SIMONE INZAGHI, L’ALLENATORE CHE SI ISPIRA AD UN CALCIO MODERNO


Ci sono allenatori di calcio
che in carriera sono stati veri campioni e hanno fallito la strada di coach e
altri che sono stati degli assoluti mediocri e si sono imposti come ottimi
tecnici di squadra. Simone Inzaghi
classe 1976, sta diventando poco per volta il simbolo di quanto si possa far
bene da allenatore pur essendo stato un modesto attaccante. La sua è una
carriera legata alla Lazio, dove sta maturando esperienze da allenatore
modello, capace di interpretare questo ruolo in maniera moderna, sia dal punto
di vista tecnico – tattico che da catalizzatore di idee atte a fare da trait d’union
nell’assemblare la sua squadra e renderla vivace nei vari ruoli di campo e di
spogliatoio. Un po’ come dire che nel calcio nulla s’inventa ma tutto si lavora
all’unisono con dedizione, voglia di arrivare senza troppe parole ma con l’ausilio
dei fatti. Simone Inzaghi è stato allenatore degli Allievi Regionali della
Lazio nel campionato 2010’11, poi ha assunto la guida degli Allievi Nazionali
dal 2011 al 2014 ed ha allenato la Squadra Primavera dal 2014 al 2016,
allorquando il presidente Lotito gli diede l’opportunità di allenare la Prima
Squadra. Piacentino di nascita, Simone Inzaghi è il profilo ideale di allenatore
per ogni società che ha grandi aspirazioni, in quanto alle capacità già esposte
prima, si aggiungono caratteristiche di serietà professionale, ottima presenza
e massima attenzione nei rapporti con i media nel non essere mai polemico e
irascibile, ma sempre attento a presentarsi con stile ed eleganza anche
verbale. E non è un caso che questa estate nel vorticoso giro di allenatori, la
Juventus di Andrea Agnelli aveva anche puntato su di lui come eventuale cavallo
di battaglia per il dopo Allegri. Oggi, con il senno di poi, forse avrebbe
fatto bene a preferire il tecnico della Lazio proprio per queste sue
caratteristiche che, secondo un nostro avviso, si sposerebbero perfettamente
con lo stile Juventus. E poi, puntando su Inzaghi, la Juve avrebbe ottenuto un cambiamento
più soft e meno rivoluzionario e integralista di quanto non ha fatto puntando le
sue scelte su Maurizio Sarri. Tuttavia, dobbiamo dire che col senno di poi è
tutto più facile, anche se non escludiamo che un giorno non lontano sia Agnelli
che Nedved e Paratici ritornino a rinvigorire questo pensiero su Inzaghi che
non è stato mai accantonato. Comunque, ogni idea su questo tema sarebbe al
momento molto prematura, ma conferma quanto anche dal punto di vista tattico
sia possibile in un prossimo futuro. Adesso Inzaghi sta bene dov’è. La sua Lazio
sta andando con il vento in poppa e, soprattutto, se resisterà a tenere la
freschezza fisica e mentale di oggi, siamo sicuri che sarà una delle candidate
allo scudetto. Lui, in questo campionato che ha già fruttato per la sua Lazio dieci
vittorie consecutive, ha sicuramente messo molto del suo essere giovane
allenatore dalle larghe vedute calcistiche moderne.
Salvino
Cavallaro