SARRI CHE ASPETTI? USA LA DH7


Dybala, Higuain e Cristiano
Ronaldo. In sintesi DH7. Seguendo la Juventus del nuovo
corso targato Maurizio Sarri, spesso ci siamo chiesti dov’è tutto questo
cambiamento di mentalità nel considerare il gioco del calcio come segno
tangibile dell’osare in attacco, senza avere il timore di squilibrare l’assetto
tattico del centrocampo. Strano che l’ex tecnico del Napoli e del Chelsea abbia
praticamente lasciato a metà la sua opera di rivoluzionario, confermando in
parte quei meccanismi di squadra rodata dagli otto scudetti consecutivi,
conquistati tra la gestione Conte e Max Allegri. C’è qualcosa che non ci
convince in questo suo atteggiamento tattico poco propenso a lasciare le briglia
sciolte a una squadra di campioni che avrebbe bisogno di essere meno inibita
nella sua inventiva. Questa insistenza su Bernardeschi in chiave di finto
trequartista non si addice al giocatore, il quale secondo noi è più
apprezzabile nel ruolo di esterno con l’obbligo di aiutare il centrocampo. Ma
Sarri non è convinto e anche in considerazione dell’aspettare la ripresa
completa di Douglas Costa che dovrebbe essere pronto per la Supercoppa Italiana,
sembra essere refrattario a proporre fin dall’inizio i tre tenori d’attacco
della Juventus. Questione di convinzione o di insicurezza? Noi pensiamo che ci
sia timore di indebolire il centrocampo e di non coprire abbastanza la difesa
nella fase di non possesso palla. Sono scuole di pensiero che non si addicono alle
vedute di Sarri, un tecnico che ha fatto la sua fama per i principi di calcio
spettacolo non certo scriteriato tatticamente, ma intenso nel suo concetto di propositiva
azione d’attacco. Tanti sostengono che è ancora presto per giudicare la
Juventus di quest’anno, la quale ha visto nel cambiamento tecnico un radicale
rivoluzionamento dei sistemi che la squadra aveva assorbito dopo i lunghi anni
di gestione Allegri. Può darsi, ma a noi sembra che il concetto di “radicale
rivoluzionamento dei sistemi tattici” sia soltanto metaforico e
non conforme alla realtà. Per questo motivo continuiamo a vedere a tratti una
Juventus che soffre troppo l’avversario, invece di aggredirlo per lunghi momenti
della gara. E’ una Juve cinica, molto vicina a quella di Allegri e comunque non
ancora sarriana del tutto. Ottima la collocazione di Bentancur a centrocampo,
capace di fare filtro nelle fasi di interdizione e di ripartenza immediata, con
la qualità tecnica di vedere il gioco anche da prezioso suggeritore. C’è poi il
flop Rabiot, il calciatore francese che non riesce proprio a inserirsi nel
gioco della Juventus. E’ dall’inizio del campionato che Sarri lo prova con
pazienza, ma gli abbiamo visto sbagliare di tutto e di più, anche in
circostanze in cui un calciatore della sua qualità tecnica dovrebbe dimostrare
maggiore personalità. Continuando così, pensiamo che il francese non sia un
giocatore adatto alla Juve ma a una squadra con minori aspirazioni. Dunque,
ritornando a Sarri, confermiamo la nostra idea di proporre sistematicamente la
DH7 d’attacco che non è come egli sostiene una banale idea da bar sport, ma più
semplicemente la riproposizione di un trio che quando è stato messo in campo ha
tolto non poche castagne dal fuoco, sia alla Juve che allo steso Sarri.
Salvino
Cavallaro