INTER, GRANDE VOGLIA DI ESSERE LA VERA ANTI JUVE.


Senza se e senza ma, l’Inter di quest’anno è
indiscutibilmente più forte dello scorso campionato. Pur nel rispetto del fair
play finanziario imposto dalla Uefa, la società nerazzurra non ha badato a
spese. Vrsaljko, De Vrij, Asamoah, Nainggolan,
Martinez, Keita, Politano, si sono aggiunti ai vari Skriniar, Miranda, Dalbert, Gagliardini, Vecino, Borja Valero,
Brozovic, Icardi, Perisic e Candreva,
che facevano già parte dell’organico dello scorso campionato. Ebbene, se
contiamo (almeno a quanto si vocifera nell’ambiente nerazzurro) il possibile
arrivo a gennaio di Luka Modric,
possiamo dire davvero che per Luciano
Spalletti non ci siano più attenuanti di sorta. Lui che è il timoniere di
questa squadra ormai dal 9 giugno 2017, deve in qualche modo costruire una
squadra capace di vincere, convincere e inserirsi di diritto come la più accreditata
a essere la vera anti Juve. In base alla sua eccellente rosa di giocatori, la
società nerazzurra e il popolo di fede interista premono per vedere una squadra
che arrivi più in alto possibile sia in campionato e in Champions League. Il
modulo preferito dall’allenatore toscano è sempre stato il 4-2-3-1, un assetto
tattico che spesso non ha sortito i frutti sperati, forse anche per effetto di
un Maurito Icardi apparso troppo
solo in attacco, anche per la mancanza di una verticalizzazione di gioco che
non c’è. Eppure, con l’arrivo dell’esterno Politano
e la velocità di Perisic, se
utilizzati leggermente più avanti rispetto al concetto di gioco di inizio
campionato, pensiamo sia possibile dare all’argentino maggiori chance per
andare in gol. E poi c’è ancora il centrocampo da assemblare in maniera più
consona alle caratteristiche tecniche dei vari Nainggolan, Brozovic, Vecino, Borja Valero and company. La difesa nerazzurra
appare il reparto più completo, con i vari Skriniar
e De Vrij a far da garanzia centrale
agli esterni Vrsaljko e Asamoah. Insomma, Luciano Spalletti a questo punto sa di non avere più alcuna scusa
da accampare in caso di insuccesso di questa Inter, alla quale manca forse solo
quel Modric lungamente inseguito
questa estate e che sembra ritardare di qualche mese il suo arrivo a Milano. L’uomo
che faccia la differenza a centrocampo, che distribuisca palloni e che sappia
prendere in mano la squadra con autorevolezza. Tuttavia, tenuto conto di quanto
sostenuto pocanzi, diciamo che la mancanza di una figura così carismatica nell’ambito
della squadra sia soltanto un piccolo neo ancora da colmare, ma che non può
rappresentare un alibi nell’eventuale insuccesso da parte dell’Inter di quest’anno.
L’organico della squadra nerazzurra è di prim’ordine dal punto di vista tecnico
e deve in qualche modo poter manifestarlo sul campo attraverso il gioco e le
vittorie. Luciano Spalletti sa bene che nel calcio
contano i risultati e se questi non arrivano il primo a saltare è proprio l’allenatore.
Ecco perché questo campionato 2018’19 sarà per lui la prova del nove in un’Inter
che è stata costruita per ritornare presto ai fasti di un tempo.
Salvino
Cavallaro