JUVENTUS CAMPIONE D’INVERNO MA NON DI GIOCO


Con la 19vesima giornata del campionato di
calcio di Serie A 2019/20 finisce il girone d’andata. La Juve è campione
d’inverno con due punti di distacco sull’Inter, ma la vera entità del suo gioco
non è ancora emersa con chiarezza. Atalanta e Lazio sono le squadre che giocano
meglio, che sviluppano trame di gioco brillanti e di piacevole armonia corale,
grazie anche al fatto che i tecnici e i giocatori delle due rispettive squadre
sono rimasti uguali e, tranne qualche piccolo ritocco, non hanno mutato il loro
assetto base. Juve e Inter hanno invece cambiato molto, non solo nei suoi
interpreti principali, ma anche nella nuova cultura ideologica di un calcio che
per essere spettacolare e al contempo redditizio, ha ancora bisogno di tempo
per potersi integrare in tutti i suoi elementi. La Juve resta, di fatto, una
squadra che si distingue sempre per il suo cinismo, che approfitta delle giocate
dei suoi singoli campioni ma che non riesce a dare continuità di un gioco
armonico che si vede soltanto a sprazzi. Possiamo dire che la logica di questa
squadra bianconera e della società che fa capo ad Andrea Agnelli, continua ad
avere il suo storico principio di base che resta quello di “Vincere perché è
l’unica cosa che conta”, proprio
in un anno in cui con l’avvento della filosofia sarriana, ci si era proposti di
arrivare a vincere senza annoiare i buongustai del calcio. Ma i palati fini
sanno che se vogliono divertirsi e assistere a un calcio moderno, brillante,
forte nella corsa e duraturo nella resistenza fisica, devono guardare
l’Atalanta di Gasperini o la Lazio di Inzaghi, una squadra che nel breve
volgere di due settimane ha battuto la Juve in Campionato e in Supercoppa
Italiana. Così, mentre Juve e Inter si guardano in cagnesco e giocano la loro lotta
a distanza, la Lazio avanza con le sue 10 vittorie consecutive e un concreto
possibile inserimento nella lotta per lo scudetto, avendo ancora una partita da
recuperare. Certo, in questo momento gira tutto bene per i biancocelesti che
stando bene di salute fisica e mentale, si trovano magnificamente nelle
ripartenze e vincono spesso sul finire delle partite. Questo dimostra quanto la
squadra di Inzaghi sia caparbia e decisa a non mollare mai, senza fare apparire
lo spettro della disattenzione che è l’emblema della stanchezza mentale di
squadra. L’Inter di Conte sta facendo bene, ma non è ancora pronta a
presentarsi come squadra da battere, così come non lo è la Juve di Sarri che si
trova a razionalizzare un campionato che se mai dovesse vincerlo, non lo
stravincerà sicuramente con largo distacco. E allora dove sta la verità, se
l’anno scorso la noiosa squadra di Allegri ha fatto il vuoto alle sue spalle
nonostante producesse un calcio lontano dai canoni moderni? Noi diciamo che non
c’erano le squadre che potevano infastidirla nel suo incedere solitario al
vertice, e quindi ha vinto con merito ma senza il gusto di confrontarsi con
antagoniste del suo livello. Quest’anno la musica è cambiata e anche se la Juve
resta sempre una delle papabili vincitrici finali per lo scudetto, c’è da
vedere come si attrezzerà l’Inter e se la Lazio riuscirà a resistere fino alla
fine, con questo spirito di squadra che stupisce sempre più. Chissà!
Salvino
Cavallaro