IL TORO STA IMPARANDO A NON AVER PAURA


La partita di Napoli ha dato delle
indicazioni di maturità crescente nell’ambito della squadra granata. Da una
serie di partite a questa parte, il Toro di Mazzarri sembra avere trovato la
strada giusta per capire bene chi è, cosa aspira in questo campionato e, soprattutto,
cosa significa pensare, agire e comportarsi da grande squadra. Senza paura,
senza reconditi timori capaci di frenare il processo di crescita di un Torino
in cui finalmente si evidenzia il carattere forte e la voglia di giocarsela con
tutti per entrare in Europa. E così si denota un’ottima qualità di gioco,
minori errori in difesa centrocampo e attacco, con una sensibile diminuzione di
quell’eterno senso di vittimismo granata (anche se in qualche circostanza
motivato) che per anni ha rappresentato l’alibi di tante proprie carenze. Il
Toro ammirato a Napoli è coriaceo, ben messo in campo sotto l’aspetto tattico, ma
con qualche problema ancora da risolvere in attacco, là dove il gallo Belotti
ha ritrovato la sua antica vena aggressiva nel carpire palloni all’avversario,
ma che a partire da trequarti campo risulta essere troppo solo per la fase risolutiva.
Il fatto che Iago Falque sia ormai da qualche tempo fuori forma e Zaza che con
il suo non essere mai vero titolare sembra destinato a non rientrare nei
programmi futuri del Toro, creano lacune in attacco che sono molto evidenti.
Peccato, proprio in questo periodo in cui il centrocampo con Ansaldi mezz’ala, Rincon,
Lukic, Berenguer e De Silvestri e Aina esterni, è in grado di garantire un’ottima
diga a supporto della difesa, mentre tutti si rendono utili anche nelle ripartenze.
Sirigu, poi, è il vero baluardo da superare per qualsiasi attacco. Sempre
sicuro tra i pali e ottimo organizzatore della difesa, il portiere granata
ricopre alla grande quel ruolo che ormai
da tanti anni il Torino non aveva. Dunque, un Toro tosto che sta imparando a
essere concreto e a non lasciare spazi tra le linee agli avversari. D’altra
parte, avere 35 punti in classifica assieme alla Fiorentina ed essere a 3 punti
di distanza da Lazio e Atalanta che verrà a far visita ai granata nel prossimo
turno di campionato, non è cosa da poco. L’importante è continuare nella
consapevolezza di voler percorrere la strada che porta in Europa con la stessa
autostima, con lo stesso spirito di gruppo che bada al sodo senza perdersi in
disarmanti conti di quello che avrebbe potuto essere senza certi errori
arbitrali e non è stato. E’ la forza di chi crede in se stesso e non deve dire
grazie a nessuno. Il Toro può farcela.
Salvino
Cavallaro