IL MILAN DI MONTELLA BATTE UN TORINO TROPPO FRAGILE IN DIFESA


Buona la prima per il diavolo
rossonero che ha incontrato in casa il Torino dell’ex Sinisa Mihajlovic. Sotto gli occhi del nuovo
C.T. azzurro Giampiero Ventura presente in tribuna, le due squadre si sono
affrontate a viso aperto. Il Milan di Montella ha vinto 3 a 2 una partita che
ha evidenziato la tripletta di Bacca, ma ha accompagnato momenti di alti e
bassi di un gioco che ha bisogno di oliare i meccanismi di squadra voluti dal
nuovo tecnico. Strano destino, quello del colombiano, che fino a una settimana
fa doveva essere ceduto per far cassa e adesso è diventato il punto
insostituibile dell’attacco rossonero. E poi c’è anche da considerare la fase
di transizione che la società rossonera sta vivendo dopo l’acquisto da parte
della cordata cinese. Montella ha schierato i due esterni Abate e Antonelli con
il centrale Romagnoli che ha perso il duello con Belotti, autore di un gol e di
un rigore sbagliato al 94’ minuto. Ma l’eroe della giornata, dopo Bacca, è
stato il portiere Donnarumma, che ha parato il rigore e ha neutralizzato alcune
palle gol del Torino facendo vincere la sua squadra. La compagine granata, da
parte sua, ha mostrato gravi lacune in difesa, dove Molinaro e Moretti hanno
peccato di disattenzione in occasione dei gol di Carlos Bacca. Ma è tutta la
difesa del Torino a essere sottoaccusa per le numerose amnesie dimostrate in
più momenti di gioco. D’altra parte, è troppo presto per valutare una
retroguardia torinese che ha subito messo in campo i neo acquisti De Silvestri
e Rossettini, inseriti in una difesa a quattro che è sembrata impacciata nel
sincronizzare i movimenti. A centrocampo, poi, Obi e Acquah danno un apporto di
interdittori spesso esageratamente irruenti, con entrate fuori tempo che
mettono in difficoltà la squadra di Mihajlovic. In avanti Belotti è sembrato
troppo solo, specialmente dopo l’uscita dal campo per infortunio di Ljajic. Ma
ritornando al Milan di Montella che ha ricevuto i complimenti dal presidente
uscente Silvio Berlusconi, ha rischiato di pareggiare in extremis una partita
che, dopo i gol di Bacca, avrebbe dovuto amministrare con più logica tattica.
Segno evidente di un centrocampo che avrebbe bisogno di un apporto più
autorevole nella fase di costruzione del gioco e di interdizione più
intelligente. E’ una lacuna che il Milan, in questa fase complessa di
transizione delle figure societarie non può risolvere nell’immediato. Il credo
tattico di Montella, dunque, dovrà fare a meno della sua logica di centrocampo
finalizzato al gioco offensivo che tanto bene dimostrò nella Fiorentina. Vedremo
se i cinesi sapranno accontentarlo in seguito, almeno dopo che sarà terminata
la fase di assetto societario, che resta pur sempre la priorità di ogni società
di calcio che aspira ad alti livelli.
Salvino
Cavallaro