MA SIAMO COSÌ SICURI CHE QUESTA JUVENTUS SBOCCERÀ A MARZO?


La litania è sempre la stessa. Da fine agosto
ad oggi, non facciamo altro che ripetere sempre le stesse cose; ma il gioco, le
idee, la brillantezza della manovra latita in maniera troppo evidente. Massimiliano
Allegri continua ad arrabbiarsi in panchina, s’inc….a, scatta via furibondo
negli spogliatoi a fine gara, e poi si presenta alle telecamere come se nulla fosse
accaduto. Dopo la partita di Champions contro il modesto Lione, che la Juve ha
pareggiato in casa, abbiamo rivisto il film di sempre: “I ragazzi hanno giocato una buona gara, peccato per quella
disattenzione in difesa, ma ci sta. In Champions non è facile, tutti pensano
che bisogna stare in testa fin dall’inizio della competizione, ma non è così.
Ciò che conta è vedere come ci si comporta nel mese di marzo, perché adesso è
solo importante centrare la qualificazione.” A parlare è Max Allegri con le solite parole di chi
ha appena visto un’altra partita e non quella della sua squadra, quasi volesse
difendere l’indifendibile. Basterebbe essere più sinceri senza offendere
nessuno, ma facendo un’analisi più veritiera nel rispetto dei tifosi e della
critica. A noi sembra che ad Allegri sia stata regalata una Ferrari che guida
con difficoltà, e stenta pure a capirne bene il suo funzionamento. Pjanic, Kedira, Hernanes, Dani Alves, chi li ha visti? Bonucci a fasi alterne, Chiellini
infortunato (più fuori che dentro), Marchisio
appena rientrato, Asamoah, Dybala e Pjaca
infortunati, raccontano di una Juve che non sta bene sotto il profilo fisico e atletico.
Un non star bene che si riflette in maniera psicologica in una squadra che ha
perso l’antico senso della sua personalità, della sua autostima, di quella
sicurezza che era la garanzia di Juventus. Eppure questa squadra riesce a
nascondere (neanche tanto) i gravi problemi di grande confusione esistente nell’ambito
di un gioco che non riesce a trovare neanche con il lanternino, solo per il
fatto di essere prima in classifica in campionato, restando in piena corsa per
la qualificazione Champions. E se questo fosse dato soltanto dalla mediocrità
della concorrenza? Potrebbe anche essere che per fortuna della Juve ci sia
anche questa probabilità. Certo, buon per lei e per i suoi tifosi, ma attenti
che nel calcio prima o poi i nodi vengono al pettine ed è facile pagare dazio
quando questo cercare di ritrovarsi è così lungo ad arrivare. In Italia anche
la Roma perde colpi, mentre il Napoli che in questo momento è la più bella
espressione del calcio italiano, ha gravi problemi in fase di realizzazione di
un gioco che è oggettivamente brillante. Il Milan deve maturare e l’Inter
sappiamo tutti in che situazione si trova. Dunque, qual è la vera antagonista
della Juventus di oggi? Nessuno, forse se stessa, mentre si specchia e si vede
così brutta, noiosa e trasmettitrice di sofferenza per i suoi tifosi e per gli
amanti del bel calcio. Ci auguriamo di sbagliarci, ma noi tutta questa
sicurezza in una Juve di primavera, capace di dimostrare brillantezza e
incantatrice di bel gioco, non ci convince per niente. Troppi i problemi da
risolvere in un centrocampo provato e riprovato mille volte con situazioni
tattiche e giocatori diversi, ma la sostanza è sempre la stessa. La Juve annoia,
ed è penalizzante per lei il confronto del gioco brillante messo in mostra da
squadre come il Barcellona e il Manchester City, capaci di affrontarsi nei
match di andata e ritorno con il cipiglio di chi è in grado di dare spettacolo,
di fornire calcio ad alti livelli, dove l’evento sportivo dà la misura del
prezzo pagato per assisterlo. Non vogliamo essere disfattisti o penalizzanti di
un qualcosa che non vediamo chiaro, tuttavia, se a marzo veramente questa Juve
dimostrerà attraverso il gioco ritrovato e la fluidità di idee, di essere veramente
a livello delle migliori squadre europee, saremo certamente i primi a
rallegrarci nell’affermare con onestà intellettuale di esserci sbagliati. Ma
oggi no, perché quello che vediamo non è calcio prodotto da una squadra la cui
società ha speso molto denaro per vincere una Champions forse stregata per i
colori bianconeri, ma sempre splendidamente affascinante per i suoi tanti
tifosi sparsi in tutto il mondo.
Salvino
Cavallaro