DAVID WILLIAM CARUSO, TRA MUSICA ROCK E ULTRAS LAZIALE.
-(800x800)-(640x640)-(350x350).jpg)

Nel variegato mondo
della musica moderna, capita spesso di conoscere personaggi che per le loro
peculiarità artistiche e umane, fanno la differenza e, per questo, sono capaci
di stuzzicare la curiosità della gente. David
William Caruso nasce a Roma nel 1984 e studia pianoforte fin dall’età di 6
anni. A 16 anni prende in mano la chitarra e la suona da autodidatta. Inizia a
cantare da piccolo, accompagnato da suo padre. Intanto passano gli anni e David
si accorge che la musica rappresenta il senso della sua vita. Il rock è il
genere musicale che più si confà con il suo modo d’essere e così inizia un
percorso musicale che oggi lo pone tra le più interessanti proposte musicali
dello scenario italiano. Ma c’è un altro aspetto importante di questo giovane
artista romano: il suo amore per la Lazio e il modo di interpretarlo attraverso
la filosofia degli ultras. Una fede che nasce fin da quando era piccolo, per
essere vissuto in una famiglia dai colori biancocelesti. E non è un caso che
tra le tante incisioni discografiche di David William Caruso ci sia l’inno
della Lazio intitolato “Avanti Lazio”. Ultimamente ha anche girato il
video del primo singolo “Vita da ultras”
tratto dal suo album “Non voglio
rimorsi”. E’ notizia di questi giorni, l’uscita del suo primo singolo
intitolato “Splendida così”. Ma noi
che ci occupiamo di sport a tuttotondo, abbiamo voluto intervistare David William Caruso nella veste di
tifoso ma anche di appassionato di calcio, cercando di entrare al contempo nel particolare
mondo degli ultras da stadio.
Vita
da Ultras. A chi pensa che la figura dell’ultras da stadio sia da considerare
pericolosa. Tu cosa rispondi?
“Non posso negare che
in parte lo è. Ma difficilmente nuoce alle persone “qualunque”. Il mondo ultras
è una ricerca del fronte avversario e non di famiglie e bambini. Il calcio è
uno sport popolare nel significato stesso della parola non in senso di fama. E'
praticato e seguito anche e soprattutto nelle periferie dove spesso il degrado,
in concomitanza con una miriade di problematiche sociali diverse, sfocia anche
nel mondo ultras. E' inevitabile. In Inghilterra sono riusciti con leggi ferree
ad assicurare tranquillità all'interno degli stadi. Ma ciò che accade fuori, in
privato è un mondo poco conosciuto dai comuni tifosi, ma ben radicato in
fazioni e persone molto numerose.”
Ascoltando “Avanti Lazio”, l’inno che
hai scritto per la tua squadra del cuore, mi è rimasta impressa una frase “Con
le voci ogni domenica paghiamo il nostro dazio”. Perché?
“Beh la frase che hai
scelto mi “preme” in particolar modo perché unisce i miei due amori. Amo
cantare e amo la mia squadra e l'unico modo che ho per ricambiare al meglio
delle mie possibilità, l'amore verso i miei colori è usare la mia “canna”
vocale e sputare fiato come se fossimo in 20 a cantare.”
Penso che la tua passione per la Lazio
risalga da varie generazioni di famiglia. Da tuo nonno, a papà, a te e tuo
fratello. Ma dentro di te si erge l’anima dura che esprimi attraverso la tua
musica. Sembra quasi una risposta a muso duro verso un mondo avverso. E’ così?
“La mia fede, la mia
religione, proviene da entrambi i miei nonni. Venuti a Roma quando la Lazio era
(e lo è ancora) l'unica squadra della capitale. Trasmessa da mio padre a me e
mio fratello entrambi meno “facinorosi” e più calmi rispetto a me. Loro lo
chiamano “temperamento artistico”. Io, perdonate il lessico, lo chiamo
“incazzatura”. E' bello quando qualcosa ti viene tramandata. Anche se a scuola
tu sei solo e “loro” sono tanti. Anche se devi abituarti a rispondere presto
nei bar già da piccolo alla domanda “sei d' a' Lazio e 'n te vergogni?!”. La
risposta ve la risparmio perchè la scurrilità preferisco lasciarla a loro e
allo stadio dove mi è concesso. Scrivere l'inno e pensare a loro, tutti loro, è
stato magnifico. La vera dedica va alla persona che mi ha motivato a scrivere
questo brano: un grande uomo di principi. Sono felice di essere riuscito a
scrivere qualcosa di diverso senza usare la solita terminologia “cielo , cuore
, amore”. Ho voluto scrivere qualcosa che carichi gli 11 leoni che scendono nel
santuario del pallone la domenica per dirgli : “Ragazzi … noi
siamo il dodicesimo in campo”.
