (Bayern Munich)<BR>78 Patrice Evra (Man Utd)<BR>79 David Luiz (Chelsea)<BR>80 Luka Modric (Real Madrid)<BR>81 Victor Wanyama (Celtic)<BR>82Mapou Yanga-M'Biwa (Montpelier)<BR>83 Hulk (Zenit St Petersburg)<BR>84 Darijo Srna (Shakhtar Donetsk)<BR>85 Emmanuel Mayuka (Southampton)<BR>86 John Terry (Chelsea)<BR>87 Kwadwo Asamoah (Juventus)<BR>88 Leonardo Bonucci (Juventus)<BR>89 Javier Pastore (PSG)<BR>90 Henrikh Mkhitaryan (Shakhtar Donetsk)<BR>91 Moussa Dembele (Tottenham)<BR>92 Hatem Ben Arfa (Newcastle)<BR>93 Samir Nasri (Man City)<BR>94 Shinji Kagawa (Man Utd)<BR>95 Wesley Sneijder (Internazionale)<BR>96 Pepe (Real Madrid)<BR>97 Marek Hamsik (Napoli)<BR>98 Javi Martinez (Bayern Munich)<BR>99 Diego Forlan (Internacional)<BR>100 Paulinho (Corinthians)<BR><BR>FL0141FL0141214204hp2.jpgSiNpirlo-ottavo-nel-mondo-ecco-la-classifica-di-the-guardian-1009822.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09030308
1651009813NewsCalcio EsteroLigue 1, 19a giornata: Psg campione d`inverno ma il Lione non molla20121223113210Ligue 119a giornataProsegue la lotta, entusiasmante, per la testa del campionato in Ligue 1. Dopo la vittoria del PSG, è arrivata&nbsp;ieri sera&nbsp;la replica del Lione,&nbsp;che ha sconfitto&nbsp;3-0 il Nizza ed ha agganciato così&nbsp;in vetta i parigini. Stasera toccherà al Marsiglia lanciarsi all'inseguimento del duo di testa anche se la partita non sarà semplicissima perchè il Saint Etienne è una squadra scomodissima. Da segnalare, infine, le brutte immagini viste nell'incontro tra l'Ajaccio e il&nbsp;Rennes: il 2-4 finale è condito dall'interruzione della partita per via dei tumulti dei tifosi di casa, che contestano con violenza&nbsp;la pessima&nbsp;stagione fin qui disputata. L'arbitro ha fatto rientrare negli spogliatoi le squadre, per poi tornare in campo e condurre la gara fino al termine. <BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Brest-PSG 0-3&nbsp;&nbsp; 55'Ibra-73'Gameiro-90'A.gol Mendy</STRONG><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Lille-Montpellier 4-1&nbsp;&nbsp; 24'A.gol Congrè-43'Payet-62'Roux-74'Mendes(L) - 82'Camara(M)</STRONG><BR><BR><STRONG>Ajaccio-Rennes 2-4&nbsp;&nbsp; 2'Mutu-42'Diawara(A) - 17'-72'Feret-44'Alessandrini-60'Diarra(R)</STRONG><BR><BR><STRONG>Bordeaux-Troyes 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-Nancy 4-2&nbsp;&nbsp; 9'Rothen-13'-63'Modeste-26'Yatabarè(B) - 51'Moukannjo-76'Luiz(N)</STRONG><BR><BR><STRONG>Lorient-Reims 2-2&nbsp;&nbsp; 6'Fortes-70'Courtet(R) - 48'Barthelme-90'Da Rocha(L)</STRONG><BR><BR><STRONG>Lione-Nizza 3-0&nbsp;&nbsp; 40'Lopez-56'Reveillere-77'Gomis</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Valenciennes-ETG</STRONG><BR><BR><STRONG>Tolosa-Sochaux</STRONG><BR><BR><STRONG>Marsiglia-Saint Etienne</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)PSG 38<BR>2)Lione 38<BR>3)Marsiglia 35<BR>4)Rennes 32<BR>5)Lorient 31<BR>6)Nizza 29<BR>7)Bordeaux 29<BR>8)Lille 29<BR>9)Saint Etienne 27<BR>10)Valenciennes 26<BR>11)Montpellier 26<BR>12)Tolosa 23<BR>13)Bastia 22<BR>14)Brest 21<BR>15)Reims 19<BR>16)ETG 19<BR>17)Ajaccio 19<BR>18)Sochaux 16<BR>19)Troyes 13<BR>20)Nancy 11<BR><BR><STRONG><BR></STRONG><BR>&nbsp;<BR><BR>FranciaFL0411FL0411877717-14768359-640-360.jpgSiNligue-1-giornata-19-psg-campione-d-inverno-lione-non-molla-1009813.htmSi100427901,02,03010157
1661009810NewsCalcio EsteroPremier League, 18a giornata: oggi in campo Chelsea e United20121223105121Premier League18a giornataVittoria di misura e sofferta&nbsp;dell’Arsenal al DW Stadium contro il Wigan.&nbsp;E' stato un incontro&nbsp;molto equilibrato con i padroni di casa spesso vicini al gol con il caotico Kone, bravissimo&nbsp;fino al limite dell’area. Alla fine la spuntano&nbsp;per gli uomini di Wenger grazie a un rigore trasformato da Arteta. Soffre anche il Manchester City, che&nbsp;strappa 3 punti all’ultimo respiro contro il Reading, grazie a un gol al 93esimo di Gareth Barry. Sfida per larghi tratti in mano agli uomini di Mancini, che non sono però riusciti mai a trovare il varco giusto per superare l’organizzazione difensiva degli ospiti allenati da McDermott. Alla fine risolve la zampata vincente di Barry. Risale la classifica, tornando alla vittoria, anche il Liverpool che ne rifila quattro al Fulham.<BR><BR>Grande attesa per i due incontri odierni.&nbsp;Lo United dovrà vedersela in Galles contro lo Swansea e il Chelsea cercherà rivincite contro l'Aston Villa.<BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Wigan-Arsenal 0-1&nbsp;&nbsp; 60'Arteta</STRONG><BR><BR><STRONG>Man.City-Reading 1-0&nbsp;&nbsp; 90'Barry</STRONG><BR><BR><STRONG>Newcastle-QPR&nbsp;1-0&nbsp;&nbsp; 81'Ameobi</STRONG><BR><BR><STRONG>Southampton-Sunderland 0-1&nbsp;&nbsp; 42'Fletcher</STRONG><BR><BR><STRONG>WBA-Norwich 2-1&nbsp;&nbsp; 23'Snodgrass(N) - 43'Gera-82'Lukaku(W)</STRONG><BR><BR><STRONG>West Ham-Everton 1-2&nbsp;&nbsp; 14'Cole(W) - 64'Anichebe-73'Pienaar(E)</STRONG><BR><BR><STRONG>Tottenham-Stoke 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Liverpool-Fulham 4-0&nbsp;&nbsp; 8'Skrtel-36'Gerrard-51'Downing-90'Suarez</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Swansea-Man.United</STRONG><BR><BR><STRONG>Chelsea-Aston Villa</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)Manchester U. 42<BR>2)Manchester C. 39<BR>3)Arsenal 30<BR>4)Tottenham 30<BR>5)Everton 30<BR>6)WBO 30<BR>7)Chelsea 29<BR>8)Liverpool 25<BR>9)Norwich 25<BR>10)Stoke 25<BR>11)Swansea 23<BR>12)West Ham 23<BR>13)Fulham 20<BR>14)Newcastle 20<BR>15)Sunderland 19<BR>16)Aston Villa 18<BR>17)Southampton 15<BR>18)Wigan 15<BR>19)QPR 10<BR>20)Reading 9<BR><BR><BR>InghilterraFL0411FL0411arteta.jpgSiNpremier-league-giornata-18-city-di-rigore-1009810.htmSi100427901,02,03010166
1671009809NewsCampionatiRoma-Milan 4-2, le pagelle: Top Lamela e De Rossi, Flop la difesa rossonera20121222224335Roma, Milan, LamelaZeman schianta la difesa rossonera. Finisce 4-2.All’Olimpico di Roma andava in scena l’ultimo match del 2012: si giocava per il sesto posto, cioè per l’Europa. <BR>La Roma per riprendere la marcia prepotente interrotta a Verona.<BR>Il Milan per non fermarsi più dopo il terribile periodo iniziale. <BR>Doveva essere un match equilibrato, tra due squadre a tratti anche simili.<BR>Doveva.<BR>Una partita a senso unico o senza senso, come preferite. <BR>I rossoneri di Allegri avevano già anticipato le festività, Natale o Capodanno non fa differenza. Una lezione di calcio, quella&nbsp;del boemo, a dir poco&nbsp;strepitosa: quattro gol che non lasciano spazio a recriminazioni e battibecchi.<BR>La Roma si scrolla il Milan di dosso e trionfa nuovamente.<BR>Il 2012 calcistico si conclude così, con El Shaarawy e Lamela, i due giovani più decisivi, con un Goicoechea in forma strepitosa (anche se impreciso nel finale) e con De Rossi che dimostra, nel suo ruolo naturale, la solita classe e la solita potenza.<BR><BR><BR>Risultato finale Roma-Milan 4-2: 12’ Burdisso, 23’ Osvaldo, 29’ Lamela, 60’ Lamela, 85’ Pazzini (R), 87’ Bojan<BR>Ammoniti: 14’ Yepes, 53’ Burdisso, 57’ Ambrosini, 80’ Mexes, 85’ Goicoechea<BR>Espulsi: 77’ Marquinhos<BR><BR>Roma (4-3-3): Gaoicoechea 7, Piris 7, Burdisso 7, Marquinhos 5.5, Balzaretti 6, Bradley 6, De Rossi 7.5, Pjanic 7, Lamela 8 (67’ Florenzi 6.5), Osvaldo 7 (67’ Destro 6), Totti 6.5 (79’ Romagnoli 6)<BR>All. Zeman 7<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia 5.5, De Sciglio 5, Yepes 4, Mexes 4, Constant 4.5, Ambrosini 4 (75’ Muntari 6), Montolivo 5, Nocerino 5 (55’ Pazzini 6), Boateng 5.5, Robinho&nbsp;5.5 (69’ Bojan 6) , El Shaarawy 5<BR>All. Allegri 5<BR><BR>Top Roma<BR><BR>Lamela: partita strepitosa, quella dell’argentino. Si era fermato, causa un lungo stop, dopo un inizio di stagione fantascientifico.<BR>Riprende&nbsp; da dove aveva lasciato: una doppietta splendida che gli consente di raggiungere quota 10 realizzazioni. <BR><BR>Flop Roma<BR><BR>Marquinhos: d’accordo, forse l’espulsione è un po’ troppo severa, ma resta il fatto che questa ingenuità mette una macchia tutta nera sulla buona prestazione del difensore brasiliano.<BR><BR>Top Milan<BR><BR>Pazzini: quanto meno conquista il rigore che riesce a trasformare senza problemi. Ma, di certo, questo non influisce sulla prestazione della squadra di Milano.<BR><BR>Flop Milan<BR><BR>La difesa rossonera: imbarazzante come&nbsp;la retroguardia&nbsp;di Allegri abbia subito&nbsp;così tanti gol di testa in questa stagione. Un disastro totale: per il Barcellona e il Camp Nou bisognerà inventarsi qualcosa, o comunque tornare sul mercato con il portafoglio pieno. <BR><BR>C1007650Roma, Stadio OlimpicoFL0882FL088220121119_osvaldo4.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009809.htmSi100877901,02,03,07030303
1681009808NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, si aspetta il centravanti20121222194545milanMilanSiamo arrivati quasi al mercato di gennaio.. e già iniziano a farsi vari nomi.. tra questi due in attacco Drogba e Balotelli.<BR>Per quanto il popolo rossonero stimi Balotelli (tifoso rossonero tra l'altro),l'uomo giusto per il Milan non è lui..ma Drogba.<br><br> Balotelli (a parte il carattere) ha caratteristiche "Personali".. tipo Ibrahimovic..e al Milan non serve.. a che serve essere dipendenti da un giocatore..se poi puoi averne uno migliore che gioca per la squadra?<br><br> Drogba è un giocatore che di fisico e di agilità sta messo bene.. ed è un giocatore che fa squadra..<BR>Il Milan Con Balotelli, si andrebbe bene,ma appena lo metterebbero in panchina,1 a Balo non andrebbe bene , 2 non sapremmo che fare.. (guarda l'anno scorso senza Ibra)<br><br> Drogba è un giocatore sia da area di rigore,sia assist-man sia gran tiratore..perfetto per il Milan, che quando incontra squadre con la difesa chiusa trova difficoltà..<br><br> Immaginate Un trio d'attacco.. Ema-Drogba-El Shaa<br><br> Emanuelson a crossare, con Drogba che potrebbe o fare sponda per qualche compagno o andare al tiro a rete.. El Shaarawy oltre che "Bomber" mette anche buoni palloni,con Drogba che li controlla e inventa qualcosa.. sarebbe meglio!<br><br> O sennò prendiamo il centrocampo.. i lanci di Montolivo,destinatario Drogba e da li inventa qualcosa o va alla conclusione..<br><br> Avremmo una specie di Ibra.. che però non crea (come la creava Ibra) dipendenza.. Poi Drogba è un giocatore di esperienza,in Champions potrebbe darci un'enorme mano..<br><br> Fabrizio Valeri<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNmilan-si-aspetta-il-centravanti-1009808.htmSiT1000027100075701,02,03,07030211
1691009789NewsCalcio EsteroLIVE ILCALCIO24 - Brest-PSG 0-3 - Guarda Ora20121221211739Ligue 1Video &nbsp;<BR>Al 55 Psg in vantaggio-. E' il solito Ibra a segnare. Link Video: <A href="http://videa.hu/videok/sport/brest-vs-psg-01-ibrahimovic-L77FU9uJzbol94bh?start=0.46">http://videa.hu/videok/sport/brest-vs-psg-01-ibrahimovic-L77FU9uJzbol94bh?start=0.46</A><BR><BR>Ibra sempre spettacolare. Link Video: <A href="http://videa.hu/videok/sport/fantastic-ibrahimovics-shot-6bdPcroXJgUqfLGj?start=1.948">http://videa.hu/videok/sport/fantastic-ibrahimovics-shot-6bdPcroXJgUqfLGj?start=1.948</A><BR><BR>Raddoppio Psg. E' Gameiro il marcatore con un tiro di destro da centro area palla indirizzata nell'angolino in basso a sinistra in seguito a un calcio da fermo Link Video: <BR><A href="http://videa.hu/videok/sport/brest-vs-psg-02-gameiro-vwQ1OUgRQieWavDL?start=0.227">http://videa.hu/videok/sport/brest-vs-psg-02-gameiro-vwQ1OUgRQieWavDL?start=0.227</A><BR><BR>Terzo gol del Psg. E' un' autorete di Bernard Mendy, che devia, sfortunatamente,&nbsp;&nbsp; ingannando il proprio portiere.&nbsp;&nbsp;<BR><BR>Il Paris Saint-Germain vince 3-0 a Brest e si laurea campione d'inverno. HIGHLIGHTS: <A href="http://videa.hu/videok/sport/brest-vs-psg-03-goals-highlights-xD6uKRP2ojx7tIaa?start=0.001">http://videa.hu/videok/sport/brest-vs-psg-03-goals-highlights-xD6uKRP2ojx7tIaa?start=0.001</A><BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>BrestFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNlive-ilcalcio24-brest-psg-video-1009789.htmSi100427901,02,0301089
1701009781NewsCalcio EsteroLiga, 17a giornata: crollo Levante nell`anticipo, oggi tocca a Valencia e At.Madrid20121221095315Liga17a giornata&nbsp;<BR><BR>Come anticipato ieri, il Rayo Vallecano "studia" per laurearsi come Levante del futuro e, infatti, i valenciani si sono scontrati contro un muro insuperabile in quel di Vallecas di Madrid. Primo tempo equilibrato ma, poi, i "fulmini" (questo è il significato di "Rayo") ne fanno 3 nella ripresa di cui due nei 10 minuti finali dell'incontro. La Real Sociedad prosegue la sua striscia positiva, arrivata già a sette risultati utili consecutivi, battendo il Siviglia 2-1 grazie alle reti del messicano Vela&nbsp; e di De la Bella, che realizza il gol vittoria da pochi passi sfruttando l'assist di Carlos Martinez. Nell'altro anticipo giocato ieri l'Espanyol, sulle ali dell'entusiasmo dopo il clamoroso pareggio ottenuto in casa del Real Madrid, trova la vittoria contro il Deportivo e abbandona l'ultima posizione in classifica, grazie ad un'eccezionale prestazione del portoghese Simao Sabrosa.<BR><BR>Stasera saranno impegnate il Valencia e l'At.Madrid. La prima, in evidente crisi di risultati in campionato&nbsp;si troverà&nbsp;di fronte un Getafe che, per qualnto altalenante, è pur sempre un rivale di tutto rispetto. La seconda sarà impegnata in casa contro il Celta e vorrà dimenticare al più presto la goleada subita la settimana scorsa da parte del Barcellona. Il Celta non è una squadra "scarsa", probabilmente meriterebbe qualche punto in più in classifica, almeno per il gioco espresso fin qui ma paga lo scotto di avere un reparto offensivo quasi nullo.<BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Rayo-Levante 3-0&nbsp;&nbsp; 59'Nacho-80'Piti-90'Vazquez</STRONG><BR><BR><STRONG>Espanyol-Deportivo&nbsp;&nbsp; 31'Simao-88'Stuani</STRONG><BR><BR><STRONG>Real Sociedad-Siviglia 2-1&nbsp;&nbsp; 18'Vela-69'De la Bella(R) - 49'Medel(S)</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Valencia-Getafe</STRONG><BR><BR><STRONG>At.Madrid-Celta</STRONG><BR><BR>Giocano Domani<BR><BR><STRONG>Betis-Maiorca</STRONG><BR><BR><STRONG>Valladolid-Barcellona</STRONG><BR><BR><STRONG>Osasuna-Granada</STRONG><BR><BR><STRONG>Malaga-Real Madrid</STRONG><BR><BR><STRONG>At.Bilbao-Real Saragozza</STRONG><BR><BR><BR><BR>SpagnaFL0411FL0411falcao.jpgSiNliga-giornata-17-cade-il-levante-oggi-di-scena-valencia-e-atletico-1009781.htmSi100427901,02,03010152
1711009768NewsCampionatiIlCalcio24 awards 2012, categoria attaccanti: Stephan El Shaarawy20121220125033el shaarawyVOTATEEE!Impossibile non candidare il Faraone come miglior attaccante 2012: un'annata da ricordare per il giovane classe '92 esploso definitivamente in questa stagione con l'addio di Ibrahimovic. Grande tecnica, forte fisicamente, veloce, Stephan rappresenta la faccia nuova del nostro calcio, quello per cui i bambini impazziscono e che cercano ndi imitarlo, anche per via di quella bizzarra cresta che fa già tendenza. Cresce nelle giovanili del Genoa, che lo fa esordire in prima squadra nel 2008 a 16 anni&nbsp;diventando così il più giovane esordiente in Serie A: va in prestito al Padova in B nel 2010 dove realizza 7 gol in 25 partite entusiasmando tutti. Il giocatore cresce che è una meraviglia e Galliani fiuta l'affare e lo acquista nel 2011. Stephen esordisce in nazionale nel 2012 e conta gà un gol in tre presenze. Col Milan invece già&nbsp;51 gettoni e&nbsp;20 reti. C1007650FL0141FL0141el-shaarawy-6.jpgSiNilcalcio-24-awards-2012-categoria-attaccanti-stephen-el-shaarawy-1009768.htmSiT1000027100205001,02,03,06,07,08,09030179
1721009765NewsCoppeSorteggi Champions ed Europa League: ecco le insidie per le italiane20121220095953champions league europa leagueRischio Real per la Juve, Psg per il MilanOggi alle 11:30 a Nyon si terranno i sorteggi per gli ottavi di Champions League con Juve e Milan&nbsp;uniche&nbsp;italiane rimaste&nbsp;in gioco: andiamo a vedere.<BR><BR>La Juve è inserita nel girone delle prime e l'ostacolo più pericoloso è il Real Madrid di Mourinho e Cristiano Ronaldo. I <EM>galacticos </EM>non sono in un bel periodo ma sono gente abituata a vincere e che qui quindi si risveglia nei momenti che contano: fuori dalla lotta per il campionato a Madrid si punta dritto alla coppa. Occhio anche all'Arsenal: non c'è più Van Persie e la squadra è meno solida dell'anno scorso, ma individualità come Cazorla, Giroud, Podolski e soprattutto Walcott non sono da trascurare. Gioca benissimo invece il Porto, che battuto il Psg nel suo girone, e che col duo colombiano Martinez-Rodriguez fa paura. Non preoccupano più di tanto il Valencia, decaduta e uscita prima da un girone piuttosto accessibile, il Galatasaray dell'ex Felipe Melo e il Celtic Glasgow, spinto dall'entusiasmo d'aver battuto il Barca ma in realtà poca cosa.<BR><BR>Rischia grossissimo il Milan invece; l'unico sorteggio abbordabile (e anche molto) sarebbe lo Shalke 04, in grossissima crisi ultimamente e comunque niente rispetto a quello che propone il resto dell'urna:&nbsp;ossia il Manchester United della coppia Van Persie-Rooney, il Barca strafavorito di Messi, il Borussia Dortmund spettacolare dei giovani terribili Reus, Goetze, Lewandowski e compagnia bella, il Bayern Monaco di Ribery e Robben e soprattutto il Psg dei tre grandi ex Ibra, T.Silva e Ancelotti.<BR><BR>In Europa League pericolo Chelsea per Inter e&nbsp;Napoli, occhio all'Atletico Madrid per Lazio.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141champions.jpgSiNsorteggi-champions-ed-europa-league-ecco-le-insidie-per-le-italiane-1009765.htmSi100205001,02,03,06,07,08030270
