CONTE, CONTE, E ANCORA CONTE


Sembra incredibile come in casa
Juventus la forza mediatica sia sempre focalizzata su Antonio Conte e sul suo
verbo che maggiormente lo attizza: VINCERE. Essere vincenti e non conoscere
altro che arrivare prima degli altri non a parole ma con i fatti. Un verbo dal
quale Conte non sa prescindere e quando gli capita di perdere, trova difficoltà
a relazionarsi con gli altri. Deve sbollire la delusione da solo, così come
spesso succede a chi vive in maniera maniacale una propria convinzione, un
qualcosa che si deve rispecchiare anche sul suo gruppo di giocatori. Certo, anche
lui sa quanto sia difficile vincere e ripetersi, tuttavia ritiene che è giusto
destarsi dal sogno per stare con i piedi per terra. E stare coi piedi per terra
significa anche guardare la realtà di questa Juventus, che ha già dato in campo
nazionale e che per essere competitiva in campo internazionale deve
assolutamente comprare sei/sette giocatori in grado di fare la differenza. Ma
Elkann dall’alto del suo pensiero economico, fa riferimento all’Atletico Madrid
come squadra da imitare per essere arrivata quasi a vincere la Champions,
nonostante le ridotte risorse economiche e con un parco giocatori non certo di
eccelso valore tecnico. Ma Conte non ci sta e risponde da par suo, così come il
suo carattere talora impulsivo ci ha abituato. “Juve, guardiamo la realtà” dice il tecnico del Salento, un po’
come dire che questa Juve non può perdersi dietro pensieri filosofici e
similitudini che non hanno alcuna certezza. E poi, anche la sua Juve fin dal
primo anno ha vinto senza avere grandi campioni e senza avere speso chissà
quanti soldi. Adesso la Vecchia Signora è cresciuta, ed è giusto organizzarla
in una maniera tale da ambire a grandi traguardi europei. Sono i giocatori di
qualità che garantiscono i successi. Per quanto riguarda invece la componente riguardante
la leadership di gruppo e suoi derivati, Conte è garante del suo operato, delle
sue affidabili qualità che ormai non deve più dimostrare a nessuno. Parole
chiare, idee che non lasciano adito a nessun fraintendimento di sorta. D’altra
parte i suoi risultati in casa Juventus parlano chiaro. Tre scudetti vinti di
seguito e numerosi record che difficilmente potranno essere superati, non
ultimo quello dei 102 punti conquistati nel campionato appena concluso. Non c’è
che dire, tutto si può dire di Conte; un antipatico dalle idee chiare,
vincenti. Eppure lui dice di essere una persona molto tranquilla nel privato,
che si dedica alla sua famiglia e alla sua bimba. Un buon padre che sul lavoro
diventa esigente con se stesso e che gli permette di chiedere tanto anche ai
suoi calciatori e ai tifosi della Juve. Due persone distinte; il Conte privato
e il Conte professionista, due immagini allo specchio che si fondono
perfettamente e che dimostrano grandi valori, serietà lavorative e maniacali
nel mettersi continuamente alla prova anche quando deve ricominciare. “Chi vince fa la storia, gli altri al
massimo la possono leggere” questo è lo slogan che gli piace molto, che gli
frulla sempre in testa come chiodo fisso. Conte e la sua Juventus, la storia la
vogliono continuare a fare permettendo agli altri di leggerla. Per far questo,
adesso è opportuno voltare pagina, guardare avanti, mettere mani al portafoglio
e costruire il futuro attraverso gli acquisti che lui, assieme al presidente
Andrea Agnelli e Beppe Marotta concorderanno per la nuova Juventus il cui unico
imperativo continuerà ancora ad essere: VINCERE!
Salvino
Cavallaro