Cosa
pensi dei gemellaggi di certe tifoserie?
“I gemellaggi nascono
spesso da amicizie createsi per diversi motivi: giocatori comuni, tifoserie
affini nel loro atteggiamento ed, a volte, anche per motivi politici. Devo
ammettere che però è davvero una cosa bella. Quando incontri determinate
squadre e le loro tifoserie gemellate con la propria vieni trattato come uno di
famiglia. E' strano ma questa è una cosa che amo del calcio. Entrare a Londra
con la maglia della Lazio con il nome Di Canio sulla schiena, in un pub nei
pressi di Upton Park ed essere sommerso da abbracci e birra è davvero una cosa
strana e calorosa allo stesso tempo. Niente di male, insomma.”
Da
Chinaglia a Miro Klose, passando da Di Canio. E’ la storia di una Lazio che ha
fatto sognare i suoi tifosi.
“La storia della mia
Lazio passa anche dai nomi da te citati. Guerrieri, gente con gli attributi.
Vanto della maglia che indosso la Domenica. Ma tanti nomi hanno fatto la storia
e sono meno menzionati. Da Nesta, a Gazza, da Maestrelli a Fiorini. La rosa non
è così bella senza spine e nella nostra storia di spine ne abbiamo avute molte
lo ammetto. Ma che bella storia quando l'allenatore per antonomasia di questo
secolo dice di aver incontrato la migliore squadra mai vista ed è proprio la
mia Lazio. Di tante spine una non riusciamo proprio a toglierla , ma il tempo
non guarda in faccia nessuno e spero ci aiuti presto. Tornerà il sereno!”
Cosa
pensi del calcio italiano e di questa Juventus che ha vinto cinque scudetti
consecutivi?
“Negli anni
ho notato che una sola cosa accomuna tutte le tifoserie italiane: l'astio nei
confronti della Juventus. Nei suoi trascorsi ha avuto tante “macchie” ed io
personalmente non amo affatto alcuni loro idoli (in particolare Platini). Il
calcio italiano oggi è calato nel suo prestigio perchè gli investitori non
vengono certo a buttare i soldi qui in mazzette e burocrazia infinita per poter
avere uno stadio proprio. Quotarsi in borsa , merchandising, insomma rispecchia
la situazione socio-politica del nostro Paese. Devo però riconoscere che questa
Juve ha davvero un organico molto forte. Giocatori unici come Pogba e Dybala.
Ma soprattutto le partite le vince in difesa. Può permettersi di schierare
spesso un uomo in più in mezzo al campo sostenuta da una difesa a 3 con Buffon
che ancora fa reparto da solo. Poi che Chiellini dovrebbe finire la metà delle partite
che gioca prima del fischio finale è solo un mio parere. Ma tanto di cappello a
quello che sta facendo negli ultimi anni. Ma non riesco a perdonare anni di
supremazia conquistata in modo losco e non troppo cristallino.”
Qual
è il tuo pensiero su Higuain e il Napoli di Sarri ?