1731009706NewsCalcio EsteroPremier League, 17a giornata: chi ferma lo United?20121217085024Premier League17a giornata&nbsp;<BR><BR>Manchester City e United vincono entrambe per 3-1 e guidano la classifica. United mantiene i 6 punti di vantaggio sui "Citizens. Il Tottenham aggancia il terzo posto grazie alla vittoria di misura sullo Swansea ed anche al fatto che il Chelsea non ha giocato a causa dell'impegno valido per il mondiale per club.&nbsp;Il gol&nbsp;partita nasce da una punizione calciata dalla destra; classico mucchio in area e&nbsp;pallone che finisce&nbsp;sui piedi di Vertonghen, lesto a battere Tremmel da distanza ravvicinata. I londinesi resistono, nel finale, al disperato assedio dei gallesi e portano a casa il terzo successo interno consecutivo. Brutto tonfo, invece, quello del Liverpool, sconfitto ad Anfield 1-3 dall’Aston Villa. Di fatto i Reds hanno dato vita ad una brutta prestazione e la conseguenza è stata&nbsp;un&nbsp;pessimo risultato. Tante emozioni ma nessuna rete nell’altro posticipo di giornata che vedeva opposto il West Bromwich Albion al West Ham di Sam Allardyce. Gara equilibrata con una ripresa&nbsp;più divertente&nbsp;e i locali che colpiscono in pieno la traversa. Per il WBA un pareggio utile a interrompere la serie negativa delle ultime giornate.<BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Newcastle-Man.City&nbsp;1-3&nbsp; &nbsp;10'Aguero-39'Garcia-78'Tourè(M) - Ba(N)</STRONG><BR><BR><STRONG>Stoke-Everton 1-1&nbsp;&nbsp; 36'A.gol Shawcross(E) - 52'Jones(S)</STRONG><BR><BR><STRONG>Chelsea-Southampton Rinviata</STRONG><BR><BR><STRONG>Liverpool-Aston Villa 1-3&nbsp;&nbsp; 29'-51'Benteke-41'Weimann(A) - 87'Gerrard(L)</STRONG><BR><BR><STRONG>Man.United-Sunderland 3-1&nbsp;&nbsp; 16'VanPersie-19'Cleverley-59'Rooney(M) - 72'Campbell(S)</STRONG><BR><BR><STRONG>QPR-Fulham 2-1&nbsp;&nbsp;&nbsp; 52'-68'Taarabt(Q) - 88'Petric(F)</STRONG><BR><BR><STRONG>Norwich-Wigan 2-1&nbsp;&nbsp; 15'Pilkington-64'Hoolahan(N) - 51'Maloney(W)</STRONG><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Tottenham-Swansea&nbsp;1-0&nbsp;&nbsp; 75'Vertonghen</STRONG><BR><BR><STRONG>WBA-West Ham 0-0</STRONG><BR><BR>Oggi<BR><BR><STRONG>Reading-Arsenal</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)Manchester U. 42<BR>2)Manchester C. 36<BR>3)Chelsea 29<BR>4)Tottenham 29<BR>5)Everton 27<BR>6)WBO 27<BR>7)Norwich 25<BR>8)Arsenal 24<BR>9)Stoke 24<BR>10)Swansea 23<BR>11)West Ham 23<BR>12)Liverpool 22<BR>13)Fulham 20<BR>14)Aston Villa 18<BR>15)Newcastle 17<BR>16)Sunderland 16<BR>17)Southampton 15<BR>18)Wigan 15<BR>19)QPR 10<BR>20)Reading 9<BR><BR><BR><BR>InghilterraFL0411FL0411922338-15303954-640-360.jpgSiNpremier-league-giornata-17-1009706.htmSi100427901,02,03010172
1741009704NewsCalcio EsteroLIVE ILCALCIO24 Psg-Lione 1-0 - Guarda ora20121216215846Ligue 1Video&nbsp;PSG che batte il Lione per 1-0 grazie al goal di Matuidi nel finale di primo tempo. <br><br> Al 45'+2, proprio quando sembrava che il primo tempo si chiudesse sullo 0-0, arriva la zampata vincente del PSG. Palla recuperata a limite della propria area da Thiago Silva, contropiede veloce dei parigini con palla che finisce sui piedi di Ibrahimovic aulla destra. Cross a centro area dello svedese e Matuidi colpisce di testa superando Vercoutre. Link Video: <A href="http://videa.hu/videok/sport/psg-vs-olympique-lyon-10-matuidi-Zj8GYgWQve4D8HAL?start=0.151">http://videa.hu/videok/sport/psg-vs-olympique-lyon-10-matuidi-Zj8GYgWQve4D8HAL?start=0.151</A><BR><BR><br><br>ParigiFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNlive-ilcalcio24-psg-lione-video-1009704.htmSi100427901,02,03010134
1751009681NewsCampionatiPremier League, City chiama United risponde: successi per le due di Manchester20121216022547premier leaguePremier LeagueSono state sei le partite giocate oggi nella massima serie del campionato inglese, la 17esima giornata di Premier si è aperta alle 14.30 con la vittoria per 3-1 dei Citizens ai danni del Newcastle, in gol per gli uomini di Mancini (senza Balotelli in campo) Aguer (10'), Javi Garcia (39') e Yaya Tourè (88') intervallata dalla rete in apertura di secondo tempo dell’attaccante bianco-nero Ba (51'), per gli uomini di Alan Pardew è la seconda sconfitta consecutiva in campionato, e vengono scavalcati in classifica dall’Aston villa che, batte fuori casa uno sprecone Liverpool per 3-1 con la doppietta di Benteke e in mezzo il gol di Weimann, inutile, il gol di Gerrard nel finale di partita, che non evita ai suoi la quinta sconfitta in campionato. Unico pareggio di giornata è l’1-1 tra Stoke City ed Everton che si dividono la posta in palio con un gol per tempo in una partita pressocchè equilibrata, l’Everton rimane così quarto in attesa della partita di domani del Tottenham impegnato in casa con lo Swansea. Fa un balzo in avanti in classifica il Norwich City che, batte di misura, 2-1, uno spento Wigan che, dopo aver raggiunto il pareggio con Malooney, si lascia sorprendere poco dopo dall’attaccante di casa Hoolahan; per la squadra di casa si tratta del decimo risultato utile consecutivo mentre il Wigan scende al terz’ultimo posto della graduatoria. Colpo grosso invece per il QPR che coglie la sua prima vittoria in campionato, imponendosi per 2-1 sul Fulham, eroe di giornata il marocchino Taarbat autore di una doppietta che stronca la difesa distratta del Fulham che nel finale cerca di raddrizzare il match, ma che produce solo il gol, inutile, di Petric a 5' dal termine fermandosi così per la quinta volta in campionato; chi non si ferma invece, è il Manchester Utd . Gli uomini di Ferguson colgono la quattordicesima vittoria del campionato e mantengono il +6 sui rivali del City, già in avanti per 2-0 nel primo tempo i Red Devils chidono la pratica già al 14' del secondo tempo grazie al 3-0 momentaneo, l’unica vera grande distrazione della difesa della capolista, frutta il gol di Campbell 71' , poi solo ordinaria amministrazione. Per chiudere la giornata mancano all’appello oltre alla già citata partita degli Spurs, l’Arsenal, impegnata lunedì col Reading e il match tra WBA e West Ham, e naturalmente la partita posticipata tra Chelsea e Southampton, in virtù dell’impegno dei Blues nel mondiale per club.<BR><BR>Fabrizio Passalacqua<BR><BR>adm001adm001aguero.jpgSiNpremier-league-city-chiama-united-risponde-successi-per-le-due-di-manchester-1009681.htmSi100075701,02,03030148
1761009647NewsCampionatiInter, con la Lazio ancora fuori Sneijder20121214132755lazio, interLazio InterAndrea Stramaccioni ha convocato 23 giocatori per Lazio-Inter, gara valida per l'anticipo della 17^ giornata della Serie A Tim 2012-2013 in programma domani, sabato 15 dicembre, allo stadio "Olimpico" di Roma. Niente da fare anche questa volta per Wesley Sneijder, tenuto fuori dall'elenco così come Ricardo Alvarez. Torna Walter Samuel dopo la squalifica. Ecco la lista: <br><br> Portieri: 1 Samir Handanovic, 12 Luca Castellazzi, 27 Vid Belec;<br><br> Difensori: 4 Javier Zanetti, 6 Matias Silvestre, 23 Andrea Ranocchia, 25 Walter Samuel, 28 Simone Pasa, 31 Alvaro Pereira, 33 Ibrahima Mbaye, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan, 55 Yuto Nagatomo;<br><br> Centrocampisti: 14 Fredy Guarin, 17 MacDonald Mariga, 19 Esteban Cambiasso, 21 Walter Gargano, 24 Marco Benassi, 41 Alfred Duncan;<br><br> Attaccanti: 7 Philippe Coutinho, 8 Rodrigo Palacio, 22 Diego Milito, 99 Antonio Cassano.<br><br>C1007650adm001adm001WES10.jpgSiNinter-con-la-lazio-ancora-fuori-sneijder-1009647.htmNoT1000026100075701,02,03030190
1771009622NewsCalcio EsteroLigue 1, 17a giornata: passo falso casalingo del Lione, Marsiglia e Psg a -320121213085233Ligue 117a giornataE' più corta la classifica del campionato francese dopo il turno infrasettimanale valido per la 17a giornata. Abbiamo già ampiamente parlato della conviincente prestazione del Psg, che ha&nbsp;travolto il Valenciennes.<BR><BR>La capolista Lione a sorpresa non va oltre il pari casalingo col Nancy, che adesso lascia l'ultima posizione. Anzi, allo Stade de Gerland, le cose per la capolista sono state più complicate del previsto visto che&nbsp;sono stati proprio gli ospiti a passare in vantaggio con Loties, mentre il pareggio è arrivato solo all'83' con Bastos che ha battuto Gregorini con&nbsp;la complicità di una deviazione. Vince anche il Marsiglia che era impegnato in Corsica contro il Bastia e rimane agganciato al Psg in seconda posizione a tre punti dal Lione.<BR><BR>Giocate Martedì<BR><BR><STRONG>Valenciennes-Psg 0-4&nbsp; 28'-49-54'Ibra-82'Lavezzi</STRONG><BR><BR><STRONG>Nizza-Rennes 1-0&nbsp;&nbsp; 66'Cvitanich</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Tolosa 2-0&nbsp; 55'Basa-83'Payet</STRONG><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Lione-Nancy 1-1&nbsp; 74'Loties(N) - 83'Bastos(L)</STRONG><BR><BR><STRONG>Lorient-Sochaux 2-0&nbsp;&nbsp;44'Traorè-53'Kone</STRONG><BR><BR><STRONG>Ajaccio-Reims 2-0&nbsp;&nbsp; 31'Mutu-77'a.gol Tacalfred</STRONG><BR><BR><STRONG>Brest-Montpellier 1-2&nbsp;&nbsp; 14'Vasat(B) - 21'a. gol Martial-57'Utaka(M)</STRONG><BR><BR><STRONG>Etg-Troyes 2-0&nbsp;&nbsp; 30'-71'Barbosa</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-Marsiglia 1-2&nbsp; 15'Valbuena-70'Ayew(M) - 82'Modeste(B)</STRONG><BR><BR>Oggi <STRONG>Bordeaux-Saint Etienne</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)Lione 35<BR>2)Marsiglia 32<BR>3)PSG 32<BR>4)Lorient 27<BR>5)Saint Etienne 26<BR>6)Bordeaux 26<BR>7)Valenciennes 26<BR>8)Rennes 26<BR>9)Nizza 26<BR>10)Lille 25<BR>11)Tolosa 23<BR>12)Montpellier 23<BR>13)Bastia 19<BR>14)ETG 19<BR>15)Ajaccio 19<BR>16)Brest 18<BR>17)Reims 17<BR>18)Sochaux 16<BR>19)Nancy 10<BR>20)Troyes 9<BR><BR><BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FranciaFL0411FL0411173977hp2.jpgSiNligue-1-giornata-17-pari-lione-psg-e-marsiglia-a-meno-tre-1009622.htmSi100427901,02,03010180
1781009605NewsCalcio EsteroLigue 1, 17a giornata: spettacolare poker del Psg, stasera di scena la capolista Lione20121212083440Ligue17a giornata&nbsp;<BR><BR>Vince e convince il Psg di Ancelotti, che rifila un poker a domicilio al Valenciennes e riduce la distanza che lo separa dalla capolista Lione, che, però, sarà impegnato stasera in casa contro il fanalino di coda Nancy. Primo tempo equilibrato, coi padroni di casa molto intraprendenti ma Ibra è in campo e, poco a poco, i parigini guadagnano metri fino ad asfissiare i padroni di casa nella loro metà campo. E' proprio lo svedese a sbloccare alla mezz'ora. Nel secondo tempo non c'è storia, il Psg dilaga, Ibra realizza un hat-trick, e non solo porta a casa tre punti importantissimi ma espugna uno dei campi più ostici dell'intero campionato francese.<BR><BR>Negli altri due incontri vittorie casalinghe per il Nizza e il Lille. La prima approfittando di una doppia superiorità numerica per via delle espulsioni di Kana Biyik e Jebbour, la seconda vincnedo meritatamente e riportandosi nelle zone "europee" della classifica. <BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Valenciennes-Psg 0-4&nbsp; 28'-49-54'Ibra-82'Lavezzi</STRONG><BR><BR><STRONG>Nizza-Rennes 1-0&nbsp;&nbsp; 66'Cvitanich</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Tolosa 2-0&nbsp; 55'Basa-83'Payet</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Lione-Nancy</STRONG><BR><BR><STRONG>Lorient-Sochaux</STRONG><BR><BR><STRONG>Ajaccio-Reims</STRONG><BR><BR><STRONG>Brest-Montpellier</STRONG><BR><BR><STRONG>Etg-Troyes</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-Marsiglia</STRONG><BR><BR>Domani<BR><BR><STRONG>Bordeaux-Saint Etienne</STRONG><BR><BR><BR><BR>FranciaFL0411FL0411C_27_photogallery_7028_listphoto_itemPhoto_3_immagine.jpgSiNligue-1-giornata-17-poker-del-psg-stasera-tocca-al-lione-1009605.htmSi100427901,02,03010238
1791009602NewsCampionatiLigue 1, Ibrahimovic e Lavezzi trascinano il Psg al successo20121211205457ligue 1, psg, valenciennesLigue 1 Psg ValenciannesIl padrone della Ligue 1 ha un nome e un cognome: Zlatan Ibrahimovic. Davvero troppo forte lo svedese per giocare in un campionato cosi modesto e infatti anche stasera contro il Valenciennes ne ha fatti tre. E con questi sono 17 in 14 partite, una media mostruosa. La partita si è chiusa sul 4a0 per il Psg di Ancelotti col quarto gol messo a segno da un rinvigorito Lavezzi che si stà riprendendo bene dopo un avvio davvero stentato per uno con la sua classe. Partita non bellissima ma per i parigini stasera era importante vincere per non staccarsi troppo dalla capolista Lione anche in vista dello scontro al vertice in programma domenica sera al Parco dei Principi. Primo tempo con poche occasioni, solo qualche tiro da lontano del Valenciennes, che però non impensieriscono Sirigu, e qualche contropiede del Psg. Il gol è arrivato a metà del tempo con un cross di Menez per Lavezzi che tira in porta, sulla traiettoria si avventa Ibra che nn ha problemi a fare gol. Poche emozioni fino al riposo, dal quale il psg torna molto più voglioso di chiudere la partita. Infatti dopo nemmeno quattro minuti della ripresa Ibra approfitta di una corta respinta del portiere avversario per fare 2 a 0. Passa un'altra manciata di minuti e ancora lo svedese sfrutta al meglio un assist al bacio di Menez e fà comodamente 3 a 0. Partita ovviamente chiusa con Ibra che prova in tutti i modi a far segnare Menez senza però riuscirci. Il quarto sigillo lo mette a segno Lavezzi su assist di Verratti, appena subentrato a Thiago Motta. Adesso tutti concentrati per lo scontro di domenica col Lione. Ma con un Ibra così...<BR><br><br> Orlando Cacciotti<br><br>adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNligue-1-ibrahimovic-e-lavezzi-trascinano-il-psg-al-successo-1009602.htmSi100075701,02,03030189
1801009601NewsCampionatiInter, la riscossa è servita e la rincorsa continua20121211193541interInter Quattro punti. Sembrano tanti e sembrano infiniti, ma la realtà dice che non lo sono. <BR>Lo dice il passato, lo dice la storia: circa un anno fa il Milan di Ibrahimovic e Thiago Silva trascinava i diavoli, a diverse lunghezze di vantaggio sui bianconeri, verso uno scudetto che sembrava più che ragionevole. Una crisi, più mentale che fisica ha causato l’epilogo a tutti noto. Nulla è impossibile soprattutto per la convinzione e la determinazione che si possono scorgere sui volti affaticati e sudati dei nerazzurri. Esiste un forte sentimento all’interno dello spogliatoio milanese che porta a pensare che, malgrado il gap tecnico, ce la si possa fare.<BR>Quattro, non sono solo i punti di distacco tra Juventus e Inter. Perché quattro è anche il numero dei big match affrontati fino ad ora.&nbsp; Stramaccioni è riuscito nell’impresa che sino a questo momento nessuno è riuscito a compiere: battere in fila Milan, Fiorentina, Juventus e, appunto, Napoli. Non robetta da poco, tanto per usare un eufemismo.&nbsp; Due derby e due vittorie per il tecnico romano, l’unico, ad aver espugnato lo Juventus Stadium, territorio proibito per qualsiasi sogno e speranza.&nbsp; Battere, poi, i partenopei di Mazzarri nel loro momento migliore è merito di una grande intelligenza del mister ex primavera che è riuscito a forgiare una squadra duttile e in grado di adattarsi e conformarsi a seconda delle esigenze che le partite più varie causano. Quattro, però, sono anche le sconfitte del team di Moratti in questo campionato: decisamente troppe. Se risulta ‘facile’, o comunque accessibile per i nerazzurri annichilire le big italiane e le avversarie dirette, altrettanto difficile è sconfiggere avversarie di calibro minore: tralasciando la sconfitta contro la Roma, unico vero match di un certo livello da cui gli interisti sono usciti con le gambe rotte, le altre ad aver incrinato la difesa neroblu sono in ordine Siena, Atalanta e Parma, non certo squadre straordinarie.<BR>Cadute da cui Milito e compagni sono riusciti a rialzarsi, sempre e con forza, con vigore. <BR>Non mollare per esaltare una piazza che esaltata sembra già. E allora perché non crederci? In realtà alcuni motivi ci sarebbero: i bianconeri del ritrovato e ritornato Conte viaggiano come dei treni ad alta velocità e non sembrano voler mollare un colpo.&nbsp; La speranza, in casa Inter, si chiama Champions League: sia quella competizione che l’anno prossimo Stramaccioni vuole provare sulla propria pelle, sia quel torneo che potrebbe togliere energie importanti al team di Torino.&nbsp; Essere impegnati in più fronti, come già detto, può causare danni collaterali e opposti a quanto si potesse pensare e volere. Ma, ovviamente, Moratti e società non possono basarsi esclusivamente su un calo di tensione da parte della Juventus. <BR>Serve azione, serve, per così dire, mercato.&nbsp; Meno di un mese all’apertura di quello che sarà un calciomercato infuocato con squadre in evidente surplus di giocatori da smerciare e altre con necessità palese di investire e rinforzarsi. I nerazzurri dovranno intervenire su più fronti: se l’addio di Silvestre sembra logico, il difensore centrale non sembra l’esigenza immediata. Con un Cambiasso così duttile e un Chivu che prima o poi dovrà pur tornare, gli occhi di Branca devono essere fissi su due altri obiettivi: un regista, fondamentale per la qualità in mezzo al campo, e una punta che riesca a sostituire il Principe di Milano nei momenti complicati. Obiettivi chiari, su tutti i fronti. La corsa ai campioni d’Italia continua.C1007650FL0882FL0882922535-15306318-640-360.jpgSiNinter-la-riscossa-e-servita-la-rincorsa-continua-1009601.htmSiT1000026100877901,02,03,08030212
