ALLEGRI, PERCHÉ QUESTA JUVENTUS CON IL FRENO TIRATO?


Juventus –
Siviglia 0 a 0. Il primo turno di Champions League 2016- ’17 della squadra
bianconera, ha mostrato dei chiaro scuri che fanno discutere su alcuni punti.
Fermo restando che alla Juventus sarebbe bastata un po’ di fortuna per portare
a casa i tre punti (vedi la traversa di Higuain nel secondo tempo, il colpo di
testa di Alex Sandro neutralizzato con la punta delle dita dal portiere
spagnolo e, non ultimo, il possibile rigore non dato per atterramento in area
di Pjaca sul finire della partita) ci chiediamo perché la squadra di Allegri
sia apparsa così timorosa e titubante, soprattutto nel primo tempo, allorquando
si è manifestato evidente un atteggiamento tattico troppo attendista. Uniche
due occasioni della prima parte della gara sono capitate sui piedi di Kedira,
il quale non ha saputo sfruttare due bellissime imbucate che avrebbero potuto
portare in vantaggio la sua squadra. Poi il nulla, mentre appariva ordinata e
ben messa in campo la squadra spagnola di Sanpaoli, il tecnico cileno che con
un 4-3-3 è stato capace di imbrigliare il gioco offensivo bianconero. E’ vero,
il Siviglia non ha fatto neanche un tiro in porta durante tutta la partita,
tuttavia, è bene dire che il non gioco sugli esterni da parte della squadra di
Allegri, ha agevolato di gran lunga la tattica degli spagnoli. E allora la
domanda viene spontanea: “Perché Allegri ha optato fin dall’inizio con un
centrocampo muscolare composto da Asamoah, Lemina e Kedira, lasciando in
panchina Pjanic che è capace di dettare i tempi? Più che un 3-5-2 posto all’inizio
della gara, la squadra di Allegri ha manifestato sul campo un 5-3-1-1 che la
dice lunga su un atteggiamento tattico molto guardingo nel corso dei primi 45
minuti. Poi, nel secondo tempo, approfittando di un calo fisico da parte degli
avversari, la Juventus è apparsa più aggressiva. E allora, perché non iniziare
la partita con la stessa foga agonistica dimostrata in buona parte dei secondi
45 minuti di gioco? Questo ci sembra un punto importante sul quale riflettere a
lungo, anche in considerazione del fatto che il calcio europeo ci insegna che
nella logica del gioco moderno è
prevista la presenza dei due esterni larghissimi, quasi incollati sulle linee
laterali. Tutto questo è allo scopo di creare un gioco arioso che possa creare
superiorità numerica, quando uno dei due esterni salta l’avversario per andare
a fondo campo e crossare in area di rigore. Perché la squadra di Allegri non l’ha
fatto? Forse perché i 3 attaccanti spagnoli che stazionavano stabilmente e in
modo aggressivo sulla trequarti campo, avrebbero potuto rappresentare un
pericolo per la porta di Buffon? Ma in tal caso, non sarebbe stato meglio
spingere con gli esterni Evra e Dani Alves a turno, organizzando nella fase di
interdizione uno scambio di ruoli con il centrocampo? Quello di regalare il
primo tempo agli avversari, non è purtroppo una novità assoluta per la squadra
di Allegri, che tende sempre ad aspettare il secondo tempo inoltrato per
affondare i suoi colpi, approfittando dell’inevitabile calo fisico degli
avversari. Ci sono certamente molte domande da farsi su questa Juventus di
Champions che tende a snaturare il suo atteggiamento di squadra brillante del
campionato italiano. E poi c’è un certo Pjaca da non sottovalutare, anzi
riteniamo proprio che questo giocatore giovane, dotato di velocità e ottima
tecnica di base, per le sue caratteristiche tecniche potrebbe essere utilissimo
alla Juventus, qualora Allegri decidesse di optare per un 4-3-3. Insomma, nell’analisi
globale di ciò che abbiamo visto allo Juventus Stadium nella prima di Champions,
riteniamo davvero che Allegri debba prendere coscienza di avere a sua disposizione
una Ferrari, che non può essere condotta come una 500.
Salvino
Cavallaro