MERCATO TORO. IN CASA GRANATA SI RESPIRA ARIA NUOVA.


Il mercato in entrata del
Torino entra nel vivo delle operazioni. Dopo l’acquisto del difensore del
Frosinone Arlind Ajeti (a breve si sottoporrà alle visite mediche) che è
chiamato a sostituire Glik passato al Monaco, i nomi ricorrenti da molto tempo
sono quelli di Ljaiic, Iago Falque e Giaccherini. Per quanto riguarda il serbo,
che sembra tentennare per aver ricevuto un’offerta da parte del Celta Vigo che
verserebbe alla Roma 9,5 milioni di euro, la situazione sembra essere in posizione
d’attesa. Il D.S. Petrachi ha offerto 7
milioni di euro, ma alzerebbe eventualmente l’offerta se si concludesse anche
per Iago Falque. Dunque, se è vero che la Roma per la vendita di Ljaiic
incasserebbe più soldi dal Celtic Vibo, è altrettanto vero che il Torino
acquisterebbe due giocatori anziché uno, con un sostanzioso gruzzolo di milioni
di euro. Per quanto riguarda invece Emanuele Giaccherini, dopo lo splendido
campionato europeo giocato con la Nazionale di Conte, il suo valore di mercato
è sostanzialmente lievitato. Il Torino avrebbe trovato l’accordo con il
Sunderland – società detentrice del cartellino di Giaccherini – offrendo al
giocatore un contratto triennale di 1,3 milioni di euro annui. Al momento il
giocatore sembra guardarsi intorno, mentre il suo procuratore Fulvio Valcareggi
è tempestato di richieste che arrivano da più parti. Vedremo cosa accadrà nel
prosieguo del mercato del Toro che, come dicevamo pocanzi, ha sistemato in uscita Kamil Glik ed ha pure
concluso la trattativa con l’Independiente per Sanchez Mino. C’è poi un mercato
granata in entrata che è di minore importanza e che riguarda ad esempio un
certo Lucas Boyè, l’argentino che è atteso per le visite mediche di rito, ma
che deve ancora convincere Mihajlovic , nell’inserimento del suo eventuale
scacchiere tattico che sta già pensando per il nuovo Toro. Lucas Boyè è
cresciuto nelle fila del River Plate ed ha vissuto l’ultima stagione nel
Newell’s Old Boys. Giovane attaccante nato nel 1996, di lui si dice un gran
bene. Vedremo se sarà così. Dunque, dopo il quinquennio granata di Giampiero
Ventura passato alla corte della Nazionale Italiana (a proposito, auguri al
nuovo CT azzurro) il Toro indossa un vestito nuovo di zecca. Non più arrangiato,
come certe situazioni di antica memoria gestionale del presidente Cairo, ma più
attuale a un modello di squadra e di società che intende salire sul treno
dell’Europa con il fermo obiettivo di restarci a lungo. Un progetto nuovo,
fresco, moderno, di una società che vuole riprendere l’immagine di quel modello
di calcio giovanile che in passato è stata fucina di talenti granata. Nuovo il tecnico, nuovo il
suo entourage, nuovo lo stadio Filadelfia e la casa granata, nuove le maglie
che stanno riscuotendo un grande successo tra i tifosi, nuovi i giocatori che
presto vestiranno ufficialmente la maglia del Toro. Insomma, la società di
Cairo si avvia a una nuova era fatta di quell’entusiasmo che specialmente
nell’ultimo anno era andato scemando tra i sostenitori granata. Pronti, via. Il
treno del Toro si avvia sotto i migliori auspici.
Salvino
Cavallaro