1811009592NewsCampionatiMilan, l`assenza di De Jong potrebbe pesare20121211094326milan, de jongMilan De JongDavvero una brutta tegola per il Milan l'infortunio di Nigel de Jong. Proprio adesso che il tulipano stava giocando come ai tempi del city è arrivata questa mazzata,rottura del tendine d'achille. Non è iniziata nel migliore dei modi la sua stagione e subito la critica nn si è fatta attendere nel giudicare inutile il suo arrivo alla corte di Allegri.Ma l'olandese nn si è buttato giù e partita dopo partita è migliorato sensibilmente cosi come tutto il milan,tanto che nell'ultimo mese e mezzo in cui il diavolo ha recuperato molte posizoni de jong è stato un elemento imprescindibile per il mister. Adesso sarà difficile sostituirlo. Certo in rosa c'è un certo Massimo Ambrosini,ma chiedere al capitano (soprattuto per la sua nn più giovanissima età) di giocare titolare per sei mesi sembra un azzardo.Le altre due alternative paventate dal dott. Galliani sono Muntari e Strasser.Partiamo analizzando la situazione del ghanese.Dopo aver disputato sei mesi alla grande nella scorsa stagione purtroppo durante le vacanze estive si è procurato la rottura dei legamenti e di conseguenza l'arrivederci al campo fino al 2013. Dopo una reducazione che sembrava poterlo riportare in campo prima del previsto, il centrocampista della nazionale ghanese ha avuto i soliti intoppi che accadono a coloro che subiscono questo tipo di infortuni.Adesso sembra pronto per rientrare in Coppa Italia ma pensare di affidarsi a un giocatore che è stato fermo 6 mesi sembra abbastanza rischioso.Passiamo alla situazione di Rodney Strasser. Anche lui come Muntari viene da un lungo infortunio e sinceramente nn sembra in grado di poter giocare titolare in una squadra come il Milan.Quindi a mio modo di vedere l'unica soluzione per poter sostituire degnamente de Jong è tornare sul mercato. Molti tifosi chiedono il grande colpo,ma si è ormai capito che il calcio italiano non può più permettersi gli esborsi milionari che poteva reggere fino a qualche anno fà,quindi sia Galliani che Braida devono ingegnarsi per trovare un nome all'altezza senza spendere troppo.A meno che il Presidente Berlusconi nn voglia fare un regalo ai tifosi milanisti in questo periodo di campagna elettorale. Ma sembra un'utopia più che realtà dopo le cessioni estive di Ibra e Thiago.Saremo qui in questo mese di mercato ad attendere il colpo del Milan che sicuramente arriverà nonostante le smentite di rito.<BR><BR>Orlando Cacciotti<BR><BR>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-l-assenza-di-de-jong-potrebbe-pesare-1009592.htmSiT1000027100075701,02,03,07030271
1821009580NewsCalcio EsteroLigue 1 16a giornata:Lione vince e mantiene la vetta, Marsiglia che disastro20121210092912Ligue 116a giornata&nbsp;<BR><BR>Crollo casalingo del Marsiglia&nbsp;sconfitto&nbsp;dal Lorient con un pesante 3-0. Un rigore di Aliadiere sblocca il risultato, poi nella ripresa arrotondano il risultato altre due reti dei neroarancio, siglate da Corgnet e da Monnet-Paquet, che gelano il Velodrome.&nbsp;Il Lione vince&nbsp;per 1-0 il 105° derby del Rodano&nbsp;in casa del&nbsp;Saint-Etienne. Lione perdipiù con un uomo in meno per l'espulsione al minuto 50 di Dabo tper una testata a Gradel, simile nella dinamica a quella ormai storica di Zidane a Materazzi nella finale mondiale del 2006. Anche se in inferiorità numerica il Lione passa meritatamente con Bastos su punizione dopo venti minuti della ripresa e si aggiudica il derby, approfittando della concomitante sconfitta del Marsiglia per portare a cinque i punti di vantaggio rispetto alle inseguitrici.<BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Tolosa-Bastia 0-0</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>PSG-ETG 4-0&nbsp;&nbsp; 28'Ibra-31'Lavezzi-84'Motta-86'Gameiro</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Lille 1-1&nbsp;&nbsp; 63'Roux(L) - 65'Mikari(S)</STRONG><BR>&nbsp;<BR><STRONG>Nancy-Valenciennes 1-1&nbsp;&nbsp; 31'Loties(N) - 73'a. gol Haidara(V)</STRONG><BR><BR><STRONG>Rennes-Brest 2-2&nbsp;&nbsp; 63'Feret-69'Alessandrini(R) - 71'Lesoimier-87'Benschop(B)</STRONG><BR>&nbsp;<BR><STRONG>Montpellier-Ajaccio 3-0&nbsp;&nbsp; 29'Utaka-33'Cabella-67'Belhanda</STRONG><BR><BR><STRONG>Troyes-Nizza 1-1&nbsp;&nbsp; 31'Darbion(T) - 90'Cvitanich(N)</STRONG><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Reims-Bordeaux 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Ol.Marsiglia-Lorient 0-3&nbsp; 38'Aladiere-48'Corgnet-69'Monnet-Paquet</STRONG><BR><BR><STRONG>Saint Etienne-Ol. Lione 0-1 65'Bastos</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1)Lione 34<BR>2)Marsiglia 29<BR>3)PSG 29<BR>4)Saint Etienne 26<BR>5)Bordeaux 26<BR>6)Valenciennes 26<BR>7)Rennes 26<BR>8)Lorient 24<BR>9)Tolosa 23<BR>10)Nizza 23<BR>11)Lille 22<BR>12)Montpellier 20<BR>13)Bastia 19<BR>14)Brest 18<BR>15)Reims 17<BR>16)Ajaccio 16<BR>17)ETG 16<BR>18)Sochaux 16<BR>19)Troyes 9<BR>20)Nancy 9<BR><BR><BR><BR><BR><BR>FranciaFL0411FL0411877717-14768359-640-360.jpgSiNligue-1-giornata-16-lione-saldamente-in-testa-1009580.htmSi100427901,02,03010137
1831009571NewsCampionatiIl Diavolo doma il Toro:2-4! Top Pazzini, flop Gillet20121209173147toro milanA segno Robinho, Emanuelsson, Pazzini ed El ShaarawyContinua la striscia vincente del Milan: 2-4 il finale in casa del Torino di Ventura e terza vittoria consecutiva ottenuta. <br><br> Allegri dà ancora una volta fiducia ad Amelia, relegando in panchina Abbiati: in difesa rientra Abate a destra (De Sciglio va a sinistra), a centrocampo Emanuelsson sostituisce Montolivo, mentre in avanti accanto ad El Shaarawy vanno Robinho e Pazzini, preferito a Bojan. Ventura lancia Masiello al posto di D'Ambrosio a sinistra, mentre opa per Meggiorini come partner offensivo di Bianchi con Cerci e Santana larghi.<br><br> Partita equilibrata fino alla mezzora, quando è Santana a tu per tu con Amelia a sbloccare e portare in vantaggio i suoi: il Milan presso e al 40' trova il pareggio con Robinho che, con uno splendido colpo di biliardo di punta di sinistro insacca dopo una bella azione personale. Nella ripresa il Milan è tremendo: al 53' segna Nocerino, otto minuti dopo cala il tris Pazzini&nbsp;dopo un'azione convulsa. Al 76', immancabile, ecco la firma di El Shaarawy: a dieci minuti dalla fine Bianchi accorcia, ma ormai è troppo tardi. <br><br> Il Milan conferma le buone sensazioni degli ultimi mesi: una squadra in crescita costante e con un notevole potenziale (soprattutto offensivo): immaginare una qualificazione per i posti "europei" non è più un'utopia. Dall'altro lato il Toro si esprime bene in casa ma soffre visibilmente le big. <br><br> &nbsp;<br><br> Top: <br><br> Pazzini 6.5, lavora bene di sponda e trova pure il gol: il palo gli leva la gioia della doppietta.<br><br> Santana 6.5, ottimo in fase di spinta, copra anche abbastanza bene.<br><br> &nbsp;<br><br> Flop:<br><br> Gillet 5: probabilmente quello in campo oggi col Milan era il cugino lontano del portierone belga del Toro.<br><br> Cerci 4: fa notare la sua presenza per tutte le volte che Ventusa si scaglia contro di lui<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141fesrf.jpgSiNil-diavolo-doma-il-toro-top-pazzini-flop-gillet-1009571.htmSiT1000027,T1000099100205001,02,03,07030125
1841009569NewsCalcio EsteroLigue 1 16a giornata:goleada PSG in attesa di Saint Etienne Lione20121209111536Ligue 116a giornata&nbsp;<br><br> Goleada del PSG di Carlo Ancelotti che ne rifila 4 all'Evian Thonon Gaillardha e riscatta così&nbsp;la sconfitta&nbsp;patita&nbsp;a Nizza la settimana scorsa. Goleada di ex "italiani" con le marcature di Ibra, Lavezzi&nbsp;e Thiago Motta. Scelta giustissiam quella di far giocare larghissimo sulla sinistra Ezequiel Lavez che, grazie anche, alle sovrapposizioni dei compagni, ha tagliato come il burro il chiusissimo 5-4-1 degli avversari. Adesso il PSG è, almeno momentaneamente, a&nbsp;sole due lunghezze dalla capolista Lione. <br><br> Lione che sarà impegnato nel "derby du Rhone" sul campo del Saint Etienne, quarto in classifica.<br><br> Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Tolosa-Bastia 0-0</STRONG><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>PSG-ETG 4-0&nbsp;&nbsp; 28'Ibra-31'Lavezzi-84'Motta-86'Gameiro</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Lille 1-1&nbsp;&nbsp; 63'Roux(L) - 65'Mikari(S)</STRONG><BR>&nbsp;<BR><STRONG>Nancy-Valenciennes 1-1&nbsp;&nbsp; 31'Loties(N) - 73'a. gol Haidara(V)</STRONG><BR><BR><STRONG>Rennes-Brest 2-2&nbsp;&nbsp; 63'Feret-69'Alessandrini(R) - 71'Lesoimier-87'Benschop(B)</STRONG><BR>&nbsp;<BR><STRONG>Montpellier-Ajaccio 3-0&nbsp;&nbsp; 29'Utaka-33'Cabella-67'Belhanda</STRONG><BR><BR><STRONG>Troyes-Nizza 1-1&nbsp;&nbsp; 31'Darbion(T) - 90'Cvitanich(N)</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<br><br> <STRONG>Reims-Bordeaux</STRONG><BR><BR><STRONG>Ol.Marsiglia-Lorient</STRONG><BR><BR><STRONG>Saint Etienne-Ol. Lione</STRONG><BR><BR><br><br>FranciaFL0411FL0411ezequiel-lavezzi_aggrandissement_paysage.jpgSiNfrancia-ligue-1-giornata-16-golead-psg-match-clou-saint-etienne-lione-1009569.htmSi100427901,02,03010197
1851009538NewsCoppeEuropa League, Gruppo J: Maribor-Lazio i biancocelesti giocano per il primo posto20121206102558Europa League Gruppo JProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Nel Gruppo J l'unica certezza è il passaggio alla fase successiva della Lazio, che affronterà gli sloveni del Maribor per mantenere la prima posizione del girone. Il secondo posto se lo giocheranno il Tottenham e il Panathinaikos. Inglesi favoriti sia per il fattore campo sia per i due punti di vantaggio sui greci, che,quindi,sono obbligati a vincere.<BR><BR>In casa Maribor, Milanic dovrà rinunciare a Mejac, squalificato,&nbsp;e con molta probabilità anche a&nbsp;Martin Milec e Mitja Viler, infortunati. Il modulo dovrebbe essere il&nbsp;4-2-3-1 con Ibraimi, Tavares e Mezga a fungere da trequartisti alle spalle di Beric. A centrocampo spazio a Filipovic e Mertelj ma anche Dodlek e Cvijanovic sperano di trovare spazio nell'undici titolare.<BR><BR>I biancocelesti, come già detto, vanno a caccia del primo posto nel girone ma senza patemi d'animo. Infatti, Petkovic&nbsp;non ha convocato i suoi uomini più rappresentativi come&nbsp;Klose, Marchetti, Konko, Dias, Zarate e Brocchi; mentre Hernanes andrà in panchina.<BR>La Lazio, per l'occasione, dovrebbe schierarsi&nbsp;con il 4-4-2: davanti ci sarà la coppia formata da Floccari e Kozak,&nbsp;a centrocampo spazio a Lulic e Ederson sulle fasce, con Onazi al centro insieme a Ledesma. Difesa inedita con Cana&nbsp;e Ciani centrali e Cavanda e Scaloni sulle fasce. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>MARIBOR(4-2-3-1): Handanovic - Potokar&nbsp; - Rajvecic - Arghus - Trajkovski - Filipovic - Mertelj<BR>Mezga - Tavares - Ibraimi - Beric<BR><BR>LAZIO(4-4-2): Bizzarri - Cavanda - Cana - Ciani - Scaloni - Lulic - Ledesma - Onazi - Ederson<BR>Floccari - Kozak<BR><BR>Classifica<BR><BR>Lazio 9<BR>Tottenham 7<BR>Panathinaikos 5<BR>Maribor 4<BR><BR>MariborFL0411FL0411petkovic.jpgSiNeuropa-league-gruppo-j-maribor-lazio-probabili-formazioni-1009538.htmSi100427901,02,03010175
1861009502NewsCoppeChampions League, Gruppo A: Psg-Porto, il primo posto in palio20121204084328Champions League Gruppo AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Ancelotti, la cui panchina inizia a scricchiolare,&nbsp;potrà&nbsp;contare&nbsp;sui rientranti Sirigu e Verratti, che molto probabilmente partiranno&nbsp;dal primo minuto.&nbsp;Potrebbe essere titolare anche Sissoko nel trio di centrocampo insieme allo stesso&nbsp;Verratti e Matuidi. Non è escluso, però, l'impiego dall'inizio&nbsp;del talento&nbsp;17enne Rabiot. In avanti, con l'insostituibile Ibrahimovic,&nbsp;potrebbe trovare&nbsp;spazio il brasiliano Nene. A completare il tridente ci sarà un&nbsp;ballottaggio tra Lavezzi e Menez. Psg obbligato a vincere per rimontare il punto che lo separa dalla capolista Porto.<BR><BR>Non&nbsp;dovrebbero esserci&nbsp;particolari problemi di formazione per il tecnico del Porto Vitor Pereira. Tra i pali il titolare sarà Helton. A sinistra nel quartetto di difesa ci sarà come di consueto il parigino Mangala e, con lui, probabilmente saranno&nbsp;confermati Ba, Otamendi e Danilo. Centrocampo affidato alla classe di Joao Moutinho e all'esperienza di Lucho Gonzalez, davanti il tridente&nbsp;dovrebbe essere formato da Rodriguez, Martinez e Varela. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>PSG(4-3-3): Sirigu - Van der Wiel - Alex - T. Silva - Maxwell - Verratti - Matuidi - Sissoko - Nene&nbsp;&nbsp;- Lavezzi(Menez) - Ibrahimovic<BR><BR>PORTO(4-3-3): Helton - Danilo - Otamendi - Ba - Mangala - &nbsp;L. Gonzalez - Defour - Moutinho -<BR>Varela - J. Martinez - J. Rodriguez<BR><BR>Arbitro:Thompson (SCO)<BR><BR>L'altro incontro del girone vedrà di fronte la Dinamo Zagabria e la Dinamo Kiev. Partita che non desta particolari emozioni visti i 4 punti che separano i croati dagli ucraini. Dinamo Kiev, quindi, già sicura di trasferirsi in Europa League.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>D.Zagabria(4-2-3-1): Kelava - Vrsjalko - Vida - Simunic - Pivaric - Kovacic - Ademi - Beciraj -Brozovic - Halilovic - Sammir<BR><BR>Dynamo Kiev (4-2-3-1): Shovkovski - Silva - Mikhalik - Khac’di - Taiwo - Vukojevic - Veloso - Mehmedi - Garmash - Raffael - Brown<BR><BR>Arbitro:Todorov (BUL)<BR><BR>Classifica<BR><BR>Porto 13<BR>Psg 12<BR>D.Kiev 4<BR>D.Zagabria 0<BR><BR><BR><BR>EuropaFL0411FL0411verratti-psg.jpgSiNchampions-league-gruppo-a-probabili-formazioni-1009502.htmSi100427901,02,03010155
1871009499NewsCalcio EsteroLigue 1, 15a giornata: non basta Ibra al Psg sconfitto a Nizza, Ancelotti in bilico20121203101229Ligue 115a giornata&nbsp;<BR><BR>Allo ‘Stade du Ruy’ il Nizza conquista la quarta vittoria nelle ultime cinque partite. Il Paris Saint-Germain colleziona la terza sconfitta in un mese e non riesce a dare continuità al proprio cammino. Adesso il Lione, vittorioso per 1-0 contro i detentori del Montpellier,&nbsp;dista cinque punti e il fantasma della crisi continua ad aleggiare sulla panchina di Carlo Ancelotti.<BR>Il coraggio del mister&nbsp;non ha pagato, con l’inserimento di Pastore subisce la prima rete e con quello di Hoarau subisce la seconda, in cui Maxwell – evidentemente non più abituato al ruolo di terzino – si dimentica completamente di Eysseric. L'Ol.Marsiglia sale così al secondo posto grazie alla vittoria ottenuta per 2-1 sul campo del Brest.<BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Ajaccio-Saint Etienne 0-0</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Ol.Lione-Montpellier 1-0&nbsp;&nbsp; 26'Gomis</STRONG><BR><BR><STRONG>Valenciennes-Reims 1-0&nbsp;&nbsp; 6'Kadir</STRONG><BR><BR><STRONG>ETG-Nancy 1-1&nbsp;&nbsp; 44'Dja Djedje(E) - 50'Mollo(N)</STRONG><BR><BR><STRONG>Bordeaux-Sochaux 2-2&nbsp;&nbsp; 33'Poujol-87'Dias(S) - 40'a.gol Roussilion-48'Gouffran(B)</STRONG><BR><BR><STRONG>Lille-Bastia 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Nizza-PSG 2-1&nbsp;&nbsp; 76'Bautheac-86'Eysseric(N) - 83'Ibra(P)</STRONG><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Brest-Ol.Marsiglia 1-2&nbsp;&nbsp; 34'Diawara-56'Ayew(O) - 42'Benschop(B)</STRONG><BR><BR><STRONG>Troyes-Rennes 2-3&nbsp;&nbsp; 24'Nivet-40'Darbion(T) - 48'Alessandrini-81'Feret-89'Pitroipa(R)</STRONG><BR><BR><STRONG>Lorient-Tolosa 1-0&nbsp;&nbsp; 45'Corgnet</STRONG><BR><BR>Classifica<BR><BR>1)Lione 31<BR>2)Marsiglia 29<BR>3)PSG 26<BR>4)Saint Etienne 26<BR>5)Bordeaux 25<BR>6)Valenciennes 25<BR>7)Rennes 25<BR>8)Tolosa 22<BR>9)Nizza 22<BR>10)Lille 21<BR>11)Lorient 21<BR>12)Bastia 18<BR>13)Montpellier 17<BR>14)Brest 17<BR>15)Reims 16<BR>16)Ajaccio 16<BR>17)ETG 16<BR>18)Sochaux 15<BR>19)Troyes 8<BR>20)Nancy 8<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>FranciaFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNligue-1-giornata-15-psg-sconfitto-a-nizza-lione-primo-1009499.htmSi100427901,02,03010139
