INECCEPIBILE JUVE E MILAN ANCORA DA PLASMARE


Tenuto conto che nel calcio la vittoria è di basilare
importanza, ci sono partite la cui analisi va oltre questo pur fondamentale
concetto di football da vertice. La gara tra Milan e Juventus ha dato molti
spunti di riflessione su come si vincono partite che oltre ai tre punti
conquistati in classifica, fanno pensare a una ritrovata squadra che ha fatto
emergere valori e gioco che si erano persi. E non è un caso che la Juventus di
Allegri abbia sfoderato una partita maiuscola in quel di San Siro, al cospetto
di un Milan che ha pressato alto per i primi quindici minuti di partita, ma che
poi (dopo la traversa colpita da Kalinic) è apparso confuso e sovrastato dalla
superiorità messa in campo dalla Juve. Con la doppietta di Higuain, la squadra
di Max Allegri ha ritrovato l’equilibrio di tenuta fisica e mentale fino alla
fine della gara. Era il grave problema della Juventus di quest’anno, spesso
vittoriosa ma incapace di chiudere le partite per non soffrire attraverso
momenti di inspiegabile astenia. Alla vigilia di questa partita, l’allenatore
della Juve l’aveva detto con tutta chiarezza: “Se giochiamo come contro la Spal, usciremo da San Siro con le ossa rotta”. E, se pensiamo che la
Juve nel turno infrasettimanale contro la Spal ha vinto 4 a 1, qualcuno si era
chiesto come mai il tecnico livornese avesse fatto questo appunto proprio a
posteriore di una tale e roboante vittoria carica di gol. Il riferimento chiaro
era rivolto al gioco e ad un’attenzione troppo flebile e altalenante della
squadra, che la Juve non può permettersi contro nessuno. E, in effetti, i suoi
ragazzi hanno eseguito alla lettera il suo suggerimento, disputando una partita
che è stata perfetta dal punto di vista tattico – tecnico – agonistico e di
continuità nervosa nell’essere lucida e attenta fino alla fine. Nella Vecchia
Signora non abbiamo visto un solo attimo di rilassamento sia in difesa che a
centrocampo e in attacco. Ma, su tutti, dobbiamo dire che è stata la giornata
di Higuain che ha toccato quota 101 di gol segnati in Serie A, proprio nella
giornata migliore della sua squadra. Allegri chiedeva una svolta e la prima
risposta c’è stata, proprio a posteriore di quell’atteggiamento plateale di
togliersi nervosamente la giacca in campo e sbatterla a terra con la furia di
chi non vuole vedere certe storture e disattenzioni ripetute. L’aveva fatto l’anno
scorso a Reggio Emilia durante la partita contro il Sassuolo, e poi tutti
sappiamo com’è andato il proseguire della Juventus in campionato. Adesso è
successa la stessa cosa prima della partita contro il Milan, e adesso siamo tutti
curiosi di vedere se quella giacca sbattuta via di brutto, sortirà lo stesso benefico
risultato nella continuazione del campionato e della Champions. In casa Milan,
come abbiamo detto pocanzi, c’è ancora molto da fare. Non convince il centrocampo
con un Biglia irriconoscibile e un Suso evanescente, intrappolato come è stato
dalla marcatura asfissiante voluta da Allegri. Il risultato è che Kalinic ha
ricevuto pochi palloni giocabili, nonostante il da farsi volenteroso di Borini
che, però, non è stato pregnante per la causa rossonera. Risultato evidente è
che la squadra di Allegri ha avuto gli uomini giusti al posto giusto, mentre
Montella no; ed è per questo che colleziona 5 sconfitte in 11 giornate di
campionato. La Juve è lassù, in alto alla classifica i compagnia di Napoli e
Inter e, se non ci saranno sorprese di percorso, contenderà proprio a queste
squadre la vittoria finale.
Salvino
Cavallaro