TIFO INTER, VIETATO AI DEBOLI DI CUORE.


E’ la squadra italiana che espone
maggiormente a rischio le coronarie dei suoi tifosi. Partite come quelle di
Champions contro il Tottenham e quella disputata in campionato contro la
Sampdoria a Genova, rappresentano davvero un rischio per chi soffre di cuore e
vive sempre con intensa emozione le sorti dell’Inter. La squadra di Spalletti
ha cominciato il campionato a fasi alterne, evidenziando certi chiaro scuri che
sanno ancora di un work in progress più confuso
che persuaso. La difficoltà di Icardi a fare gol (bravo nei 16 metri ma
inconcludente quando parte da lontano), i vari errori di confusione di Perisic,
la mancanza di continuità di Brozovic e Vecino, la non ancora perfetta forma di
Nainggolan, l’infortunio di Vrsaljko, sembrano essere alla base dei veri
problemi dell’Inter di Spalletti. Unica nota lieta sembra essere l’acquisto di
Asamoah, diligente tatticamente e poco propenso a sbagliare. Dunque, un’Inter
che ripete anno dopo anno gli stessi errori che non la fanno più ritornare ai
fasti di un tempo, come vorrebbe il tifoso nerazzurro così affettivamente
legato a quel triplete di ormai lontana memoria mourinhiana. E allora,
nonostante i notevoli acquisti che la società nerazzurra ha fatto quest’anno,
la storia dell’Inter si ripete nella sua ormai cronica incertezza del gioco
giusto da fare in base alle caratteristiche tecniche dei suoi calciatori. E
allora è colpa dell’allenatore, della società o dei giocatori? Un dilemma che
si sta protraendo ormai da troppi anni in casa nerazzurra e che ancora oggi non
ha saputo risolvere. Sempre legati all’ultimo minuto, sempre appesi all’esile
filo di quella speranza che a lungo andare nuoce la tranquillità di tutto l’ambiente.
Basti pensare come l’Inter dell’anno scorso è entrata in Champions League e
come quest’anno ha risolto la sua prima partita nella manifestazione europea.
Sempre all’ultimo, sempre con fatica immensa, sempre lì a scatenare l’entusiasmo
del popolo interista dopo le sofferenze somatizzate da tanta deludente attesa.
Sarà perché come dice il suo inno ufficiale è “Pazza Inter” (ma tu amala), sarà
perché certa storia si lega ai risvolti dei cicli calcistici, fatto è che anche
la sofferenza e la gioia sportiva hanno i loro limiti. Per questo l’Inter di
Spalletti deve trovare presto la sua continuità, il suo gioco che abbiamo visto
soltanto a fasi alterne e sempre improvvisato dal gesto tecnico di questo o
quel campione, ma mai dalla coralità della squadra. E dopo la partita
rocambolesca contro la Sampdoria, in cui la squadra nerazzurra ha evidenziato ancora
il suo nervosismo e i suoi limiti, pur vincendo il match in extremis, adesso
deve convincere se stessa proprio contro una Fiorentina che sta facendo bene in
campionato. Un risultato positivo nel gioco e nel risultato, che potrebbe
significare il ritrovato cammino sulla strada della continuità. Solo così il tifo
nerazzurro sarebbe libero a tutti. Anche ai deboli di cuore!
Salvino
Cavallaro