MAX ALLEGRI È ALLA PROVA DEL NOVE


Da sempre trincerata davanti al suo stile che
vuol anche dire non far trapelare mai le proprie magagne interne, la Juventus
si è trovata davanti a un bivio. Andare avanti con Max Allegri o scegliere di
rinforzare la propria difesa lasciando però gli intoccabili santoni della BBC?
Agnelli, Marotta e Paratici hanno scelto Allegri come fiducia per una riprova
alla scalata della Champions. Da qui nasce il naturale allontanamento di
Leonardo Bonuci e Dany Alves, rei di avere creato scompiglio nell’ambito dell’equilibrio
di relazione tra la squadra e il suo allenatore. Adesso Max Allegri sa che se è
vero che la società l’ha appoggiato in maniera incondizionata, è altresì vero
che al primo cenno di cedimento, per forza di cose anch’egli dovrà cambiare
aria. Subito dopo quella finale di Cardiff, l’allenatore bianconero aveva
dichiarato: “Ho pensato di lasciare la
Juventus”. Segno evidente che non era soltanto l’amarezza di avere perso in
malo modo quella Champions contro il Real Madrid, ma piuttosto il rammarico di
non avere saputo tenere legata la squadra proprio in quella dirittura finale
che significava molto, anzi diremmo proprio tutto per la Juventus, i suoi
tifosi e l’intero ambiente. E allora si spiega quella cenere mai spenta che si
alimentava tra le polemiche e l’insanabile antipatia tra Bonucci e il suo
allenatore. In tutta questa storia pensiamo che nessuno sia indenne da colpe,
nemmeno il salvato Max Allegri che nel corso del Campionato e anche della Champions
ha manifestato grandi insicurezze mascherate da una forma di buona sorte dopo
quel di Firenze, in cui si spinse a presentare una Juventus a trazione
anteriore, senza tuttavia smembrare una difesa che appariva imbattibile.
Questione di fortuna o di consapevolezza nel tentare vie nuove mai azzardate
per timore di peggiorare la situazione? Crediamo che entrambe le cose si
traducano in quello che poi ha portato la Juventus a vincere il sesto scudetto
consecutivo, la Coppa Italia e una finale di Champions persa nel peggior modo possibile.
Oggi, dopo essersi sbarazzato di Bonucci e Dany Alves, Max Allegri sa che si
trova ormai in una via senza ritorno e che da lui ci si aspetta la vittoria
della Champions League, prima ancora che lo scudetto e la Coppa Italia. La
Juventus pare coccolarlo in tutti (o quasi) i suoi desideri; ha acquistato
Douglas Costa, Bernardeschi, il suo pupillo De Sciglio, ha tentato di superare
una situazione difficile per l’acquisto di Schick che Allegri considera un
predestinato, ha comprato Szczesny come vice Buffon di lusso, mentre sta
insistendo per l’acquisto di un centrocampista forte fisicamente, per potenziare
un reparto apparso molto tecnico ma fragile. Insomma un top player che possa
ancor più alzare l’asticella e colmare definitivamente quel gap tecnico ancora
esistente tra la Juve e il Real Madrid. Ma, al contrario dell’anno scorso in
cui la Juventus è stata la regina del mercato con il botto Higuain, quest’anno
i tifosi juventini mugugnano un po’ e si suddividono nei pareri riguardanti
Allegri e in un mercato che ad oggi non appare del tutto soddisfacente. Staremo
dunque a vedere che cosa accadrà in seguito in casa Juve e, soprattutto, come
il suo allenatore saprà gestire al meglio un peso che per lui sarà certamente
più pesante da sopportare. Mettere da parte le insicurezze del passato è
indispensabile, mentre è essenziale ritrovare l’armonia di gruppo che deve
associarsi agli stimoli che non si possono mai perdere in una società come la
Juve in cui vincere è l’unica cosa che conta.
Salvino
Cavallaro