LA JUVE VINCE LA COPPA ITALIA, MA IL MILAN AVREBBE MERITATO DI PIÙ.


Nella disamina della
partita di Coppa Italia tra Milan e Juventus, ci sono alcune premesse da fare.
Innanzitutto diciamo che se il football avesse le stesse regole della box, il
Milan avrebbe vinto ai punti. Ma, parlando di calcio, ha sempre ragione chi fa
gol e così ha vinto la Juve. Tuttavia, pur senza togliere nulla ai bianconeri che
dopo essersi laureati campioni d’Italia per la quinta volta consecutiva e hanno
pure bissato l’accoppiata scudetto – coppa, è opportuno fare alcune
considerazioni. Nel primo tempo si è vista solo una squadra: il Milan. Grande
acume tattico messo in campo dalla squadra di Brocchi, la quale si è espressa
alla grande soffocando ogni timida iniziativa d’attacco della Juve. Un 4-5-1 in
fase di non possesso palla, che si accompagnava a una freschezza atletica e
mentale, tale da sbalordire persino i più ottimisti sostenitori rossoneri. La
Juve di Allegri era partita strafavorita, ma la foga, il temperamento e la voglia
di non fare da sparring partner da parte del Milan, hanno fatto sì che i
bianconeri perdessero la loro consueta supremazia territoriale che si è vista
in campionato. Non era la solita Juve, ma non era neppure il solito Milan che
ha concluso il campionato in maniera fallimentare. Nel secondo tempo i
rossoneri hanno continuato a spingere in maniera convinta, ma non hanno saputo
trasformare in gol la grande mole di lavoro espresso da un centrocampo che dava
spazio agli esterni De Sciglio e Calabria che hanno messo in difficoltà la Juve.
Intanto la squadra di Allegri si è svegliata dal torpore del primo tempo, ed ha
cominciato ad alzare il baricentro del centrocampo. Tutto ciò non ha portato
immediati miglioramenti per la Juventus, ma si è rivisto un minimo di amor
proprio, nonostante la stretta e assidua marcatura di Poli su Hernanes (una
partita insufficiente la sua) e di Kucka su Pogba, tali da imbrigliare ogni
loro iniziativa di organizzazione del gioco. Al Milan è mancata la qualità
sotto porta, nonostante le buone iniziative di Bonaventura e di un Honda che è
stato capace di entrare in partita fin dall’inizio della gara. Insomma, l’unico
neo della squadra di Brocchi è stato rappresentato dalla non finalizzazione del
gioco. Il solo Bacca non è bastato per sbloccare un risultato di 0 a 0 che si è
protratto fino al novantesimo, decretando così i tempi supplementari. A questo
punto è entrata in gioco la maggiore qualità ed esperienza della Juve. Allegri,
infatti, mette in campo Cuadrado e Morata, dopo che nel corso del secondo tempo
aveva già sostituito lo stanco Evra con Alex Sandro. E così in una delle poche
ripartenze della Juventus si sblocca il risultato; cross di Cuadrado per
Morata, che lasciato imperdonabilmente solo in area di rigore infila di destro
l’incolpevole Donnarumma. La Juve vince così la sua undicesima Coppa Italia,
andando oltre i suoi meriti. Al Milan di Brocchi resta l’amarezza di non avere
vinto una partita, che per lunghi tratti del match sembrava essere alla sua
portata. Adesso, dopo essere stata estromessa completamente dall’Europa, la
società del presidente Berlusconi si trova al bivio di un futuro davvero
incerto.
Salvino
Cavallaro