ICARDI, L’INTER PERDONA MA LA CURVA NO.


Autorevoli e discordanti pareri si sono
contrapposti nella vicenda del libro pubblicato da Mauro Icardi, in cui egli stesso, in alcune pagine, ha descritto
con dovizia d’informazione quel post partita Sassuolo- Inter e l’acceso diverbio che ebbe
con i tifosi nerazzurri. Parole pesanti che la frangia estrema del tifo
organizzato non gli ha perdonato, per averlo contestato aspramente. La società
gli ha addebitato una multa salatissima, ma la curva alza i toni e dice a
chiari lettere che non lo vuole come capitano e neanche come semplice giocatore
che veste quella maglia. A scatenare questo putiferio, è stata la ricostruzione
dell’episodio sulla sua maglia numero 9 regalata dal campione a un bimbo e,
secondo Icardi, strappata dalle mani dello stesso bambino. Storie di calcio, di
ultrà, di prepotenze, ma anche di ingenuità inaccettabile da parte del
giocatore e della stessa società. Tanto per cominciare, una società ben
organizzata dovrebbe intervenire sul nascere di queste situazioni, proprio perché
è suo diritto inalienabile. Quindi, l’ufficio stampa dell’Inter avrebbe dovuto
leggere la bozza di quel libro prima di essere pubblicato. Ma se la società non
è stata avvertita dal suo tesserato, ecco che la cosa diventa ancora più grave del
previsto, perché lui come dipendente della Società Inter avrebbe dovuto
chiedere il permesso. Quindi, altro che multa salata e togliere momentaneamente
la fascia di capitano al giocatore. In questo caso la società avrebbe dovuto
chiedere i danni dei diritti d’immagine. Anche la giustizia sportiva avrebbe
dovuto dire la sua con autorevolezza, proprio in una occasione emblematica in
cui si mette in agitazione il mondo degli ultras, attraverso una sorta di sfida
pericolosa. Ma così non è stato, almeno fino ad oggi. Un po’ come dire che i
panni sporchi si lavano in famiglia. Già, la famiglia Inter che appare troppo
buonista davanti al rampollo Icardi che a 23 anni pubblica un’autobiografia
sulla sua vita. Ma che ci sarà mai da raccontare quando ancora non hai vinto
nulla, quando hai ancora un percorso professionale da fare e una lunga vita da
percorrere? E poi Wanda Nara, moglie
e agente di Icardi che mette ancora zizzania dichiarando: “Mauro non andrà via dall’Inter,
toglietevelo dalla testa. Lui resta all’Inter al 100%. Le occasioni ci sono
state la scorsa estate, ma ha scelto di restare per il rapporto che ha con i
suoi tifosi perché è attaccato all’Inter.” Un po’ come continuare a sfidare
quella Curva Nord che non ne vuole più sapere di suo marito. Ma, per fortuna, in
tutto questo frastuono c’è ancora l’ala più moderata del tifo interista, che si
schiera in un “lasciamo perdere” che
sa più di saggezza, piuttosto che di reale voglia di continuare una diatriba
che non porta benefici a nessuno. Già, proprio in quest’Inter così martoriata e
mai ben definita nella sua parte tecnica così piena di ansia di far bene, senza
mai farne. Sunning ha già i suoi
problemi con una squadra e un Frank De
Boer che sembra più confuso che persuaso. Dopo Mancini e l’olandese, adesso ad Appiano Gentile aleggia pure l’immagine
di Rudi Garcia per un inatteso
cambio di rotta. Sarà così? Chissà! Una cosa è certa, in casa Inter i problemi
non mancano proprio mai.
Salvino
Cavallaro