TORO, GESTISCI BENE SIMONE ZAZA


Così dice il patron Urbano Cairo: ”Zaza e Belotti dal primo minuto? Non influirò mai sulle
scelte di Mazzarri”. Invece noi
diciamo che Belotti e Zaza devono giocare insieme per il bene
della squadra. In un Torino che deve raggiungere l’Europa per il campionato
2019’20, si prospetta già qualche variante tattica che alla luce della sua rosa
attuale fa pensare in positivo. L’organico è di buona qualità tecnica anche in
virtù della scuola di pensiero tattica di Walter
Mazzarri, il quale predilige il 3-5-2 in fase di possesso palla che poi
diventa 5-3-2 nel non possesso. Detto ciò, ci viene da pensare come
armonicamente il tecnico toscano possa sistemarsi in campo, avendo Belotti, Iago Falque e Zaza a
disposizione. Da quanto si evince dalle prime partite di campionato del Toro (che
ha fatto molto bene dal punto di vista del gioco), c’è la chiara mancanza di
tenuta atletica da parte del nuovo acquisto Simone Zaza. Il ragazzo scalpita per giocare, ma a nostro avviso è
giusto non affrettare il rientro e preparare il giocatore in maniera tale da
rendere al cento per cento. Ma le idee devono essere chiare fin dall’inizio,
proprio per evitare tentennamenti eventuali su un attacco che apparentemente
potrebbe sembrare troppo proiettato in avanti. E’ chiaro che in fase di
possesso palla Belotti e Zaza possono essere devastanti per qualsiasi difesa,
tuttavia, i meccanismi tattici devono essere provati e riprovati proprio nella
fase più delicata: quella relativa al non possesso. Da parte dei due attaccanti,
deve essere insita l’idea del sacrificio fatto a turno in supporto al
centrocampo. La squadra deve essere corta e attenta a interdire nel momento del
bisogno. Iago Falque ha già dato
prova delle sue qualità tecniche di ottimo esterno, capace anche di fare la
doppia fase di gioco. Dunque, non si pensi di tenere ancora per tanto Zaza in panchina se non nei tempi
tecnici necessari per rigenerarlo dal punto di vista atletico. Lui è un giocatore
indispensabile per l’attacco del Toro perché ci mette sempre l’anima, va a
pressare anche su palloni impossibili e non risparmia mai coraggio ed energie
fisiche. Quindi, pensiamo proprio che il Torino e Walter Mazzarri abbiano il
dovere di gestire bene il giocatore proprio in questa fase delicata della sua
carriera. Nel calcio si creano spesso alcuni dualismi inventati ad arte per
giustificare certi risultati negativi, tuttavia, Belotti e Zaza si integrano bene proprio perché hanno diverse
caratteristiche. Entrambi sono bravi a lottare su ogni pallone, ma sono
dissimili nel concepire il calcio d’attacco. Forte fisicamente, il Gallo Belotti è un leader carismatico
perché trasmette tanto alla propria squadra, ai propri compagni e ai tifosi. Simone Zaza, 27enne ex giocatore del Valencia, è uno che ama stupire per
la sua generosità e per il coraggio che ha da vendere. Spesso esagera in
comportamenti a limite del regolamento, tuttavia, resta sempre un punto fermo per
la sua vivacità d’attacco capace di contagiare positivamente i compagni di
squadra. Dunque, si rifletta attentamente in casa granata su come utilizzare
bene tatticamente questi due campioni di calcio che, secondo il nostro avviso,
faranno la differenza concreta nel Toro di quest’anno.
Salvino
Cavallaro