1881009501NewsCampionatiE` uscito «Nel cuore della Juve», il libro-intervista della «nostra» Diletta Sirna20121203093118juventusUn viaggio tra Personaggi e valori della Juventus. Il primo titolo della nuova collana de Il Castello EditoreIl libro-intervista per entrare<EM> Nel cuore della Juve</EM>. Un viaggio tra Personaggi e valori della Juventus. Il primo titolo della nuova collana de Il Castello Editore “Nel cuore dello sport”<BR><BR>"La Juve è gente forte, sicura del fatto suo perché grazie alla Juve ha vinto e può con fierezza raccontare, come attraverso questo volume, cosa significhi sentirsi addosso responsabilità, pressione, obblighi, doveri". Gianni Balzarini<BR><BR>Nel cuore della Juve è un libro nato per cercare di raccontarvi il dietro le quinte della squadra bianconera, quella parte viva e vitale proprio come il cuore stesso.<BR><BR>Il libro, scritto dalla "nostra" Diletta Sirna, è un viaggio attraverso le parole e le immagini dei protagonisti e delle glorie che hanno contribuito a rendere leggenda intramontabile la squadra torinese. Il bianco e il nero come unico sfondo alle oltre trenta voci ascoltate dalle autrici per arrivare dritte al cuore pulsante e vibrante della Vecchia Signora. <BR><BR>Che cosa ha rappresentato la Juventus per i suoi giocatori? Che cosa c’è dietro il lavoro maniacale degli allenatori? Che cosa significa indossare la maglia bianconera? Un vero e proprio viaggio nel mondo juventino raccontato dagli stessi protagonisti: Sabatini e Scantamburlo con la loro testimonianza sugli esordi del campione Alessandro del Piero, l’amico del campione, Canobio, il racconto delle sfide più significative dalla visuale dell’intramontabile Dino Zoff, gli emozionanti ringraziamenti ad Agnelli e Boniperti di Pablito Rossi, le parate più difficili di Stefano Tacconi, la voce del grande plasmatore della Juve Marcello Lippi, il fotografo ufficiale della squadra Salvatore Giglio che regala alcuni tra i suoi scatti storici. E poi Padovano, Pepe, Marchisio, Chiellini, Conte, Adamo, Matri, Legrottaglie, Di Livio, Torricelli e le testimonianze di alcuni illustri tifosi, tra cui Paolo Belli, Roberto Buonfiglio, DJ Nanà, Massimo Giletti.<BR><BR>Conclude il libro una raccolta di frasi significative di celebri personaggi legati al mondo juventino e calcistico, fra tutti Antonio Conte: “La Juventus non ha amici. O la si ama o la si odia, questo è fuori dubbio.” e una galleria dei momenti celebrativi della squadra.<BR><BR><EM>Le autrici</EM><BR><BR>Roberta Zambianchi Studentessa universitaria di Scienze Giuridiche all’Università degli Studi di Pavia, ha una forte passione per lo sport dall’età di 6 anni, grazie anche all’attività agonistica svolta per 12 anni nella pallacanestro. Nonostante la giovane età, collabora con diverse riviste sportive tra le quali Tuttojuve.com e Orgogliobianconero.net. È redattore di 24oredisport.com e parte attiva dello staff redazionale di Formanotizie.eu. È anche autrice del libro: Dialogo sull’Italia degli anni di piombo (ExCogita, 2011). Il desiderio più grande è quello di poter condividere e trasmettere la gioia che accomuna i tifosi nel sostenere la propria squadra del cuore.<BR><BR>Diletta Sirna Studentessa di Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Catania, ha una grande passione per il giornalismo sportivo e spera che questa passione diventi la sua professione. È redattrice di 24oredisport.com e collaboratrice di Ilcalcio24.com e Tuttojuve.com. È grande tifosa della Juventus, dall’età di 6 anni. <BR><BR>La Collana “Nel Cuore dello Sport”<BR><BR>La Collana nasce per passione, dalla voglia di creare proposte editoriali che noi stessi, da appassionati e lettori, vorremmo trovare sul mercato. Si distingue per una o più delle seguenti caratteristiche: la novità e l’interesse delle fonti su cui si basano i contenuti, l’aspetto grafico e il taglio innovativo. Ritenendo che la creatività sia un’inclinazione naturale, innata e imprescindibile, la Collana vuole far emergere anche il talento di autori giovani. Le idee spesso arrivano all’improvviso, quasi folgorandoci, ma poi bisogna tradurle in qualcosa di concreto, in una progettualità interessante e credibile, in un prodotto di qualità. Verranno privilegiate anche le opere a carattere monografico, basate su curiosità, ricerche originali e documentazione inedita.<BR><BR>Il Direttore della Collana, Giampiero Filella<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juve.jpgSiNe-uscito-nel-cuore-della-juve-il-libro-intervista-1009501.htmSiT1000007100075501,02,03,06,09030241
1891009451NewsCampionatiMilan, Allegri: «Isla-Muntari? casi diversi. La presenza di Berlusconi è fondamentale»20121129161047allegri«Al presidente piace il mio 4-3-3«Max Allegri sa che il match col Catania non sarà per niente facile: <EM>"E' una partita fondamentale per la classifica. Sarà più difficile e complicata di quella di domenica scorsa con la Juve. Bisogna avere rispetto di tutti, temere l'avversario ma giocare con attenzione e cattiveria calcistica".&nbsp;</EM><BR><BR>Inevitabile però&nbsp;ritornare sul match di domenica con la Juve:<EM> "Il rigore di Isla riequilibra il caso Muntari?&nbsp; Sono circostanze diverse, tornare su quell'episodio dell'anno scorso non ha senso. Domenica è stata una bella partita, forse con poche occasioni, ma certe volte queste partite sono meglio di quelle che finiscono 5-4."</EM><BR><BR>Anche oggi intanto è arrivato a Milanello il presdente Berlusconi:<EM> "Con il presidente abbiamo parlato della squadra, delle gare che ci sono state, di quelle che ci aspettano, la sua presenza è sempre importante e fondamentale qui a Milanello. &nbsp;Gli piace molto il mio 4-3-3, anche se è un 4-3 e poi vediamo. Penso che stiamo giocando né più né meno come abbiamo giocato negli ultimi due anni"</EM><BR><BR>Chiusura sulle condizioni di Pato: <EM>"Si sta allenando per riprendersi dal contattempo che ha avuto in Belgio. E' un giocatore importante, un patrimonio della società e bisogna aspettarlo con pazienza perchè non va perso"<BR></EM><BR><BR><BR><BR>FL0141FL0141allegri400.jpgSiNallegri-isla-muntari-casi-diversi-la-presenza-di-berlusconi-e-fondamentale-1009451.htmSi100205001,02,03,06,07,09030172
1901009429NewsCampionatiInter: perplessità per il presente, fiducia per il futuro20121127145558Inter Stramaccioni giovaniNonostante un periodo non positivo, i tanti giovani che si sono messi in luce lasciano ben sperare&nbsp; <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">L'Inter non vive un momento particolarmente felice. Le tante opportunità di segnalarsi come vera concorrente della Juventus al titolo non sono state sfruttate dalla squadra di Stramaccioni, basti pensare alle gare che hanno visto i nerazzurri incontrare Atalanta, Cagliari e Parma, match che sulla carta sembravano alla portata della squadra capitanata da Zanetti. In più si aggiunge quello che sta diventando sempre più un vero e proprio "caso": la situazione di Sneijder che non è stata gestita al meglio se si considera l'uscita "infelice" di Branca della scorsa settimana, dove l'ex giocatore di Inter e Udinese ha dato un vero e proprio ultimatum all'olandese. Ma nonostante il momento non esaltante bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno. E non è difficile trovarlo in casa Inter negli ultimi tempi. Si è sempre detto che la serie A, vittima dei grandi club milionari che ormai portano via tutti i campioni, dovesse puntare sui settori giovanili per poter tornare agli splendori di un tempo, prendendo magari spunto da squadre come l'Ajax ma soprattutto il Barcelona che con un progetto pluriennale che coinvolgesse il settore giovanile hanno creato le proprie fortune e Stramaccioni, vuoi per i tanti anni passati con squadre giovanili, si sta rivelando uno dei pochi allenatori italiani a dimostrare questa convinzione e a poterla attuare dando spazio ai fatti piuttosto che alle sole parole. E' vero che il settore giovanile dell'Inter, da grande squadra qual'è quella nerazzurra, ha prodotto negli ultimi anni tanti talenti che oggi si possono definire ottimi giocatori: basti pensare ai vari Balotelli, Martins, Santon, Bonucci, Biabiany, Faraoni e Destro. Ma è anche vero che quest anno, grazie al lavoro di Stramaccioni e del suo staff, il numero dei giovani che potrebbero nel giro di poco tempo fare un salto di qualità definitivo è aumentato in maniera vertiginosa. Si pensi ad esempio a Marko Livaja, il vero vice Milito quest anno, che, anche per mancanza di alternative offensive (ma non è un caso che l'Inter non abbia preso un'altra punta) sta raccimolando minuti su minuti dimostrando sempre più di essere un grande talento e di avere tutti i numeri del grande bomber. Ma si può benissimo continuare con Duncan ad esempio su cui Stramaccioni punta parecchio e che probabilmente nelle prossime settimane vedremo sempre più spesso in campo, o Benassi e Romanò che hanno giocato da titolari il match di giovedì scorso contro il Rubin non sfigurando tra le altre cose, match in cui addirittura l'allenatore romano ha fatto scendere in campo (seppur per una piccola parte di partita) il '95 Donkor che, sicuramente non è ancora pronto per questi livelli, nel giro di 1-2 anni potrà dire la sua anche in questo senso. Tutti giovani che hanno fatto parte della squadra di Stramaccioni che l'anno scorso fece l'impresa di vincere la Next Generation e, tra gli altri, vedremo sicuramente entro la fine della stagione Ibrahim Mbaye, che paga una spietata concorrenza sulla sinistra (Nagatomo-Pereira) ma che sicuramente ha tante buone qualità) e Daniel Bessa, uno degli uomini chiave (insieme a Longo) della vittoria dell'anno scorso, ora fuori per infortunio. A tutti questi possibili futuri campioni si aggiungono Bardi (considerato IL portiere italiano del futuro per eccellenza, insieme al collega Leali) e Longo rispettivamente in prestito al Novara e all'Espanyol e che già dall'anno prossimo potrebbero essere integrati in prima squadra, e poi va considerato che molti giocatori che vengono ormai ritenuti parti integranti della prima squadra come Coutinho, Juan Jesus e Obi, sono ancora giovanissimi e possono sicuramente entrare a far parte di questo "gruppo di promesse", gruppo in cui va inserito di diritto pure Lorenzo Tassi, classe '95, considerato almeno da due anni a questa parte "il nuovo Baggio". Insomma, se il presente lascia qualche perplessità e l'amaro in bocca, il futuro fa già venire l'acquolina in bocca a tutti i tifosi nerazzurri.<BR><BR><br><br>C1007650MilanoFL0676FL0676marko-livaja-inter-rubin-kazan.jpgSiNinter-perplessita-presente-fiducia-futuro-1009429.htmSiT1000026100664801,02,03030155
1911009414NewsCalcio EsteroFrancia Ligue 1 14a giornata: PSG e Marsiglia in testa20121126113110Francia Ligue 114a giornata&nbsp;<BR><BR>L'Olympique Marsiglia ha vinto di misura e agganciato in vetta il Psg ma avendo giocato una partita in meno, da recuperare contro il Lione, che ieri si è schiantato contro il Tolosa e ha perso una buona occasione per superare le avversarie e poter liderare il campionato.<BR><BR>Giocate Ieri <BR><BR><STRONG>Montpellier-Bordeaux 1-0&nbsp;&nbsp; 68'Cabella</STRONG><BR><BR><STRONG>Tolosa-Lione 3-0&nbsp;&nbsp; 50'-88'Ben Yedder-90'Capoue</STRONG><BR><BR><STRONG>Marsiglia-Lille 1-0&nbsp; 46'Ayew</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>PSG-Troyes 4-0&nbsp;&nbsp; 17'Maxwell-63'Matuidi-70'-89'Ibra</STRONG><BR><BR><STRONG>Nancy-Ajaccio 1-1&nbsp;&nbsp; 8'Bakar(N) - 76'Mutu(A)</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-Lorient 2-1&nbsp;&nbsp; 12'Modeste-34'Khazri(B) - 31'Kone</STRONG><BR><BR><STRONG>Reims-Brest 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Rennes-ETG 0-1&nbsp;&nbsp; 80'Dhaouadhi</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Nizza 0-1&nbsp;&nbsp; 44'Cvitanich</STRONG><BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Saint Etienne-Valenciennes 1-0&nbsp;&nbsp; 73'Hamouma</STRONG><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>PSG 26<BR>O.Marsiglia 26<BR>Saint Etienne 25<BR>Lione 25<BR>Bordeaux 24<BR>Valenciennes 22<BR>Tolosa 22<BR>Rennes 22<BR>Lille 20<BR>Nizza 19<BR>Ajaccio 19<BR>Lorient 18<BR>Montpellier 17<BR>Brest 17<BR>Bastia 17<BR>Reims 16<BR>ETG 15<BR>Sochaux 14<BR>Troyes 8<BR>Nancy 6<BR><BR><STRONG></STRONG>&nbsp;<BR><BR>FranciaFL0411FL0411carlo-ancelotti.jpgSiNfrancia-ligue-1-giornata-14-risultati-marcatori-classifica-1009414.htmSi100427901,02,03010142
1921009403NewsCalcio EsteroFrancia, Ligue 1: 14a Giornata SuperIbra, poker del PSG20121125124645Francia Ligue 1Giornata 14, PSG in vettaDue assisit e due gol per lo svedese in grande spolvero. Il PSG momentaneamente primo in classifica in attesa dei risultati delle antagoniste. Vittoria importante venerdì per il Saint Etienne che si consolida tra le squadre d'alta classifica. Oggi Lione e Ol.Marsiglia cercheranno di rispondere ai colpi dei parigini. Il Lione dovrà vedersela in trasferta col Tolosa (nono)&nbsp;mentre l'Olympique affronterà tra le mura amiche il Lille(ottavo).<BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>PSG-Troyes 4-0&nbsp;&nbsp; 17'Maxwell-63'Matuidi-70'-89'Ibra</STRONG><BR><BR><STRONG>Nancy-Ajaccio 1-1&nbsp;&nbsp; 8'Bakar(N) - 76'Mutu(A)</STRONG><BR><BR><STRONG>Bastia-Lorient 2-1&nbsp;&nbsp; 12'Modeste-34'Khazri(B) - 31'Kone</STRONG><BR><BR><STRONG>Reims-Brest 0-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Rennes-ETG 0-1&nbsp;&nbsp; 80'Dhaouadhi</STRONG><BR><BR><STRONG>Sochaux-Nizza 0-1&nbsp;&nbsp; 44'Cvitanich</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Montpellier-Bordeaux</STRONG><BR><BR><STRONG>Tolosa-Lione</STRONG><BR><BR><STRONG>Marsiglia-Lille</STRONG><BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Saint Etienne-Valenciennes 1-0&nbsp;&nbsp; 73'Hamouma</STRONG><BR><BR>FranciaFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNfrancia-ligue-1-psg-in-vetta-1009403.htmSi100427901,02,03010135
1931009384NewsCampionatiLa Juventus vale molto più del Milan20121124110432juventus, milanJuventus MilanSecondo quanto riporta Tuttosport, non è solo una differenza di punti quella che intercorre tra Milan e Juve alla vigilia di uno dei derby cosiddetti d'Italia, ma anche un netto squilibrio di valore economico. Infatti, se si calcola il valore dei giocatori che probabilmente prenderanno parte alla sfida, la Juventus vale 107,5 milioni di più dei rossoneri. Non parliamo certo di noccioline, però dopo la cessione di Thiago Silva e Ibrahimovic non potrebbe essere altrimenti visto che l'unico a tenere alto il valore del Milan è Stephan El Sharaawy. Di contro la Juve sta incrementando il suo valore, con i picchi che rispondono ai nomi di Vucinic (20 milioni) e Bonucci (17 milioni), ma molti altri bianconeri si stanno valorizzando di giorno in giorno, contro la svalutazione dei milanisti.C1007650adm001adm001conte-6.jpgSiNla-juventus-vale-molto-piu-del-milan-1009384.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030146
1941009375NewsCalcio EsteroBundesliga, inizia la 13a giornata20121123090743BundesligaInizia la giornata 13&nbsp;<BR><BR>L'anticipo della Bundesligia va in scena stasera alla ESPRIT arena. La formazione di&nbsp;casa del Fortuna&nbsp;parte sfavorita rispetto agli ospiti ma&nbsp;dovrebbe essere&nbsp;un match abbastanza equilibrato.<BR>Infatti, la compagine dell'Amburgo di Thorsten Fink, fin qui non ha rispettato le aspettative di inizio stagione. 17 i punti conquistati in 12 turni.<BR><BR>Oggi<BR>Fortuna-Amburgo<BR><BR>Domani<BR>Greuther Furth-Norimberga<BR>Schalke 04-Eintacht<BR>Bayern-Hannover<BR>Wolfsburg-Werder Brema<BR>Mainz-Borussia D.<BR><BR>Domenica<BR>Friburgo-Stoccarda<BR>Augsburg-Borussia M.<BR>Hoffenheim-Bayer L.<BR><BR>Classifica<BR><BR>1.&nbsp; Bayern Munich&nbsp; 31<BR>2.&nbsp; Schalke 04&nbsp; 23<BR>3.&nbsp; Eintracht&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 23<BR>4.&nbsp; Borussia Dortmund 22<BR>5.&nbsp; Bayer Leverkusen 21<BR>6.&nbsp; Hannover 96&nbsp; 17<BR>7.&nbsp; Werder Bremen&nbsp; 17<BR>8.&nbsp; Mainz 05&nbsp; 17<BR>9.&nbsp; Hamburger SV&nbsp; 17<BR>10.&nbsp; Freiburg&nbsp; 16<BR>11.&nbsp; Borussia Monchengladbach 16<BR>12.&nbsp; VfB Stuttgart&nbsp; 16<BR>13.&nbsp; Wolfsburg&nbsp; 14<BR>14.&nbsp; Hoffenheim&nbsp; 12<BR>15.&nbsp; Nurnberg&nbsp; 12<BR>16.&nbsp; Fortuna Dusseldorf 11<BR>17.&nbsp; Greuther Furth&nbsp; 7<BR>18.&nbsp; Augsburg&nbsp; 6<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>GermaniaFL0411FL0411bundesliga.jpgSiNbundesliga-inizia-la-giornata-13-fortuna-amburgo-1009375.htmSi100427901,02,03010209
