JUVENTUS, AVANTI IN CHAMPIONS


Un po’ bene, un po’ benino e un po’ stiracchiata,
la Juve di Champions passa agli ottavi. Non era facile in relazione a come si
erano messe le cose, ma adesso in cassaforte ci sono gli introiti economici previsti
dall’Uefa per chi passa il turno, mentre c’è anche la possibilità di arrivare
fino in fondo. Dipende solo dalla Juventus, da Allegri, dalla sua squadra e
dalla condizione con cui si arriverà a quel mese di marzo più volte citato dal
mister juventino, per significare il bivio cruciale che in genere porta a
vincere lo scudetto e proseguire per la finale di Champions. Vedremo. Allo
stato attuale, nell’arco dei 90 minuti si evidenziano troppi errori a metà campo
e in generale si evince una manovra non sempre fluida. Il gioco non sembra
oleato nei meccanismi del suo insieme tra difesa centrocampo e attacco e spesso
si nota il numero del singolo piuttosto che la partecipazione corale dei tanti
campioni di cui dispone la Juve. E’ evidente che Allegri le sta provando tutte,
cambia modulo e giocatori (mai a partita in corso) e talora tenta l’inserimento
di chi inizialmente gli sembrava il doppione dell’altro. Ancor prima di Napoli,
Allegri ha optato per Bernardeschi all’esterno, poi è ritornato sui suoi passi
e ha rispolverato Douglas Costa che pensava essere la controfigura di Cuadrado.
E così, utilizzando entrambi, lo ha sistemato proprio nel lato opposto al
colombiano. I risultati sono stati soddisfacenti ma non siamo ancora all’optimum,
perché Dybala continua a essere un giocatore da recuperare. Certo, un tale
calciatore di così alta qualità tecnica e fantasia non si può considerare un
problema per una squadra di calcio(ce ne fossero di questi problemi), tuttavia
il ragazzo è da troppo tempo fuori dal coro, lontano da una squadra e da un
ambiente che continua ad aspettarlo. Non è da lui fare errori tecnici da scuola
calcio, sbagliare nei fondamentali di uno stop con la palla che gli tocca lo
stinco e schizza via perdendo la possibilità del gol, o di qualsiasi altra manovra
d’azione che potrebbe significare per la Juve un’occasione perduta. Dybala è un
giocatore di fantasia che quando è in forma sbaglia pochissimo, trascina la
squadra, salta gli avversari come birilli, detta l’ultimo passaggio e va in gol
con facilità. L’aver fallito alcuni rigori nel recente passato, ha dato
probabilmente alla squadra la sensazione che qualcosa si sia inceppato in lui.
Allegri deve recuperarlo tenendolo un po’ a riposo, deve stargli vicino, deve
aiutarlo a uscire fuori da questa ostinante forma ansiogena di ricercare
assolutamente il gol come terapia di fine periodo di crisi. E’ troppo
importante questo campione per la Juve, è un valore aggiunto cui si ha l’obbligo
di recuperare perché è giovane e talentuoso. Ma non così, non in questo modo si
recupera. Poi c’è il grande problema di sostituire Buffon, perché Szczesny (con
tutto il rispetto) non può rappresentare la continuità. Poco sicuro, poco
autoritario nel sistemare la difesa e appare anche timido e lontano nell’infondere sicurezza in
un ruolo che è assolutamente determinante. Già, la difesa. Su questo punto dobbiamo
mettere in rilievo il grande salto di qualità che ha avuto Benatia, granitico e
sicuro nell’anticipare l’avversario e andare a raccogliere di testa il pallone in
area di rigore avversaria, in occasione dei calci d’angolo. E poi il
centrocampo che sembra ancora doversi amalgamare. Pjanic è fragile dal punto di
vista muscolare, Khedira è troppo lento in una manovra che spesso prevede
velocità nei rovesciamenti di fronte. Note liete invece per Matuidi, giocatore
che lascia da parte i fronzoli del calcio per essere concreto nell’andare a
carpire il pallone all’avversario come se fosse un furetto. E poi Higuain,un
giocatore maturo, ritrovato, intelligente nella manovra collettiva in aiuto al
centrocampo e talora anche alla difesa. Ha ritrovato il piacere del gol e del
passaggio in verticale per i compagni. Contro l’Olympiacos è apparso forse un po’
stanco a causa delle tossine da smaltire dopo la tensione di Napoli, tuttavia,
il suo apporto alla squadra è sempre garantito anche dal punto di vista carismatico,
nell’incoraggiare i compagni d’attacco a partecipare al pressing alto. E c’è
anche un Bernardeschi che frulla continuamente nella testa di Allegri, ma che
ancora non ha capito bene come sistemarlo nell’assetto tattico da lui voluto. Farlo
entrare negli ultimi minuti non agevola un calciatore giovane e tecnicamente
valido come questo ragazzo che, ricordiamolo pure, la Juventus lo ha pagato 40
milioni di euro. Dunque, c’è ancora molto da fare in questa Juve che, comunque,
pur in una situazione non ottimale di gioco si trova in alto alla classifica ed
è entrata negli ottavi di Champions. Scusate se è poco!
Salvino
Cavallaro