JUVENTUS, TRA LAMPI DI GIOCO E TANTO BUIO


Ma dov’è tutto questo decantato
gioco divertente che l’ambiente juventino s’aspettava con l’arrivo di Sarri? Dov’è
questa smania di gioco offensivo fatto di stelle capaci di amalgamarsi
tatticamente al collettivo di squadra? C’era una volta la squadra noiosa di
Allegri che stizziva fino all’ultimo minuto per sofferenza nei confronti dell’avversario,
ma là dietro aveva Chiellini, Bonucci e Barzagli a far da trincea in quella
logica di calcio in cui lo scudetto lo vinci se prendi meno gol. Ok, questa
scuola di pensiero è stata sorpassata a livello europeo per far posto a un
calcio più dinamico, offensivo e tatticamente più attento a pressare alto e
offendere l’avversario attraverso un maggior possesso palla e movimenti che
sappiano costruire un gioco di squadra armonico e più propenso a fare gol.
Tutto questo a livello teorico non fa una grinza, tuttavia, crediamo che certi
meccanismi per essere perfetti necessitino di molto tempo. Ma la Juve
storicamente non è una società che dà molto tempo alla squadra e agli
allenatori per raggiungere certi risultati. Ora, partendo dal presupposto che
nessuno ha la bacchetta magica per potere costruire nell’immediato una mentalità
di gioco che sa di radicale rivoluzione filosofica, così come la società
bianconera ha chiesto a Sarri, è altresì vero che già alla quarta giornata di
campionato si dovrebbe avere chiaramente un’idea di ordine tattico su cosa si
voglia davvero costruire per dare alla Juve quella fisionomia di gioco
brillante tanto voluta in casa bianconera. Ebbene, ad oggi tutto questo non c’è,
perché vediamo una Juventus slegata tra difesa, centrocampo e attacco, che
sbaglia molti passaggi, che crea confusione tattica, che prende troppi gol su
palle inattive e, soprattutto, si affida ai suoi singoli campioni senza badare
al gioco di squadra. Non è un bell’inizio per una Juventus che quest’anno ha
costruito una squadra per vincere la Champions e primeggiare ancora in un
campionato in cui è consapevole di avere forti antagoniste come Inter, Napoli e
tante altre squadre che si sono rafforzate rispetto allo scorso anno. Si attende
dunque una Juventus bella e vincente, armoniosa e chiara sotto il profilo di
una personalità di gioco che in questo momento non c’è. Si cominci intanto a
dare un profilo di squadra base, senza avere le incertezze tecnico tattiche che
sembrano evidenti quando non si sa come utilizzare i vari Demiral, Dybala,
Bernardeschi, Rabiot, Ramsey, Emre Can, Bentancur. Allora, il problema sta nell’abbondanza
di campioni e in una rosa che non è stata sfoltita a dovere durante questa
estate, oppure è l’incapacità di sapere gestire un gruppo così numeroso? E poi
De Ligt che tutti aspettano per giustificarne il costo, non è un altro problema?
Tutte domande che attendono una risposta ben precisa, su una confusione tattica
e organizzativa che francamente non ci sembra proprio da Juventus.
Salvino
Cavallaro