1951009367NewsCampionatiAnderlecht-Milan, le pagelle. Top De Sutter e Mexes. Flop Biglia20121121224888anderlecht, milanAnderlecht Milan PagelleAllo stadio Constant Vanden Stok di Anderlecht, Allegri e compagni lo sapevano già: in caso di vittoria le porte degli ottavi di finale si sarebbero spalancate davanti a loro. Come è finita? Beh, prima il faraone poi il francesino e infine il papero hanno regalato la chiave ai rossoneri per accedere agli ottavi di finale, il vero obiettivo del momento.<BR><BR>Risultato finale Anderlecht-Milan 1-3: 46' El Shaarawy, 70' Mexes, 77' De Sutter, 90' Pato<BR><BR>Ammoniti: Nocerino, El Shaarawy, Biglia, Gillet, Mexes, Abbiati<BR>Espulsi: Nuytinck<BR><BR>Anderlecht (4-2-3-1): Proto 6, Gillet 6, Kouyate, 5.5 Nuytinck 5, Deschacht 6, Biglia 5, Kljestan 6, Bruno 5 (66' Yakovenkp 6), Praet 5.5 (75' De Sutter 6.5), Jovanovic 6 (77' Fernando 6), Mbokani 5<BR>All. Van Den Brom 5.5<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati 6, De Sciglio 5.5, Mexes 7.5 (79' Zapata), Yepes 6.5, Constant 6.5 (71' Emanuelson 6), Montolivo 6, De Jong 6.5, Nocerino 5.5, Boateng 5, Bojan 5 (67' Pato 6.5), El Shaarawy 7.5<BR>All. Allegri 6.5<BR><BR><STRONG><EM>Top Anderlecht</EM></STRONG><BR><BR>De Sutter: il gol, non conplicatissimo da realizzare, dà energie nuove ai belga che provano un finale eroico, senza riuscirci.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Anderlecht</EM></STRONG><BR><BR>Biglia: il piccolo fenomeno delude e non ispira ne giocate ne assist. Evidentemente non è ancora prontissimo.<BR><BR><STRONG><EM>Top Milan</EM></STRONG><BR><BR>Mexes: rimarrà nella storia. Non la partita del Milan, comunque discreta, quanto il gol pazzesco in rovesciata. È riuscito a superare anche l'ex compagno Ibrahimovic<BR><BR><STRONG><EM>Flop Milan</EM></STRONG><BR><BR>Boateng: Kevin, ma non Prince. Delude ancora e non crea molto.<BR><BR><BR>C1007650FL0882FL0882el-shaarawy-6.jpgSiNchampions-league-anderlecht-milan-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009367.htmSiT1000027100877901,02,03,07030254
1961009357NewsCoppeChampions League Gruppo A: testa a testa Porto PSG20121121101030Champions League Gruppo AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Il Porto affronterà in casa la Dinamo Zagabria. I lusitani in campionato sono primi in classifica alla pari con il Benfica, e nell'ultimo turno dell'11 novembre hanno sconfitto l'Academica Coimbra per 2 a 1, squadra impegnata nell'Europa League.<BR><BR><BR>La Dinamo Zagabria&nbsp;tenterà almeno&nbsp;di conquistare il punto della bandiera. La squadra croata sta letteralmente dominando il proprio campionato con ben 10 punti di vantaggio sull'Hajduk Spalato, seconda in classifica. Nell'ultimo weekend ha vinto per 5 a 0 contro lo Zadar.<BR><BR>Probabili Formazioni<BR><BR><BR>PORTO(4-3-3): Helton; Danilo, Otamendi, Mangala, Alex Sandro; Moutinho, Defour, Lucho; Varela, Martinez, Rodriguez<BR><BR>Dinamo Zagabria (4-4-1-1): Kelava; Vrsaljko, Simunic, Tonel, Ibanez; Carrasco, Calello, Brozovic, Pivaric; Sammir; Cop<br><br> Arbitro: Tagliavento (ITA)<BR><BR>Nell'altro incontro del girone la Dinamo Kiev, che&nbsp;è ad un passo dall'eliminazione, affronta il PSG.&nbsp;La squadra ucraina&nbsp;da qualche anno&nbsp;non è più protagonista in campionato, sovrastata dalla forza dello Shakhtar Donetsk che le è ben 14 punti avanti.<BR>Il PSG viene dalla bruttissima sconfitta al Parco dei Principi contro il Rennes che le è costata il primato a favore di Lione e Bordeaux, ma ormai la qualificazione per il prossimo turno di Champions League è solo una formalità.<BR><BR>Probabili Formazioni<BR><BR>DINAMO KIEV(4-2-3-1): Koval; Danilo, Mykhalyk, Khacheridi, Taiwo; Garmash, Miguel Veloso; Yarmolenko, Kranjcar, Gusev; Brown<BR><BR>PSG(4-3-2-1): Sirigu; Van der Wiel, Alex, Thiago Silva, Maxwell; Chantome, Verratti, Matuidi; Pastore, Lavezzi; Ibrahimovic<br><br> Arbitro: Stark (GER)<BR><BR><br><br>EuropaFL0411FL0411c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNchampions-league-gruppo-a-probabili-formazioni-1009357.htmSi100427901,02,03010415
1971009325NewsCalcio EsteroLiga BBVA Giornata 12:Barça e Messi inarrestabili20121118094227Liga BBVAGiornata 12:le partite di ieri e quelle di oggiGiocate ieri<BR><BR><STRONG>Osasuna-Malaga 0-0</STRONG> <BR><BR>Per il Malaga si tratta di una piccola crisi. Fin qui ha dimostrato di avere una buona squadra ma i troppi impegni ravvicinati stanno mettendo a dura prova un organico che, probabilmente, non è ancora al massimo. Gli andalusi non vincono da quattro giornate e, ieri, a Pamplona hanno sofferto grazie all'ottimo pressing dell'Osasuna. L'Osasuna è stato a un passo dal colpaccio, se non c'è riuscita è anche colpa anche dell'arbitro che ha annullato un gol valido a Kike Sola e alle strepitose parate di Willy Caballero.<BR><BR><STRONG>Valencia-Espanyol 2-1&nbsp; 16'Viera-90'Soldado(V) - 31'Longo</STRONG><BR><BR>Valencia fischiato dal proprio pubblico per gran parte del secondo tempo sull'1-1. Alla fine ha la meglio, immeritatamente,&nbsp;di un generoso Espanyol, che adesso è ultimo. La partita si è risolta nei minuti finali quando il guardalinee ha segnalato un fallo di mano di Hector Moreno con conseguente espulsione e rigore trasformato da Soldado.<BR><BR><STRONG>Barcellona-Real Saragozza 3-1&nbsp; 14'-60'-Messi-28'Song(B) - 23'Montanes(R)</STRONG><BR><BR>L'ennesima strabiliante prestazione di Lionel Messi ha dato la vittoria al Barça. Per l'argentino due gol e un assist. <BR><BR><STRONG>Real Madrid-A.Bilbao 5-1&nbsp; 12'a.gol Aurtenetxe-30'Ramos-32'Benzema-66'Ozil-72'Khedira(R) - 42'Gomez(A)</STRONG><BR><BR>Tutto facile per il Real Madrid che ha dato spettacolo contro un avversario volenteroso ma debole in difesa. Bilbaini che possono recriminare per un rigore non assegnato per un fallo di mano di Coentrao sul 3-1 e dalla cui successiva azione sarebbe nato il quarto gol.<BR><BR>Giocano oggi<BR><BR><STRONG>Deportivo-Levante: </STRONG>Dopo le polemiche post Real e del litigio tra Pepe e Ballesteros il Levante visita il Depor. Tre punti in palio di fondamentale importanza. Il Depor gioca per uscire dalla zona retrocessione, mentre i valenciani per entrare nei posti europei.<BR><BR><STRONG>Celta-Maiorca:</STRONG> Sarà una battaglia l'incontro di oggi pomeriggio. Entrambe le squadre devono lottare per lasciare la zona bassa della classifica. Il Celta non vince dal 5 ottobre(2-0 al Siviglia), il Maiorca dal 23 settembre(2-0 al Valencia). Sia per il Celta che per il Maiorca non fare punti sarebbe una catastrofe.<BR><BR><STRONG>Getafe-Valladolid:</STRONG> Il Getafe cerca il riscatto contro un Valladolid che gioca bene e convince. La zona retrocessione è vicina ed è importante frenare la caduta. Tutto il contrario dicasi per il Valladolid che, da matricola, sta sorprendendo tutti e vive per il momento una situazione di medio-alta classifica.<BR><BR><STRONG>Granada-At.Madrid:</STRONG> Due sconfitte consecutive e due partite senza gol per El Tigre Falcao stanno facendo suonare più di un allarme nello spogliatoio gestito da Simeone. Sarebbe importante per Los Colchoneros ritrovare la via della vittoria e mantenere le distanza dalla capolista.<BR><BR><STRONG>Siviglia-Betis:</STRONG> E' derby in quel di Siviglia. Partita equilibrata e, vincerla, in parte,&nbsp;salva la stagione<BR><BR><STRONG>Real Sociedad-Rayo:</STRONG> si gioca lunedì<BR><BR>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-bbva-giornata-barcellona-messi-inarrestabili-1009325.htmSi100427901,02,03010368
1981009314NewsCampionatiSerie D - Girone I, 12a giornata: Pro Cavese-Acr Messina a porte chiuse20121117102222Serie D-Girone IGiornata 12Continua l’equilibrata lotta per la testa classifica anche nella 12° giornata di Serie D Girone I. Il Gelbison (24) primo della classe ospiterà il Ragusa (18), il Messina (23 sarà di scena con la Pro Cavese (13),&nbsp; il Cosenza (22) giocherà in trasferta contro il Sambiase (11). Poi, le due squadre appaiate a 20 punti: il Compr. Montalto U. che in casa sfiderà l’Agropoli, e la Città di Messina, che affronterà il Ribera 1954 tra le mura amiche. <BR><BR>Pro Cavese-Messina&nbsp;si giocherà a porte chiuse. La decisione è stata assunta dal Giudice Sportivo dopo i disordini provocati dai sostenitori campani domenica scorsa durante e dopo la gara di Licata. <BR><BR>Il programma della giornata 12<BR><BR>Città di Messina - Ribera<BR>Comprensorio Montalto - Agropoli<BR>Comprensorio Normanno - Noto<BR>Gelbison Vallo della Lucania - Ragusa<BR>Licata - Savoia<BR>Palazzolo - Acireale<BR>Pro Cavese - Messina<BR>Sambiase - Nuova Cosenza (oggi ore 14:00)<BR>Vibonese - Nissa<BR><BR>ItaliaFL0411FL0411messinaregginajw7.jpgSiNserie-d-girone-i-giornata-1009314.htmSi100427901,02,03030222
1991009301NewsCampionatiIbrahimovic, un campione poco simpatico ma di immensa classe20121116123921ibrahimovicIbrahimovicPiù che della querelle di questi giorni tra Conte e Cassano, la cui squallida sostanza appare francamente stucchevole e priva di significato, preferiamo piuttosto parlare di calcio e dei suoi campioni più rappresentativi. Nello specifico, desideriamo focalizzare la nostra attenzione su Zlatan Ibrahimovic e porre l’accento sul suo show personale espresso durante la partita Svezia – Inghilterra. Il suo poker di gol segnati e, soprattutto, la sua storica rovesciata promotrice di un gol fantastico, rimarranno sicuramente negli annali del calcio. E’ raro vedere segnare quattro gol dallo stesso giocatore che indossa la casacca della sua nazionale durante una partita di calcio. Fantasmagorico è poi assistere al 91’ a una rovesciata da cineteca proprio quando tutti cominciano a dirigersi verso gli spogliatoi. Joe Hart, l’estremo difensore inglese uscito dalla sua area di rigore, colpisce il pallone di testa per allontanarlo dall’accorrente Ibrahimovic, ma questi, spalle alla porta e da posizione angolatissima, lascia partire una rovesciata che s’infila in rete da circa 25 metri. Uno dei gol più belli di sempre, un gioiello della cultura calcistica, una perla rara da rivedere nei momenti in cui questo sport che amiamo tanto, non ci offre spunti interessanti per le varie disamine di rito. Andando a ritroso nella storia dei gol più belli di tutti i tempi, la memoria calcistica ricorda il famoso gol di Maradona, sempre contro l’Inghilterra e quello di Marco Van Basten contro la Russia agli Europei del 1988. Ibra, dunque, con il suo poker di gol segnati in nazionale nella stessa partita, ha superato il record ancora in essere di Van Basten, la leggenda del calcio che nel 1988 segnò tre gol con la sua Olanda. Tuttavia, la figura di Ibrahimovic dal punto di vista caratteriale non ha mai dato particolari segni di viscerale simpatia nei suoi confronti, né da parte dei media, né dai tifosi che non sono della squadra per cui lui gioca. La sua irascibilità dimostrata spesso in campo e anche in sede di conferenze stampa, non l’hanno certo aiutato sotto il profilo della simpatia, anche per il suo baciare nelle&nbsp; numerose presentazioni ufficiali, tutte le maglie che ha indossato, come se fosse sempre l’unica della sua vita calcistica. Ma Ibra, nonostante porti il 47 di scarpe e la poderosa stazza fisica, è capace di giocate di grande agilità e di grande classe. In possesso di un ottimo tiro, agisce sovente da punta di movimento per consentire ai compagni di squadra di inserirsi in fase offensiva. Ha un buon colpo di testa ma non è la sua specialità. Spesso eccede in intemperanze che, come dicevamo prima, sono l’emblema di un carattere focoso che gli costano parecchi cartellini gialli. Genio e sregolatezza di un calciatore che possiamo certamente definire uno dei più forti attaccanti di tutto il mondo. Zlatan Ibrahimovic nato nel 1981 da padre bosniaco, muratore dal carattere arcigno e da madre croata grande lavoratrice presso un’impresa di pulizie, è cresciuto a Rosengard nel sobborgo di Malmo. Il carattere difficile, associato alla sua proverbiale testardaggine, Ibra l’ha ereditato probabilmente da papà, uomo introverso dall’orgoglio smisurato. E’ dunque questo il motivo per cui Ibrahimovic, giocatore dalle immense qualità tecniche, non riesca ad entrare nelle simpatie della gente. Tuttavia, come spesso diciamo, dietro un calciatore c’è sempre un uomo, con la sua forza fisica ma anche con le sue fragilità e debolezze. Importante è capirsi, ciascuno nel rispetto delle proprie attività professionali.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>FL0711FL0711ibrahimovic-6.jpgSiNibrahimovic-un-campione-poco-simpatico-ma-di-immensa-classe-1009301.htmSi100451001,02,03030213
2001009288NewsCampionatiMilan e Fiorentina, il peggio e il meglio del nostro campionato20121115101750milan, fiorentinaMilan FiorentinaMilan – Fiorentina, ovvero il peggio e il meglio del nostro campionato. Due compagini diverse che hanno espresso sul campo di San Siro una condizione tecnico – tattica e psicologica, completamente agli antipodi. Bella la Viola di Montella, cui abbiamo già magnificato in un recente passato il gioco spumeggiante anche se dispendioso, basato sulla costruzione e sul possesso palla verticale che delizia i suoi tifosi e gli amanti del calcio dai palati fini. Infatti, non è solo la curva Fiesole a godere del bel gioco espresso dalla Fiorentina ma anche coloro i quali seguono con simpatia e ammirazione l’evoluzione e la maturazione di Vincenzo Montella, uno che di calcio se ne intende. A Firenze non ha trovato il bomber da doppia cifra e, al contempo, ha dovuto calcolare la tenuta fisica del montenegrino Jovetic. Ebbene, con un gioco corale e con le perfette geometrie che si sviluppano palla al piede attraverso un centrocampo ben organizzato, la Fiorentina, grazie all’acume tattico di Montella, ha saputo ovviare alle iniziali incognite. Adesso a Firenze si sogna e hanno ragione a farlo. Sperano in un campionato di vertice e quell’Europa che conta, la quale sembra essersi dimenticata della città toscana.<BR>Altro discorso per il Milan di Allegri caduto in una depressione tale che, a memoria, non ci fa rammentare una simile disfatta. Anche sul “diavolo rossonero” avevamo espresso qualche tempo fa, il nostro pensiero in sede di analisi tecnica. E, ancora oggi, ribadiamo il gravissimo errore di smembrare una squadra che poggiava su Ibrahimovic e Thiago Silva, ma anche sui senatori Seedorf, Nesta e Gattuso, capaci di enfatizzare le qualità di giocatori di mediocrità tecnica, quali ad esempio Nocerino e Boateng, i quali hanno saputo dare il meglio di se l’anno scorso, grazie anche alla presenza in squadra dei campioni già citati. Certo, fa specie l’insolito pensiero di un San Siro rossonero diventato razzia di molti. Noi sosteniamo da parecchio tempo la tesi che le colpe di Allegri siano limitate a una situazione di squadra sfuggitagli dalle mani, ma nulla ha a che fare con l’oggettiva mancanza di campioni. Pato non è al meglio della forma a causa dei recenti guai fisici non completamente risolti, El Shaarawy (unica nota positiva) segna, ma si danna alla ricerca dannosa di voler sembrare l’Ibra della situazione. Montolivo cerca faticosamente di ricucire i danni di un centrocampo privo di qualità. Il resto è davvero poca cosa o, perlomeno, non è da Milan. Allegri per il momento è confermato, più come traghettatore verso l’acquisto dell’allenatore rossonero del prossimo campionato (Guardiola? Montella?) che per la reale fiducia nei suoi confronti. Una cosa è certa, aspettare il prossimo campionato in questa situazione potrebbe essere pericoloso per i rossoneri.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711aquilani-4.jpgSiNmilan-e-fiorentina-il-meglio-e-il-peggio-del-nostro-campionato-1009288.htmSiT1000024,T1000027100451001,02,03,07030216
2011009267NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani ha promesso quattro acquisti a Allegri20121113121327milan, galliani, allegriMilan Galliani AllegriSecondo quanto riporta&nbsp;La Gazzetta dello Sport, la riconferma di Allegri arrivata nella notte tra domenica e lunedì ad opera di Galliani e Berlusconi, sarebbe legata anche ad un programma di mercato ben delineato. Il presidente rossonero infatti, ha promesso al tecnico toscano almeno 3-4 acquisti per puntellare una rosa quantomeno incompleta dopo le partenze di Ibrahimovic e Thiago Silva. Braida sta vagliando il mercato sudamericano per un difensore centrale, ma serviranno anche una punta e magari un esterno che completi il palco attaccanti per il 4-2-3-1.C1007650adm001adm001allegri_600x449.jpgSiNmilan-galliani-ha-promesso-quattro-acquisti-a-allegri-1009267.htmSiT1000027100075701,02,03,07030566
