GENOA, LO MONACO: «IO E IL PRESIDENTE AVEVAMO DEI PROGRAMMI DIVERSI»


«Velazquez? L`Independiente vuole riprenderselo »
tempo: 35ms
RSS
21/08/2012 -

Pietro Lo Monaco, intervistato da Radio Mana Mana Sport, ritorna a parlare del litigio con Preziosi, che ha poi portato al suo licenziamento:

"Ci sono state divergenze sulla linea di conduzione, meglio agire prima che le situazioni diventino irreparabili. Io pensavo di costruire un Genoa forte, capace nel tempo di recitare un ruolo importante. Dall'altra parte c'erano altri obiettivi. La situazione Perin non c'entra, anche se era una operazione con cui non ero d'accordo. I giocatori bravi bisognava tenerli ma ciò non combaciava con la linea programmatica del presidente (Preziosi, ndr). Velazquez? E' una trattativa che ho concluso io, ma le firme le ha dovute mettere l'attuale ad, anche se nelle intese avrebbe già dovuto lasciare la mano. Velazquez è un difensore centrale di grande prospettiva. Ho sentito che l'Independiente non ha ancora ricevuto niente e vuole riprenderselo. Ecco questo è un giocatore di prospettiva notevole."

Sul campionato l'ex ad di Catania e Genoa poi sembra avere le idee chiare:

"Per lo Scudetto vedo la Juventus avanti alle altre, ma attenzione al Napoli e alla Roma. Milan e Inter le metto in terza fila, poi ci sono Udinese e Lazio. La Juve ha un parco giocatori rilevante. L'arrivo di Llorente sarebbe un bel problema per l'allenatore, anche se sarà difficile vederlo in Italia. Oggi i club di Serie A non si possono permettere follie - spiega Lo Monaco -. Devono andare in giro per il mondo, ci sono tanti giocatori bravi da scovare che non sono pubblicizzati dai media. C'è poca voglia di mettersi in discussione. Si tende ad andare sul prodotto finito". 

Chiusura sul suo futuro: "Sono dodici anni che riesco a muovermi solo dieci giorni l'anno e solo in Argentina. Vorrei vedere il calcio che si fa in Spagna, Germania e Olanda e poi vedremo cosa si riuscirà a fare. La Premier è un altro mondo e presto mi piacerebbe andare a vedere qualche partita. Ma non andrò lì per fare il dirigente, mi piace troppo l'Italia". 

Luca Bonaccorso