ADESSO IL TORO HA BISOGNO DELL’AIUTO DEL POPOLO GRANATA.


Il virus coronagranata colpisce
ancora. Tra Campionato e Coppa Italia produce la settima sconfitta consecutiva,
mettendo in evidenza uno sbando totale che è figlio di tanti errori prodotti
nel recente passato. L’unico a tenere alto il proprio orgoglio è Salvatore Sirigu, il portiere che da
solo merita il plauso e il ringraziamento incessante della delusissima
tifoseria granata, che nell’amarezza di vedere il Toro risucchiato al fondo del
pericolo retrocessione, quasi fa passare inosservato l’opera di un solo
giocatore capace di accollarsi sulle spalle le sconfitte evitate con molti gol
di scarto per suo unico merito. Il Torino è ammalato e sembra aver contratto un
virus sconosciuto che fa persino tacere il presidente Cairo, in un silenzio
assordante capace di far pensare molte cose negative sul futuro della società
granata. Nel corso dei nostri tanti articoli scritti sulla grave situazione del
Torino, abbiamo spesso fatto notare i marchiani errori di valutazione in ambito
della compra vendita di giocatori, con l’eterno assillo di spendere troppo per
non destabilizzare il bilancio e la situazione economica della società, sempre
eternamente assillata dall’equilibrio tra entrate e uscite, tra plusvalenze e
minusvalenze, perdendo la logica di un football che richiede capacità e
competenze tecniche di settore. Così, chi meno vuol spendere più sperpera
malamente. E’ il caso di Simone Verdi
che con i 25 milioni spesi per acquistarlo, è diventato il giocatore più pagato
della storia granata. Un errore marchiano addebitabile allo stato maggiore granata
ma soprattutto a Walter Mazzarri, reo di avere dato il suo assenso per un
acquisto che avrebbe dovuto dare impulso a un attacco che da troppo tempo
poggia le sue uniche speranze di gol sul capitano Belotti. Il risultato? E’
sotto gli occhi di tutti, con giocatori che oggi non hanno più mercato come
Zaza, Baselli, Lukic, Djidji, Ola Aina, Lyanco, Meitè, mentre si spera che in
questa situazione non si affievolisca ancor di più il valore di mercato dei
vari, Nkoulou, Izzo, Belotti, Ansaldi. Unico valore aggiunto, come dicevamo, è
Salvatore Sirigu che nella malaugurata ipotesi di un declassamento in Serie B,
non potrà certamente più far parte del Torino. Dunque, una situazione davvero
grave si prospetta nell’ambito del Toro, affetto com’è di un male per niente
oscuro ma che necessità di una massima urgenza nel riparare in extremis quello
che tra un mese potrebbe rappresentare l’irreparabile. La patata bollente è
stata data a Moreno Longo, il quale
non avendo nulla da perdere, ha accettato di tentare il possibile per raddrizzare
una situazione diventata insostenibile nell’ambito di una squadra che sembra
alla deriva della ratio tecnica, tattica, mentale e fisica, con l’aggiunta di
sensi di colpa che ne peggiorano la situazione generale. Il Toro è ammalato, su
questo non ci sono dubbi. Chiedere uno sforzo al popolo granata di non eccedere
nella contestazione è forse difficile, anche se riteniamo sia l’unica strada
per uscire fuori dall’oscurità di questo lunghissimo tunnel. Per questo pensiamo
che esacerbare ancor di più il sentimento di delusione profonda, porterebbe a
peggiorare una situazione già di per sé compromessa. Dunque, si proceda con la
corazza di chi come il popolo granata ne ha viste tante di cose negative nella
sua lunga e gloriosa storia, che questa al confronto è poca cosa. Solo così si
potrà attenuare il fardello di colpe che impaurisce la squadra e la rende
sempre più fragile al primo alito di vento. Esca fuori il 12 giocatore in
campo. E’ l’unica speranza rimasta per aiutare Longo e i suoi ragazzi.
Salvino
Cavallaro