2021009222NewsCalciomercatoFuturo Milan, Galliani:«Serve pazienza»20121109095111MilanBerlusconi ha un debole per MontellaL'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di 'Sky Sport 24', chiedendo tempo per far crescere la giovane rosa rossonera e rassicurando i tifosi sull'assoluta incedibilità del nuovo fenomeno El Shaarawy.<BR><BR>"Sono contento per l'età media della squadra, prima ci accusavano di essere troppo vecchi, ora forse siamo l'opposto, ovvero troppo giovani, serve però pazienza per farli crescere. Non è l'anno zero bensì l'anno uno di un nuovo Milan con una nuova filosofia per tornare a vincere. Non abbiamo mai perso la fiducia in Allegri, con noi ha fatto un primo ed un secondo posto, di sicuro non abbiamo pensato che abbia smesso di saper allenare nelle prime otto partite di questo anno".- ha spiegato Galliani.<BR><BR>Quindi il dirigente rossonero si è soffermato sulla prossima finestra di mercato, assicurando: "Non abbiamo bisogno di vendere, vedremo poi nella prossima sessione cosa fare; El Shaarawy è il nostro gioiello, non andrà via al cento per cento, voglio rassicurare i tifosi".<BR><BR>Galliani ha poi spiegato: "Berlusconi non ha mai fatto mancare la sua presenza per il Milan, non fa mai mancare i suoi consigli per i giocatori, anche se viene poco allo stadio. E' anche più tranquillo, sereno ed equilibrato di me. Sono sicuro che, come dice Obama, il meglio debba ancora venire. Il nostro obiettivo ora è andare agli ottavi di Champions".<BR><BR>Infine non nasconde di avere un debole per l'allenatore della Fiorentina. "Montella? E' uno di quegli allenatori che piacciono a Berlusconi perchè fanno giocare bene le squadre, farà una grande carriera. Pato? Deve stare bene fisicamente, aveva una media goal i primi due anni ai livelli di Van Basten, poi sono arrivati gli infortuni".<BR><BR>MilanoFL0411FL0411galliani.jpgSiNfuturo-milan-elshaarawi-non-e-in-vendita-1009222.htmSi100427901,02,03,07010393
2031009194NewsCalciomercatoIbra spinge per De Rossi al Psg: «Diventeremmo ancora più forti»20121107110041ibra de rossiZlatan IbrahimovicZlatan Ibrahimovic vuole Daniele De Rossi con se al Psg e ieri, nel post partita, l'ha fatto capire abbastanza chiaramente: <br><br> <EM>"Lo vedo bene in tutte le squadre,&nbsp;è un grande giocatore: cosa succedera' non lo so, spero che arrivi al Psg, sarebbe un grande aiuto. Se e' vero diventiamo ancora piu' forti'.</EM><br><br> Una benedizione niente male per un club, il Psg, che finquì ha sempre accontentato il suo numero 18 pescando spesso e volentieri in Italia. Ricordiamo tra l'altro che l'acquisto del centrocampista romanista sarebbe molto utile anche per quanto riguarda la Champions visto che il giocatore è utilizzabile non avendo giocato la Roma in Europa.<br><br>FL0141FL0141c_3_media_1567900_immagine_ts673_400.jpgSiNibra-spinge-per-de-rossi-al-psg-saremmo-ancora-piu-forti-1009194.htmSi100205001,02,03030308
2041009188NewsCampionatiIl calcio che brucia tutte le sue bandiere20121107093130roma, de rossiRoma De RossiQuando nel calcio si parlava di “bandiere”, si faceva riferimento a giocatori rappresentativi che hanno fatto la storia dei club nei quali hanno militato. Era un segno di riconoscenza o, se vogliamo, di affetto reciproco tra calciatore, società e tifosi. E, pur nell’anacronistico pensiero legato a valori e sentimenti che non possono più concordare con le più ciniche esigenze del dio denaro che è sempre più ricco d’ingordigia, i tifosi di calcio contemporaneo restano pur sempre legati a pensieri di gelosia difficili da estirpare. Pensiamo dunque che, a parte qualche eccezione del passato, giocatori come Zidane, Ronaldo, Ibrahimovic, Thiago Silva, per citarne solo alcuni, hanno cambiato squadra sconvolgendo i propri tifosi ma non le società di appartenenza che ne hanno ricavato lauti guadagni. E, ciclicamente, in questo strano mondo pallonaro che non finisce mai di stupire per fatti e misfatti a esso legati, si ripresenta quel vecchio tema delle “bandiere”che, nell’immaginario collettivo si pensa ormai stantio, antiquato, ma che invece torna d’attualità nel colpire la sensibilità dei tifosi di calcio quando vengono toccati in prima persona. Daniele De Rossi centrocampista di grandi qualità tecniche e campione rappresentativo della Roma sembra in procinto di lasciare la sua squadra. Già quest’estate il giocatore giallorosso era stato in procinto di passare al Manchester City, ma poi non se ne fece nulla. Oggi, a pochi mesi da quel De Rossi pensiero, si riparla quasi con certezza della sua dipartita da Roma. “Molti si dimenticano che i manager hanno il compito di gestire i club, valutando tutte le opportunità che il mercato presenta. Se per De Rossi dovesse arrivare un’altra offerta interessante come quella sopraggiunta quest’estate, è nostro compito valutarla attentamente”. Queste sono parole chiare che non possono dare motivo a eventuali fraintendimenti, frasi pronunciate da Franco Baldini Direttore Generale della Roma. Se De Rossi, dunque, sarà richiesto con un congruo compenso di milioni di euro, la Roma non si opporrà sicuramente all’offerta. Tutto ciò ha gettato nel panico i tifosi giallorossi che nel loro dire accorato “Parte a gennaio” oppure “ Lo vogliono cedere”, frasi ripetute che si espandono a macchia d’olio nella capitale, dimenticano il pensiero, fino a ieri ritenuto remoto, della non più esistenza delle bandiere. Eppure, parlando di Daniele De Rossi, in casa giallorossa non si parla di un giocatore qualunque ma di un simbolo della Roma stessa, il giocatore destinato a ereditare la fascia di capitano dopo che Francesco Totti avrà deciso di chiudere la sua fulgida carriera. Vedremo cosa accadrà a gennaio durante il mercato invernale. Certo è che nel calcio come nella vita spesso facciamo lustro di modernità e adeguatezza alle vigenti regole di questo mondo contemporaneo ma, quando ci vengono a mancare certi modelli rappresentativi, cui eravamo legati da qualche tempo, stentiamo ad accettare ciò che pensavamo fosse anacronistico e diventiamo improvvisamente conservatori. Sappiamo che non è facile sradicare dalla forma mentis del tifoso un pensiero di gelosia verso il proprio campione rappresentativo, tuttavia, è necessario convincersi che le ferree leggi del mercato calcistico contemporaneo non ammettono più sentimenti legati a delusioni di tipo passionale. Quando un campione cambia squadra, talora suo malgrado, non lo fa con l’intenzione di tradire i suoi tifosi ma, più semplicemente, si adegua professionalmente ad un mondo che impone certe regole. Restano i piacevoli e indelebili ricordi e, quelli, non lo potrà cancellare nessuno. Neanche il misero dio denaro!<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711derossi.jpgSiNil-calcio-che-brucia-tutte-le-sue-bandiere-1009188.htmSiT1000012100451001,02,03030194
2051009192NewsCoppeChampions League, City e Real pari tra paure e recriminazioni20121107090055real city zenit champions leagueKo lo Zenit di SpallettiUn punto per Real e City rispettivamente con Borussia e Ajax: è andata bene, ma poteva andare molto peggio. Soprattutto al City di Mancini: i campioni d'Inghilterra infatti ponti-via sono pandati sotto di due gol (doppietta di De jong). Yaya Toure con una splendida girata ha accorciato nel primo tempo, Aguero invece ha pareggiato i conti nel finale su assit di Baloteeli.&nbsp;A fine partita però Mancio e i suoi fuoriosi con l'arbitro che ha prima annullato un gol regolare al Kun e poi non dato un rigore per fallo su Balotelli allo scadere. Partita difficilissima invece per il Real, sotto ben due volte: Reus con una splendida botta di destro porta in vantaggio i suoi, Pepe pareggia di testa, Goetze da il là ancora una volta ai tedeschi: all'89' una splendida punizione di Ozil, turco di Germania regala il pari. Nel girone del Milan ennesimo flop europeo per lo Zenit di Luciano Spalletti che, orfano di Hulk, perde a Bruxelles con l'Anderlecht grazie al gol di Mbokani: i russi adesso rischiano grossissimo. Nel Gruppo A tutto facile per il Psg: 4-0 il finale coi gol di Alex, Matuidi, Menez e Hoarau, tutti serviti splendidamente da Ibrahimovic. Nell'altra partita del girone&nbsp;0-0 tra Dinamo Kyev e Porto.&nbsp;Pareggiano Shalke 04 e Arsenal nel gruppo B: gunners avanti di due gol con&nbsp;Walcott e Giroud gli uomini di Wenger&nbsp;si fanno raggiungere dal solito Huntelaar e da Farfan. Vince 3-1 l'Olimpyakos contro il Montpellier&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141c_3_media_1597669_immagine_oleft.jpgSiNcity-e-real-pari-tra-paure-e-recriminazioni-1009192.htmSi100205001,02,03030220
2061009179NewsCoppeChampions League: ultima spiaggia per il City20121106120037champions leagueIn campo anche Real e Psg tra le altreQuarta giornata di Champions già decisiva per il Manchester City di Roberto Mancini: i Citizens sono la delusione del torneo finquì e una mancata vittoria oggi con l'Ajax li butterebbe praticamente fuori. L'ex tecnico dell'Inter lancia il Kun Aguero e Tevez: panchina per Balotelli, che ha mal digerito la sostituzione di domenica scorsa e che ha incrinato per l'ennesima volta il suo rapporto col tecnico. Nello stesso girone cerca vendetta il Real Madrid contro il Borussia: all'andata trionfarono i tedeschi, oggi gli uomini di Mou cercano i tre punti per ipotecare il passaggio del turno. In campo Modric e Ozil, per molti incompatibili, ma non per lo Special One che ha tra l'altro risposto alle critiche di chi gli chiedeva della scarsa affluenza della gente al Bernabeu con un secco <EM>"non sono io il responsabile della crisi economica". </EM>Test casalingo&nbsp;facile per il Psg di Ancelotti: la Dinamo Zagabria sembra una squadra ottima per dimenticare il passo falso in campionato. Da tener d'occhio Ibrahimovic, protagonista di una bruttissima espulsione. Nell'altro match del gruppo il Porto cerca il colpaccio in Ucraina con la Dinamo Kyev per mantenere il comando. Lo Zenit (stesso gruppo del Milan) va in Belgio, in casa dell'Anderlecht: test impegnativo per gli uomini di Spalletti apparsi non esattamente in formissima, a dispetto dei grandi nomi. Trasferta difficilissima nel Gruppo B invece per l'Arsenal di Arsene Wenger: lo Shalke 04 in casa è temibilissimo e vorrà senza dubbio bissare la vittoria di due settimane fa a Londra. Olimpyakos-Montpellier, l'altro match dello stesso girone, chiude il programma.FL0141FL0141roberto_mancini.jpgSiNchampions-league-ultima-spiaggia-per-il-city-1009179.htmSi100205001,02,03030188
2071009167NewsCampionatiInter, Juan Jesus: «Contro la Juventus potevamo fare una goleada»20121105194531inter, juan jesusInter Juan JesusIl difensore dell'Inter Juan Jesus ritorna sulla vittoria nel derby d'Italia parlando a Globo Esporte. Il brasiliano ammette che la vittoria contro la Juventus: "Poteva finire in goleada". Questo nonostante l'inizio in salita: "La Juventus era imbattuta e conoscevamo tutte le insidie della sfida. Si è fatta ancora più difficile dopo il gol preso a freddo, 18 secondi dopo l'inizio, ma siamo stati intelligenti a leggere bene la partita e a poco a poco abbiamo riequilibrato il punteggio fino al ribaltamento nel secondo tempo. Quindi loro hanno dovuto gettarsi in avanti concedendoci maggiori spazi. Noi ne abbiamo approfittato in contropiede e abbiamo ammazzato la gara. Ma abbiamo avuto anche altre occasioni e per poco non finiva con una goleada".<BR>C1007650adm001adm001juan-jesus-4.jpgSiNinter-juan-jesus-contro-la-juventus-potevamo-fare-una-goleada-1009167.htmSiT1000026100075701,02,03,06030227
2081009136NewsCampionatiInter, Stramaccioni: «La Juventus è la nostra rivale»20121102141531inter, stramaccioniInter StramaccioniAndrea Stramaccioni ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del big match con la Juventus:<BR><BR>Su come sta l'Inter: "Stiamo bene, siamo in un bel momento. Mentalmente, grazie ai risultati, siamo cresciuti molto. Arriviamo alla gara in buone condizioni. Mi aspetto una gara di alto livello fra le prime due della classe. Loro sono più rodati, ma noi siamo ad un passaggio importante per valutare i progressi fatti".<BR>Sulla gara: "Non firmo per il pareggio. Siamo l'Inter! In carriera non ho mai giocato per non vincere. Loro sono i campioni in carica, ma vediamo come andrà. Non faccio paragoni con le altre squadre, ma posso dire che noi siamo riusciti a migliorare in pochissimo tempo grazie all'impegno e alla fortuna. Noi remiamo tutti dalla stessa parte, questo l'ho sempre percepito".<BR><BR>Su Pirlo: "E' il giocatore che ha più qualità nella Juve, è normale avere qualche attenzione particolare per lui. Nel preparare questa gara mi rendo conto che Pirlo è uno dei punti di forza".<BR><BR>Sul risultato: "E' importante capire che qualsiasi risultato venga fuori non compromette niente. Siamo alla decima giornata, l'eco che avrà sarà più mediatico che reale perché il nostro cammino è ancora tutto da scrivere. Comunque abbiamo le carte in regola per fare risultato. Noi andremo li per fare la nostra partita".<BR>Sullo Shakhtar, che ha messo in crisi la Juventus: "Ha una struttura ideale per mettere in difficoltà la Juventus, con due esterni molto veloci. Noi non abbiamo queste caratteristiche, quindi non giocheremo da Shakhtar".<BR><BR>Sulla formazione: "Non so, sono davvero indecisissimo".<BR>Sull'approccio: "Dobbiamo partire meglio che col Napoli e finire meglio rispetto alla gara con la Roma. Alla Juve non puoi concedere la minima distrazione".<BR><BR>Sulla rivalità con la Juventus: "Sono stato colpito da quanto i tifosi sentano questa partita. Credevo che la rivale storica fosse il Milan, invece non è così. Sotto questo punto di vista, venendo da Roma, ero già preparato".<BR><BR>Ancora sulla partita: "Rendendo l'Inter più equilibrata diminuiamo le possibilità di perdere. Devo decidere, la formazione la dirò solo 45 minuti prima della partita".<BR><BR>Sull'attacco: "Il problema non è il numero degli attaccanti. Con una sola punta possiamo anche riuscire a stupire. E' una provocazione, ma prendo come esempio la Fiorentina: non hanno attaccanti di ruolo ma hanno messo in difficoltà la difesa bianconera grazie ai suoi palleggiatori. La Fiorentina e lo Shakhtar sono le uniche squadre che hanno messo in difficoltà i bianconeri. Ripeto, non dipende dagli attaccanti".<BR><BR>Su Sneijder: "Farà gli esami all'inizio della prossima settimana. Poi dovrà essere il campo a farmi capire quando poterlo schierare".<BR>Sugli scudetti della Juventus: "Sono quelli decisi dalla giustizia sportiva, ma da interista mi interessa solo l'Inter, ognuno sul proprio stadio può attaccare ciò che vuole".<BR>Sul centrocampo: "Di certo quello bianconero è il punto di forza della squadra. Grazie agli inserimenti hanno deciso molte partite".<BR>Sulla Juve come esame di maturità di Stramaccioni: "Da allenatore devo avere le idee chiare su come affrontarla. A quel punto, se uno lavora bene, può andare tranquillo. A volte abbiamo avuto la lettura giusta dall'inizio, a volte l'abbiamo cambiata in corsa. Ripeto: se io lavoro al massimo sono tranquillo. Il bello del calcio però è che non puoi decidere le gare prima di giocarle. Comunque non vedo la partita di domani come esame di maturità, anzi ho voglia di giocare queste partite. Non hanno timore i miei giocatori, non vedo perché dovrei averlo io".<BR><BR>Sul centrocampo nerazzurro: "Dipende dall'equilibrio che vorrò dare alla squadra. Devo fare una macroscelta per poi decidere nello specifico gli interpreti da utilizzare. Dipende tutto dalla mentalità, ogni modulo ha i propri punti di forza".<BR>Sulla facilità della Juve nell'andare a segno: "Nel preparare la gara devo tenere conto del fatto che la Juventus segna con tutti i giocatori. Davanti hanno giocatori con qualità tecniche diverse ma il filo conduttore è la grande qualità tecnica. Certamente è un loro grande pregio".<BR><BR>Sull'attacco: "Se decidiamo di giocare con un attaccante solo è ovvio che il candidato è solo uno...".<BR><BR>C1007650adm001adm001strama1.jpgSiNinter-stramaccioni-la-juventus-e-la-nostra-rivale-1009136.htmSiT1000026100075701,02,03,06030146
