MOURINHO: «SUPERARE GLI OSTACOLI IN QUALSIASI MODO»


Già, un po’ come dire che
superare gli ostacoli in qualsiasi modo riduca in sintesi i pericoli di non andare
avanti nelle competizioni. Pareggiare o vincere. La sconfitta? Non è
contemplata! E’ la filosofia di Mou, un allenatore che da sempre ha fatto
parlare di sé e delle sue filosofie calcistiche che badano più all’essenziale
che allo spettacolo. Un coach amato o odiato nella stessa misura e senza mezzi
termini. A Madrid nell’incontro di semifinale di Champions League tra Atletico Madrid e Chelsea è andata come voleva alla vigilia l’allenatore portoghese.
Uno 0 a 0 che ha penalizzato lo spettacolo con una tattica da muro difensivo
che ben ricorda il vecchio catenaccio italiano tanto bistrattato di Paron Rocco
o di Helenio Herrera. La filosofia del “primo
non perdere” ha sempre avuto il sopravvento nel calcio, che non tiene conto
del risultato positivo se ottenuto in maniera meritoria, se giocato bene o male
o se si è vinto attraverso il puro spettacolo dettato dagli annali del
football. Andare avanti e arrivare fino in fondo per cercare di vincere la
Coppa messa in palio dalla competizione cui si partecipa è la massima
aspirazione di ogni club che si rispetti. D’altra parte, solo così si scrive
una pagina indelebile nella storia di un football club e nessuno ricorderà mai
se quella vittoria è stata ottenuta attraverso lo spettacolo del pallone oppure
no. Importante è arrivare fino in fondo e, ancor più importante è alzare la
coppa al cielo e intascare i tanti milioni di euro messi in palio dalla UEFA. E
così, con questa pragmatica filosofia calcistica, il Chelsea ha ottenuto un
risultato a reti bianche contro lo spumeggiante Atletico Madrid di Simeone che,
pur adottando la tattica del 4-4-2, non è riuscito a superare il muro creato da
Mourinho. Una tattica studiata nei minimi particolari, quella del tecnico
portoghese, che ha disinnescato l’attacco spagnolo a cominciare da Diego Costa.
Al Calderon di Madrid il clima è sempre stato da corrida e, anche contro il
Chelsea, si è creato lo stesso ambiente. Ma, come abbiamo già ampiamente detto,
le furie biancorosse spagnole non sono riuscite a penetrare nell’arcigna difesa
inglese. Un atteggiamento molto prudente, quello voluto da Mourinho, che ha
dovuto rinunciare a Eto’o in attacco
sostituendolo con Torres, unica
punta. E, come se non bastasse, anche il portiere Cech ha dovuto abdicare durante la gara per un infortunio che gli
ha precluso la stagione anzitempo. Una serata di Champions, dunque, che ha “tradito”
le attese degli amanti dello spettacolo, dell’arte pura del pallone, di coloro
i quali si aspettano il numero del fuoriclasse, delle grandi azioni di gioco ed
emozioni da vivere. Ma questo calcio ci ha insegnato ormai da molto tempo che
vincere è l’unica cosa che conta: la sconfitta, come dice Mourinho, non è
contemplata.
Salvino
Cavallaro