“E' il
giocatore che tutti vorrebbero, tra i miei preferiti nel mondo. Oltre alla sua
prolificità è un guerriero, un combattente. Uno che non ci sta a perdere! Forse
l'unico vero Top Player (punta) nel nostro campionato paragonabile con i Top
Players dei grandi club europei. 36 reti in questa stagione… uomo che fa
reparto da solo. Lo scatto d'ira tanto biasimato è emblematico di quanta grinta
possegga! Averlo in prestito non ci dispiacerebbe, anche se mi accontenterei di
un ottimo Gabbiadini. Lo so “sto a sognà”, come si dice dalle mie parti. Per
quanto riguarda Sarri non credo di essere l'unico incredulo. Lo scetticismo
iniziale è stato spazzato via dopo il primo mese e mezzo. Non sono un amante
del suo predecessore ma questa è un'altra storia. Credo che in una squadra di
calcio influiscano tanti fattori: allenamento, strategia, tattica, spogliatoio,
incitamento. Poi c'è un termine poco usato che io chiamo “alchimia”. Questo è
necessario in una squadra vincente. E questo Napoli lo possiede. Un paio di
rinforzi dietro come si deve e la Juve faticherà l'anno prossimo anche se a mio
parere meritava qualcosina in più in Champions quest'anno.”
Ritornando alla tua
Lazio. Perché non riesce più da anni a reinserirsi nel novero delle prime squadre
della classifica italiana?
“Citando un
film che adoro,“la risposta al 90% delle domande è sempre :soldi”. La Lazio non
sta investendo e non ha investitori come i top club stranieri. Quest'anno
abbiamo avuto un'occasione e l'abbiamo buttata via. Era nata già “storta”
perchè proveniva da un miracolo e cioè l'errore dal dischetto del Pepita nello
scontro diretto. Ma non sono arrivati rinforzi. Pioli completamente incapace di
capire non tanto il valore quanto la posizione, la scelta e le capacità degli uomini
schierati in mezzo al campo. Una preparazione atletica ridicola a fare foto e
autografi tra le montagne stile Heidi. No, non ci siamo proprio. Il
pre-campionato è fondamentale. La Juve ne sa qualcosa visto l'inizio disastroso
quest'anno. Sono un sostenitore della circolazione di tanti soldi nel calcio ai
giocatori. Ma il lavoro è lavoro. Divertiti a Formentera ma se mi ritorni con 3
kg in più di birra sulla pancia te li tiro giù a calci nel sedere. Questo anche
a causa del peso che oramai posseggono i grandi procuratori non è nemmeno più
concesso di farlo agli allenatori. Miro in panchina per far giocare Djordjevic
; Keita schierato per metà campionato solo negli ultimi minuti. Gli occhi ce li
avete?!?!?! Li vedete i giocatori in allenamento?!”
Adesso
si parla di un avvicendamento nella panchina biancoceleste. Pensi che
sostituire Inzaghi con Sanpaoli sia un fatto positivo?
“Non ho
seguito l'operato di Sanpaoli (almeno per quanto riguarda la sua carriera nei
club) fino ad oggi e di conseguenza per me è un'incognita. Per quanto riguarda
Inzaghi, sono partito senza pregiudizi e con buone aspettative. Ma ho notato
che ha uno stile di gioco particolare. Tanta zona, e pressing solo dalla
propria metà campo. Non è una tattica che prediligo o che mi faccia impazzire.
La miglior difesa è l'attacco e con Miro, Keita e Candreva/Anderson avrebbe
potuto fare molto di più. Parolo quest'anno è stato molto deludente eppure
sempre titolare inamovibile. Un giovane Cataldi quasi “bruciato”, perchè
secondo le regole degli “zonaroli” in conflitto con Biglia. Non per fare
paragoni assurdi ma allora il Barcellona non avrebbe mai dovuto schierare Xavi
e Iniesta insieme perchè doppioni?! A calcio servono i piedi. Due mediani che
fanno girare il pallone fanno anche correre il doppio gli avversari. Il
centrocampo della Lazio di quest'anno, a mio modesto parere doveva essere
composta da Biglia, Cataldi e Savic nel ruolo di Tre-quartista. Mi sarebbe
anche piaciuto vedere Morrison più di 14 minuti totali nel campionato ma non ci
è stato concesso
questo
lusso. Sarà un serial killer e non lo sappiamo? Bah!”
Per
finire, David. Se tu fossi al posto del presidente Lotito, cosa faresti per il
bene della Lazio?
“Mi
dimetterei all'istante! E’ il presidente della prima squadra di questa città,
Capitale del nostro Paese, meritiamo rispetto e onore. I latinismi e le
“pizzicate” ai giornalisti le lasciamo al parroco del mio
quartiere qui a Pietralata.”
Salvino
Cavallaro