2091009081NewsEditorialeSe il calcio fa il vuoto20121026094531milanMilanScrivendo come spesso ci capita di pallone e di campioni ad esso connessi, ci siamo accorti che alcuni disturbi d’umore noti come stress da mancanza di vittorie e quindi di continue sconfitte, sono quasi sempre accompagnate da insoddisfazione, irritabilità e tendenza di chiusura verso i rapporti con l’esterno. Chi ne soffre, come calciatori, allenatori e responsabili di settore, sono sistematicamente “costretti” a motivare gli insuccessi ai media e ai tifosi, con l’ausilio di frasi fatte che, il più delle volte, hanno il sapore della forzatura di chi parla a mala voglia e non sa cosa dire. E intanto, chi come noi è abituato a svolgere il proprio lavoro per fare informazione, è spesso alle prese con il fattore umano che nulla, apparentemente, interessa alla gente. <BR><BR>Dopo questo preambolo dovuto e riesumato da tante personali esperienze giornalistiche, in questa occasione vogliamo fare riferimento preciso alla situazione del Milan. Campione d’Italia nel campionato 2010-’11, comincia il 2011’12 con lo scudetto trapuntato sulle maglie e con la legittimità di vantare di essere la favorita per la vittoria finale. E, in effetti, è stato un duello che si è prolungato fino alla fine del campionato contro l’emergente Juventus di Antonio Conte che, dopo tanti anni di oscurantismo e di insuccessi di varia natura, fiuta l’occasione per mettere le mani sullo scudetto 2011’12. E ci riesce. Il Milan perde quindi dignitosamente un campionato di vertice, ma deve fare i conti con le esigue finanze delle casse rossonere. Berlusconi e Galliani si rendono conto che è finito il tempo delle vacche grasse e, quindi, c’è bisogno di opera di sfoltimento dei ranghi, soprattutto di coloro i quali, avendo maggiore mercato, possono contribuire in maniera sostanziale a rimpinguare il bilancio societario. <BR><BR>Così, non si batte ciglio quando dal PSG arriva un’offerta irrinunciabile per Ibrahimovic e Thiago Silva che sono stati venduti senza se e senza ma. E, a loro, fanno seguito le dipartite di Mark Van Bommel, Gennaro Gattuso, Alessandro Nesta, Antonio Cassano, Clarence Seedorf, Filippo Inzaghi, Alberto Aquilani, Gianluca Zambrotta e Maxi Lopez che, per un motivo o per l’altro sono stati epurati, anche se qualcuno (vedi la vicenda Cassano, Van Bommel, Seedorf e forse Gattuso) ha deciso di cambiare aria spontaneamente. A questo punto, i sostenitori milanisti si sarebbero aspettati un’attenta analisi di ringiovanimento da parte della società che, però, non c’è stata. E, se nel calcio non si provvede in tempo, questi sono i risultati. Adesso si fanno mille critiche e congetture, si vorrebbe l’allontanamento dalla panchina Massimiliano Allegri, reo di essere il male peggiore di questo Milan che è letteralmente allo sbando. Ma scusate, chi allenava la squadra del Berlusca quando ha vinto lo scudetto e nell’anno successivo? Quali giocatori aveva a sua disposizione? Noi riteniamo che Allegri possa pure avere le sue colpe e che possa aver sbagliato nella ricerca continua di impostazioni tattiche e giocatori che non hanno dato i risultati sperati, tuttavia, in un contesto di questo tipo è più giusto fare ricorso a errori societari commessi quest’estate nell’impostazione della squadra. Il Milan, così facendo, ha chiuso anzitempo e di propria mano, un ciclo che doveva essere programmato con calma, senza affanno e senza creare uno sfoltimento così repentino. Ci giunge davvero strana questa lacuna da parte di professionisti navigati nel settore calcistico come Galliani, Braida and company che, a meno di imposizioni venute dall’alto, hanno fatto sì che il Milan si trovi in una situazione di difficile risoluzione. Certo, a gennaio ci sarà il mercato di riparazione, ma in una situazione di questo genere si presume che i tempi per ritornare ai fasti di un tempo, neanche tanto lontano, siano davvero lunghi. <BR><BR>Certo, Allegri prima o poi sarà sollevato dall’incarico di allenatore del Milan, ma è la squadra che non c’è nei suoi cardini più importanti e, quindi, anche l’eventuale promozione dell’eterno secondo Mauro Tassotti, non potrà cambiare l’essenza di una squadra che è lontana parente di quella che è stata. Certo, si potrà verificare una scossa positiva per la squadra e i giocatori che sembrano trovarsi in uno stato di comprensibile non reattività, tuttavia, riteniamo lento nel tempo il processo di ricostruzione del futuro rossonero che, a nostro parere, si deve basare su giocatori come De Sciglio e l’acquisto di nuovi giovani calciatori in grado di fare la differenza, rappresentando la continuità di una storia che, al momento, sembra davvero essere ingiustamente mortificata.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711galliani.jpgSiNse-il-calcio-fa-il-vuoto-dentro-1009081.htmSiT1000027100451001,02,03,06,07030232
2101009076NewsCoppeIbra: «Il Milan ha perso? problemi loro»20121025164242ibraZlatan IbrahimovicZlatan Ibrahimovic, dopo l'apertura della settimana scorsa ("se il Milan chiama io ci sono" ndr), e le seguenti polemiche a riguardo, sembra esser diventato un iceberg quando si parla della società rossonera. <BR><BR>Ieri ad esempio, nel post partita del match con la Dinamo Zagabria, lo svedese si è liberato della giornalista Mediaset&nbsp;che le chiedeva qualcosa sull'ennesima sconfitta del Milan con queste semplici parole: <EM>" Hanno perso? problemi loro"</EM><BR><BR>Qualche parola in più invece sul suo Psg: <EM>"Stiamo andando bene, però è il nostro primo anno in Champions dobbiamo fare esperienza".</EM><BR><BR><BR>FL0141FL0141877717-14768359-640-360.jpgSiNibra-il-milan-ha-perso-problemi-loro-1009076.htmNo100205001,02,03,0701099
2111009068NewsCoppeMilan, Allegri non molla: «Io non lascio, penso al Genoa...»20121024233239allegri«Ho parlato con Berlusconi...«<STRONG>Max Allegri</STRONG>, nonostante la sconfitta di Malaga, non ha nessuna intenzione di lasciare il Milan, come conferma egli stesso a caldo durante il post partita: <BR><BR><EM>"Ho parlato con Berlusconi. Io penso al Genoa e speriamo che cambi la musica anche a livello di fortuna. Lasciare? No, non fa parte del mio carattere. Questo è un girone molto equilibrato e in campionato la squadra si riprenderà. Dopo le prestazioni che abbiamo fatto&nbsp; non posso che essere fiducioso.</EM> <EM>In questo momento quello che conta è il risultato. Purtroppo abbiamo avuto una disattenzione in occasione del loro gol. Io cerco di dare serenità al gruppo, però abbiamo buttato via troppi palloni nella ripresa. Ci manca un po' di lucidità negli ultimi 30 metri, dove facciamo molti errori di misura. La difesa a tre?&nbsp;</EM> <EM>Ci avevo già pensato ma avevo lasciato stare in passato. In questi giorni ci siamo tornati, credevo che con tre difensori potevamo avere buona una gestione palla e superare il loro pressing offensivo. L'abbiamo fatto bene nel primo tempo, nel secondo meno ma continueremo nell'esperimento: per le caratteristiche dei nostri giocatori ci permette di arrivare più facilmente sul fondo".</EM><BR><BR>FL0141FL0141milan_allegri2.jpgSiNallegri-non-molla-io-non-lascio-penso-al-genoa--1009068.htmSi100205001,02,03,07030124
2121009066NewsCoppeChampions League, Tutto facile per il Psg, cadono City e Real20121024225055champions leagueColpacci esterni di Olympiacos e Shalke 04La terza giornata di Champions riserva grossissime sorprese: oltre alla sconfitta del Milan desta scalpore il passo falso del <STRONG>City</STRONG> di Mancini in casa dell'<STRONG>Ajax&nbsp;</STRONG>e quello del Real a Dortmund.&nbsp;&nbsp;Per i Citizens le cose si erano messe bene almeno inizialmente,&nbsp;visto il vantaggio&nbsp;dopo 22' con un bel destro di<STRONG> Nasri</STRONG>: allo scadere però<STRONG> De Jong</STRONG> trovava il pari mentre nella ripresa, al 57', <STRONG>Noisander</STRONG> affondava il colpo portando in vantaggio i suoi:<STRONG> Eriksen</STRONG> al 68' chiudeval match; gli assalti finali della squadra inglese,nonostante gli innesti di Tevez e Balotelli non portavano risultati fissando così il risultato sul 3-1.Match spettacolare a <STRONG>Dortmund</STRONG> tra i padroni di casa del Borussia e il Real: i padroni di casa, avanti con <STRONG>Lewandosky</STRONG>, vengono subito raggiunti dal solito <STRONG>Cristiano Ronaldo</STRONG> due minuti dopo. Nella ripresa una perla di<STRONG> Schmelzer</STRONG> dà i tre punti ai tedeschi e riapre il girone.Tutto facile invece per il <STRONG>Psg</STRONG> di Ancelotti con&nbsp;che chiude la partita già nella prima frazione: di <STRONG>Ibra</STRONG> e <STRONG>Menez</STRONG> le reti decisive nello 0-2 alla Dinamo Zagabria. Vince a fatica il Porto che si fa riprendere ben due volte dalla Dinamo Kiev prima di chiudere il match sul 3-2: a segno<STRONG> Varela</STRONG> e due volte<STRONG> Martinez</STRONG> per i portoghesi, <STRONG>Gusev</STRONG> e <STRONG>Ideye</STRONG> per gli ospiti. Colpaccio esterno dello Shalke 04, che passa a Londra in casa dell'Arsenal: dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, il solito<STRONG> Huntelaar</STRONG> e <STRONG>Afellay</STRONG> fissano il risultato sullo 0-2. Perde in casa pure il Montpellier con l'Olympiacos: dopo il vantaggio dei francesi con <STRONG>Charbonnier</STRONG> al 49', i greci prima pareggiano con <STRONG>Torossidis</STRONG> e poi allo scadere si portano a casa i tre punti grazie alla rete di <STRONG>Mitroglou</STRONG>. <BR><BR><BR><BR>FL0141FL0141628x471.jpgSiNtutto-facile-per-il-psg-cade-il-city--1009066.htmSi100205001,02,03030134
2131009063NewsCampionatiLIVE - Champions League: risultati e marcatori20121024223531champions league, malaga, milanLive Champions League Segui su IlCalcio24.com la diretta della terza giornata di Champions League. Match ore 20.45.<BR><BR>Zenit San Pietroburgo-Anderlecht 1-0 (p.t. 1-0): 72' Kherzakov su rigore<BR><BR>Ajax-Manchester City 3-1 (p.t. 1-1): 22' Nasri, 44' De Jong (A), 57' Moisander (A), 68' Eriksen (A)&nbsp;<BR><BR>Arsenal-Schalke 04 0-2 (p.t. 0-0): 76' Huntelaar, 86' Afellay<BR><BR>Dinamo Zagabria-Paris Saint Germain 0-2 (p.t. 0-2): 31' Ibrahimovic, 43' Menez<BR><BR>Borussia Dortmund-Real Madrid 2-1 (p.t. 1-1): 36' Lewandowski, 38' Cristiano Ronaldo (R), 64' Schmelzer <BR><BR>Porto-Dinamo Kiev 3-2 (p.t. 2-1): 15' Varela, 21' Gusev (D), 36' e 78' Martinez, 72' Ideye (D)<BR><BR>Malaga-Milan 1-0 (p.t. 0-0): 63' Joaquin&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 43' Joaquin (M)&nbsp;sbaglia un rigore<BR><BR>Montpellier-Olympiakos 1-2 (p.t. 0-0): 50' Charbonner, 73' Torossidis (O), 91' Mitroglou (O)<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001balotelli.jpgSiNlive-champions-league-terza-giornata-malaga-milan-risultati-e-marcatori-----1009063.htmSiT1000027100075501,02,03030434
2141009057NewsCampionatiIbra prende casa a Versailles20121024123346ibraLo svedese starà in una reggia da 40000 euro al meseAddio Sarkozy: eh già perchè alla signora Helena, moglie di Ibrahimovic, non piace la vincinanza dell'ex Premier francese e ha convinto il marito a cambiare casa. I coniugi svedesi quindi sembra che abbiano "ripiegato" per una specie di reggia in quel di Versailles da 40 mila euro al mese: all'interno oltre a 4 stanze ci sarà una cucina avveniristica e un enorme bagno. La "casetta" si trova in una strada privata del parco Chauchard (un monumento storico) ed è ad un passo dal campo d'allenamento della squadra parigina.FL0141FL0141milestone-00wgy8.jpgSiNibra-prende-casa-a-versailles-1009057.htmNo100205001,02,03010149
2151009038NewsCampionatiMilan, i motivi della crisi di Boateng20121023121531milan, boatengSarebbero due i motivi delle pessime prestazioni sportive di Boateng in questo inizio di stagioneCome riporta <EM>Tuttosport </EM>sarebbero due i motivi delle pessime prestazioni sportive di <STRONG>Boateng </STRONG>in questo inizio di stagione.<BR><BR>Il primo riguarda l'adeguamento dell'ingaggio che il centrocampista aveva richiesto da 2,3 milioni a quasi 4 e che la società ha subito rigettato, il secondo riguarda le cessioni dei big in particolare di Ibrahimovic che avrebbero fatto calare di molto il morale del giocatore.<BR><BR>Intanto contro il <STRONG>Malaga</STRONG>, Boateng dovrebbe non partire dall'inizio.<BR><BR><BR><BR>C1007650adm001adm001boateng-4.jpgSiNmilan-i-motivi-della-crisi-di-boateng-1009038.htmSiT1000027100075501,02,03030363
2161008976NewsCampionatiGermania-Svezia: la remuntada gialloblu20121017161531germania, sveziaGermania SveziaÈ uno degli avvenimenti più emozionanti del gioco del calcio. <BR>Cercato, inseguito, voluto. Poche volte realizzato. <BR>Speranze infrante, sogni proibiti, preghiere inutili.<BR>La famosa rimonta è il simbolo di qualcosa di inaspettato, qualcosa di incredibile e di fantasioso.<BR>Quando la cerchi troppo, quando sei convinto di riuscire a completarla: lì arriva la più grande delusione. Un esempio?<BR>Ci troviamo nel maggio del 2010, in quel di Barcellona. La grande Inter di Josè Mourinho ottiene un clamoroso 3-1 casalingo contro i campioni d’Europa in carica. I catalani non ci stanno. <BR>Dal giorno seguente, tifosi, giocatori e allenatore organizzano quella che verrà ricordata come ‘remuntada’. <BR>Magliette, appelli, frase minacciosi dei giocatori del Barca, evidentemente sotto pressione. <BR>In Spagna sono tutti convinti che la fatidica rimonta, la fatidica vendetta verrà completata.<BR>Ed è qui che arriva il peggio: perché invocando eccessivamente qualcosa d’insicuro, la delusione raddoppia, triplica. <BR>Così, accade che i tifosi nerazzurri, estasiati della conquista della finale, scendono le infinite scale del Camp Nou intonando cori e sfottò che richiamano proprio la parola remuntada. <BR>La rimonta è qualcosa a sé stante, qualcosa di complicato da capire e da spiegare.<BR>E spesso, spessissimo, arriva quando nessuno se lo aspetta, quando nessuno ci può credere. <BR>Provate a chiederlo ai 73.000 dell’Olympiastadion di Berlino. Provate a chiedere loro se al 60’ minuto della partita contro la Svezia si aspettavano quella che in seguito sarebbe successo.<BR>Ci si gioca la qualificazione per il mondiale brasiliano del 2014. <BR>La Germania schiacciasassi di Low annienta la Svezia: il tabellone parla chiaro. <BR>Una strepitosa doppietta di un rinato Miro Klose, un gol di Mertesacker, e la solita marcatura di Ozil. 4-0 e tutti a casa. O no?<BR>No. No perché accade l’imprevedibile. La squadra tedesca, capace di giocare una partita eccellente dal punto di vista tattico e tecnico, crolla e molla. <BR>Quando la squadra di Hamren realizza il primo gol sembra tutto normale: normale il solito gol di Ibrahimovic, normale una reazione, normale il gol della bandiera. <BR>Non normale, anormale, quello che succede dopo. Mikael Lustig al 64’, Johan Elmander a quindici dalla fine e, soprattutto, Rasmus Elm, a tempo ormai scaduto. <BR>La panchina svedese esplode, l’Olympiastadion piange. <BR>La rimonta è così: imprevedibile, crudele, sublime.<BR>La Germania è gialloblu.FL0882FL0882IBRAHIMOVIC-SVEZIA-FUORI.jpgSiNgermania-svezia-la-remuntada-gialloblu-1008976.htmSi100877901,02,03030159
2171008961NewsCampionatiScommessopoli, un altro match di A nel mirino? 20121016092823ScommessopoliLa Procura di Bari indaga su Inter-Atalanta del 2009Spunta un altro match di Serie A nell'inchiesta su Scommessopoli. <br><br> Stando a quanto rivela la 'Gazzetta dello Sport', la Procura di Bari starebbe indagando su Inter-Atalanta&nbsp; del campionato 2008/2009. La gara, finita 4-3 per i padroni di casa con goal di tacco di Ibrahimovic e doppietta di Cristiano Doni, è finita nel mirino degli inquirenti dopo la deposizione del pentito Angelo Iacovelli. <br><br> "Dopo la partita con la Salernitana - avrebbe fatto mettere a verbale l'ex 'factotum' del Bari - non so da chi arrivò la dritta di scommettere forte sull'Over tra Inter e Atalanta. Giocammo e vincemmo". In particolare, si trattò di una giocata che prevedeva un doppio 'Over', sia nel primo tempo che come 3,5 nel finale.<br><br> Il sospetto della Procura, conduce a un'asse composta da scommettitori e calciatori con uno scambio di informazioni da uno spogliatoio all'altro&nbsp;per ottenere giocate sicure.<br><br>BariFL0411FL0411tifosi.jpgSiNscommessopoli-la-procura-indaga-su-inter-atalanta-1008961.htmSi100427901,02,03010167
2181008936NewsCalcio EsteroPallone d`Oro 2012:sei giocatori italiani in lizza20121011085840Pallone d`Oro 20126 italiani in lizzaC'è di nuovo&nbsp;molta Italia nelle nomination per il prossimo pallone d'Oro. Dopo anni di&nbsp;assenza sono stati rivelati i nomi di coloro che rappresenteranno il nostro paese nella corsa al prestigioso premio, che probabilmente però non vinceranno.<br><br> Ci sono sei calciatori (Balotelli, Buffon, De Rossi, Di Natale, Marchisio e Pirlo) e sei allenatori (Guidolin, Di Matteo, Mancini, Mazzarri, Prandelli e Spalletti). A livello di calciatori solamente la Spagna ha fatto meglio, con 10 rappresentanti. <br><br> Attualmente i nomi sono 53, ma ne verranno presto tagliati 30. I 23 finalisti saranno poi svelati il prossimo 30 ottobre. I vincitori verranno scelti da 209 giornalisti, 209 c.t. e 209 capitani. L'annuncio dei tre finalisti verrà dato il 30 novembre prima del sorteggio della Confederations Cup. Il vincitore verrà invece proclamato il 7 gennaio 2013 a Zurigo.<br><br> Probabilmente i tre finalisti saranno Messi, Ronaldo ed Iniesta. Ma prenderanno molti voti anche Falcao, Drogba, Casillas, Buffon, Xavi ed anche Ibrahimovic. Tra gli allenatori invece il favorito in assoluto è il ct della Spagna campione d'Europa Vicente del Bosque.<br><br>EuropaFL0411FL0411spagna-euro-20121.pngSiNpallone-d-oro-sei-italiani-in-lizza-1008936.htmSi100427901,02,03010249
