IL MILAN E LA SUA METAMORFOSI


Senza tanti fronzoli e con la
logica di un calcio semplice dove ogni contrasto si misura con la forza fisica,
il sudore e la voglia di sacrificarsi per il bene della squadra, il Milan di Rino Gattuso è la vera rivelazione del
2018. Il Milan fin dall’inizio di campionato, con una campagna acquisti fatta a
suon di milioni di euro, era considerata da tutti la squadra che si sarebbe
classificata in zona Champions, dando filo da torcere a Juventus e Napoli. Ma,
sotto la guida di Montella, il Milan ha dato dimostrazione di disorganizzazione
di gioco con l’alibi di avere costruito una squadra di campioni, i quali
avrebbero avuto bisogno di tempo per integrarsi tra loro. E così, più d’una
volta, ci si è chiesto se davvero la squadra rossonera fosse costituita da
campioni. Ma con l’avvento di ringhio Gattuso, i rossoneri hanno acquisito
grinta, determinazione, concentrazione, compattezza di gruppo, pur producendo
un calcio semplice. “Calma, non abbiamo ancora fatto nulla” dice Gattuso
buttando acqua sul fuoco dei facili entusiasmi. Ma i numeri parlano chiaro e dicono
di un Milan in corsa per un posto Champions, nonostante l’affannoso recupero
dovuto a un inizio di campionato disastroso. E poi con Gattuso, il diavolo
rossonero ha pure conquistato il diritto alla finale di Coppa Italia contro la
Juventus. Certo, in tutta questa positività, nel mondo Milan pesa
l’eliminazione dall’Europa League ad opera dell’Arsenal, che ha saputo
approfittare di una serata negativa dei rossoneri nel match d’andata. Nonostante ciò, la squadra
di Gattuso ha saputo reagire disputando in casa degli inglesi un inizio di
partita molto convincente sotto il profilo caratteriale. Purtroppo non è
bastato per passare il turno, ma c’è stata una reazione positiva. Segno che
certe delusioni che potrebbero creare deconcentrazione, vengono subito
assorbite grazie all’atteggiamento giusto; quello voluto da Gattuso. Con Bonucci e Romagnoli, il Milan ha trovato due centrali di difesa capaci di
integrarsi bene. Bonaventura, Biglia, Suso,
Kessie, costituiscono l’ossatura di un centrocampo capace di fare reparto
in fase di non possesso palla a favore della difesa, mentre, allo stesso tempo,
costruiscono le ripartenze in attacco a beneficio della rivelazione Cutrone (frenetico goleador) e del
“resuscitato” Andrè Silva. L’unico
incompiuto sembra essere Kalinic, il
quale non si è integrato perfettamente nel gioco voluto dal suo allenatore e
sembrerebbe in partenza per la Cina. E così, l’idea di Gattuso di dare le
chiavi del gioco del Milan a Suso,
si è rivelata preziosa e assolutamente azzeccata. Adesso il diavolo rossonero
si prepara al confronto di campionato contro la Juventus all’Allianz Stadium.
Sarà una bella sfida tra due squadre che non solo hanno obiettivi diversi da
raggiungere, ma hanno anche differenti metodi tattici e mentali. La qualità
della Juventus, la cui squadra ultimamente è stata cambiata più volte da
Allegri a causa dei tanti infortuni e dei numerosi impegni di Champions, dovrà
confrontarsi con la grinta e la determinazione di un Milan che verrà
sicuramente a Torino per pressare alto una Juve che tecnicamente gli è
superiore. Sarà una bella sfida sotto il profilo dell’intensità agonistica,
soprattutto nel vedere come mentalmente la Juve si approccerà alla gara,
sapendo che tre giorni dopo ospiterà il Real Madrid nella partita d’andata dei
quarti di finale di Champions. Il piatto è davvero ricco di succulenti
ingredienti che sapranno interessare i buongustai del pallone.
Salvino
Cavallaro