LA ROSA EXTRA LARGE DELLA JUVE CREA PROBLEMI A SARRI.


Dopo l’esclusione dalla Champions di Mandzukic
e di Emre Can che ha ufficializzato il proprio disappunto, in casa Juve aleggia
una certa qual insoddisfazione da parte di Maurizio Sarri nei confronti di
Fabio Paratici, per non essere riuscito nel mercato appena chiuso, a sfoltire
una rosa composta da troppi giocatori che mal volentieri si adattano alla
panchina. Allenare la Juve non è proprio come allenare un’altra squadra, e
Maurizio Sarri pur nella sua soddisfazione di essere arrivato in carriera a
lavorare per la più scudettata squadra d’Italia, non nasconde le sue difficoltà
di gestire un gruppo di giocatori che per quantità e qualità non ha mai avuto.
Il muso duro che Sarri ha mostrato a Paratici in questi giorni, la dice lunga
su un carattere poco incline ad abbassare sempre la testa alla società per cui
lavora. Un problema nuovo che l’ex allenatore di Napoli e Chelsea non aveva
messo in conto, non sono le questioni tecnico tattiche, dello spogliatoio, del
turnover, ma è la gestione di un alto numero di campioni cui comunicare certe
scelte che apparterrebbero alla società. Evidentemente Sarri era stato chiaro
fin dall’inizio, dando alla società i nomi dei giocatori da trattenere e altri
da cedere. Ma, evidentemente, l’opera di Fabio Paratici non è stata impeccabile
da questo punto di vista. Prima Mandzukic, poi Khedira, Matuidi, Rugani,
Dybala, Higuain, Emre Can, Cuadrado, e ancora marcia indietro per Higuain (che
si è inserito bene) Dybala (che fino alla fine è stato in bilico se restare o
essere ceduto), Khedira (improvvisamente rinato per il gioco di Sarri), Matuidi
(anch’egli promosso a titolare) insomma, possiamo dire che la confusione in
casa Juve è di casa. Eppure eravamo abituati a una Vecchia Signora simbolo di
chiarezza di idee e ottima gestione, mentre in questa occasione si sta mettendo
in evidenza l’esatto opposto. C’è chi rimpiange Beppe Marotta e c’è chi
(Agnelli e Nedved) difendono a spada tratta Fabio Paratici perché il giovane e
rampante dirigente della Juve ha lavorato bene in entrata, anche se le
circostanze non l’hanno aiutato a fare altrettanto bene nell’uscita dei
calciatori suggerita da Sarri. Al momento in mediana ci sono sette giocatori
per tre maglie, Khedira, Pjanic e Matuidi al sono i titolari, mentre Ramsey,
Rabiot, Bentancur ed Emre Can aspettano di giocare. Lo stesso discorso va fatto
per l’attacco, dove Dybala, Mandzukic e Bernardeschi sembrano chiusi da
Ronaldo, Higuain e Duglas Costa. Una serie di top campioni di Club da vertice
europeo che, tuttavia, devono essere gestiti con l’aiuto della società che
dovrebbe in qualche modo alleggerire il lavoro già difficile di tattica e
tecnica in una squadra che deve ancora assorbire il credo calcistico del nuovo
allenatore. In questo caso il “comandante” Sarri è stato messo davanti a una
situazione del tutto nuova. Ma la Juve non può avere smarrito improvvisamente l’antica
forma ordinata di chi ha le idee chiare e vincenti. La confusione non è mai
regnata alla Continassa. E allora cosa succede quest’anno alla Vecchia Signora
d’Italia, nonostante il suo primato in classifica a punteggio pieno?
Salvino
Cavallaro