2191008933NewsCampionatiMilan, da Allegri a Berlusconi: problemi infiniti20121010154313allegri galliani berlusconi milanL`intero ambiente rossonero non giraL'unica cosa che poteva tirar su il morale e sistemare un po le cose in casa Milan era il derby: il risultato però lo conosciamo tutti e ora sono evidenti degli scenari a dir poco preoccupanti. <BR><BR>La squadra latita, Allegri sembra in bilico e dietro di lui già scalpitano in tre- quattro, Berlusconi continua a stare lontano dalla società e pure Galliani è stato messo in dubbio qualche settimana fa. <BR><BR>Andiamo però per ordine: Adriano Galliani, amministratore delegato rossonero, uomo di fiducia della società, due settimane fa è stato messo in dubbio. Berlusconi ha smentito tutto ma il fatto che comunque lui non intervenga più di tanto sulle problematiche rossonere pesa un pò. Ad ogni modo questo sembra essere il problema minore: dubitiamo che uno scossone interno possa coinvolgere pure lui.<BR><BR>&nbsp;Scossone che può arrivare da una cessione della società: ecco, Silvio Berlusconi è un problema abbastanza grosso adesso. Escludendo il lato economico sempre in deficit, si susseguono voci circa nuovi acquirenti del Milan: Ferrero è l'ultimo di una lunga lista e l'ex Presidente del Consiglio negli ultimi sei mesi ha fatto sentire la sua voce soltanto tre volte (prima quando annunciava che T.Silva restava, poi quando ha spiegato a Milan Channel che si doveva vendere perchè la società era in crisi, e poi recentemente per confermare con una nota Galliani, ndr.). Presente per il "Berlusconi" ad inizio anno, si è notata la sua assenza nel derby: evidentemente il compleanno di Putin era più importante...<BR><BR>&nbsp;Capitolo Allegri: nel derby i suoi hanno giocato, hanno creato qualche occasione e possono recriminare per le decisioni arbitrale. Fatto sta che i tre punti non sono arrivati e adesso sul banco degli imputati, come sempre, va lui: con la Lazio potrebbe anche essere una delle ultime chances per lui in vista di una sperata conferma. Al suo posto, si sa, Inzaghi scalpita: non è da escludere però che, se non si aggiustino le cose Galliani non decida di far "traghettare" la squadra a Tassotti, salvo poi affidarla a Pep Guardiola, come si è lasciato scappare tempo fa Mazzone ("Pep l'anno prossimo allenerà a Milano..." ndr).<BR><BR>&nbsp;Dicevamo della squadra: i giocatori ancora non hanno assimilato il cambio di modulo e l'assenza di T.Silva e, soprattutto, Ibra si sente. A testimonianza di ciò ci sono numeri eloquenti: i rossoneri quest'anno hanno fatto 7 gol (4 El Shaarawy e 3 Pazzini), lo svedese da solo ne ha gia fatti 9. A questo va aggiunto che Robinho e Boateng, ottimi l'anno scorso, quest'anno sono inguardabili, che Allegri ha cambiato nelle ultime 7 partite per ben 7 volte l'assetto difensivo, che De Jong non è esattamente l'acquisto che serviva a questa squadra, che Bojan è, se possibile, più scarso dello giocatore visto con la Roma, che Pazzini dopo la tripletta di Bologna si è spento e che forse nello scambio con l'Inter c'hanno guadagnato i nerazzurri, che la panchina è troppo corta, che Pato oramai è un desaparecidos, e che la squadra soffre terribilmente i calci piazzati. Ovviamente ci sono gli aspetti positivi: De Sciglio ha un buon futuro, Montolivo sembra essersi svegliato dal torpore iniziale ed El Shaarawy è esploso definitvamente. Occhio Milan però,&nbsp; solo questo non può bastare...<BR><BR><BR>&nbsp;&nbsp;<BR><BR><BR><BR>C1007650FL0141FL0141allegri400.jpgSiNmilan-per-allegri-decisiva-la-lazio-1008933.htmSiT1000027100205001,02,03010174
2201008930NewsCalcio EsteroGolden Foot 2012:si vota fino al 12, in lizza anche Buffon e Pirlo20121010092842Golden foot 2012In lizza anche Buffon e PirloMancano pochi giorni alla chiusura della votazione web per eleggere il vincitore del Golden Foot 2012 , il campione da leggenda che lascerà le impronte dei piedi sulla Champions Promenade di Monte Carlo. Si può votare fino al 12 ottobre. <BR>In lizza ci sono dieci campioni che hanno fatto e che stanno ancora facendo la storia del calcio: Didier Drogba, Zlatan Ibrahimovic, Andrea Pirlo e Raul Gonzalez Blanco, Gianluigi Buffon, Iker Casillas, Carles Puyol, Ricardo Kaká, Xavi Hernandez e Clarence Seedorf. <BR>&nbsp;<BR>Quest'anno, il vincitore de Golden Foot sarà premiato Pelé. Accanto a lui, anche Franco Baresi, Eric Cantona e Lothar Matthäus riceveranno il Golden Foot come leggende del calcio per il contributo dato al gioco durante le loro brillanti carriere.<BR>&nbsp;<BR>Il Golden Foot è l'unico premio calcistico votato dal pubblico che risponde alla domanda: chi merita di essere considerato come uno dei migliori calciatori di tutti i tempi? Il giocatore più votato riceverà l'ambito premio a Monte Carlo e lascerà le impronte sulla Champions Promande.<BR>&nbsp;<BR>Il prossimo 17 ottobre, giorno nominato "Football Day " in collaborazione con Sportel Monaco, si svolgerà il gala di premiazione del Golden Foot 2012 nel prestigioso scenario della Salle des Étoiles dello Sporting Club di Monaco, con inizio alle ore 20:00. Sarà una serata indimenticabile con le più grandi stelle del calcio.Monte CarloFL0411FL0411pirlo.jpgSiNgolden-foot-si-vota-fino-al-1008930.htmSi100427901,02,03010316
2211008903NewsCalcio EsteroLiga BBVA, la settima giornata. Pari e patta tra Barça e Real, Atletico primo20121008085617Liga BBVALa settima giornata<STRONG>Celta Vigo-Siviglia 2-0 60'Aspas-85'Lucas</STRONG><br><br> Casa dolce casa per il Celta in quel del "Balaidos" dove è tornato a vincere e perdipiù contro il Siviglia, sconfitto fino ad ora solo dalla capolista Barcellona.Troppi assenti trale fila degli andalusi per poter creare difficoltà ai padroni di casa<br><br> <STRONG>Rayo-Deportivo 2-1 18'Piti-29?Carlos(R) - 41'Pizzi(D)</STRONG><br><br> Una partita con "poco" calcio ma molti spunti interessanti.Notevoli i miglioramenti in fase difensiva dei padroni di casa.<BR>Eccezionali prestazioni dei due portieri, Ruben da un lato e Aranzubia dall'altro.<br><br> <STRONG>Real Saragozza-Getafe 0-1 64'Castro</STRONG><br><br> All'inizio tutto faceva presagire una vittoria casalinga e invece l'incontro si è trasformato in un dramma per i tifosi del Saragozza. Il gol vittoria del Getafe arriva, infatti, da un rigore e conseguente espulsione inesistenti.<br><br> <STRONG>Valladolid-Espanyol 1-1 70'Verdu(E) - 82'Gonzalez(V)</STRONG><br><br> Dopo 7 giornate l'Espanyol continua a cercare la prima vittoria. Partita con molte polemiche. Rigore generosissimo per l'Espanyol e un gol annullato per un fuorigioco inesistente negli ultimi minuti di gioco. Sarebbe stato il gol vittoria per i catalani allenati da Pochettino.<br><br> <STRONG>Betis-Real Sociedad 2-0 18'Paulao- 81'Castro Martin</STRONG><br><br> Con questa vittoria il Betis si posiziona al quarto posto. I sivigliani riescono a trasformare in oro molte delle occasioni che arrivano da calcio piazzato.<br><br> <STRONG>Levante-Valencia 1-0 22'Martins</STRONG><br><br> Il Levante fà suo il derby di Valencia grazie a un gol del nigeriano Martins. Eppure il Valencia,fino al gol subito,stava giocando bene, dilapidando, però, le varie occasioni da gol create. Dopo il vantaggio il Levante ha acquisito sicurezza e più volte è andato vicino al raddoppio.<br><br> <STRONG>Maiorca-Granada 1-2 65'El Arabi-76'Torje(G) - 86'Hemed(M)</STRONG><br><br> Il Granada riesce a dare continuità di risultati e vince su un campo difficile come quello di Maiorca, che, ad onor del vero, deve prendersela con la serie di infortuni che lo stanno penalizzando. A complicare ulteriormente la partita ci si mette anche l'ennesimo errore arbitrale della giornata in occasione del vantaggio su rigore degli ospiti.<br><br> <STRONG>At.Bilbao-Osasuna 1-0 12'Aduriz</STRONG><br><br> Importantissima vittoria dei padroni di casa che consente di navigare in acque più tranquille. Un gol di Aduriz sblocca una partita molto equilibrata. Da segnalare tre legni per gli ospiti.<br><br> <STRONG>Barcellona-Real Madrid 2-2 31'-61'Messi(B) - 23'66'C.Ronaldo(R)</STRONG><br><br> Pareggio su tutti i fronti, nel risultato e nella sfida personale a suon di gol tra Messi e Ronaldo. Due grandi squadre hanno offerto un grande incontro di calcio. Nonostante tutte le polemiche o rivalità alla fine vince il calcio giocato.<br><br> <STRONG>At.Madrid-Malaga 2-1 6'Falcao - 90'A.Gol Weligton(A) - 37'Santa Cruz(M)</STRONG><br><br> L'Atletico acciuffa la prima posizione insieme al Barcellona dopo la vittoria di ieri sera contro il Malaga e con Falcao che continua la sua marcia alla conquista del "Pichichi".Prima sconfitta stagionale per il Malaga.<br><br> Classifica<br><br> 1.Barcelona &nbsp;19<BR>2.Atletico Madrid 19<BR>3.Malaga &nbsp;14<BR>4.Betis &nbsp;12<BR>5.Real Madrid &nbsp;11<BR>6.Mallorca &nbsp;11<BR>7.Sevilla &nbsp;11<BR>8.Valladolid &nbsp;10<BR>9.Getafe &nbsp;10<BR>10.Rayo Vallecano 10<BR>11.Levante &nbsp;10<BR>12.Celta Vigo &nbsp;9<BR>13.Real Sociedad 9<BR>14.Valencia &nbsp;8<BR>15.Granada &nbsp;8<BR>16.Athletic Bilbao 8<BR>17.Zaragoza &nbsp;6<BR>18.Deportivo La Coruna &nbsp;6<BR>19.Osasuna &nbsp;4<BR>20.Espanyol &nbsp;2<br><br>SpagnaFL0411FL0411falcao.jpgSiNliga-bbva-la-settima-giornata-1008903.htmSi100427901,02,03010232
2221008884NewsCampionatiMilan, Abate: «Cassano è uno come tutti gli altri»20121006105135milan, abateMilan Abate CassanoIl difensore del Milan Ignazio Abate, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport per parlare dell'imminente derby di Milano. Parlando dei derby passati dove Milito punì i rossoneri proprio a causa di un paio di errori del difensore, Abate tranquillizza i tifosi dicendo che per lui non esiste nessuna fobia-Milito. Riferendosi a Cassano lo definisce un avversario come tutti gli altri e che lui dovrà pensare soltanto a fare la propria partita senza pensare al passato. Secondo il rossonero, pesa l'assenza di Ibrahimovic, anche se il suo carattere alla lunga era difficile da sopportare all'interno dello spogliatoio. Abate continua dicendo che non ha mai pensato di lasciare il Milan.Poi parlando dei problemi nello spogliatoio spiega che erano solo di assestamento oltre che per l'assenza dei senatori che hanno lasciato il Milan la scorsa estate.C1007650Milanoadm001adm001abate.jpgSiNmilan-abate-cassano-e-uno-come-gli-altri-1008884.htmNoT1000027100075701,02,03010193
2231008855NewsCampionatiInter, Vi ricordate Oba Oba?20121004144122Oba Martins InterObafemi Martins, ex Inter, tra ricordi e rimpiantiMario Balotelli, nonostante la giovane età, ha tutte le carte per diventare uno dei più grandi campioni italiani degli ultimi decenni, anche se ha tutto ancora da dimostrare. I tifosi interisti non potranno non ricordare gli esordi di Mario in cui l'apparente timido ragazzo dava prova delle sue capacità sin da subito. E dopo poco tempo diede prova anche del suo carattere, ma il resto è storia ben nota. Se Balotelli però è il prodotto del vivaio nerazzurro più interessante degli ultimi tempi, dal 2000 ad oggi un altro ex Primavera nerazzurro è entrato ed è rimasto nel cuore dei tifosi nerazzzurri. Stiamo parlando del nigeriano Obafemi "Oba Oba" Martins. Non c'è tifoso interista che non si ricordi la particolare esultanza del giocatore nigeriano, la serie di capriole dopo l'esplosione di gioia per il goal. Senza ovviamente trascurare la devastante velocità del giocatore, forse la sua caratteristica migliore, che regalò diverse gioie alla squadra nerazzurra in un periodo certamente non costellato di successi. Martins era un vero e proprio idolo dei tifosi e anche Moratti era un suo fan. Tuttavia, a quanto ci è dato sapere, l'Inter preferì Adriano a lui: infatti dopo gli arrivi di Crespo e Ibrahimovic (senza dimenticare Cruz che era già in rosa) i nerazzurri furono costretti a cedere almeno un attaccante (troppa abbondanza dal punto di vista numerico) e la scelta ricadde proprio sul nigeriano dato che il brasiliano a quei tempi era ancora intoccabile: il 26 agosto 2006 viene ufficializzato il passaggio di Martins al Newcastle, &nbsp;per 16,5 milioni e una promessa di contro riscatto qualora l'Inter avesse voluto riprendere il giocatore proprio dal club inglese. Il diritto di controriscatto l'Inter non lo esercitò mai, anche perché il nigeriano non riuscì a continuare sull'ottima strada che aveva preso con i nerazzurri. In 3 anni 88 presenze e 28 goal con i bianconeri inglesi, buone cifre ma lontane da ciò che ci si aspettava da un giocatore tanto promettente ma ormai arrivato all'età della consacrazione. Poi Wolfsburg e Rubin Kazan, con in mezzo un'esperienza di due mesi al Birmingham, e infine l'approdo al Levante circa 1 mese e mezzo fa. Oggi "Oba Oba" ha 28 anni da compiere a fine mese e si può definire un calciatore a tutti gli effetti, non più di certo una promessa come ai tempi dell'Inter. Sicuramente in tanti si aspettavano da lui un futuro diverso, del resto non è da tutti fare i 100 metri in 10"94', e c'era magari anche chi sperava di vedere continuare la carriera di Martins con la maglia nerazzurra, o perché no, un suo ritorno a casa. Certamente non avrebbe, visto il dominio Milito nell'attacco nerazzurro, lo spazio che ebbe qualche anno fa sul campo, ma per rivedere le sue capriole spazio nel cuore dei tifosi nerazzurri ce n'è parecchioC1007650MilanoFL0676FL0676martins.jpgSiNinter-vi-ricordati-di-oba-oba-1008855.htmSiT1000026100664801,02,03010295
2241008851NewsCoppeEuropa League, Gruppo J Lazio Maribor: è il giorno di Floccari20121004091816Europa League Gruppo J LazioOre 19 Probabili formazioni<H4>&nbsp;</H4> <H4>Sfida facile solo sulla carta per la Lazio. Affronterà il Maribor che, nel primo turno, ha rifilato un perentorio 3-0 ai greci del Panathinaikos.</H4> <H4>Un solo precedente tra le due compagini. Champions 1999/00 finì con due rotondi 4-0 per i romani sia all'andata che al ritorno.<BR>Ampio turn-over per Petkovic. Floccari entrerà dal primo minuto, presumibilmente con Ederson a sostegno e un centrocampo a quattro formato da Mauri, Ledesma o Cana, Hernanes e Lulic. Biava è il più affidabile in difesa e difficilmente si farà a meno di lui.&nbsp; Dias,che sta attraversando un momento buio potrebbe essere rimpiazzato con Ciani. </H4> <H4>Nel Maribor verà confermato J. Handoanovic tra i pali, supportato da Arghus, Rajcevic Mejac e Trajkovski. A centrocampo Mertelij e Mezga, Ibraimi. In attacco il duo Beric-Tavares entrambi a segno contro nella prima partita.</H4> <H4>PROBABILI FORMAZIONI</H4> <H4>Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Ciani, Biava, Cavanda; Ledesma, Lulic, Hernanes, Mauri; Ederson, Floccari. All. Petkovic </H4> <H4>Maribor (4-4-1-1): Handanovic J.; Mejac, Rajcevic, Arghus, Trajkovski; Tavares, Mertelij, Mezga, Cvijanovi ; Ibraimi; Beric. All. Milani <BR>Arbitro:Szymon Marciniak(POL)<BR>&nbsp;</H4>C1007650RomaFL0411FL0411floccari.jpgSiNeuropa-league-lazio-maribor-probabili-formazioni-1008851.htmSiT1000018100427901,02,03010242
2251008843NewsCampionatiPorto-Psg 1-0, le pagelle. Top Rodriguez e Ibrahimovic. Flop Lavezzi20121003224258porto, psgPorto Psg PagelleAllo stadio do Dragao di Oporto i padroni di casa dominano i Francesi, che non sono mai entrati in campo. Porto a punteggio pieno, PSG fermo a 3 punti. <BR><BR>Risultato finale Porto PSG 1-0: 83' Rodriguez <BR><BR>Ammoniti: Thiago Silva, Fernando, Jallet<BR><BR>Porto(4-3-3): Helton 6, Danilo 6.5, Maicon 6.5, Otamendi 6.5, Alex Sandro 6.5, Moutinho 7, Fernando 6, Lucho Gonzalez 6(81' Defour s.v), Varela 6(74' Atsu 7), Jackson Martinez 6.5, James Rodriguez 7.5<BR>All. Pereira 7<BR><BR>PSG(4-3-2-1): Sirigu 7, Van Der Wiel 5.5 (62'Jallet 5), Sakho 5, Thiago Silva 5.5, Maxwell 5.5, Verratti 5, Matuidi 6, Chantome 5.5, Nenè 5, Menez 5.5(73' Lavezzi s.v, 80' Pastore s.v), Ibrahimovic 6.5<BR>All.Ancelotti 5<BR><BR><STRONG><EM>Top Porto</EM></STRONG><BR><BR>James Rodriguez: per il talento sudamericano l'ennesimo gol. Questo con un sapore particolarmente speciale.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Porto</EM></STRONG><BR><BR>Nessuno.<BR><BR><STRONG><EM>Top PSG</EM></STRONG><BR><BR>Ibrahimovic: in una serata decisamente no per i Francesi, lui è sicuramente il migliore.<BR><BR><STRONG><EM>Flop PSG</EM></STRONG><BR><BR>Lavezzi: infortunio o scelta tecnica quella di sostituire l'argentino dopo nemmeno 10 minuti? Lo scopriremo mai?<BR><BR><BR>C1007858OportoFL0882FL0882ezequiel-lavezzi_aggrandissement_paysage.jpgSiNporto-psg-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1008843.htmSi100877901,02,03010694
2261008822NewsCoppeChampions League Gruppo A: spicca Porto-PSG20121003085655Champions League Gruppo AProbabili formazioni<SPAN class=st>Lo Estadio Do Dragao di Oporto ospita una partita che, sulla carta, ha tanto da offrire, visti i valori tecnici corali; entrambe le compagini si trovano al momento in testa al Gruppo A con 3 punti, a discapito della Dinamo Zagabria e della Dinamo Kiev.L'unico precedente tra i due club risale al 2004 quando, nella medesima competizione, i portoghesi pareggiarono all'andata a reti bianche, ma furono sconfitti dai francesi al ritorno.</SPAN><BR><BR><SPAN class=st>Per entrambe è un momento molto positivo: nessun ko, sia in campionato che in champions. In campionato il Porto ha già vinto entrambe le gare casalinghe (8 reti fatte e 0 subite); Il PSG nelle 3 trasferte di campionato ha raccolto 2 vittorie e 1 pareggio: 6 reti fatte e 1 subita.</SPAN><BR><BR><SPAN class=st>Nel Porto l'unico indisponibile è Rolando.</SPAN><BR><BR><SPAN class=st>Nel Paris SG. saranno Bodmer e Thiago Motta gli assenti. Ancelotti prepara il suo adoratissimo albero di natale alle spalle di Ibra. Solo panchina per Lavezzi e Nene</SPAN