CHAMPIONS JUVE, SE SI OFFUSCA CR701 S’ILLUMINA LA JOYA


L’analisi
In una notte surreale ma
vincente, la Juventus mette in cassa forte tre punti preziosissimi per la sua
classifica di Champions. Diciamo subito che non è stata una bella partita,
soprattutto per “merito” della Lokomotiv Mosca che dopo essere andata in
vantaggio si è arroccata in difesa penalizzando il proprio gioco e quello degli
avversari. Ma c’è anche tanto demerito della Juventus, che fino al primo dei
due gol segnati da Dybala (coincisi con l’ingresso in campo di Higuain) è
apparsa smarrita nel suo vitale senso del gioco armonico e allo stesso tempo
utilitaristico. Nulla di tutto ciò è apparso all’Allianz Stadium, dove si è
notato soltanto un grande sforzo di volontà dato dall’onnipresente Cuadrado e da
Bentancur, per il loro instancabile apporto dato tra difesa, centrocampo e
attacco. Ma è dall’inizio di campionato che nella squadra di Sarri assistiamo a
un intervallarsi di partite spettacolo ad altre insipide come quella di ieri
sera contro la Lokomotiv Mosca. Quando tu pensi che in toto la squadra
bianconera abbia già assimilato il gioco voluto dal suo allenatore, ecco che
t’accorgi che ancora non è tempo di stabilità di gioco inteso nella sua pura
essenza dello spettacolo. E allora, mentre trascorrono i mesi e gli impegni si
fanno sempre più estenuanti, continuiamo ad assistere a un calcio che la
Vecchia Signora d’Italia stenta a recepire nei suoi basilari meccanismi
sarriani, mettendo in evidenza ciò che significa rivoluzionare in maniera
copernicana l’antico concetto di gioco. E allora continuiamo a dare tale
giustificazione ogni qualvolta si assiste a prestazioni bianconere come quella
contro i russi della Lokomotiv. Tuttavia, in una squadra così colma di grandi
campioni, ci si salva spesso nell’usufruire delle giocate dei suoi fuoriclasse
che mascherano in qualche modo in maniera individuale, quelli che sono i
problemi di un perfezionismo di gioco globale di squadra che stenta ad emergere
nell’arco dei 90 e oltre minuti di gioco. E così, quando CR701 non sembra in
serata adatta ai suoi grandi mezzi, ecco che si riaffaccia alla ribalta quel
Dybala che spesso è stato messo in panchina da Sarri non tanto per demeriti di
forma, ma soprattutto per un equilibrio tattico che non sempre può supportare
la presenza in contemporanea di Higuain, Ronaldo e lo stesso Dybala. Tuttavia,
in due occasioni (vedi partita contro l’Inter e la Lokomotiv) quando Sarri
decide di volere forzare in attacco la pressione del suo gioco, ecco che si
raggiungono con successo gli obiettivi sperati. Dunque, crediamo che questo
interrogativo della presenza in campo in maniera contemporanea dei tre
fuoriclasse si riproponga per tutto l’arco della stagione. Certo, il popolo
bianconero vorrebbe bearsi sempre di cotanto calcio spettacolo, ma non è
soltanto questo il problema che la Vecchia Signora d’Italia rinvigorita dagli
schemi moderni impartiti da Sarri, deve ancora assimilare. Il tecnico è un
perfezionista del gioco del calcio e, come tale, non intende modificare l’atavica
mentalità di casa Juve basata sul “vincere come unica cosa che conta”, ma vuole
anche aggiungere lo spettacolo di un gioco che intende divertire divertendosi. Per
far questo c’è bisogno di tempo. Lo sappiamo. Anche perché la bacchetta magica
non ce l’ha nessuno, neanche Maurizio Sarri.
Salvino
Cavallaro